Un paio di denunce contro la disinformazione

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    #1

    Un paio di denunce contro la disinformazione

    UCL: Cacciatori dal Prefetto, Siamo perseguitati.

    Tratto da Brescia Oggi

    Martedì 23 Gennaio 2007

    Un esposto dell’Ucl alla Procura

    I cacciatori lombardi vanno dal prefetto «Siamo perseguitati»


    Guardie venatorie volontarie nel mirino dell'Acl (Associazione cacciatori lombardi) che in provincia di Brescia conta 2500 iscritti. «I soprusi, le intimidazioni, le perquisizioni e le azioni vessatorie perpetrati sui seguaci di Diana, nel corso della recente stagione venatoria, non devono più ripetersi. È intollerabile essere trattati alla stregua di delinquenti. Accettiamo i controlli ma non tolleriamo gli abusi».
    Il presidente regionale Eugenio Casella non ha peli sulla lingua nel denunciare il comportamento di «queste guardie che si comportano come agenti di polizia giudiziaria pur non avendone i requisiti». Rilevato un altro aspetto negativo. «Esercitano un ruolo che non gli compete». Invece? «Per avere l'abilitazione, dovrebbero partecipare ad un corso per avere un'adeguata preparazione. Questi signori limitano la libertà dell'individuo sancita dalla Costituzione italiana». A rincarare la dose l'avv. Fausto Pasotti, legale dell'Acl, che ha ricostruito la vicenda di un cacciatore che alla fine di dicembre era stato strattonato e perquisito dalle guardie venatorie che avevano con un cellulare filmato l'azione ledendo anche il diritto alla privacy. «Per questo il 19 gennaio abbiamo depositato un esposto alla Procura della Repubblica». Per l'on. Giuseppe Romele, in qualità anche di consigliere provinciale, presente all'incontro «la politica non può essere sorda di fronte al ripetersi di simili episodi. In Broletto lancerò un chiaro messaggio affinchè si promuovano dei corsi di formazione, riservati alle guardie volontarie per avere un titolo oggettivo. Inoltre bisogna sapere quali attività professionali svolgono o se sono appartenenti ad associazioni contrarie alla caccia».
    Il parlamentare forzista ha ricordato la denuncia presentata in Parlamento con l'on.Davide Caparini e non ancora discussa, annunciando che «il 30 gennaio la Regione Lombardia ha inserito all'ordine del giorno la caccia per approvare una legge che definisca le specie in deroga per non essere impreparati quando in settembre si aprirà la stagione venatoria». Infine Fortunato Busana, addetto stampa dell'Acl, ha comunicato che l'associazione «chiederà un incontro con Alberto Cavalli, presidente della Provincia e il Prefettto Francesco Paolo Tronca per chiedere un'ulteriore verifica sulle competenze e sull'idoneità pisco-fisica delle guardie venatorie volontarie».
    Sergio Botta
  • Pisturo

    #2
    CNCN: Caccia e Tiro, una verità scomoda

    Come riceviamo e così pubblichiamo.

    ##############

    Comitato Nazionale Caccia e Natura

    COMUNICATO STAMPA

    La caccia e il tiro, una verità scomoda

    Dati reali contro le speculazioni di una pseudoinformazione ideologica


    Il CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura) ha proseguito, anche per il 2006, l’indagine sulle diverse tipologie di incidenti occorsi durante le varie e più comuni attività umane ricreative e sportive all’aria aperta.

    Lo scopo dichiarato di questa ricerca, nella quale sono stati monitorati 935 incidenti, (riportati dalla stampa nazionale e dalle principali agenzie) è quello di controbattere con fermezza e in maniera rigorosa e documentata, la periodica campagna di disinformazione messa in atto dai più irriducibili abolizionisti.

    Tra qualche giorno, infatti, saranno nuovamente diffusi gli annuali comunicati stampa nei quali si afferma che la caccia miete un altissimo numero di vittime e che, di conseguenza, sia un’attività fra le più pericolose che si possano praticare, con “gravi rischi per la pubblica incolumità”.

    Per avvalorare la loro tesi con numeri ad alta sensazione e di grande impatto sulla pubblica opinione, alcuni anticaccia non si fanno il minimo scrupolo di elencare fra i morti e i feriti “per caccia” un grande numero di povere vittime di comunissimi malori e infarti che, vale la pena di ricordarlo, colpiscono oltre 200.000 italiani ogni anno. Tra l’altro, anche per gli infarti, la caccia è al sesto posto, dopo raccolta funghi, nuoto, escursionismo, ciclismo e pesca.

