Lei sorride tra i peschi e i due cuccioli che le saltano attorno, speriamo!!
Fai finta di non vedere le case intorno, anzi vorresti vederle, ma non ci sono più, le tende azzurre non sono sufficienti a strapparti un sorriso, contengono troppe angosce per ispirare gioia. Come finirà tutta questa gente? Cosa diventeranno?
Prepari 10 cartucce, polvere e piombo, sogni e speranze. Si deve fare da soli, all’improvviso ci sentiamo soli nonostante tutto il mondo attorno, siamo persone che hanno passato il confine e tutto è diverso.
Come i vecchi che dividevano la vita in prima e dopo la guerra, noi la dividiamo in prima e dopo il 6 aprile. All’improvviso le immagini della tv siamo noi, profughi afgani e disperati a 100 km da Roma.
Mezzora d’auto e sono salvo: a 5 euro di carburante da qui, la vita è normale.
A 5 euro da qui la gente fa il bagno e dorme tranquilla, discute di topless e perizomi, si ubriaca per ridere invece che per non pensare.
E’ ora parti, un viaggio: 10 minuti di strada, un secolo lontano dalla tua mente.
Anni luce lontani da tutto questo, un capanno di frasche in un valico, 1.500 metri sopra la gente in costume..
Pini, rocce e una fontana in basso, stai bene. L’A303 da una bella sensazione, canna tre stelle forata a 18.6, nessuna bindella, Rottweil pappe del 7, Clever 38g del 6 e PM 40 del 5. Colombacci e padelle, piume e aghi di pino, sigari e genepì, è questa la vita.
Cantano le starne ed è già sera, domenica giocherai con loro, i tuoi cani e il sorriso dei vivi, e sarà di nuovo cuore in gola e sole, scarponi che fanno male al tramonto, sovrapposti e doppiette, cartucce di cartone e panini, e poi boschi e ghiaccio, dirupi e pruni, beccacce e cotorne, pioggia e vento e infine per intere giornate tutto questo non sarà mai successo.
In tanti anni ti hanno chiesto chi te lo facesse fare, le levatacce, il freddo, la pioggia, trascurare affari e affetti.
Pensavi che una sana pazzia rendesse la vita più saporita.
I setter e le montagne il mezzo per vivere due volte, cotorne e beccacce lo scopo di questa doppia vita. Tutto sbagliato.
Un cacciatore non caccia per passione o per sport, caccia per l’anima. Pruni e nebbia, reumatismi e distorsioni, se procurati a caccia, sono medicinali poderosi che, dietro l’apparente cura del corpo, tonificano la mente e lo spirito. I fucili, i nostri cani, i successi, le sconfitte, sono il calcestruzzo della migliore qualità in grado di sorreggere l’anima dall’oppressione della società moderna, dagli scuotimenti della vita.
Non si è cacciatori per esser migliori o per dimostrare qualcosa, non si caccia nemmeno per hobby, cacciamo per salvarci la vita, è il nostro diritto all’esistenza ed è l’unica medicina per la nostra anima.
Da domenica torneremo a vivere ed è solo questa la strada per tutti noi cacciatori abruzzesi: agli altri un immenso in bocca al lupo.
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