520 mila persone (numero da verificare) possono essere tante.. o poche se valgono poco.
federcaccia si e' accorta del referendum..... insidioso...!
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X selecon.. non so dove vivi tu, ma ti assicuro che la maggior parte della gente “normale” che vive nei piccoli comuni e nelle campagne tutto questo astio per la caccia non c’è l’ha..
520 mila persone (numero da verificare) possono essere tante.. o poche se valgono poco. -
Al di là di tutte le irregolarità che hanno messo in campo per raggiungere le 520000 firme ( cosa che da sé da sola divrebbe essere causa di annullamento immediato!!!!)
Quei 20000 in più rappresentano una percentuale possibilissima di errore...se faranno Veramente la verifica delle firme farlocche andrà sicuramente annullato...almeno stando ai numeri( percentuale di 20000 sul totale) così dovrebbe essere.".. appostati per tempo e aspetta immobile. La preda scruterá a lungo l'ambiente circostante , se nel mentre ti sarai mosso per quella sera non vedrai nulla!"Commenta
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Vai a vedere dove sussiste la concetrazione di vendita per cibo di lusso per animali d'affezione, poi ti fai una idea della distribuzione degli animalisti, gattare & affini: ti stupirai e saresti meno propenso ad "assicurare".X selecon.. non so dove vivi tu, ma ti assicuro che la maggior parte della gente “normale” che vive nei piccoli comuni e nelle campagne tutto questo astio per la caccia non c’è l’ha..
520 mila persone (numero da verificare) possono essere tante.. o poche se valgono poco.
I miei vivono in un paesino vicino a Vercelli.
Nella loro via ci sono 20 villette.
In due di queste abitano due animalare sfegatate.
Correggo: 3 animalare sfegatate.
Se a Milano, Roma e nei capoluoghi di regione la concentrazione di "bambisti" fosse pari a quella del paese, altro che 500.000 firme...altro che la gente "normale" nel piccolo centro abitato.
Tutte cose dete e ridette....ma pèoi si torna daccapo.
---------- Messaggio inserito alle 11:12 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:02 PM ----------
Speriamo.Al di là di tutte le irregolarità che hanno messo in campo per raggiungere le 520000 firme ( cosa che da sé da sola divrebbe essere causa di annullamento immediato!!!!)
Quei 20000 in più rappresentano una percentuale possibilissima di errore...se faranno Veramente la verifica delle firme farlocche andrà sicuramente annullato...almeno stando ai numeri( percentuale di 20000 sul totale) così dovrebbe essere.
Anche io ne sono convinto.
Ma al prossimo giro?Ultima modifica selecon; 17-11-21, 23:10.A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Se sopravviviamo a questa , il pericolo scampato non dovrà farci ripiombare in sonni immemori e tranquilli.
Il pericolo referendum, le contestazioni degli anticaccia e tutto il resto dovranno rappresentare per noi il punto di svolta per l'inizio di un nostro cambiamento: se non ci evolviamo ci estingueremo.
Dovremo partire dalla ricompattazione del mondo venatorio tutto, è chiaro a chiunque ormai che le nostre divisioni interne in migratoristi, stanzialisti, cinghialari, selocontrollori( di anche loro fanno parte del mondo della caccia anche se di intestardiscono a dire che la loro attività non è caccia) ecc.
Così come le divisioni in decine e decine di associazioni venatorie con centinaia di "rappresentanti" ( a sentire molti di voi solo rappresentanti di "se stessi').
Il pericolo referendum dovrà farci cambiare nella pretesa a qualunque livello della cura dell'immagine del cacciatore, si ammettiamolo non siamo stati mai attento a questo aspetto ma oggi più che mai si è resa preponderante questa necessità di avere una "immagine pulita" agli occhi della massa di concittadini che non sono schierati contro....ha ragione selecon con gli altri che hanno evidenziato questo aspetto...
Come curare la nostra immagine?
Pretendendo la denuncia di tutti coloro,GIORNALISTI IN PRIMIS, che si adoperano per diffondere notizie false sui cacciatori ed il mondo della caccia, preferirei che i miei soldi venissero spesi per pagare bravi avvocati in tal senso piuttosto che a foraggiare volpi con polli colorati o conigli allevati che per farli camminare devi spingerli vigorosamente.
Curare la nostra immagine prevederebbe anche l'isolamento e l'allontanamento di quanti tra noi hanno l'attitudine a comportarsi più da bracconieri vhe da cacciatori ( bracconiere è chi va premeditatamente e deliberatamente a commettere atti che sa già da prima essere contro la legge della caccia quella scritta ,ed,aggiungerei anche, quella non scritta.)
Curare la nostra immagine mettendo in campo tutti i nostri atti che dimostrano quanto teniamo alla natura ed ai suoi abitanti...se nel mio piccolo raccolgo la busta di plastica trovata in un bosco rimane solo ina lodevole "segreta" azione...se ,anvhe tramite l'organizzazione della/e associazioni venatorie di ba in tanti a bonificare un'area "danneggiata" e magari si dà risalto mediatico all'iniziativa, capirete è tutta un'altra storia...
Mi son dilungato troppo , inutile star qui a menare il cane per l'aia .
