Non puoi dire parole che abbiano un richiamo disdcriminatorio razziale, di genere o comunque razzista.
Se rispettiamo i diritti altrui, non capisco perchè io debba essere accomunato ad uno che tortura gli animali solo perchè è abilitato ad andare a caccia.
In fase di assunzione di una donna non le faccio apprezzamenti sessuali e non la invito a cena.
Ho imparato a non dire parole come negro o africano, perfettamente in uso da secoli, poichè la loro matrice negativa li connota inequivocabilmente come razzisti.
Siccome la responsabilità penale dovrebbe essere ancora personale e io non voglio essere accomunato ad un sadico desidererei che le mie associazioni venatorie, oltre che prendere il denaro e spenderlo in qualche modo, intervenissero in questi casi con la stessa veemenza con la quale qualche gentildonna (a quando gentiluoma?) vuol essere chiamata "assessora" o "presidenta".
Ben lieto che uno sia appellato come desidera: a me basterebbe non essere accomunato ad un delinquente\depravato.
Forse chiedo troppo.

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