A volte ritornano, se volete far donazioni
Comprimi
Riguardo all'autore
Comprimi
X
-
Da che mondo è mondo il potere si è sempre basato sull'ignoranza, è più facile sottomettere una massa di ignoranti che una di teste pensanti, per cui a che pro dire le cose come stanno, lasciamo che il volgo maceri nel brodo che gli viene propinato. Questo è quello che fanno queste sette, perchè con il fanatismo di certi gruppuscoli hanno molti punti in comune. Chi tira i fili, i burattinai, non solo sfruttano la massa, ma anche i poveri deboli di mente che vi si affiliano. Il dio denaro ha una voce enorme in capitolo.Gianni -
E' impressionante secondo me vedere come i cani (tutti, ancor di più quelli da caccia) abbiano bisogno si di compagnia ma sopratutto di poter correre felici (e quelli da caccia con più o meno istinto venatorio!)... Vi racconto un piccolo aneddoto di una persona che ho conosciuto poco tempo fa... Lui non è mai andato a caccia, il suocero si..il suocero ha nella sua casa un drathaar ma poi per problemi di salute smette di andare a caccia poco dopo aver preso il cane (che quindi non va mai a caccia) e tiene benissimo il cane (vive con lui, lao porta sempre con se a girare e quando lavora in campagna...) e il cane è molto felice...il genero però si decide ad andare a caccia perchè quel cane possa esprimere la sua venaticità... ebbene il cane vive con il suocero a cui è affezionatissimo, il genero ovviamente ogni giorno va a trovare e gioca con il cane, ma il cane, ogni volta che sente la macchina e sa che è giorno di caccia, è emozionatissima e felice come non mai... ripeto che comunque lei tutti i giorni viene portata a girare e vive in casa quindi ha sia l'affetto che la possibilità d girare ma quando sa che va a caccia si trasforma in ultra felice! e cosi sono anche i cani che ho io... poi ovviamente (ma nn m riferisco a Guberti o nessun allevatore che nn conosco) ci sono esempi negativi, ma l'85% dei cacciatoir almeno secondo me sono come me e il mio amico...e quindi magari avessero dato quei cani a dei cacciatori!La qualità vale molto di più della quantità...
gioCommenta
-
Caro Giovanni da Cutrofiano, fai bene a buttarla in " rima e mona", in fondo sono le uniche cose che resistono, assieme alla bella musica. Tutto il resto del nostro piccolo mondo di provincia: caccia, passione per il cane da caccia e sua selezione vanno sparendo . E l'orrendo fenomeno ci trova spiazzati, frastorni, sciovisticamente discriminati.
Ma di chi è la colpa, se non di quel tritatacervelli inesorabile che chiamano media televisivo? Quell'insidia elettronica permanente per la quale :" a nulla vale spegnere il telecomando.", come scriveva il povero Bocca, " poichè ti rientra in casa, in auto, in ufficio, al bar; ma anche in mezzo al mare o sopra un ghiacciaio, come una polvere tossica e sottilissima che giorno dopo giorno si impossessa dei nostri istinti e del pensiero, per trasformarlo nella poltiglia del pensiero unico, omologato al mercato..".
Salute e vigore ! E per "dove la prendono" organizzati !
Paolo CioliUltima modifica Ospite; 27-01-12, 13:50.Commenta
-
Bellissimo post, Doc!!!!!Caro Giovanni da Cutrofiano, fai bene a buttarla in " rima e mona", in fondo sono le uniche cose che resistono, assieme alla bella musica. Tutto il resto del nostro piccolo mondo di provincia: caccia, passione per il cane da caccia e sua selezione vanno sparendo . E l'orrendo fenomeno ci trova spiazzati, frastorni, sciovisticamente discriminati.
Ma di chi è la colpa, se non di quel tritatacervelli inesorabile che chiamano media televisivo? Quell'insidia elettronica permanente per la quale :" a nulla vale spegnere il telecomando.", come scriveva il povero Bocca, " poichè ti rientra in casa, in auto, in ufficio, al bar; ma anche in mezzo al mare o sopra un ghiacciaio, come una polvere tossica e sottilissima che giorno dopo giorno si impossessa dei nostri istinti e del pensiero, per trasformarlo nella poltiglia del pensiero unico, omologato al mercato..".
Salute e vigore ! E per "dove la prendono" organizzati !
Paolo Cioli
Citazione compresa.
