Qualità di un vero " Cacciatore".

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  • NORGE
    ⭐⭐
    • Feb 2009
    • 256
    • altare (sv)
    • SPRINGER SPANIEL POINTER EPAGNEUL BRETON

    #166
    Penso che rispetto, educazione, esperienza e calma siano elementi importanti per il bagaglio di un vero cacciatore anche se, tutti i giorni, sono buoni per imparare ed arricchire il tuo bagaglio.
    Riccardo

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    • odessa
      Ho rotto il silenzio
      • Nov 2012
      • 15
      • padova
      • Setter

      #167
      Io credo che ciò che dovrebbe avere un cacciatore in Italia è quanto di media ha un cacciatore inglese da sempre: sportività (nel senso di avversione all'avidità), eleganza (nel senso che a caccia non ci si veste da guerra), tradizione (nel senso di condivisione coi neofiti e non competizione \ ostruzionismo).
      Seguono altre caratteristiche personali che io stesso non potrei vantare. Ma tant'è.....si lavora sempre per tentare di migliorarsi.....

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      • cimedi
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2006
        • 1862
        • Sannicola (Lecce), , Puglia.
        • Bassotto-pointer nero

        #168
        Ci vuole tutto.

        Come da titolo [:D]

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        • specialista
          ⭐⭐⭐
          • Jul 2012
          • 5426
          • sesto fiorentino
          • meticcia a pelo raso"DUNA", Pitbull red nose “LOLA”

          #169
          Ho scelto la calma, ma effettivamente è un po generico come molti amici hanno fatto notare. Per me il vero cacciatore è quello che sa apprezzare i vari momenti che la caccia ti da l'oppurtunità di assaporare, indipendentemente dalla sua forma, poichè a mio avviso tutte le forme di caccia sono belle, è bello vedere l'alba e sentire lo zirlo del tordo, come è bello per il capannista sentire la sua batteria di richiami, è bello un volo di anatre per il lagaiolo, come sentire una canizza serrata di una muta sulla lepre, o una braccata al cinghiale, è bello un frullo sotto la ferma del cane, sono questi gli attimi che ti riempiono che ti appagano, poi il carniere è relativo. Il vero cacciatore potesse far rivivere la selvaggina, lo farebbe, farebbe rifrullare quel fagiano o beccaccia, soffierebbe sul muso della lepre per ridargli vita e farla correre di nuovo. Per cui le qualità del vero cacciatore sono molteplici, la calma, l'esperienza, il rispetto per la selvaggina, tutta, per la natura, per il prossimo, per l'ausiliare, il vero cacciatore è colui che quando rientra è contento dell'esperienza vissuta anche se non ha incontrato il selvatico, o lo ha fallito, pensa subito a rifocillare e sistemare l'ausiliare pensa alla sua arma poi a se stesso, Il vero cacciatore condivide la sua passione e le sue esperienze con gli amici senza ostentare carnieri e senza vantarsi di essere il più bravo. A dirlo sembra un controsenso ma anche la caccia è amore, e questo il vero cacciatore lo sa perchè la vive e ce l'ha nel cuore. Saluti. P.S. scusatemi se mi sono dilungato, e forse vi ho anche annoiato!!!!

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          • mene1963
            ⭐⭐
            • Oct 2009
            • 477
            • GENZANO RM
            • frodo-bracco-francese

            #170
            secondo me oggi la qualità maggiore è la sopportazione ce ne vuole tanta......
            poi l'esperienza e il rispetto

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            • pao62
              • Feb 2011
              • 173
              • Nuoro
              • Spinone italiano

              #171
              Tenacia, spirito di sacrificio, senso del selvatico.

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              • Loris
                ⭐⭐⭐
                • Nov 2008
                • 1900
                • Verona
                • coker spaniel inglese

