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ammetto che anch'io ho questo pensiero ... però non è "vero" :)
diciamo che è un "modo" di essere cacciatori ... ma esistono anche altri "modi" che sono altrettanto rispettabili ...e da cacciatori !
Certamente. È il mio modo di intendere la caccia e non ho nulla in contrario a coloro che la praticano in altra maniera. D'altronde io ho trovato la motivazione grazie al cane e non potrei intenderla diversamente. Poi nel tempo si può anche cambiare
Intanto le "qualità" di un cacciatore , non sono, a mio avviso riducibili ad una sola poi ci sono modi personali per vedere la caccia : io non andrei a caccia senza cane, ma non dico che la caccia sia solo quella col cane, sarebbe troppo riduttivo , ci sono moltissime altre cacce , perfettamente legittime e rispettabili, che si esercitano senza il cane.
Le quattro qualità del sondaggio, in proporzioni diverse ed a seconda delle circostanze, non sono le sole che deve possedere un vero cacciatore . E' stato ricordato nel foro e condivido che sono molto importanti anche altre quali:
Il rispetto dell'ambiente, del proprio cane e della selvaggina in accordo con le regole; La buona educazione nei riguardi di colleghi, controllori e proprietari; Il garantire la sicurezza a se stesso ed a quanti lo circondano in ogni istante nell'uso delle armi.
Queste qualità sono necessarie e complementari alla figura del vero cacciatore che ovviamente, come confermato dal sondaggio, deve avere maturato sufficiente esperienza di esercizio venatorio per selezionare il terreno di caccia, orientare e valutare l'azione del cane, avere percezione della selvaggina che si sta per incontrare e del suo comportamento, essere di riferimento in battuta. Calma, mira ed agilità vengono in subordine. Un vero cacciatore è dunque anche un vero signore. .....In ricordo di mio padre che seguivo a caccia da quando avevo otto anni.
E' molto difficile oggigiorno fregiarsi del titolo di vero cacciatore, dal momento che la caccia ha perso molti dei suoi parametri peculiari; in primis si caccia soprattutto fauna di allevamento mentre la pratica venatoria è fruizione di fauna selvatica. Poi la tecnologia ha travisato la nostra passione a danno dei valori ancestrali della caccia. Esempio: quanti cacciano col segugio sono per la maggior parte dotati di ricetrasmittenti per segnalarsi il punto dove la povera lepre esce allo scoperto......è detestabile in quanto già la pratica col segugio, cane del quale ho il massimo rispetto, viene praticata da più persone con inevitabile sconfitta del povero selvatico.....non solo ma quale soddisfazione si prova a circondare la povera lepre...quanto è più bello cacciarla alla borrita magari con cane che scagna inseguendola, fucilata anche abbastanza difficile e possibilità che il leprotto se la cavi. Poi cani da ferma telecomandati...a volte il bosco sembra un concerto di musica jazz. Credo che già quanto suddetto sia antitetico alla definizione di vera caccia e quindi di buon cacciatore. So già che moltissimi disapproveranno il mio scritto ma questo non fa che convincermi che la caccia vera, praticata con passione nel rispetto dell'ambiente, dei nostri amatissimi compagni di caccia, nel silenzio, è finita per sempre e quindi fregiarsi del titolo di buon cacciatore è alquanto difficile...magari in certi luoghi esistono ancora le condizione mentali ed ambientali per cacciare come si dovrebbe.....fortunati quanti ne possono beneficiare!