    Comunque, la dimostrazione più eclatante del vizio ideologico alla base di tali notizie allarmistiche sta proprio nell’inserimento, fra le vittime riconducibili alla caccia, di morti e feriti che nulla hanno a che vedere con la pratica dell’attività venatoria.

    Infatti, se i morti per caccia fossero davvero così tanti, non ci sarebbe certo bisogno di aggiungere i malori, le cadute, i litigi e gli incidenti automobilistici.

    Non solo, ma non ci sarebbe nemmeno bisogno di trasformare i feriti in morti, o di far passare per incidenti “venatori” anche quelli che sono o potrebbero essere degli omicidi.

    Tra l’altro, si riferiscono con particolare enfasi, tutti i dettagli (come l’intervento dell’elicottero) ritenuti idonei ad avvalorare la tesi indimostrabile dell’estrema pericolosità della caccia. Si trascura però di dire che lo stesso, costosissimo mezzo, che è intervenuto 15 volte per recuperare altrettanti cacciatori, è stato utilizzato circa 220 volte per recuperare cercatori di funghi, escursionisti, alpinisti e sciatori morti o feriti.

    Certo, un conto è dire che quest’anno (anno solare 2006) la caccia ha causato 36 morti, un altro conto è dire che i morti causati dall’esercizio dell’attività venatoria sono stati 23! Sicuramente fa un altro effetto e suscita ben altro allarme nella pubblica opinione.

    Il conto per il gonfiaggio del numero dei morti è presto fatto:

    ? infarto N° 5
    ? incidente automobilistico N° 2
    ? caduta in montagna N° 3
    ? omicidio N° 3

    Per un totale di 13 morti che con la caccia non hanno nulla a che vedere.
    C’è ancora da aggiungere che il computo luttuoso non è poi così scrupoloso se, oltre gli infarti e le cadute, ben 4 morti sono stati aggiunti con una “leggerezza” a dir poco eccessiva:

    • Per 1 morto e 1 ferito registrati in provincia di Roma in data 22 gennaio, si è trattato di un omicidio e di un tentato omicidio volontari compiuti da un contadino (morto subito dopo di infarto) che si stava difendendo da quelli che riteneva ladri del suo bestiame.

    • Su 1 morto registrato in provincia di Avellino il 4 ottobre, gli stessi investigatori nutrono forti dubbi in quanto l’episodio è avvenuto in un giorno di caccia chiusa nel quale non c’erano battute al cinghiale.

    • Una “trappola esplosiva” opera di un ignobile individuo, ha ferito un uomo in provincia di Cagliari ma, tanto per fare numero, il poveraccio è stato contato come 1 morto di caccia!

    • Infine, per una 1 donna morta a causa di un colpo di fucile alle spalle, in provincia di Cuneo il 30 ottobre, gli investigatori avrebbero avanzato seri dubbi sul racconto del figlio della vittima e l’incidente sembrerebbe escluso.

    Questa disinvoltura contabile, poi, assume aspetti assai inquietanti se si pensa che ben 2 di questi morti aggiunti (l’uomo di Avellino e la donna di Cuneo) rientrano proprio nelle 3 vittime complessive fra la cosiddetta “gente comune”, uno dei tasti preferiti per avvalorare la pericolosità sociale della caccia.

    Allo stesso modo, si procede con il conteggio dei feriti, dove l’esercizio di esagerazione è altrettanto spregiudicato. Infatti, si elencano con disarmante disinvoltura anche incidenti che si possono definire “venatori” solamente perché fa comodo così:

    • Cacciatore scivola in un bosco e si procura un possibile trauma alla caviglia
    • Cacciatore riporta la sospetta frattura di una gamba scivolando nei boschi mentre stava allenando il suo cane
    • Contadino(!) resta ferito accidentalmente da un colpo di fucile partito dall’arma illegale(!) che portava carica sul trattore
    • Un potatore(!) cade da un albero che stava sistemando per alcuni cacciatori
    • Cacciatore scivola sulle rocce e si procura una distorsione alla caviglia
    • Un cacciatore morto e uno ferito a seguito di un incidente con il veicolo fuoristrada con il quale si stavano spostando

