La caccia in Germania - per Daniele (e a chi interessa)

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  • andrea iozzo
    ⭐⭐
    • Feb 2010
    • 234
    • CALABRIA/MILANO
    • spinone

    #316
    Ho riflettuto molto sull'evolversi della nostra discussione e a questo punto mi pare emerga prepotentemente una realtà, peraltro già evidenziata da subito,che proprio non può essere ignorata se vogliamo essere realisti ed obbiettivi!E cioè che la nostra bella nazione ha una grande e diversificata realtà venatoria,culturale,faunistica ed ambientale,non chè legislativa tale da renderla quasi unica nel suo genere!E tutto questo trova ancor più valore alla luce delle diverse esigenze,esposte dai vari cacciatori, che si sono presentate durante i numerosi interventi!Infatti, quello che a prima vista può sembrare assurdo agli occhi di uno o assolutamente normale agli occhi dell'altro,è un fatto in realtà normale se considerato quanto detto prima.Mi spiego meglio.Se una regione come la mia (la Calabria)non "soffre" delle stesse problematiche della regione di Silvio (ad esempio) o di Dersu (esempio) è perchè noi non abbiamo,come ho già detto,nessun problema di:affollamento venatorio (se non per brevi periodi ed in alcune zone),eccessiva antropizzazione ed urbanizzazione,carenza cronica di selvaggina da penna grazie a quella benedizione che ogni stagione il buon Dio ci manda (quando +quando-),tradizioni venatorie in sintonia con quello che l'ambiente offre(tordi,beccacce ,quaglie,cinghiali,volpi...ed ognuno si accontenta di quello che trova senza ossessioni specialistiche o similari),bassissime tariffe per l'accesso agli a.t.c.(...diciàmolo..!),qualche zona che ,a discrezione del cacciatore che vi caccia("controllo" e "gestione" fai da te),è ancora ben popolata di lepri autentiche e selvatiche, e tutto ciò nonostante mezza regione è parco e le eliche (impianti eolici)ce le stanno facendo girare a noi!Ergo.....è normale che per la maggior parte di noi la 157/92 può rimanere benissimo così e ,se magari,ci fosse una migliore gestione del tutto (tipo Emilia o similare...per intenderci),a noi il modello tedesco o francese che sia,non solo non ci servirebbe ma neanche ci metterebbe di fronte ai problemi di attuazione, di cui ho scritto precedentemente,che,vi prego di credermi!,da noi non sono una fesseria!...non so se mi spiego!E credo che anche altri cacciatori di altre zone d'Italia non sentano questa esigenza per simili motivi (mi viene da pensare ai cacciatori U.N.C.Z.A.).A questo punto,io, non me la sentirei di biasimare proprio nessuno su queste scelte e posizioni!Ne tanto meno di tacciarlo di egoismo!Infatti,chi in vita sua ha sempre dovuto farsi in quattro per vivere e addirittura sopravvivere in un territorio,e casualmente si avvantaggia su di un aspetto, di sicuro secondario nella vita quotidiana di un uomo(come l'attività della caccia oggi),ma di grande interesse per quanto concerne la nostra passione,perchè mai si dovrebbe scomodare ad "alleviare " le pene altrui quando le sue non le ha mai alleviato nessuno e anzi.....(sotto questo aspetto ,effettivamente,Cicalone ha ragione.....![:D][:D]fa pure rima![:-golf])?Sembrerebbe necessario una sorta di "federalismo venatorio"(forse avrebbe più senso).Comunque sia, l'erroneità di applicare un metro ed una misura per tutto il territorio nazionale in materia venatoria,mi pare essere la principale problematica emersa da questa discussione ed un grande limite per chi spera in cambiamenti futuri della caccia in Italia!

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    • ggg
      ⭐⭐
      • Feb 2010
      • 891
      • brescia
      • setter

      #317
      Andrea ciao,

      Io penso che tanti non rimpiangano il modello tedesco, semplicemente perchè non hanno mai cacciato in quelle zone e non lo conoscono.
      Una sorta di ignoranza (e non voglio essere offensivo) che fa si che ci si accontenti di quanto abbiamo.