E' molto difficile oggigiorno fregiarsi del titolo di vero cacciatore, dal momento che la caccia ha perso molti dei suoi parametri peculiari; in primis si caccia soprattutto fauna di allevamento mentre la pratica venatoria è fruizione di fauna selvatica. Poi la tecnologia ha travisato la nostra passione a danno dei valori ancestrali della caccia. Esempio: quanti cacciano col segugio sono per la maggior parte dotati di ricetrasmittenti per segnalarsi il punto dove la povera lepre esce allo scoperto......è detestabile in quanto già la pratica col segugio, cane del quale ho il massimo rispetto, viene praticata da più persone con inevitabile sconfitta del povero selvatico.....non solo ma quale soddisfazione si prova a circondare la povera lepre...quanto è più bello cacciarla alla borrita magari con cane che scagna inseguendola, fucilata anche abbastanza difficile e possibilità che il leprotto se la cavi. Poi cani da ferma telecomandati...a volte il bosco sembra un concerto di musica jazz. Credo che già quanto suddetto sia antitetico alla definizione di vera caccia e quindi di buon cacciatore. So già che moltissimi disapproveranno il mio scritto ma questo non fa che convincermi che la caccia vera, praticata con passione nel rispetto dell'ambiente, dei nostri amatissimi compagni di caccia, nel silenzio, è finita per sempre e quindi fregiarsi del titolo di buon cacciatore è alquanto difficile...magari in certi luoghi esistono ancora le condizione mentali ed ambientali per cacciare come si dovrebbe.....fortunati quanti ne possono beneficiare!
Condivido al 100% il pensiero dell'amico Loris,sono stato fortunato in 40 di caccia vissuta a vivere le due epoche. In realtà i tempi sono cambiati purtroppo, riguardo la caccia in peggio ,ultimamente mi sto rendendo conto che il vero cacciatore è in via d' estinzione.
La mia grande passione è stata un continuo ,praticare,leggere ,apprendere dai miei nonni ,scrutare,mettermi alla prova, non ho mai voluto lasciare niente al caso ,per questo la mia premura nell' apprendere l'arte della caccia ,le varie tecniche,il saper scuoiare,spennare,cucinare i selvatici abbattuti , saper accudire e condurre i propri ausiliari , rispettare i carnieri ma sopratutto i selvatici abbatuti ,saper riconoscere un' impronta ,saper valutare i venti,la fauna che ci circonda, saper scegliere le distanze di tiro e valutare eventuali recuperi ,saper finire un'animale ferito , rispettare gli altri cacciatori in zona.. ecc..ecc..mi fermo ce ne sarebbero altre ....!!!
Tutti incredienti che sicuramente contribuiscono a formare un vero cacciatore. Mi dispiace dirlo, ad oggi questi incredienti , si vanno perdendo.
Scusate lo sfogo , rimango alla vecchia maniera e non smetterò mai d' imparare!!!!!!Drool]
Condivido al 100% il pensiero dell'amico Loris,sono stato fortunato in 40 di caccia vissuta a vivere le due epoche. In realtà i tempi sono cambiati purtroppo, riguardo la caccia in peggio ,ultimamente mi sto rendendo conto che il vero cacciatore è in via d' estinzione.
La mia grande passione è stata un continuo ,praticare,leggere ,apprendere dai miei nonni ,scrutare,mettermi alla prova, non ho mai voluto lasciare niente al caso ,per questo la mia premura nell' apprendere l'arte della caccia ,le varie tecniche,il saper scuoiare,spennare,cucinare i selvatici abbattuti , saper accudire e condurre i propri ausiliari , rispettare i carnieri ma sopratutto i selvatici abbatuti ,saper riconoscere un' impronta ,saper valutare i venti,la fauna che ci circonda, saper scegliere le distanze di tiro e valutare eventuali recuperi ,saper finire un'animale ferito , rispettare gli altri cacciatori in zona.. ecc..ecc..mi fermo ce ne sarebbero altre ....!!!
Tutti incredienti che sicuramente contribuiscono a formare un vero cacciatore. Mi dispiace dirlo, ad oggi questi incredienti , si vanno perdendo.
Scusate lo sfogo , rimango alla vecchia maniera e non smetterò mai d' imparare!!!!!!Drool]
Carissimo amico, hai detto tutto...veramente un peccato che la pratica venatoria sia caduta cosi in basso! Voglio sperare che i giovani sappiano ben interpretare quanto abbiano scritto e, seppur con notevole difficoltà per non aver vissuto i tempi passati, possano "incarnierare" ( passatemi il termine) questi valori e trasmetterli alle future generazioni ...la caccia non deve finire cosi miseramente.
