Decidevano di utilizzare tre cani giovani, bravi e ben impostati e di cacciare in modo "tradizionale" (non voglio dire "come una volta") senza beeper nè satellitari. Si rammaricava però, nonostante si siano divertiti per l'ottimo lavoro dei cani, di non avere incontrato nulla nonostante la sicura presenza di selvatici.
Concludeva scrivendo che in montagna non si va con i bravi cani da caccia ma con i cani da montagna e per usare questi soggetti non si può fare a meno di certe apparecchiature che il mondo va avanti e non ci si può fermare.
Personalmente ci sono rimasto un pò male leggendo poi che altri illustri personaggi della cinofilia erano sulla stessa lunghezza d'onda ancora di più.
Naturalmente rispetto l'opinione di Cavaglià e di tutti quelli che la pensano come lui anzi , vista l'importanza del soggetto, dei soggetti, le mie convinzioni barcollano, mi sento antiquato.
Commenta