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Un bellissimo racconto di Caccia alla Regina, di Arianna degna seguace di Diana, bella la presentazione di Alessandro Tedeschi e molto belle anche le foto di Francesco Cuffaro . Brava Ary i miei migliori complimenti con la speranza che altre donne seguino il tuo esempio di cacciatrice.
Un grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo per le Amiche di Scolopax......Donne di bosco.
Ultima modifica Francesco Petrella; 01-12-09, 19:02.
Motivo: L'arcera: Amiche di Scolopax "La Venere dei Boschi" alias Arianna
Ho fatto un pò fatica a leggere il racconto di Arianna, ma ci sono riuscito, non mi resta che complimentarmi con la bella autrice e usando la frase iniziale del racconto, dico ad Arianna e a tutte le donne di bosco "se non ci foste dovrebbero inventarvi"!!! Ciao [:D] [kiss]
La saggezza di un uomo non si misura dalla sua esperienza, ma dalla capacità di fare esperienza![:-golf]
Mi spiace sergio ma ho provato veramente in tutte le maniere...........è meglio di così..non mi veniva! Me la cavo meglio con lo schioppo...che con il pc...il che è tutto dire!!!
---------- Messaggio inserito alle 05:41 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:27 PM ----------
Originariamente inviato da Cristian De Monte
...ma poi tutte in toscana le donne cacciatrici, possibile che a Mantova non ce nè una!!!!
Trasferisciti...................[:D] con norcia però!!!
Nell’immaginario collettivo, ancora di tempi recenti , la
figura femminile mal si conciliava con il silvestre
ritratto del cacciatore. In verità le donne hanno dimostrato da tempo di essere ben capaci di affermarsi al pari dell’uomo in ogni ambito sia esso sociale che professionale.
Individuando nel gentil sesso delle persone capaci di interpretare le migliori espressività dell’arte cinegetica,e nella consapevolezza delle conclamate capacità in
termini di efficienza ed efficacia nasce in seno alla nostraassociazione il progetto “AMICHE di SCOLOPAX”
La donna dei boschi diventa per l’associazionismo che
interpretiamo l’ideale viatico per il completamento della realizzazione di un disegno programmatico che individua
nell’universo femminile e nelle proprie significative e caratterizzanti prerogative il vero protagonista all’interno dello scenario socio culturale, dove la nostra arte cinegetica trova l’ideale e naturale collocazione.
Andiamo certi che anche in questa occasione saremo capaci di suscitare apprezzamenti, entusiasmi e ............ (Foto F. Cuffaro)
Mi chiamo Arianna Cipriani e ho 31 anni.
Sono nata il 3 Marzo del 1978 a Prato nella
bellissima Toscana dove vivo tutt ora.
Abito a Montemurlo, un paese tranquillo posizionato tra Prato e Pistoia e lavoro come ragioniera in uno studio di commercialisti sempre a Prato. Ho due genitori magnifici Giovanni e Gianna che mi hanno trasmesso tutto nella vita: amore, principi, valori, e una sorella che si chiama Ilenia. Li amo tutti e tre. Ho molti hobby, ma i miei preferiti sono quelli nei quali riesco a stare a contatto con la natura. Questo perchè sono un tipo che molte volte ha bisogno di isolarsi e di immergersi nelle cose semplici della vita per poter riflettere....in pratica sono una pensatrice. Mi piace camminare silenziosamente nel bosco ed assaporare i profumi e le prelibatezze sempre nuove che esso ogni volta ci riserva. Passeggiare nei miei luoghi preferiti mi fa ritrovare la pace perduta consumata dalla vita di tutti i giorni, ed aiuta a rifocillare i miei sensi. Amo la caccia alla beccaccia. Una passione nata nel 1998 e trasmessa da mio padre, grandissimo cacciatore. Lui mi ha insegnato molto, quasi tutto, sia della vita (insieme a mia madre), che della caccia. E' sempre lui che mi spronò a partecipare a "6 nel mirino" il reality di caccia che prese vita nell anno 2008: una bellissima esperienza che mi ha fatto conoscere tanti tipi di caccia a me sconosciuti e soprattutto ha portato una persona importante nella mia vita: Simone. Anche se quell’esperienza fu una vera e propria impresa e anche se non sempre è stata facile da vivere, ricordo tutto e tutti con molto piacere. Tra le cose che hanno appena preso parte nella mia vita, grazie ad Alessandro Tedeschi, c'è il progetto Amiche di Scolopax...così lo vorremmo chiamare...che spero riuscirà ad aprire nuovi orizzonti alla donna cacciatrice che già da qualche anno si sta affacciando sul mondo della caccia. Carissimi amici, vi racconto una delle mie giornate di caccia esternata con il cuore e tanta semplicità. Spero che la lettura sia di vostro gradimento. Un grazie in particolare ad Alessandro che ci permette tutto questo e altro ancora. Buona lettura!
