Arianna

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duedentoni_old
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  • duedentoni_old

    #1

    Arianna



    Un bellissimo racconto di Caccia alla Regina, di Arianna degna seguace di Diana, bella la presentazione di Alessandro Tedeschi e molto belle anche le foto di Francesco Cuffaro . Brava Ary i miei migliori complimenti con la speranza che altre donne seguino il tuo esempio di cacciatrice.
    Un grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo per le Amiche di Scolopax......Donne di bosco.







    Ultima modifica Francesco Petrella; 01-12-09, 19:02. Motivo: L'arcera: Amiche di Scolopax "La Venere dei Boschi" alias Arianna
  • Francesco Petrella
    ⭐⭐⭐
    • Oct 2006
    • 4883
    • L'Aquila, Abruzzo.
    • Setter inglese

    #2
    .......scusate se è poco.........
    Brava Lara
    Posta alla beccaccia?
    No grazie, roba da sfigati

    Francesco Petrella
    www.scolopax.it

    www.scolopaxrusticola.com

    sigpic



    We te ne
    nee te sa
    (chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)

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    • Cristian De Monte
      ⭐⭐⭐
      • Mar 2006
      • 5573
      • Goito, Mantova, Lombardia.
      • Afra - BI-RM Dora - SPRINGER

      #3
      Bravissime.......[kiss]
      De Monte Cristian

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      • Sergordon
        Cow Kill 2014
        • Jan 2007
        • 6416
        • Divignano, Novara, Piemonte.
        • Setter gordon. Ara, Tom Bassotta. Schatzi

        #4
        Ho fatto un pò fatica a leggere il racconto di Arianna, ma ci sono riuscito, non mi resta che complimentarmi con la bella autrice e usando la frase iniziale del racconto, dico ad Arianna e a tutte le donne di bosco "se non ci foste dovrebbero inventarvi"!!! Ciao [:D] [kiss]
        La saggezza di un uomo non si misura dalla sua esperienza, ma dalla capacità di fare esperienza![:-golf]

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        • cicalone
          Celsius °C
          • Dec 2008
          • 19936
          • Ostia Lido Roma
          • cane da lecco

          #5
          Ma tutte bellissime queste cacciatrici? Complimenti a entrambe
          Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....

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          • Cristian De Monte
            ⭐⭐⭐
            • Mar 2006
            • 5573
            • Goito, Mantova, Lombardia.
            • Afra - BI-RM Dora - SPRINGER

            #6
            ...ma poi tutte in toscana le donne cacciatrici, possibile che a Mantova non ce nè una!!!!
            De Monte Cristian

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            • duedentoni_old

              #7
              Mi spiace sergio ma ho provato veramente in tutte le maniere...........è meglio di così..non mi veniva! Me la cavo meglio con lo schioppo...che con il pc...il che è tutto dire!!!
              ---------- Messaggio inserito alle 05:41 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:27 PM ----------

              Originariamente inviato da Cristian De Monte
              ...ma poi tutte in toscana le donne cacciatrici, possibile che a Mantova non ce nè una!!!!

              Trasferisciti...................[:D] con norcia però!!!
              Ultima modifica Ospite; 01-12-09, 17:46.

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              • pennino
                ⭐⭐⭐
                • Jul 2005
                • 2286
                • Rocca Priora, Roma, Lazio.

                #8
                complimenti Ari
                sigpic
                pennino

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                • duedentoni_old

                  #9
                  Per una più facile lettura

                  ********************************************


                  AMICHE DI SCOLOPAX ....DONNE DI BOSCO

                  Nell’immaginario collettivo, ancora di tempi recenti , la
                  figura femminile mal si conciliava con il silvestre

                  ritratto del cacciatore. In verità le donne hanno dimostrato da tempo di essere ben capaci di affermarsi al pari dell’uomo in ogni ambito sia esso sociale che professionale.
                  Individuando nel gentil sesso delle persone capaci di
                  interpretare le migliori espressività dell’arte cinegetica,e nella consapevolezza delle conclamate capacità in

                  termini di efficienza ed efficacia nasce in seno alla nostraassociazione il progetto “AMICHE di SCOLOPAX”
                  La donna dei boschi diventa per l’associazionismo che

                  interpretiamo l’ideale viatico per il completamento della realizzazione di un disegno programmatico che individua
                  nell’universo femminile e nelle proprie significative e caratterizzanti prerogative il vero protagonista all’interno dello scenario socio culturale, dove la nostra arte cinegetica trova l’ideale e naturale collocazione.