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      • andrea iozzo
        ⭐⭐
        • Feb 2010
        • 234
        • CALABRIA/MILANO
        • spinone

        #318
        Originariamente inviato da ggg
        Andrea ciao,

        Io penso che tanti non rimpiangano il modello tedesco, semplicemente perchè non hanno mai cacciato in quelle zone e non lo conoscono.
        Una sorta di ignoranza (e non voglio essere offensivo) che fa si che ci si accontenti di quanto abbiamo.


        Questo è vero ....infatti io non ho mai cacciato fuori dalla mia regione e alcune volte ho accompagnato amici e parenti in alcune zone dell'Emilia e della Lombardia!Sinceramente ,come ho già detto,sarei molto curioso di "provare" per toccare con mano queste realtà.Saluti

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        • Willow
          ⭐⭐
          • Oct 2008
          • 286
          • Sacrofano (Roma)
          • Spinone

          #319
          Ho latitato dal forum perchè oberato di lavoro, mi scuso per l'assenza, ma ho visto che la discussione è andata avanti. Mi fa piacere: come dicevo, parlarne tra di noi e diffondere questo tipo di informazioni è un passo secondo me importantissimo.

          Rilancio sul tema selvaggina pubblica/privata. Minuto 5.50.
          [media]http://www.youtube.com/watch?v=F7muQ3nF1Ks[/media]

          Me lo chiedo in tutta onestà: ma come si fa a non capire che il sistema di caccia italiano è sbagliato alla radice, ed è lì che dobbiamo intervenire?
          Francesco

          La cosa più importante per un cacciatore non è prendere qualcosa, ma essere là a cercarla.
          (Norman Winter)

          Signore, aiutami ad essere l'uomo che il mio cane crede che io sia (antica preghiera)

          Il cane è il migliore amico dell'uomo, ma Dio abbia pietà di quell'uomo che si riduce ad avere, come unico amico, un cane (Willow)

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          • beppe78
            ⭐⭐
            • Jan 2009
            • 367
            • modena
            • deutsch drahthaar

            #320
            ho letto con molto interesse questa discussione, come sempre in ritardo, e, da frequentatore della terra germanica, vi porto la mia testimonianza.
            apprezzo tantissimo il valore etico e scientifico della caccia mitteleuropea ma a fronte di tantissimi pregi vi sono tanti difetti a cui bisogna fare molta attenzione nello sviluppare la caccia qui da noi.
            in primis la gestione della c.d. selvaggina minore.
            è per me un errore madornale vietare completamente i ripopolamenti!!!
            il ripopolamento oltre ad essere un modo naturale per sviluppare un agricoltura e un allevamento ecosostenibile, permette di continuare a mantenerea livelli accettabili le popolazioni che altrimenti si perderebbero con solo un annata metereologicamente non favorevole. ho visto con miei occhi riserve vocatissime per la selvaggina da piuma che avevano una densità simile a qella della lince sull' arco alpino!!!
            THE DOGS OF WAR:
            In der Ruhe liegt die Kraft

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            • fabryboc
              Moderatore Setter & Pointer
              • Dec 2009
              • 8032
              • piemonte
              • setter inglese e griffone Korthals

              #321
              .....e non dimentichiamo che il pericolo sarebbe trovarsi con un mare di ungulati....e poco altro.....

              in questo siamo già bravissimi da soli, senza teutonici esempi.....
              Mala tempora currunt

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              • Willow
                ⭐⭐
                • Oct 2008
                • 286
                • Sacrofano (Roma)
                • Spinone

                #322
                Ciao Beppe, ho sentito più voci, anche in questa discussione, che parlano di una rarefazione della stanziale in Germania. Dove caccio io, sinceramente, le starne sono in buonissime condizioni, e di fagiani e lepri è pieno da scoppiare.
                A me, personalmente, il divieto di ripopolamento piace concettualmente perchè obbliga alla gestione della specie, senza attenuanti. Se i risultati non sono buoni, però, bisogna prenderne atto.
                Comunque, concordo con le tue valutazioni: non è necessariamente detto che il sistema tedesco vada importato in toto: può essere personalizzato sulla tradizione venatoria italiana.
                Francesco

