Comportamento di alcuni vertebrati a ferite balistiche devastanti

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  • darkmax
    ⭐⭐⭐
    • Aug 2013
    • 1680
    • Profondo Nord
    • setter inglese

    #16
    @triku
    Anche nel capriolo i giovani, anche dell anno, si portano via ferite impossibili.
    Il giorno dopo un maschio adulto colpito nel medesimo posto ( per quanto sia possibile medesimo) casca sul posto
    Boh

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    • Luca1990
      ⭐⭐⭐
      • Mar 2020
      • 1916
      • Provincia di Venezia
      • Mambo - vizsla

      #17
      Originariamente inviato da trikuspide
      E sempre a leggere e ricordare delle altrui esperienze: come mai i cinghiali grossi tirati al blatt spessissimo rimangono fulminati mentre i cinghialotti spessissimo fanno strada?
      Io un’idea me la sono fatta..
      certi calibri lavorano meglio su animali di taglia medio grande.
      Un cinghialotto di 30/40 kg anche se preso bene porta via fucilate in modo impensabile. Essendo piccolo probabilmente la palla non fa ora a lavorare correttamente.. fa “passata” come si suol dire

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      • Frank
        ⭐⭐⭐
        • Oct 2019
        • 1542
        • Regno Borbonico

        #18
        Originariamente inviato da Luca1990
        Io un’idea me la sono fatta..
        certi calibri lavorano meglio su animali di taglia medio grande.
        Un cinghialotto di 30/40 kg anche se preso bene porta via fucilate in modo impensabile. Essendo piccolo probabilmente la palla non fa ora a lavorare correttamente.. fa “passata” come si suol dire
        la “passata” originale, con la spezzata…fondamentalmente è dovuta a quel che so NON a ferite “troppo” passanti, ma a rosate centrate ma troppo irregolari che non buttano un numero consono di pallini addosso al piumato.
        fine OT

        nella munizione a palla invece..effettivamente ha senso che una ogiva troppo dura “trapassi” senza espansione e scarso shock.
        specialmente se non impatta ossa o trova minimi ostacoli come negli striati o volpi..o tiri inadeguati
        la chiamerei…la “TRAPASSATA” a distinzione della passata tradizionale
        «Contro di te sarei preda o predatore?»

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        • bosco64
          ⭐⭐⭐
          • Nov 2011
          • 4589
          • Langhe
          • Basin Bracco Italiano Galitura Bracco Italiano Cicinin Bracco Italiano

          #19
          Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
          Shock idrodinamico: come quando dai un pugno a un sacchetto di plastica pieno di acqua. È frequente utilizzando calibri velici tipo 7 Rem Mag.


          Non credo, Perchè i casi di caduta sull'ombra, nel caso del capriolo, avvengono sempre con tiri lunghi. Mai visto cadere sul posto un capriolo tirato sotto i 100 metri, se non viene attinta la colonna.

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          • simo92
            ⭐⭐
            • Mar 2015
            • 245
            • pavia

            #20
            Originariamente inviato da Oizirbaf
            Comportamento di alcuni vertebrati a ferite balistiche devastanti
            Debbo ammettere che il problema delle differenti reazioni ai traumi anche estremamente invalidanti dei vari selvatici mi ha sempre intrigato ed incuriosito. Le risposte non mi sono state date da nessuna autorità accademica in termini di fisiologia applicata e l’altra fisiologia applicata del buon senso quand’anche provenienti da colleghi e veterinari seguaci di Diana.
            Mi spiego meglio.
            Una belva colpita da un agente balistico…venatorio di adeguato calibro, struttura e peso di palla, con velocità atta a portare sul bersaglio energia cinetica sufficiente si comporterà in modi che spesso risulta difficile spiegare con le logiche traumatiche cui siamo abituati in termini venatori e non solo. Senza volere scomodare delle esagerazioni “relative” circa prestazioni da “carica cava” su un cinghio, capriolo o cervo che, disintegrato, non permetterebbe alcuna ulteriore “discussione”, mi sentirei di fare un raffronto circa le motivazioni che permettono alla nostra preda, diversamente colpita, di rifiutarsi pervicacemente di fermarsi sul posto e darsela a gambe per tratti più o meno stupefacenti.
            Non voglio contemplare le impossibilità alla fuga per distruzione…strutturale, ma solo l’intervallo che si infrappone tra il trauma balistico e la cessazione delle attività vitali che, poi sarebbe quello che ci aspetteremmo e definiremmo “abbattimento pulito”, venatoriamente auspicabile e da tutti noi ricercato.
            I miei stupori ebbero inizio quando da neofita della carabina in occasione dei primi abbattimenti di caprioli, ed ancor più di cervi, con comportamenti a me inspiegabili, di prosecuzione stupefacente della fuga, a fronte degli esami “autoptici” effettuati poi personalmente sulla spoglia che mi lasciavano stupefatto, sbriciolando i miei concetti emodinamici quando mi ritrovavo tra le mani cuori letteralmente esplosi, totalmente azzerati nella loro fisiologica funzione emodinamica. Ricordo un gatto in Serbia, in aperta campagna, al rientro serale, che il guardiacaccia mi chiese di abbattere come previsto dalle loro leggi venatorie. Sparai con il .270 Win 130 grs a 15 m e, complice l’altezza dell’asse ottico, la breve distanza e le dimensioni del bersaglio pensai di averlo padellato quando il felino schizzò via di corsa per una buona decina di metri. Frizzi e lazzi della compagnia seduta sulla Jeep. Ricaricai e ripetei il colpo questa volta a 25 m o giù di lì. Andai a dare un’occhiata per la macabra curiosità di cosa avessi combinato e, con mia sorpresa, trovai sul primo “anschuss” tutte le viscere toraco addominali dell’incauto micio. Quello cui indirizzai il secondo colpo era il resto del gatto, la parte neuro-osteo-artro-miologica ed i pelosi degumenti.
            Per contro tutte le ferite neurologiche di una certa importanza (encefalo, midollo spinale cervicotoracico prossimale) e colpi iuxta neurologici (collo e parti ossee delle prime vertebre toraciche) causavano il pressochè immediato abbattimento e decesso sull’anschuss.
            Su questa estinzione delle funzioni vitali a seguito del trauma neurologico diretto sull’encefalo o trasmesso via midollo e liquido cefalorachidiano con onde idrostatiche particolarmente violente non c’era e non c’è discussione.
            E allora? Quali le mie convinzioni maturate sulle motivazioni degli spesso mancati spegnimenti ricercati con centri perfetti, al blatt, alla spalla, considerando pur sempre le condizioni individuali del colpito?
            La mia spiegazione razionale e fisiopatologica.
            Il cervello umano, come si può evincere da quanto riporto qui di seguito, ha una capacità di resistenza all’ischemia (mancanza di flusso ematico quindi anossia) di pochi secondi (5-6 a seconda dei soggetti) prima che si assista al…collasso nervoso, perdita di coscienza ed alla conseguente incapacità di comando e qualsiasi effettuazione somatica.

