Facciamo finta....

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  • marco84
    • Jan 2008
    • 139
    • Sicilia, Messina.

    #1

    Facciamo finta....

    ....di essere per un anno intero quelli che possono decidere sul ripopolamento delle specie cacciabili in italia, applicando leggi e divieti, cosa faremmo?
    Potrebbe essere un modo per dare un in idea su come dovrebbero muoversi gli "pseudo-ambientalisti" visto che noi cacciatori di ambientalismo ce ne intendiamo più di loro, postiamo qui le nostre idee e vediamo cosa ne esce fuori...

    saluti [:-golf]
    A volte è la perfezione a scatenare le emozioni.
  • dario72

    #2
    purtroppo di esperimenti ne sono stati fatti molteplici mal riusciti anche per colpa di cacciatori scellerati. Comunque io fermeri la stagione durante il passo cosi gli animali hanno il tempo di ambientarsi e rendere la stagione piu sportiva evitando cosi oltremodo le famose stragi. per i ripopolamenti servono bonifiche nocivi ,a agricoltura forzata ma la domanda è chi paga..............

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    • gigi

      #3
      caro dario noi sulla costa viviamo ''con il passo e per il passo'' cominciamo a pensarci a novembre quando finisce e sognamo di essere ad ottobre per riessere alla stagione del passo
      chiudere la caccia durante il passo significherebbe tagliarci tutto,......ci hanno già levato febbraio,marzo ecc ecc
      vorresti chiudere per il passo dei colombi,quando in alcune nazioni
      li cacciano tutto l'anno essendo considerati nocivi
      vorresti chiudere la caccia al tordo e non impedire le stragi fatte ad es nello stretto di gibilterra dove navi attrezzate inalberano reti che
      durante la notte con l'aiuto di fari catturano milioni di tordi,tanto da trovare in commercio scatolette di pate di tordo
      hai mai visto i milioni di fringuelli che seguono un trattore che semina
      ed i milioni di storni che depredano vigneti ed uliveti
      gigi
      Ultima modifica tasmanian devil; 23-09-08, 07:54. Motivo: neretto e risposta provocatoria nei confronti di Dario

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      • silvio roncallo
        ⭐⭐⭐
        • Dec 2006
        • 5650
        • genova, Genova, Liguria.
        • spinone

        #4
        Siamo noi cacciatori che dovremmo rimboccarci le maniche e darci una differente struttura organizzativa perchè (nonostante i soldi versati) se aspettiamo che amministratori delle associazioni Ventorie, amministratori pubblici, ambientalisti ecc. ci diano una mano per gestire il territorio stiamo freschi:
        nelle regioni appenniniche ormai l'agricoltura non esiste più e senza agricoltura non c'è ripopolamento che tenga. Come viene fatto (parlo sempre nell'alto Appennino) serve solo a rifornire di carne fresca le volpi.
        silvio

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        • Donato Scalfari
          ⭐⭐⭐
          • Jul 2007
          • 6091
          • Morlupo, Roma, Lazio.
          • epagneul breton, bracco italiano

          #5
          Un grave problema sono quelli che sparano tutto l'anno e, vi assicuro, ce ne sono parecchi, in giro. Poi i cacciatori scorretti, quelli che sparano a tutto ciò che si muove. Poi gli pseudoambientalisti, gli animalisti, i protezionisti e tutti gli altri che in nome della difesa (!?) della natura blaterano contro i cacciatori onesti.
          Se riuscissimo a tenere a bada tutti questi, potremmo cominciare a parlare di programmi di ripopolamento serio.
          Potremmo cacciare i nocivi (volpi e corvidi in primis) anche a caccia chiusa e potremmo ripopolare veramente.

          Io proverei, ancora, prima di tutto, con la starna italica. Poi non sarebbe un problema quale altro animale immettere ma il tempo dei lanci e come immetterlo. L'importante è di non fare l'errore di immettere selvaggina non autoctona, non idonea ai nostri terreni, per non correre il rischio di fare la fine dei pescatori col persico sole, per intenderci.