La VENERE dei BOSCHI
La beccaccia
Arianna Cipriani
Quando si dice: “Se non ci fosse
bisognerebbe inventarla” s’è
detto tutto……….
Non v’è cosa più vera quando si parla di lei. Si presentava come una bella giornata di caccia, una delle tante vissute o una di quelle che certamente alla fine arrivano. Una di quelle giornate speciali che, prima ancora di pensare alla selvaggina e alla sua caccia, il pensiero viaggia veloce nell’assaporare ancora i c o l o r i e i profumi del bosco d’inverno; sensazioni meravigliose, che solo chi vive in simbiosi con la natura sa ancora apprezzare. Al cacciatore attento il buon Dio regala sempre questi momenti. Era una di quelle mattine fredde di Gennaio nella quale il gelo la fa da padrone; il naso si fa rosso al contatto con l’aria fredda, il vento pungente t’intorpidisce le guance e le dita delle mani si gelano. E’bello il ricordo di quel giorno……….. E’ mattino presto, sono le cinque. La porta della mia camera in modo brusco si apre, una voce forte e conosciuta arriva puntuale alle mie orecchie: “Arianna, sii veloce è già tardi…”. E’ sempre tardi per Giovanni, è il suo modo di fare,….diventa tardi anche quando è presto. Mi sono chiesta tante volte il perché di tutto questo. Comincio a credere che tema le lentezze delle donne nel prepararsi; infatti in casa ha tre esemplari di queste lentezze e quindi, nel dubbio, mi incita sempre con la solita frase che già di sé da un tocco stonato all’augurio del mattino. Rimango un attimo immobile nel letto. Poltrire ancora per alcuni minuti, scacciando in modo delicato
l’ultimo sonno, è una debolezza che
mi trascino dall’infanzia. Mi piace,
mi prepara a vivere meglio la mia giornata. Poi, come sempre, il pensiero del brontolio di Giovanni e della giornata da dedicare alla caccia mi sprona. Mi preparo svelta…ora ogni minuto è davvero prezioso. L’acqua fredda mi scorre sul viso, mi vesto per bene, fa freddo fuori. Raccatto tutti gli attrezzi del “mestiere” e raggiungo il babbo. Nel fuoristrada che mi attende già in moto nel cortile c’è Dealdo, l’inseparabile amico di papà. Durante il tragitto sonnecchio raggomitolata sul sedile posteriore del fuoristrada. Davanti, come ogni fine settimana dedicato alla caccia, Giovanni e Dealdo danno vita al consueto “teatrino”. Loro, scherzosi amici di vecchia data, sono inseparabili; hanno fatto tutto allo stesso modo nella vita, anche le cose più importanti; l’identica tempistica nel fidanzamento, nel matrimonio e nel mettere al mondo i figli. Esempio raro di durevole amicizia e di mutuo soccorso. Arriviamo davanti al bar. Scendo dalla jeep e chiudo lo sportello dietro di me con gesto meccanico, senza girarmi. In modo ironico mi considero, in questi momenti, un robot, automatico nei movimenti, io, rallentata dalla frescura che mi assale nel lasciare la macchina. Nel bar ad aspettarci, puntuali come solito, troviamo Michele e Raffaele che per affrettare i tempi stanno già facendo colazione con la brioche e il cappuccino. Bevo il mio solito caffé. Sento di essere al centro della curiosità di alcuni insoliti avventori del locale. Sono ancora in molti a non considerare possibile la caccia al femminile. Osservo con grande interesse le foto appese alle pareti, lo faccio ogni volta che ci fermiamo per la colazione; ritraggono Nilo il proprietario del locale nelle sue battute di caccia. Lui, beccacciaio accanito, espone con soddisfazione le foto che immortalano le sue cacciate e, se interpellato, racconta con passione le sue avventure di caccia. Il babbo con Raffaele, Michele e Dealdo, pianificano la caccia del mattino dedicata alla “regina”. Ci si accorda sulle zone che andremo a perlustrare, per non correre il rischio di disturbarci a vicenda. Infatti troppi cacciatori e troppi cani in uno spazio ristretto finirebbero per creare solo intralcio. Si esce dal bar. Ci salutiamo. Arriviamo in anticipo sul posto di caccia. Mentre si discutono i dettagli della cacciata, l’alba si ripresenta ancora una volta in tutto il suo splendore. La rugiada nei prati in alcuni tratti si è trasformata in brina, il primo chiarore la fa brillare come preziosi cristalli. E’ sabato, questo giorno ormai è nato e già si aggiunge al libro dei miei ricordi. Siamo pronti. Io con Dealdo e Lilla, setterina inglese dal naso buono e dalla ferma sicura, cacceremo insieme. Mio padre in questa circostanza caccerà da solo in quel bosco ormai conosciuto; Simone, che abitualmente gli faceva compagnia, oggi è assente..