                La cosa più importante per un cacciatore non è prendere qualcosa, ma essere là a cercarla.
                (Norman Winter)

                Signore, aiutami ad essere l'uomo che il mio cane crede che io sia (antica preghiera)

                Il cane è il migliore amico dell'uomo, ma Dio abbia pietà di quell'uomo che si riduce ad avere, come unico amico, un cane (Willow)

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                • Lucio Marzano
                  Lo zio
                  • Mar 2005
                  • 30090
                  • chiasso svizzera
                  • bracco italiano

                  #323
                  che anche n Germania vi sia un'espansione degli ungulati (in particolare cinghiali)
                  a fronte di una generalizzata diminuzione della piccola selvaggina ( eventuali eccezioni non fanno testo, si parla di osservazioni su scala nazionale) é un fatto acclarato.
                  Evidentemente la gestione della piccola selvaggina presenta problemi legati soprattutto all'agricoltura ed ai nocivi (i quali ultimi sono in impressionante espansione)
                  La tendenza sembra essere la stessa in tutta Europa : forte aumento degli ungulati , cervi, camosci, caprioli, daini, mufloni e cinghiali e dei grandi predatori, evidentemente
                  collegati nella espansione agli ungulati a fronte di una diminuzione drastica della piccola selvaggina , sia stanziale che di passo, evidentemente piu' sensibile ai prodotti chimici ed alle grandi monocolture.
                  lucio

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                  • fabryboc
                    Moderatore Setter & Pointer
                    • Dec 2009
                    • 8032
                    • piemonte
                    • setter inglese e griffone Korthals

                    #324
                    ...se consideriamo anche che la piccola selvaggina stanziale è molto poco cacciata, e quella migratrice, ancor meno, in buona parte d'europa....vediamo che la nostra unica possibilità di gestione è rendere più "accoglienti" le nostre contrade.....ma non si va oltre...la rarefazione non è imputabile ad un discorso di gestione o meno, bensì ad antropizzazione, inquinamento e pesticidi...

                    Temo che il Modello Tedesco, applicato da noi, creerebbe una moltitudine di micro o macro afv, spacciate per consorzi, e nulla più....in quanto i nostri limiti sono ambientali ma soprattutto mentali.....
                    Mala tempora currunt

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                    • dersu
                      ⭐⭐
                      • Nov 2009
                      • 899
                      • sansepolcro
                      • Pointer

                      #325
                      Negli ultimi cinquant'anni l'aumento degli ungulati, generalizzato in tutta Europa, è da collegarsi alle mutate condizioni dell'agricoltura e al ridotto sfruttamento dei boschi dovuto all'impiego di prodotti petroliferi e metano nel riscaldamento. Inoltre si sono ridotte le superfici coltivate a vantaggio di maggiori produzioni unitarie e le campagne si sono spopolate a vantaggio dell'urbanizzazione concentrata nei centri abitati. Quando si parla di pesticidi si deve ricordare che gran parte dei principi attivi impiegati oggi, non sono nocivi per la selvaggina, mentre lo sono più in generale le pratiche agronomiche intensive come l'aratura immediata delle stoppie, il diserbo (non i diserbanti), la monocoltura, la scomparsa delle siepi e dei filari. Più o meno la stessa rivoluzione cui assistettero gli inglesi al tempo delle bonifiche di Disraeli a metà dell'800 con l'abbandono del pascolo brado. Tutto questo, oltre mutare il paesaggio naturale, ha ovviamente inciso sulla flora e fauna a tutti i livelli. Si pensi per esempio alla scomparsa delle specie erbacee che prosperavano sulle stoppie sino alle soglie dell'autunno o alla microfauna che non veniva toccata dalle arature superficiali fatte con la trazione animale.
                      Per contro le superfici boscate sono aumentate o quantomeno sono meno sfruttate e la montagna si è spopolata, lasciando campo agli ungulati e ai loro predatori naturali. Penso che la selvaggina non sia diminuita, sia solo mutata, resta il fatto che anche nel caso dell'aumento degli ungulati, la gestione in Italia, salvo lodevoli eccezioni, sia ancora là da venire.
                      Bernardo Monti