                  Andiamo certi che anche in questa occasione saremo
                  capaci di suscitare apprezzamenti, entusiasmi e ............
                  (Foto F. Cuffaro)



                  Mi chiamo Arianna Cipriani e ho 31 anni.
                  Sono nata il 3 Marzo del 1978 a Prato nella

                  bellissima Toscana dove vivo tutt ora.
                  Abito a Montemurlo, un paese tranquillo posizionato tra
                  Prato e Pistoia e lavoro come ragioniera in uno studio di
                  commercialisti sempre a Prato.
                  Ho due genitori magnifici Giovanni e Gianna che mi
                  hanno trasmesso tutto nella vita: amore, principi, valori,
                  e una sorella che si chiama Ilenia. Li amo tutti e tre.
                  Ho molti hobby, ma i miei preferiti sono quelli nei quali
                  riesco a stare a contatto con la natura.
                  Questo perchè sono un tipo che molte volte ha bisogno
                  di isolarsi e di immergersi nelle cose semplici della vita
                  per poter riflettere....in pratica sono una pensatrice.
                  Mi piace camminare silenziosamente nel bosco ed
                  assaporare i profumi e le prelibatezze sempre nuove che
                  esso ogni volta ci riserva.
                  Passeggiare nei miei luoghi preferiti mi fa ritrovare la
                  pace perduta consumata dalla vita di tutti i giorni, ed
                  aiuta a rifocillare i miei sensi.
                  Amo la caccia alla beccaccia. Una passione nata
                  nel 1998 e trasmessa da mio padre, grandissimo
                  cacciatore.
                  Lui mi ha insegnato molto, quasi tutto, sia della
                  vita (insieme a mia madre), che della caccia.
                  E' sempre lui che mi spronò a partecipare a "6
                  nel mirino" il reality di caccia che prese vita nell
                  anno 2008: una bellissima esperienza che mi ha
                  fatto conoscere tanti tipi di caccia a me sconosciuti e
                  soprattutto ha portato una persona importante nella mia
                  vita: Simone.
                  Anche se quell’esperienza fu una vera e propria impresa
                  e anche se non sempre è stata facile da vivere, ricordo
                  tutto e tutti con molto piacere.
                  Tra le cose che hanno appena preso parte nella mia vita,
                  grazie ad Alessandro Tedeschi, c'è il progetto Amiche
                  di Scolopax...così lo vorremmo chiamare...che spero
                  riuscirà ad aprire nuovi orizzonti alla donna cacciatrice
                  che già da qualche anno si sta affacciando sul mondo
                  della caccia.
                  Carissimi amici, vi racconto una delle mie giornate di
                  caccia esternata con il cuore e tanta semplicità.
                  Spero che la lettura sia di vostro gradimento.
                  Un grazie in particolare ad Alessandro che ci permette
                  tutto questo e altro ancora.
                  Buona lettura!

