E penso a come vorrei che tutti noi cacciatori vivessimo la nostra personale e unica avventura, che ricordo, solo noi possiamo e sappiamo assaporare rispetto alla massa che ormai sta piano piano perdendo quel contatto con la natura che a parer mio ci rende nobili.
Penso a come dovrebbe essere il vero cacciatore, a come dovrebbe comportarsi e la prima cosa che mi vien a mente è il rispetto.
Sì, perché se è vero che come già detto, solo noi abbiamo ancora quel contatto con la natura, oltre che un onere è anche una responsabilità, una bellissima e importantissima responsabilità.
Ergo, spero che al vero cacciatore non sia la fucilata l'atto più desiderato ma il raggiungimento di essa, sia per coloro che condividono l'ars venandi con un compagno a 4 zampe, sia per coloro che si destreggiano nell'aspetto e nel richiamo.
Montagna, collina o pianura, bosco o palude, ricordiamoci che è la nostra casa, coltiviamola nella sua purezza, raccogliamo i bossoli e stiamo attenti alla colture di coloro che la mantengono e chissenefrega del malumore creato proprio da quest'ultimi, siamo noi i cacciatori nobili ospiti e allo stesso tempo padroni dei campi.
Vorrei che tutti i veri cacciatori, dedicassero attenzioni alla caccia durante tutto l'arco dell'anno, con piccoli o grandi gesti dobbiamo partecipare alla ruralità del nostro mondo, non basta pagare delle tasse o caricare un fucile, altrimenti sì che diventiamo solo ospiti, e chissenefrega se poi qualcun altro ruba dei frutti che ci spettano, noi siamo nobili, siamo veri... loro no!
E poi che dire delle nostre amate prede, che elogiamo una volta raccolte, tastandole e guardandole nella loro bellezza e gustandole sulla tavola.
Rispettiamole più di ogni altra cosa perché senza di loro non esisteremmo, spariamo all'animale solo quando questo è degno di morte degna e soprattutto quando è stato insidiato rispettandolo, e chissefrega di sparare per il gusto di sparare, per quello c'è il piattello, e chissenefrega se abbiamo un animale in meno in freezer, per quello non si muore di fame, e chissenefrega se qualcun altro non lo farà, noi siamo quelli veri, loro sono piccole persone con in mano un arma che prelevano un essere vivente senza dar senso a questo gesto e di conseguenza senza rispettare la caccia.
La caccia è vita, è vita per noi che la pratichiamo, vita per gli animali gestiti durante l'anno e prelevati in un tempo determinato con delle regole, questa è la vera caccia, quella che non potrà incontrar nemico negli umani dotati di intelletto.
Quindi godiamoci la sera dove si fatica a prender sonno, godiamoci la colazione al buio e al silenzio mentre la moglie/mamma/sorella/figli dormono, godiamoci la strada illuminata dai fari mentre ci rechiamo sul posto e piano piano realizziamo che ci siamo.
Godiamoci il silenzio dei primi minuti, l'odore della campagna che si prepara all'inverno e i suoni del suo risveglio, godiamoci, per chi lo ha, il tremolio dei nostri cani nel bagagliaio e il moschettone freddo del guinzaglio mentre lo sganciamo.
Albe, tramonti, freddo e sudate, scalate e discese, corse e batticuori, fucilate e padelle...
Ridiamo di una padella o di un'azione non conclusa, ridiamo di una giornata no e della pioggia.
Siamo cacciatori, siamo coloro che gestiscono le luci e la sceneggiatura del meraviglioso palcoscenico della natura, non dimentichiamocelo.
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