Un abbraccio
Originariamente inviata da wollf Condivido al 100% il pensiero dell'amico Loris,sono stato fortunato in 40 di caccia vissuta a vivere le due epoche. In realtà i tempi sono cambiati purtroppo, riguardo la caccia in peggio ,ultimamente mi sto rendendo conto che il vero cacciatore è in via d' estinzione.
La mia grande passione è stata un continuo ,praticare,leggere ,apprendere dai miei nonni ,scrutare,mettermi alla prova, non ho mai voluto lasciare niente al caso ,per questo la mia premura nell' apprendere l'arte della caccia ,le varie tecniche,il saper scuoiare,spennare,cucinare i selvatici abbattuti , saper accudire e condurre i propri ausiliari , rispettare i carnieri ma sopratutto i selvatici abbatuti ,saper riconoscere un' impronta ,saper valutare i venti,la fauna che ci circonda, saper scegliere le distanze di tiro e valutare eventuali recuperi ,saper finire un'animale ferito , rispettare gli altri cacciatori in zona.. ecc..ecc..mi fermo ce ne sarebbero altre ....!!!
Tutti ingredienti che sicuramente contribuiscono a formare un vero cacciatore. Mi dispiace dirlo, ad oggi questi ingredienti , si vanno perdendo.
Scusate lo sfogo , rimango alla vecchia maniera e non smetterò mai d' imparare!!!!!!Drool] Loris Carissimo amico, hai detto tutto...veramente un peccato che la pratica venatoria sia caduta cosi in basso! Voglio sperare che i giovani sappiano ben interpretare quanto abbiano scritto e, seppur con notevole difficoltà per non aver vissuto i tempi passati, possano "incarnierare" ( passatemi il termine) questi valori e trasmetterli alle future generazioni ...la caccia non deve finire cosi miseramente.
Un abbraccio
io ho 75 anni ed ho iniziato a cacciare che ne avevo 16 e questa tragedia proprio non la vedo anzi c'é molta piu' coscienza oggi di quanta in generale ne vedevo anni fa quando c'erano le migrazioni di assatanati fucilatori che sparavano a tutto dalla farfalla agli aironi (che finivano imbalsamati)
La selvaggina invece ha avuto sia evoluzioni che involuzioni, diminuita la piccola selvaggina, enormemente aumentata la grossa selvaggina. Quando ho iniziato io a cacciare gli ungulati esistevano solo sulle alpi nella maremma ed in sardegna ed in numero molto inferiore ad oggi. Oggi ci sono meno cacciatori, ma mediamente piu' ripettosi nella media di ieri , quando gli sparatori erano la maggioranza e badavano solo al numero degli abbattimenti. Non faccio parte dei laudatores temporis acti, mi piace analizzare le cose in modo oggettivo, anche se la nostalgia della gioventu rimane. In montagna un tempo cacciavo solo e raramente incontravo qualcuno, cacciatore o no, oggi il sabato e la domenica, c'é piu' gente in montagna che nella piazza del paese. Oggi gli ungulati sono praticamente dappertutto e cominciano a colonizzare anche le pianure ed ovviamente la caccia agli ungulati cresce per numero di praticanti e quella alla piccola selvaggina invece decresce. Oggi ci sono gli esami, gli ATC e molte regole restrittive cosi' quelli che andavano solo per sparacchiare spendendo poco , sono, percentualmente, in numero molto inferiore a ieri.
io ho 75 anni ed ho iniziato a cacciare che ne avevo 16 e questa tragedia proprio non la vedo anzi c'é molta piu' coscienza oggi di quanta in generale ne vedevo anni fa quando c'erano le migrazioni di assatanati fucilatori che sparavano a tutto dalla farfalla agli aironi (che finivano imbalsamati)
La selvaggina invece ha avuto sia evoluzioni che involuzioni, diminuita la piccola selvaggina, enormemente aumentata la grossa selvaggina. Quando ho iniziato io a cacciare gli ungulati esistevano solo sulle alpi nella maremma ed in sardegna ed in numero molto inferiore ad oggi. Oggi ci sono meno cacciatori, ma mediamente piu' ripettosi nella media di ieri , quando gli sparatori erano la maggioranza e badavano solo al numero degli abbattimenti. Non faccio parte dei laudatores temporis acti, mi piace analizzare le cose in modo oggettivo, anche se la nostalgia della gioventu rimane. In montagna un tempo cacciavo solo e raramente incontravo qualcuno, cacciatore o no, oggi il sabato e la domenica, c'é piu' gente in montagna che nella piazza del paese. Oggi gli ungulati sono praticamente dappertutto e cominciano a colonizzare anche le pianure ed ovviamente la caccia agli ungulati cresce per numero di praticanti e quella alla piccola selvaggina invece decresce. Oggi ci sono gli esami, gli ATC e molte regole restrittive cosi' quelli che andavano solo per sparacchiare spendendo poco , sono, percentualmente, in numero molto inferiore a ieri.