Se non cominciamo a cambiare a questo giro, ed il pericolo referendum è l'occasione da non perdere in tal senso, : game ower".. appostati per tempo e aspetta immobile. La preda scruterá a lungo l'ambiente circostante , se nel mentre ti sarai mosso per quella sera non vedrai nulla!"Commenta
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Io credo che se si soppravvive ci siano da fare una serie di cose:
FEDERAZIONE UNICA
- Basta divisioni: chiedere, con una richiesta firme, commissariamento ed abolizione di tutte le associazioni venatorie e loro sostituzione con una unica federazione nazionale.
Questa dovrebbe avere per statuto l'impossibilità di scissione: in caso di dimissioni del (ipotesi) 20% dei tesserati e\o dei dirigenti, si torna al voto per nominare le cariche.
Esattamente come capita per l'elezione diretta del sindaco: se il sindaco (oppure contemporaneamente un determinato numero di consiglieri) se si dimette, si va al voto.
GESTIONE IMMAGINE
- delegare a qualificatissimi professionisti la gestione dell'immagine dell'attività venatoria e dei cacciatori e adottare una politica quasi aggressiva di difesa dell'immagine.
MIGLIORAMENTO CULTURALE E COINVOLGIMENTO GIOVANILE
- coinvolgere i cacciatori in attività di rappresentanza nel sociale e sensibilizzarli ad una ancora maggior presa di coscienza ambientalista facendo proseliti tra i giovani.
Queste sono le tre cose da fare.
Le faremo mai?
No.
Bon, prendiamo quello che arriva.
---------- Messaggio inserito alle 08:45 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 08:27 AM ----------
Prendi i dati di mercato, e guarda la concentrazione degli acquisti di cibo di lusso per animali: resterai stupito.X selecon.. non so dove vivi tu, ma ti assicuro che la maggior parte della gente “normale” che vive nei piccoli comuni e nelle campagne tutto questo astio per la caccia non c’è l’ha..
520 mila persone (numero da verificare) possono essere tante.. o poche se valgono poco.
Negli ultimi 40 anni un sacco di persone..."illuminate" hanno lasciato le città per stabilirsi nei paesini.
I miei abitano in un paesino: nella loro via ci sono 20 villette.
I 3 di queste vivono famiglie totalmente Brambilloidi: gatti grassi, figli scemi, tutti politicamente corretti.
Se nelle metropoli la percentuale di Brambillidi fosse come in campagna, avrebbero 5.200.000 firme, non 520.000
Hai una idea distorta della campagna: guarda che le corti con le galline che razzolano ed il cane alla catena sono sparite da decenni.Ultima modifica selecon; 18-11-21, 08:36.A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Credo che ci siano visioni molto diverse spostandoci lungo l’italia.. cio che accade in piemonte non è comparabile alla toscana o alla calabria..
La mia sensazione è che la maggioranza degli italiani non sia ne’ contraria ne’ favorevole alla caccia.. Diventa favorevole quando si parla di danni, incidenti stradali o magari quando va a una cena di cacciagione.. al contrario quando si parla di morti per incidenti di caccia o di gente che spara vicino alle case diventa ostile...i militanti convintamente anticaccia sono una parte certamente rumorosa ma minoritaria.. mi sarebbe piaciuto vedere le argomentazioni che hanno tirato fuori i santoni dei gazebi per raccogliere le firme...Commenta
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Posso condividere, anzi do per certo che lo spaccato sia diverso in diverse aree geografiche del nostro paese.Credo che ci siano visioni molto diverse spostandoci lungo l’italia.. cio che accade in piemonte non è comparabile alla toscana o alla calabria..
La mia sensazione è che la maggioranza degli italiani non sia ne’ contraria ne’ favorevole alla caccia.. Diventa favorevole quando si parla di danni, incidenti stradali o magari quando va a una cena di cacciagione.. al contrario quando si parla di morti per incidenti di caccia o di gente che spara vicino alle case diventa ostile...i militanti convintamente anticaccia sono una parte certamente rumorosa ma minoritaria.. mi sarebbe piaciuto vedere le argomentazioni che hanno tirato fuori i santoni dei gazebi per raccogliere le firme...
L'analisi che non condivido è questa:
- i militanti anticaccia sono la punta (più dura) dell'iceberg.
Gli anticaccia, però, hanno dietro di loro un "retroterra" di appoggio (simpatia e condivisioni) che non non abbiamo.
- la gente ci è ostile (a diversi gradi) perchè considera la nostra attività inutilemente crudele.
- alla gente, salvo una piccola percentuale, frega un razzo se ci ammazziamo tra di noi. Molto meno dei botti di capodanno, per capirci. Solo una piccola percentuale delle persone conosce il problema di chi si avvicina troppo alle case.
- alla gente vede favorevolmente la nostra attività in quanto la percepisce come freno alla proliferazione degli animali che la infastidiscono.
Il resto, familiari o piccole percentuali irrilevanti.