                  La VENERE dei BOSCHI


                  La beccaccia


                  Arianna Cipriani
                  Quando si dice: “Se non ci fosse



                  bisognerebbe inventarla” s’è

                  detto tutto……….
                  Non v’è cosa più vera quando si
                  parla di lei.
                  Si presentava come una bella
                  giornata di caccia, una delle
                  tante vissute o una di quelle che
                  certamente alla fine arrivano. Una di
                  quelle giornate speciali che, prima
                  ancora di pensare alla selvaggina e
                  alla sua caccia, il pensiero viaggia
                  veloce nell’assaporare ancora i
                  c o l o r i
                  e i profumi del bosco d’inverno;
                  sensazioni meravigliose, che solo
                  chi vive in simbiosi con la natura
                  sa ancora apprezzare. Al cacciatore
                  attento il buon Dio regala sempre
                  questi momenti.
                  Era una di quelle mattine fredde
                  di Gennaio nella quale il gelo la fa
                  da padrone; il naso si fa rosso al
                  contatto con l’aria fredda, il vento
                  pungente t’intorpidisce le guance e
                  le dita delle mani si gelano.
                  E’bello il ricordo di quel
                  giorno………..
                  E’ mattino presto, sono le cinque.
                  La porta della mia camera in modo
                  brusco si apre, una voce forte e
                  conosciuta arriva puntuale alle mie
                  orecchie: “Arianna, sii veloce è già
                  tardi…”.
                  E’ sempre tardi per Giovanni, è il
                  suo modo di fare,….diventa tardi
                  anche quando è presto.
                  Mi sono chiesta tante volte il perché
                  di tutto questo. Comincio a credere
                  che tema le lentezze delle donne
                  nel prepararsi; infatti in casa ha
                  tre esemplari di queste lentezze
                  e quindi, nel dubbio, mi incita
                  sempre con la solita frase che già di
                  sé da un tocco stonato all’augurio
                  del mattino.
                  Rimango un attimo immobile nel
                  letto. Poltrire ancora per alcuni
                  minuti, scacciando in modo delicato

