Attualmente stai visualizzando le nostre bacheche come ospite avendo cosi un accesso limitato che ti permette di visualizzare la maggior parte delle discussioni e accedere alle nostre altre funzionalità. Unendoti alla nostra comunità gratuita potrai inserire argomenti, comunicare in privato con altri membri (PM), rispondere a sondaggi, caricare contenuti e accedere a molte altre funzionalità speciali. La registrazione è veloce, semplice e assolutamente gratuita, quindi unisciti alla nostra community oggi stesso!
In caso di problemi con il processo di registrazione o con l'accesso al tuo account : contattaci.
Eviscerazione. Guida pratica . Tecniche, modalità ed etica
Uno se non il, passaggio fondamentale affinché l'azione di caccia sia conclusa e possa considerarsi andata a buon fine è la fase dell'eviscerazione.
Un passaggio tanto obbligato, quanto delicato, per effettuare il quale è necessario avere conoscenze di anatomia e va effettuata con responsabilità perché lo scopo è quello di introdurre la carne nella filiera alimentare .
Qui di seguito il contributo scientifico e pratico di utenti la cui esperienza è in grado di spiegare, passo passo, ogni fase di questa delicata azione, la cui importanza risiede anche nella opportunità di osservare e valutare l'effetto del colpo e trarre utili considerazioni sul tiro e sulla palla utilizzata.
Chiedo ai Moderatori se non sia meglio che questa parte sia trasferita in una sezione riservata.
Procederò a puntate perché è procedura lunga da spiegare e descrivere a parole e altri possono aggiungere particolari che ho trascurato o procedure che possono facilitare le cose
Inoltre alcune strutture anatomiche le chiamerò con appellativi facili da capire (tipo “fascia” ) guardando le strutture stesse e non userò termini, per così dire tecnici, tipo “aponeurosi” o altri che mi verranno progressivamente in mente
L’ eviscerazione prevede la rimozione in blocco di tutti gli organi interni e dei grossi vasi toracici ed addominali a partire dal giugulo ( la gola) per arrivare all’ ano per favorire il raffreddamento della spoglia, l’eliminazione del sangue e impedire la contaminazione delle carni con il contenuto intestinale ed il suo corredo batterico
Può’ agevolmente essere praticata con un solo coltello multiuso tipo Victorinox dal capriolo al cervo, in pochi minuti, se aiutati anche solo a tenere la carcassa in equilibrio in una posizione che potremmo definire supina.
Prima la procedura viene eseguita e più risulta agevole in quanto gli stomaci (segnatamente il rumine) e l’intestino sono meno distesi; nell’attesa comunque è meglio che l’animale sia disteso sul fianco sinistro in quanto i gas fuoriescono più facilmente e la distensione tarda a realizzarsi.
Esiste anche un apposito seghetto da osso con l’ estremità della lama coperta da una sorta di fine corsa in plastica che limita la possibilità di danneggiare organi come la vescica durante la sezione della sinfisi pubica.
Per finire con le attrezzature, oltre ai sacchetti per raccogliere i visceri, si consigliano guanti di nitrile ed eventualmente guanti anti taglio in tessuto e non in maglia d’acciaio.
Si trovano i "Video Ufficiali" per la formazione del cacciatore Svizzero Tedesco (d'obbligo sottolinearlo) per l'eviscerazione con selvatico a terra e sospeso.
Al di là del tedesco, sono piuttosto chiari e precisi. Ovviamente illustrano il modo di fare tipico d'oltralpe.
Ottima la musica trionfalistica, ma al coltellino svizzero c’ ero arrivata anch’io.
🤣🤣🤣🤣
Tuttavia essendo il video molto esplicito sposterei in area riservata.
Ma perché mai!? YouTube è piena di tutorial per tagliare la carne.. è un forum di caccia e si spiega come farlo nel modo migliore possibile nel rispetto dell animale e di chi successivamente lo metterà a tavola.
buon giorno e grazie del post,
chiedo, sommessamente, se ci sono differenze tecniche, tra una tipologia di capo... (capriolo/daino/muflone/cervo/camoscio) a parte la grandezza, da tenere presente, tipo presenza di organi, ghiandole da non toccare, ledere, per non contaminare la selvaggina...
grazie
Sommessamente perché?
