Orso attacca in trentino
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qualcuno sa fare un esempio di gestione pubblica di una qualche problematica che abbia dato risultati positivi tangibili negli ultimi quarant'anni...la sanità,le mafie,le grandi opere,i migranti,i rifiuti, l'approvigionamento energetico,la scuola...parlo a livello di sistema non casi isolati dove il singolo può riuscire ad incidere... -
Segate, hai elencato cose serie e importanti, sicuramente non semplici da risolvere...
Qua il problema con 30 euro e tre giorni se vuoi l'hai risolto....
Sono argomenti molto diversi...Commenta
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intanto, mentre si prende tempo...gli orsi pericolosi aumenteranno
Mentre si tergiversa con animalisti, TAR, consiglio di stato, la Marcuzzi allo Yellowstone la natura prosegue con i suoi tempi.
Da ''l'Adige''
''UDINE - Entro due anni potrebbero arrivare a 30 gli orsi problematici, perché troppo confidenti o aggressivi, nell'area del Nordest. Per questo motivo è indispensabile mettere in atto interventi seri di gestione che conducano a un effettivo riequilibrio.
Lo ha detto – come fa sapere il Gazzettino - venerdì 28 aprile a Pontebba Claudio Groff, coordinatore del Servizio faunistico alla Provincia autonoma di Trento, nel corso di un convegno nazionale promosso sui grandi carnivori dal Club alpino italiano.
L’esperto ha anticipato i contenuti di un nuovo studio che attende una prossima pubblicazione.
Groff – scrive il Gazzettino – ha precisato che già nel 2021 l'Ispra aveva stimato per il 2025 una popolazione plantigrada di complessivi 130-140 soggetti. Sempre due anni or sono gli orsi a Nordest erano poco più di 100, dei quali fra i 70 e i 90 di età adulta e all'incirca 25 cuccioli. Altri 14 cuccioli sono nati nel 2022, tuttavia occorre considerare l'alta mortalità dei primi mesi o anni di vita (50%, analogamente al lupi).
È presumibile che anche le gravidanze dell'inverno appena concluso abbiamo condotto a un numero simile di nascite quest'anno. In ogni caso, Groff ha constatato che «l'evoluzione degli orsi si sta rivelando molto più rapida del previsto negli ultimi anni», come peraltro dimostrano tutti gli indicatori.Hatz und Gejaid ist edel FreudCommenta
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Associazione Trentina Cacciatori interviene
''L'Associazione cacciatori trentini ha depositato un atto di intervento al Tar di Trento per contrastare il ricorso presentato dagli animalisti - tra cui la Lega antivivisezione - e che al momento ha consentito di sospendere l'uccisione degli orsi Jj4 e Mj5.
La replica della Lav
«Con questo atto, l'associazione, che si fregia di rappresentare 6.000 cacciatori trentini, si vuole forse candidare ad uccidere gli orsi condannati a morte da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, visto il diniego dell'Ordine dei veterinari e della loro Federazione nazionale a operare l'eutanasia?», fa sapere la Lav in una nota. «Questa entrata in scena dei cacciatori nella vicenda che riguarda gli orsi Jj4 e Mj5, conferma una volta di più i veri interessi della categoria - dice Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici - i cacciatori raccontano di essere i primi ambientalisti, coloro che più di tutti curano gli equilibri ambientali, ma con questa presa di posizione non fanno altro che dimostrare chiaramente che si tratta solo di un tentativo di rendere più tollerabile la loro sanguinaria attività».''Hatz und Gejaid ist edel FreudCommenta
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Anche la LAV conferma tutta l'insussistenza di qualsiasi fondamento scientifico attuale all'infuori dei soliti proclami ormai vecchi come il cucco e basati su un'ideologia di facciata contro tutto e tutti coloro che la pensano in modo diverso, a prescindere.''L'Associazione cacciatori trentini ha depositato un atto di intervento al Tar di Trento per contrastare il ricorso presentato dagli animalisti - tra cui la Lega antivivisezione - e che al momento ha consentito di sospendere l'uccisione degli orsi Jj4 e Mj5.