Circa sapere cosa raccondano ai gazebi, ora -evidenziato in marrone- ti accontento:
https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/faq/#23.[COLOR="Silver"]
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LA CACCIA
23) La caccia è uno sport
La caccia non è uno sport. Lo sport è una forma di competizione dove i partecipanti gareggiano alla pari misurandosi con le proprie capacità fisiche e mentali, rispettando l’avversario e comportandosi correttamente senza praticare alcuna forma di prevaricazione o di disonestà. Lo sport non prevede alcuna forma di violenza né uccisione di alcun essere vivente. Esistono le pratiche sportive olimpiche del tiro al piattello, pistola, carabina, per esaltare e premiare l’abilità umana nel colpire con la massima precisione un bersaglio inerme, nel pieno rispetto reciproco.
24) La caccia è una forma di sopravvivenza
La caccia non è una forma di sopravvivenza. In effetti non lo è mai stata. La storia racconta come gli umani abbiano elaborato, praticato e preferito le coltivazioni vegetali per la propria sopravvivenza. La caccia era riservata all’approvvigionamento di carne, ma sempre in forma selettiva e limitata al fabbisogno quotidiano, senza mai alterare l’equilibrio naturale della presenza degli animali selvatici. Oggi la caccia è diventata una pratica per uccidere animali per poterli vendere a ristoranti e macellerie, in maniera indiscriminata ed incontrollata. Le Regioni agiscono in maniera scriteriata per ripopolare le zone faunistiche acquistando animali selvatici all’estero senza alcun monitoraggio del numero esistente nei territori. Si stanno portando avanti battaglie politiche, sociali ed ambientali per l’abolizione o quanto meno la riduzione degli allevamenti intensivi, la presenza delle gabbie negli stessi, per tutelare la salute e l’ambiente ormai compromesso, pertanto appare quanto meno doverosa l’abolizione della caccia.
25) La caccia è la possibilità di stare in contatto con la natura
Niente di più subdolo e falso. Potrebbero dire lo stesso gli incendiari, i taglialegna, i militari durante le guerre… Forse la caccia è una scusa per “ammazzare” il tempo e non solo per chi non sa e non ha altro da fare nella vita. Decidere di trascorrere le domeniche fuori casa, invece che con la propria famiglia, passare gran parte del tempo nascosti dietro un cespuglio o un albero in attesa delle prede dall’alto o dal basso, per ore ed ore, sinceramente non sembra il miglior modo per entrare in contatto con la natura, osservare le sue bellezze, visitare boschi, radure, immortalare immagini meravigliose attraverso foto o video… Il cacciatore usa la natura per uccidere animali, non conosce le tipologie e la storia degli alberi, dei boschi, non sa riconoscere piante aromatiche, medicinali, non sa distinguere i fiori, non gli interessa, li calpesta quando deve recuperare la preda uccisa, si muove con automobili all’interno dei parchi faunistici, e non ha alcun rispetto per l’ambiente circostante. Questo è il profilo del cacciatore “tipo”: un usurpatore altamente ignorante e indifferente nei confronti della natura.
26) Richiami vivi
Il cacciatore è autorizzato ad usare richiami vivi. Per la caccia ai volatili, il cacciatore usa uccelli rinchiusi in apposite gabbie, che porta con sé, e giunto a destinazione, appartatosi accuratamente dietro un cespuglio, pungola con un coltello il povero uccello in gabbia per farlo urlare di dolore e far intervenire in suo aiuto gli altri suoi simili, ignari che li aspetta un fucile caricato a pallettoni, che quando esplodono si proiettano a decine in ogni direzione colpendo anche più di un individuo. Con le sigarette brucia gli occhi ai poveri uccelli utilizzati come richiami. La crudele tecnica è utilizzata con i tordi: ciechi, i tordi cantano meglio, e quindi svolgono meglio la loro funzione di richiamo per altri volatili. Quando la stagione della caccia finisce questi poveri uccelli passano la stagione di pausa in gabbie ristrette, spesso nel buio di garage. Il cacciatore non è un tiratore provetto, non frequenta i poligoni di tiro. E’ solo un reietto che vigliaccamente usa ogni trucco, espediente e strumento mortale esclusivamente per il gusto di uccidere.
27) Cosa è il bracconaggio
Come diceva quel detto “non tutti i cacciatori non sono bracconieri ma tutti i bracconieri sono cacciatori” infatti il fenomeno del bracconaggio altro non è che l’esigenza dei cacciatori di continuare la loro attività violenta anche al di fuori della stagione venatoria, quasi un bisogno atavico di sangue e violenza. Pertanto vengono inventate ad arte le emergenze della sovrappopolazione degli animali selvatici, proprio dopo la fine della stagione della caccia, per permettere alle Istituzioni locali di assegnare non alle Autorità preposte a tale servizio (forestali dei carabinieri), ma agli stessi cacciatori, il compito di uccidere in totale libertà animali selvatici, cercando di far passare il messaggio come se fosse un autorevole incarico istituzionale di finalità e utilità sociale per evitare pericoli alle colture ed alla popolazione, come se invece della presenza di inermi cinghiali, volpi, nutrie, fossero presenti nelle nostre città tigri e leoni. Pertanto va evidenziata e sottolineata l’abitudine dei cacciatori a sentirsi al di sopra delle leggi.