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                      • Willow
                        ⭐⭐
                        • Oct 2008
                        • 286
                        • Sacrofano (Roma)
                        • Spinone

                        #326
                        @ Lucio: non parlo per esperienza diretta, quindi non posso giurare su quanto sto per dire. Ma sono ragionevomente certo che la rarefazione della piccola selvaggina in germania, nelle zone dove si verifica, non è assolutamente dovuto alla gestione venatoria, vincente in ogni caso, ma, da un lato, all'utilizzo di pesticidi e dall'altra, soprattutto, al fatto che questi pesticidi sono utilizzati per monoculture intensive per biocarburanti (superincentivate da alcuni lander, che hanno massacrato l'agricoltura tedesca e i relativi habitat). Imputare questi cali al sistema di gestione venatoria è sbagliato, prima dell'utilizzo di queste culture (e risale a pochi anni fa), la piccola selvaggina era in espansione. Ripeto, parlo per sentito dire perchè nel mio revier, guardacaso privo di colture per biocarburanti, la piccola selvaggina sta una bellezza.
                        @fabriboc: senti, se per te differenza di mentalità equivale ad una differenza di codice genetico, di mappatura dei cromosomi, che i tedeschi hanno diversa dalla nostra, allora tanto vale suicidarsi, non ci sono speranze. Però, allora, come te lo spieghi che i tedeschi in italia si comportano frequentemente peggio degli italiani, e viceversa (tanto per dirne una, banale)? Se invece la differenza sta tutta di un sistema di regole di buon senso, fatte nell'interesse della comunità e non di qualche gruppetto, allora vediamo di darci una mossa e di darci regole più di buon senso.
                        Stare a frignare che le cose da noi non funzioneranno mai "per mentalità", mi sembra abbastanza senza senso.
                        Francesco

                        La cosa più importante per un cacciatore non è prendere qualcosa, ma essere là a cercarla.
                        (Norman Winter)

                        Signore, aiutami ad essere l'uomo che il mio cane crede che io sia (antica preghiera)

                        Il cane è il migliore amico dell'uomo, ma Dio abbia pietà di quell'uomo che si riduce ad avere, come unico amico, un cane (Willow)

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                        • fabryboc
                          Moderatore Setter & Pointer
                          • Dec 2009
                          • 8032
                          • piemonte
                          • setter inglese e griffone Korthals

                          #327
                          Originariamente inviato da Willow
                          @fabriboc: senti, se per te differenza di mentalità equivale ad una differenza di codice genetico, di mappatura dei cromosomi, che i tedeschi hanno diversa dalla nostra, allora tanto vale suicidarsi, non ci sono speranze. Però, allora, come te lo spieghi che i tedeschi in italia si comportano frequentemente peggio degli italiani, e viceversa (tanto per dirne una, banale)? Se invece la differenza sta tutta di un sistema di regole di buon senso, fatte nell'interesse della comunità e non di qualche gruppetto, allora vediamo di darci una mossa e di darci regole più di buon senso.
                          Stare a frignare che le cose da noi non funzioneranno mai "per mentalità", mi sembra abbastanza senza senso.
                          A parte il fatto che non mi sembra di avere mai "frignato", il fatto che il 20% degli ATC (che di per se non sarebbero una cattiva idea) siano commissariati, e che altrove ci siano politici che si dimettono per una multa mentre qui non è neanche più possibile turarsi il naso prima di votare....mi fa tristemente propendere per la differenza di mappatura cromosomica.

                          La mia non era certo una critica al sistema tedesco,mi domandavo solo, visto che degli ATC, qualcuno ne ha fatto dei FEUDI, cosa succederebbe applicandolo qui.

                          E inoltre, qualcuno che ben conosce la realtà tedesca, ha giustamente rilevato un aumento di ungulati e una rarefazione ( o quasi sparizione) di selvaggina minore...

                          non è che qui le cose siano molto diverse....e se noti, i "gruppetti" di cui parli, si sa benissimo chi siano, e a loro non interessa di certo che ci siano più beccacce o starne......inoltre è molto più facile "gestire" quando questo è solo sinonimo di "abbattere" il più possibile (non l'avessi capito sto parlando di cinghiali), mentre cercare di incrementare specie in difficoltà è ben altro discorso.....

