Pesticidi

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  • giulio pernarella2
    • Nov 2009
    • 133
    • Monte san Biagio lt
    • segugi maremmani

    #1

    Pesticidi

    L ISPRA lancia allarme pesticidi.

    “La qualità più notevole di Valetka era la sua incomprensibile indifferenza per tutto ciò che era al mondo... ."
  • arfo
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2013
    • 1459
    • Provincia di Lodi
    • Deutch drahthaar

    #2
    Originariamente inviato da giulio pernarella2
    Sono dati allarmanti, ma purtroppo non sorprendenti.

    Un Paese che vive di bellezze paesaggistiche e di eccellenze enogastronomiche dovrebbe porre al centro del dibattito pubblico - fra le altre cose - una politica agricola e ambientale d'impatto. L'Italia in questo campo è senz'altro già all'avanguardia, ma credo si debba fare di più e meglio.

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    • Giannirm
      ⭐⭐
      • Nov 2013
      • 680
      • Castelli Romani LAZIO

      #3
      Originariamente inviato da arfo
      Sono dati allarmanti, ma purtroppo non sorprendenti.

      Un Paese che vive di bellezze paesaggistiche e di eccellenze enogastronomiche dovrebbe porre al centro del dibattito pubblico - fra le altre cose - una politica agricola e ambientale d'impatto. L'Italia in questo campo è senz'altro già all'avanguardia, ma credo si debba fare di più e meglio.
      Già! Tutti dietro ai capri espiatori e non alle cause certe dei problemi ambientali e della forte diminuzione della biodiversità, ci sono sempre meno insetti dovuto ai pesticidi ed insetticidi agricoli e domestici, la stessa lotta alle zanzare è deleteria per ogni insetto, te ne accorgi quando in auto ne trovi pochi spiaccicati sul parabrezza dopo un lungo viaggio primaverile, la piccola avifauna è ai minimi termini anche per questo.
      Ultima modifica Giannirm; 10-05-16, 09:53.
      sigpicO a Napoli in carrozza o alla macchia a far carbone!

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      • walt46
        ⭐⭐
        • Feb 2015
        • 468
        • genova
        • Bouledogue Francese

        #4
        Buongiorno, non piu tardi di un anno fa,Piemonte, le associazioni di categoria in accordo con le nostre..........sul tema danni........

        .....Si è altresì rimarcato l’interesse a che i risarcimenti arrivino solleciti e sicuri, invitando il mondo venatorio a farsi parte attiva presso gli enti preposti affinché vengano trovate idonee soluzioni.........
        ...............Il territorio deve essere salvaguardato,[occhi] valorizzato, con azioni di ripristino ambientale [occhi]che avvantaggino il ritorno della piccola selvaggina[occhi]creando un miglior equilibrio faunistico[occhi] rispetto alla fauna ungulata.[clap]..................E DAGLIE!!!!

        ......Questa dichiarazione viene dalla Lombardia nn piu tardi di due gg fa da parte di un associazione di categoria........

        ........"Quello dei selvatici -.????? - non è un problema solo per il mondo faunistico-venatorio, ma riguarda anche altri settori come quello ambientale e sanitario[zitto]. E' importante e necessario, quindi, affrontarlo con un approccio interdisciplinare. Anche dal punto di vista finanziario si rende necessaria una compartecipazione e bisogna fare in modo che alle province sia garantito il ritorno delle risorse derivanti dalla tassa di concessione dei cacciatori".............E DAGLIE!!!

        Ora ringraziandoti per aver sollevato il problema con quello che certifica ISPRA, a quanti piacera questa situazione (annunciata)dato che pare gli agricoltori, nei proggetti delle AAVV,dovrebbero essere la ns ancora di salvezza, quindi oltre che assassini,ecc ecc dovremo sopportare anche il fardello altrui da alleati ???No, grazie,prima da Cittadino poi da Cacciatore!!!

        E QUESTI DANNI AMBIENTALI CHI LI RISARCIRA ALLA COMUNITA ??? [:-bunny]
        Super aspidem et basiliscum ambulabis, et conculcabis leonem et draconem .