28) I cacciatori amano i loro cani
I cacciatori sono autorizzati ad addestrare i propri cani in maniera violenta e coercitiva.
Esistono infatti le Z.A.C. (Zone Addestramento Cani), ovvero aree all’nterno di Parchi dove i cacciatori possono addestrare i cani ad attaccare e sbranare i cinghiali, ovviamente selezionati giovani e ancora senza le zanne formate, abituandoli ad essere violenti, quindi un costante pericolo anche fuori dalla stagione di caccia. Una pratica violenta e crudele permessa per legge in maniera arbitraria e pericolosa, che però viene tenuta nascosta all’opinione pubblica. Quando un cane invece si scopre non adatto alla pratica della caccia, perché ha paura dei botti, perché non riporta la preda allora spesso i cani vengono abbandonati o peggio uccisi.
29) Cosa sono le ZAC
I cacciatori sono autorizzati ad addestrare i propri cani in maniera violenta e coercitiva. Esistono infatti le Z.A.C. (Zone Addestramento Cani), ovvero aree all’interno di Parchi dove i cacciatori possono addestrare i cani ad attaccare e sbranare i cinghiali, ovviamente selezionati giovani e ancora senza le zanne formate, abituandoli ad essere violenti, quindi un costante pericolo anche fuori dalla stagione di caccia. Una pratica violenta e crudele permessa per legge in maniera arbitraria e pericolosa, che però viene tenuta nascosta all’opinione pubblica.
30) Se non ci fosse la caccia ci sarebbe una sovrappopolazione di cinghiali?
Assolutamente falso. I cinghiali vivono in branchi “matriarcali”. A comandare sono le femmine adulte che hanno la precedenza nell’accoppiamento e vietano alle giovani femmine di accoppiarsi quindi fa una azione di contenimento del numero. Durante le battute di caccia le adulte sono le prime ad essere abbattute perchè difendono il branco è quindi più esposte per cui le piccole entreranno in calore e si accoppieranno per cui anzichè una cucciolata ci saranno più cucciolate, da sei a dieci nella stessa stagione.
31) Perché i cinghiali arrivano nei pressi delle città?
Questo è un fenomeno causato principalmente dalla caccia. Dopo che la “matriarca” (il capo branco dei cinghiali) viene uccisa durante una battuta di caccia, le figlie orfane, non sapendo procurarsi il cibo per loro stesse o per la loro precoce prole, si spostano nelle vicinanze dei centri abitati per la facilità di procurarsi il cibo tra i rifiuti umani. Anche le stesse battute di caccia rendono il loro habitat pericoloso e questo fa si che si spostino nelle vicinanze delle case per evitare i cacciatori.
32) Libertà dei cacciatori di entrare nei fondi privati
I cacciatori sono autorizzati ad introdursi in terreni privati. Sono migliaia le lamentele, denunce, esposti in tutto il Paese dei danni causati dai cacciatori, che non si limitano ad introdursi nei territori privati, autorizzati dalla legge, ma spesso creano varchi attraverso le recinzioni, sicuri di poterla fare franca grazie a controlli e monitoraggi inesistenti da parte delle Autorità locali, calpestano terreni coltivati, incuranti dei danni, provocano pericolo presso le abitazioni private dei terreni in cui si introducono, con il costante pericolo di colpire qualcuno dei residenti.
33) I grandi interessi che gravitano attorno alla caccia
L’Italia ha il triste primato di eccellere nella produzione di armi di ogni genere, dalle pistole in dotazione alle Autorità, alle più feroci ed efficaci mine antiuomo. Pertanto in politica sono numerosi i parlamentari che difendono e tutelano gli interessi dei cacciatori per non evidenziare in maniera palese che sono sponsor delle industrie delle armi (ovvero spesso prezzolati e corrotti). Gli interessi economici sono ingenti, soprattutto per l’alto consumo di cartucce. I cacciatori lamentano spesso di pagare troppe tasse per l’esercizio delle loro
attività di pura violenza, ma dimenticano che la ripopolazione degli animali viene pagata con denaro pubblico, ovvero attraverso le tasse anche da chi rifiuta la caccia. Inoltre le sedi delle associazioni faunistiche ricevono ogni anno contributi superiori ai tre milioni di euro l’anno previsti dalla stessa legge 157 del 92 e inoltre ricevono molto spesso contributi in denaro pubblico di enti e istituzioni locali, attraverso varie forme di sponsorizzazione di feste e sagre locali, di “contenimento della fauna in eccesso”, e spesso in regalie in periodo elettorale.
34) Quanto costa la caccia ai cittadini?
