Comitati di Gestione ATC: quale rappresentanza?
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per ora l'unica cosa che ho trovato è che l'attribuzione di una indennità al presidente (e gettone di presenza a tutti i membri del Comitato, probiviri ecc. ecc,.) è avvenuto con la stesura dello statuto del 2007 (che immagino sia una riforma di un precedente statuto perchè l'istituzione degli ATC è del '96) a firma del l'attuale presidente. Cioè sembrerebbe che l'attuale presidente si sia firmato uno statuto in base al quale lui si attribuisce un'indennità, non male. Nella L.R. non si fa riferimento a compensi di alcun genere.silvio -
Dal canto mio, come toscano letto le vostre impressioni sugli ATC mi auguro che rientrino fra gli enti inutili.Signori cari si tratta di uffici con soli costi gestionali e di pochissima utilità, col solo scopo di procurare poltrone e prebende varie. Meglio sarebbe per noi cacciatori ritornare al vecchio sistema, magari con opportune modifiche lasciando comunque la gestione della caccia ai cacciatori e agricoltori.Io vivo la mia realtà toscana, due ATC ar 1 fir 4, il problema pricipale è in entrambe gli ambiti la cura della stanziale, o meglio la presenza della stanziale, certo se tutta l' attivita degli ATC si esaurisce nel lancio di qualche centinaio di fagiani spelacchiati pronta caccia, questa non è gestione ma presa di giro!Eppure fra di noi i competenti non mancano, nemmeno persone volenterose o comunque appassionate, come abbiamo potuto accettare questa situazione? Ci hanno affascinato i politici? Oppure le lusinghe di un paradiso venatorio mai realizzato?Scusate sono impressioni personali, dettate da una perenne incaz.....venatoria. Salutisigpic Chi fa la posta alla Beccaccia è uno ....... [bi]Nato non fui,per lavorare come un ciuco, ma per seguitar cani e selvagginaCommenta
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Penso che il primo problema della Liguria, sia l'attribuzione di natura privatistica degli ATC.... non c'è alcuna norma che stabilisce che gli ATC siano (o possano essere) strutture private, in quanto per la stessa norma sono sotto controllo degli enti (regione e provincia).... c'è da domandarsi: se sono veramente privati, la base statutaria, le nomine, i controlli, i commissariamenti, ecc. sono da considerarsi ingerenze politiche in una associazione privata o cosa??
Molte cose nel nostro bel paese non vanno, partendo dalle leggi, l'accavallamento di norme nazionali, regionali e delibere provinciali, permette un'applicazione molto blanda delle regole dettate dal legislatore.... tutti vogliono attaccare o annullare quello che ha deciso l'organo superiore, magari solo perchè non è della propria parte politica. Un piccolo esempio la regione Lombardia permette l'allenamento e l'addestramento dei cani fino a 15 mesi nei terreni incolti e concede alle province la regolazione temporale.... la provincie di Pavia a regolato a suo modo: chiuso tutto l'anno.... togliendo di fatto al cacciatore cinofilo ciò che il legislatore regionale aveva concesso!!
Tutte le norme hanno delle lacune e dei passaggi, difficilmente si riesce a capire il perchè siano state fatte cosi o perchè ciò che è stato sancito due righe sopra venga letteralmente stravolto due righe sotto, il classico esempio è nella norma lombarda: "il presidente dell’ambito territoriale di caccia [U]è eletto dai componenti il comitato di gestione tra i suoi membri[/U]", mentre il comma successivo sancisce che il "presidente del comprensorio alpino di caccia è eletto direttamente dall’assemblea dei soci tra i componenti del comitato di gestione".... perchè una legge dovrebbe sancire questa diversità di trattamento tra cittadini italiani soci di identiche strutture di gestione territoriale??