                  l’ultimo sonno, è una debolezza che

                  mi trascino dall’infanzia. Mi piace,
                  mi prepara a vivere meglio la mia
                  giornata.
                  Poi, come sempre, il pensiero
                  del brontolio di Giovanni e della
                  giornata da dedicare alla caccia mi
                  sprona. Mi preparo svelta…ora
                  ogni minuto è davvero prezioso.
                  L’acqua fredda mi scorre sul
                  viso, mi vesto per bene, fa freddo
                  fuori. Raccatto tutti gli attrezzi del
                  “mestiere” e raggiungo il babbo.
                  Nel fuoristrada che mi attende già
                  in moto nel cortile c’è Dealdo,
                  l’inseparabile amico di papà.
                  Durante il tragitto sonnecchio
                  raggomitolata sul sedile posteriore
                  del fuoristrada. Davanti, come
                  ogni fine settimana dedicato alla
                  caccia, Giovanni e Dealdo danno
                  vita al consueto “teatrino”. Loro,
                  scherzosi amici di vecchia data,
                  sono inseparabili; hanno fatto tutto
                  allo stesso modo nella vita, anche
                  le cose più importanti; l’identica
                  tempistica nel fidanzamento, nel
                  matrimonio e nel mettere al mondo
                  i figli. Esempio raro di durevole
                  amicizia e di mutuo soccorso.
                  Arriviamo davanti al bar. Scendo
                  dalla jeep e chiudo lo sportello dietro
                  di me con gesto meccanico, senza
                  girarmi. In modo ironico mi
                  considero, in questi momenti,
                  un robot, automatico nei
                  movimenti, io, rallentata dalla
                  frescura che mi assale nel
                  lasciare la macchina.
                  Nel bar ad aspettarci, puntuali
                  come solito, troviamo Michele
                  e Raffaele che per affrettare
                  i tempi stanno già facendo
                  colazione con la brioche e il
                  cappuccino.
                  Bevo il mio solito caffé.
                  Sento di essere al centro
                  della curiosità di alcuni
                  insoliti avventori del locale.
                  Sono ancora in molti a non
                  considerare possibile la caccia al
                  femminile.
                  Osservo con grande interesse le
                  foto appese alle pareti, lo faccio
                  ogni volta che ci fermiamo per
                  la colazione; ritraggono Nilo il
                  proprietario del locale nelle sue
                  battute di caccia. Lui, beccacciaio
                  accanito, espone con soddisfazione
                  le foto che immortalano le sue
                  cacciate e, se interpellato, racconta
                  con passione le sue avventure di
                  caccia.
                  Il babbo con Raffaele, Michele e
                  Dealdo, pianificano la caccia del
                  mattino dedicata alla “regina”. Ci
                  si accorda sulle zone che andremo
                  a perlustrare, per non correre il
                  rischio di disturbarci a vicenda.
                  Infatti troppi cacciatori e troppi cani
                  in uno spazio ristretto finirebbero
                  per creare solo intralcio. Si esce dal
                  bar. Ci salutiamo.
                  Arriviamo in anticipo sul posto
                  di caccia. Mentre si discutono i
                  dettagli della cacciata, l’alba si
                  ripresenta ancora una volta in tutto
                  il suo splendore.
                  La rugiada nei prati in alcuni tratti
                  si è trasformata in brina, il primo
                  chiarore la fa brillare come preziosi
                  cristalli.
                  E’ sabato, questo giorno ormai è
                  nato e già si aggiunge al libro dei
                  miei ricordi.
                  Siamo pronti. Io con Dealdo e Lilla,
                  setterina inglese dal naso buono
                  e dalla ferma sicura, cacceremo
                  insieme. Mio padre in questa
                  circostanza caccerà da solo in quel
                  bosco ormai conosciuto; Simone, che
                  abitualmente gli faceva compagnia,
                  oggi è assente..…giustificato.
                  Si parte. Dealdo scioglie la cagna
                  che si dirige in modo deciso nel fitto
                  distanziandoci un po’. Guadagniamo
                  in fretta il bosco separandoci quel
                  tanto che basta per seguire al meglio
                  il lavoro del cane. Lilla, naso a
                  terra, lavora di buona lena e dopo
                  alcuni minuti si blocca in una ferma
                  statuaria. Immobile, collo allungato,
                  posteriore abbassato. Bellissima.
                  Improvvisamente rompe la ferma e
                  riparte con fare sospettoso. Zigzaga
                  per alcuni metri in modo nervoso,
                  quasi meccanico; siamo certi che
                  la beccaccia ha pasturato tra questi
                  cespugli.
                  All’improvviso, forse ad una
                  trentina di metri, la beccaccia con
                  il classico fragore s’invola. Dealdo
                  l’intravede nel fitto dei rami e
                  spara entrambe le cartucce del suo
                  fucile….inutilmente. La vedo salva
                  che si allontana per rimettersi, forse
                  poco lontana.
                  Dealdo, scuro in volto, chiede:
                  ----perché non hai sparato? Forse
                  non l’hai vista?----
                  Replico decisa ---si che l’ho vista,
                  ma era troppo lontana----
                  “Devi sempre tentare in questo tipo
                  di caccia…o non sparerai mai…”e
                  aggiunge ---Te spara, poi si vede
                  ---- .
                  Quante volte l’ho sentita questa
                  frase, quante volte mi è stata detta.
                  Una frase vecchia che racchiude in
                  se un mondo antico, pieno dei modi
                  di intendere la caccia. A loro è stato
                  insegnato così e finchè potranno
                  lo insegneranno a loro volta, così
                  esattamente al solito modo, ai loro
                  figli e ai loro nipoti.
                  Si riparte, questa volta con maggior
                  convinzione; io in posizione
                  leggermente staccata e poco più in
                  alto.
                  Lilla lavora di gran lena, ha capito
                  che le beccacce oggi ci sono. Dopo
                  una guidata da manuale si rimette
                  in ferma. Si alza nuovamente la
                  beccaccia in un volo regolare, quasi
                  non avesse udito le due precedenti
                  fucilate. Un grido: “Eccolaaaa”.
                  La vedo sopra la mia testa alla mia
                  destra, la lascio passare, mi giro
                  imbraccio e sparo.
                  Il silenzio. Sono rintronata e
                  assente.
                  All’ improvviso la voce del mio
                  compagno di caccia mi scuote :
                  “L’hai presa?”
                  Rispondo: “Non lo so…ho sparato
                  nell’ultimo chiaro disponibile
                  mentre entrava in quel fitto… non l’
                  ho più vista”
                  Dealdo in alcuni secondi mi è vicino
                  e chiede le esatte “coordinate”
                  “Si è diretta verso il fosso di questo
                  fitto, come per risalirlo…”
                  Mentre spiego a Dealdo quanto è
                  successo, Lilla accorsa sulla fucilata,
                  continua a cercare, naso a terra,
                  per capire se Arianna, sua giovane
                  amica, aveva fatto quella che
                  solitamente si chiama “padella”.
                  All’improvviso, mentre prendeva
                  corpo la convinzione che quella
                  beccaccia l’avremmo dovuta
                  nuovamente ribattere, Lilla,
                  scodinzolando in modo frenetico
                  trova e abbocca la beccaccia oramai
                  senza vita.
                  Dealdo alza le braccia al cielo e urla
                  “Campioni del mondo!!!”
                  Io senza la benché minima parola,
                  … cosa rara per una donna…. lo
                  guardo incredula mentre Lilla gli
                  porge quella beccaccia.
                  Ripete ancora: “Campioni del
                  mondo!!!” e poi “Dai vieni a
                  prenderla che la metti nel carniere”
                  Ancora incredula per il bel tiro e
                  con gli occhi lucidi per l’emozione
                  rispondo con un filo di voce: “No
                  mettila tu nel carniere, io adesso
                  non ce la farei”
                  Prendo il telefono e subito racconto
                  tutto quanto al babbo e al fidanzato.
                  Più tardi mi renderò conto di averlo
                  detto…. a mezzo mondo.
                  Il giorno seguente, sempre con
                  Dealdo e Lilla, un’altra beccaccia,
                  dopo un volo di quaranta metri, mi
                  regalò con la sua vita, spenta ai piedi
                  di una quercia maestosa, un’altra
                  meravigliosa giornata di caccia.