La replica della Lav
«Con questo atto, l'associazione, che si fregia di rappresentare 6.000 cacciatori trentini, si vuole forse candidare ad uccidere gli orsi condannati a morte da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, visto il diniego dell'Ordine dei veterinari e della loro Federazione nazionale a operare l'eutanasia?», fa sapere la Lav in una nota. «Questa entrata in scena dei cacciatori nella vicenda che riguarda gli orsi Jj4 e Mj5, conferma una volta di più i veri interessi della categoria - dice Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici - i cacciatori raccontano di essere i primi ambientalisti, coloro che più di tutti curano gli equilibri ambientali, ma con questa presa di posizione non fanno altro che dimostrare chiaramente che si tratta solo di un tentativo di rendere più tollerabile la loro sanguinaria attività».''Commenta
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Caccia all'orso in trentino nel 1951
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''Cronaca, serena ma avvincente, di una battuta di caccia del 1951 ad un orso in val Canali nel Primiero, pezzo apparso su un quotidiano trentino dal titolo «L’orso si mette in fuga ma non si può uccidere». É troppo lungo da riproporre per intero e, dunque, ricorrendo a qualche nostro collegamento di sintesi della vicenda o ai classici puntini, ne estrapoliamo in corsivo alcuni brani.
«La grossa bestia»
Siamo a cavallo di aprile e maggio del 1951 e la scena si apre a Fiera di Primiero dove «la vita di questo paese scorre nei mesi invernali monotona e tranquilla: non avvengono furti, non si verificano risse né per amore né per cause politiche, non vi sono mestatori, non accadono omicidi. La «Benemerita» non ha preoccupazioni, al fisco non vi sono vertenze perché le tasse e le imposte sono più che lievi, godendo il paese con i suoi dodici grossi alberghi e i suoi 370 appartamenti d’affitto di un forte flusso di villeggianti si vive una vita idilliaca che permette, a sera, alle autorità del paese - pretore, sindaco, maresciallo dei carabinieri e all’incaricato del fisco - di ritrovarsi al caffè Roma a giocare a tressette o a briscola, in attesa che si faccia un’ora decente per andare a dormire». Ma capita che il pastore Pietro Gadenz scenda a valle dall’alpe di Tonadico e al maresciallo Garino Sotgiu (un sardo che da 4 anni si trova perfettamente a suo agio fra la gente del Primiero) lamenta che dal suo maso di Val Canali «gli erano state sottratte cinque pecore mentre altre tre e un agnellino erano stati sbranati e sgozzati». Causa la neve appena caduta risulta inutile l’immediata ricerca delle orme di una «grossa bestia». Più o meno la medesima denuncia arriva due giorni dopo da un pastore di Siror cui sono state «azzannate sette pecore mentre quattro e un agnellino risultavano mancanti». Lui è quasi certo che le orme rinvenute assieme al suo cane siano quelle di un orso. Terza denuncia, stavolta dal passo Cereda: tre pecore e cinque sgozzate.
Il maresciallo Sotgiu
Sotgiu, il maresciallo, non la prende sottogamba anche perché in paese non si parla che di questo. Tra l’altro — si ricorda in piazza — «per la verità e la precisione circa 40 anni fa, (quindi 1921 n.d.r) nella stessa zona dove l’orso è comparso quest’anno, un suo simile, di oltre due quintali, venne catturato da un bracconiere il quale, se da una parte si ebbe 100 corone di premio, dall’altra si buscò per quella cattura 18 giorni carcere. Egli tendeva i lacci la sera e una mattina ebbe la sorpresa di trovarvi strangolato un enorme bestione», colpevole di aver pranzato spesso qua e là con un menù a base di pecore. Il maresciallo si consulta con il presidente dei cacciatori Arturo Graziadei, il macellaio Nino Pivetta, il maestro della scuola elementare Giovanni Sartena e il sindaco Trotter che «non si riunirono al caffè Roma per il solito tressette, ma in casa del Pivetta e decisero di mandare l’indomani mattina il messo comunale Giuseppe De Biase, la guardia forestale Luigi Sartena, il guardia caccia Tamanini insieme a due carabinieri a fare una battuta fra i boschi fino al rifugio Pravidali, per vedere di rintracciare le peste della fiera e possibilmente individuarne la direzione».