            CONSUMO OSSIGENO DA PARTE DEL CERVELLO UMANO

            Il cervello umano consuma il 20 per cento dell’ossigeno assorbito e trasportato dai globuli rossi.
            Tra i cervelli dei vertebrati, quello umano ha di gran lunga il primato del consumo di ossigeno; i cervelli degli altri vertebrati consumano in media dal 2 a un massimo dell’8 per cento dell’ossigeno fissato dai globuli rossi.

            Il cervello umano è attraversato in 24 ore da circa 2160 litri di sangue, pari a circa 40 volte la massa del sangue stesso.
            Cento grammi di cervello assorbono da 600 a 800 ml di ossigeno al minuto.

            Ne consegue che il cervello delle nostre prede abbia una ben maggiore resistenza alla mancanza di perfusione ematica, quindi di apporto di O2, fors’anche una ben maggiore capacità di metabolismo anaerobico, proprio come avviene nei neonati della specie umana che sopportano anossie cerebrali di gran lunga maggiore degli stessi più cresciuti. Condizione prevista dalla natura per resistere ad eventuali stress ipossici durante il parto.
            Quindi se concediamo ad una preda emodinamicamente spacciata una funzione cerebrale residua di una ventina di secondi, o forse più, potremmo dare una spiegazione razionale ad un fatto altrimenti inspiegabile.
            IMH
            Oizirbaf
            Che bella discussione che hai aperto. Molto interessante! Interessante anche il dato sulla differente necessità di perfusione da parte del sistema nervoso centrale dei nostri amati ungulati.

            Lo spegnimento istantaneo di un animale però non dipende mai dalla cessazione della perfusione del sistema nervoso centrale, pensi dal diretto o indiretto danneggiamento (anche temporaneo e transitorio!) delle strutture nervose deputate a generare o trasmettere i segnali motori alla periferia. Spesso infatti un animale "fulminato sul posto", non è ancora tecnicamente morto, la morte arriva entro pochi secondi per, appunto, mancata perfusione cerebrale dovuta ad emorragia e/o danneggiamento di strutture fondamentali del sistema nervoso centrale (encefalo, tronco encefalico, ecc)

            Vista la mia formazione medica potrei dare qualche spunto aggiuntivo. Anche se ho studiato l'anatomofisiologia umana e non quella degli ungulati, i principi di base della morte per trauma tra le varie specie di mammiferi sono pressoché identici. Non voglio però sembrare arrogante, presuntuoso e compagnia bella quindi dirò quello che ho da dire più che volentieri solo se qualcuno vuole ascoltarlo!

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            • SPRINGER TOSCANO
              ⭐⭐⭐
              • Sep 2013
              • 5682
              • VOLTERRA
              • Breton

              #21
              Originariamente inviato da Luca1990
              Io un’idea me la sono fatta..
              certi calibri lavorano meglio su animali di taglia medio grande.
              Un cinghialotto di 30/40 kg anche se preso bene porta via fucilate in modo impensabile. Essendo piccolo probabilmente la palla non fa ora a lavorare correttamente.. fa “passata” come si suol dire
              Concordo in pieno con la tua idea.