    Dal totale “gonfiato” di 77 feriti sono pertanto da detrarre:
    ? N° 2 cadute in montagna con ferite di una certa serietà
    ? N° 3 cadute con contusioni lievissime, escoriazioni e storte
    ? N° 1 malore
    ? N° 1 incidente automobilistico
    ? N° 1 investimento di una guardia da parte di un bracconiere

    I dati fin qui forniti, però, non sono sufficienti per comprendere appieno l’esagerazione e la parzialità ideologica della ossessiva campagna di stampa contro la caccia e, più in generale, contro gli sport praticati con l’uso delle armi.
    Per consentire un raffronto più completo, qui di seguito si elencano le principali attività svolte all’aria aperta e i relativi incidenti occorsi nel 2006.


    ATTIVITA’ Tot.Inc. Morti Infarti Feriti Dispersi
    Nuoto e balneazione 141 124 13 9
    Escursionismo 214 91 12 110 9
    Volo sportivo 56 40 36 2
    Raccolta funghi 119 39 14 63 3
    Alpinismo e similari 54 36 1 30
    Attività subacquea 46 35 17
    Caccia 110* 23 6 69
    Pesca 38 23 10 3 3
    Sci 67** 13 3 59
    Auto-Motociclismo 7 1 7
    Jogging-Calcio-Cicl. 58 17 11 4
    Nautica 13 8 1 9
    Paracadutismo 1 1
    Altro 11 3 3 127***
    Tiro a volo/a segno 0 0 0 0
    TOTALI 935 457**** 74 546 17

    * Il numero apparentemente molto elevato è dovuto alla particolare cura delle strutture periferiche dell’associazione abolizionista nel raccogliere le notizie anche di incidenti lievissimi
    ** Qui, invece, sono considerati soltanto gli incidenti riportati dalla stampa nazionale. Nel 2005 le cadute dagli sci sono state 26.000 (1)
    *** Compresi i 125 feriti per incidenti intorno agli stadi
    **** Più sette incidenti mortali ma non “di caccia”

    (1) Fonte SIMON, Sistema di Monitoraggio degli incidenti in Montagna

    Infine, a sfatare l’infondata convinzione che le armi siano pericolose, c’è da evidenziare doverosamente che, da anni, non si registra nemmeno un incidente nei poligoni e sui campi di tiro, in tutte le centinaia e centinaia di competizioni di tiro a volo che si svolgono nelle varie discipline che comportano l’uso di armi sportive, praticate da decine di migliaia di appassionati e di atleti.

    A nostro avviso, tutto questo non significa fare della corretta e responsabile informazione; un simile tipo di contabilità non può rappresentare uno spunto per una sana e costruttiva dialettica.
    Al contrario, crediamo che sia solo una meschina propaganda di chi, per il desiderio di arrivare all’abolizione della caccia, non guarda tanto per il sottile e si pone ben pochi scrupoli, speculando sui lutti e sul dolore di poveri cittadini e dei loro familiari.
    Forse, secondo la moda attuale, parlare di caccia è “politicamente scorretto” ma l’informazione, almeno quella vera,non può subire imposizioni dalla moda.

    Concludendo, se è vero che “Di caccia si muore”, come si afferma in un sito abolizionista, è altrettanto vero che si muore di nuoto, di escursionismo, di ricerca di funghi, di sci, di alpinismo, di calcio, e perfino di podismo.
    E con maggiore frequenza di quanto si possa credere.

    Nascondere verità scomode o imbarazzanti, come l’estrema sicurezza delle attività ricreative praticate con l’uso delle armi sportive e, al tempo stesso, enfatizzare a dismisura (e talvolta anche in maniera sleale) gli aspetti pericolosi della caccia, è solo una mistificazione della realtà a scopi utilitaristici e una sorta di insensato e colpevole terrorismo.


    L’UFFICIO STAMPA

    Viale dell’Astronomia, 30
    00144 Roma
    Tel. 06/54210529
    Fax 06/54282691
    E – mail: info@cncn.it

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    • Pisturo

      #3
      CNCN: Caccia e Tiro, una verità scomoda

      Come riceviamo e così pubblichiamo.

      ##############

      Comitato Nazionale Caccia e Natura

      COMUNICATO STAMPA

      La caccia e il tiro, una verità scomoda

      Dati reali contro le speculazioni di una pseudoinformazione ideologica


      Il CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura) ha proseguito, anche per il 2006, l’indagine sulle diverse tipologie di incidenti occorsi durante le varie e più comuni attività umane ricreative e sportive all’aria aperta.