La spedizione dei cacciatori
La spedizione va in fumo per l’abbondante nevicata notturna anche se alcune carcasse di pecore e rami di conifere spezzati segnalano il passaggio dell’orso. Dunque, dopo un summit dei cacciatori convocato il 25 aprile e con il cielo che finalmente ha messo giudizio, viene deciso che l’indomani sarà il giorno del giudizio. Al vertice di paese c’è anche Sandro Dini, il cronista che, appunto, racconterà quello che riproponiamo oggi dopo 72 anni. Viene decisa la strategia: «all’alba quattro battitori, un guardia caccia in compagnia di due segugi di taglia piccola, adatti alla cerca in montagna» partiranno per la val Canali. Si conviene che i battitori, rinvenute le prime tracce dell’orso, spareranno in aria tre colpi di fucile a distanza esatta di un minuto uno dall’altro, avvertendo in tal modo i compagni di spedizione appostati altrove. Tutto fila liscio, le tracce vengono rinvenute e la strategia comporta che dall’albergo Primiero, «dove i cacciatori avevano stabilito il loro quartier generale, parte l’altra parte della spedizione su due camioncini e un’auto. Arrivati al punto del ritrovamento delle peste dell’orso, il gruppo dei cacciatori e dei battitori si aprì allora a ventaglio fra il bosco preceduto dai cani che però venivano tenuti costantemente d’occhio ….. per evitare che si trovassero improvvisamente tra le zampe della bestia e finissero sventrati con un solo colpo di unghione. Vigendo il divieto di uccidere o catturare la bestia, il compito dei cacciatori era quello di individuarla e ricacciarla, a furia di fucilate in aria, oltre il Passo Pradidali, nell’altra valle, dove altri cacciatori alla posta, a loro volta, la avrebbero spinta in altra valle più a nord».
La ritirata dell'orso
La strategia studiata è molto complicata da descrivere e prevede la conoscenza perfetta di passi, radure, picchi di roccia ed altri luoghi che sono noti soltanto alla gente del posto. Dunque tralasciamo. Ma si capisce subito che l’ordine non scritto è che l’orso deve essere semplicemente allontanato da quelle zone. Mentre si era fermi per prendere un po’ di riposo …. i due cani Lyli e Lalla partirono come una freccia ... poco dopo una nutrita sparatoria riempì di echi rimbombanti la valle. Una slavina si staccò da uno strapiombo di roccia del Sass Maor e precipitò fino ai primi abeti incipriando tutta la zona circostante di un nugolo di neve polverizzata… l’abbaiare dei cani, i richiami dei cacciatori, il rombo della slavina, gli echi degli spari davano alla scena un sapore dantesco…. Aldo Cesari, il padrone, correndo per primo dietro i cani Lilli e Lalla, con la doppietta in mano riuscì a distanza a indirizzare la bestia verso il passo evitando che si prolungasse troppo la battuta.