Ma non è finita... allo stesso modo bisognerebbe capire perchè il legislatore lombardo ha attribuito ai comitati di gestione degli ATC 20 (dicasi venti) membri, mente per i CA solo 12 (quasi la metà),... se qualcuno dovesse pensare che è stato fatto in ordine alla grandezza degli istituti, accantoni l'idea, in quanto al momento del varo della norma (1993), gli ATC avevano un tetto di etteraggio massimo inferiore a quello dei CA..... la politica non ha limiti!!![:142]
Inoltre se tutto ciò non bastasse a far lievitare i costi di gestione, in Lombardia, diversamente da altre regioni, il collegio dei revisori dei conti non è eletto tra i soci, ma "La provincia, sentito il comitato di gestione, nomina il collegio dei revisori dei conti, il cui presidente è scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili e gli altri due preferibilmente fra gli iscritti all’albo dei dottori commercialisti o nel collegio dei ragionieri e periti aziendali ovvero nel registro dei revisori contabili; il collegio dei revisori dei conti rimane in carica per lo stesso periodo previsto per il comitato di gestione e può essere riconfermato."...... tanto come diceva Totò, io pagooooo!!!Ultima modifica Alboinensis; 05-07-12, 08:20.Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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probabilmente, e sottolineo il probabilmente, all'"origine della specie" il legislatore pensava che decentrare la gestione dell'attività venatoria venisse incontro alle esigenze dei cacciatori (forse vista l'esperienza penso positiva delle autogestite emiliane e delle zone alpi) non pensando che avrebbe creato dei mostri dai costi inusitati al servizio delle ass. venatorie e della politica locale. O no?silvioCommenta
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Se non erro una delle prime autogetite è nata nel basso garda a Lonato e funzionava benissimo.... la 157/92 fu voluta, creata e portata avanti dal'on. Rosini (bresciano e pres. naz, FIdC), svendendo pezzi agli ambientalisti e garantendo finanziamenti milionari alle AAVV tramite il famoso art. 24, di fatto però distruggendo quelle realtà che funzionavano perfettamente, semplicemente perchè venivano veramente gestite dai cacciatori, con impegno ed una gestione oculata, formando coesione e rispetto tra cacciatori e agricoltori.... ma la politica e certe associazioni non ci poteva intrallazare!!probabilmente, e sottolineo il probabilmente, all'"origine della specie" il legislatore pensava che decentrare la gestione dell'attività venatoria venisse incontro alle esigenze dei cacciatori (forse vista l'esperienza penso positiva delle autogestite emiliane e delle zone alpi) non pensando che avrebbe creato dei mostri dai costi inusitati al servizio delle ass. venatorie e della politica locale. O no?
Sarebbe anche interessante capire perchè la legge quadro indica che la regione deve creare un fondo (con la tassa regionale che i cacc. pagano) per il risarcimento dei danni creati dalla fauna.... ed invece ci troviamo che a forza far scarica barile sono gli atc a pagare, non attingendo al fondo sancito per legge, ma con un'ulteriore spesa a carico dei soci cacciatori!!!!!Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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... ed infatti ci ritroviamo che a gestire la caccia non sono i cacciatori ma i "politicanti" (sottobosco dei politici). Probabilmente le uniche realtà che si salvano sono nelle Regioni a Statuto SpecialeSe non erro una delle prime autogetite è nata nel basso garda a Lonato e funzionava benissimo.... la 157/92 fu voluta, creata e portata avanti dal'on. Rosini (bresciano e pres. naz, FIdC), svendendo pezzi agli ambientalisti e garantendo finanziamenti milionari alle AAVV tramite il famoso art. 24, di fatto però distruggendo quelle realtà che funzionavano perfettamente, semplicemente perchè venivano veramente gestite dai cacciatori, con impegno ed una gestione oculata, formando coesione e rispetto tra cacciatori e agricoltori.... ma la politica e certe associazioni non ci poteva intrallazare!!
la L.R. della Liguria demanda già tutto agli ATC: fondi e risarcimentiSarebbe anche interessante capire perchè la legge quadro indica che la regione deve creare un fondo (con la tassa regionale che i cacc. pagano) per il risarcimento dei danni creati dalla fauna.... ed invece ci troviamo che a forza far scarica barile sono gli atc a pagare, non attingendo al fondo sancito per legge, ma con un'ulteriore spesa a carico dei soci cacciatori!!!!!silvioCommenta
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beh, vedi è proprio quello che stavo per scrivere.
