Ancora lupi....
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Non so se qualcuno di voi ha visto il recente documentario sul lupo proposto da Caccia&Pesca di SkY: ebbene, un tecnico faunistico di cui non ricordo il nome, ha detto che in america (se non ricordo male) durante uno studio del DNA di Lupo, Orso e un terzo predatore (mi pare fosse il Puma, ma non ne sono sicuro), ad un certo punto gli studiosi non riuscibano più a distinguere quale fosse il DNA del lupo, quale fosse quello dell'orso, ecc...
Testualmente dice: "...il lupo che diventa Orso, piuttosto che l'orso che diventa Puma,... Insomma, lo studio del DNA non è così scientifico come fanno credere..." [occhi][occhi][occhi]Mandi
Alessandro
Posta alla beccaccia? No grazie, roba da sfigatiCommenta
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Cavolo, e io che pensavo che il DNA fosse l'unica certezza ancora esistente. Grazie dell'informazione AlexNon so se qualcuno di voi ha visto il recente documentario sul lupo proposto da Caccia&Pesca di SkY: ebbene, un tecnico faunistico di cui non ricordo il nome, ha detto che in america (se non ricordo male) durante uno studio del DNA di Lupo, Orso e un terzo predatore (mi pare fosse il Puma, ma non ne sono sicuro), ad un certo punto gli studiosi non riuscibano più a distinguere quale fosse il DNA del lupo, quale fosse quello dell'orso, ecc...
Testualmente dice: "...il lupo che diventa Orso, piuttosto che l'orso che diventa Puma,... Insomma, lo studio del DNA non è così scientifico come fanno credere..." [occhi][occhi][occhi]
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Forse fai un po' di confusione. Quella persona potrebbe fare riferimento al fatto che su una preda, sopratutto se larga come un alce, vari predatori possono lasciare delle impronte. Per esempio un branco di lupi potrebbe aver allontanato un grizzly femminile che prima aveva cacciato via un puma dalla carcassa. Alla fine si poteva trovare delle tracce di DNA di tutti i visitatori. Se una prova di DNA e`stata prelevata e analizzata con il dovuto rigore praticamente non c'e dubbio sulla specifica identita'.Non so se qualcuno di voi ha visto il recente documentario sul lupo proposto da Caccia&Pesca di SkY: ebbene, un tecnico faunistico di cui non ricordo il nome, ha detto che in america (se non ricordo male) durante uno studio del DNA di Lupo, Orso e un terzo predatore (mi pare fosse il Puma, ma non ne sono sicuro), ad un certo punto gli studiosi non riuscibano più a distinguere quale fosse il DNA del lupo, quale fosse quello dell'orso, ecc...
Testualmente dice: "...il lupo che diventa Orso, piuttosto che l'orso che diventa Puma,... Insomma, lo studio del DNA non è così scientifico come fanno credere..." [occhi][occhi][occhi]
Infatti le prove di DNA viene usata proprio per questo qualita' [:D]
Ciao&WMH
KronbergCommenta
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Io la pensavo proprio come te, ma da quando hanno cominciato a sparire cani da caccia sono stato costretto a ripensarci sopra. Comunque sono sempre a favore del lupo, ma come dice Samo é meglio contenerlo prima che si arrivi a odiarlo (peche é quello che succede quando ti sparisce un cane e poi lo ritrovi sbranato e a pezzi). Nei 15000 ettari dove ho il diritto di cacciare la stagione scorsa sono stati uccisi 3 cani (segugi) e uno é riuscito a salvarsi grazie all´intervento del padrone. Non ti dico cosa si prova a sciogliere un cane, io non avevo mai usato il fischetto cosi spesso come ho fatto la stagione passata. I lupi sono tornati e sono tornati per rimanere, bisogna abituaci a convivere con loro e abituare loro a convivere con noi.
Ciao MaurizioCommenta
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Sembra che i lupi non tollerano altri canidi sul territorio che considerano loro. Infatti dove non si caccia il lupo la causa principale della morte di un lupo adulto secondo un paper citato nella Wiki è l'aggressione di un altro branco. [:-bunny]
Capisco il dolore della gente che perde suo cane.
Concordo. Vedremo se la caccia o l'abbattimento saranno parte del nostro management. [:-fight]I lupi sono tornati e sono tornati per rimanere, bisogna abituaci a convivere con loro e abituare loro a convivere con noi.
Ciao&WMH
KronbergCommenta
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Alex quel signore non è un tecnico faunista e quanto a ciò che dice in merito al dna e ad altre cose in quel doc, meglio lasciar correre...Non so se qualcuno di voi ha visto il recente documentario sul lupo proposto da Caccia&Pesca di SkY: ebbene, un tecnico faunistico di cui non ricordo il nome, ha detto che in america (se non ricordo male) durante uno studio del DNA di Lupo, Orso e un terzo predatore (mi pare fosse il Puma, ma non ne sono sicuro), ad un certo punto gli studiosi non riuscibano più a distinguere quale fosse il DNA del lupo, quale fosse quello dell'orso, ecc...
