Allevare .

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  • casamassima
    ⭐⭐⭐
    • Apr 2005
    • 4134
    • Mottola, Taranto, Puglia.
    • Bracco Italiano .

    #1

    Allevare .

    L’Allevamento canino ha caratteristiche proprie e non sono utilizzabili i metodi largamente sperimentati per altre specie di animali ( bovini, ovini ecc.ecc.) quindi bisogna apportarvi alcune modifiche e se si vuole progredire le basi dell’allevamento vanno indirizzate sulla scelta dei riproduttori e sullo schema degli incroci , fattori questi anche se diversi fra loro pero’ strettamente connessi e necessari, tanto che non è possibile considerarne uno senza tener conto dell’altro.

    Una volta individuati e scelti i riproduttori bisogna programmare come accoppiarli tra loro tenendo conto che diversamente da altri tipi di allevamento quello canino evidenzia :


    numero esiguo di esponenti presenti in allevamento e quindi limitazione nella scelta dei riproduttori ;

    numero dei soggetti prodotti in un anno e che per molte razze è esiguo, tenuto conto delle leggi di mercato ;

    cucciolate ottenibili da una fattrice considerato che il primo accoppiamento avviene generalmente non prima dei 2 anni e non oltre i 7 / 8 anni si avranno presumibilmente 6 o 7 cucciolate , cio’ comporta una limitazione nel testare a fondo la forza genetica della linea di sangue che la stessa fattrice rappresenta ;

    impossibilità di seguire – per un certo lasso di tempo – tutti i componenti della stessa cucciolata e quindi difficoltà di analizzare pregi e difetti di un determinato incrocio ;

    possibilita’ per i maschi di evidenziare , dato il maggior numero di partenrs, con piu’ facilita’ pregi e difetti ;


    Per selezionare i riproduttori quale criterio seguire :

    il primo quello della valutazione delle doti apparenti (il simile genera il simile) o Selezione in base al FENOTIPO, o il secondo costituito dalla minuziosa analisi del patrimonio genetico (ascendenti-collaterali-progenie) o Selezione in base al GENOTIPO ?
    Antonio Casamassima
  • Manuel
    ⭐⭐
    • Jun 2005
    • 578
    • TOGLIANO (UD) - Friul
    • B.I. Aida dell'Angelo del Summano Zampa del Monte Alago Agata Bice Contessa Chimera

    #2
    Come al solito interessanti i forum di Antonio… purtroppo esperienza con le cucciolate di B.I. e relativa selezione ancora non ne ho… con il prossimo calore di Aida vedremo di rimediare…

    Ho avuto esperienze con altro tipo di allevamento, che riguardava la pura selezione dal punto di vista morfologico degli esemplari… allevamento di canarini di Razza Gloster, li ho allevati e selezionati per oltre 10 anni con ottimi risultati, 5 titoli italiani, piazzamenti anche a livello di campionati Europei e Mondiali… e in quel settore ogni anno c’è un solo campione Italiano o Mondiale e possono gareggiare solo esemplari dell’annata (nati nell’anno in corso)… quindi non è così facile…
    La selezione in quel settore, se fatta con criterio, è molto più semplice, perché ogni stagione con un numero adeguato di coppie nascono 300 – 400 soggetti, dai quali scegliere quelli per le esposizioni e per formare le coppie per la stagione successiva…

    Veniamo alla considerazione più importante alla quale sono arrivato dopo anni di allevamento…
    Ovviamente quando hai un campione Italiano non lo cedi… ma non mi è mai capitato di ottenere da loro figli di buon livello… i nuovi campioni nascevano sempre da canarini di buon livello ma mai perfetti e con una linea di sangue ottima.
    Magari cercando di abbinare soggetti che se presentavano difetti si compensassero (es. ad un soggetto con dorso piatto ne abbinavo uno che possedeva quella parte ottima)…