E' evidente che almeno per quello che riguarda la Liguria, Lombardia e Veneto, l'attuale sistema di gestione si è rivelato più un modo per dispensare prebende a qualcuno che non per consentire un'effettiva gestione dell'attività venatoria.
A questo proposito sarebbe interessante leggere interventi di altre regioni.
Ora:
1 - è possibile per noi cacciatori intervenire in questo meccanismo perverso?
2 - e se sì come?
E' ovvio che se continuiamo a menarcelo con il calendario in un modo o il calendario in un altro(fringuello sì, storno no, deroghe ecc. ecc.) facciamo solo il gioco di chi sta nella cabina comando e dei politiciAAVV che la sostengono.
Quello che si deve trovare, a mio parere, è il mezzo per ENTRARE nella cabina comando dalla quale al momento siamo esclusi.silvioCommenta
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Lo so benissimo, ma domando e mi domando... è legittimo?
Per me no... quando una norma sancisce chiaramente che deve essere la Regione a pagare e la Cassazione conferma più volte, perchè continuano a pagare gli ATC... per far piacere alle istituzioni? per non creare screzi tra cacciatori ed agricoltori?? o semplicemente perchè è cosi da sempre e si applica il metodo "vivi e lascia vivere"??? Gli ATC liguri che sono da statuto "associazioni private" perchè si dovrebbero far carico di questi danni... solo perchè la norma regionale scarica il barile????
Sarebbe come dire che domani mattina una regione qualsiasi deliberasse che i danni e la manutenzione delle strade sia da attribuire in %, in base ai mezzi circolanti, alle aziende automobilistiche... pensi che le aziende pagherebbero perchè la regione a normato così??!!!!
157/92
Articolo 26
Risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e dall'attività venatoria
1. Per far fronte ai danni non altrimenti risarcibili arrecati alla produzione agricola e alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo dalla fauna selvatica, in particolare da quella protetta, e dall'attività venatoria, è costituito a cura di ogni regione un fondo destinato alla prevenzione e ai risarcimenti, al quale affluisce anche una percentuale dei proventi di cui all'articolo 23.
2. Le regioni provvedono, con apposite disposizioni, a regolare il funzionamento del fondo di cui al comma 1, prevedendo per la relativa gestione un comitato in cui siano presenti rappresentanti di strutture provinciali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e rappresentanti delle associazioni venatorie nazionali riconosciute maggiormente rappresentative.
3. Il proprietario o il conduttore del fondo è tenuto a denunciare tempestivamente i danni al comitato di cui al comma 2, che procede entro trenta giorni alle relative verifiche anche mediante sopralluogo e ispezioni e nei centottanta giorni successivi alla liquidazione.
4. Per le domande di prevenzione dei danni, il termine entro cui il procedimento deve concludersi è direttamente disposto con norma regionale.
Cassazione:
1 agosto 1991, n. 8470;
13 dicembre 1999, n. 13956;
14 febbraio 2000, n. 1638;
24 settembre 2002 n. 13907;
in poche parole... «Alle Regioni, quindi, compete l’obbligo di predisporre tutte le misure idonee ad evitare che gli animali selvatici arrechino danni a persone o a cose e, pertanto, nell’ipotesi di danno provocato dalla fauna selvatica ed il cui risarcimento non sia previsto da apposite norme, la Regione può essere chiamata a rispondere in forza della disposizione generale contenuta nell’art. 2043 cod. civ.».Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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In Piemonte come nelle vs regioni la gestione rispecchia i mali comuni anche da voi.
C'è da notare che da noi oltre le prebende dei gestori degli atc, c'è l'atrettanto ricco piatto delle zrc e dei suoi gestori, che con lepri e fagiani negl'anni ha fatto enormi incassi.