…giustificato. Si parte. Dealdo scioglie la cagna che si dirige in modo deciso nel fitto distanziandoci un po’. Guadagniamo in fretta il bosco separandoci quel tanto che basta per seguire al meglio il lavoro del cane. Lilla, naso a terra, lavora di buona lena e dopo alcuni minuti si blocca in una ferma statuaria. Immobile, collo allungato, posteriore abbassato. Bellissima. Improvvisamente rompe la ferma e riparte con fare sospettoso. Zigzaga per alcuni metri in modo nervoso, quasi meccanico; siamo certi che la beccaccia ha pasturato tra questi cespugli. All’improvviso, forse ad una trentina di metri, la beccaccia con il classico fragore s’invola. Dealdo l’intravede nel fitto dei rami e spara entrambe le cartucce del suo fucile….inutilmente. La vedo salva che si allontana per rimettersi, forse poco lontana. Dealdo, scuro in volto, chiede: ----perché non hai sparato? Forse non l’hai vista?---- Replico decisa ---si che l’ho vista, ma era troppo lontana---- “Devi sempre tentare in questo tipo di caccia…o non sparerai mai…”e aggiunge ---Te spara, poi si vede ---- . Quante volte l’ho sentita questa frase, quante volte mi è stata detta. Una frase vecchia che racchiude in se un mondo antico, pieno dei modi di intendere la caccia. A loro è stato insegnato così e finchè potranno lo insegneranno a loro volta, così esattamente al solito modo, ai loro figli e ai loro nipoti. Si riparte, questa volta con maggior convinzione; io in posizione leggermente staccata e poco più in alto. Lilla lavora di gran lena, ha capito che le beccacce oggi ci sono. Dopo una guidata da manuale si rimette in ferma. Si alza nuovamente la beccaccia in un volo regolare, quasi non avesse udito le due precedenti fucilate. Un grido: “Eccolaaaa”. La vedo sopra la mia testa alla mia destra, la lascio passare, mi giro imbraccio e sparo. Il silenzio. Sono rintronata e assente. All’ improvviso la voce del mio compagno di caccia mi scuote : “L’hai presa?” Rispondo: “Non lo so…ho sparato nell’ultimo chiaro disponibile mentre entrava in quel fitto… non l’ ho più vista” Dealdo in alcuni secondi mi è vicino e chiede le esatte “coordinate” “Si è diretta verso il fosso di questo fitto, come per risalirlo…” Mentre spiego a Dealdo quanto è successo, Lilla accorsa sulla fucilata, continua a cercare, naso a terra, per capire se Arianna, sua giovane amica, aveva fatto quella che solitamente si chiama “padella”. All’improvviso, mentre prendeva corpo la convinzione che quella beccaccia l’avremmo dovuta nuovamente ribattere, Lilla, scodinzolando in modo frenetico trova e abbocca la beccaccia oramai senza vita. Dealdo alza le braccia al cielo e urla “Campioni del mondo!!!” Io senza la benché minima parola, … cosa rara per una donna…. lo guardo incredula mentre Lilla gli porge quella beccaccia. Ripete ancora: “Campioni del mondo!!!” e poi “Dai vieni a prenderla che la metti nel carniere” Ancora incredula per il bel tiro e con gli occhi lucidi per l’emozione rispondo con un filo di voce: “No mettila tu nel carniere, io adesso non ce la farei” Prendo il telefono e subito racconto tutto quanto al babbo e al fidanzato. Più tardi mi renderò conto di averlo detto…. a mezzo mondo. Il giorno seguente, sempre con Dealdo e Lilla, un’altra beccaccia, dopo un volo di quaranta metri, mi regalò con la sua vita, spenta ai piedi di una quercia maestosa, un’altra meravigliosa giornata di caccia.
Grande Arianna, bella e brava. Mi hanno invitato a becche a Casalguidi, che ne pensate di una cacciata tutti insieme?
Scommettiamo che mi invidieranno tutti i maschietti quelli del forum?
p.s. il primo che mi prende per marpione se la vedrà con PigKill
Maremma impestata mi sa che voi portate male come un gatto nero attaccato ai coglioni.... se parlate così non vengano neache più ai raduni.... dico bene Lara Duebottoni? opsss Duedentoni......
Bando agli scherzi bellissimo racconto brava Ary e bravi Lara!!!!!.
enrico
le opinioni personali sono come le palle.... ognuno ha le sue
Maremma impestata mi sa che voi portate male come un gatto nero attaccato ai coglioni.... se parlate così non vengano neache più ai raduni.... dico bene Lara Duebottoni? opsss Duedentoni......
Bando agli scherzi bellissimo racconto brava Ary e bravi Lara!!!!!.
Sono passati tanti anni, dico trenta, ma probabilmente sono di più, proprio in questo periodo si andava con i ragazzi di Costabissara a Conselice e,...
30-04-23, 08:51
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