          Piccoli appezzamenti di colture a perdere, nei luoghi idonei, siepi per consentire riparo ai selvatici, piccoli acquitrini, tutte cose che non portino grosse perdite ai contadini o che possano essere incentivate con i soldi delle nostre tasse (domenica un TG parlava di circa 130 milioni din tasse governative, potrebbero bastare?).
          Donato Scalfari
          sigpic

          "Sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù" Pier Paolo Pasolini


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          • Re del Vento
            ⭐⭐
            • May 2007
            • 902
            • Pisa, Pisa, Toscana.
            • Setter inglese tricolore

            #6
            Direi come prima cosa che la caccia e' legata alla selvaggina e questa ha bisogno dell'ambiente per vivere e riprodursi.
            Prima di pensare a cacciarla dobbiamo allora creare un ambiente favorevole al suo sviluppo.
            I "sudici" sono fondamentali, anche se prevedono campi incolti e quindi nessun raccolto.
            Per far questo occorre l'accordo con gli agricoltori, creando magari un fondo economico che provveda al rimborso per le eventuali perdite derivate dalle mancate coltivazioni.
            Anche se a volte mi domando che senso ha seminare cosi' tanto per poi dover perdere o addirittura distruggere parte dei raccolti per motivi politico/economici.
            Occorrerebbe curare l'aspetto "nocivi", in modo da ripristinare un equilibrio naturale.

            Per fermare gli animali di passo non serve chiudere la caccia, ma sarebbe invece importante anticipare i tempi di semina, come si faceva una volta, fornendo ai migratori una giustificazione alimentare alla sosta.
            sigpic Ray...il mio migliore Amico

            Alessandro

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            • Ciccio58
              ⭐⭐⭐
              • Aug 2008
              • 3038
              • palermo
              • Korthals/orma

              #7
              Parole sante quello di silvio, rimbocchiamoci le maniche e soprattutto educhiamo i nostri compagni di caccia a comportamenti piu civili.
              L'Italia per nostra fortuna o disgrazia è bella lunga e non possiamo standardizzare, ciò che va bene in lombardia non è detto che funzioni in sicilia o puglia, pertanto i ripopolamenti o i sistemi per aumentare il numero dei selvatici vanno individuati in base al territorio , ritengo che il primo passo sia quello di creare le condizioni ideali perchè la stanziale aumenti e i migratori si soffermino. Quindi ricreare e mantenere quei luoghi ove possano trovare il cibo l'acqua e il rifugio. Imporre agli agricoltori il rispetto della attuali norme in materia di pesticidi diserbanti bruciatura delle stoppie
              etc...etc.. non sarebbe male trovare con loro una sinergia tale che porti vantaggio ad ambedue le parti.
              chissà magari anzicchè pagare quello che paghiamo si inserisce una norma che ci fa risparmiare 50 euro e in cambio prevede per i cacciatori di dedicare un paio di giorni alla cura del territorio che sò vigilanza antincendio o altro.

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              • gabriele dd
                • Mar 2006
                • 171
                • lombardia
                • drahthaar

                #8
                Concordo in pieno con ciccio58 e re del vento ma in piu occorre un'alleanza con i contadini, se loro non hanno nessun utile dalla caccia non hanno alcun interesse a rispettare gli animali o le covate, anzi meno gente va sul loro territorio meno disturbi hanno.Guardate la Scozia, ad esempio, la il contadino ha un utile sui capi abbattuti,e si vede animali ovunque.Io caccio in lomellina dopo il taglio del riso,il campo viene arato quasi subito, gli argini ripuliti non resta che un tavolo da bigliardo dove si nasconde la selvaggina? Sia stanziale che migratoria.
                gabriele

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                • segugista
                  ⭐⭐⭐
                  • Mar 2007
                  • 8984
                  • Alessandria Piemonte.
                  • Segugi Bassotti S/D

                  #9
                  Le idee non mancano, per la lepre ne abbiamo gia discusso nella sezione seguita in un paio di discussioni ( gestione della lepre e prelievo della lepre ), ma quello che volevo chiedere è: come facciamo a tradurre in fatti queste idee ? Il cacciatore quanto può incidere sulle politiche di gestione faunistica ed ambientale ? Come possiamo cancellare quel "facciamo finta",e soprattutto possiamo farlo ?
                  Altrimenti questa discussione, seppur interessante, rischia di diventare un bel libro dei sogni, purtroppo.
                  Emanuele