                #172
                Originariamente inviato da specialista
                Ho scelto la calma, ma effettivamente è un po generico come molti amici hanno fatto notare. Per me il vero cacciatore è quello che sa apprezzare i vari momenti che la caccia ti da l'oppurtunità di assaporare, indipendentemente dalla sua forma, poichè a mio avviso tutte le forme di caccia sono belle, è bello vedere l'alba e sentire lo zirlo del tordo, come è bello per il capannista sentire la sua batteria di richiami, è bello un volo di anatre per il lagaiolo, come sentire una canizza serrata di una muta sulla lepre, o una braccata al cinghiale, è bello un frullo sotto la ferma del cane, sono questi gli attimi che ti riempiono che ti appagano, poi il carniere è relativo. Il vero cacciatore potesse far rivivere la selvaggina, lo farebbe, farebbe rifrullare quel fagiano o beccaccia, soffierebbe sul muso della lepre per ridargli vita e farla correre di nuovo. Per cui le qualità del vero cacciatore sono molteplici, la calma, l'esperienza, il rispetto per la selvaggina, tutta, per la natura, per il prossimo, per l'ausiliare, il vero cacciatore è colui che quando rientra è contento dell'esperienza vissuta anche se non ha incontrato il selvatico, o lo ha fallito, pensa subito a rifocillare e sistemare l'ausiliare pensa alla sua arma poi a se stesso, Il vero cacciatore condivide la sua passione e le sue esperienze con gli amici senza ostentare carnieri e senza vantarsi di essere il più bravo. A dirlo sembra un controsenso ma anche la caccia è amore, e questo il vero cacciatore lo sa perchè la vive e ce l'ha nel cuore. Saluti. P.S. scusatemi se mi sono dilungato, e forse vi ho anche annoiato!!!!
                Ben detto...la caccia è vero amore, un'amore indissolubile, vero, autentico.

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                • Dienne
                  ⭐⭐⭐
                  • Sep 2011
                  • 1885
                  • Genova

                  #173
                  Originariamente inviato da enrico
                  Facciamo una analisi delle definizioni postate dall'amico wolf....
                  Calma : sicuramente la calma ci vuole sopratutto per determinati tipi di caccia.
                  Agilità: questa si può avere quando si è giovani e irruenti, magari inseguendo un capo ferito ,ma lla nostra età lo si è ben poco.
                  Esperienza: questa è fondamentale su tutti i tipi di caccia ma purtroppo si impara a nostre spese con l'avanzare degli anni di licenze .
                  Ottima mira: anche questa si ha con l'avanzare degli anni secondo me è una conseguenza dell'esperienza.
                  Io aggiungerei Rispetto ed educazione: come già postato da qualcuno, il rispetto rivolto ad altri cacciatori al o ai cani propri e altrui non chè alla selvaggina sia viva che abbattuta.
                  Educazione: bhe la parola parla da sola rivolta ai singoli agli animali e sopratutto, cosa che non tutti hanno una educazione venatoria che usata ci permetterà di andare ancora a caccia.
                  Sono d'accordo su tutto a parte con la mira, logicamente nel mio caso, sparavo bene a 17 anni (primo PDA) ho raggiunto il culmine verso i 35/40 anni in seguito è andata via via scemando vedi vista, riflessi e varie peripezie di ordine sanitario, ultimamente non mi riconosco più , ne ho quasi 60 di anni, non me ne faccio un problema e vado lo stesso, anzi riesco a fare autoironia con i miei amici.
                  Antonio

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                  • liotro
                    ⭐⭐
                    • Jul 2011
                    • 472
                    • catania

                    #174
                    io aggiungerei UMILTA'...manca a molti in tutti i sensi
                    Nino beccaccia [:D]

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                    • gianno
                      Ho rotto il silenzio
                      • Sep 2010
                      • 15
                      • Fano
                      • E. Breton

                      #175
                      Rispetto. In primo luogo verso gli altri: proprietà, agricoltori... poi fauna, animali, se preso abbastanza fare basta.

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                      • navalesi stefano
                        • Mar 2016
                        • 87
                        • almenno sb
                        • bassotto tedesco

                        #176
                        e avere un ottimo tutore......)))))

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                        • wollf
                          ⭐⭐
                          • Feb 2014
                          • 629
                          • bari
                          • Drahthaar