    Di conseguenza secondo me la cosa più importante da seguire, valutare e scegliere è la linea di sangue del riproduttore, che se buona, percentualmente darà nella media buoni risultati con dei picchi che a volte porteranno ottimi soggetti…

    Spero di non avervi annoiato con le mie esperienze con i pennuti.
    Manuel Cacciatore

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    • VanVonVac
      ⭐⭐⭐
      • Mar 2005
      • 6162
      • Reggio Emilia, Emilia Romagna.
      • Bracco italiano Rosco di Montericco Ulisse di Casamassima

      #3
      discorso al quanto complesso,leggiamo un pò che mi potete insegnare[?][:-bunny][:-bunny]

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      • Lucio Marzano
        Lo zio
        • Mar 2005
        • 30090
        • chiasso svizzera
        • bracco italiano

        #4
        non credo che le due cose siano, in teoria, in contrasto, sarebbe bello considerare un po' tutto, ma in pratica si fa quello che si può e con il materiale che si ha a disposizione.
        Ognuno provilegia l'aspetto che più lo interessa, io , chiaramente il lavoro, altri la morfologia (tutti vorremmo avere l'uno e l'altro ma è molto difficile)e del lavoro guardo all'efficacia ed allo stile di razza. Volendo cucciolate omogenee bisognerebbe anche guardare a taglia, peso , mantello e ai "prodotti" già in circolazione del dato stallone, ma poi guarda qui e guarda là si finisce col non essere mai contenti ed un po' di empirismo non guasta anzi......

        lucio

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        • Polcevera
          ⭐⭐⭐
          • Apr 2006
          • 1101
          • Genova, Genova, Liguria.
          • Bracco italiano ''POLCEVERA'S''

          #5
          Allevare non è facile, il bracco non e un canarino, perche' bisogna tenere in considerazione tante cose non solo il tipo. Ci sono anche razze di cani non da caccia dove va preso in considerazione solo il tipo, e tutto diventa piu' facile, anche se poi allevando in questo modo alla lunga si ottiene solo dei cani stupidi. Bisogna non mollare la strada presa, il bracco è migliorato e migliorera ancora. Deve rimanere un cane da caccia, speriamo che la voglia di divulgarlo troppo, non ci porti a delle brutte sorprese.
          Maurizio Sodini


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          • Lucio Marzano
            Lo zio
            • Mar 2005
            • 30090
            • chiasso svizzera
            • bracco italiano

            #6
            hai ragione Maurizio,
            allevare non è facile ed ancora più difficile è allevare facendo selezione, e , dato che l'allevamento non è una scienza esatta, la selezione è necessaria.
            Mi auguro che rimeaga un cane da caccia, perché dove non è considerato tale diventa un grosso, piegoso e pesante soprammobile.
            lucio