Anche da noi in Puglia il numero degli ungulati è aumentato ,lepri in quantità, buon numero di migratoria ecc, sono i cacciatori in via di estinzione,per me cacciatore racchiude quello che ho già elencato ,certo non bisogna generalizzare, mi trovo spesso a cacciare con gente che sa tutto e non capisce un cavolo.Vero la caccia è cultura ,facile navigare su internet ed il giorno dopo ci sentiamo esperti cacciatori , la pratica è tutta un'altra cosa ,è quella che ti insegna ,sono le esperienze vissute in prima persona che ti formano come cacciatore.
Ripeto non voglio generalizzare , faccio solo un esempio dei cento che potrei fare;....dalle mie zone se invito qualcuno a caccia di quaglie ,mi risponde che non ne vale la pena fare chilometri ,per sparare pochi pezzi,e poi risposte del tipo...... non so dove stanno le quaglie ....!!!! Ci sono sistemi più comodi..! dove si cammina meno e si fa più carniere ,e voi sapete a cosa mi riferisco.Ecco i cambiamenti attuali,si cerca di fare più carniere ,meno sforzi,in modo da sfoggiare poi sui cellulari,ed anche gli ausiliari di questi signori ,non sanno cacciare come dovrebbero. Per conto mio ,vorrei sparare una o due quaglie ma sudate e trovate dal mio ausiliare ,puntate e riportate dopo ore di cammino,questo per me è essere cacciatori .
La storia è lunga..., spero che i giovani che si avvicinano a questo meraviglioso sport ,diano il giusto valore all' essere cacciatore !!!!
io ho 75 anni ed ho iniziato a cacciare che ne avevo 16 e questa tragedia proprio non la vedo anzi c'é molta piu' coscienza oggi di quanta in generale ne vedevo anni fa quando c'erano le migrazioni di assatanati fucilatori che sparavano a tutto dalla farfalla agli aironi (che finivano imbalsamati)
La selvaggina invece ha avuto sia evoluzioni che involuzioni, diminuita la piccola selvaggina, enormemente aumentata la grossa selvaggina. Quando ho iniziato io a cacciare gli ungulati esistevano solo sulle alpi nella maremma ed in sardegna ed in numero molto inferiore ad oggi. Oggi ci sono meno cacciatori, ma mediamente piu' ripettosi nella media di ieri , quando gli sparatori erano la maggioranza e badavano solo al numero degli abbattimenti. Non faccio parte dei laudatores temporis acti, mi piace analizzare le cose in modo oggettivo, anche se la nostalgia della gioventu rimane. In montagna un tempo cacciavo solo e raramente incontravo qualcuno, cacciatore o no, oggi il sabato e la domenica, c'é piu' gente in montagna che nella piazza del paese. Oggi gli ungulati sono praticamente dappertutto e cominciano a colonizzare anche le pianure ed ovviamente la caccia agli ungulati cresce per numero di praticanti e quella alla piccola selvaggina invece decresce. Oggi ci sono gli esami, gli ATC e molte regole restrittive cosi' quelli che andavano solo per sparacchiare spendendo poco , sono, percentualmente, in numero molto inferiore a ieri.