                  Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]

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                  • silvio roncallo
                    ⭐⭐⭐
                    • Dec 2006
                    • 5650
                    • genova, Genova, Liguria.
                    • spinone

                    #10
                    Originariamente inviato da segugista
                    Le idee non mancano, ...ma quello che volevo chiedere è: come facciamo a tradurre in fatti queste idee ? Il cacciatore quanto può incidere sulle politiche di gestione faunistica ed ambientale ? Come possiamo cancellare quel "facciamo finta",e soprattutto possiamo farlo ?
                    Altrimenti questa discussione, seppur interessante, rischia di diventare un bel libro dei sogni, purtroppo.
                    Carissimo, al momento meno di ZERO. Se è vero come è vero che stiamo parlando di Euro 130.000.000,00 (centotrentamilioni!!!!) di tasse incamerate dall'amministrazione pubblica a fronte di NULLA dato ai cacciatori (perchè, parliamoci chiaro, il permesso di caccia è come la patente di guida ma la patente di guida NON COSTA NULLA), come puoi, oggettivamente pensare che la stessa amministrazione possa rinunciare anche solo ad una parte del malloppo?
                    Finchè non potremo (noi cacciatori) gestire in autonomia il rapporto con i proprietari dei terreni (diretti interessati) ma continueremo a farci gestire da associazioni a carattere nazionale che poco sanno ed ancor meno gliene importa dei problemi locali, rimarrà tutto solo un'utopia.
                    silvio

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                    • PaoLeo
                      ⭐⭐⭐
                      • Jun 2007
                      • 2350
                      • Piacenza

                      #11
                      "Finchè non potremo (noi cacciatori) gestire in autonomia il rapporto con i proprietari dei terreni (diretti interessati) ma continueremo a farci gestire da associazioni a carattere nazionale che poco sanno ed ancor meno gliene importa dei problemi locali, rimarrà tutto solo un'utopia."


                      Sarebbe cioè una gestione alla francese? Riserve private? Una bella rivoluzione... Io per mia impostazione culturale non sarei contrario, ma faccio notare che una situazione, se non in teoria, nei fatti simile, si ha con atc di medio-piccole dimensioni. Non dimentichiamo che sono un bel po' d'anni che s'è capito che bisogna legare i cacciatori al territorio, e coinvolgere gli agricoltori: il problema è che in molte parti d'italia non si è ancora fatto. Il presidente del mio atc è un non cacciatore della coldiretti; la cosa avrà anche i suoi risvolti negativi ma è l'unica strada....
                      ____________________________________________

                      Paolino

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                      • silvio roncallo
                        ⭐⭐⭐
                        • Dec 2006
                        • 5650
                        • genova, Genova, Liguria.
                        • spinone

                        #12
                        Bè Paolino, in altri Paesi europei succede un pò la stessa cosa: legame di un gruppo di cacciatori ad una determinata estensione di territorio che, concordemente con i proprietari terrieri (non necessariamente agricoltori) viene gestita in modo da consentire una pianificazione corretta dell'attività venatoria (questo per ciò che riguarda la stanzia perchè la migratoria segue un'altra strada). E' chiaro però che i costi aumentano e non di poco: se oggi puoi andare a caccia con poco più di euro 300.00 (rinnovo licenza+tesserino venatorio), domani te ne occorreranno almeno il triplo più il lavoro "sul campo" perchè 300,00 euro li hai comunque dovuti versare a stato, regioni ecc. ecc.
                        Teniamo comunque presente che nell'area dell'europa occidentale siamo fra quelli che spendono meno per andare a caccia (dalle altre parti devi appunto aggiungere affitto dei terreni ecc. ecc.).
                        silvio

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                        • Ciccio58
                          ⭐⭐⭐
                          • Aug 2008
                          • 3038
                          • palermo
                          • Korthals/orma