              La palla passa e scarica poca energia.

              Un calibro veloce con palla relativamente morbida lavora sicuramente di più e genera shock maggiori anche se trovano meno "resistenza" e consentono abbattimenti più veloci anche in quei tiri dietro la spalla.

              Più veloci non vuol dire immediati.

              Almeno questo è la mia idea.

              E comunque io ho visto anche tanti verracci che presi dietro la spalla hanno percorso diverse decine di metri.
              The Rebel![;)]

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              • simo92
                ⭐⭐
                • Mar 2015
                • 245
                • pavia

                #22
                Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                Mia esperienza: il tempo di circa max di 20 secondi è quello che in grossa percentuale ho osservato, ma ci sono stati altri casi in cui questo tempo si è allungato in modo considerevole. Possibile che sia stata colpita una parte meno "indispensabile" del cuore? Francamente non ricordo i punti esatti attinti, ma in tutti quei casi il cuore non era intatto.
                A seconda di quanto è esteso il danno il cuore può mantenere una più o meno consistente efficacia nel pompare il sangue nel sistema circolatorio e quindi anche al sistema nervoso centrale. Se i ventricolo sono così distrutti da riversare tutto il sangue nella cavità toracica o.. sull'erba, ad esempio, il cuore è come se fosse polverizzato. Se solo uno dei due ventricoli è danneggiato, è un'altra storia, e via dicendo

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                • mountain
                  ⭐⭐
                  • Apr 2017
                  • 458
                  • Trentino

                  #23
                  Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                  Shock idrodinamico: come quando dai un pugno a un sacchetto di plastica pieno di acqua. È frequente utilizzando calibri velici tipo 7 Rem Mag.
                  Ho usato tantissimo i calibri veloci, 5,6X57 con palle da 55, 5,6X61, 6X62 da 70, 6,5X68 da 93 e 7STW con palle da 120 🙈🙉🙊….. puoi tirare dietro la spalla che non vanno tanto lontani. Quando togli la pelle trovi nero e schiuma anche nelle cosce. Le prime volte che con il 6X62 si tiravano cervi e cinghiali (primi anni 90) ci si aspettava delle fughe di parecchi metri, e invece quasi sempre rimanevano sulla fucilata. Visto che le palle erano leggere e poco strutturate (Sierra 70 HPBT a 1.160 ms, Hornady 87 V-MAX a 1.100) si evitavano le spalle volutamente.

                  Proiettili lanciati a queste velocità hanno un effetto terminale completamente diverso dai classici 308 o 30-06 con palla da 165, fanno letteralmente esplodere qualsiasi organo interno anche se non direttamente colpito. Sono altresì estremamente efficaci. Radenti e con poco rinculo danno quasi sempre la possibilità di vedere nel cannocchiale l’effetto del tiro.

                  Pur essendo passati circa quarant’anni, ricordo ancora perfettamente cosa restava degli organi interni di un capriolo preso con un 244H&H. Le palle avevano la punta in alluminio, tipo silvertip. Il risultato era una poltiglia molto scura in cui non si distingueva cosa c’era all’interno.

                  Sono combinazioni calibro - palla che oggi non consiglierei a nessuno. Nel 6X62 sono passato ad una Nosler BT da 80 a “soli” 1.051 ms. Caprioli e camosci presi dietro la spalla non si rovinano poi tanto, rimane comunque l’effetto molto ma molto diverso da un colpo di qualunque calibro che viaggia a 150 - 200 ms in meno.

                  Negli ultimi anni in cui ho cacciato sono passato a calibri molto più umani, 7X57R, 270WSM con palle da 150….. So che gli animali mi fanno una corsetta, magari sono solo 10 metri ma visti nell’ottica dell’arma sono attimi interminabili in cui l’animale non cade e spesso scompare alla vista.

                  Se non si ha la necessità di tiri sopra i 220 - 250 forse una buona soluzione per non far allontanare il cinghiale dal punto di sparo è il classico 9,3. Se cacciavo di notte (non in Italia) era la soluzione giusta. Permetteva un buon margine di errore nel piazzamento del colpo e nel caso l’animale facesse qualche metro era molto facile seguire la traccia di sangue. Mai usato il reticolo illuminato è sempre ottenuto il risultato voluto in piena notte. Zeiss con lente da 56 a 7 ingrandimenti e reticolo 1. Le distanze erano nell’ordine dei 50 metri, in piena notte senza luna di più è difficile fare. Non ho ricordi di padelle con il 9,3 sparando di notte. Con un 30-06 di notte non uscirei, senza aiutini ci sono troppe possibilità di trovare l’animale solo il giorno dopo. Faccio presente che nel 1987 disponevo di intensificatosi di luminosità che mi permettevano di guidare la macchina in piena notte a fari spenti. Mai inquadrato nessun tipo di ungulato, non mi piace vincere facile.

