Gita al Parco del Gran Paradiso nell' Estate del 1982

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  • l'inglese
    Moderatore Setter & Pointer
    • Mar 2008
    • 4314
    • Arzignano, Vicenza

    #1

    Gita al Parco del Gran Paradiso nell' Estate del 1982

    Andai a godere delle bellezze del Parco del Gran Paradiso piu' di 30 anni fa' . Io , allora diciassettenne , mio padre Giorgio ed il socio di mio padre , grande amico di famiglia , Bruno . Questo viaggio fu' voluto molto dal mio caro papa' , che era uno studioso , anzi direi un religioso della Natura , non fu' mai cacciatore , tutt' altro , ma non fece mai nulla per contrastare la mia passione , di certo venutami geneticamente da parte dei grandi cacciatori della famiglia di mia madre . Viaggiavamo con un camioncino Volkswagen 1.6 a benzina con l' impianto a metano . Avevamo previsto anche di dormire , in caso di neccessita' , nel cassone del mezzo , a cielo aperto , io e Bruno , i piu' robusti , mentre mio padre nella piu' riparata cabina . Ovviamente con sacchi da pelo , materassini e coperte . Non vedemmo manco un Capriolo , ne' uno Stambecco , ne' un Camoscio , ma molte Cesene , Tordi , Merli dal Collare e Merli Acquaioli , che li' nidificavano . Dico la verita' che vedendoli cosi' confidenti con l' uomo , pensai subito alle taglioline che avevo a quel tempo a casa ed a come sarebbe stato facile prenderli vivi con una grossa Tarma viva come esca , piu' che uccidere le mie prede ho sempre pensato a come sia piu' intrigante riuscire a prenderle vive , per poi magari liberarle in una enorme voliera dove potessero anche riprodursi in semiliberta' ... Un signore , molto distinto e probabilmente ricco , ci venne incontro , probabilmente incuriosito da questo strano trio in camion , dopo un po' che parlammo spiego' quella sua pelle scura e rattrappita che subito avevamo notato , un brutto male lo stava divorando e , anche quell' Estate , lui la voleva passare in quelle stupende montagne come faceva da molto tempo . Ci confido' che alcuni bracconieri puntualmente ogni notte , o quasi , venivano in quelle montagne a prendere Camosci e Stambecchi e che poi le prede venivano vendute nei vari ristoranti ed alberghi attorno . Difatti nei vari menu' la cacciagione e' sempre ben presente e , se si dovesse calcolare le prede abbattibili legalmente , con quelle che poi vengono consumate in realta' , i conti non tornerebbero ... Il pomeriggio passo' in fretta e a sera fatta andammo a mangiare in una specie di rifugio-albergo che era in mezzo al parco , manco a dirlo mangiammo Camoscio , squisito ed abbondante e polenta , questa quasi immangiabile , o meglio molto diversa dalla nostra crema di Mais , ma piu' simile per consistenza ad un pastone per animali , probabilmente con farina macinata grossa e si presentava tutta a grumi . Mangiammo comunque allegramente e bevemmo pure del buon vino rosso . Il costo del ristorante era a buon mercato , mentre le poche camere erano molto costose , non ricordo se per il prezzo esoso , o perche' erano gia' tutte occupate , ma fatti pochi chilometri dal rifugio , ci arrampicammo per una stradina di ghiaia e sopra ad un piccolo pianoro e li' ci accampammo per la notte . Oltre alla bella avventura eravamo certi che all' alba potevamo vedere finalmente Camosci e Stambecchi . Venne molto freddo , ma per la mia giovane eta' , la mia costituzione e anche per quello che si era mangiato , mi addormentai presto . Forse era l' una , o l' una e mezza , quando Bruno inizio' a scuotermi dicendo : I ze vegnui a torne . Sono venuti a prenderci . Con fatica mi svegliai , un po' imprecando perche' convinto che fosse uno dei tantissimi scherzi che Bruno faceva e invece una macchina con i fari alti ci veniva incontro . La macchina si fermo' a 60-70 metri da noi e una grossa torcia elettrica ci abbaglio' , Alza le mani , disse Bruno e noi , ancora sdraiati sotto a coperte e sacchi a pelo , alzammo prontamente tutte e 4 le braccia al cielo . Passo' qualche minuto e 3 , o 4 persone , con grande velocita' si arrampicarono nella montagna che avevamo alla nostra sinistra , avevano delle torcie normali , ma ogni tanto una , potente come un' abbagliante di una vettura , veniva accesa per qualche secondo per illuminare la strada e , credo , per accecare qualche preda . Una persona rimase all' auto e controllava, illuminandoci , che fossimo ancora li' e che non fossimo andati a chiamare qualcuno . Molte volte battemmo nel vetro che dal cassone dava nella cabina per svegliare mio padre , ma non ci riuscimmo e , verso le 4 e mezza , tornati gli altri , la macchina ando' via . Dopo poco venne giorno , non vedemmo ancora una volta nessun Camoscio , ne' alcun Stambecco e partimmo per il ritorno ...
    Ultima modifica l'inglese; 29-03-14, 13:11.
    Roberto