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        • bucks
          ⭐⭐
          • Jul 2012
          • 556
          • piemonte
          • springer

          #5
          Quindi l'alternativa alla chimica quale sarebbe ????? perchè un alternativa ci deve pur essere se no che facciamo chiudiamo tutte le aziende e trasformiamo il territorio in una giungla salvo poi alimentarci con i prodotti impestati che ci arrivano da fuori , e non pensate che gli agricoltori si divertano ad usare prodotti chimici se non altro per il loro costo , prima di criminalizzare una categoria bisogna conoscere bene tutti gli aspetti ,comunque disposto ad accettare un alternativa che mi permetta pero' anche di soppravvivere

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          • arfo
            ⭐⭐⭐
            • Feb 2013
            • 1459
            • Provincia di Lodi
            • Deutch drahthaar

            #6
            Originariamente inviato da bucks
            Quindi l'alternativa alla chimica quale sarebbe ????? perchè un alternativa ci deve pur essere se no che facciamo chiudiamo tutte le aziende e trasformiamo il territorio in una giungla salvo poi alimentarci con i prodotti impestati che ci arrivano da fuori , e non pensate che gli agricoltori si divertano ad usare prodotti chimici se non altro per il loro costo , prima di criminalizzare una categoria bisogna conoscere bene tutti gli aspetti ,comunque disposto ad accettare un alternativa che mi permetta pero' anche di soppravvivere
            Da un estremo all'altro, Bucks...

            C'è una chimica utile e praticamente indispensabile, come quella dei fertilizzanti. C'è poi una chimica apparentemente utile ma dannosa, non indispensabile ma semplicemente comoda: quella degli erbicidi a largo spettro, ad esempio. Ecco, ridurre l'uso di certi veleni non è fantascienza e non è una guerra alle streghe: è chiaro che la chimica è fondamentale così come il biologico, su larga scala, è insostenibile; ma il buon senso impone di rimediare a certi errori del passato e del presente.

            Inviato dal mio ASUS_Z00ED utilizzando Tapatalk

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            • pako
              ⭐⭐⭐
              • Nov 2009
              • 4862
              • Tortona
              • kurzhaar - Pepe

              #7
              Nessuno vuole criminalizzare gli agricoltori, ci mancherebbe, già patiscono le inefficaci politiche agricole italiane, ma devono capire cosa vogliono fare, e cosa vuole fare il consumatore, gli essiccatoi il grano sporco non lo vogliono, cosi noi ci mangiamo delle farine provenienti da grani che hanno "sucato" almeno 5 trattamenti, di cui l'ultimo su spiga...se và bene a noi và bene anche agli agricoltori...

              ---------- Messaggio inserito alle 02:57 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:56 PM ----------

              Certo che se pensiamo che il glifosate lo usano come fosse deodorante...
              ... Che cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione.."amici miei atto II"

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              • Baitel
                ⭐⭐
                • Feb 2010
                • 426
                • Val Trompia (BS)
                • Springer Spaniel

                #8
                Purtroppo nulla di nuovo sotto il sole, anzi mi permetto di aggiungere che il quadro è ben più serio di quanto fotografato (visto che per certe Regioni i controlli delle acque da parte degli Enti preposti sono ridotti al lumicino x non usare altri eufemismi)

                Inviato dal mio GT-I9301I utilizzando Tapatalk

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                • pointer56
                  ⭐⭐⭐
                  • Sep 2013
                  • 5185
                  • Pordenone
                  • pointer femmina Aura - bassotto tedesco a pelo duro femmina Frida

                  #9
                  Ci sono sementi OGM da cui nascono piante più resistenti a parassiti, funghi ecc., il che significa usare meno o nessun prodotto chimico come i pesticidi. Ora, posto che nessuno ha finora prodotto prove sulla dannosità degli OGM, direi che una coltura che non ha bisogno di pesticidi sia una cosa buona e giusta, no? Ma provate a sostenere una così ovvia tesi con i taleban-ambientalisti! Viviamo di luoghi comuni: gli OGM sono dannosi. Una cosa ripetuta 1000 volte diventa reale, anche se magari è una baggianata (non occorre motivare).

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                  • il beccaccino parlante
                    ⭐⭐⭐
                    • Sep 2009
                    • 2487
                    • Bologna
                    • Emy DD, Rommel DD

                    #10
                    è un discorso complesso, dai mille risvolti, e che spesso vede incrimanata una categoria, quella degli agricoltori, che ha tante colpe e tante volte le sue ragioni...

                    posso dire, per esperienza diretta, che l'Italia ha il regime più restrittivo di tutta l'unione europea, e certi fitofarmaci ancora in uso in altre nazioni europee sono stati banditi in Italia già da una ventina d'anni...

                    posso solo fare una serie di considerazioni...

                    l'agricoltura italiana è allo sbando totale da almeno una cinquantina d'anni... non c'è mai stata come ministro dell'agricoltura una figura forte che garantisse ai sistemi ecocompatibili (sotto certi versi, non per altri) la sostenibilità... dalle politiche dell'ultimo mezzo secolo abbiamo visto la quasi totale distruzione del patrimonio zootecnico portando tanti allevatori a cambiare strada o facendogli smettere di allevare e coltivare la terra secondo determinati canoni... l'abbandono delle campagne è un altro sintomo di qualcosa che non va nel sistema....