Chiedi, al massimo potresti ricevere una risposta non soddisfacente; non credo che qualcuno ( salvo eccezioni) sia il portatore della scienza infusa.
🙄
Ti accontento subito:
i cervidi ( capriolo e cervo ) non hanno la cistifellea a differenza dei bovidi (camoscio e muflone e, per Svizzera e Austria, stambecco) e del nostro ungulato monogastrico (cinghiale).
Quando prelevi il fegato la colecisti deve essere eliminata senza fare colare sul fegato stesso, o su altre parti, la bile.
Ovvio che urine o contenuto intestinale non dovrebbero inquinare le carni
Se fosse, sarebbe questo l’unico motivo per lavare la carcassa ( ed immediatamente asciugarla).
..."se fosse, sarebbe questo l’unico motivo per lavare la carcassa ( ed immediatamente asciugarla)"
Ecco una frase che dà un orientamento logico scientificamente più solido di tanti discorsi che si fanno (e che fanno anche fior di veterinari) spesso in maniera un po' confusa e superficiale.
Animale correttamente colpito in area cardiopolmonare ed eviscerato a dovere? Nessuna necessità di lavare e asciugare; anzi, in questa situazione 'normale', sarebbe potenzialmente deleterio e controproducente. Si fornirebbe infatti ai batteri pur presenti su substrati diversi dai lumi dei visceri come pelle, terra, foglie, lo stesso coltello ecc ecc un terreno di crescita più idoneo rispetto a quanto si trova prima di intervenire con queste operazioni.
Animale colpito non correttamente, 'spanciato' o eviscerazione non corretta, con contaminazione della cavità addominale da parte di contenuto gastrointestinale? Beh... In quel caso (da cercare di prevenire sempre e comunque sia tramite un corretto piazzamento del colpo che con una corretta eviscerazione), lavare e asciugare a dovere è il male minore. Purtroppo e comunque, si fornisce sì un terreno di crescita per i batteri ma lasciare lavorare direttamente queste contaminazioni è sicuramente peggio. Asciugare, in questo caso è ancora più importante perché limita la componente umida del - inevitabilmente presente in questo malaugurato caso - 'terreno di crescita'.
Il successivo raffreddamento poi, che sia il più repentino ed efficace possibile, in entrambi i casi è fondamentale!
Mi insegnarono, ai tempi di Matusalemme :):) (quando vengono colpiti gli intestini) che è meglio che con l'acqua farla col vino (non con l'aceto che rende scura la carne), una po' di acidità, dovrebbe stoppare certi batteri presenti.
Sentiamo poi cosa dice la medicina in questo caso.
La descrizione si riferisce all’ eviscerazione di campagna cioè fatta a terra anche allo scopo anche di alleggerire la spoglia facilitandone il trasporto
I visceri potranno essere messi in un sacchetto e smaltiti o abbandonati in loco ( avendo cura di non lasciarli in mezzo ad un campo o su un sentiero) a seconda dei regolamenti locali.
Si inizia creando una breccia nella “ pelle “; io preferisco con due dita sollevare una plica sulla parte craniale dell’ addome e praticate una piccola incisione in sede mediana; in alternativa si può iniziare con una incisione longitudinale a livello dello sterno; la pelle qui è più spessa e il pelo è più fitto; il pelo tagliato va dappertutto e il coltello perde più rapidamente il filo.
Giro poi il coltello con il filo della lama verso l’alto e il dorso parallelo o con un angolo di 20-30 gradi rispetto alla superficie dell’animale; procedo ad una incisione longitudinale mediana della pelle estesa fino alla gola, cranialmente, e fino alla regione pelvica caudalmente; a differenza del video prelevo la lingua in fase successiva ( salmistrata è ottima), ma come al solito c’è sempre da imparare; disinserire la lingua non è poi così elementare: proverò anche io a farlo contestualmente; potrebbe essere meglio anche per evitare la fuoriuscita di materiale dallo stomaco attraverso l’ esofago che talvolta si verifica.
Questa incisione riguarda solo la pelle ed è assolutamente extra fasciale, cioè non interessa muscoli o fasce della parete addominale.
