E' pane perso...
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bhe ragazzi che devo dire io , che l' hanno definita strana (ero ad una prova a quaglie ) mi sono incazzato come un vipera e alla fine ho capito che la persona che parlava non capiva assolutamente niente di cani. Si dava solo arie , però lo s*****to e quella èstata una bella soddisfazione -
andare a coturnici (o rosse) su terreni secchi e sassosi non è facile per nessun cane, meno ancora lo è per un soggetto giovane, ma insisti e vedrai che il tuo bracco non farà peggio di
cani di altre razze, fagliene abboccare una appena possibile e..abbi pazienza.
lucioCommenta
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Una considerazine: quanti braccofili praticano assiduamente la caccia in zona alpi?
Chi corre la saladini nella magior parte dei casi si cimenta abitualmente sia nella caccia in quelle zone sia nelle prove di quel genere. Ho parlato con allevatori di pointer che frequentano abituamente l'alta montagna sia in caccia sia in prova e mi dicono che addirittura selezinano in funzione dei risultati ottenuti dai soggetti in tali prove, ossia sono specializzati non solo nella pratica ma anche "geneticamente". Adesso mi chiedo con i pochi soggetti che abbiamo in generale è produttivo fare paragoni, sono convinto che se dovesse rinascere una tradizione di bracchi da montagna si tornerebbe a vedere dei soggetti simili, per conformazione e mentalita, ai famosi bracchetti piemontesi.Fabio CasettiCommenta
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Ben detto FABIO, sono totalmente d'accordo con te il bracco leggero o bracchetto era proprio un cane adatto alla montagna, oggi le due razze convivono in uno stesso standard che ha una forbice tra minimi e massimi di taglia e peso che non trova riscontro in nessuna altra razza
e vediamo che laddove si alleva per i ring, si preferiscono cani di grande taglia e peso mentre per la caccia si preferisce un soggetto medio/leggero.
d'altra parte succede la stessa cosa nei bracchi francesi dove però
hanno fatto nello standard delle distinzioni fra leggero(Pirenei) e pesante (Guascogne)
D'altra parte il rapporto peso/potenza in montagna è determinante
e la gravità è una legge alla quale non c'é modo di ovviare.
ciò premesso la caccia in montagna (Alpi) è un esercizio di alta specializzazione, non vi sono solo i rododendri vi sono anche le pietraie in quota che selezionano sia il fisico che la tempra dei
cani e anche fra gli inglesi sono pochi quelli "adatti" o meglio che sanno adattarsi alle esigenze del terreno. La Saladini Pilastri ne è la prova, quanti vincitori di grandi cerca in Polonia, Zara o Spagna si annoverano far i vincitori in Saladini ???
Che le prove in montagna siano validi banchi di prova non lo discute nessuno, ma che da queste prove si possa dedurre lo stato di una razza
lo contesto con tutte le mie forze.lucioCommenta
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Roberto
boh! io non so cosa dirvi!!! Perchè i bracchi non dovrebbero andare in montagna? Allora , qualche mese fa ho letto un articolo su diana che parlava di un allevatore di pointer, allevatore sardo della zona di sassari, che aveva ottenuto dei buoni risultati con i suoi cani, proprio in prove di montagna in zona alpi, lui sosteneva che i suoi cani erano agevolati perché li allenava su pernici sarde, nelle nostre pietraie, che secondo lui riproponevano lo stesso difficile ambiente. Come sapete io sono al secondo bracco italiano e, dopo avere ottenuto buoni risultati con il primo, mi avvio ad ottenere altrettanti buoni risultati con il secondo, pur non avendo dedicato ad esso il tempo neccessario, il cane ha imparato andando a caccia ed in ogni giornata ha avuto dei miglioramenti che io vi ho esposto, naturalmente è ancora giovane percio non è perfetto, come d'altronde non lo sono io come addestratore, pero per farvi capire io martedi sono uscito solo ed esclusivamente per portarlo in giro, essendo chiusa la pernice, non ho sparato a niente perché non c'era niente da sparare se non qualche merlo o tordo, così allo schizzo, ma voi dovevate vedere il cane togliere le pernici in un posto a strapiombo, poco al di sopra di me, un posto in cui non si riusciva a camminare se non tenendosi con l'altra mano, per non cadere, ebbene penny ci sguazzava ed avrà tolto una decina di pernici, che io anche volendo non avrei potuto sparare ed allora vi dico, diamo fìiducia al bracco che non c'è niente che non possa fare di quello che fanno setter, pointer e compagnia bella.
Naturalmente lo farà a modo suo, ed è il modo che piace a noi. W il bracco italiano.