                    è una continua, strangolante, rincorsa al profitto "di sopravvivenza" dove il prezzo del tuo prodotto viene definito da chi ti fornisce i mezzi per produrlo... se il costo per ettaro nella produzione del mais si attesta a 1500 euro all'ettaro, con una produzione media italiana sulle 9,5 tonnellate/ettaro, il prezzo del mais dovrebbe essere ben superiore ai 110 euro/tonnellata che il mercato offre... al povero agricoltore, oltre al guadagno minimo (grazie alle varie forme di incentivo come pac, 2078, ecc), resta solo il rischio della produzione... invece quei 1500 euro finiscono in tasca alle multinazionali che vendono le sementi, i fitofarmaci e diserbanti, il gasolio per i tuoi trattori...

                    e questo discorso si può farlo sulla vite, sulla frutta, sui cereali, su qualunque cosa di meccanizzato... noi cacciatori ci lamentiamo che le mediche vengono tagliate a velocità incredibili con barre falcianti che magari prendono 7/8 metri... sacrosanta lamentela, ma quello sul trattore più fa veloce, più il suo guadagno è commisurato al lavoro e alle spese che sta tenendo...

                    si salvano quelle aziende che producono ancora in una certa maniera, ma hanno sempre da scontrarsi con la grande distribuzione che fornisce un prodotto discreto ad un prezzo molto più accessibile...

                    così, dopo aver fatto la lotta con la siccità o la grandine, con l'invasione di parassiti vari, lavorando come un dannato, sgomiti sul mercato con un prodotto fatto in qualche paese dove la manodopera costa un decimo e usano schifezze che nemmeno si possono immaginare...

                    tornando al glifosate, nello specifico, la grande bolla è scoppiata circa 2 anni fa quando, guarda il caso, il brevetto per questo prodotto è scaduto e sul mercato hanno cominciato a girare cloni del prodotto a 1/3 del suo prezzo... leggendo l'articolo stesso, sembra che sul grano vengano fatti più trattamenti, addirittura per seccare la spiga e provvedere alla battitura... chiamate un qualunque consorzio agrario con un tecnico e vi dirà che l'unico trattamento a base di glifosate, se non l'unico in tutta la sua vita, viene fatto sulla stoppia... sulla pianta si fanno trattamenti, rarissimi, per la ruggine... È dato che il glifosate è un diserbante totale non lo troverete mai su nessun prodotto che mangerete!
                    Ultima modifica il beccaccino parlante; 10-05-16, 19:09.
                    Cosa sarebbe la Caccia senza gli Autori che hanno lasciato pagine indimenticabili sulla grande avventura cacciatoresca? Un mondo meraviglioso perduto.
                    Quadri di passione, inni alla Natura, agli animali e agli uccelli: un mondo libero nella palestra in cui si svolge l’attività venatoria, fatiche e riposi, delusioni e gioie, visioni irripetibili.

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                    • Peppino
                      ⭐⭐
                      • Sep 2006
                      • 424
                      • Nuoro -Sardegna-.
                      • Spinone Ubaldo (Aristotele) del Pratomagno

                      #11
                      Condivido pienamente quanto detto dal "il beccaccino parlante" e aggiungerei che la ricerca universitaria in campo agricolo è stata praticamente azzerata da politici analfabeti che vanno dietro ai luoghi comuni su ambiente, ecologia, agricoltura "sostenibile" ed altre amenità (pensate ai finanziamenti erogati dal ministero delle politiche agrarie per la cosidetta "agricoltura biodinamica"). Per tacere sugli organismi geneticamente modificati, gli unici che consentirebbero (e che negli altri paesi consentono) di ridurre al minimo l'impiego dei fitofarmaci nei nostri campi. Infine, ricordiamoci che circa il 45% del prodotto agricolo mondiale viene perso per patologie vegetali, gli insetti ecc., se non ci fossero i fitofarmaci...

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                      • Mithril
                        ⭐⭐⭐
                        • Jan 2007
                        • 1297
                        • Valstagna, Vicenza, Veneto.
                        • Bracco Italiano & Setter Gordon