                  Ho l’impressione che il colpo al cuore con relativa fuga dell’animale lasci la carne con molto meno sangue all’interno. Con il colpo alla testa o alla spina dorsale ho idea che a tavola si abbia una resa diversa. Qualche cosa di positivo volendo si trova anche per un colpo che fin da bambino so per esperienza diretta che porta alla fuga sicura dell’animale per parecchi metri.

                  ---------- Messaggio inserito alle 01:11 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:09 PM ----------

                  Originariamente inviato da Frank88
                  Se levi la corrente, il pc si spegne.
                  Mentre se grippi il motore, il trabiccolo, fra adrenalina cortisolo e miracoli emodinamici, spesso riesce a fare più di qualche passo.
                  Meglio di così non si poteva spiegare 👍

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                  • simo92
                    ⭐⭐
                    • Mar 2015
                    • 245
                    • pavia

                    #24
                    Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                    Shock idrodinamico: come quando dai un pugno a un sacchetto di plastica pieno di acqua. È frequente utilizzando calibri velici tipo 7 Rem Mag.
                    Esatto.. un'onda di pressione sui liquidi (non comprimili) scarica l'energia trasportata dal proiettile in zone anche non interessate direttamente dalla pallottola. Poi ci sono anche schegge e frammenti ossei che possono entrare in gioco

                    ---------- Messaggio inserito alle 01:18 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:15 PM ----------

                    Originariamente inviato da Luca1990
                    Io un’idea me la sono fatta..
                    certi calibri lavorano meglio su animali di taglia medio grande.
                    Un cinghialotto di 30/40 kg anche se preso bene porta via fucilate in modo impensabile. Essendo piccolo probabilmente la palla non fa ora a lavorare correttamente.. fa “passata” come si suol dire
                    Eh si, probabilmente perché il proiettile incontra poca massa per scaricare la sua energia e quindi fare danni più estesi/creare onde di pressione più vigorose

                    ---------- Messaggio inserito alle 01:20 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:18 PM ----------

                    Originariamente inviato da bosco64
                    Non credo, Perchè i casi di caduta sull'ombra, nel caso del capriolo, avvengono sempre con tiri lunghi. Mai visto cadere sul posto un capriolo tirato sotto i 100 metri, se non viene attinta la colonna.
                    Ah interessante questa osservazione.. comunque se tiri in alcuni punti (che non nomino per non scatenare un putiferio) anche entro i 100 m va giù secco, anche senza interessare direttamente la colonna (esperienza personale)

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                    • Frank
                      ⭐⭐⭐
                      • Oct 2019
                      • 1542
                      • Regno Borbonico

                      #25
                      [MENTION=19458]simo92[/MENTION] anch’io sono un medico.
                      la perfusione entra eccome in ballo…ma TROPPO LONTANO dall’anschuss.
                      tocca prendere encefalo, midollo cervicale per spegnere il cinghialoide sul posto.
                      «Contro di te sarei preda o predatore?»

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                      • Oizirbaf
                        Moderatore Buona Forchetta
                        • Nov 2014
                        • 2160
                        • Milano

                        #26
                        La mia cerca di essere una visione la più contenuta possibile in termini di variabili da considerare.
                        Certamente il problema è da considerare in una “consequenzialità” di eventi tanto semplici quanto essenziali: -sospensione della perfusione cerebrale intesa come flusso di O2 in causa di arresto di circolo in qualsivoglia modo realizzatosi in modo repentino (distruzione pompa, arresto di pompa per asistolia) - persistenza delle funzioni neurologiche nonostante la sospensione totale della perfusione encefalica.
                        - se il SNC possa continuare a dirigere l’orchestra neuromuscolare periferica finalizzata per un qualche tempo come se il computer funzioni per un’inerzia residua…capacitiva anche dopo interruzione della…corrente (O2). E questo “qualche tempo” si tradurrà in una fuga limitata ma sempre in grado di stupirci e di crearci grane in termini di recupero.
                        Volendo proprio ricercare una dimostrazione fisiopatologica scientifica dovremmo piazzare un EEG (elettroencefalografo) ad un soggetto della specie oggetta delle nostre “turpi” attività e, senza arrivare alla violenza balistica, procurare un arresto cardiaco mediante iniezione diretta intracardiaca di KCl che non inficerebbe i dati elettroneurofisiologici encefalici ma ci permetterebbe di rilevare il tempo intercorrente tra arresto di circolo (perfusione cerebrale) e cessazione dell’attività neuronale rilevabile.
                        Chissà che qualche laureando con interessi in elettrofisiologia non possa prendere spunto da questa idea.
                        Io per la mia tesi sull’ipertermia maligna con l’uso di nuovi anestetici alogeni fluorurati, attuai procedure anestesiologiche identiche a quelle per la chirurgia sui “cristiani” su un branco di maialini (una trentina) tanto che in Policlinico mi fu applicato il nomignolo di porcaro Eumeo… con le dovute proporzioni perché lui poteva contare su seicento scrofe e trecentosessanta porci… lasciando perdere i “proci” e non ancora meritandomi epiteti di “capraio Melanzio” essendo la mia attività di cacciatore di camosci (rupicapra rupicapra) ancora di là da venire.
                        Oizirbaf
                        [:D]
                        "...Apri la mente a quel ch'io ti paleso
                        e fermalvi entro; ché non fa scienza,
                        sanza lo ritenere, avere inteso..."

