Ancora vecchie cartucce

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  • norberto
    ⭐⭐
    • Apr 2011
    • 356
    • foggia
    • bracco

    #2926
    Ti stimo Roby sei un grande e non lo penso solo iohttps://tse1.mm.bing.net/th?id=OGC.012941af4bd8d74e89dd5621de3167b6&pid=Api &rurl=https%3a%2f%2fmedia.giphy.com%2fmedia%2fl4q8 c8dxU5OalAkA8%2fgiphy.gif&ehk=0uAZGYkGtTt%2bHrcS0U g9Bw https://tse1.mm.bing.net/th?id=OGC.0...t%2bHrcS0Ug9Bw

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    • Roby62
      ⭐⭐⭐
      • Feb 2009
      • 2288
      • Castiglion Fiorentino (AR)

      #2927
      Norbè, non si apre il link che hai postato. :(
      Roby62
      La colpa non è della cartuccia, ma dell'occhio![fiuu]

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      • Riccardo95
        Ho rotto il silenzio
        • Feb 2019
        • 4
        • Cosenza

        #2928
        Ciao a tutti ecco qualche vecchie cartucce in mio possesso

        Inviato dal mio ANE-LX1 utilizzando Tapatalk

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        • Roby62
          ⭐⭐⭐
          • Feb 2009
          • 2288
          • Castiglion Fiorentino (AR)

          #2929
          Molto belle, un pezzo di storia. Nel gruppo vedo la TRE ANELLI caricata a pallettoni incatenati. Brevetto RUSSI.

          Roby62

          La colpa non è della cartuccia, ma dell'occhio![fiuu]

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          • Roby62
            ⭐⭐⭐
            • Feb 2009
            • 2288
            • Castiglion Fiorentino (AR)

            #2930
            Un pò di storia. LA SNIA.




            Introduzione con gli assetti della mitica DN.




            Bossolo in plastica T4 della SNIA 12/70




            Innesco DFS tutto ottonato penso della SNIA lacca rosso trasparente, non

            ho documentazioni a riguardo,




            Lunghezza cartuccia finita 57mm




            Orlo Stellare




            Contenitore SNIA




            Polvere DN (ciambelline snia)




            Dose 1,40




            Piombo N°7 36gr




            Nel secondo dopoguerra la SNIA si sviluppò ulteriormente assorbendo alcune aziende primarie, fra cui la BPD (Bombrini Parodi Delfino), nel 1968, con sede a Roma e stabilimenti principali a Colleferro. Con il nome di Snia BPD nel 1980 venne acquistata da FIAT.

            Venne fondata a Torino nel 1917 da Riccardo Gualino, con il nome di Società di Navigazione Italo Americana (SNIA); la sua funzione iniziale era quella di controllare infatti i trasporti marittimi tra Italia e Stati Uniti.

            Nel 1920 venne cambiato il nome in Societa di Navigazione Industria e Commercio, in relazione all'appena iniziato interessamento alle fibre tessili artificiali ed in seguito al crollo dei noli marittimi dopo la prima guerra mondiale. Successivamente assunse poi il nome di Società Navigazione Industriale Applicazione Viscosa (SNIA Viscosa) e divenne, grazie all'attività del Presidente Franco Marinotti, una delle più importanti aziende del paese nella produzione di rayon.




            La SNIA, Società di Navigazione Italo-Americana, venne costituita a Torino il 18 luglio 1917, con

            un capitale sociale di 5 milioni di lire. Il pacchetto azionario di maggioranza dell’impresa venne

            sottoscritto da Riccardo Gualino, che ne assunse la presidenza, mentre Giovanni Agnelli, in

            possesso del 10% del capitale sociale, venne eletto vice-presidente. Riccardo Gualino aveva

            deciso di investire nel settore della navigazione transoceanica principalmente a causa

            dell’aumento dei noli marittimi, verificatosi dopo lo scoppio della prima guerra mondiale. La SNIA,

            nonostante la possibilità di beneficiare di consistenti sgravi fiscali e di commesse pubbliche di

            favore, incontrò, nell’immediato dopoguerra, gravi difficoltà, in conseguenza del crollo dei noli

            marittimi. Gualino decise, quindi, di abbandonare il settore della navigazione marittima e di

            convertire la società alla produzione di fibre tessili artificiali, in modo particolare raion alla viscosa.