      Lo scopo dichiarato di questa ricerca, nella quale sono stati monitorati 935 incidenti, (riportati dalla stampa nazionale e dalle principali agenzie) è quello di controbattere con fermezza e in maniera rigorosa e documentata, la periodica campagna di disinformazione messa in atto dai più irriducibili abolizionisti.

      Tra qualche giorno, infatti, saranno nuovamente diffusi gli annuali comunicati stampa nei quali si afferma che la caccia miete un altissimo numero di vittime e che, di conseguenza, sia un’attività fra le più pericolose che si possano praticare, con “gravi rischi per la pubblica incolumità”.

      Per avvalorare la loro tesi con numeri ad alta sensazione e di grande impatto sulla pubblica opinione, alcuni anticaccia non si fanno il minimo scrupolo di elencare fra i morti e i feriti “per caccia” un grande numero di povere vittime di comunissimi malori e infarti che, vale la pena di ricordarlo, colpiscono oltre 200.000 italiani ogni anno. Tra l’altro, anche per gli infarti, la caccia è al sesto posto, dopo raccolta funghi, nuoto, escursionismo, ciclismo e pesca.

      Comunque, la dimostrazione più eclatante del vizio ideologico alla base di tali notizie allarmistiche sta proprio nell’inserimento, fra le vittime riconducibili alla caccia, di morti e feriti che nulla hanno a che vedere con la pratica dell’attività venatoria.

      Infatti, se i morti per caccia fossero davvero così tanti, non ci sarebbe certo bisogno di aggiungere i malori, le cadute, i litigi e gli incidenti automobilistici.

      Non solo, ma non ci sarebbe nemmeno bisogno di trasformare i feriti in morti, o di far passare per incidenti “venatori” anche quelli che sono o potrebbero essere degli omicidi.

      Tra l’altro, si riferiscono con particolare enfasi, tutti i dettagli (come l’intervento dell’elicottero) ritenuti idonei ad avvalorare la tesi indimostrabile dell’estrema pericolosità della caccia. Si trascura però di dire che lo stesso, costosissimo mezzo, che è intervenuto 15 volte per recuperare altrettanti cacciatori, è stato utilizzato circa 220 volte per recuperare cercatori di funghi, escursionisti, alpinisti e sciatori morti o feriti.

      Certo, un conto è dire che quest’anno (anno solare 2006) la caccia ha causato 36 morti, un altro conto è dire che i morti causati dall’esercizio dell’attività venatoria sono stati 23! Sicuramente fa un altro effetto e suscita ben altro allarme nella pubblica opinione.

      Il conto per il gonfiaggio del numero dei morti è presto fatto:

      ? infarto N° 5
      ? incidente automobilistico N° 2
      ? caduta in montagna N° 3
      ? omicidio N° 3

      Per un totale di 13 morti che con la caccia non hanno nulla a che vedere.
      C’è ancora da aggiungere che il computo luttuoso non è poi così scrupoloso se, oltre gli infarti e le cadute, ben 4 morti sono stati aggiunti con una “leggerezza” a dir poco eccessiva:

      • Per 1 morto e 1 ferito registrati in provincia di Roma in data 22 gennaio, si è trattato di un omicidio e di un tentato omicidio volontari compiuti da un contadino (morto subito dopo di infarto) che si stava difendendo da quelli che riteneva ladri del suo bestiame.

      • Su 1 morto registrato in provincia di Avellino il 4 ottobre, gli stessi investigatori nutrono forti dubbi in quanto l’episodio è avvenuto in un giorno di caccia chiusa nel quale non c’erano battute al cinghiale.

      • Una “trappola esplosiva” opera di un ignobile individuo, ha ferito un uomo in provincia di Cagliari ma, tanto per fare numero, il poveraccio è stato contato come 1 morto di caccia!

      • Infine, per una 1 donna morta a causa di un colpo di fucile alle spalle, in provincia di Cuneo il 30 ottobre, gli investigatori avrebbero avanzato seri dubbi sul racconto del figlio della vittima e l’incidente sembrerebbe escluso.

      Questa disinvoltura contabile, poi, assume aspetti assai inquietanti se si pensa che ben 2 di questi morti aggiunti (l’uomo di Avellino e la donna di Cuneo) rientrano proprio nelle 3 vittime complessive fra la cosiddetta “gente comune”, uno dei tasti preferiti per avvalorare la pericolosità sociale della caccia.

