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La ghettizzazione.....addirittura a livello comunale.
Perché non facciamo in modo di farla chiudere completamente ed eliminare anche la selezione e, se proprio questa ci deve essere farla a rotazione e non solo e sempre per i soliti noti?
Qualche toscano, sarà anche pratico di Comuni, ma riuscirebbe a sopravvivere solo lui di questi tempi?
Sono per il ripristino in toto del Testo Unico del 39 senza aggiustatine e cacciare anche il martedì e venerdì, come avviene da tante altre parti.
Saluti Giovanni
Io tornerei al T.U. del 39...con qualche piccola aggiustatina...
Io no.
Anche perche' dimmi come faresti a far accettare questo:
articolo 4
- agli effetti della presente legge sono considerati nocivi:
a) fra i mammiferi: il lupo, la volpe, la faina, la puzzola, la lontra, il gatto selvatico;
b) fra gli uccelli: le aquile, i nibbi, l'astore, lo sparviero e il gufo reale.
nelle bandite, nelle riserve e nelle zone di ripopolamento e cattura sono, altresì, considerati nocivi la martora, la donnola, i rapaci diurni e notturni, i corvi, le cornacchie, la taccola, la gazza, la ghiandaia e le averle. sono parimenti considerati nocivi gli aironi e i marangoni dove si esercita l'industria della pesca.
è equiparato ai nocivi il gatto domestico vagante oltre 300 metri dallo abitato.
-- articolo 26
- l'uso dei lacci, tagliole, trappole e bocconi avvelenati di cui all'articolo precedente è subordinato alla osservanza delle seguenti norme:
<?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P>
a) i lacci, le tagliole, le trappole debbono essere usati in modo da non presentare pericolo per la selvaggina non dannosa o per gli animali domestici;
b) da un'ora prima del sorgere del sole ad un'ora dopo il tramonto i lacci e le trappole debbono essere disarmati e le tagliole debbono avere il gancio di arresto chiuso in modo da riuscire innocui;
c) i bocconi avvelenati debbono essere collocati un'ora dopo il tramonto ed asportati un'ora prima del sorgere del sole;
d) i punti ove sono collocati lacci, tagliole, trappole e bocconi avvelenati devono essere contrassegnati in modo visibile a fine di renderne agevole l'identificazione;
e) deve essere tenuta nota esatta del punto ove siano collocati i lacci, le tagliole, le trappole ed i bocconi avvelenati, nonché del relativo numero.
le disposizioni di cui alle lettere b) e c) non si applicano quando si tratti di zone recinte ove non sia possibile l'accesso ad estranei.
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Questo invece e' molto restrittivo. Non aveva fatto il corso per selecontrollore chi l'ha scritto.
articolo 38
- è sempre proibito uccidere o catturare:
<O:P></O:P>
a) lo stambecco, il camoscio dell'abruzzo e il muflone;
b) i giovani camosci dell'anno e le madri che li accompagnano;
c) le femmine dei daini, dei cervi e dei caprioli;
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
Io no.
Anche perche' dimmi come faresti a far accettare questo......
Infatti ho parlato anche di modifiche. Ma non sono i dettagli come questi il punto della questione, è evidente che in 75 anni qualcosa è cambiato (e non sono cambiamenti di poco conto - oltre al discorso dell'uccellagione, degli ungulati e quant'altro - il fatto che il partito fascista non esiste più e che la federazione italiana della caccia non è più l'unica associazione esistente) e non può essere presa una legislazione del genere e calata tal quale nel contesto attuale.
Quello che voglio dire è che intanto il testo unico del 39 era appunto un testo unico, e cioè una disciplina completa ed esauriente in un unico atto normativo dell'intera materia.
In secondo luogo contiene una particolare impostazione burocratico-amministrativa che prevede un "comitato per la caccia" di livello nazionale, e, più in basso, di livello provinciale, che ha il compito principale di rendere parere.
In terzo luogo il territorio nazionale è suddiviso in "compartimenti venatori" variamente individuati od individuabili.
Questo TU secondo me conteneva degli spunti interessanti da cui partire per riorganizzare il sistema venatorio, come appunto questi compartimenti soggetti al comitato per la caccia. Inoltre conteneva delle definizioni legislative molto più complete di quelle attuali, vedasi ad es. le definizioni degli appostamenti fissi e temporanei e della proprietà della selvaggina abbattuta (che spetta a chi l'ha abbattuta, a chi la sta inseguendo finché non ne abbandona l'inseguimento o a chi l'ha ferita, e non come adesso a chi "l'ha cacciata" - che non si capisce bene cosa significhi).