Beato te che preferisci cacciare in mezzo a tanta gente e con tantissimi ungulati......io appartengo alla categoria di chi vuole cacciare nel silenzio e su selvaggina autentica difficile da reperire. Ora è vero i cinghiali si trovano anche in città....che soddisfazione! La selvaggina migratoria è esponenzialmente diminuita e certe specie scomparse. Le regole venivano rispettate molto di più una volta...i miei zii cacciatori quando trovavano i leprotti gli accudivano...evitavano di usare mezzi meccanizzati nei campi per paura di sopprimerli...a caccia aperta incarnieravano con oculatezza e per quanto riguarda la conoscenza della fauna ne sapevano molto di più di chi oggi sostiene gli esami. Lo scorso anno un cacciatore di fresca nomina non sapeva distinguere in volo un tordo sassello da un bottaccio ed un colombo domestico dal colombaccio.
La caccia del passato era autentica e nessuno può demonizzarla...oggi è tiro al bersaglio.
Naturalmente come ho scritto in precedenza, esistono ancora realtà positive e giovani cacciatori dopositari dei veri valori della caccia.
Beato te che preferisci cacciare in mezzo a tanta gente e con tantissimi ungulati......io appartengo alla categoria di chi vuole cacciare nel silenzio e su selvaggina autentica difficile da reperire.
anche a me piace cacciare da solo o con un amico ed in silenzio, io ho solo citato le differenze fra ieri ed oggi, cosi' come ho detto come é cambiata la selvaggina in modo oggettivo.
Ora è vero i cinghiali si trovano anche in città....che soddisfazione!
io non caccio gli ungulati, ma per gli appassionati della seguita o braccata che dir si voglia , il cinghiale é una selvaggina vera e di soddisfazione
Le regole venivano rispettate molto di più una volta...i miei zii cacciatori quando trovavano i leprotti gli accudivano...evitavano di usare mezzi meccanizzati nei campi per paura di sopprimerli...a caccia aperta incarnieravano con oculatezza e per quanto riguarda la conoscenza della fauna ne sapevano molto di più di chi oggi sostiene gli esami. Lo scorso anno un cacciatore di fresca nomina non sapeva distinguere in volo un tordo sassello da un bottaccio ed un colombo domestico dal colombaccio.
La caccia del passato era autentica e nessuno può demonizzarla...oggi è tiro al bersaglio.
a fronte di cacciatori coscienti pero' c'erano centinaia di migliaia di sparatori (un tempo in Italia i cacciatori, o meglio, i portatori di fucili erano quasi due milioni, oggi arriviamo a 800.000) che prendevano la licenza perché costava poco e sparavano anche alle farfalle. Poi una domanda ma quanti anni hai perché io ne ho 75 e certe cose LE HO VISSUTE e non parlo per sentito dire
anche a me piace cacciare da solo o con un amico ed in silenzio, io ho solo citato le differenze fra ieri ed oggi, cosi' come ho detto come é cambiata la selvaggina in modo oggettivo.
io non caccio gli ungulati, ma per gli appassionati della seguita o braccata che dir si voglia , il cinghiale é una selvaggina vera e di soddisfazione
a fronte di cacciatori coscienti pero' c'erano centinaia di migliaia di sparatori (un tempo in Italia i cacciatori, o meglio, i portatori di fucili erano quasi due milioni, oggi arriviamo a 800.000) che prendevano la licenza perché costava poco e sparavano anche alle farfalle. Poi una domanda ma quanti anni hai perché io ne ho 75 e certe cose LE HO VISSUTE e non parlo per sentito dire
Caro amico sono del 1949.....se fossimo ancora due milioni saremmo più forti...peccato che i migliori hanno appeso l'arma al chiodo......le farfalle forse le prendevano dalle tue parti; da noi beccacce, quaglie, allodole e migratoria.
Caro amico sono del 1949.....se fossimo ancora due milioni saremmo più forti...peccato che i migliori hanno appeso l'arma al chiodo......le farfalle forse le prendevano dalle tue parti; da noi beccacce, quaglie, allodole e migratoria.
fra quei 2 milioni c'erano piu' ammazzasette che cacciatori, saremmo invece piu' deboli perché quei personaggi erano la vergogna della caccia.