      Allo stesso modo, si procede con il conteggio dei feriti, dove l’esercizio di esagerazione è altrettanto spregiudicato. Infatti, si elencano con disarmante disinvoltura anche incidenti che si possono definire “venatori” solamente perché fa comodo così:

      • Cacciatore scivola in un bosco e si procura un possibile trauma alla caviglia
      • Cacciatore riporta la sospetta frattura di una gamba scivolando nei boschi mentre stava allenando il suo cane
      • Contadino(!) resta ferito accidentalmente da un colpo di fucile partito dall’arma illegale(!) che portava carica sul trattore
      • Un potatore(!) cade da un albero che stava sistemando per alcuni cacciatori
      • Cacciatore scivola sulle rocce e si procura una distorsione alla caviglia
      • Un cacciatore morto e uno ferito a seguito di un incidente con il veicolo fuoristrada con il quale si stavano spostando

      Dal totale “gonfiato” di 77 feriti sono pertanto da detrarre:
      ? N° 2 cadute in montagna con ferite di una certa serietà
      ? N° 3 cadute con contusioni lievissime, escoriazioni e storte
      ? N° 1 malore
      ? N° 1 incidente automobilistico
      ? N° 1 investimento di una guardia da parte di un bracconiere

      I dati fin qui forniti, però, non sono sufficienti per comprendere appieno l’esagerazione e la parzialità ideologica della ossessiva campagna di stampa contro la caccia e, più in generale, contro gli sport praticati con l’uso delle armi.
      Per consentire un raffronto più completo, qui di seguito si elencano le principali attività svolte all’aria aperta e i relativi incidenti occorsi nel 2006.


      ATTIVITA’ Tot.Inc. Morti Infarti Feriti Dispersi
      Nuoto e balneazione 141 124 13 9
      Escursionismo 214 91 12 110 9
      Volo sportivo 56 40 36 2
      Raccolta funghi 119 39 14 63 3
      Alpinismo e similari 54 36 1 30
      Attività subacquea 46 35 17
      Caccia 110* 23 6 69
      Pesca 38 23 10 3 3
      Sci 67** 13 3 59
      Auto-Motociclismo 7 1 7
      Jogging-Calcio-Cicl. 58 17 11 4
      Nautica 13 8 1 9
      Paracadutismo 1 1
      Altro 11 3 3 127***
      Tiro a volo/a segno 0 0 0 0
      TOTALI 935 457**** 74 546 17

      * Il numero apparentemente molto elevato è dovuto alla particolare cura delle strutture periferiche dell’associazione abolizionista nel raccogliere le notizie anche di incidenti lievissimi
      ** Qui, invece, sono considerati soltanto gli incidenti riportati dalla stampa nazionale. Nel 2005 le cadute dagli sci sono state 26.000 (1)
      *** Compresi i 125 feriti per incidenti intorno agli stadi
      **** Più sette incidenti mortali ma non “di caccia”

      (1) Fonte SIMON, Sistema di Monitoraggio degli incidenti in Montagna

      Infine, a sfatare l’infondata convinzione che le armi siano pericolose, c’è da evidenziare doverosamente che, da anni, non si registra nemmeno un incidente nei poligoni e sui campi di tiro, in tutte le centinaia e centinaia di competizioni di tiro a volo che si svolgono nelle varie discipline che comportano l’uso di armi sportive, praticate da decine di migliaia di appassionati e di atleti.

      A nostro avviso, tutto questo non significa fare della corretta e responsabile informazione; un simile tipo di contabilità non può rappresentare uno spunto per una sana e costruttiva dialettica.
      Al contrario, crediamo che sia solo una meschina propaganda di chi, per il desiderio di arrivare all’abolizione della caccia, non guarda tanto per il sottile e si pone ben pochi scrupoli, speculando sui lutti e sul dolore di poveri cittadini e dei loro familiari.
      Forse, secondo la moda attuale, parlare di caccia è “politicamente scorretto” ma l’informazione, almeno quella vera,non può subire imposizioni dalla moda.

      Concludendo, se è vero che “Di caccia si muore”, come si afferma in un sito abolizionista, è altrettanto vero che si muore di nuoto, di escursionismo, di ricerca di funghi, di sci, di alpinismo, di calcio, e perfino di podismo.
      E con maggiore frequenza di quanto si possa credere.

