Avevo un amico che, in 30 anni di caccia insieme, con il suo 300 hh, a distanze intorno ai 300 m. non ricordo di aver mai visto sbagliare un colpo, io non me la sono mai sentita, anche se poi a quella distanza mi sono riusciti colpi di recupero.
Capriolo colpito a cuore e polmone passeggia
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ognuno ha il suo limite chi 100,chi 200...ecc., il limite è quello che in condizione di caccia e non al poligono ti consente la quasi certezza del bersaglio in punti vitali, diciamo 1 sbaglio ogni 20 tiri.
Avevo un amico che, in 30 anni di caccia insieme, con il suo 300 hh, a distanze intorno ai 300 m. non ricordo di aver mai visto sbagliare un colpo, io non me la sono mai sentita, anche se poi a quella distanza mi sono riusciti colpi di recupero. -
ognuno ha il suo limite chi 100,chi 200...ecc., il limite è quello che in condizione di caccia e non al poligono ti consente la quasi certezza del bersaglio in punti vitali, diciamo 1 sbaglio ogni 20 tiri.
Avevo un amico che, in 30 anni di caccia insieme, con il suo 300 hh, a distanze intorno ai 300 m. non ricordo di aver mai visto sbagliare un colpo, io non me la sono mai sentita, anche se poi a quella distanza mi sono riusciti colpi di recupero.
Sono d'accordo anche se credo che oltre certe distanze sia, comunque, temerario premere il grilletto. E non credo che quelle sotto i 200 m. rientrino tra queste, anche perchè in certe zone è difficile avvicinare gli animali sotto i 100/150 m. e non sempre si caccia dall'altana.Commenta
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Non esiste una distanza etica ed una non etica (fino a che non si parla di diverse centinaia e non siamo nel Pamir sovietico dietro una Marco Polo). E' sempre un mix di elementi che stabilisce il tiro etico.
Io gradisco moltissimo arrivare veramente vicino agli animali. Ogni tanto, serve arrivare lunghi. Se hai le attrezzature giuste, se sei allenato a sparare in poligono a distanze lunghe, se curi i tuoi appoggi....... senza esagerare, si può fare.
Tanto buon senso e assolutamente non confondere MAI un bersaglio di carta con uno di carneCommenta
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Ho forse detto che è vietato sparare oltre i 187 metri?Lo ha deciso Putin, visto che non gli danno la Crimea.
Da ieri è in vigore in tutti i "paesi imperialisti" un divieto a sparare a più di 185 metri [stop][stop][stop]
Un mio amico è stato sorpreso proprio ieri a sparare a 190m e, alla richiesta di 300 euro per il verbale, ha risposto: "porca Putin se è caro" :-pr:-pr:-pr:-pr:-pr
---------- Messaggio inserito alle 08:16 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:41 PM ----------
In condizioni ottimali di luce, di vento, di temperatura, di vegetazione, di posizione rispetto al bersaglio, di appoggio, di condizione fisica è psichica del tiratore, con una buona ottica e una buona carabina si può tirare al capriolo anche a 300 metri. Una cosa è tirare al capriolo e una cosa è tirare a un punto preciso del capriolo. Una cosa è tirare fuori tempo a 100 metri e un'altra cosa è tirare a trecento metri, idem per gli errori di scatto. Il cuore del capriolo non è molto distante dallo stomaco, il tronco del capriolo non è come quello di un elefante. L'etica del cacciatore è quella di non infliggere sofferenze alla selvaggina.Commenta
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Si ,ma continuo a non capire tutte queste tue congetture e supposizioni....chi ha aperto il post ha affermato di aver tirato alla distanz di 187 metri e che attinto in zona cardino polmonare con un calibro adeguato e palla adeguatissima il capriolo ha camminato ,quando praticamente già morto!!boh........ciao veciWaidmannsheil!!!Commenta
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Il post aperto non ha suscitato in me né stupore né crudeltà per il capriolo che ha fatto 20 metri con il cuore e il polmone spappolato. Non capisco di quale congetture stai parlano, ne ho fatto solo una sulla distanza. Se decido di non fare più selezione non è perché ho visto il capriolo che dopo aver incassato un tiro giusto e preciso fa un salto di due metri con capriola e doppio avvitamento. Ci sono molti animali persi e altri recuperati dai cani il giorno dopo, per errori di valutazione.Si ,ma continuo a non capire tutte queste tue congetture e supposizioni....chi ha aperto il post ha affermato di aver tirato alla distanz di 187 metri e che attinto in zona cardino polmonare con un calibro adeguato e palla adeguatissima il capriolo ha camminato ,quando praticamente già morto!!boh........ciao veciCommenta
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Il post aperto non ha suscitato in me né stupore né crudeltà per il capriolo che ha fatto 20 metri con il cuore e il polmone spappolato. Non capisco di quale congetture stai parlano, ne ho fatto solo una sulla distanza. Se decido di non fare più selezione non è perché ho visto il capriolo che dopo aver incassato un tiro giusto e preciso fa un salto di due metri con capriola e doppio avvitamento. Ci sono molti animali persi e altri recuperati dai cani il giorno dopo, per errori di valutazione.