Per il resto, organizzatissimo. Quelle di cui sopra vanno matte per chi la mette in " rima e mona". Ti dirò però, visto che io non ho gli oblighi del mio amico Bigjim al quale tocca farsele proprio tutte, un pò perchè paganti e forse perchè di solito hanno fatto tanta strada, spesso e volentieri alzo per tempo il braccio invitando ad un ...lacet lungo . Anche perchè, credimi, solitamente, alle volontarie attiviste di quelle associazioni lì, il favore non glielo farebbe neanche l'ultimo dei pointer del Vento. E quelli, in fatto di...favori, non scherzavano.
Ciao Doc, ci si vede al Derby?Ultima modifica Ospite; 27-01-12, 23:00.Commenta
-
Come direbbe il buon caro Ivo Chiappini: " E' andato tutto in patona!!"
(sicuramente il Doc avendo vissuto nel piacentino capirà!)Ultima modifica Ospite; 28-01-12, 08:46.Commenta
-
Purtroppo, Renato, questa nuova moda ( non oso definirla fenomeno) tende ad essere trasversale. Quanto a dire che non riguarda solo le razze canine ma tante specie domestiche da produzione allevate con sistemi intensivi o semiintensivi. Illustri personaggi come Umberto Veronesi, Margherita Hack, Carlo Petrini o Marcela Iacub ( la maggior parte di loro vegetariani o vegani) auspicano la destinazione delle risorse alimentari cerealicole o leguminose direttamente all''uomo, anzichè agli animali domestici da reddito (carne, uova, latte e suoi derivati). A loro giudizio si otterrebbero tanti risultati vantaggiosi. Primo il miglioramento della qualità e della durata della vita dell'uomo, che secondo Veronesi trova nell'eccessivo consumo di proteine d'origine animale la prima causa dell'alta incidenza delle gravi patologie cosiddetta da benessere, come le ateromatosi cardiovascolari e neoplasie carcinomatose del tubo digerente. Tutti gli altri, a questo non poco angosciante spetrro ., aggiungono la possibilità di una minore consumazione dell'habitat e dell'inquinamento ambientale. Più agricoltura, meno industrie agrarie, sembrerebbe essere il motto.Ciao Paolo. E' proprio così. Ne parlo con Elettra da un paio di annetti. Probabilmente, per gli interessi di taluni, c'è ancora troppa gente a cui piace il cane di razza, che si fida degli allevamenti e che quindi "devìa" il flusso di denaro dove non vorrebbero lor signori. La campagna mediatica pubblicitaria non funziona come vorrebbero, quindi un'ulteriore manovra è quella del tentativo di denigrazione.
Carlo Petrini, presidente di Slow Food ,consiglia di limitarsi a consumare i prodotti agricoli a filiera corta ( prodotti vicino a casa ). In prospettiva ci si potrebbe intravedere qualche barlume di ottimismo specie per noi cacciatori e cinofili:: cerealicoltura non più intensiva e pesticidizzata, più angoli di natura tenuti al naturale, meno inquinamento, più pascolo brado e allevamento bovino, suino o avicolo a carattere famigliare teoricamente potrebbero incrementare la fauna e i terreni di caccia.
E per i nostri cani ? Beh, forse dovremmo abituarci a fare a meno dei supermercati dei "pronto caccia".Riabituarci a far nascere qualche cucciolata in un angolo del parco dove una volta stava il vivaio delle piante o il pollaio. O perchè no, in una vecchia poltrona del cucinone rustico a piano terra, a stretto contatto con l'aia.
Lucio Marzano ripete spesso che Mario Marchesi teneva i cani nel balcone di casa. Io stesso ho visto grandi cinofili come Ciceri, Tonali, Caraffini convivere nelle seicentesche case padronali delle loro cascine, dei loro castelli semifatiscenti . Nelle mie Marche, ricordo un importante allevatore di setter che faceva nascere e svezzare isuoi cuccioli sui cumuli di trucioli e segatura della sua bottega da falegname.
"Non tutti i mali vengono per nuocere! Tanto più che il crepuscolo dell'era consumistica intensiva e compulsiva, pare stia, ormai, cedendo alle tenebre.
Cordialità.
Paolo CioliUltima modifica Ospite; 01-02-12, 09:39.Commenta
-
Caro Paolo, cade a fagiolo un articolo letto che vorrei porre all'attenzione e alla meditazione di noi tutti.