I migliori in gran parte sono morti, perché da vivi non avrebbero mai appeso il fucile al chiodo. Si vede che non hai mai visto le invasioni degli uccellinari
che erano ben presenti anche dalle tue parti
Dici Beccacce , quaglie, allodole e migratoria, forse che beccacce , quaglie e allodole non sono migratoria ? o cosa intendi tu per migratoria.
Dalle mie parti selvaggina stanziale come bianche, coturnici, galli, lepri, starne, fagiani e migratoria : beccacce, quaglie e beccaccini .
Senza cane io non vado e quindi i passeracei non li considero , ma capisco che a te possano piacere gli uccellinari !
Io penso che stiate dicendo la stessa cosa solo che vi basate su esperienze ricordi e punti di vista differenti. Uno è più romantico un altro è più critico. Ma quello che emerge è lo stesso concetto. Il senso del vero cacciatore non è sparare per il gusto di farlo ma sparare a conclusione di un'azione bella , che si è ricercata, sudata con o senza ausiliare a coronamento di un lavoro , di una passione che vi è stata tramandata, insegnata da persone che avevano il giusto senso della caccia. Gli ammazzasette c'erano e ci saranno sempre perché al mondo di persone poco intelligenti ce ne sono sempre troppe. Solo che qui si tratta di stupidi armati.
Io penso che stiate dicendo la stessa cosa solo che vi basate su esperienze ricordi e punti di vista differenti. Uno è più romantico un altro è più critico. Ma quello che emerge è lo stesso concetto. Il senso del vero cacciatore non è sparare per il gusto di farlo ma sparare a conclusione di un'azione bella , che si è ricercata, sudata con o senza ausiliare a coronamento di un lavoro , di una passione che vi è stata tramandata, insegnata da persone che avevano il giusto senso della caccia. Gli ammazzasette c'erano e ci saranno sempre perché al mondo di persone poco intelligenti ce ne sono sempre troppe. Solo che qui si tratta di stupidi armati.
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Dici bene e concordo pienamente, tranne la prima parte .......io sono un romantico e fervente appassionato di caccia, di tutte le forme di caccia purchè praticate conformemente ai veri valori della caccia.....non posso condividere chi dice che è meglio essere in pochi oppure che demonizza la caccia tradizionale: quanti sparano ai cosiddetti uccelletti (non è la mia caccia) va rispettato quanto gli stanzialisti ed altri. L'importante, come giustamente affermi, e cercare per quanto possibile selvaggina autentica, perdere giornate per una beccaccia, e se va vuota ricominciare il giorno dopo. La caccia una metafora poetica: l'attesa dell'alba allo sguazzo, luna piena buon passo di tordi ed allodole ecc. ecc. .
La caccia non può essere una pratica facile, perché la selvaggina è furba; oggi molti pretendono la preda oserei dire già spennata, pronta in tavola, ed allora lanci indiscriminati di fagiani che a volte corrono incontro al cane perché l'allevatore possedeva dei cani ed i fagianotti sono abituati...questa dalle mie parti è per lo più la caccia odierna. E' rimasta la lepre che però viene cacciata in modo subdolo...il selvatico deve poter difendersi e fuggire è non accerchiato.
Un saluto cordiale
In questo recente botta e risposta tra Loris e Lucio sto con quest'ultimo, non sono i migliori quelli che hanno appeso lo schioppo al chiodo (a parte singoli casi dovuti alle più svariate motivazioni....)bensì la zavorra, gli sparatori assoluti.
Personalmente ritengo che il numero delle doppiette in Italia sia in linea con l'attuale sostenibilità, non sarà la nostra quantità a poterci garantire autorevolezza nelle sedi opportune, ma la coesione e i nostri comportamenti.
Parsifal? So nannte traümend mich einst die Mutter..
Buon giorno,
ho un dubbio sulla qualità delle armi da tiro-caccia di tipo basculante. Ho visto che ci sono alcune aziende come la vecchia Bernardelli...
Buonasera,intenzionato ad acquistare una doppietta per caccia a tutto tondo (principalmente fagiani,storni-finché si potrà- e beccacce) vorrei da voi...
Buongiorno a tutti,
vi condivido un articolo pubblicato sul giornale "European Journal of Wildlife Research" dove viene presentato uno...
oggi, 12:55
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