P.S.: con certa gente non ti metterai mai d'accordo, ad esempio a me piace Luisa Corna a loro Maria de Filippi! MHA!!! valli a capire.Commenta
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Giancarlo Perani
Siamo partiti con la supposta prevenzione nei confronti della razza e siamo arrivati a parlar di caccia montagna! Altro sforamento!
Caro Mauro, non mai messo in dubbio le doti, ne venatorie, ne stilistiche del nostro Bracco, solo cerco d'avere i piedi per terra il più possibile, negare che ancora nascono dei ......salami nella nostra razza, vuol dire negare l'evidenza, stò solo dicendo che c'è ancora tanto da lavorare, da selezionare, da allevare, ma con criterio, però! Non posso, ovviamente, fare nomi, ma mi chiedo dove vadano a finire tutti quei bracchi allevati senza criterio, per ..."bellezza", o per ...."mercato". Bhè se questo può aiutare, posso dirti che spesso, ahimè, vengono adibiti per scopi venatori, con disastrosi risultati che si posso facilmente immaginare! E basta uno solo di quei disgraziati per far gridare allo scandalo! Dimenticando, sempre, la lunghissima sfilza di risultati positivi che la razza ha messo in fila in questi ultimi anni.
Tornando alle prove in montagna, concedetemi un piccolo accenno poi la smetto! la prova che non è questione di addestramento l'ha data proprio Laerte che si è comportato bene, sia l'anno scorso chw quest'anno, malgrado non fosse addestrato in modo specifico, è solo questione di pal......che ci ce le ha chi no! Ecco noi dovremmo allevare chi ce le ha....
Mi sono spiegato?!Commenta
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eziofosca
Io sono convinto che la caccia abbia assoluta necessità di essere "riscoperta", o se preferite rigustata o riannusata dai cacciatori,nelle piccole e nelle grandi cose. Sono altrettanto convinto che l'attività venatoria di un bracco o di uno spinone può dare un impulso importante a ciò. EzioCommenta
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piccoletto
<div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da eziofosca
Io sono convinto che la caccia abbia assoluta necessità di essere "riscoperta", o se preferite rigustata o riannusata dai cacciatori,nelle piccole e nelle grandi cose. Sono altrettanto convinto che l'attività venatoria di un bracco o di uno spinone può dare un impulso importante a ciò. Ezio
</span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">
Mi sembra ovvio per un braccofilo appoggiare e condividere ciò che hai detto, ma non sono riuscito a resistere....e quindi MEGA quotatura, caro ezio!![polup]
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eziofosca
Io sono convinto che la caccia abbia assoluta necessità di essere "riscoperta", o se preferite rigustata o riannusata dai cacciatori,nelle piccole e nelle grandi cose. Sono altrettanto convinto che l'attività venatoria di un bracco o di uno spinone può dare un impulso importante a ciò. EzioCommenta
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Come ti quoto Giancarlo

se il bracco si è fatto questa fama, indubbbiamente delle ragioni ci devono pur essere. Ho già ribadito in altre sedi quanto sia difficile allevare questa razza facendola arrivare alla sufficienza venatoria, se non si ricorre con frequenza a riproduttori che ci vengono segnalati dalle prove di lavoro. E non tutte le ciambelle escono con il buco, infatti non tutti sono grandi trasmettitori, razzatori. Sappiamo di allevatori che da trentanni accoppiano con soggetti propri senza averli mai portati a caccia. Idem per chi seleziona quasi esclusivamente per le esposizioni. Senza parlare delle tare invalidanti l'esplicazione della funzione venatoria: i problemi caratteriali quali l'ombrosità, la paura degli estranei a prescindere dall'imprintig che possano aver ricevuto o meno.
Condivido pienamente il tuo pensiero Eziofosca, [ot]particolarmente perchè la caccia oggi deve assolvere ad esigenze di tipo ludico ricreativo-spirituale e non per il procacciamento di "ciccia". Almeno così dovrebbe essere.
Ma invece così non è!
C'è un imbarbarimento nella categoria che spesso mi fa vergognare di farne parte. Il cacciatore moderato, riflessivo, poetico, causa le difficoltà legate all'esasperazione delle regole ed ai cavilli burpcratici, ha smesso da tempo.