La casa di Fernando Savater,a Madrid,è un labirinto di libri e oggetti di ogni genere, pupazzi, chincaglieria, ninnoli. Molti quadri di cavalli, come è inevitabile per un uomo stregato dagli ippodromi fin da quando era bambino. Nulla invece di tori. Nessuno di quei segni che in Spagna
si trovano ovunque nelle case degli aficionados, come qui vengono chiamati gli appassionati di corrida. Eppure l' ultimo libro del filosofo basco ha un titolo eloquente, lo stesso con cui arriva ora in Italia: Tauroetica (Laterza, pagg. 128, euro 14), e la ragione principale che ha spinto Savater a scriverlo è stata la difesa delle corse dei tori durante il dibattito che ha portato la Catalogna a vietarle da quest' anno. «Ma non sono un vero aficionado io. Ma se si sostiene che è immorale, allora è necessario rispondere. Per questo ho scritto Tauroetica ». Che è infatti piuttosto un saggio sul rapporto fra uomini e animali. Un rapporto compromesso? «Il problema dei nostri giorni è che, soprattutto in città, non si sviluppa più alcuna relazione con gli animali. Io ho conosciuto una Spagna rurale. Qui fuori, sulla Gran Via, passavano le pecore per la transumanza. Oggi si
conoscono solo gli animali di Walt Disney e si stenta a vedere in cosa essi siano diversi dagli uomini. Ciò ha portato a una sorta di antropomorfizzazione degli animali. Una tendenza che spinge ad accreditare le forme più estreme di animalismo, come l' antispecismo di Peter Singer, ossia l' idea che tra le specie animali non ci siano distinzioni di sorta». È una tesi pericolosa? «Non distinguere gli uomini dagli altri esseri viventi è nefasto. Perché la morale riguarda solo gli esseri umani. Purtroppo però ormai si tende a scambiare la morale con la compassione. Ora, la compassione è un sentimento buono, per carità, e tuttavia non è la morale. Vede, è molto più semplice di quanto si creda. Mettiamo che passeggiando trovo un passerotto caduto dal nido. So che è in pericolo e poiché sono persona compassionevole, lo raccolgo e lo metto in salvo. Questo è molto bello. Ma è ben diverso dal caso in cui io mi imbattessi in un neonato abbandonato per strada. Lì non si tratta di compassione. Io ho il dovere morale di occuparmene. Questa differenza non la intendono gli antispecisti. Singer è arrivato a dire che se mi trovo di fronte un bambino con tare mentali o fisiche irreversibili e un vitello in perfetto stato devo scegliere il vitello e sopprimere in culla il bambino senza farlo soffrire». Gli antispecisti sostengono che è l' interesse ciò che caratterizza senza distinzioni tutti gli esseri viventi e che dunque un toro non ha nessun interesse di entrare nell' arena, né il maiale di andare al macello. «Guardi, la questione dell' interesse è il punto nodale. La parola già lo spiega. È latino: inter esse, ciò che unisce e separa due esseri. Ha a che fare con i rapporti fra esseri umani che si comprendono. L' interesseè la possibilità di optare per diverse condotte anziché una sola. Gli animali sono mossi dall' istinto, laddove io, essere umano, nonostante abbia un istinto, posso anteporre un interesse diverso. Quando non si può che seguire una sola condotta, chiamarlo interesse mi pare completamente assurdo. Non è che la solita proiezione antropomorfizzante. La dimensione in cui ha senso parlare di interessi è una dimensione di libertà dalle necessità della natura, il libero arbitrio insomma». Che gli antispecisti contestano. «Sì. Salvo poi chiedere agli uomini di optare per soluzioni diverse rispetto a quelle
che magari preferiscono, come mangiare carni, usare pelle animale per le scarpe e così via. Con il risultato paradossale che gli uomini dovrebbero rifiutarsi di uccidere la tigre ma certo la tigre non potrebbe che continuare a fare quello che fa secondo l' istinto, ossia anche divorare l' uomo. L'
uomo sarebbe dunque l' unico tra gli animali a rispettare la nuova legge. Dimostrando quindi che qualche differenza tra lui e le altre specie in fondo c' è». Ma come si è arrivati a queste posizioni estreme, spesso anche largamente condivise? «Per quel che riguarda la storia del pensiero, il