Due sono le cose da sottolineare:
Uno_La malagestione dell'atc è possibile solo con il beneplacito dell'assessore alla caccia e del presidente della provincia, con i vari uffici tecnici.( ad oggi in Alessandria non c'è un piano faunistico)
Due_ la gestione delle zrc(discorso che interessa solo noi alessandrini) è l'unico modo per scardinare o rimanere in sella all'atc, da noi i gestori delle zrc vogliono presentare i propri rappresentanti nel comitato di gestione(c.d.g.)....hanno presentato una lettera nella quale si impegnano a fornire alla provincia 1200 lepr e tot mila fagiani per il prossimo anno...i gestori addirittura scavalcano le stesse associazioni che li hanno indicati come gestori, prendendosi degli spazi che non gli competono.
Da noi l'unico modo per tentare di fare una politica venatoria sostenibile è quello di interrompere il gettito di denaro che arriva ai gestori delle zrc,rendendolo meno appetibile, modificando tramite la provincia i parametri e dando "solo" un rimborso spese a piè di lista, non a capo catturato, e facendo gestire dall'atc 90/100% del catturato (attulmente circa i 40% rimane al gestore che ne fa...) per fare questo ci vuole l'appoggio della provincia che è la concessionaria delle zrc.
Questo l'inizio, poi ce n'è di cose da fare.
Questa la mia esperienza.... Che cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione.."amici miei atto II"Commenta
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Per uscirne bisogna azzerare tutto e ripartire con una nuova normativa, che sia chiara, univoca, blindata e che non venga stravolta da norme regionali o provinciali.... ma in Italia appena parli di modificare la 157/92 succede il finimondo, pensa cosa succederebbe se si parlasse di modificare l'intero impianto normativo e la gestione territoriale!!Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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ok, sono d'accordo ma in questo caso che fai? denunci tutto e chiedi il Commissariamento.Lo so benissimo, ma domando e mi domando... è legittimo?
Per me no... quando una norma sancisce chiaramente che deve essere la Regione a pagare e la Cassazione conferma più volte, perchè continuano a pagare gli ATC... per far piacere alle istituzioni? per non creare screzi tra cacciatori ed agricoltori?? o semplicemente perchè è cosi da sempre e si applica il metodo "vivi e lascia vivere"??? Gli ATC liguri che sono da statuto "associazioni private" perchè si dovrebbero far carico di questi danni... solo perchè la norma regionale scarica il barile????
Sarebbe come dire che domani mattina una regione qualsiasi deliberasse che i danni e la manutenzione delle strade sia da attribuire in %, in base ai mezzi circolanti, alle aziende automobilistiche... pensi che le aziende pagherebbero perchè la regione a normato così??!!!!
157/92
Articolo 26
Risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e dall'attività venatoria
1. Per far fronte ai danni non altrimenti risarcibili arrecati alla produzione agricola e alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo dalla fauna selvatica, in particolare da quella protetta, e dall'attività venatoria, è costituito a cura di ogni regione un fondo destinato alla prevenzione e ai risarcimenti, al quale affluisce anche una percentuale dei proventi di cui all'articolo 23.
2. Le regioni provvedono, con apposite disposizioni, a regolare il funzionamento del fondo di cui al comma 1, prevedendo per la relativa gestione un comitato in cui siano presenti rappresentanti di strutture provinciali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e rappresentanti delle associazioni venatorie nazionali riconosciute maggiormente rappresentative.
3. Il proprietario o il conduttore del fondo è tenuto a denunciare tempestivamente i danni al comitato di cui al comma 2, che procede entro trenta giorni alle relative verifiche anche mediante sopralluogo e ispezioni e nei centottanta giorni successivi alla liquidazione.
4. Per le domande di prevenzione dei danni, il termine entro cui il procedimento deve concludersi è direttamente disposto con norma regionale.