            Nel 1920 il nome della società mutò in quello di SNIA, Società di Navigazione Industria e

            Commercio; nel 1922, per evidenziare definitivamente il cambiamento dell’oggetto sociale, la

            denominazione divenne quella di SNIA Viscosa, Società Nazionale Industria Applicazioni Viscosa.

            A partire dal 1920 la SNIA Viscosa assunse il controllo di altre aziende italiane specializzate nella

            produzione di raion (Unione Italiane Fabbriche Viscosa, Viscosa di Pavia, Società Italiana Seta

            Artificiale). Contemporaneamente, l’impresa si integrò verticalmente, acquistando il pacchetto di

            maggioranza degli Stabilimenti di Rumianca Ing. Vitale e C., società produttrice di composti chimici

            indispensabili per la fabbricazione dei filati artificiali, e della SILM, fornitrice di impianti e macchinari

            necessari per produrre il raion; anche il Setificio Nazionale Reggio Rietti e Passigli di Ferrara e i

            Calzifici Italiani Riuniti entrarono a far parte del gruppo SNIA. Uno dei maggiori stabilimenti del

            gruppo SNIA, dotato di una capacità produttiva di 50.000 chilogrammi giornalieri di raion, venne

            allestito ad Abbadìa di Stura, nel torinese, vicino all’inizio dell’autostrada per Milano. Ad Abbadìa di

            Stura, vennero fatte costruire sedici unità abitative di edilizia popolare, disposte a scacchiera,

            fornite di 256 appartamenti per un totale di 576 camere; anche gli altri più importanti complessi

            industriali della società vennero dotati di alloggi per i dipendenti. La società di Gualino cercò anche

            di estendere il suo raggio di azione a livello internazionale, non solo attraverso l’esportazione, ma

            anche alla penetrazione diretta dei mercati esteri, mediante l’apertura di filiali commerciali e

            produttive: tra di esse una delle più importanti fu la polacca Tomaszowska Fabrika.

            Il quadriennio 1922-1925 fu caratterizzato da un notevole sviluppo della produzione di raion e da

            buoni risultati di bilancio. A tale successo si accompagnò il raggiungimento di importanti primati:

            nel 1925, la SNIA risultò la società italiana con il maggiore capitale sociale (un miliardo di lire),

            oltre che la prima ad essere quotata in una borsa estera (Londra e New York); alla metà degli anni

            Venti il gruppo SNIA Viscosa fabbricava complessivamente 24.000 chilogrammi al giorno di filati

            artificiali (pari al 68,6% della produzione nazionale e all’11,1% di quella mondiale).

            Il periodo d’oro della SNIA, però, ebbe presto termine. La rivalutazione monetaria, realizzata da

            Mussolini, a partire dall’agosto 1926, inferse un duro colpo sulla SNIA, che esportava circa l’80%

            del fatturato ed importava dall’estero una quota minima di materie prime (meno del 10% del costo

            di produzione). Fu questa la ragione che portò Gualino a scrivere un’aspra lettera di protesta a

            Mussolini, in cui definiva rovinosa una rivalutazione della lira di quella portata.

            La SNIA non si era ancora risollevata dalla “quota novanta” quando avvertì i riflessi della crisi del

            1929, che comportarono una forte diminuzione dei prezzi e dei margini di profitto; inoltre, essendo

            una società fortemente integrata e in possesso di consistenti pacchetti azionari di società quotate,

            la SNIA accusò perdite rilevanti a seguito del crollo sul mercato del valore dei titoli. Ma la profonda

            crisi societaria fu anche conseguenza dell’assai disinvolta amministrazione di Gualino. Questi,

            infatti, aveva condotto speculazioni azzardate, occultando agli altri azionisti la reale situazione

            societaria. La SNIA aveva presentato bilanci non veritieri, in cui il risultato d’esercizio era

            sopravvalutato in quanto non erano stati contabilizzati affatto, o stimati soltanto in parte,

            ammortamenti e svalutazioni.