    Con affetto e simpatia [:-golf]

    un saluto

    l' inglese
  • oreip
    ⭐⭐⭐
    • Jan 2009
    • 9340
    • Santa Flavia (PA)
    • Pointer " ZICO "

    #2
    Cosa sarebbe l'uomo senza ram e banca dati, grazie per avere condiviso con noi, una bella pagina della tua GIOVENTU'. [:-golf][:-golf]
    Cordialità
    piero
    Homo Homini Lupus
    "l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)

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    • enrico toldo
      ⭐⭐⭐
      • Apr 2012
      • 1360
      • parma
      • setter inglese

      #3
      Bracconaggio

      Originariamente inviato da l'inglese
      Andai a godere delle bellezze del Parco del Gran Paradiso piu' di 30 anni fa' . Io , allora diciassettenne , mio padre Giorgio ed il socio di mio padre , grande amico di famiglia , Bruno . Questo viaggio fu' voluto molto dal mio caro papa' , che era uno studioso , anzi direi un religioso della Natura , non fu' mai cacciatore , tutt' altro , ma non fece mai nulla per contrastare la mia passione , di certo venutami geneticamente da parte dei grandi cacciatori della famiglia di mia madre . Viaggiavamo con un camioncino Volkswagen 1.6 a benzina con l' impianto a metano . Avevamo previsto anche di dormire , in caso di neccessita' , nel cassone del mezzo , a cielo aperto , io e Bruno , i piu' robusti , mentre mio padre nella piu' riparata cabina . Ovviamente con sacchi da pelo , materassini e coperte . Non vedemmo manco un Capriolo , ne' uno Stambecco , ne' un Camoscio , ma molte Cesene , Tordi , Merli dal Collare e Merli Acquaioli , che li' nidificavano . Dico la verita' che vedendoli cosi' confidenti con l' uomo , pensai subito alle taglioline che avevo a quel tempo a casa ed a come sarebbe stato facile prenderli vivi con una grossa Tarma viva come esca , piu' che uccidere le mie prede ho sempre pensato a come sia piu' intrigante riuscire a prenderle vive , per poi magari liberarle in una enorme voliera dove potessero anche riprodursi in semiliberta' ... Un signore , molto distinto e probabilmente ricco , ci venne incontro , probabilmente incuriosito da questo strano trio in camion , dopo un po' che parlammo spiego' quella sua pelle scura e rattrappita che subito avevamo notato , un brutto male lo stava divorando e , anche quell' Estate , lui la voleva passare in quelle stupende montagne come faceva da molto tempo . Ci confido' che alcuni bracconieri puntualmente ogni notte , o quasi , venivano in quelle montagne a prendere Camosci e Stambecchi e che poi le prede venivano vendute nei vari ristoranti ed alberghi attorno . Difatti nei vari menu' la cacciagione e' sempre ben presente e , se si dovesse calcolare le prede abbattibili legalmente , con quelle che poi vengono consumate in realta' , i conti non tornerebbero ... Il pomeriggio passo' in fretta e a sera fatta andammo a mangiare in una specie di rifugio-albergo che era in mezzo al parco , manco a dirlo mangiammo Camoscio , squisito ed abbondante e polenta , questa quasi immangiabile , o meglio molto diversa dalla