Testualmente dice: "...il lupo che diventa Orso, piuttosto che l'orso che diventa Puma,... Insomma, lo studio del DNA non è così scientifico come fanno credere..." [occhi][occhi][occhi]
Uno che mette in dubbio la veridicità delle analisi genotipiche senza saperle neanche fare non mi sembra molto attendibile.
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Che facendo l'esame del DNA si possa scambiare il lupo con l'orso o altro animale mi pare inverosimile.
Che il lupo possa attaccare i cani non è invece un immotivato allarmismo da neo cassandre, ma,
come testimoniato dalla Svezia ,una realtà e credo che nel sud di queste esperienze ne abbiano fatte
parecchie così come ne fanno regolarmente nei balcani (Hadzi docet).
Ora siamo ai documentati avvistamenti in pieno giorno alla periferia delle città, in zone dove fino a pochissimi
anni fa il lupo lo si poteva trovare solo nei libri di favole.
Una azione di monitoraggio seria e non di parte, mi sembrerebbe una cosa ragionevole ed auspicabile ,
azione propedeutica ad eventuali programmi di contenimento laddove si rendessero necessari.
Trovo invece irragionevole la attuale regolamentazione di protezionismo assoluto ed incondizionato,
qualunque cosa succeda dato che la situazione è radicalmente cambiata.lucioCommenta
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Lucio, io ritengo invece che le due cose possano sposarsi benissimo. Da una parte un'azione di monitoraggio effettuata da personale competente nel rispetto della attuale regolamenteazione di protezionismo.Che facendo l'esame del DNA si possa scambiare il lupo con l'orso o altro animale mi pare inverosimile.
Che il lupo possa attaccare i cani non è invece un immotivato allarmismo da neo cassandre, ma,
come testimoniato dalla Svezia ,una realtà e credo che nel sud di queste esperienze ne abbiano fatte
parecchie così come ne fanno regolarmente nei balcani (Hadzi docet).
Ora siamo ai documentati avvistamenti in pieno giorno alla periferia delle città, in zone dove fino a pochissimi
anni fa il lupo lo si poteva trovare solo nei libri di favole.
Una azione di monitoraggio seria e non di parte, mi sembrerebbe una cosa ragionevole ed auspicabile ,
azione propedeutica ad eventuali programmi di contenimento laddove si rendessero necessari.
Trovo invece irragionevole la attuale regolamentazione di protezionismo assoluto ed incondizionato,
qualunque cosa succeda dato che la situazione è radicalmente cambiata.Commenta
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Trattare canidi di una certa taglia come invasori del proprio territorio e uccidendoli fa parte della natura del lupo e di suoi branci. Dubitare di questo comportamento significa ignorare le ricerce scientifiche e i fatti.Che facendo l'esame del DNA si possa scambiare il lupo con l'orso o altro animale mi pare inverosimile.
Che il lupo possa attaccare i cani non è invece un immotivato allarmismo da neo cassandre, ma,
come testimoniato dalla Svezia ,una realtà e credo che nel sud di queste esperienze ne abbiano fatte
parecchie così come ne fanno regolarmente nei balcani (Hadzi docet).
Detto questo ci sono sicuramente variabili che influenzano la violenza della difesa del territorio come la pressione di caccia, l'esperienza del branco e dei singoli, la forza del branco e dei singoli e altre circostanze dovute al habitat. Insomma se un branco grande con bei lupi di sessanta chili incontra un cane da solo vicono alla sua tana coi cucoli lo ucciderá quasi al cento per cento, mentre un singolo maschio da trenta chili in ricerca di un nuovo habitat sarà piú cauto in un confronto.
Quello sarebbe proprio interessante. Insomma se i lupi da alcuni anni sbucano da ogni parte del arco alpino - dalla Francia alla Svizzera, dal Tirolo alla Stiria - si dovrebbe verificare ed aggiornare l'areale e il raggio d'azione. Per esempio secondo i mammiferi d'Italia noi i lupi vivono ad una distanza di più di 400km.Una azione di monitoraggio seria e non di parte, mi sembrerebbe una cosa ragionevole ed auspicabile ,
azione propedeutica ad eventuali programmi di contenimento laddove si rendessero necessari.
Ditelo a quel lupo morto trovato sul Joch Grimm/Passo Oclini che qui ufficialmente non dovrebbe esistere. [:D]
Concordo con Walter che questo non significa che si deve aprire la caccia al lupo. Personalmente il modello svizzero mi sembra ben bilanciato, però sono curioso come il lupo si comporta nella nostra regione.