In effetti l’acquisto degli animali, il ripopolamento, il monitoraggio, il controllo del territorio, tutti i costi delle figure professionali previste per la cruenta pratica della caccia (forestali carabinieri, guardie provinciali, guardie zoofile, parte dei dipendenti degli uffici comunali, provinciali e regionali ed Enti inerenti la caccia), sono costi che gravitano sul bilancio dello Stato, in quanto vengono utilizzati soldi pubblici, che provengono dalle tasse dei cittadini, anche di quelli che non sono d’accordo che continui ad esistere la caccia con tutti i risvolti negativi per gli animali, l’ambiente e l’educazione al rispetto della vita di ogni essere vivente. Le ingenti somme di denaro che ogni anno le Regioni investono per i rimborsi dei “danni causati dalla fauna selvatica agli allevatori”… (L’Emilia Romagna solo nel 2019 ha destinato 400.000 euro per i rimborsi agli allevatori, che possono avviare le pratiche on line semplicemente con una foto degli animali “sbranati” dalla fauna selvatica). Gli acquisti di centinaia di migliaia di animali dall’estero per ripopolare le zona faunistiche, senza alcun monitoraggio del numero e delle specie, sono a carico dello Stato. Per non parlare dei danni all’ambiente, come l’abbandono di milioni di cartucce nei territori frequentati dai cacciatori, per cui occorrono grandi somme di denaro per la bonifica dei terreni, nelle Regioni che prevedono e realizzano tali procedure per non permettere l’inquinamento delle falde acquifere a causa del piombo delle cartucce abbandonate. E’ un costo ingente che potrebbe essere risparmiato, specialmente nel periodo della pandemia dove ogni risorsa economica dovrebbe essere investita in aiuti per chi dall’anno scorso non ha potuto più lavorare, e non permettere ai cacciatori di perseguire comunque la pratica della caccia anche in zona rossa, in barba alle limitazioni e restrizioni che tutti i cittadini devono rispettare e subire.
PERCHE’ ABOLIRE LA CACCIA
35) Danni ambientali
La caccia è una delle cause per dei gravissimi danni ambientali. I cacciatori, per legge, dovrebbero raccogliere tutti i bossoli delle cartucce esplosa, ma nessuno li controlla realmente, ed è noto che gli stessi hanno poco rispetto per l’ambiente. Nelle escursioni organizzate ogni anno da associazioni ambientaliste, e dalle testimonianze delle stesse squadre dei forestali dei carabinieri, vengono raccolti quintali di bossoli abbandonati dai cacciatori, altamente inquinanti per il terreno e le falde acquifere.
L’inquinamento da piombo legato alla caccia è un problema serio, un avvelenamento che minaccia gravemente la biodiversità e la nostra salute. Ogni anno le munizioni disperdono nell’ambiente miliardi di pallini di piombo, una quantità tra le 1.400 e le 7.800 tonnellate di piombo ogni anno che causano la morte indiretta di milioni di uccelli in tutto il mondo, inquinando gli ecosistemi e minacciando la salute umana. Difatti Il Parlamento Europeo ha dato il via libera per modificare la normativa comunitaria e introdurre entro la fine dell’anno il divieto di usare le munizioni al piombo nelle zone umide degli Stati membri che avranno poi 24 mesi per adeguarsi.
36) Incidenti di caccia
I cacciatori spesso sono persone ultra sessantenni, con ridotta capacità visiva, limitato equilibrio nei movimenti, con probabili classici problemi cardiaci o di altra natura. Tuttavia per essi non esiste un controllo e monitoraggio accurato come previsto per legge nell’ambito lavorativo (visite di revisione, carichi pendenti, droga e alcool, ecc.) o per i cittadini muniti di patente (con rigido controllo sanitario e monitoraggio anche a breve termine). Eppure i cacciatori ultra sessantenni, molto numerosi, imbracciano un fucile, vanno a caccia accompagnati dal loro bastone perché non più in grado di camminare regolarmente, e sono autorizzati a sparare a tutto ciò che si muove senza alcun particolare addestramento, né con un periodico monitoraggio di controllo per verificare e certificare l’abilitazione psico-fisica per essere autorizzati a possedere ed usare armi come fucili e carabine (come previsto per tutte le forze dell’ordine e militari). Pertanto si può affermare che migliaia di cacciatori costituiscono un reale pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica, come dimostrano ogni anno i cosiddetti “incidenti” per cui decine di persone innocenti, anche minori, vengono uccisi impunemente dai cacciatori senza alcuna seria e concreta procedura penale (“omicidio venatorio”) per le consuete lacune legislative al riguardo. Ancora una volta possiamo affermare come i cacciatori siano una categoria privilegiata e resa immune da responsabilità penali, un vero e reale pericolo costante per la popolazione civile, oltre che per milioni di animali che vengono massacrati ogni anno (i cacciatori preferiscono il termine “prelevati”…).
37) Distruzione dell’ecosistema
La caccia è uno delle principali cause della distruzione dell’ecosistema. Interferendo in modo selettivo nella gestione degli habitat, va a sconvolgere la naturale biodiversità, uccidendo i predatori primari che manterrebbero costante il numero degli animali selvatici, ed agevolando la prolificazione di specie di animali che a causa del sovrannumero sarebbero costretti a spostarsi dai loro habitat in nuove zone per la ricerca di cibo. Più di 200 specie di animali in Italia sono a rischio di estinzione e la caccia ne è una delle cause.