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            • forcello

              #7
              Allevare una razza da lavoro, che quindi deve rispondere a precisi criteri funzionali e stilistici, richiede un processo di valutazione molto più complesso rispetto alle altre specie. Si pensi alla zootecnia industriale dove la selezione si basa quasi esclusivamente su indici di produzione, per cui si accoppiano i soggetti più produttivi. E' una selezione basata su dati oggettivi, contrapponendosi con quella fortemente soggettiva del cane da caccia, dove gli aspetti da esaminare sono molteplici e di natura anche psico- caratteriale e funzionale. Le prove hanno cercato di razionalizzare questa valutazione, dandosi dei criteri standardizzati, ma anche quì la valutazione finale, ricordandoci che le prove evidenziano solo una parte delle complesse qualità funzionali del cane, viene fatta dai giudici, che esprimono comunque una valutazione molto soggettiva, redatta non in maniera standardizzata e con dei punteggi, ma spesso una elencazione di qualità e espressioni che risultano difficilmente utilizzabili ai fini selettivi. Allevare cani da caccia è infinitamente più difficile, ma probabilmente per questo più bello e interessante, richiede la conoscenza dei soggetti su cui si vuole lavorare, averli visti all'opera più volte e in situazioni diverse, meglio se a caccia e in prove, conoscerne gli avi, anch'essi nel modo più completo possibile. L'avere tutti questi dati, compito che dovrebbe assolvere qualcuno nell'ambito della cinofilia odierna, è già un buon punto di partenza, ma non ci consente di avere delle certezze assolute.Tralascio il discorso prettamente morfologico e di tipicità non perchè lo consideri secondario ma perchè probabilmente risulta più facile da selezionare, in quanto i caratteri sono visibili esteriormente, ritengo che allevare una razza esclusivamente per l'aspetto morfologico, oltre che andare contro quello che è la dotazione complessiva di un cane da lavoro, sia molto più facile. Noi dobbiamo puntare su cani da lavoro che siano TIPICI e SANI, questi sono i tre obiettivi da perseguire, e gli accoppiamenti vanno fatti di conseguenza. Allevare è un atto di speranza, di fiducia verso la razza, di far rivivere i cani che abbiamo conosciuto e amato, i nostri compagni di caccia, penso, che al di là dei tecnicismi che pur esistono nell'atto di accoppiare 2 soggetti,allevare un cane di caccia vada considerato un profondo atto di amore, sopratutto in una razza come il bracco italiano. Potremo, questa è una mia proposta, richiedere a coloro che fanno delle cucciolate ,le motivazioni che gli hanno spinti a coprire quella cagna con quel maschio, credo che sia interessante venire a conoscenza dei progetti selettivi che sono alle base degli accoppiamenti. L'elenco sterile dei genitori e degli avi, anche se di grande prestigio, non mi hanno mai sodisfatto molto. Non so bene come si potrebbe strutturare, forse inserendola nella sezione delle cucciolate, lasciando la possibiltà di scrivere delle note del tutto personali sul perchè si è giunti a quell'accoppiamento, tutto in maniera semplice , senza nessuna volontà di giudicare ma solo per capire qualcosa di più.[ciao][ciao]

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              • casamassima
                ⭐⭐⭐
                • Apr 2005
                • 4134
                • Mottola, Taranto, Puglia.
                • Bracco Italiano .

                #8
                All’arcaico concetto e all’antica convinzione “il simile genera il simile” l’attuale pensiero ci permette di usare questa formula con ulteriore consapevolezza in quanto, riferendoci al “fenotipo” , non guardiamo solo l’aspetto esteriore ma l’attitudine al lavoro , l’istinto materno, il carattere, la fecondità : insomma tutte le caratteristiche proprie del soggetto.

                Tali caratteristiche sono la sommatoria del patrimonio genetico modellata dall’ambiente in cui il soggetto compie il proprio sviluppo.

                La scelta, percio’, dovrebbe andare sui quei soggetti piu’ vicini al tipo e che siano in grado di perpetuare le proprie caratteristiche attraverso la progenie…ma cio’ non sempre succede : “i campioni non generano campioni” anzi succede che soggetti “modesti” riproducano meglio.

                Né si puo’ pretendere che i pregi di un campione riescano a compensare tutte le carenze di una fattrice mediocre .

                Nella valutazione del riproduttore solo in virtu’ del fenotipo è importante, altresi’, considerare che pur dotato di caratteri pregevoli puo’ trasmettere alla propria discendenza caratteri non desiderabili.