percorso è evidente. Si tratta dell' evoluzione delle teorie utilitariste di Bentham che per primo parlò dei cosiddetti "diritti degli animali". Credo però che sia più interessante considerare l' atteggiamento generale con cui si accolgono queste teorie. Un atteggiamento in cui predomina il
sentimentalismo e in cui l' umanitarismo sta sostituendo l'umanismo. Stiamo attenti: chi è umanitario si preoccupa del benessere degli altri ma non della loro umanità, che risiede in aspirazioni, desideri e così via. Io con un cane posso essere umanitario ma non umanista. E qui si apre l'altro tema dei nostri giorni. È assai più semplice avere una relazione con un animale
domestico piuttosto che con un essere umano». Siamo in fuga dalla relazione? «Non c' è dubbio. Vede, con un animale domestico come il cane, per esempio, noi possiamo seguire i nostri due atteggiamenti più estranei alla relazionalità: il sergente ordinatore che è in noi e che al cane dà
ordini; e il sensibile iperprotettivo che fa le manfrine. I cani del resto ci offrono un affetto che non esige nulla in cambio. Un affetto che non si può investire di carica morale». Crede che in futuro agli animali sia destinata una vita diversa? «Se questo animalismo diventasse dominante, si
realizzerebbe la forma perfetta di protezione degli animali: l' estinzione. E del resto, qual è oggi l'animale perfetto e più conosciuto e amato? Il dinosauro. Sta lì nel nulla. A Jurassic Park, vive una vita magnifica. I veri barbari sono coloro che non distinguono uomini e animali. Caligola che fece
senatore un cavallo e uccise centinaia di persone che non apprezzava. Quello era un barbaro. Perché trattava gli uomini come gli animali e gli animali come gli uomini».
Commenta
-
Interessante analisi ! C'è da dire però che nonostante la pulsione animalistae antispecista si manifestino con un crescendo rossiniano nella Società metropolitana moderna ( ma esiste ancora una Società rurale ?) i suoi recepimenti in sede Comunitaria Europea sono a dir poco timidi. Se leggi le norme CEE sul maltrattamento degli animali e sul benessere degli allevamenti di qualsivoglia specie, ti accorgi che sono piene di distinguo, di circostanziazioni. Insomma io ho la sensazione che si vogliano far contente e canzonate le solite "Masse" che cavalcano i Temi di moda. E comunque chi si trova a vigilare sugli allevamenti ,riguardo al benessere animale o chi deve denunciare il reato di maltrattamento di un aniumale, hanno infiniti appigli per giustificarsi e non farlo.La frase tipica , che sento ripetere spesso da colleghi veterinari, è:" E se poi mi controdenuncia per abuso d'autorità? Sai che con un buon avvocato mi possono fare un mazzo così !!".
Io penso, senza voler soloneggiare, che come in quasi tutte le cose del mondo ci vogliono coraggio ed equilibrio. Di Don Abbondio ne è pieno il mondo! Ma anche i Don Chischiotte, inutili sollevatori di polveroni, certo non sono rari.
Cordiali saluti
Paolo CioliCommenta
-
Vedi Paolo che non siamo poi così distante da ciò che dici?
Io penso che se le leggi non funzionano, se si può, si modificano. Ma c'è una incongruità di fondo che si vuole aggirare: la procedura di verifica del maltratamento può essere concordata a chi non è specializzato ed autorizzato? Qual'è la linea di confine tra il maltrattamento conclamato e palese (osservabile anche dal libero cittadino) e quello più sottile indentificabile esclusivamente da un tecnico del settore? Qual'è, dal punto di vista legale, quel limite etico e tecnico che definisce l'urgenza dell'intervento?
Inoltre, non so se ne sarebbe contento il comparto professionale che fino ad oggi è stato incaricato di ciò.
Ma cosa cambia dal caso dall'odontotecnico che effettua estrazioni dentali, alla guardia zoofila che effettua un tale intervento non consono alle sue capacità? In un caso, l'inseguimento/denuncia del giornalista d'assalto, nell'altro il plauso di Striscia la Notizia?
Caro mio, queste sono decisioni sia politiche che tecniche e se qualche legislatore farà un strappo alle regole, lo farà solo perché tenderà ad affrontare l'argomento dal punto di vista squisitamente politico. E sarà venuto il tempo in cui l'uomo dormirà in canile ed il cane nel letto del proprietario.