38) Fallimento della prevenzione sui danni e prevenzione della caccia
Ormai da anni i cacciatori e le varie associazioni venatorie si sono arrogate il diritto di riconoscersi come coloro che dovrebbero prevenire e “correggere” il sovrannumero degli animali selvatici e i danni causati ma si è visto che il loro sistema è fallito, gli animali selvatici sono sempre in aumento, gli incidenti stradali con gli animali selvatici riempiono le pagine dei giornali, i coltivatori sono esasperati da raccolti distrutti ma tutti questi fatti che creano disagi e rabbia dei cittadini verso gli animali selvatici sono causati dalla caccia e dai cacciatori. La causa dell’aumento del numero degli animali selvatici e il risultato della caccia di selezione. Gli esseri viventi hanno un sistema di autodifesa della propria specie per cui se i soggetti in un determinato luogo sono in sovrannumero diminuiscono le nascite mentre se ci sarà un numero inferiore di soggetti le nascite aumentano. Gli animali selvatici non sono esclusi da questa regola.
Per esempio i cinghiali vivono in branchi matriarcali per cui è la capo branco che si accoppia vietando alle piccole di accoppiarsi invece i cacciatori durante le loro battute di caccia uccidono gli esemplari adulti per cui uccidendo le matrone danno la possibilità alle piccole di accoppiarsi per cui, anziché esserci 10 cuccioli l’anno ce ne saranno 100. Inoltre la caccia organizzata negli habitat degli animali selvatici li forzeranno gli selvatici a spostarsi dove non possono essere cacciati per cui si avvicineranno ai centri abitati. Le battute di caccia, i cani e gli spari che inseguono e spaventano i selvatici spingeranno questi ultimi sulle strade aumentando così la possibilità di incidenti Pertanto, abolendo la caccia e reinvestendo i fondi in opere di sicurezza, che al momento vanno ai cacciatori, non ci saranno più ripopolamenti di animali selvatici e quelli presenti si auto regoleranno per il mantenimento della specie, diminuiranno il numero degli animali selvatici che si avvicineranno ai centri abitati e diminuiranno gli incidenti stradali.
39) Motivi etici
E’ importante soffermarsi sul principio che qualsiasi atto di violenza non possa essere reso indispensabile solo per convenienza economica, sociale, industriale o politica. Come per tutte le attività degli umani, dove la violenza è la principale protagonista, sono state appositamente create tradizioni storiche, spesso legate alle religioni o ad usi e costumi locali, per camuffare l’atto crudele come una sfida affascinante, dove il coraggio, la tempra, la forza fisica e le armi, vengono configurate come un valore da acquisire per aumentare il proprio prestigio e lignaggio all’interno della società, oltre a creare speculazione e ricchezza.
Al giorno d’oggi, grazie anche alle nuove tecnologie avanzate di comunicazione, sono cambiate molte cose, soprattutto è aumentata la consapevolezza della crudeltà fine a sé stessa della caccia.
Non è più accettabile che un momento di svago supportato da violenza, malvagità e crudeltà, sia a tollerata in una società civile in cui dovrebbero essere riconosciute il diritto alla vita e il ripudio alla violenza.Ultima modifica selecon; 18-11-21, 15:36.A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Tutto condivisibile certamente… ma siamo in democrazia ( o almeno dovrebbe) e la nascita di nuove associazioni dovrebbe essere garantita per legge. Auspico anche io una sola federazione unita e ben gestita, ma se domani mi sveglio e voglio proporne un altra come me lo vieti ?Io credo che se si soppravvive ci siano da fare una serie di cose:
FEDERAZIONE UNICA
- Basta divisioni: chiedere, con una richiesta firme, commissariamento ed abolizione di tutte le associazioni venatorie e loro sostituzione con una unica federazione nazionale.
Questa dovrebbe avere per statuto l'impossibilità di scissione: in caso di dimissioni del (ipotesi) 20% dei tesserati e\o dei dirigenti, si torna al voto per nominare le cariche.
Esattamente come capita per l'elezione diretta del sindaco: se il sindaco (oppure contemporaneamente un determinato numero di consiglieri) se si dimette, si va al voto.
GESTIONE IMMAGINE
- delegare a qualificatissimi professionisti la gestione dell'immagine dell'attività venatoria e dei cacciatori e adottare una politica quasi aggressiva di difesa dell'immagine.
MIGLIORAMENTO CULTURALE E COINVOLGIMENTO GIOVANILE
- coinvolgere i cacciatori in attività di rappresentanza nel sociale e sensibilizzarli ad una ancora maggior presa di coscienza ambientalista facendo proseliti tra i giovani.
Queste sono le tre cose da fare.
…..
Il post prende spunto da un video in cui un dirigente Federcaccia spiega come la pensa ed è stato attaccato pesantemente. Ma le altre associazioni cosa hanno proposto fino ad ora ?
Possiamo provare noi ( noi cacciatori) a proporci per le cariche direttive di una o dell’altra associazione, ma tranne alcuni sproloqui qui non ho ancora sentito una candidatura. Ricordo che le elezioni per le cariche direttive sono ogni ciclo olimpico ( 4 anni) ma i candidati sono sempre gli stessi.
Siamo davvero capaci di lamentarci, siamo bravissimi allenatori, politici, opinionisti….Commenta
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Possiamo provare noi ( noi cacciatori) a proporci per le cariche direttive di una o dell’altra associazione, ma tranne alcuni sproloqui qui non ho ancora sentito una candidatura. Ricordo che le elezioni per le cariche direttive sono ogni ciclo olimpico ( 4 anni) ma i candidati sono sempre gli stessi.