                          #13
                          diciamo che piuttosto che legati al territorio dovremmo essere come dire responsabili del territorio, sentirlo nostro non per sfruttarlo ma per viverci, ci sono belle realtà in Italia in questo senso ma si contrappongono altre meno belle.
                          Cominciamo prendendo l'impegno , ogni volta che andiamo a caccia, di rispettare le regole raccogliamo i bossoli e magari anche quelli dell'idiota di turno che ci ha preceduti e non li ha raccolti, evitiamo di tagliare per un campo appena seminato solo per risparmiare pochi metri di cammino e tante altre piccole cose simili qualche strumento per migliorare l'abbiamo mettiamolo in atto e convinciamo i nostri amici a seguirci.
                          ogni tanto diamo pure tregua alle nostre prede intendo per esempio se ribattiamo per la seconda volta una beccaccia e ci fa di nuovo fessi lasciamo perdere per quel giorno cerchiamone un'altra altrove. se stiamo battendo un campo lasciamo un angolino per domani, chissà che nel tempo questo essere meno ingordi non ci può portare vantaggi
                          che dite?

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                          • cuba7179
                            ⭐⭐⭐
                            • Jul 2007
                            • 7128
                            • Passignano sul Trasimeno, Perugia, Umbria.
                            • Pointer/ Pablo Escobar Pointer/ Maritza Setter/ Vanja od Bebija [url=https://postimages.org/]

                            #14
                            Originariamente inviato da Ciccio58
                            diciamo che piuttosto che legati al territorio dovremmo essere come dire responsabili del territorio, sentirlo nostro non per sfruttarlo ma per viverci, ci sono belle realtà in Italia in questo senso ma si contrappongono altre meno belle.
                            Cominciamo prendendo l'impegno , ogni volta che andiamo a caccia, di rispettare le regole raccogliamo i bossoli e magari anche quelli dell'idiota di turno che ci ha preceduti e non li ha raccolti, evitiamo di tagliare per un campo appena seminato solo per risparmiare pochi metri di cammino e tante altre piccole cose simili qualche strumento per migliorare l'abbiamo mettiamolo in atto e convinciamo i nostri amici a seguirci.
                            ogni tanto diamo pure tregua alle nostre prede intendo per esempio se ribattiamo per la seconda volta una beccaccia e ci fa di nuovo fessi lasciamo perdere per quel giorno cerchiamone un'altra altrove. se stiamo battendo un campo lasciamo un angolino per domani, chissà che nel tempo questo essere meno ingordi non ci può portare vantaggi
                            che dite?
                            aggiungerei anche: rispettiamo le quote di prelievo fissate dal calendario venatorio...........
                            sigpicAlessandro # half drahthaar inside#

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                            • silvio roncallo
                              ⭐⭐⭐
                              • Dec 2006
                              • 5650
                              • genova, Genova, Liguria.
                              • spinone

                              #15
                              Originariamente inviato da Ciccio58
                              diciamo che piuttosto che legati al territorio dovremmo essere come dire responsabili del territorio, sentirlo nostro non per sfruttarlo ma per viverci, ci sono belle realtà in Italia in questo senso ma si contrappongono altre meno belle.
                              Cominciamo prendendo l'impegno , ogni volta che andiamo a caccia, di rispettare le regole raccogliamo i bossoli e magari anche quelli dell'idiota di turno che ci ha preceduti e non li ha raccolti, evitiamo di tagliare per un campo appena seminato solo per risparmiare pochi metri di cammino e tante altre piccole cose simili qualche strumento per migliorare l'abbiamo mettiamolo in atto e convinciamo i nostri amici a seguirci.
                              ogni tanto diamo pure tregua alle nostre prede intendo per esempio se ribattiamo per la seconda volta una beccaccia e ci fa di nuovo fessi lasciamo perdere per quel giorno cerchiamone un'altra altrove. se stiamo battendo un campo lasciamo un angolino per domani, chissà che nel tempo questo essere meno ingordi non ci può portare vantaggi
                              che dite?
                              Ciccio, ti straquoto!!!!!!
                              Questa è la mentalità del Cacciatore in antitesi con predatore
                              silvio

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