                        #12
                        Il problema è molto complesso purtroppo, io insegno in una scuola agraria da 30 anni, negli ultimi anni abbiamo trasformato l'azienda (12 ha) da azienda a conduzione tradizionale basata quindi sul supporto chimico secondo la logica del mercato dei fertilizzanti e dei presidi fitosanitari, ad azienda biologica. All'inizio ero scettico pure io, ma alla fine ho dovuto arrendermi e constatare che il biologico funziona e genera, se condotto con oculatezza, a prodotti di grande qualità. Al Vinitali abbiamo vinto il terzo premio con un olio extravergine di oliva di nostra produzione. Io nel contesto aziendale mi occupo anche della gestione del verde ornamentale e del monitoraggio zoologico. Da quando sono stati eliminati i presidi più impattanti e ricostituita la fertilità naturale del suolo sono visibilmente aumentati gli animali di ogni classe, senza subire recrudescenze nei danni da parassiti. Ad esempio, è bastato intervenire con l'antagonista naturale del cinipide del castagno per ritornare a produrre castagne in modo pressochè normale nel castagneto sperimentale dell'azienda. Potrei andare avanti parecchio con molti altri esempi, ma voglio aggiungere solo un'altra cosa, la debolezza delle specie che coltiviamo è una nostra creazione, più le sosteniamo con la chimica più loro ce la chiedono è esattamente come drogarsi, è necessario uscire da questa logica perversa cambiando radicalmente il concetto di agricoltura, dalla coltivazione al suo mercato o i preoccupanti dati Ispra di questa tornata saranno solo destinati a peggiorare, in parallelo con i non meno preoccupanti dati derivanti dalle statistiche sanitarie.
                        Ivan

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                        • il beccaccino parlante
                          ⭐⭐⭐
                          • Sep 2009
                          • 2487
                          • Bologna
                          • Emy DD, Rommel DD

                          #13
                          Per "castagneto sperimentale" intendi un castagneto di che dimensioni?

                          Perché anche la mia azienda cerca di ridurre al minimo possibile l'impatto dei fitofarmaci, infatti il nostro peperone è fatto esclusivamente sotto rete anti insetto... Un lavoraccio non poco dispendioso parlando di 50 file da 100 metri con archetti metallici, rete da sostegno, 900 metri di spago, 200 metri di manichetta e 100 metri di pacciamatura biodegradabile... In caso di un'infestazione da ragno rosso che rimedi biologici esistono da applicare su una scala del genere?
                          Cosa sarebbe la Caccia senza gli Autori che hanno lasciato pagine indimenticabili sulla grande avventura cacciatoresca? Un mondo meraviglioso perduto.
                          Quadri di passione, inni alla Natura, agli animali e agli uccelli: un mondo libero nella palestra in cui si svolge l’attività venatoria, fatiche e riposi, delusioni e gioie, visioni irripetibili.

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                          • Mithril
                            ⭐⭐⭐
                            • Jan 2007
                            • 1297
                            • Valstagna, Vicenza, Veneto.
                            • Bracco Italiano & Setter Gordon

                            #14
                            Originariamente inviato da il beccaccino parlante
                            Per "castagneto sperimentale" intendi un castagneto di che dimensioni?

                            Perché anche la mia azienda cerca di ridurre al minimo possibile l'impatto dei fitofarmaci, infatti il nostro peperone è fatto esclusivamente sotto rete anti insetto... Un lavoraccio non poco dispendioso parlando di 50 file da 100 metri con archetti metallici, rete da sostegno, 900 metri di spago, 200 metri di manichetta e 100 metri di pacciamatura biodegradabile... In caso di un'infestazione da ragno rosso che rimedi biologici esistono da applicare su una scala del genere?
                            Il castagneto non è vasto conta una trentina di piante, ma era molto infestato, dall'anno scorso si è risanato e l'ultimo rilievo fatto è stato molto soddisfacente, non ho dati a braccio perchè se ne occupa un collega. Circa i peperoni noi non abbiamo mai avuto problemi di ragnetto e quindi neanche la necessità di procedere con sperimentazioni ad hoc, però anche in questo caso credo che la via dell'antagonista sia percorribile, con l'uso dell'altro ragnetto quello predatore.

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                            • il beccaccino parlante
                              ⭐⭐⭐
                              • Sep 2009
                              • 2487
                              • Bologna
                              • Emy DD, Rommel DD

                              #15
                              Intendi il phitoseide persimilis? L'ho provato l'anno scorso ma è stato semplicemente inutile... in tutto il comune non c'era una coltivazione non colpita dal ragno rosso... addirittura i mais erano completamente succhiati dal ragno rosso...

                              Parlando di figure forti, nella puntata di ballare di stasera con tematiche riguardanti allevamento, antibiotici, ecc il "nostro" "ministro" dell'agricoltura ha semplicemente fatto ridere.. Una persona senza spessore e carisma...
                              Ultima modifica il beccaccino parlante; 10-05-16, 22:47.
                              Cosa sarebbe la Caccia senza gli Autori che hanno lasciato pagine indimenticabili sulla grande avventura cacciatoresca? Un mondo meraviglioso perduto.
                              Quadri di passione, inni alla Natura, agli animali e agli uccelli: un mondo libero nella palestra in cui si svolge l’attività venatoria, fatiche e riposi, delusioni e gioie, visioni irripetibili.

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