      Nascondere verità scomode o imbarazzanti, come l’estrema sicurezza delle attività ricreative praticate con l’uso delle armi sportive e, al tempo stesso, enfatizzare a dismisura (e talvolta anche in maniera sleale) gli aspetti pericolosi della caccia, è solo una mistificazione della realtà a scopi utilitaristici e una sorta di insensato e colpevole terrorismo.


      L’UFFICIO STAMPA

      Viale dell’Astronomia, 30
      00144 Roma
      Tel. 06/54210529
      Fax 06/54282691
      E – mail: info@cncn.it

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      • ciccio

        #4
        RITENGO DOVEROSO FARE DENUNCIA AL GARANTE PER LE PARI OPPORTUNITA' O PAR CONDICIO, E RENDERE CIO' PUBBLICO CON RISPOSTE CONCRETE E CON RISOLUZIONI RISARCISTICHE IN SEDE DI TRIBUNALI.

        ADESSO E' TEMPO DI DIRE BASTA, PRIMA CHE SI PERDA IL CONTROLLO E SUCCEDA QUALCOSA DI GRAVE PER L' INASPRIMENTO DELLE VARIE SITUAZIONI CHE AVVENGONO IN TUTTA ITALIA SULLA SITUAZIONE " CACCIA " !

        LO ESIGE LA CIVILTA' , IL BUON SENSO, E LA CORRETTEZZA DEI PRESUPPOSTI DEMOCRATICI E NON DITTATORIALI MOSSI DA SENTIMENTI PERSONALI TRIBALISTICI ED ANTI CULTURALI, CHE SI SCAGLIANO E SFOGANO CONTRO LA CACCIA E I CACCIATORI ITALIANI.

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        • ciccio

          #5
          RITENGO DOVEROSO FARE DENUNCIA AL GARANTE PER LE PARI OPPORTUNITA' O PAR CONDICIO, E RENDERE CIO' PUBBLICO CON RISPOSTE CONCRETE E CON RISOLUZIONI RISARCISTICHE IN SEDE DI TRIBUNALI.

          ADESSO E' TEMPO DI DIRE BASTA, PRIMA CHE SI PERDA IL CONTROLLO E SUCCEDA QUALCOSA DI GRAVE PER L' INASPRIMENTO DELLE VARIE SITUAZIONI CHE AVVENGONO IN TUTTA ITALIA SULLA SITUAZIONE " CACCIA " !

          LO ESIGE LA CIVILTA' , IL BUON SENSO, E LA CORRETTEZZA DEI PRESUPPOSTI DEMOCRATICI E NON DITTATORIALI MOSSI DA SENTIMENTI PERSONALI TRIBALISTICI ED ANTI CULTURALI, CHE SI SCAGLIANO E SFOGANO CONTRO LA CACCIA E I CACCIATORI ITALIANI.

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          • Pisturo

            #6
            <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da ciccio

            RITENGO DOVEROSO FARE DENUNCIA AL GARANTE PER LE PARI OPPORTUNITA' O PAR CONDICIO, E RENDERE CIO' PUBBLICO CON RISPOSTE CONCRETE E CON RISOLUZIONI RISARCISTICHE IN SEDE DI TRIBUNALI.

            ADESSO E' TEMPO DI DIRE BASTA, PRIMA CHE SI PERDA IL CONTROLLO E SUCCEDA QUALCOSA DI GRAVE PER L' INASPRIMENTO DELLE VARIE SITUAZIONI CHE AVVENGONO IN TUTTA ITALIA SULLA SITUAZIONE " CACCIA " !

            LO ESIGE LA CIVILTA' , IL BUON SENSO, E LA CORRETTEZZA DEI PRESUPPOSTI DEMOCRATICI E NON DITTATORIALI MOSSI DA SENTIMENTI PERSONALI TRIBALISTICI ED ANTI CULTURALI, CHE SI SCAGLIANO E SFOGANO CONTRO LA CACCIA E I CACCIATORI ITALIANI.


            </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">

            scusa la mia ignoranza...ma come si fa???

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            • Pisturo

              #7
              <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da ciccio

              RITENGO DOVEROSO FARE DENUNCIA AL GARANTE PER LE PARI OPPORTUNITA' O PAR CONDICIO, E RENDERE CIO' PUBBLICO CON RISPOSTE CONCRETE E CON RISOLUZIONI RISARCISTICHE IN SEDE DI TRIBUNALI.