In questa fase asporto anche le mammelle (nelle femmine) che sono ghiandole sottocutanee site in regione inguinale e i genitali maschili sezionando i dotti deferenti e soprattutto l’ uretra più caudalmente possibile all’ emergenza dal perineo ( pavimento pelvico, poco davanti al retto).
È buona norma incominciare a scollare la pelle bilateralmente lungo tutta l’incisione per una larghezza di un paio di dita, in quanto, se si lascia l’ animale a frollare sotto pelo in cella, la pelle secca rende più difficile ritrovare il piano giusto per scuoiare.
Finisco questa fase praticando un incisione della pelle inizialmente a semiluna davanti alla coda a circondare posteriormente è lateralmente il retto ed estendendola poi anteriormente a circondare il moncone dell’ uretra nei maschi o la vagina nelle femmine completando il cerchio; poi la congiungo con l’incisione longitudinale già praticata a livello addominale.
In questa fase non approfondisco più di tanto l’incisione praticata in regione pelvica per non correre il rischio di danneggiare inavvertitamente retto o vescica.
A differenza che nel filmato non lego il retto.
Alla prossima puntata 🤗.
Ps. In caso si voglia procedere a tassidermia l’ incisione cutanea deve arrestarsi almeno alla “ punta di petto “ e procedere quindi lateralmente fino al dorso; la pelle del collo va rivoltata come un guanto verso la testa per raggiungere il giugulo e quindi procedere all’ eviscerazione.
Secondo PS: si può usare una lama concava, liscia o seghettata, con punta smussa; personalmente non l’ho mai ritenuta necessaria, anzi.
Vero
Pensavo al capriolo che in Emilia si
preleva da gennaio a metà marzo e quindi non è allattante
Con il camoscio è diverso: va incisa la pelle da un lato, scollata dalla fascia e quindi le mammelle rimangono attaccate al lembo contro laterale rispetto alla linea
di incisione cutanea
La stessa cosa se si dovesse risparmiare il pene, anche se l’uretra bisogna comunque isolarla caudalmente
Anche io Striker ho un coltello con l’uncino tagliente; è un Fox, ma non lo porto in giro perché pesa come un’ incudine
La lama è una drop point adatta allo scuoio.
È una alternativa a quello che faccio io
che utilizzo un semplice multiuso
Interessante sarebbe sapere da Matteo se anche sulle Alpi Occidentali la lingua
viene asportata in blocco o ci si ferma al giugulo
Comunque l’ estensore delle istruzioni del testo di preparazione per l’esame da Selecontrollote (sono andato apposta a vederlo) dal cognome mi sembra del Trentino: Meneguz
Camoscio61 Da dove venga Meneguz non lo so. ma non mi pare abbia accento Trentino. Ci ho parlato più volte al centro di controllo dove conferiisco i caprioli in uno dei due ATC in cui esecito la caccia di selezione. E' professore all'università di Torino
"Interessante sarebbe sapere da Matteo se anche sulle Alpi Occidentali la lingua viene asportata in blocco o ci si ferma al giugulo"
Ci si ferma al giugulo, per quello che ne so. Ma io sono cacciatore solitario e, a parte papà e fratello, non mi sono mai confrontato con altra gente. Complice il fatto che non abbiamo l'obbligo di portare l'animale a un centro di controllo.
A questo punto si tratta di dover aprire le cavità addominale e toracica
Io uso la parte convessa della lama ( la pancia) , bella affilata, passandola longitudinalmente in modo molto leggero lungo la linea mediana sulla parte superiore dell’ addome; personalmente preferisco rispetto alla punta che più facilmente ferisce lo stomaco; se l’ animale è posizionato su un pendio, anche poco pronunciato, con la testa più in alto del bacino è molto meglio.
Incidere nella metà inferiore dell’ addome è più complicato per la diversa disposizione delle strutture fasciali ( le aponeurosi dei muscoli obliquo interno e trasversali rispetto ai muscoli retti e la presenza della fascia ombelico-prevescicale).
Se l’incisione è fatta con la dovuta delicatezza di vede una membrana sottile trans-lucida con al di sotto lo stomaco: il peritoneo.
Con le dita lo si forza aprendo la cavità peritoneale.