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                        • simo92
                          ⭐⭐
                          • Mar 2015
                          • 245
                          • pavia

                          #27
                          Originariamente inviato da Frank88
                          [MENTION=19458]simo92[/MENTION] anch’io sono un medico.
                          la perfusione entra eccome in ballo…ma TROPPO LONTANO dall’anschuss.
                          tocca prendere encefalo, midollo cervicale per spegnere il cinghialoide sul posto.
                          Quello che ho detto io. Ovvio che entra in gioco ma non è mai una cessazione della perfusione cerebrale che determina la caduta fulminea dell'animale al momento dello sparo.

                          Ho scritto tutto più per esteso in questa stessa discussione, qualche messaggio fa.

                          Ma queste per noi dovrebbero essere ovvietà! Se non avessi saputo una cosa del genere a fisiologia mi avrebbero stangato al volo ahah

                          ---------- Messaggio inserito alle 03:28 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:22 PM ----------

                          Originariamente inviato da Oizirbaf
                          La mia cerca di essere una visione la più contenuta possibile in termini di variabili da considerare.
                          Certamente il problema è da considerare in una “consequenzialità” di eventi tanto semplici quanto essenziali: -sospensione della perfusione cerebrale intesa come flusso di O2 in causa di arresto di circolo in qualsivoglia modo realizzatosi in modo repentino (distruzione pompa, arresto di pompa per asistolia) - persistenza delle funzioni neurologiche nonostante la sospensione totale della perfusione encefalica.
                          - se il SNC possa continuare a dirigere l’orchestra neuromuscolare periferica finalizzata per un qualche tempo come se il computer funzioni per un’inerzia residua…capacitiva anche dopo interruzione della…corrente (O2). E questo “qualche tempo” si tradurrà in una fuga limitata ma sempre in grado di stupirci e di crearci grane in termini di recupero.
                          Volendo proprio ricercare una dimostrazione fisiopatologica scientifica dovremmo piazzare un EEG (elettroencefalografo) ad un soggetto della specie oggetta delle nostre “turpi” attività e, senza arrivare alla violenza balistica, procurare un arresto cardiaco mediante iniezione diretta intracardiaca di KCl che non inficerebbe i dati elettroneurofisiologici encefalici ma ci permetterebbe di rilevare il tempo intercorrente tra arresto di circolo (perfusione cerebrale) e cessazione dell’attività neuronale rilevabile.
                          Chissà che qualche laureando con interessi in elettrofisiologia non possa prendere spunto da questa idea.
                          Io per la mia tesi sull’ipertermia maligna con l’uso di nuovi anestetici alogeni fluorurati, attuai procedure anestesiologiche identiche a quelle per la chirurgia sui “cristiani” su un branco di maialini (una trentina) tanto che in Policlinico mi fu applicato il nomignolo di porcaro Eumeo… con le dovute proporzioni perché lui poteva contare su seicento scrofe e trecentosessanta porci… lasciando perdere i “proci” e non ancora meritandomi epiteti di “capraio Melanzio” essendo la mia attività di cacciatore di camosci (rupicapra rupicapra) ancora di là da venire.
                          Oizirbaf
                          [:D]
                          Hanno fatto degli studi interessanti a riguardo, me ne parlava un collega e cacciatore appassionato di balistica terminale. Non lo sento da anni, lo contatto e posto qui eventuali spunti interessanti!

                          Comunque in sostanza l'effetto di crollo immediato non è molto diverso dal punto di vista causale dal classico KO che si può vedere negli incontri di box. Il KO per cui il gentiluomo che riceve il *****tto cade come un sasso, intendo. L'effettiva morte dell'animale avviene in un secondo momento, tendenzialmente per emorragia/distruzione dell'apparato cardiocircolatorio, nervoso o respiratorio. Ecco perché, a volte, può succedere che un animale colpito e "fulminato" sul posto, si rialzi e trotterelli via. In quel caso i danni causati dal proiettile non sono stati sufficienti a provocare la morte dell'animale prima che questo riacquisisse conoscenza. Mi è capitato una volta: una delle poche volte in cui ho partecipato a battute al cinghiale (cosa che ora non farei più per la insita scarsa possibilità di piazzare chirurgicamente i colpi), ho torato a un cinghiale di piu di un quintale con un cal. 12. La palla, tipo brenneke, lo ha centrato in mezzo alla scapola e l'animale è crollato privondi coscienz sul posto. Mezzo minuto piu tardi l'ho visto rialzarsi e trotterellare via. È servita una seconda fucilata, questa volta in testa. Questo è un esempio molto semplificato e quasi didattico ma dovrebbe essere abbastanza intuitivo. È anche un esempio del perché tirare alla spalla con un calibro inadeguato è una pessima idea (non che avessi mirato specificamente alla spalla visto che il cinghio correva come un fulmine, in discesa per altro).