Cassazione:
1 agosto 1991, n. 8470;
13 dicembre 1999, n. 13956;
14 febbraio 2000, n. 1638;
24 settembre 2002 n. 13907;
in poche parole... «Alle Regioni, quindi, compete l’obbligo di predisporre tutte le misure idonee ad evitare che gli animali selvatici arrechino danni a persone o a cose e, pertanto, nell’ipotesi di danno provocato dalla fauna selvatica ed il cui risarcimento non sia previsto da apposite norme, la Regione può essere chiamata a rispondere in forza della disposizione generale contenuta nell’art. 2043 cod. civ.».
A parte il fatto che non penso sia una strada particolrmente "liscia", ma una volta che l'ATC è commissariato credo possa solo occuparsi della gestione ordinaria ma forse neanche, ed a quel punto i cinghialai mi aspettano sotto casa ....
---------- Messaggio inserito alle 05:29 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:21 PM ----------
scusa ma essendo la provincia concessionaria, può cambiare il gestore?.........Da noi l'unico modo per tentare di fare una politica venatoria sostenibile è quello di interrompere il gettito di denaro che arriva ai gestori delle zrc,rendendolo meno appetibile, modificando tramite la provincia i parametri e dando "solo" un rimborso spese a piè di lista, non a capo catturato, e facendo gestire dall'atc 90/100% del catturato (attulmente circa i 40% rimane al gestore che ne fa...) per fare questo ci vuole l'appoggio della provincia che è la concessionaria delle zrc.
Questo l'inizio, poi ce n'è di cose da fare.....
....minimo crocifisso .... [:D]Per uscirne bisogna azzerare tutto e ripartire con una nuova normativa, che sia chiara, univoca, blindata e che non venga stravolta da norme regionali o provinciali.... ma in Italia appena parli di modificare la 157/92 succede il finimondo, pensa cosa succederebbe se si parlasse di modificare l'intero impianto normativo e la gestione territoriale!!
beh, ma non sono le Regioni a legiferare in materia? e non sarebbe quindi alla Regione che occorre guardare per modificare l'impianto delle leggi, pur rimanendo all'interno della 157?silvioCommenta
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No,no..... un'impianto normativo che demanda ad ogni campanile la regolamentazione e da la maggioranza decisionale a persone che non versano un euro non potrà mai andar bene!!
Faresti tu una società in cui versi il 99,9% di capitale e nel consiglio di amministrazione saresti in minoranza perchè l'80% dei membri è di nomina di altri enti, io NO... la 157/92 è così, anzi peggio... ti fanno pagare, ti fanno credere (perchè di fatto non è cosi) che i cacciatori gestiscano ed in più tutti gli anni ti rompono pure i maroni ad inizio della stagione venatoria!!!Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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Comitati di Gestione ATC: quale rappresentanza
per Silvio,forse mi sono espresso male,ma guarda che abbiamo detto la stessa cosa,l'articolo 20 della legge regionale ,indica infatti come vengono nominati i rappresentanti e il presidente,non parla di elezione fatta dai soci,quando io ero socio dell'ATC Robbio 1 Lomellina ,si facevano le elezioni durante un'assemblea,quà in Liguria non si fà,e frà l'altro , è una mia convinzione,se ci fosse un pò di concorrenza probabilmente gli ATC funzionerebbero meglio,invece la Gestione è affidata sempre alla stessa A.A.V.V,perchè maggioritaria,e quindi ecco finire il motivo di una possibile concorrenza tra ATC a favore di una migliore gestione .
Però bisogna rimarcare che quando si vota il bilancio,non c'è mai nessuno ,i soliti 5 o 6 cacciatori,due o trè anni fà mi ricordo che non approvammo il bilancio ,e si dovette fare un'altra assemblea in seguito con alcune modifiche al bilancio.
Per quanto concerne il giornale,hai pienamente ragione sono anni che lo stiamo dicendo,ma quando in comitato di gestione ,viene messo ai voti poi passa sempre!!!Commenta
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