La fine della battuta
«La partita era vinta. All’orso non restava altro che risalire in tutta fretta la valle che aveva disceso con orgogliosa sicurezza, seguito dai cacciatori e battitori che a furia di fucilate in aria gli indicavano la strada … raggiunto un masso roccioso abbiamo assistito alla fase finale … abbiamo visto una massa scura che in una radura arrancava goffamente verso l’altura forse senza prendere sul serio quegli strani cacciatori che con tanto sparare non erano riusciti fino a quel momento — pensava forse lui — neanche a graffiargli un’ orecchia. E quando la vedetta , appostata su un picco sopra il passo diede il segnale che la bestia era stata avvistata dai cacciatori dell’altra valle, la battuta ebbe termine. Come convenuto ci ritrovammo alle 15,45 al ponte delle Sabbionare. C’eravamo tutti meno il Pivetta. Già qualcuno mormorava contro lui che, al solito, se la prendeva comoda, quando poco dopo vediamo spuntare il suo cane e quindi il padrone con in mano una bellissima volpe crociata che ancora si muoveva. Il Pivetta giustificò la caccia fuori stagione col dire che lui non era mai partito per una battuta senza tornare con qualcosa nel carniere.»Hatz und Gejaid ist edel FreudCommenta
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Mah, al posto dell'Associazione Cacciatori Trentini mi sarei tenuto ben lontano dalla problematica che, ricordiamolo, riguarda specie non oggetto di caccia e oggetto di protezione rinforzata.''L'Associazione cacciatori trentini ha depositato un atto di intervento al Tar di Trento per contrastare il ricorso presentato dagli animalisti - tra cui la Lega antivivisezione - e che al momento ha consentito di sospendere l'uccisione degli orsi Jj4 e Mj5.
La replica della Lav
«Con questo atto, l'associazione, che si fregia di rappresentare 6.000 cacciatori trentini, si vuole forse candidare ad uccidere gli orsi condannati a morte da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, visto il diniego dell'Ordine dei veterinari e della loro Federazione nazionale a operare l'eutanasia?», fa sapere la Lav in una nota. «Questa entrata in scena dei cacciatori nella vicenda che riguarda gli orsi Jj4 e Mj5, conferma una volta di più i veri interessi della categoria - dice Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici - i cacciatori raccontano di essere i primi ambientalisti, coloro che più di tutti curano gli equilibri ambientali, ma con questa presa di posizione non fanno altro che dimostrare chiaramente che si tratta solo di un tentativo di rendere più tollerabile la loro sanguinaria attività».''
Visto che il tutto è stato (non) gestito dal progetto Life Ursus e dalla Provincia Autonoma, a loro il compito di sbrogliare la matassa. IMHO
[brindisi]Commenta
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Continuo a pensare che i cacciatori debbano star lontani da tutto ciò''L'Associazione cacciatori trentini ha depositato un atto di intervento al Tar di Trento per contrastare il ricorso presentato dagli animalisti - tra cui la Lega antivivisezione - e che al momento ha consentito di sospendere l'uccisione degli orsi Jj4 e Mj5.
La replica della Lav
«Con questo atto, l'associazione, che si fregia di rappresentare 6.000 cacciatori trentini, si vuole forse candidare ad uccidere gli orsi condannati a morte da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, visto il diniego dell'Ordine dei veterinari e della loro Federazione nazionale a operare l'eutanasia?», fa sapere la Lav in una nota. «Questa entrata in scena dei cacciatori nella vicenda che riguarda gli orsi Jj4 e Mj5, conferma una volta di più i veri interessi della categoria - dice Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici - i cacciatori raccontano di essere i primi ambientalisti, coloro che più di tutti curano gli equilibri ambientali, ma con questa presa di posizione non fanno altro che dimostrare chiaramente che si tratta solo di un tentativo di rendere più tollerabile la loro sanguinaria attività».''La mia presentazione https://www.ilbraccoitaliano.net/for...giorno-a-tuttiCommenta
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Concordo totalmente che lupi cinghiali e addirittura con gli orsi , è un problema soltanto loro.
L’altra sera a contro corrente i nostri amici dicevano che gli orsi a loro spese venivano portati in Germania nel paradiso della foresta nera , ottima idea loro li hanno voluti, e loro se ne devono sbarazzarsi.Commenta
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secondo me che sono un cittadino ignorante...un paio li trasferiranno i mentecatti...una decina li spareranno gli sniper del Col Moschin perché non devono soffrire...i rimanenti ci penserà la selezione naturale "indotta"...anche i santi perdono la pazienza...Commenta
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