            Nel gennaio 1930 Riccardo Gualino fu costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di

            presidente e, da quel momento, si insediarono nuovi vertici societari. L’industriale milanese

            3

            SNIA. Storia

            Senatore Borletti fu eletto presidente, mentre direttore centrale venne nominato il veneto Franco

            Marinotti, destinato a diventare l’uomo simbolo della SNIA Viscosa nel periodo successivo. La

            SNIA Viscosa risultava caratterizzata da un’eccessiva capacità produttiva data la congiuntura

            negativa, da impianti in gran parte invecchiati e non adeguatamente ammortizzati e da consistenti

            partecipazioni non remunerative. Nel 1930 venne stimata una perdita di esercizio di 666 milioni di

            lire (pari a 2/3 del capitale sociale) e, da quel momento, fu realizzata una politica di

            riorganizzazione radicale del gruppo, finalizzata a contrarre drasticamente i costi di produzione,

            riducendo gli stabilimenti produttivi, limitando il numero dei dipendenti, attuando un rigido controllo

            sui consumi, cedendo a terzi i pacchetti azionari di imprese controllate in crisi. Si decise anche di

            modificare la produzione a vantaggio delle fibre corte. Grazie alla strategia industriale adottata dal

            nuovo gruppo dirigente, più prudente e attenta alle principali innovazioni provenienti dall’estero, la

            SNIA riuscì a risollevarsi e, nei decenni successivi, a raggiungere buoni risultati. Ciò fu possibile

            anche perché la SNIA Viscosa era passata sotto il controllo della società inglese Courtaulds e

            della tedesca Glanzstoff, entrambe leader del mercato dei tessili artificiali.

            Dal 1931 la SNIA assunse la guida dell’Italrayon, il cartello volto a disciplinare le vendite, sia in

            Italia, sia all’estero, delle principali imprese produttrici. Oltre alla SNIA presero parte al sindacato

            commerciale la CISA Viscosa, la Châtillon e, successivamente, anche la Gerli, la Orsi Mangelli e la

            Manifattura di Casale. Nonostante la risonante campagna promozionale, il cartello ebbe presto

            termine, per via del mancato rispetto delle quote di contingentamento da parte di alcuni suoi

            membri.

            Nel corso degli anni Trenta, dopo aver avviato la produzione di fibre corte, la società acquistò dallo

            scienziato italiano Antonio Ferretti il brevetto per la fabbricazione del lanital. Adempiendo ai

            dettami della politica autarchica, la società, tramite la controllata SAICI (Società Agricola

            Industriale per la Produzione Italiana di Cellulosa) avviò la coltivazione della canna gentile, da cui

            estrarre la cellulosa nobile, materia prima indispensabile per ottenere il raion. Estese piantagioni di

            canna gentile furono allestite a Torre di Zuino, nel Basso Friuli, dove venne anche costruito uno

            stabilimento per la produzione di filati artificiali, dotato delle indispensabili infrastrutture e che

            assunse la denominazione di Torviscosa. Il complesso agricolo-industriale friulano della SAICI, che

            nel periodo invernale poteva occupare fino a 7.000 operai, venne inaugurato dal Duce il 21

            settembre 1938; l’avveniristico stabilimento di Torviscosa venne anche celebrato da Filippo

            Tommaso Martinetti in un famoso poema futurista. Altri importanti stabilimenti industriali della

            società erano presenti ad Altessano, l’Aquila, Cesano Maderno, Pavia, Torino e Venaria.

            Nell’estate del 1939 il consiglio di amministrazione della SNIA, presieduto da Franco Marinotti,

            deliberò di aumentare il capitale sociale fino a 700 milioni di lire e di procedere all’acquisto del

            pacchetto di maggioranza del gruppo CISA Viscosa, importante concorrente del settore. Quello

            stesso anno la sede sociale della SNIA venne trasferita da Torino a Milano.

            Durante il secondo conflitto mondiale, la SNIA visse notevoli disagi a causa delle difficoltà negli

            approvvigionamenti di materie prime di importazione e della sproporzione tra i costi di produzione,

            soggetti a pesanti rincari, e prezzi di vendita del prodotto finito, sottoposti ad un rigido controllo da

            parte del governo italiano; inoltre, gli stabilimenti della società dislocati nel Torinese subirono

            ingenti danni in seguito ai bombardamenti aerei che interessarono il territorio, mentre l’impianto di

            S. Giovanni a Teduccio (Napoli), di proprietà della controllata Cisa Viscosa, venne completamente

            distrutto da alcuni reparti tedeschi in fuga; anche il complesso di Torviscosa venne danneggiato.