nostra crema di Mais , ma piu' simile per consistenza ad un pastone per animali , probabilmente con farina macinata grossa e si presentava tutta a grumi . Mangiammo comunque allegramente e bevemmo pure del buon vino rosso . Il costo del ristorante era a buon mercato , mentre le poche camere erano molto costose , non ricordo se per il prezzo esoso , o perche' erano gia' tutte occupate , ma fatti pochi chilometri dal rifugio , ci arrampicammo per una stradina di ghiaia e sopra ad un piccolo pianoro e li' ci accampammo per la notte . Oltre alla bella avventura eravamo certi che all' alba potevamo vedere finalmente Camosci e Stambecchi . Venne molto freddo , ma per la mia giovane eta' , la mia costituzione e anche per quello che si era mangiato , mi addormentai presto . Forse era l' una , o l' una e mezza , quando Bruno inizio' a scuotermi dicendo : I ze vegnui a torne . Sono venuti a prenderci . Con fatica mi svegliai , un po' imprecando perche' convinto che fosse uno dei tantissimi scherzi che Bruno faceva e invece una macchina con i fari alti ci veniva incontro . La macchina si fermo' a 60-70 metri da noi e una grossa torcia elettrica ci abbaglio' , Alza le mani , disse Bruno e noi , ancora sdraiati sotto a coperte e sacchi a pelo , alzammo prontamente tutte e 4 le braccia al cielo . Passo' qualche minuto e 3 , o 4 persone , con grande velocita' si arrampicarono nella montagna che avevamo alla nostra sinistra , avevano delle torcie normali , ma ogni tanto una , potente come un' abbagliante di una vettura , veniva accesa per qualche secondo per illuminare la strada e , credo , per accecare qualche preda . Una persona rimase all' auto e controllava, illuminandoci , che fossimo ancora li' e che non fossimo andati a chiamare qualcuno . Molte volte battemmo nel vetro che dal cassone dava nella cabina per svegliare mio padre , ma non ci riuscimmo e , verso le 4 e mezza , tornati gli altri , la macchina ando' via . Dopo poco venne giorno , non vedemmo ancora una volta nessun Camoscio , ne' alcun Stambecco e partimmo per il ritorno ...
      Caro Roberto,

      il tuo nostalgico racconto giovanile, frutto di lontane quanto indimenticabili reminiscenze, è un modo intelligente - a mio avviso - di sottintendere quanto deleteria sia l'attività di bracconaggio, soprattutto sull'immaginario collettivo delle persone che amano la Natura.

      Costoro, influenzate da una persistente propaganda degli anticaccia, tendono inevitabilmente a fare di "ogni erba un fascio", accomunando noi nembrotti moralmente corretti e rispettosi della Legge a quei farabutti che inesorabilmente distruggono il nostro patrimonio faunistico con le loro scellerate azioni di bracconaggio.

      Ai voglia tu, con i tuoi considerevoli sacrifici economici ( licenza di caccia e quant'altro ), a contribuire al ripopolamento delle specie cacciabili e alla salvaguardia della fauna protetta, quando esistono persone prive di scrupoli che depauperano impunemente il patrimonio faunistico.

      Il tuo bel racconto ci deve far riflettere.