Sono d'accordo sul fatto che i tiri troppo lunghi siano da evitare e che infliggere inutili sofferenze agli animali non sia etico.
Sparo con un Mauser Europa 66, un po' datato, ma di grande precisione, sul quale ho montato un'ottica Zeiss Conquest 3/9 x 50 e non ho mai avuto problemi nell'effettuare tiri a quelle distanze. Probabilmente sono sempre stato fortunato, ma dalle varie prove che ho effettuato al poligono e sul campo, anche con altre armi, mi sono convinto che fino ai 200 m. si possa tirare con sufficiente sicurezza, purche', naturalmente, vi siano allenamento ed esperienza.Commenta
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[QUOTEIn condizioni ottimali di luce, di vento, di temperatura, di vegetazione, di posizione rispetto al bersaglio, di appoggio, di condizione fisica è psichica del tiratore, con una buona ottica e una buona carabina si può tirare al capriolo anche a 300 metri. Una cosa è tirare al capriolo e una cosa è tirare a un punto preciso del capriolo. Una cosa è tirare fuori tempo a 100 metri e un'altra cosa è tirare a trecento metri, idem per gli errori di scatto. Il cuore del capriolo non è molto distante dallo stomaco, il tronco del capriolo non è come quello di un elefante. L'etica del cacciatore è quella di non infliggere sofferenze alla selvaggina.[/QUOTE]
Sly queste sopra le hai scritte tu.....ecco il perché della mia domanda.ciao veciWaidmannsheil!!!Commenta
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Se per sparare sotto ferma del cane ci vuole " della calma", sparare agli ungulati bisogna allenarsi al poligono, ed in campagna ci vuole un buon appoggio,fatto queste due cose, i 200 mt diventano una formalita'. Con le armi e le ottiche che ci troviamo ora, penso chiunque centri un bersaglio di 15x15 alla distanza dei fatidici 200 mt. Poi come in tutte le cose entra in scena l'emotivita',e questa gioca brutti scherzi, se e' in grado di farci fare a noi maschietti figure barbine in momenti.....par ti co la ri sotto le lenzuola, lo puo' fare benissimo sparando ad un capriolo. A tutti piacerebbe sparare caprioli a 100 mt, ma non e' sempre cosi,ci sono anche le vallate e i canaloni, e qua l'azzardo del tiro lungo e' di regola.A mio modesto parere i 300 mt sul capriolo sono veramente tanti, io non ho mai azzardato il tiro lo vedo troppo piccoloCommenta
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riprendo queste righe del mio conterraneo....
....c'è un'altra discussione nel forum in cui si continua a parlare, con estrema non-chalance, di ammazzare cristiani (pur se intrusi o ladri).
qui si parla di caprioli, eppure qualcosa si muove nell'animo umano.
non aggiungo altro....Im heil'gen Land Tirol...Commenta
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riprendo queste righe del mio conterraneo....
....c'è un'altra discussione nel forum in cui si continua a parlare, con estrema non-chalance, di ammazzare cristiani (pur se intrusi o ladri).
qui si parla di caprioli, eppure qualcosa si muove nell'animo umano.
non aggiungo altro.
Ottima osservazione Dan, davvero ottima!Commenta
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La natura non e' come vorrebbero alcuni "gentile" spesso e' violenta. Pensiamo a un capriolo o una pecora sbranati dai lupi, che non e' una cosa che avviene chissà dove, ma in molti posti in Italia, in moltissimi in Toscana. Anche stamani sul giornale -corredato da foto non belle a vedersi- una attacco di "canidi" (cosi scrivono i veterinari sul referto) non lontano da qui ha causato la morte di tre pecore. Solo tre perche' si e' trattato di un attacco in pieno giorno, e chi le doveva badare, ha fatto in tempo a ridurre il danno.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Certo.
Ma anche il leprotto ghermito dalla poiana, o il rospo ingoiato da una biacco non fanno una fine veloce. O il topo quando incontra un gatto giocherellone? O quando semplicemente un animale invecchia.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Sicuramente concordo.
Ma non ho capito se c'è qualche riferimento che mi son perso con la discussione attuale.[occhi]
Ti riferisci al discorso dei ladri in casa?...Im heil'gen Land Tirol...Commenta
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