Invece la 157 non è altro che la scopiazzatura grossolana della legge 968/1977, con sostanzialmente la trasformazione delle vecchie (e piccole) aree a gestione sociale in atc, con la conseguente soppressione di quel "terreno libero" che non piaceva a chi aveva in mente poltrone gestionali e controllo dei cacciatori, e l'enfatizzazione della proprietà della selvaggina da parte dello stato, già prevista dalla legge del 77 e ora ribadita con più forza.
Oh, ora capisco e vedo anche che siamo d'accordo su:
-far tabula rasa dell'esistente,
-nuovo testo unico nazionale che dia un indirizzo chiaro
-limitato (e ben definito dalla legge nazionale) potere agli enti locali (regioni o macroaree)
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
Io no.
Anche perche' dimmi come faresti a far accettare questo:
articolo 4
- agli effetti della presente legge sono considerati nocivi:
a) fra i mammiferi: il lupo, la volpe, la faina, la puzzola, la lontra, il gatto selvatico; Beh il lupo non serve a nulla e fa solo danni, la volpe anche, faina e puzzola con la lontra pure, il gatto domestico inselvatichito non sai quanti animali ammazza solo per il gusto di uccidere; quindi sono d'accordo in toto all'articolo
b) fra gli uccelli: le aquile, i nibbi, l'astore, lo sparviero e il gufo reale.
nelle bandite, nelle riserve e nelle zone di ripopolamento e cattura sono, altresì, considerati nocivi la martora, la donnola, i rapaci diurni e notturni, i corvi, le cornacchie, la taccola, la gazza, la ghiandaia e le averle. sono parimenti considerati nocivi gli aironi e i marangoni dove si esercita l'industria della pesca. Anche qui una regolata ci deve essere, o vogliamo gli animali e non solo per la caccia e allora effettuiamo il controllo anche sui rapaci o appendiamo il fucile al chiodo
è equiparato ai nocivi il gatto domestico vagante oltre 300 metri dallo abitato già detto ieri la mia gatta ha ammazzato i piccoli dei colombacci che avevano nidificato da me, e sua madre ammazzava i leprotti.
-- articolo 26
- l'uso dei lacci, tagliole, trappole e bocconi avvelenati di cui all'articolo precedente è subordinato alla osservanza delle seguenti norme:
<?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P>
a) i lacci, le tagliole, le trappole debbono essere usati in modo da non presentare pericolo per la selvaggina non dannosa o per gli animali domestici;
b) da un'ora prima del sorgere del sole ad un'ora dopo il tramonto i lacci e le trappole debbono essere disarmati e le tagliole debbono avere il gancio di arresto chiuso in modo da riuscire innocui;
c) i bocconi avvelenati debbono essere collocati un'ora dopo il tramonto ed asportati un'ora prima del sorgere del sole;
d) i punti ove sono collocati lacci, tagliole, trappole e bocconi avvelenati devono essere contrassegnati in modo visibile a fine di renderne agevole l'identificazione;
e) deve essere tenuta nota esatta del punto ove siano collocati i lacci, le tagliole, le trappole ed i bocconi avvelenati, nonché del relativo numero.
le disposizioni di cui alle lettere b) e c) non si applicano quando si tratti di zone recinte ove non sia possibile l'accesso ad estranei.
Se si rispettassero le disposizioni non mi vedo contrario, ai fini dell'eradicazione dei nocivi, ma poi finirebbe tutto in bracconaggio
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Questo invece e' molto restrittivo. Non aveva fatto il corso per selecontrollore chi l'ha scritto.
articolo 38
- è sempre proibito uccidere o catturare:
<O:P></O:P>
a) lo stambecco, il camoscio dell'abruzzo e il muflone; Non sono d'accordo
b) i giovani camosci dell'anno e le madri che li accompagnano; Sono assolutamente d'accordo
c) le femmine dei daini, dei cervi e dei caprioli;
Se hanno il piccolo sono d'accordo, per il divieto totale non sono d'accordo
La ghettizzazione.....addirittura a livello comunale.