      Ecco il motivo per cui io mi ribello alle accuse degli anticaccia che non sanno distinguere una corretta e sostenibile gestione venatoria dalle ignobili attività di bracconaggio.

      Ma il discorso si farebbe lungo.

      Con vive cordialità.

      Ciao "vecio".

      Enrico

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      • l'inglese
        Moderatore Setter & Pointer
        • Mar 2008
        • 4314
        • Arzignano, Vicenza

        #4
        Originariamente inviato da enrico toldo
        Caro Roberto,

        il tuo nostalgico racconto giovanile, frutto di lontane quanto indimenticabili reminiscenze, è un modo intelligente - a mio avviso - di sottintendere quanto deleteria sia l'attività di bracconaggio, soprattutto sull'immaginario collettivo delle persone che amano la Natura.

        Costoro, influenzate da una persistente propaganda degli anticaccia, tendono inevitabilmente a fare di "ogni erba un fascio", accomunando noi nembrotti moralmente corretti e rispettosi della Legge a quei farabutti che inesorabilmente distruggono il nostro patrimonio faunistico con le loro scellerate azioni di bracconaggio.

        Ai voglia tu, con i tuoi considerevoli sacrifici economici ( licenza di caccia e quant'altro ), a contribuire al ripopolamento delle specie cacciabili e alla salvaguardia della fauna protetta, quando esistono persone prive di scrupoli che depauperano impunemente il patrimonio faunistico.

        Il tuo bel racconto ci deve far riflettere.

        Ecco il motivo per cui io mi ribello alle accuse degli anticaccia che non sanno distinguere una corretta e sostenibile gestione venatoria dalle ignobili attività di bracconaggio.

        Ma il discorso si farebbe lungo.

        Con vive cordialità.

        Ciao "vecio".

        Enrico
        Grazie delle belle parole , sono lieto che a te ed all' altro amico sia piaciuto questo mio istante di vita ... Riguardo al bracconaggio , ha molte forme e , forse , non tutte sono cosi' deprecabili .... Mi spiego meglio , fa' piu' danno alla specie quel Bracconiere , magari munito di licenza e cani , che uccide a tradimento 5 Beccacce alla posta in una stagione , o quel capace cacciatore che ne prende piu' di 100 fermate dai cani ? Ma questa e' un' altra storia ...
        Roberto

        Con affetto e simpatia [:-golf]

        un saluto

        l' inglese

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        • dersu
          ⭐⭐
          • Nov 2009
          • 899
          • sansepolcro
          • Pointer

          #5
          In realtà esiste anche una teoria molto diversa. Nel parco del G. Paradiso gli animali protetti (camosci e stambecchi) non avendo predatori e spesso foraggiati d'inverno, tendono a proliferare in maniera eccessiva e ad ammalarsi di epizoozie contagiose come la cheratocongiuntivite. La funzione dei bracconieri in fondo, non è così deprecabile, in quanto i loro limitati prelievi contengono l'eccesso di popolazioni, che tra l'altro perdono la loro "selvaticità" diventando confidenti e quasi semidomestiche. Lo aveva capito perfettamente un vecchio direttore del Parco, il prof. Videsott, che programmava e autorizzava abbattimenti selettivi per il controllo della struttura delle popolazioni di stambecchi e camosci. Poi arrivarono protezionisti e animalisti e il fucile scomparve, rimasero i bracconieri a mantenere un po' d'equilibrio (a quanto si dice tacitamente tollerato anche dalle guardie).
          Bernardo Monti

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          • l'inglese
            Moderatore Setter & Pointer
            • Mar 2008
            • 4314
            • Arzignano, Vicenza

            #6
            Pare che le guardie , calate le prime ombre della sera , non uscivano mai dalle loro casette ... Almeno questo mi disse quel signore ... Il sovrannumero la vedo cosa rara da farsi con certi tipi in giro ...
            Roberto

            Con affetto e simpatia [:-golf]

            un saluto

            l' inglese

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