                Il selezionare solo sul fenotipo ha i suoi limiti in quanto è preponderante l’influenza dell’ambiente nel quale l’individuo si sviluppa , ambiente che varia da regione a regione, da allevamento a allevamento, da fattrice a fattrice, da stagione a stagione, da gravidanza a gravidanza, da alimentazione a alimentazione , sono queste tutte condizioni che influenzano il raggiungimento dell’ideale e quindi non saremo mai in grado di quantificare le carenze di un fenotipo quanto siano dovute ai suoi geni e quanto alle condizioni ambientali.
                Antonio Casamassima

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                • gibisco

                  #9
                  Caro Antonio, come si fa a non leggerti, hai sempre argomenti interessanti, ed anche se il tempo e' poco, voglio dirti il mio pensiero.
                  Come sai ho un debole per quelli che io chiamo i "razzatori" quei riproduttori che riescono con alta percentuale a riprodurre le proprie qualita' ai discendenti.
                  Come sappiamo non e' facile trovarli.
                  Da qualche parte bisogna partire. Con il Bracco e' stato fatto molto, si sono eliminati linfatismo pelle abbondanti, dermatiti, eccesiva salivazione taglie eccessive etc..
                  Sono partiti a selezionare il tipo, non dimenticando la funzione.
                  La tipicità per me, e' determinante, se guardo un Bracco deve essere Bracco ed Italiano, non un Bracco Italiano che parla tedesco per esempio.
                  Scegliere tra i riproduttori piu' tipici, i piu' funzionali e stilisti, non e' una garanzia ma e' sicuramente la strada che io perseguirei.
                  Cani con carattere, che siano l'espressione del Maschio e della femmina.
                  Oggi il Bracco ha raggiunto un ottimo livello, e' difficile vedere un Bracco proprio brutto, e la percentuale di cani cacciatori e' sicuramente aumentata.
                  Su cosa si deve lavorare ancora ? A mio parere sul carattere, ci sono ancora molti soggetti "sensibili" .
                  Forse sara' la consaguinità alta in questa razza ? Non so.
                  Di certo sono stati fatti miracoli in allevamento, ma non siamo ancora alla meta.
                  Buon lavoro allevatori appassionati, e complimenti per quanto gia' fatto.
                  Giancarlo

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                  • duedentoni_old

                    #10
                    Secondo la mia piccola esperienza io ho preferito scegliere un cane molto simile alla mia bracca nel certidicato avevano solo 1 cane in comune e lui ha delle caratteristiche che la mi non ha e viceversa.... L'altra opzione era il roano di Van Von Vac ma il fatto che fosso molto roano e visto che il colore di darma è quasi uniforme i due manti mi davano dei dubbi, mentre Ali è più pezzato e caratterialmente più calmo di Darma. A caccia sono individuali quando li abbiamo portati insieme cacciano separatamente Alì è stato abituato ad allontanarsi un pò di più. Il manto dei cuccioli non è venuto proprio come speravo, caratterialmente sono tutti belli duri! ma anche molto addestrabili e intelligenti adesso ce da vederli a caccia!
                    Io personalmente non ho mai preso un cane da un allevatore perchè hanno troppe cucciolate da seguire e il fatto che ti dicano se non va me lo riporti non mi è mai piaciuto!!
                    Per il bene della razza secondo me ci dovrebbero essere meno cucciolate così da capire bene quale sia l'abbinamento giusto maschio-femmina e sfruttarlo.... se leggete le genealogie sul sito si nota come alcuni maschi e alcune femmine siano presenti in tantissimi bracchi sempre con un maschio o una femmina diversa... Personalmente per come sono ora i cuccioli chidero a massi una seconda monta.
                    LARA

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                    • Lucio Marzano
                      Lo zio
                      • Mar 2005
                      • 30090
                      • chiasso svizzera
                      • bracco italiano