                          Edit: questo discorso vale ad eccezione dei casi in cui è l'encefalo a essere distrutto dalla palla. In questo caso la morte si può considerare davvero istantanea perché le strutture che permettono a un essere vivente di essere vivo non esistono proprio più, ma qui si entra in un discorso quasi filosofico di definizione del concetto di vita :)
                          Ultima modifica simo92; 02-02-23, 15:44.

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                          • selecon
                            ⭐⭐⭐
                            • Dec 2012
                            • 1538
                            • lombardia

                            #28
                            Io mi fermo deferente davanti alla sapienza dei tanti cerusuci intervenuti ponendo un dubbio: sarà vera la corrispondeza tra ossigeno assorbito dal cervello e resistenza alle ferite?

                            In letteratura abbiamo casi, anche famosi, in cui anche gli esseri umani hanno dimostrato resistenza spaventosa alle ferite da proiettile o al cuore.

                            Due casi particolarmente famosi.
                            L'imperatice Elisabetta d'Austria, uccisa con un colpo di lima lavorata a forma di stiletto che le bucò il cuore.
                            Cadde a terra svenuta, ma si rialzò e dolorante andò in albergo mi sembra utilizzando anche un traghetto: spirò dopo 3 ore dalla pugnalata.
                            Durante l'autopsia (55 minuti) .... il cuore venne tolto e si scoprì che la sottile lima di Lucheni (anarchico italiano che la assassinò) aveva trapassato cuore e polmone per 8 centimetri, mentre la quarta costola era stata spezzata probabilmente per il colpo ricevuto dall'assassino.


                            Ancora più eclatante quello del criminale Alberico Dumini, uno dei componenti della squadraccia che uccise Matteotti.
                            In Africa venne catturato nel 1941 dai britannici che lo condannano a morte come spia.

                            La sentenza viene eseguita e Dumini viene colpito con 17 colpi che però non bastarono a ucciderlo: riuscì a fuggire nell'oscurità in Tunisia, con 4 colpi al petto.
                            Morì alla fine degli anni 60 cadendo in casa mentre inseguiva il suo cane....


                            Ci sono molti altri casi simili, di personaggi noti: immagino ve ne saranno a decine di personaggi non noti.

                            Qualche dubbio sulla correlazione citata potrebbe restare: sia per gli uomini che per gli animali.
                            Ultima modifica selecon; 02-02-23, 21:36.
                            A volte l'inutile si traveste da impossibile.

                            Commenta

                            • Frank
                              ⭐⭐⭐
                              • Oct 2019
                              • 1542
                              • Regno Borbonico

                              #29
                              Originariamente inviato da simo92
                              Quello che ho detto io. Ovvio che entra in gioco ma non è mai una cessazione della perfusione cerebrale che determina la caduta fulminea dell'animale al momento dello sparo.

                              Ho scritto tutto più per esteso in questa stessa discussione, qualche messaggio fa.

                              Ma queste per noi dovrebbero essere ovvietà! Se non avessi saputo una cosa del genere a fisiologia mi avrebbero stangato al volo ahah

                              ---------- Messaggio inserito alle 03:28 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:22 PM ----------


                              Hanno fatto degli studi interessanti a riguardo, me ne parlava un collega e cacciatore appassionato di balistica terminale. Non lo sento da anni, lo contatto e posto qui eventuali spunti interessanti!

                              Comunque in sostanza l'effetto di crollo immediato non è molto diverso dal punto di vista causale dal classico KO che si può vedere negli incontri di box. Il KO per cui il gentiluomo che riceve il *****tto cade come un sasso, intendo. L'effettiva morte dell'animale avviene in un secondo momento, tendenzialmente per emorragia/distruzione dell'apparato cardiocircolatorio, nervoso o respiratorio. Ecco perché, a volte, può succedere che un animale colpito e "fulminato" sul posto, si rialzi e trotterelli via. In quel caso i danni causati dal proiettile non sono stati sufficienti a provocare la morte dell'animale prima che questo riacquisisse conoscenza. Mi è capitato una volta: una delle poche volte in cui ho partecipato a battute al cinghiale (cosa che ora non farei più per la insita scarsa possibilità di piazzare chirurgicamente i colpi), ho torato a un cinghiale di piu di un quintale con un cal. 12. La palla, tipo brenneke, lo ha centrato in mezzo alla scapola e l'animale è crollato privondi coscienz sul posto. Mezzo minuto piu tardi l'ho visto rialzarsi e trotterellare via. È servita una seconda fucilata, questa volta in testa. Questo è un esempio molto semplificato e quasi didattico ma dovrebbe essere abbastanza intuitivo. È anche un esempio del perché tirare alla spalla con un calibro inadeguato è una pessima idea (non che avessi mirato specificamente alla spalla visto che il cinghio correva come un fulmine, in discesa per altro).