Infilando due dita ( indice e medio della mano debole) a V, si tira la parete verso l’operatore e contemporaneamente si tengono discosti stomaco, intestino utero e vescica mentre si allarga l’ incisione fino a raggiungere la sinfisi pubica; si sezionano fino all’osso anche le strutture muscolari che si inseriscono sul pube fino a raggiungere il perineo ( uretra e retto nei maschi e uretra, vagina/vulva e retto nelle femmine).
Con la lama seghetto si seziona la sinfisi pubica; la procedura è delicata e bisogna cercare di non danneggiare la vescica; per ridurre il rischio la si può vuotare tutta o quasi spremendola; si accede pertanto alla parete anteriore del retto nel maschio e della vagina nella femmina.
E’ utile in questa fase che l’ animale sia un po’ girato sul fianco per non avere la matassa viscerale in mezzo e che chi ti aiuta tenga le cosce bene divaricate; quando la sezione del pube è completa le cosce si divaricano per la lussazione delle sincondrosi sacro iliache.
Il seghetto nel movimento di va e vieni è più scorrevole tirando che spingendo e non tende ad impuntarsi; qui può essere utile un seghetto dedicato che ha la” punta” della lama protetta e quindi riduce la possibilità di fare danni, prevalentemente alla vescica.
Ad addome aperto le strutture contenute escono parzialmente e permettono di visualizzare bene il diaframma che divide il torace dall’addome.
Con la lama normale si estende l’incisione verso la testa tagliando l’estremità caudale cartilaginea dello sterno e si apre in sicurezza il torace.
Conviene già a questo punto, anche se non è obbligatorio incominciare ad incidere sui due lati il diaframma e contestualmente le pleure.
Cranialmente a questo compare il cuore ed i polmoni che, se già non lo sono per l’azione del proiettile, collassano.
Si procede quindi a sezionare le cartilagini costali in sede paramediana a ridosso dello sterno; nel capriolo e, con maggior difficoltà nel camoscio, si può usare la lama seghettata a semiluna, ma si ottiene il risultato facilmente, senza sforzo, anche su cervi e cinghiali, utilizzando la lama seghetto.
Quest’ultima serve a segare anche la clavicola ( destra o sinistra a seconda del lato dello sterno fa cui si è passati) ; si procede ad esporre la faccia anteriore della trachea ed a isolarne le facce laterali fini al giugulo ( volgarmente il gargarozzo) con il normale tagliente.
La Scuola Austro/Tedesca arriva fino alla sinostosi della mandibola, come anche io ho appreso oggi.
Il prossimo passo sarà la rimozione completa dei visceri ( exenteratio totale ) in blocco.
Buona serata e un grazie preventivo a chi voglia portare il suo contributo.
Con la mano debole si afferra, tirandola, la trachea e con il tagliente la si stacca insieme all’ esofago dalla muscolatura anteriore del collo vescicale tagliando fascetti muscolari e “filapperi” di tessuto connettivo.
Si estende l’ isolamento verso l’ alto almeno fino al giugulo ( come abbiamo visto alcuni estendono l’ eviscerazione fino a comprendere anche la lingua); caudalmente si devono aprire gli apici delle pleure e sezionare i vasi del collo e delle zampe anteriori ( carotidi e succlavie) girando attorno al gruppo trachea/esofago con la lama.
Solo a questo punto seziono la trachea e l’ esofago ( oppure si staccano completamente la faringe e la lingua); in questa fase ci può essere un po’ di reflusso attraverso l’ esofago di materiale proveniente dal rumine; si può quindi legare preventivamente con uno spago allacciando insieme trachea ed esofago.
Tirando dalla testa verso la coda attraverso la breccia dello sterno ed aiutandosi con il coltello si stacca l’ aorta toracica dalla parete posteriormente.
La manovra è agevole fino al diaframma che a questo punto va tagliato sui due lati fino a raggiungerne posteriormente i pilastri.
Attenzione ad evitare di danneggiare i filetti in questa fase in quanto il sangue che si accumula può confondere le idee
Si procede allo stesso modo, trazionando, ad isolare dalla parete addominale posteriore l’ aorta addominale e si lussa progressivamente all’esterno della cavità la matassa intestìnale e gli organi retroperitoneali tra cui i reni.