Sono rimasti soprattutto gli sparafucile che intendono la caccia come quantificazione del carniere. Il loro linguaggio, a prescindere dalla specie cacciata, è quante o quanti? Mai sentissi dire da qualcuno, come l'hai incarnierata? Va da sè il legame diretto con una caccia di tipo consumistico. La gestione con gli ATC completa l'opera poichè, non potendosi con madre natura, fare i miracoli, per assolvere al volere della 157/92 si è costretti a liberare selvaggina che buona che voglia essere, spesso è nata in incubatrice ed è cresciuta in voliera. Se pur immessa a febbraio nella speranza si riproduca e sempre che questo miracolo avvenga, quali insegnamenti può tramandare alla prole se è nata e cresciuta in cattività?
Il danno che ne deriva è che questa selvaggina "stanziale" decisamente facile da conquistare (sia da penna che da pelo) arreca tantissimo danno permettendo al cacciatore sparafucile di apparire ugualmente bravo e nello stesso tempo di conservarlo completamente ignorante.
Con questa logica cade ogni principio etico venatorio soppiantato dai numeri e solo da questi.
Luigi Marilungo
colpetrosaCommenta
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E' certo che il danno che fa alla razza un cane venatoriamente inetto
che un simpatizzante acquista e cerca di portare a caccia, è enorme perché poi la la propaganda riattizza i preconcetti che con tanta fatica abbiamo cercato di superare.
So benissimo che ci sono degli allevatori che pensano che un bracco sia un cane da caccia perchè è iscritto al gruppo 7 e che vendono i cani anche a cacciatori assicurandone la riuscita venatoria.
So anche che ci sono braccofili che si accontentano di prestazioni non
mediocri, ma spesso a loro basta così, almeno per la caccia che fanno.
Devo anche aggiungere che anche alcuni degli allevatori che incrociano soggetti di sicuro valore poi non fanno la necessaria selezione e vendono (e non parlo di cuccioli) soggetti che hanno tare che li rendono inutili alla caccia. Un bracco invece con un difetto morfologico da squalifica, per esempio tricolore o focato, può essere un eccellente cane da caccia e dato ad un cacciatore, senza pedigree, può fare alla razza più propaganda positiva di dieci articoli sui giornali. Abbiamo visto, lo conferma l'ultimo viaggio in USA di Fusetti e Poggio, che all'estero i ns. cani sono poco o nulla utilizzati a caccia, e qui dovremmo adoperarci per cercare di mandarne qualcuno di quelli buoni a cacciatori "VERI" non a personaggi che fanno le prove sui piccioni,in un paese dove la selvaggina naturale è tanto abbondante da farci morire di invidia.
E qui nasce il problema, i cultori delle expo, frequentano i ring e vedono e simpatizzano per razze non molto diffuse, anche perchè è più
facile avere successo con un cane di razza "rara" che con un pastore tedesco, ma i club dei cacciatori, che specie negli USA aborrono le expo, di esperimenti ne fanno pochi e vanno sul sicuro.
Di caccia in montagna vorrei parlare ogni giorno tantompoco mi piace, ma vorrei anche far capire perché la definisco "specializzata" un cane che non le conosce nelle "drose" (cespugliato legnoso) si trova perso, può supplire alla mancanza di esperienza con l'esuberanza fisica, ma farà uno spreco di forze increbile, che sarà possibile per mezz'ora, a caccia un tale esercizio dopo un paio d'ore stroncherebbe una gazzella. Così nelle pietraie alte, regno di bianche e cotorne,
l'agilità è più importante della forza fisica e l'abitudine a saltare da un sasso all'altro CONTINUANDO A CERCARE è indispensabile, e ci sono soggetti che non lo impareranno mai ed altri che si adattano prima, ma sono fondamentali le doti fisiche di agilità e leggerezza e morali di coraggio e piedi buoni, un soggetto poco coraggioso sarà costantemente impegnato a non cadere e la sua concentrazione sulla selvaggina sarà scarsa o nulla.
Non me la sento quindi di dare giudizi di carattere generale di cani o di razze viste SOLO in una prova alpina corsa su un terreno particolarissimo, dove magari ha figurato meglio il cane che ha saltato come un canguro rispetto al soggetto abituato a cacciare per ore su quei terreni e che quindi li ha presi con più raziocinio.
lucioCommenta
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Giancarlo Perani
Caro Luigi condivido in pieno i tuoi sentimenti, le tue idee.Sarebbe quasi l'ora di poter distinguere tra cacciatore.....fucilatore e cacciatore vero, non riesco ad identificarmi con chi fa fraceli, all'etero e, per quanto possibile, in Italia. Sono convinto che il peggior nemico del cacciatore sia il...."cacciatore"!