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                  • ragno
                    coniglio blablabla
                    • Jul 2007
                    • 2642
                    • Fornaci, Perugia, Umbria.
                    • Drahthaar/Aurora Drahthaar/Ruby Drahthaar/Cuba

                    #10
                    Originariamente inviato da Cristian De Monte
                    ...ma poi tutte in toscana le donne cacciatrici, possibile che a Mantova non ce nè una!!!!
                    Maremma parabolica, anche l'Umbria è scarna di belle cacciatrici, fortunache la toscana sta ad un passo! [slurp]
                    Passione Drahthaar
                    Posta alla beccaccia? No grazie, roba da sfigati

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                    • Renato Pianegonda
                      ⭐⭐⭐
                      • Sep 2009
                      • 1543
                      • Vicenza, Veneto
                      • Setter e Breton

                      #11
                      Non vi resta che tentare l'altra strada...
                      Prendere una cucciola di donna e tentare di "addestrarla" alla caccia!!! [:D][:D][:D]
                      Renato Pianegonda

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                      • Francesco Petrella
                        ⭐⭐⭐
                        • Oct 2006
                        • 4883
                        • L'Aquila, Abruzzo.
                        • Setter inglese

                        #12
                        Grande Arianna, bella e brava. Mi hanno invitato a becche a Casalguidi, che ne pensate di una cacciata tutti insieme?
                        Scommettiamo che mi invidieranno tutti i maschietti quelli del forum?

                        p.s. il primo che mi prende per marpione se la vedrà con PigKill
                        Posta alla beccaccia?
                        No grazie, roba da sfigati

                        Francesco Petrella
                        www.scolopax.it

                        www.scolopaxrusticola.com

                        sigpic



                        We te ne
                        nee te sa
                        (chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)

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                        • duedentoni_old

                          #13
                          Originariamente inviato da Renato Pianegonda
                          Non vi resta che tentare l'altra strada...
                          Prendere una cucciola di donna e tentare di "addestrarla" alla caccia!!! [:D][:D][:D]


                          Forte!!!!!! questa è bellissima!

                          Commenta

                          • enrico
                            ⭐⭐⭐
                            • Apr 2006
                            • 7098
                            • Casarza Ligure, Genova, Liguria.
                            • bracco italiano

                            #14
                            Maremma impestata mi sa che voi portate male come un gatto nero attaccato ai coglioni.... se parlate così non vengano neache più ai raduni.... dico bene Lara Duebottoni? opsss Duedentoni......
                            Bando agli scherzi bellissimo racconto brava Ary e bravi Lara!!!!!.
                            enrico

                            le opinioni personali sono come le palle.... ognuno ha le sue

                            Commenta

                            • andrea silvagni
                              Premio Eleganza 2013
                              • May 2005
                              • 4699
                              • Latina, Latina, Lazio.
                              • bi_ Fiamma e Aramis kz_ Iulia

                              #15
                              Originariamente inviato da enrico
                              Maremma impestata mi sa che voi portate male come un gatto nero attaccato ai coglioni.... se parlate così non vengano neache più ai raduni.... dico bene Lara Duebottoni? opsss Duedentoni......
                              Bando agli scherzi bellissimo racconto brava Ary e bravi Lara!!!!!.
                              ti sei dimenticato duepolmoni
                              Silvagni Andrea


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