Siamo davvero capaci di lamentarci, siamo bravissimi allenatori, politici, opinionisti….
Non so come funziona nelle altre associazioni, ma in Ferdercaccia per proporti a livello dirigenziale devi essere stato eletto presidente di sezione da almeno 4 anni.Commenta
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Beh, io credo da lamentarci ce ne sia, e moltissimo.Tutto condivisibile certamente… ma siamo in democrazia ( o almeno dovrebbe) e la nascita di nuove associazioni dovrebbe essere garantita per legge. Auspico anche io una sola federazione unita e ben gestita, ma se domani mi sveglio e voglio proporne un altra come me lo vieti ?
Il post prende spunto da un video in cui un dirigente Federcaccia spiega come la pensa ed è stato attaccato pesantemente. Ma le altre associazioni cosa hanno proposto fino ad ora ?
Possiamo provare noi ( noi cacciatori) a proporci per le cariche direttive di una o dell’altra associazione, ma tranne alcuni sproloqui qui non ho ancora sentito una candidatura. Ricordo che le elezioni per le cariche direttive sono ogni ciclo olimpico ( 4 anni) ma i candidati sono sempre gli stessi.
Siamo davvero capaci di lamentarci, siamo bravissimi allenatori, politici, opinionisti….
Vediamo un po'...
Siamo passati da 1.800.000 iscritti a 500.000 in 20 anni, stiamo antipatici ( in città, in campagna, da tanti o da pochi..non conta) al punto che vengono tentati referendum contro di noi, una situazione venatoria disastrosa come in Italia non c'è al mondo.
Non lamentarsi di una situazione di questo tipo farebbe vergognare un idiota, altro che gli opinionisti: è questo uno sproloquio?
Forse per te si: lo accetto.
Ma come c'è un solo ENCI, una sola ACI, una sola Lega Navale, una sola Federcalcio se legalmene potesse esserci una sola federazione dei cacciatori con regole chiare ed elezione diretta saremo molto, molto più forti.
La libertà...la democrazia.
C'è una legge che penalizza i cacciatori: quella che permette il creare nuove associazioni RICONOSCIUTE dallo stato.
Se per legge una sola associazione potesse essere riconosciuta, i cacciatori sarebbero più forti.
Uno può naturalmente trovarsi con i suoi amici a casa sua, dire la sua, andare dal notaio e il giorno dopo fare quello che desidera.
Il contenitore ufficiale, con elezioni REGOLAMENTATE in modo chiaro, con le candidature non a lista bloccata, con la possibilità di esercitare la democrazia all'interno di una unica associazione non è mancanza di libertà.
Certo, tanti poltronari avrebbero le cadreghe un po' traballanti.
Gente con reale capacità e determinazione sotto si farebbe avanti, sapendo di poter davvero far qualcosa e non di andare ad impantanarsi in 1000 inutili casini.
Ultimo pensiero....la libertà di fare associazioni si ferma quando impedisci di fare vero associazionismo.
Ossia, la posizione di stallo attuale.
Parliamo poi della democrazia all'interno della tua Federazione, Bonvi (non so quale associazione sia).
Come fa uno a diventare il presidente nazionale?
Possono votarlo direttamente i cacciatori in base al programma?
Se una parte di cacciatori si associa e vuol portare il suo programma a conoscenza degli associati, quali canali istituzionali ha?
La democrazia.....si si.
La democrazia dei burocrati che ...monitorano la situazione dalla gabina di regia.Ultima modifica selecon; 18-11-21, 18:08.A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Non ne sono al corrente, ma si può ben cominciare a proporsi per elezioni di sezione, comunali o provinciali. Ho sempre prestato il mio tempo per tabellazioni, censimenti, organizzazione di eventi, ma non mi sono mai proposto candidato consigliere. Secondo me lo dovrebbe fare chi ha tempo libero e MOLTA voglia di dedicarsi.
Nel mio piccolo mi occupo di gestione di piani di controllo e selezione, e la cosa mi occupa poco tempo e riesco a farlo.
---------- Messaggio inserito alle 06:05 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:57 PM ----------
Certo che possiamo lamentarci, ma la cosa ora come ora finisce lì. Tu hai mai assistito ad un consiglio di sezione di una associazione? Si parla per lo più di come pagare lo stipendio alla ragazza che risponde al telefono.Beh, io credo da lamentarci ce ne sia, e moltissimo.
Vediamo un po'...
Siamo passati da 1.800.000 iscritti a 500.000 in 20 anni, stiamo antipatici ( in città, in campagna, da tanti o da pochi..non conta) al punto che vengono tentati referendum contro di noi, una situazione venatoria disastrosa come in Italia non c'è al mondo.
Non lamentarsi di una situazione di questo tipo farebbe vergognare un idiota, altro che gli opinionisti.
La libertà...la democrazia.
C'è una legge che penalizza i cacciatori: quella che permette il crearsi di nuove associazioni RICONOSCIUTE dallo stato.
Se per legge una sola associazione potesse essere riconosciuta, i cacciatori sarebbero più forti.