E noi quì a voler far "crescere" la razza! Ma se non riusciamo ad essere popolari nemmeno a casa nostra!Da sempre godiamo di cattiva fama, polentoni, sbavosi, quasi fossimo, noi possessori, malati di masochismo, nel voler tenere bestie siffatte e inutili!....( hai visto Massimiliano come rimasto in tema!? Bravo ehh!Stavolta non me le tiri più le orecchie![regol][fiuu])
Ma una trasgressione la devo fare![fiuu][fiuu]tanto ci sono i "senatori" a garantire!!
Lucio mio, dici bene, il coraggio è la cosa impotante, con quell'intelligenza... venatoria che non è quella che si nota in canile, se c'è, quella in cortile, serve solo a sapere che esiste, che è presente, è come il consenso, il sogg. va comunque addestrato all'uso della dote, della qualità, aspettare che dette doti affiorino con l'età e che madre natura faccia il suo corso, se lo farà, è una vana e inutile speranza! E, se il soggetto in questione possiede doti intelletive e di coraggiosa intrapredenza, lo si noterà certamente, anche se si tratta di un solo turno di prova, basta osservare...bene! Dopo aver consumato svariate paia di scarponi e haimè l'unico paio di ginocchia rincorrendo quasi tutte le razze su per i pendii degli Appennini, per rosse e per molti delle Alpi,per pernici,( perchè per forcelli, era caccia facile, visto che da sempre si curava e ancor si usa, tutto l'anno la covata e si conosce per filo e per segno ogni passo dei componenti la famigliola!) negli anni 70, quando ancora non andavano di moda le prove in montagna così come s'usa adesso, gli ausliari, quelli come si deve, d'allora venivano scelti dopo selezioni durissime e alcune correnti, soprattutto di inglesi sono poi servite per la creazione dei più famosi allevamenti, odierni, ma qualcuno haimè già sparito. Correnti dal sicuro e importante patrimonio, trasmesso sino a noi, di cani che andavano a caccia in montagna, facendo...la gara,( per le razze inglesi era\è uno dei pochi casi dove il cane da gara si identifica con il cane da caccia) ti posso perciò dire che non solo questo tipo di pove, codidette "specialistiche" sono importanti, sono, oggi, indipensabili! Oramai le prove sono..."certificate", DOC,DOP,ecc..quelle servono per qualificare i nostri ausiliari, che si voglia o no!
( scusa Massimiliano non ne parlo proprio più![zitto][zitto])Commenta
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Forse non sono bravo come altri, perchè per capire un cane ci impiego una intera stagione di caccia, in canile o in mezzora è dura per me vedere certe doti, tipo la tempra, per vederle devo mettere il soggetto alla prova e non una sola volta e i cani devono avere il tempo per adattarsi alle varie situazioni, ma io sono un pragmatico san Tommaso e voglio vedere direttamente e testare direttamente e voglio vedere anche il fondo di un cane e come si comporta quando manca l'abbrivio di partenza, cioè dopo un paio d'ore di caccia. Di setter ne ho utilizzati tanti e credo di discrete correnti di sangue, VOLO,VAL DI LEIRA, BREMBO,oltre ad altri senza affisso ma di eccellente pedigree come la mia ultima setter, Fosca figlia di Dum del Meschio e grande stilista come il padre e tutti erano cani da montagna perchè quando venivo nel pavese o in val curone o in oltrepo o in baraggia li lasciavo in canile preferendo loro uno spinone.
che le prove specialistiche siano valide ed importanti l'ho detto sempre, ma non ci si può fermare ad una sola prova per dare giudizi generali, il cane che ha avuto problemi fra i rododendri potrebbe essere stupendo a beccaccini o a starne, ci sono soggetti che non sopportano il campano e che quindi avranno problemi nelle prove a beccacce, vogliamo scartarli per questo ?? o è meglio prepararli come si deve prima ???
lucioCommenta
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duedentoni_old
io sono stata a caccia con da un amico in trentino a Cavalese
mi ha portato a beccacce e lui aveva una spinona!!
E credimi ne ha riportate a casa molte di becche!!
Lara
<div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da Amedeo AQ
Ciao Mauro
sono molto tentato di avere come compagno di caccia il bracco ma visto che caccio quasi esclusivamente in montagna, partendo dai 700 fino ad arrivare ai 1800 a becche e cotorni per ora resto sul setter o pointer (ed anche qui è difficile trovare cani che vanno), con la speranza di vedere un giorno un bracco cacciare nella mia zona per poter valutare se ha le attitudini per l'ambiente.
Parli della ripresa a Laerte, perchè non la passi in formato digitale e ci rendi tutti partecipi delle emozioni.
Amedeo AQ
</span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">Commenta
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