                          #177
                          Originariamente inviato da specialista
                          Ho scelto la calma, ma effettivamente è un po generico come molti amici hanno fatto notare. Per me il vero cacciatore è quello che sa apprezzare i vari momenti che la caccia ti da l'oppurtunità di assaporare, indipendentemente dalla sua forma, poichè a mio avviso tutte le forme di caccia sono belle, è bello vedere l'alba e sentire lo zirlo del tordo, come è bello per il capannista sentire la sua batteria di richiami, è bello un volo di anatre per il lagaiolo, come sentire una canizza serrata di una muta sulla lepre, o una braccata al cinghiale, è bello un frullo sotto la ferma del cane, sono questi gli attimi che ti riempiono che ti appagano, poi il carniere è relativo. Il vero cacciatore potesse far rivivere la selvaggina, lo farebbe, farebbe rifrullare quel fagiano o beccaccia, soffierebbe sul muso della lepre per ridargli vita e farla correre di nuovo. Per cui le qualità del vero cacciatore sono molteplici, la calma, l'esperienza, il rispetto per la selvaggina, tutta, per la natura, per il prossimo, per l'ausiliare, il vero cacciatore è colui che quando rientra è contento dell'esperienza vissuta anche se non ha incontrato il selvatico, o lo ha fallito, pensa subito a rifocillare e sistemare l'ausiliare pensa alla sua arma poi a se stesso, Il vero cacciatore condivide la sua passione e le sue esperienze con gli amici senza ostentare carnieri e senza vantarsi di essere il più bravo. A dirlo sembra un controsenso ma anche la caccia è amore, e questo il vero cacciatore lo sa perchè la vive e ce l'ha nel cuore. Saluti. P.S. scusatemi se mi sono dilungato, e forse vi ho anche annoiato!!!!
                          Altro che annoiato...!!!
                          Complimenti specialista ,belle parole , ti dovresti dilungare spesso.
                          Nel mondo venatorio attuale sembra che tutti sanno tutto ,in realtà son pochi i veri cacciatori e di certo non hanno bisogno di esternare i loro carnieri o di inventare storie irreali,vivono la loro passione con armonia e rispetto.
                          Da piccolino passavo ore ad ascoltare i vecchi cacciatori nei circoli di caccia ,adesso si racconta sempre meno ,chissà perchè.
                          Credo che aprirò una nuova discussione a tal proposito ,vediamo che ne esce fuori!!!

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                          • Gianni58
                            ⭐⭐
                            • Jul 2018
                            • 293
                            • Palmi (RC)
                            • Lagotti: Maia e Rino

                            #178
                            Prima di essere “vero cacciatore” bisogna essere “cacciatore”.<O:p</O:p
                            Con tale passione si nasce, anche se qualcuno si accorge di averla un po’ avanti nel tempo. Ma ciò non importa.<O:p</O:p
                            Quindi un cacciatore deve necessariamente avere passione: emozionarsi, gioire, soffrire e tant’altro.
                            <O:p</O:pPoi si può diventare, per così dire, “veri cacciatori” e, per questo, ci vuole solo tanta esperienza.<O:p</O:p
                            Esperienza è aver fatto tanti errori e, di contro, aver trovato le soluzioni per non commetterli più o, quantomeno, ridurli notevolmente.
                            <O:p</O:pCon essa si acquisisce la calma, si diventa agili, si perfeziona la mira.<O:p</O:p

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                            • maxpointer73
                              ⭐⭐⭐
                              • Aug 2016
                              • 3088
                              • torino
                              • pointer inglese

                              #179
                              anche io ho votato esperienza, perchè come Nico penso che in se ci sia un pizzico di tutto il resto.

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                              • pointer56
                                ⭐⭐⭐
                                • Sep 2013
                                • 5185
                                • Pordenone
                                • pointer femmina Aura - bassotto tedesco a pelo duro femmina Frida

                                #180
                                Le doti necessarie sono tante, servono tutte, ma si comincia con l'interesse, l'amore per la fauna e la natura, poi ci si addentra in quella che è un'arte (la definizione secondo me più appropriata della caccia: sport assolutamente no, non è competitiva) complessa e sempre perfettibile con l'esperienza. Perciò mai fare i fenomeni, per carità. E rispetto per tutte le forme di caccia (che non significa che siano intoccabili dalla gestione): ognuna ha i suoi segreti, non ci si improvvisa. Nella mia famiglia si è sempre praticata la caccia alle allodole con la civetta: io so come si catturano le civette, come si dispongono davanti al capanno con gli specchietti, le giostre, o, quando si poteva, le allodole imbragate. Quando hanno vietato l'uso degli zimbelli vivi, non mi sono imbarcato nella difficile impresa di imparare a tenere una batteria di richiami: non era la mia caccia e l'ho abbandonata (adesso, da noi non ci sono più allodole: magra consolazione). Mi è rimasta la caccia col cane da ferma (anche prima, la numero uno) e, con l'esplosione demografica degli ungulati, si è aggiunta la caccia a palla (affascinante, ma mi ci sento ancora un pivello).

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