Uno può naturalmente trovarsi con i suoi amici a casa sua, dire la sua, andare dal notaio e il giorno dopo fare quello che desidera.
Il contenitore ufficiale, con elezioni REGOLAMENTATE in modo chiaro, con le candidature non a lista bloccata, con la possibilità di esercitare la democrazia all'interno di una unica associazione non è mancanza di libertà.
Certo, tanti poltronari avrebbero le cadreghe un po' traballanti.
Gente con reale capacità e determinazione sotto si farebbe avanti, sapendo di poter davvero far qualcosa e non di andare ad impantanarsi in 1000 inutili casini.
Ultimo pensiero....la libertà di fare associazioni si ferma quando impedisci di fare vero associazionismo.
Ossia, la posizione di stallo attuale.
Come puoi vietare in Italia di costituire una associazione ? Forse lo puoi fare in Cina
Il calo dei cacciatori non credo sia imputabile a Federcaccia o a CPA, ma mio nipote di 17 anni non ci pensa minimamente a svegliarsi alle 5. Viene con me al tav solo perché ci si va alle 10 del mattino.Commenta
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Ridagliela con nipote che sta a letto.[:D]
Se sta a letto solo in Italia (ed altrove no) la colpa è delle associazioni che ci hanno ridotto con una immagine da vecchi piscioni sanguinari= sfigati.[:-cry]
Una sola associazione riconosciuta c'è in millemila casi: Federcalcio, Aci, Enci e tante altre.
Se vale per altri può valere anche per noi: non serve la Cina.
Non siamo più ai tempi di Carlo Cudega: libertà di creare liste e programmi, elezione diretta.
Altrimenti è la palude, il pachiderma ingestibile: ossia la moneta cattiva che scaccia quella buona.
La gente che vuol fare, ch sa fare, non va a mettersi nella giungla.
---------- Messaggio inserito alle 06:26 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 06:15 PM ----------
Immagine...ecco come ci colpiscono i nemici, approfittando di una immagine lasciata al bando per incapacità.
La responsabilità è chiarissima: non ci si è preoccupati ne' del ricambio istituzionale, ne' del curare l'immagine.
36) Incidenti di caccia
I cacciatori spesso sono persone ultra sessantenni, con ridotta capacità visiva, limitato equilibrio nei movimenti, con probabili classici problemi cardiaci o di altra natura. ...... Eppure i cacciatori ultra sessantenni, molto numerosi, imbracciano un fucile, vanno a caccia accompagnati dal loro bastone perché non più in grado di camminare regolarmente, e sono autorizzati....
Ma fa bene il nipote a stare a casa!!
Se a 17 anni sentisse il bisogno di andare in giro con una masnada di gente così, sarebbe un gerontofilo![vinci]
Posso dirlo? Bravo nipote: sei un giusto!
Altrove è molto, molto diverso.
Ultima modifica selecon; 18-11-21, 18:35.A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Selecon non capisco se fai finta di non capire…. Mio nipote adora sparare, adora la caccia ma solo se partiamo dopo le 10 del mattino. Ha una fidanzata di 16 anni che mangia volentieri il capriolo ucciso e cucinato da me, e tra tutti i suoi compagni che ho conosciuto nessuno è contrario alla caccia. Soltanto hanno passioni diverse. E la colpa è delle associazioni ? Davvero ? Stiamo estinguendoci in tutta Europa purtroppo, i dati di altri paesi sono chiari. Magari non così drastici come da noi in Italia dove però le forme di caccia sono ESTREMAMENTE più libere che altrove. Vai in Francia o in Germania, dove cacci solo se proprietario terriero o a pagamento….
Ancora però le mie domande rimangono senza risposta. Hai assistito a qualche consiglio di sezione ? Sai come funzionano le votazioni DEMOCRATICHE delle associazioni? Mi sembra tu stia battendo sul solito trito tasto di “è colpa di tizio o di caio” senza un’idea seria.
Tu chiedi infine
“ Parliamo poi della democrazia all'interno della tua Federazione, Bonvi (non so quale associazione sia).
Come fa uno a diventare il presidente nazionale?
Possono votarlo direttamente i cacciatori in base al programma?
Se una parte di cacciatori si associa e vuol portare il suo programma a conoscenza degli associati, quali canali istituzionali ha?
La democrazia.....si si.
La democrazia dei burocrati che ...monitorano la situazione dalla gabina di regia.”
Puoi diventare presidente nazionale passando prima per le elezioni di sezione, che vengono indette proprio tra cacciatori ( e non dagli animalisti …) e confrontandosi sui programmi.
Vedo che però proprio ti mancano le basi di educazione civica….
Insisti sulla comunicazione e sulla sensibilizzazione, ma dimentichi che alla maggioranza degli italiani frega una cippa della caccia, e lo hanno dimostrato disertando gli ultimi referendum.
Io posso comunicarti e tentare di sensibilizzare sulla bellezza dell’uncinetto, posso fare campagne milionarie sulla materia. Quante speranze avrò di avere un centrotavola fatto da te ?Ultima modifica FilippoBonvi; 18-11-21, 20:47.Commenta
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