              ADESSO E' TEMPO DI DIRE BASTA, PRIMA CHE SI PERDA IL CONTROLLO E SUCCEDA QUALCOSA DI GRAVE PER L' INASPRIMENTO DELLE VARIE SITUAZIONI CHE AVVENGONO IN TUTTA ITALIA SULLA SITUAZIONE " CACCIA " !

              LO ESIGE LA CIVILTA' , IL BUON SENSO, E LA CORRETTEZZA DEI PRESUPPOSTI DEMOCRATICI E NON DITTATORIALI MOSSI DA SENTIMENTI PERSONALI TRIBALISTICI ED ANTI CULTURALI, CHE SI SCAGLIANO E SFOGANO CONTRO LA CACCIA E I CACCIATORI ITALIANI.


              </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">

              scusa la mia ignoranza...ma come si fa???

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              • ciccio

                #8
                Purtroppo non possiamo fare niente come semplici cittadini cacciatori, ma gli organi preposti e rappresentativi che si sentono colpiti in prima persona , e che DOVREBBERO difenderci e tutelare, vale a dire :

                ASSOCIAZIONI VENATORIE E CINOFILE/VENATORIE !!!

                Commenta

                • ciccio

                  #9
                  Purtroppo non possiamo fare niente come semplici cittadini cacciatori, ma gli organi preposti e rappresentativi che si sentono colpiti in prima persona , e che DOVREBBERO difenderci e tutelare, vale a dire :

                  ASSOCIAZIONI VENATORIE E CINOFILE/VENATORIE !!!

                  Commenta

                  • Lucio Marzano
                    Lo zio
                    • Mar 2005
                    • 30090
                    • chiasso svizzera
                    • bracco italiano

                    #10
                    Mi risulta che é stato riscontrato un altissimo numero di infarti occasionato dall'attività sessuale, come rimedio propongo di cucire le ...vagine !!!!!
                    lucio

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                    • Lucio Marzano
                      Lo zio
                      • Mar 2005
                      • 30090
                      • chiasso svizzera
                      • bracco italiano

                      #11
                      Mi risulta che é stato riscontrato un altissimo numero di infarti occasionato dall'attività sessuale, come rimedio propongo di cucire le ...vagine !!!!!
                      lucio

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                      • Pisturo

                        #12
                        <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da ciccio

                        Purtroppo non possiamo fare niente come semplici cittadini cacciatori, ma gli organi preposti e rappresentativi che si sentono colpiti in prima persona , e che DOVREBBERO difenderci e tutelare, vale a dire :

                        ASSOCIAZIONI VENATORIE E CINOFILE/VENATORIE !!!


                        </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">

                        ... appunto... era a questo che volevo arrivare...

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                        • Pisturo

                          #13
                          <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da ciccio

                          Purtroppo non possiamo fare niente come semplici cittadini cacciatori, ma gli organi preposti e rappresentativi che si sentono colpiti in prima persona , e che DOVREBBERO difenderci e tutelare, vale a dire :

                          ASSOCIAZIONI VENATORIE E CINOFILE/VENATORIE !!!


                          </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">

                          ... appunto... era a questo che volevo arrivare...

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                          • Pisturo

                            #14
                            Altra notizia... qualcuno si muove


                            ANPAM: WWF, un rapporto ingiusto e inquetante

                            Come riceviamo e così pubblichiamo.