                              Edit: questo discorso vale ad eccezione dei casi in cui è l'encefalo a essere distrutto dalla palla. In questo caso la morte si può considerare davvero istantanea perché le strutture che permettono a un essere vivente di essere vivo non esistono proprio più, ma qui si entra in un discorso quasi filosofico di definizione del concetto di vita :)
                              il cosiddetto "KO" è tecnicamente...una sincope, ovviamente se poi seguita da rapida ripresa di coscienza (e/o fuga).
                              Ha tante ragioni, ma fondamentalmente sempre parlando di mammiferi, ha meccanismo vasovagale. Nel pugilato commozione-concussione cerebrale.
                              dolore, lesione o concussione di un plesso nervoso autonomo importante o di encefalo-midollo spinale ma non sufficientemente gravi o estese da impedire all'animale di andarsene....che nessuno ci dice non potrebbe morire in seguito, ma l'esito e soprattutto il recupero è incognito.
                              Meglio una seconda fucilata appena sembra essere troppo vispo.
                              Tipico il colpo alle apofisi spinali, o ai plessi maggiori addominali parasimpatici.

                              Ora invece uso un gergo dei videogiochi/nerd: l'"instakill", che non è necessariamente morte istantanea per come voglio provocatoriamente intenderlo, ma quantomeno uno shock istantaneo non seguito da recupero rilevante.
                              Al 99.99999999% dei casi è dato da un colpo DEVASTANTE all'encefalo, che porti via pertanto un bel po' di corteccia e gangli della base - al midollo allungato, con perdita di coscienza irreversibile e arresto dei centri che governano cuore e respirazione, - al midollo spinale (le prime vertebre) che cagiona paralisi.
                              Pure la lesione delle carotidi, prima di dare anossia cerebrale, necessita di lunghi secondi che significano infilarsi nel frattempo nel posto più scomodo possibile, se disponibile nei paraggi.

                              il resto degli organi nobili ovvero grossi vasi, cuore, polmoni, prima di dare ipo-anossia per pneumotorace, o arresto cardiaco, specie se sotto adrenalina, danno all'animale ancora lunghi secondi, o anche minuti, prima di fermare il selvatico al suolo.
                              Indubbiamente letali, ma concedono sempre preziosi secondi e metri di fuga.

                              questo...facendo un po' di anatomia comparata con le mie conoscenze limitate all'uomo ma ragionandoci un po' pure sulle esperienze vissute.
                              Per quanto riguarda le altre aree, potremmo ragionarci..la spalla oppone notevole resistenza ossea scaricando totalmente l'energia del proiettile come onda idrostatica, causando schegge a non finire negli organi nobili adiacenti e magari dislocando pure vertebre e sezionando midollo spinale, con paralisi immediata per lo meno agli arti posteriori, e invalidando meccanicamente quelli anteriori.
                              insomma...combo! a costo di perdere della carne.

                              sul "blatt" e su ciò che ho letto in merito...ammetto la mia ignoranza.
                              Se attinta quella zona di anatomia di superficie, probabilmente per causare caduta sull'anschuss, il colpo interessa sia organi vitali che qualche plesso nervoso.

                              Ma come ripetuto all'infinito, un cinghiale non è un caprioletto o un daino o anche un cervo, dove l'energia se ben scaricata è pure ridondante.
                              quando data la vitalità del suino..specie in vicinanza di boschi, l'energia non è mai troppa.

                              oppure probabilmente, la tradizione mitteleuropea dà per scontato, come ai tempi del tiro con arco o lancia o simile, che la morte non sia istantanea e l'animale percorra una certa distanza, per poi essere recuperato morto (senza necessità di ribattuta, quindi colpo letale ma senza arresto immediato)
                              «Contro di te sarei preda o predatore?»

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                              • simo92
                                ⭐⭐
                                • Mar 2015
                                • 245
                                • pavia

                                #30
                                Originariamente inviato da selecon
                                Io mi fermo deferente davanti alla sapienza dei tanti cerusuci intervenuti ponendo un dubbio: sarà vera la corrispondeza tra ossigeno assorbito dal cervello e resistenza alle ferite?

                                In letteratura abbiamo casi, anche famosi, in cui anche gli esseri umani hanno dimostrato resistenza spaventosa alle ferite da proiettile o al cuore.

                                Due casi particolarmente famosi.
                                L'imperatice Elisabetta d'Austria, uccisa con un colpo di lima lavorata a forma di stiletto che le bucò il cuore.
                                Cadde a terra svenuta, ma si rialzò e dolorante andò in albergo mi sembra utilizzando anche un traghetto: spirò dopo 3 ore dalla pugnalata.
                                Durante l'autopsia (55 minuti) .... il cuore venne tolto e si scoprì che la sottile lima di Lucheni (anarchico italiano che la assassinò) aveva trapassato cuore e polmone per 8 centimetri, mentre la quarta costola era stata spezzata probabilmente per il colpo ricevuto dall'assassino.


                                Ancora più eclatante quello del criminale Alberico Dumini, uno dei componenti della squadraccia che uccise Matteotti.
                                In Africa venne catturato nel 1941 dai britannici che lo condannano a morte come spia.