I diritti degli animali, quando estremizzati o portati all’esagerazione, convogliano temi a favore del cambiamento dell’ordine sociale.Ultima modifica fongaros; 10-02-12, 09:45.Commenta
-
Caro Renato, più vado su con gli anni e più mi faccio cinico, sfiduciato delle Istituzioni, delle leggi, della giustizia, dell'informazione, dei detentori del potere. E penso che certe nevrosi collettive siano funzionali alla politica in quanto distraggono il cittadino/voto dalla sua insipienza, dalla sua lestofanteria. Poi la Politica sarà scaltra e approverà qualche provvedimento simbolico che lascerà il tempo che trova, facendo tutti più o meno contenti e gabbati.
Dalle mie parti , e nella provincia montana in genere, qualche anno fa era usuale sottoporre il cane da gregge che avessero "sgarrato" una pecora o quello da tartufi che non avesse più voglia di cercare e cavare in modo barbaro: impiccandolo ad un ramo d' orniello piegato con in pezzo di fil di ferro. Una morte orripilante, non tanto perchè atroce ( l'exitus è immediato) quanto perchè simboleggia la supremazia assoluta e primitiva dell'uomo sugli altri esseri. Tale violeza immotivata , ho notato, essere inversamente proporzionale alla cultura e al grado di civiltà dell'essere umano.Un modo per dimostrare a se stessi la possibilità di riscattare la propria frustrazione, incultura, emarginazione sociale , indigenza economica. Un modo per convincere che :" C'è qualcuno più debole di me, su cui mi rifarò..".
Ho vissuto e vivo fra allevatori, talvolta facendo fatica a capire chi fra uomo e animale , fosse più "animale". Ma una volta certe efferatezze mi lasciavano abbastanza indifferente::oggi non più.
Per cui non vedo di cattivo occhio i fermenti animalisti che ,trasversalmente , sorgono nella Società moderna. Purchè non trascendono in nevrosi, in isterismi collettivi. Purchè la cultura metropolitana, oggi di gran lunga dominante, sia disposta a confrontarsi con quella rurale. E e l'una possa migliorare l'altra.
Un caro saluto
Paolo CioliUltima modifica Ospite; 10-02-12, 13:37.Commenta
-
il compianto Marchesi teneva i suoi pointer non proprio su un balcone ma quasi, era una terrazza che faceva da tetto alla sottostante "latteria"
ma pochi cani erano allenati come i suoi, perché li portava fuori tutti i santi giorni, natale e pasqua compresi.
Oggi c'é la moda della "natura" troppo spesso malintesa o equivocata e a sentire qualcuno gli accoppiamenti dovrebbero essere fatti per "simpatia" non in base alle caratteristiche venatorie dei soggetti con un'evidente assurda umanizzazione dei concetti d'allevamento e di miglioramento delle razze, ormai Walt Disney impera (concettualmente parlando) ed i nocivi non catturarno piu' le prede se non per
svolgere una funzione di eutanasia e così il cacciatore è un bruto sadico che si diverte ad uccidere e costringe il cane ad insopportabili fatiche, vere e proprie torture, facendo un solo fascio di chi enfatizza all'eccesso particolari morfologici
a fini espositivi e chi invece seleziona per avere soggetti piu' performanti.
Le istituzioni , che convenga sianno cadute ad un livello bassissimo, danno ascolto a solo a chi conta di piu' sul piano dell'audience e quindi troppo spesso agli animalisti di città, i cosiddetti radical schic, cui farebbe piacere riscrivere anche la favola di cappuccetto rosso.lucioCommenta
-
Cappuccetto rosso è già stata riscritta: il lupo è buono e naturalmente non muore, la nonna non viene mangiata e il cacciatore non viene menzionato... fortunatamente!Le istituzioni , che convenga sianno cadute ad un livello bassissimo, danno ascolto a solo a chi conta di piu' sul piano dell'audience e quindi troppo spesso agli animalisti di città, i cosiddetti radical schic, cui farebbe piacere riscrivere anche la favola di cappuccetto rosso.
Dico fortunatamente perché altrimenti chissà come verrebbe dipinto.
A "catechizzare" i bambini contro la caccia ci pensano già molte maestrine che, caso strano, appartengono a quella categoria indicata da te.
Su questo ne son certissimo perché i figli di mio cugino (bimbo in prima elementare, bimba ancora all'asilo) mi odiano.Commenta
-
La questione si riconduce interamente allo sgretolamento della cultura campagnola, fino al suo annullamento.
Nella vecchia società rurale si seguivano postulati netti e naturali:: il lupo predone razziatore degli armentizi; il cacciatore buono perchè ammazza il lupo, la lepre, le pernici ma da da mangiare alla famiglia.
