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Leggo solo ora e mi dispiace tantissimo; non conosco te Madonna e nemmeno Alessando però vi sono davvero vicino!
Sai quando si perde un nostro amato cane per una fatalità del genere ci si rende ancora di più conto di quanto gli si voleva bene e del vuoto che ci lascia dentro.
Alessandro, Madonna... forza e coraggio, la vita va avanti e quello che vi ha lasciato la vostra piccola Greta mai nessuno potrà portarvelo via!
Un abbraccio
Massimo
Alla fine del grande poema epico Mahabharata, che racconta la storia dell’India, vi è l’imperatore Yudhishthira, noto per la sua rettitudine e figlio del Dharma, che, al termine della vita, si avvia verso la cima del monte Meru (Sumeru) per ottenere la liberazione finale. Con sé ha un vecchio cane che lo ha accompagnato fedelmente nel suo viaggio.
Avendo ormai perso moglie e figli, l’imperatore si ritrova solo sulla vetta. Lì, gli appare Indra (il re degli Dei e padre di suo fratello Arjuna) che lo invita a entrare nel Paradiso mantenendo il corpo fisico, quale premio per l’equità e giustizia con cui Yudhishthira aveva governato.
Egli si appresta a obbedire portando con sé la bestiola, ultimo compagno della sua esistenza, ma Indra lo ferma dicendo: “Lascia fuori il cane”.
Yudhisthira, dopo una breve esitazione, garbatamente rifiuta. Come potrebbe lasciare solo, su una desolata vetta, quel <?XML:NAMESPACE PREFIX = ST1 /><ST1:PERSONNAME productid="piccolo essere vivente" w:st="on">piccolo essere vivente, vecchio e nell'impossibilità di sopravvivere, un cane</ST1:PERSONNAME> che lo ha accompagnato nella <ST1:PERSONNAME productid="vita e si" w:st="on">vita, gli è stato vicino nelle battaglie della vita e che ora, vecchio, si</ST1:PERSONNAME> è affidato a lui?
La sua coscienza gli impedisce di farlo.
Anche se Indra lo esorta <ST1:PERSONNAME productid="a lasciare il cane." w:st="on">a lasciare il cane.</ST1:PERSONNAME>
La sua decisione è presa.
“Quando questa fedele creatura, che ha avuto fiducia in me, avrà terminato l’esistenza terrena, allora potrò venire. Per il momento <ST1:PERSONNAME productid="il mio" w:st="on">il mio</ST1:PERSONNAME> dovere è di occuparmi di lui.” <?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P> A quel punto il cane si trasforma nel Dharma, il Dio che incarna la giusta direzione, la legge, la rettitudine, il giusto agire, e padre stesso dell’imperatore.
Yudhishthira, viene a sapere dal padre che quella era l’ultima prova da superare.
Non so se effettivamente c'è un Paradiso, non so se posso essere ammesso, so solo che se li non ci trovo i miei cani e i miei amici non ci vado..
Grazie a tutti. Greta era una cagna belissima, ora non posso credere che sia morta....Ma Alessandro ed io devono vivere, la vita anda avanti. Ho una cucciola roano nero per Alessandro. Vi farrò vedere presto. La cucciola ora ha 15 giorni. Vedete: 4 cuccioli... Madonna
Alla fine del grande poema epico Mahabharata, che racconta la storia dell’India, vi è l’imperatore Yudhishthira, noto per la sua rettitudine e figlio del Dharma, che, al termine della vita, si avvia verso la cima del monte Meru (Sumeru) per ottenere la liberazione finale. Con sé ha un vecchio cane che lo ha accompagnato fedelmente nel suo viaggio. Avendo ormai perso moglie e figli, l’imperatore si ritrova solo sulla vetta. Lì, gli appare Indra (il re degli Dei e padre di suo fratello Arjuna) che lo invita a entrare nel Paradiso mantenendo il corpo fisico, quale premio per l’equità e giustizia con cui Yudhishthira aveva governato. Egli si appresta a obbedire portando con sé la bestiola, ultimo compagno della sua esistenza, ma Indra lo ferma dicendo: “Lascia fuori il cane”. Yudhisthira, dopo una breve esitazione, garbatamente rifiuta. Come potrebbe lasciare solo, su una desolata vetta, quel <?XML:NAMESPACE PREFIX = ST1 /><ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="piccolo essere vivente">piccolo essere vivente, vecchio e nell'impossibilità di sopravvivere, un cane</ST1:PERSONNAME> che lo ha accompagnato nella <ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="vita e si">vita, gli è stato vicino nelle battaglie della vita e che ora, vecchio, si</ST1:PERSONNAME> è affidato a lui? La sua coscienza gli impedisce di farlo. Anche se Indra lo esorta <ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="a lasciare il cane.">a lasciare il cane.</ST1:PERSONNAME> La sua decisione è presa. “Quando questa fedele creatura, che ha avuto fiducia in me, avrà terminato l’esistenza terrena, allora potrò venire. Per il momento <ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="il mio">il mio</ST1:PERSONNAME> dovere è di occuparmi di lui.” <?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P> A quel punto il cane si trasforma nel Dharma, il Dio che incarna la giusta direzione, la legge, la rettitudine, il giusto agire, e padre stesso dell’imperatore. Yudhishthira, viene a sapere dal padre che quella era l’ultima prova da superare.