                                La sentenza viene eseguita e Dumini viene colpito con 17 colpi che però non bastarono a ucciderlo: riuscì a fuggire nell'oscurità in Tunisia, con 4 colpi al petto.
                                Morì alla fine degli anni 60 cadendo in casa mentre inseguiva il suo cane....


                                Ci sono molti altri casi simili, di personaggi noti: immagino ve ne saranno a decine di personaggi non noti.

                                Qualche dubbio sulla correlazione citata potrebbe restare: sia per gli uomini che per gli animali.
                                Ora ho una storia da leggere stasera mentre mi addormento. Licheni e l'imperatrice. Interessante

                                ---------- Messaggio inserito alle 10:12 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:05 PM ----------

                                Originariamente inviato da Frank88
                                il cosiddetto "KO" è tecnicamente...una sincope, ovviamente se poi seguita da rapida ripresa di coscienza (e/o fuga).
                                Ha tante ragioni, ma fondamentalmente sempre parlando di mammiferi, ha meccanismo vasovagale. Nel pugilato commozione-concussione cerebrale.
                                dolore, lesione o concussione di un plesso nervoso autonomo importante o di encefalo-midollo spinale ma non sufficientemente gravi o estese da impedire all'animale di andarsene....che nessuno ci dice non potrebbe morire in seguito, ma l'esito e soprattutto il recupero è incognito.
                                Meglio una seconda fucilata appena sembra essere troppo vispo.
                                Tipico il colpo alle apofisi spinali, o ai plessi maggiori addominali parasimpatici.

                                Ora invece uso un gergo dei videogiochi/nerd: l'"instakill", che non è necessariamente morte istantanea per come voglio provocatoriamente intenderlo, ma quantomeno uno shock istantaneo non seguito da recupero rilevante.
                                Al 99.99999999% dei casi è dato da un colpo DEVASTANTE all'encefalo, che porti via pertanto un bel po' di corteccia e gangli della base - al midollo allungato, con perdita di coscienza irreversibile e arresto dei centri che governano cuore e respirazione, - al midollo spinale (le prime vertebre) che cagiona paralisi.
                                Pure la lesione delle carotidi, prima di dare anossia cerebrale, necessita di lunghi secondi che significano infilarsi nel frattempo nel posto più scomodo possibile, se disponibile nei paraggi.

                                il resto degli organi nobili ovvero grossi vasi, cuore, polmoni, prima di dare ipo-anossia per pneumotorace, o arresto cardiaco, specie se sotto adrenalina, danno all'animale ancora lunghi secondi, o anche minuti, prima di fermare il selvatico al suolo.
                                Indubbiamente letali, ma concedono sempre preziosi secondi e metri di fuga.

                                questo...facendo un po' di anatomia comparata con le mie conoscenze limitate all'uomo ma ragionandoci un po' pure sulle esperienze vissute.
                                Per quanto riguarda le altre aree, potremmo ragionarci..la spalla oppone notevole resistenza ossea scaricando totalmente l'energia del proiettile come onda idrostatica, causando schegge a non finire negli organi nobili adiacenti e magari dislocando pure vertebre e sezionando midollo spinale, con paralisi immediata per lo meno agli arti posteriori, e invalidando meccanicamente quelli anteriori.
                                insomma...combo! a costo di perdere della carne.

                                sul "blatt" e su ciò che ho letto in merito...ammetto la mia ignoranza.
                                Se attinta quella zona di anatomia di superficie, probabilmente per causare caduta sull'anschuss, il colpo interessa sia organi vitali che qualche plesso nervoso.

                                Ma come ripetuto all'infinito, un cinghiale non è un caprioletto o un daino o anche un cervo, dove l'energia se ben scaricata è pure ridondante.
                                quando data la vitalità del suino..specie in vicinanza di boschi, l'energia non è mai troppa.

                                oppure probabilmente, la tradizione mitteleuropea dà per scontato, come ai tempi del tiro con arco o lancia o simile, che la morte non sia istantanea e l'animale percorra una certa distanza, per poi essere recuperato morto (senza necessità di ribattuta, quindi colpo letale ma senza arresto immediato)
                                Sono d'accordo con tutto Franco.. pensa che oggi vedevo un video di un noto canale youtube americano inerente la caccia. Il protagonista spiega con assoluta tranquillità che lui ribatte ogni animale caduto sul posto alla prima fucilata perché sa che potrebbe rialzarsi. Io non condivido questo e non lo farei mai, ma pensiamo a come in america ci sia un approccio completamente diverso dal nostro nei confronti della caccia. Qui ci scanniamo per un colpo che fa buttare un pò di carne, neanche così tanta in realtà, lì riducono animali a colabrodo per precauzione! A me personalmente piace l'idea di abbattere l'animale con un tiro chirurgico, piazzato proprio dove voglio io, e necessitare di un solo colpo. E penso che molti qui la pensino come me. Almeno a una buona quantità di cacciatori americani non frega una beneamata ....

                                Scusate l'OT[:-fight]

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