Un amico e cliente pastore, ora defunto, negli anni che furono varate le leggi sulla difesa del lupo appenninico, non riusciva a capacitarsi all'idea che lo STATO, quanto a dire chi dovrebbe aiutare e proteggere chi lavora e produce, difendesse invece i predoni i molesti: Ad un simposio se ne sortì con un'invettiva fra il patetico e l'ingenuo: " MA dovemo allevà le pecore o li lupi ?".
Poi è subentrata la civiltà postindustriale o del liberismo speculativo che dell'agricoltura, della zootecnia nazionale, della caccia, della cultura country in genere ha fatto strame per asini.
Oggi i ragazzini e le ragazzine di campagna ragionano nè più nè meno come quelli delle città, dove il cane di razza da caccia viene guardato con diffidenza e sprezzo, mentre pullulano le razze molossoidi da combattimento e perfino i lupi addomesticati ( vedi il cecoslovacco ).
Ma chi orienta la nuova cultura sociale ? Max, se la prende con le maestrine ! Ma chi vui che segua più i maestri e le maestre, nella Società del cinismo collettivo dove l'unico valore è la ricchezza o la sua fixion, la sua recita !
Il vero cattivo maestro è la TV, pubblica e privata. Ed è per questa ragione che io ritengo utile più comunicazione possibile in alternativa a quella imperante. Siano riviste di caccia ,cinofilia, equitazione, micologia ma anche canali televisivi tipo SKY. Mi accorgo, per esempio, che la cultura faziosamente antivenatoria, oggi si sta riducendo, rispetto a 15- 20 anni fa.
Paolo CioliUltima modifica Ospite; 16-02-12, 12:14.Commenta
-
Il fatto che chiedano di adottare a distanza, la dice tutta!Donato Scalfari
sigpic
"Sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù" Pier Paolo Pasolini
Commenta
-
Dottore, su questo le do perfettamente ragione, ma sa quanto sono facilmente suggestionabili i bambini piccoli?Ma chi orienta la nuova cultura sociale ? Max, se la prende con le maestrine ! Ma chi vui che segua più i maestri e le maestre, nella Società del cinismo collettivo dove l'unico valore è la ricchezza o la sua fixion, la sua recita !
Il vero cattivo maestro è la TV, pubblica e privata.
Si figuri che nella mensa dell'asilo questa "famigerata" maestrina non dice ai bambini: "Oggi si mangia il vitello, il pollo o il cavallo", ma "Bimbi oggi mangiamo la bistecca" facendo credere che questa l'abbia creata come essere a se inanimato il buon Dio e non che un macellaio l'ha sapientemente tagliata da quello che prima era un essere vivente.
Quando me l'hanno raccontato non ci volevo assolutamente credere!
Ebbene le sembra giusto che un persona con tali ideologie possa liberamente lavorare come insegnante a contatto con dei bambini?
Il caro Lucio direbbe che è una figlia della generazione disneyana, io semplicemnete la definirei una persona con gravi problemi mentali che dovrebbe essere rinchiusa in cella... e la chiave gettata in mare.
Che poi la TV coi suoi falsi miti faccia un vero e proprio lavaggio del cervello è risaputo; basti vedere quella mandria di pecoroni che prendono come oro colato ogni idiozia che esce dalla bocca dei bambocci (definiti col termine di tronista) nel programma della De Filippi!
Che strazio!Commenta
Argomenti correlati
Comprimi
-
da FrancescoUelà gente, ho una chicca per voi, sperando che qualche scassa⚽️🏀 non se ne esca con ovvietà degne di un tutorial su come respirare… del tipo...1 Foto
-
Canale: Armi & Polveri
-
-
da fabio d.t.Speriamo che con questa mia discussione che apro, non si scatenino polemiche, ma piuttosto nasca qualcosa di costruttivo. Troppo spesso si legge su forum...
-
Canale: Caccia alla migratoria
-
-
da GabrieleVi giro una domanda che mi è stata fatta.
Quale sarebbe la distanza giusta tra il selvatico e il cane in ferma secondo il nostro modo di vedere...-
Canale: Lo Spinone
-
-
da FilippoBonviBuongiorno, giochicchiando con l’ottica oggi ho potuto verificare che con la regolazione del parallasse ad alti ingrandimenti si ottiene una stima della...
-
Canale: Il mondo delle ottiche
-
-
- Caricamento in corso ...
- Nessun altro evento.
Commenta