Perché non facciamo in modo di farla chiudere completamente ed eliminare anche la selezione e, se proprio questa ci deve essere farla a rotazione e non solo e sempre per i soliti noti?
Qualche toscano, sarà anche pratico di Comuni, ma riuscirebbe a sopravvivere solo lui di questi tempi?
Sono per il ripristino in toto del Testo Unico del 39 senza aggiustatine e cacciare anche il martedì e venerdì, come avviene da tante altre parti.
Saluti Giovanni
Ma che ghettizzazione, piuttosto gestione vera. Nel resto d'Europa fanno così, siamo noi in condizione di dire che il nostro sistema di caccia e' migliore, quando la maggior parte dei fagiani cacciati sono nati in una incubatrice? Quando le risorse, frutto dei nostri versamenti, vengono utilizzate per pagare stipendi e danni?
Andare a caccia non e' un diritto. E' un premio.
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Io tornerei al T.U. del 39...con qualche piccola aggiustatina...
Sulle riserva comunali sono un po' perplesso, perché qui in Veneto i comuni sono numerosissimi e veramente piccoli e la maggior parte talmente urbanizzati da impedire di fatto di muoversi...[COLOR="Silver"]
Phala,guarda che in veneto ,le riserve comunali sono una realtà praticamente da sempre!!,basta guardare nel BELLUNESE!!ciao veci
[/COLOR] Phala,guarda che in veneto ,le riserve comunali sono una realtà praticamente da sempre!!,basta guardare nel BELLUNESE!!ciao veci
Sì ma lasciando perdere la zona alpi (e quindi praticamente tutto il bellunese) dove caccia un numero ristretto di persone (quante persone cacciano nei comprensori alpini veronesi, vogliamo dire una ventina per comprensorio?) , vorrei vederti a farle in pianura le riserve comunali, nei comuni della provincia di Verona (oltre 8.000 cacciatori) e di Vicenza (oltre 16.000)...
Facciamo il conto di quanti cacciatori cacciano attualmente nelle riserve alpine venete e mettiamo anche a confronto il territorio della zona alpi con quello di pianura in termini di urbanizzazione...
---------- Messaggio inserito alle 04:11 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:08 PM ----------
Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
Oh, ora capisco e vedo anche che siamo d'accordo su:
-far tabula rasa dell'esistente,
-nuovo testo unico nazionale che dia un indirizzo chiaro
-limitato (e ben definito dalla legge nazionale) potere agli enti locali (regioni o macroaree)
Sì, questa infatti sarebbe la mia visione, proprio i punti che hai elencato.
Abbiamo già discusso di quest'argomento tempo addietro; per me il cancro nella caccia non è colui che viene solo spremuto ma il politico che lo spreme, i denari non servono per la caccia ma per mantenere in piedi strutture sepolcrali quali Regioni (hanno pensato di limitare gli stipendi con legge Nazionale in quanto i Signori regionali, in 40 anni hanno pensato solo a come aumentarseli con ""assorbenti compresi"") , Province (e non mi si venga a dire che qualcuno le ha tolte) ed ATC che servono solo a mungere ed a nient'altro insieme alle Associazioni.
A questo punto, smettiamo di salvaguardare il nostro ""piccolo""; continuando di questo passo (e non ci vuole molto) si perde l'orto comune ai tanti.
Ho seguito la discussione sulle ultime votazioni e l'accanimento nei confronti dell'M5s (sono gli unici puliti dentro a quel marasma); ma se si
continua di questo passo si fa il gioco avverso; comunque è certo che nessuno ci vieta di continuare a dire la nostra; ma....dobbiamo forse ancora decidere se si vuole "la botte piena o la moglie mbriaca"[:-bunny] [;)]
Saluti - Giovanni
I punti base di un nuovo modello di gestione per me sono;
1) Reale calcolo della superficie libera e disponibile per cacciare, con scomputo delle aree di rispetto, distanze da case e strade che andrebbero inserite nelle aree di rifugio (e sarebbero più efficaci dei mega rifugi di ettari e ettari), con revisione almeno ogni due anni con niserimento delle nuove case o limitazioni successive;
2) Unità di gestione con almeno 1'700 Km quadrati di estensione con non più del 20% di superficie destinata a oasi di ripopolamento, possibilmente non troppo estese in modo da essere facilmente rilevabili ed eliminabili nocivi e bracconieri, non più di 5 Km quadrati ad esempio;
3) Il comitato di gestione deve essere nominato dai cacciatori con votazioni, e ogni riunione deve essere pubblica, il comitato non deve essere mono colore politico ma presentare equamente persone di destra che di sinistra in modo che tutti abbiano un rappresentante, non deve avere più di sei membri e ogni centesimo speso va documentato e giustificato, ogni azione di palese preferenza di una forma di caccia a danno delle altri è punita con la sospensione di anni 5 del PDA ai membri del comitato, tale comitato non ricever° alcun stipendio ma solo un rimborso su documentazione certificata e avvalorata dai membri dell unità di gestione con votazione a maggioranza;
4) Per l'adesione all'unità si dovranno fare almeno 5 giornate di lavori di miglioramento ambientale, oppure con tariffa di 20 €/ora x 8 ore e 5 giorni si dovrà pagare 800 € ridotti a 500 € per i residenti.