            Nonostante ciò, l’andamento della società, almeno nei primi anni del conflitto, non fu negativo,

            soprattutto per il verificarsi di un aumento della domanda di filati artificiali, per uso sia civile, sia

            militare.

            Terminata la guerra, la SNIA, controllata dall’inglese Courtaulds, da cui dipendeva dal punto di

            vista della tecnologica, riuscì in breve tempo a riparare gli impianti danneggiati e a riprendere con

            successo l’attività, potenziando le vendite all’estero. I finanziamenti ottenuti grazie al Piano

            Marshall le permisero di allestire un nuovo stabilimento in Sicilia. Nel dopoguerra la società acquisì

            il controllo della società fiorentina Pignone, specializzata nel settore meccanico, e del Cotonificio di

            4

            SNIA. Storia

            Olcese; essa fu attivamente presente in Spagna, mediante la società controllata SNIACE, e sul

            mercato argentino, tramite la SNIAFA. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta Marinotti fece

            costruire altri importanti stabilimenti produttivi all’estero: in Sud Africa, Brasile, Messico, Russia e

            India.

            Dopo la fuoriuscita della Courtaulds dalla compagine azionaria e la morte di Franco Marinotti

            avvenuta nel 1966, Mediobanca divenne il principale punto di riferimento per l’impresa milanese:

            nel 1968 la fusione tra la SNIA e la Bombrini Parodi Delfino venne realizzata sotto la direzione di

            Mediobanca. Successivamente la SNIA entrò a far parte della galassia Montedison.

            Nel 1983 la Fiat, tramite la società finanziaria Ifil, acquisì il controllo della SNIA BPD, detenendolo

            fino alla metà degli anni Novanta, quando il pacchetto azionario della società fu ceduto alla holding

            Gemina. Nel 1986, la SNIA estese i suoi interessi al settore biomedicale, acquisendo la

            maggioranza di Sorin Biomedica, leader europea nella produzione di valvole cardiache. Nei primi

            anni Novanta la società concluse importanti joint-venture con i gruppi Courtaulds e Rhône Poulenc

            allo scopo di potenziare la sua posizione nell’industria delle fibre sintetiche.

            Nel 2007 l’amministratore delegato di SNIA S.p.A., divenuta un’impresa ad azionariato diffuso, è

            Andrea Mattiussi, mentre ne è presidente il prof. Umberto Rosa. La società, abbandonato il settore

            biomedicale e delle fibre cellulosiche, ha concentrato la sua attività nell’industria chimica,

            meccanica e nel ramo immobiliare.

            La colpa non è della cartuccia, ma dell'occhio![fiuu]

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            • roberto barina
              ⭐⭐⭐
              • Aug 2010
              • 2484
              • Trovo (PV)
              • Pointer

              #2931
              Grazie Roby
              Molto interessante
              Un saluto roberto barina

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              • Roby62
                ⭐⭐⭐
                • Feb 2009
                • 2288
                • Castiglion Fiorentino (AR)

                #2932
                In attesa dell'apertura vediamo qualche assetto vecchio tipo. PM34 una cartuccia che ha fatto storia.
                Bossolo Rosso tipo 2 della SNIA Italy da 70mm
                Innesco, vecchio Modello di 615 Fiocchi con portacapsula ramato e capsula ottonata
                Contenitore SNIA
                Polvere SN 1,95
                Piombo del N°8 40gr.
                Orlo stellare
                Cartuccia finita 57mm

                La colpa non è della cartuccia, ma dell'occhio![fiuu]

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                • mbgigante
                  ⭐⭐⭐
                  • Nov 2011
                  • 1023
                  • Verona