Non so se effettivamente c'è un Paradiso, non so se posso essere ammesso, so solo che se li non ci trovo i miei cani e i miei amici non ci vado..
GRAZIE FEDRO! Non mi vergogno a dire che leggendo mi sono commossa. Che Paradiso sarebbe se non ci fossero gli animali che hanno fatto parte della nostra vita terrena?.
Grazia
Alla fine del grande poema epico Mahabharata, che racconta la storia dell’India, vi è l’imperatore Yudhishthira, noto per la sua rettitudine e figlio del Dharma, che, al termine della vita, si avvia verso la cima del monte Meru (Sumeru) per ottenere la liberazione finale. Con sé ha un vecchio cane che lo ha accompagnato fedelmente nel suo viaggio.
Avendo ormai perso moglie e figli, l’imperatore si ritrova solo sulla vetta. Lì, gli appare Indra (il re degli Dei e padre di suo fratello Arjuna) che lo invita a entrare nel Paradiso mantenendo il corpo fisico, quale premio per l’equità e giustizia con cui Yudhishthira aveva governato.
Egli si appresta a obbedire portando con sé la bestiola, ultimo compagno della sua esistenza, ma Indra lo ferma dicendo: “Lascia fuori il cane”.
Yudhisthira, dopo una breve esitazione, garbatamente rifiuta. Come potrebbe lasciare solo, su una desolata vetta, quel <st1:personname productid="piccolo essere vivente" w:st="on">piccolo essere vivente, vecchio e nell'impossibilità di sopravvivere, un cane</st1:personname> che lo ha accompagnato nella <st1:personname productid="vita e si" w:st="on">vita, gli è stato vicino nelle battaglie della vita e che ora, vecchio, si</st1:personname> è affidato a lui?
La sua coscienza gli impedisce di farlo.
Anche se Indra lo esorta <st1:personname productid="a lasciare il cane." w:st="on">a lasciare il cane.</st1:personname>
La sua decisione è presa.
“Quando questa fedele creatura, che ha avuto fiducia in me, avrà terminato l’esistenza terrena, allora potrò venire. Per il momento <st1:personname productid="il mio" w:st="on">il mio</st1:personname> dovere è di occuparmi di lui.” <o:p></o:p> A quel punto il cane si trasforma nel Dharma, il Dio che incarna la giusta direzione, la legge, la rettitudine, il giusto agire, e padre stesso dell’imperatore.
Yudhishthira, viene a sapere dal padre che quella era l’ultima prova da superare.
Non so se effettivamente c'è un Paradiso, non so se posso essere ammesso, so solo che se li non ci trovo i miei cani e i miei amici non ci vado..
Alla fine del grande poema epico Mahabharata, che racconta la storia dell’India, vi è l’imperatore Yudhishthira, noto per la sua rettitudine e figlio del Dharma, che, al termine della vita, si avvia verso la cima del monte Meru (Sumeru) per ottenere la liberazione finale. Con sé ha un vecchio cane che lo ha accompagnato fedelmente nel suo viaggio. Avendo ormai perso moglie e figli, l’imperatore si ritrova solo sulla vetta. Lì, gli appare Indra (il re degli Dei e padre di suo fratello Arjuna) che lo invita a entrare nel Paradiso mantenendo il corpo fisico, quale premio per l’equità e giustizia con cui Yudhishthira aveva governato. Egli si appresta a obbedire portando con sé la bestiola, ultimo compagno della sua esistenza, ma Indra lo ferma dicendo: “Lascia fuori il cane”. Yudhisthira, dopo una breve esitazione, garbatamente rifiuta. Come potrebbe lasciare solo, su una desolata vetta, quel <?XML:NAMESPACE PREFIX = ST1 /><ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="piccolo essere vivente">piccolo essere vivente, vecchio e nell'impossibilità di sopravvivere, un cane</ST1:PERSONNAME> che lo ha accompagnato nella <ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="vita e si">vita, gli è stato vicino nelle battaglie della vita e che ora, vecchio, si</ST1:PERSONNAME> è affidato a lui? La sua coscienza gli impedisce di farlo. Anche se Indra lo esorta <ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="a lasciare il cane.">a lasciare il cane.</ST1:PERSONNAME> La sua decisione è presa. “Quando questa fedele creatura, che ha avuto fiducia in me, avrà terminato l’esistenza terrena, allora potrò venire. Per il momento <ST1:PERSONNAME w:st="on" productid="il mio">il mio</ST1:PERSONNAME> dovere è di occuparmi di lui.” <?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P> A quel punto il cane si trasforma nel Dharma, il Dio che incarna la giusta direzione, la legge, la rettitudine, il giusto agire, e padre stesso dell’imperatore. Yudhishthira, viene a sapere dal padre che quella era l’ultima prova da superare.
Non so se effettivamente c'è un Paradiso, non so se posso essere ammesso, so solo che se li non ci trovo i miei cani e i miei amici non ci vado..