                            ###############

                            Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni

                            UN RAPPORTO INGIUSTO E DOPPIAMENTE INQUIETANTE

                            Molti italiani hanno appreso, sicuramente con grande apprensione, le inquietanti notizie contenute nel rapporto-denuncia presentato dal WWF Italia, sulla condizione critica in cui versano alcune specie animali nel nostro Paese.
                            Per noi dell’Anpam, però, l’inchiesta dell’associazione ambientalista (che lo ricordiamo è stata fondata anche per volontà di molti cacciatori) è stata fonte di una doppia preoccupazione.
                            Infatti, al comprensibile sgomento comune a tanti cittadini, per il preoccupante scenario tratteggiato, si aggiunge anche il vivo sconcerto per l’incomprensibile e ingiustificabile commistione che il WWF continua a fare fra attività venatoria e bracconaggio. Elencando fra le specie a maggiore rischio di estinzione, non certo lo storno e il fringuello, ma l’orso bruno (!), la lince (!), il grifone (!), il lupo (!) che con la Caccia non hanno proprio nulla a che vedere.
                            Mentre negli altri Paesi dell’Unione Europea, è in corso una significativa rivalutazione del ruolo positivo –e spesso insostituibile– che può essere svolto da un corretto e sostenibile esercizio venatorio (anche e soprattutto all’interno delle ZPS) in Italia, purtroppo, si continua ad alimentare volutamente una ignobile confusione fra episodi di squallido vandalismo e un’attività, come la caccia, rigorosamente regolamentata da leggi comunitarie, nazionali e regionali.
                            Spiace quindi constatare che, soprattutto il WWF, continui ad usare un linguaggio che, oltre a non fare la doverosa chiarezza e distinzione, avvalora, al contrario, l’equazione semplicistica (oltre che profondamente sbagliata e ingiusta) di caccia=illegalità=violenza.
                            Dimenticando di sottolineare, come invece dovrebbe essere fatto in una corretta informazione, che la quasi totalità dei cacciatori italiani, oltre ad essere rigorosamente rispettosi delle leggi, sono attivamente e quotidianamente impegnati nel monitoraggio ambientale, nella vigilanza antibracconaggio e nei servizi di protezione civile e antincendio.

                            Roma, 1 febbraio 2007
                            L’UFFICIO STAMPA

                            Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni
                            CONFINDUSTRIA
                            00144 Roma – Viale dell’Astronomia, 30
                            Tel +39 06 5903510 – Fax +39 06 54282691
                            E-mail anpam@tin.it - www.anpam.it

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                            • Pisturo

                              #15
                              Altra notizia... qualcuno si muove


                              ANPAM: WWF, un rapporto ingiusto e inquetante

                              Come riceviamo e così pubblichiamo.

                              ###############

                              Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni

                              UN RAPPORTO INGIUSTO E DOPPIAMENTE INQUIETANTE

                              Molti italiani hanno appreso, sicuramente con grande apprensione, le inquietanti notizie contenute nel rapporto-denuncia presentato dal WWF Italia, sulla condizione critica in cui versano alcune specie animali nel nostro Paese.
                              Per noi dell’Anpam, però, l’inchiesta dell’associazione ambientalista (che lo ricordiamo è stata fondata anche per volontà di molti cacciatori) è stata fonte di una doppia preoccupazione.
                              Infatti, al comprensibile sgomento comune a tanti cittadini, per il preoccupante scenario tratteggiato, si aggiunge anche il vivo sconcerto per l’incomprensibile e ingiustificabile commistione che il WWF continua a fare fra attività venatoria e bracconaggio. Elencando fra le specie a maggiore rischio di estinzione, non certo lo storno e il fringuello, ma l’orso bruno (!), la lince (!), il grifone (!), il lupo (!) che con la Caccia non hanno proprio nulla a che vedere.
                              Mentre negli altri Paesi dell’Unione Europea, è in corso una significativa rivalutazione del ruolo positivo –e spesso insostituibile– che può essere svolto da un corretto e sostenibile esercizio venatorio (anche e soprattutto all’interno delle ZPS) in Italia, purtroppo, si continua ad alimentare volutamente una ignobile confusione fra episodi di squallido vandalismo e un’attività, come la caccia, rigorosamente regolamentata da leggi comunitarie, nazionali e regionali.
                              Spiace quindi constatare che, soprattutto il WWF, continui ad usare un linguaggio che, oltre a non fare la doverosa chiarezza e distinzione, avvalora, al contrario, l’equazione semplicistica (oltre che profondamente sbagliata e ingiusta) di caccia=illegalità=violenza.
                              Dimenticando di sottolineare, come invece dovrebbe essere fatto in una corretta informazione, che la quasi totalità dei cacciatori italiani, oltre ad essere rigorosamente rispettosi delle leggi, sono attivamente e quotidianamente impegnati nel monitoraggio ambientale, nella vigilanza antibracconaggio e nei servizi di protezione civile e antincendio.

                              Roma, 1 febbraio 2007
                              L’UFFICIO STAMPA

                              Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni
                              CONFINDUSTRIA
                              00144 Roma – Viale dell’Astronomia, 30
                              Tel +39 06 5903510 – Fax +39 06 54282691
                              E-mail anpam@tin.it - www.anpam.it

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