Per il resto più o meno i tempi di legge e non quelli dell'ISPRA funzionano e da Roma va impedita ogni azione pretestuosa degli animalisti.
Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
Non mi sono spiegato bene: per me gli ATC sono da buttare sia per come sono gestiti, sia per le dimensioni troppo grandi.
---------- Messaggio inserito alle 02:30 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:25 PM ----------
Bravo. Così ti ritrovi un paio di pulmann di cacciatori bresciani sulla piazza di Arzachena, che ti portano via anche le tegole del tetto.
A caccia in Sardegna, oggi il non sardo o il nor residente non caccia. Cosi dovrebbe essere in ogni regione d'Italia.
Bisogna smetterla con questo favorire il turismo venatorio.
Come ha detto qualcuno gli ATC sono serviti a chi si ha distrutto tutto dalle sue parti di andare a caccia in altri.
Qualcun altro dice che certi o tutti gli ATC sono troppo grandi..... [:-bunny]
Troppo grandi??
La normativa va cambiata in modo radicale:
1) pre apertura a scelta di ogni regione dal 1 settembre per massimo 3 giornate da svolgersi nei giorni di giovedì e domenica;
2) caccia alla nobile stanziale per massimo 5 giornate, tutte di domenica a partire dalla 3^ di settembre;
3) finite queste cinque giornate, si inizia con la caccia alla migratoria e/o stanziale (compreso il cinghiale) con giornate fisse. Giovedì e domenica più festivi infra-settimanali con io cinghiale solo la domenica e festivi per 3 mesi dall'inizio.
4) estromissione dell'ISPRA in favore di istituti regionali per gli studi sulla migratoria;
5) chiusura migratoria al 20/02 con il mese di febbraio dove si può fare uso del cane da riporto alla posta;
6) abolizione ATC con possibilità di cacciare la nobile stanziale nella propria provincia di residenza e migratoria consentita in tutte le province della propria regione per massimo 10 /15 giornate a scelta (fuori la propria provincia)
7) va bene destinare massimo il 20% del sasp a zone di rispetto ivi comprese le aree già vietate più/ poligoni, aree limitrofe alle strade, aree percorse da incendi;
8) pagare 50 euro di tassa regionale oltre a tcg e assicurazione;
9) l'80 % de selvaggina immessa deve provenire da zone ripopolamento e cattura;
10) abolire i comitati provinciali faunistici e i comitati di gestione atc;
Per queste cose non ci vogliono suggerimenti di Associazioni o altro.
Basterebbe metterle in pratica ed ecco modificata la 157!
Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta!!
beh ,sognare costa davvero poco.....ormai a settembre manca un nulla,occhio che rischiate di svegliarvi di colpo e malamente,visto che a settembre in Sardegna non si apre solo la caccia,ma anche le aule dei tribunali amministrativi[regol] ,che si debbono pronunciare sul ricorso dello scorso anno,tra cui la mancata istituzione in sardegna degli istituti previsti per legge...gli ATC[fiuu][fiuu]ciao veci
Sono incappato in una serie di articoli sui contributi ai cacciatori. Vi incollo una traduzione (google) che ritengo possa essere interessante, sopratutto...
Vi condivido un articolo scientifico abbastanza recente che andrebbe indirizzato alle nostre associazioni di categoria ....
Nelle conclusioni...
17-03-25, 13:53
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