Novembre 2011, ultimo giorno di caccia al camoscio adulto (si protrarrà al capretto dell'annata e allo yarling fino al 30 novembre). E' un venerdì, feriale per noi ma festivo per i Francesi e quindi caccia aperta. Parto di buon ora con mio fratello; il colle è già chiuso per neve e quindi è necessario un lungo percorso in macchina e poi a piedi per arrivare nei nostri terreni di caccia. Fa caldo e gli animali stanno molto in alto, nella neve. L'avvicinamento, oltre a essere molto duro è anche difficoltoso a causa del vento che continua a girare mettendoci spesso sottovento agli animali. L'unica cosa che otteniamo nelle prime 6 ore di caccia sono i fischi dei camosci e gli abbai dei caprioli disturbati.Andiamo alla baita per posare un po' di materiale, accendere la stufa e mangiare qualcosa. Poi decidiamo di dividerci: io col setter a cercare le beccacce nel bosco (la mattina, senza cercarle, ne avevamo levate due!), mio fratello a fare la posta serale al capriolo in un pascolo d'altitudine. Ma, appena usciti di casa, ecco Lui. Nelle rocce lassù, a circa 300 metri da noi, un grosso prato ci separa. Inevitabile come sempre non farci scorgere. Ma decidiamo di provarci, girando un po' largo.Usciamo a circa 200 metri sotto di lui, ancora poche roccette a coprirci parzialmente e poi non resta che il tiro. Ma ecco il solito fischio beffardo: ci ha visto o sentito!Si muove, sembra che scappi via e allora anche noi guadagniamo velocemente ancora qualche metro e poi ci dobbiamo fermare pena perderlo di vista. Siamo entrambi sdraiati, mio fratello che tiene i due cani (il setter e il segugio bavarese), io in cerca di una posizione per il tiro. Alcuni attimi senza vederlo, poi eccolo sbucare sopra le rocce tra alcuni piccoli larici. Ci cerca, si muove nervosamente, sbatte gli zoccoli anteriori sulla roccia, ma rimane in un'area ristretta. Telemetro velocemente, 172 metri la distanza reale, ma con un angolo di tiro importante, prossimo ai 30°. L'appoggio non è buono e non sono tanto tranquillo: è il genere di tiro, dal basso verso l'alto che non mi piace. Finalmente Lui si mette in buona posizione, tiro lo stecher e sto per sparare quando la setterina, sfuggita a mio fratello, mi raggiunge e salta addosso. Perdiamo tempo, il camoscio si gira, ora è stabile ma... di punta. Lascio partire il colpo.Il vecchio camoscio si muove, sale un po', gira intorno a un boschetto e di qui non esce più. Non sono sicuro del colpo per vari motivi, non ultimo la concitazione dell'azione e la mia poca tranquillità al momento del tiro.Infatti il successivo controllo dell'anschuss e di tutta l'area mi conferma la sensazione che avevo: l'ho sbagliato!Troviamo le sue impronte sulla neve: dopo il boschetto c'è un canalino che lui ha risalito senza che lo scorgessimo per allontanarsi definitivamente. Per oggi la caccia è finita, troppo tardi per le beccacce e per il capriolo rientriamo alla baita un po' abbacchiati.L'indomani un vento ballerino non ci permetterà di avvicinarci ai vari camosci avvistati.
Arrivederci vecchio camoscio, ci si vede l'anno prossimo
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