Il riferimento ai cacciatori onesti non è casuale perché gli iscritti non possono escludere che la mancata presenza di caprioli sia una conseguenza dell’attività di bracconaggio. Solo nelle scorse settimane, infatti, il Corpo forestale regionale ha scoperto una banda che agiva proprio nella zona di Venzone. Non a caso la stessa Riversa ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale processo contro i 12 denunciati coinvolti nell’operazione antibracconaggio.
La stagione della caccia si apre il 15 maggio e si chiude il 15 ottobre per i caprioli maschi e il 15 gennaio per le femmine. Nel periodo di apertura i cacciatori possono uccidere 32 caprioli maschi e altrettante femmine. Quest’anno, cosa difficilmente riscontrabile in passato, «abbiamo ucciso l’80 per cento dei capi concessi, il fatto che non sia stato raggiunto il numero consentito è un segnale preoccupante» spiega il direttore della Riserva, Valerio Pituelli, non senza ricordare che negli anni scorsi ad agosto le autorizzazioni erano già esaurite.
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<IFRAME id=google_ads_iframe_/35012960/messaggeroveneto.gelocal.it/interna/Middle_0 title="3rd party ad content" style="BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; BORDER-TOP-WIDTH: 0px; border-image: none" height=250 marginHeight=0 frameBorder=0 width=300 name=google_ads_iframe_/35012960/messaggeroveneto.gelocal.it/interna/Middle_0 marginWidth=0 scrolling=no></IFRAME> A conferma che il calo dei caprioli è sotto gli occhi di tutti c’è l’abbattimento di un solo animale nella piana del Tagliamento, dove generalmente venivano uccisi sette, otto esemplari a stagione. E le signore che vanno a passeggiare nella zona del cimitero di Venzone non si imbattono più nei caprioli alla ricerca di cibo.Insomma nel territorio di competenza della Riserva di Venzone stanno suonando diversi campanelli d’allarme.
«Dai segnali che abbiamo qui mancano bestie» insiste Pituelli impegnato a tutelare l’attività venatoria e il buon nome della Riserva che da sempre vanta una gestione impeccabile. Proprio per questo vuole fare chiarezza sugli indizi tipici del bracconaggio che continua a riscontrare nelle aree più accessibili. Le tracce delle automobili nei prati o i mucchietti di mele lasciati ai bordi delle strade per attirare i cervi, continuano a essere ben evidenti. «Siamo costretti - aggiunge il direttore - ad andare in giro a buttare via le mele che vengono abbandonate come esche».
Di fronte a questa situazione, i cacciatori preferiscono «fare una dettagliata analisi per evitare eventuali ulteriori danni alla specie». Da qui la sospensione cautelativa ed immediata del prelievo di caprioli femmina e dei piccoli con esclusione dei cosiddetti “prelievi sanitari” ovvero degli abbattimenti giustificati da problematiche sanitarie che, però, dovranno essere documentati con tanto di certificato veterinario.
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