                          Quindi, io che non amo gli ungulati e non ho come massima aspirazione quella di diventare cacciatore di corvi e nutrie, non averne a male, ma non posso RAGIONEVOLMENTE essere molto ottimista.

                          Detto questo ogni possibile miglioramento della situazione mi renderebbe felice e PARTECIPE...e trovo, contrariamente a quello che Tu pensi, questa discussione molto interessante....permettimi però di esprimere delle perplessità....siamo tutti d'accordo sulla necessità di regole di buon senso, ma le regole funzionano se poi si è in grado di attuarle, e soprattutto se chi dovrebbe attuarle non lo fa, debba poi risponderne....in questo forse differiamo leggermente dalla Germania....[:-golf]
                          Mala tempora currunt

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                          • Lucio Marzano
                            Lo zio
                            • Mar 2005
                            • 30090
                            • chiasso svizzera
                            • bracco italiano

                            #328
                            Lucio: non parlo per esperienza diretta, quindi non posso giurare su quanto sto per dire. Ma sono ragionevomente certo che la rarefazione della piccola selvaggina in germania, nelle zone dove si verifica, non è assolutamente dovuto alla gestione venatoria, vincente in ogni caso, ma, da un lato, all'utilizzo di pesticidi e dall'altra, soprattutto, al fatto che questi pesticidi sono utilizzati per monoculture intensive per biocarburanti (superincentivate da alcuni lander, che hanno massacrato l'agricoltura tedesca e i relativi habitat). Imputare questi cali al sistema di gestione venatoria è sbagliato, prima dell'utilizzo di queste culture (e risale a pochi anni fa), la piccola selvaggina era in espansione. Ripeto, parlo per sentito dire perchè nel mio revier, guardacaso privo di colture per biocarburanti, la piccola selvaggina sta una bellezza.
                            non mi sembra affatto di avr imputato il calo della piccola selvaggina ad una errata gestione, ho anche io indicato come primo responsabile l'agricolltura con le monocolture ed i pesticidi. E direi che il calo tocca meno il fagiano, che ha grandi boschi davanti a colture e abbondanza d'acqua (i tedeschi dicono per i fagiani le tre W : Wise, Wasser, Wild cioé erba, acqua e bosco) ed é invece drammatico per la starna che ormai anche là é diventata l'araba fenice.
                            lucio

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                            • beppe78
                              ⭐⭐
                              • Jan 2009
                              • 367
                              • modena
                              • deutsch drahthaar

                              #329
                              ciao willow! la mia esperienza personale riguarda diverse riserve della germania sia del nord che del sud in quanto durante gli esami di lavoro ne visiti diverse.
                              io non imputo la rarefazione a cause specifiche, è solo un dato di fatto:
                              una popolazione di ungulati ha percentuali di densità e tassi di accrescimento annuo completamente diversi da quelli della selvaggina minore.
                              inoltre sono completamente differenti i piani di abbattimento conseguenti.
                              credo nessuno di noi voglia arrivare ad avere un plateu stagionale di 3 fagiani e 1 lepre!!
                              per la mia esperienza la caccia deve diventare una forma di sfruttamento razionale di una risorsa naturale sostenibile che non può essere gestita pensando che non esista la variante uomo (agricoltura, strade,ecc...) nella sua equazione.
                              THE DOGS OF WAR:
                              In der Ruhe liegt die Kraft

                              Commenta

                              • pako
                                ⭐⭐⭐
                                • Nov 2009
                                • 4862
                                • Tortona
                                • kurzhaar - Pepe

                                #330
                                Dalle testimonianze riportate è appurato che, non son tutte rose e fiori, in alcuni land funziona e in altri meno, quello che mi ha appassionato della descrizione di Willow è la figura del cacciatore tedesco, che è consapevole di essere l'attore principale nella gestione della sua caccia, non si può iniziare coll' importare questa mentalità??...
                                ... Che cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione.."amici miei atto II"

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