                      #11
                      Credo che tutte le teorie abbiano lati buoni e lati meno buoni,
                      la possibilità che da un campione nascano cani mediocri esiste, ma è molto più probabile che i cani mediocri nascano dai brocchi, quindi io insisterei ad utilizzare soggetti che si sono
                      domostrati validi. Se poi si ha la possibilità di avere al massimo livello sia la femmina che il maschio meglio, se poi si potranno anche avere ascendenti di valore ancora meglio, se infine avremo la possibilità di conoscere già l'esito di precedenti accoppiamenti, sarà un ulteiore argomento per scegliere un cane invece di un altro, ma alla fine fatte tutte le elucubrazioni che volete, saranno i cuccioli a dirvi se è andata bene o no ed anche quando si ottiene una buona cucciolata da due soggetti, non è assolutamente detto che ripetendola si otterranno gli stessi risultati.
                      Un allevatore che persegue un piano di allevamento, cercherà
                      la omogeneità delle cucciolate e per ottenere questo risultato dovrà prestare molta attenzione all'aspetto genotipico, un dilettante (come sono io) prenderà i migliori cani che riesce a mettere insieme e poi sta a vedere cosa ne viene fuori (privilegiando l'aspetto fenotipico).
                      Ma vista in un modo o nell'altro, ha comunque ragione chi riesce a presentare i migliori soggetti, indipendentemente da come ci sia riuscito se per attento ragionamento o per empirismo.
                      lucio

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                      • casamassima
                        ⭐⭐⭐
                        • Apr 2005
                        • 4134
                        • Mottola, Taranto, Puglia.
                        • Bracco Italiano .

                        #12
                        La selezione basata sul fenotipo , usata con raziocinio, è d’indubbia utilità per il miglioramento della razza se correlata a indagini che, prescindendo dal singolo soggetto, si allarghino agli ascendenti, ai collaterali e sulla discendenza.
                        Una siffatta indagine permetterà di ipotizzare quali potrebbero essere le dotazioni riproduttive di un soggetto e quali i partners piu’ confacenti.
                        Nell’indagine sugli ascendenti un ruolo molto importante lo svolge il pedigree, che va’ letto con attenzione e non solo e soltanto per bearsi appagando la vista della sfilza di campioni eventualmente elencati, ma per conoscere il grado di consanguineita’, le parentele, i colori del mantello ecc., poi si passa ad analizzare la progenie che i genitori dell’individuo, preso in esame, hanno generato con partners diversi.
                        L’indagine sui collaterali, invece, si basa sull’osservazione fenotipica e nell’evidenziare pregi e difetti della riproduzione dei fratelli e delle sorelle , del soggetto in esame, e sulla scoperta dell’esistenza di caratteri negativi.
                        Procedendo in questa indagine viene meno il concetto che gli esponenti di una stessa cucciolata (figli degli stessi genitori) abbiano identiche capacità riproduttive, quindi non si avranno gli stessi risultati se invece di andare dal riproduttore “provato” si userà un fratello di cucciolata in quanto ognuno è dotato di un patrimonio genetico proprio.
                        Nell’indagine, infine, sulla progenie si considerano quei soggetti in grado di produrre una buona discendenza tramandando i caratteri migliori, ma esagerando in maniera smodata nell’uso di un riproduttore anche se “ottimo” nel tempo potra’ risultare dannoso in quanto si andranno a creare parentele molto strette e quindi conseguentemente si impoverira’ il patrimonio genetico.

                        Antonio Casamassima

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                        • casamassima
                          ⭐⭐⭐
                          • Apr 2005
                          • 4134
                          • Mottola, Taranto, Puglia.
                          • Bracco Italiano .