Ciao&WMH
KronbergUltima modifica Ospite; 09-02-10, 11:49.Commenta
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Personalmente non credo che il lupo possa avere comportamenti diversi in Svizzera , nel Sud Tirol o altrove.
Il problema è che mentre in Svizzera di fronte a provati e continuati atteggiamenti predatori di animali domestici, è possibile intervenire, limitatamente a esemplari ben individuati e di provata pericolosità per le greggi, in Italia non è possibile alcun intervento nemmeno se aggredisse un bambino.
Questo è il punto , nessuna intenzione stragista o di distruzione della specie, auspico solo una ragionata possibilità di intervento laddove un animale selvatico dimostri di avere comportamenti non piu'
consoni alla sua natura e fosse comprovatamente abituato a nutrirsi di animali domestici.
Una organica, seria ed imparziale opera di monitoraggio permetterebbe di stabilire, sia pure con la inevitabile approssimazione, la "salute" della specie ed il suo "vero" areale di distribuzione , convinto come sono che
oggi la sua popolazione sia grandemente sottostimata.lucioCommenta
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Da studi effettuati dal 1977 al 1986 si dava una popolazione di 180/200 lupi sull'intera catena appenninica, però nello stesso periodo e nello stesso areale è stato certificato il decesso per varie cause di 87 esemplari (suddivisi per 12 regioni), già allora la cosa mi lasciò un'attimino perplesso in quanto i n. non tornvano... gli anni sono passati si parla di 50 soggetti solo in Piemonte, ma a quanto pare nessuno sa (o non dice) la reale consistenza della specie sul territorio nazionale!!
Oggi è logico pensare a questa specie sotto il profilo conservazionistico, però dobbiamo anche pensare che andrebbe cmq censita e monitorata, valutando attentamente la dinamica della popolazione e la sua distribuzione e, se fosse il caso, quando superasse la soglia di densità territoriale, anche contenuta con piani di abbattimento selettivi.Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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Questa è la realtà, non solo per il lupo, ma per qualsiasi predatore. Potendo scegliere, opterà sempre per la preda più facile da catturare, in questo caso, fra un capriolo, un cinghiale e una pecora ..... la risposta quale sarà? Conosco personalmente un allevatore che, dopo diverse uccisioni (non rimborsate....) ha preso l'unica decisione che poteva, non portare più le pecore al pascolo, ma lasciarle sempre al chiuso e alimentarle lui. In diverse persone hanno sentito ululare i lupi dalla piazza del paese nelle balze di fronte (lo scorso anno, quest'anno no) e anche io li ho sentiti in una uscita a beccacce lungo un fosso sotto queste balze ..... non nascondo che ho legato il cane e ho cambiato aria.....Personalmente non credo che il lupo possa avere comportamenti diversi in Svizzera , nel Sud Tirol o altrove.
Il problema è che mentre in Svizzera di fronte a provati e continuati atteggiamenti predatori di animali domestici, è possibile intervenire, limitatamente a esemplari ben individuati e di provata pericolosità per le greggi, in Italia non è possibile alcun intervento nemmeno se aggredisse un bambino.La caccia è sempre domaniCommenta
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Per arrivare nella Stiria dal più vicino territorio occupato da lupi appenninici secondo il sito dei mammiferi d'Italia (2002) un corvo deve volare ben 600 km. Per un lupo saranno tantissimi km in più.Oggi è logico pensare a questa specie sotto il profilo conservazionistico, però dobbiamo anche pensare che andrebbe cmq censita e monitorata, valutando attentamente la dinamica della popolazione e la sua distribuzione e, se fosse il caso, quando superasse la soglia di densità territoriale, anche contenuta con piani di abbattimento selettivi.
Insomma, non mi sembra che noi o le autoritá siano al corrente riguardo il numero e la espansione del lupo.
Ciao&WMH
KronbergCommenta
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Da studi effettuati dal 1977 al 1986 si dava una popolazione di 180/200 lupi sull'intera catena appenninica, però nello stesso periodo e nello stesso areale è stato certificato il decesso per varie cause di 87 esemplari (suddivisi per 12 regioni), già allora la cosa mi lasciò un'attimino perplesso in quanto i n. non tornvano... gli anni sono passati si parla di 50 soggetti solo in Piemonte, ma a quanto pare nessuno sa (o non dice) la reale consistenza della specie sul territorio nazionale!!
Oggi è logico pensare a questa specie sotto il profilo conservazionistico, però dobbiamo anche pensare che andrebbe cmq censita e monitorata, valutando attentamente la dinamica della popolazione e la sua distribuzione e, se fosse il caso, quando superasse la soglia di densità territoriale, anche contenuta con piani di abbattimento selettivi.
La cosa non e' semplice in alcune zone, come in questa per esempio, ma dove sicuramente ci sono (avvistati 2 esemplari lo scorso ottobre proprio in quegli spiazzi in primo piano al centro della foto):
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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