A livello del terzo caudalmente dell’ addome si sezionano lateralmente i vasi iliaci ( quelli delle zampe posteriori).
A questo punto rimane da sezionare parte del peduncolo vascolare del sigma/retto ed i peduncoli degli organi pelvici: vescica, prostata, o utero e vagina.
Li si seziona tagliando lateralmente e posteriormente a ridosso delle strutture ossee del piccolo bacino trazionando con delicatezza il colon o vagina e colon fino a completare l’ exenteratio ed ad allontanare i visceri.
Si gira quindi la spoglia in posizione prona con le zampe anteriori e posteriori allargate a fare scolare il sangue.
Il più è fatto.
Alla prossima descriverò per sommi capi cosa si può e si deve recuperare dei visceri e qualche precauzione.
per la parte del retto esistono "starnatori" per i grandi erbivori, io l'avevo acquiastato su big hunter anche se l'ho utilizzato una sola volta...
è un pò brutale praticamente e grusso "artiglio" da infilare nel retto ed estraendolo estroflette all'estreno una parte di retto che va poi recisa e annodata
Nelle tasche di un cacciatore/pescatore, non devono mai mancare qualche metro di spago sottile e medio grosso, sintetico o naturale , che servono alla bisogna in moltissimi casi , in particolare a legare l'esofago e il retto subito prima dell'ano una volta "fatto il culo" per dirla in modo rustico e spiccio. In quest'ultimo caso un coltello a lama lunga e stretta e appuntita risolve bene: una volta fatta la "circosezione" dell'ano si tira leggermente e si lega il retto poi si perfeziona rendendo libero l'intestino stando all'occhio di non forarlo. In questo modo si evita di segare l'osso del bacino; poi dalla pancia già aperta si estraggono tutte le viscere integre senza spandimenti e senza necessità di legare la vescica o di svuotarla .
Io con la lama vado a “sbucciare” le ossa per via combinata da dentro la cavità addominale e da fuori ( dal perineo) e muovendomi a partire dai lati seguendo il cingolo osseo pelvico e arrivando quindi posteriormente a staccare tutto
Nel mentre disloco retto ( utero) e vescica a destra, a sinistra e ventralmente in modo da aprirmi gli spazi il più possibile
Per il filmato, se lo vuoi fatto da me, ad andar bene, dovrai attendere settembre! 🤞
"( io tengo comunque la camicia con le maniche lunghe )"
Confermo. Molto pratico sarebbero due maniche di camicia vecchie e con l'elastico, da indossare per non sporcare l'abbigliamento venatorio :)
"- le ossa segate tagliano "
Appunto, meglio non segarle !
Leggo e imparo.
Da autodidatta, ma con qualche anno e animale d'esperienza, mi ritrovo in buona parte di quanto visto nei filmati e spiegato da Mario.
Ad eccezione del fatto che:
- non ho mai usato i guanti;
- stacco vescica e retto dall'interno. La vescica: prima la svuoto comprimendola, poi la pinzo con le dita alla base e qui la recido. Il retto: con due dita ne faccio scivolare il contenuto verso l'esterno, poi lo recido e ci faccio un nodo;
- stacco esofago e trachea dall'interno.
Lo è anche nei discorsi fra cacciatori. Quella distanza non è etica, la mia caccia è...
19-09-17, 09:44
Caricamento in corso ...
Nessun altro evento.
Attendere..
👍
😀
😂
🥰
😘
😎
🤢
😞
😡
👎
Elaboriamo i dati personali degli utenti del nostro sito, attraverso l'uso di cookie e altre tecnologie, per fornire i nostri servizi, personalizzare la pubblicità e analizzare l'attività del sito. Potremmo condividere determinate informazioni sui nostri utenti con i nostri partner pubblicitari e di analisi. Per ulteriori dettagli, fai riferimento alla nostra Informativa sulla privacy.
Facendo clic su "ACCONSENTO" di seguito, accetti i nostri Informativa sulla privacy e le nostre pratiche relative al trattamento dei dati personali e ai cookie come ivi descritte. Riconosci inoltre che questo forum potrebbe essere ospitato al di fuori del tuo Paese e acconsenti alla raccolta, archiviazione ed elaborazione dei tuoi dati nel Paese in cui è ospitato questo forum.
Commenta