                          #13
                          [u]Selezione Naturale e Artificiale</u>

                          Entrambe si riconducono e mirano ad un analogo obiettivo : creare il
                          riproduttore.
                          Riprodurre, letteralmente parlando, significa rifare nuovamente, produrre di nuovo e di uguale e in campo animale cio’ non vuol dire, pur appartenendo alla stessa razza, riprodurre soggetti identici ma…soltanto uguali.
                          Cio’ è dovuto a delle variabilità date dall’ambiente diverso e dal patrimonio genetico diverso, pertanto la minore o maggiore variazione di uno o dell’altro conduce a differenze piu’ o meno considerevoli.
                          In virtu’ di queste variabilità la selezione naturale o artificiale opera, anche se con fini e mezzi differenti, per la realizzazione del comune obiettivo di segnalare gli individui piu’ idonei alla trasmissione dei caratteri (posseduti dai genitori) oggetto di selezione.
                          La selezione naturale si ha senza che nel suo processo interferisca la volontà o l’intervento dell’uomo, risulta essere molto dura e spietata in quanto restano in vita soltanto gli individui che hanno resistenza e adattabilità a particolari situazioni ambientali in determinati periodi....gli altri inesorabilmente soccombono.
                          Ben diversa è quella artificiale in quanto dominata dalla volontà e dalle scelte dell’uomo, con il preciso obiettivo finalizzato a fissare, uno o piu’, caratteri importanti per il programma di allevamento e quindi, previo studio e con scelte appropriate, puo’ arrivare a fissare le caratteristiche alle quali è piu’ interessato.
                          Cio’ posto è evidente che con la selezione naturale divengono “ riproduttori” gli individui migliori, cioè coloro che hanno superato le drastiche prove poste in essere da madre natura ; la selezione artificiale invece, molto piu’ permissiva, se da una parte ci offre grande possibilità di scelta e di operare, dall’altra non ci autorizza all’uso sconsiderato ................quindi la scelta del “riproduttore” va effettuata escludendo quelle dettate dalla moda o dall'affetto, le quali risulterebbero soltanto dannose per la razza, ma su quegli individui che si ritiene possano trasmettere caratteri di razza desiderati e pertanto patrimonio genetico di pregio da conservare e perpetuare.


                          Antonio Casamassima

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                          • alex

                            #14
                            chiedendo qualcosa ad antonio,volevo mettere in evidenza un argomento che credo tocchi un po tutti coloro si accingano a fare una cucciolata, soprattutto gli allevatori per così dire alle prime armi. come si è parlato in precedenza in questa discussione c'è la scelta dei riproduttori, fase molto difficile e complessa dalla quale dipendono le sorti di una cucciolata sicuramente, e con buone probabilità anche quelli di un allevamento. quello che vorrei sapere è come un allevatore esperto si orienti, quando gli si presenta ad esempio una grande cagna da caccia, che tra le sue doti ha tutto cio che un cacciatore/allevatore vorrebbe avere nel suo canile, ottima ferma, riporto spontaneo, grande attaccamento al selvatico, eccezzionale presa di terreno che per un bracco è una cosa da ricercare con costanza visto i problemi di alcuni soggetti. ecco se su un soggetto del genere, si presentano però dei problemi, esmpio: timidezza, o magari scarsa tipicità (morfologicamente). ecco quello che vorrei sapere è questo, cosa dovrebbe fare un allevatore, od un cacciatore che vorrebbe selezionare qualcosa di buono ? come dovrebbe comportarsi? dovrebbe scartare un soggetto cosi visto che ha sia dei pregi ma ha anche dei difetti? quali dovrebbero essere le scelte e quali potrebbero essere le conseguenze?
                            antonio ti ringrazio anticipatamente ed attendo con ansia una tua risposta

                            Commenta

                            • casamassima
                              ⭐⭐⭐
                              • Apr 2005
                              • 4134
                              • Mottola, Taranto, Puglia.
                              • Bracco Italiano .

                              #15
                              Ciao Alessandro, innanzi tutto mi andrei a riguardare la genealogia della cagna, andando indietro quanto piu' m'è possibile, cercando di capire se la timidezza è retaggio o acquisita.
                              Per la morfologia mi guarderei attentamente la testa.
                              Fatti questi riscontri, considerando tutti i pregi venatori che la cagna ha e non è poco, se dalle ricerche effettuate la timidezza è acquisita, la testa pur se non eccezionale è comunque bracca sceglierei un maschio di genealogia conosciuta ...tipico, ben costruito...con carattere franco e... cacciatore.
                              Se invece in genealogia ci sono soggetti timidi,poco tipici, e la testa della cagna non è assolutamente bracca...la indirizzerei senza indugio alla castita'!
                              Antonio Casamassima

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