Per Alessandro:Perdere un cane con il quale abbiamo condiviso dei momenti che rimarranno per sempre nella nostra mente, per circostanze casuali non dovute alla nostra volontà, lascia dentro un'amarezza e una sensazione di impotenza che avrà provato chiunque abbia subito una perdita del genere.
Spesso si ricomincia con un'altro cucciolo che con la sua simpatica innocenza, tra qualche lacrima nostra per il ricordo, ci porterà a ripercorrere tutte quelle fasi che abbiamo già passato per farlo diventare "adulto". Non incorriamo però nell'errore umano di non volerci affezionare troppo al nuovo arrivato, perchè il cane lo capisce e ne soffre inutilmente. Amiamolo come lui amerà noi. Tutto il resto è solo destino. P.S. Per Madonna: sei un punto di riferimento per tutti coloro che amano i cani da caccia ed il loro addestramento e dai messaggi a te diretti di sincera amicizia compreso il mio, penso che avrai capito che sei molto apprezzata sia come allevatrice che come animo nobile. Sarebbe un peccato che tu vada via.
Un caro saluto e tanti sinceri auguri di buon anno nuovo.
Per Alessandro:Perdere un cane con il quale abbiamo condiviso dei momenti che rimarranno per sempre nella nostra mente, per circostanze casuali non dovute alla nostra volontà, lascia dentro un'amarezza e una sensazione di impotenza che avrà provato chiunque abbia subito una perdita del genere.
Spesso si ricomincia con un'altro cucciolo che con la sua simpatica innocenza, tra qualche lacrima nostra per il ricordo, ci porterà a ripercorrere tutte quelle fasi che abbiamo già passato per farlo diventare "adulto". Non incorriamo però nell'errore umano di non volerci affezionare troppo al nuovo arrivato, perchè il cane lo capisce e ne soffre inutilmente. Amiamolo come lui amerà noi. Tutto il resto è solo destino. P.S. Per Madonna: sei un punto di riferimento per tutti coloro che amano i cani da caccia ed il loro addestramento e dai messaggi a te diretti di sincera amicizia compreso il mio, penso che avrai capito che sei molto apprezzata sia come allevatrice che come animo nobile. Sarebbe un peccato che tu vada via.
Un caro saluto e tanti sinceri auguri di buon anno nuovo.
Salve- è molto, molto vero! Non è facile per me accetare la piccola invece di Greta. Ma faccio del mio meglio per amare Iole.Ho un po 'di cattiva coscienza come dimenticare Greta dopo solo tre giorni... Ma la piccola merita mio amore al inizio senza guardarsi indietro. Cercolo, cercolo... Grazie per le tue vere parole! Madonna
Salve- è molto, molto vero! Non è facile per me accetare la piccola invece di Greta. Ma faccio del mio meglio per amare Iole.Ho un po 'di cattiva coscienza come dimenticare Greta dopo solo tre giorni... Ma la piccola merita mio amore al inizio senza guardarsi indietro. Cercolo, cercolo... Grazie per le tue vere parole! Madonna
Non credo che la dimenticherai, nè dopo un giorno ne dopo anni..
Credo solo che il nostro spirito di conservazione ci ha temprato così che anche dolori ben più gravi vengono a far parte di noi, non ci lasciano più..ma andiamo avanti comunque.
Ci si dimentica di un familiare? di un amico? di una persona cara? o di un amico a 4 zampe che ci ha dato tanto senza chiedere? Non credo.
Mi ricordo di tutti i miei cani, dei miei gatti, del mio falco, del piccione casalingo...Credo che ognuno di essi mi abbia dato un piccolo tesoro, in termini di esperienza e di sentimenti provati.. ma c'è sempre un dopo, una prossima avventura, si va avanti. In bocca al lupo per la vostra nuova avventura e per le tante altre a venire!!!
Fedro75 " NUMQUAM EST TAM MALE SICULIS, QUI ALIQUIS FACETE ET COMMODE DICANT......"
A Grazia-Anaran e Fedro75: un augurio SPECIALE per un sereno anno nuovo! Vi abbraccio.
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Alessandro caro
La mia piccola cucciolata mi ha distolto per un attimo dal forum dove entro poco e frettolosamente.
Solo ora leggo della scomparsa di Greta-
So quanto l'avevi desiderata, lo si leggeva negli occhi quando ne parlavi.
L'impegno e la costanza nella ricerca di una cagna così aveva avuto un epilogo con l'aiuto della brava Ingeborg.
Spero che il prosieguo naturale con Jole ti sia d'aiuto a superare questo momento.
Abbracci
Dr.
Buongiorno, voglio raccontarvi questa storia capitatami la scorsa stagione, perchè penso che per qualcuno potrebbe servire a non commettere il mio stesso...
Buonasera,i giorni scorsi ho sverminato i cuccioli che ormai avevano trenta giorni con procox,generalmente si sverminano solo i cuccioli o anche la mamma?...
Alla fine si torna, magari con un carniere non particolarmente ricco, ma grati per le meravigliose immagini ora impresse nel Cuore.
Tenterò...
28-11-23, 14:24
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