                  #2933
                  Originariamente inviato da Roby62
                  In attesa dell'apertura vediamo qualche assetto vecchio tipo. PM34 una cartuccia che ha fatto storia.
                  Bossolo Rosso tipo 2 della SNIA Italy da 70mm
                  Innesco, vecchio Modello di 615 Fiocchi con portacapsula ramato e capsula ottonata
                  Contenitore SNIA
                  Polvere SN 1,95
                  Piombo del N°8 40gr.
                  Orlo stellare
                  Cartuccia finita 57mm

                  Che polvere è la SN? Mai sentita

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                  • armiET3
                    ⭐⭐
                    • Aug 2015
                    • 601
                    • LEGNANO

                    #2934
                    Ciao ROBY...se sei del 62 siamo coscritti[:D].. ho recuperato 25 cartucce pb. 8 e 10 pb. 5 come quelle postate...[occhi] che ho sentito dire molto buone...[:-bunny]quindi vado in apertura tranquillo con fagiani?...[slurp]

                    Commenta

                    • Viktor
                      • Jan 2013
                      • 154
                      • Molise

                      #2935
                      Mi ha colpito il fatto che una demimagnum da 40gr abbia un bossolo T1-T2. Oggi le 24gr da tiro hanno bossoli T4...

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                      • oreip
                        ⭐⭐⭐
                        • Jan 2009
                        • 9167
                        • Santa Flavia (PA)
                        • Pointer " ZICO "

                        #2936
                        Originariamente inviato da Viktor
                        Mi ha colpito il fatto che una demimagnum da 40gr abbia un bossolo T1-T2. Oggi le 24gr da tiro hanno bossoli T4...
                        L'occhio vuole la sua parte e poi ti senti più sicuro sapere che in canna c'è un bossolo corazzato..............................de gustibus.
                        piero
                        Homo Homini Lupus
                        "l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)

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                        • M.B. Tricolore
                          ⭐⭐
                          • Feb 2011
                          • 530
                          • ABRUZZO

                          #2937
                          Originariamente inviato da mbgigante
                          Che polvere è la SN? Mai sentita
                          senza nome

                          Commenta

                          • armiET3
                            ⭐⭐
                            • Aug 2015
                            • 601
                            • LEGNANO

                            #2938
                            Originariamente inviato da Viktor
                            Mi ha colpito il fatto che una demimagnum da 40gr abbia un bossolo T1-T2. Oggi le 24gr da tiro hanno bossoli T4...
                            Bisogna vendere...[:D]anche se l'apparenza inganna...[:-bunny]vedi Mercedes con motore Renault....[:-golf][fiuu]

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                            • al-per
                              ⭐⭐⭐
                              • Jul 2006
                              • 1278
                              • Mantignana (PG)

                              #2939
                              Originariamente inviato da armiET3
                              Bisogna vendere...[:D]anche se l'apparenza inganna...[:-bunny]vedi Mercedes con motore Renault....[:-golf][fiuu]
                              Carina questa dei motori...![zitto]
                              Aldo Peruzzi

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                              • Roby62
                                ⭐⭐⭐
                                • Feb 2009
                                • 2288
                                • Castiglion Fiorentino (AR)

                                #2940
                                Originariamente inviato da armiET3
                                Ciao ROBY...se sei del 62 siamo coscritti[:D].. ho recuperato 25 cartucce pb. 8 e 10 pb. 5 come quelle postate...[occhi] che ho sentito dire molto buone...[:-bunny]quindi vado in apertura tranquillo con fagiani?...[slurp]



                                Si sono del 62. ;)


                                Le PM34 erano e sono ottime cartucce, per l'apertura se fa troppo caldo 40 grammi di piombo picchiano un pò sulla spalla, ma sicuramente faranno il loro dovere. Buona serata.

                                Roby62

                                ---------- Messaggio inserito alle 09:34 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:26 PM ----------

                                Originariamente inviato da mbgigante
                                Che polvere è la SN? Mai sentita

                                La SN polvere a doppia base molto progressiva prodotta dalla SNIA verso la metà degli anni 70 era un propellente dalle qualità balistiche eccellenti. Purtroppo con la dismissione di tale società e l'accorpamento alla Nobel Sport fece cambiare completamente il caricamento di queste mitiche cartucce, che tuttavia sono sempre rimaste ottime.
                                La colpa non è della cartuccia, ma dell'occhio![fiuu]

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