La matrice della traccia

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  • Maurideep
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    • Nov 2007
    • 1767
    • Rivanazzano Terme (PV)
    • HansFilippo della Canterana bassotto nano p/d Senape della Val Vezzeno bassotto standard p/d Lucy

    #46
    Originariamente inviato da truzzeddu
    La condizione al contorno o condizionamento passivo, se non erro, consiste nell'abituare il cane ad un certo lavoro quando si verificano e/o si adoperano certi strumenti.
    Es: metti in DK che viene utilizzato come cane da ferma, in battuta al cinghiale, e poi per il recupero.
    Nel primo caso il cane può essere bardato di beeper e collare fluorescente(giusto un esempio)
    nel secondo caso (battuta al cinghiale) viene bardato con campano e giubbino anti sventramento, nel terzo caso la lunghina.
    Il cane collegherà i tre tipi di bardatura con tre tipi di lavoro diverso e si adatterà in base alle circostanze, credo che Elio intendesse questo.
    perfetto, ora so che nome dare a questa peculiarità, che è abbastanza consueta anche nei bassotti. è un concetto che mi capita spesso di spiegare, ma dargli un nome è utilissimo.
    Con le mogli degli amici passo i giorni più felici...cit. Sergordon, La Stoppa 19-20 maggio 2012.

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    • elio193
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      • Jan 2010
      • 4225
      • Montecrestese (VB)
      • Slovensky Kopov, Deutscher Jagdterrier, Bassotto tedesco pelo duro, Dachsbracke, Hannoveriano

      #47
      Originariamente inviato da ojaja
      premetto: mi sarebbe piaciuto parecchio avere un cane specifico per il recupero di ungulati feriti ,ma ragioni legate al mio tipo di lavoro nonche le mie mutate esigenze familiari ,non mi permettono di adoperarmi per questo..
      la mia esperienza cmq e molto limitata. in effetti l'unico cane che ho visto lavorare efficaciemente anche se senza tutto l'addestramento di un vero cane da traccia,e stato il DK del mio amico,cane del quale in piu post ho riportato la mia personaletestimonianza..nessun addestramento specifico ma solo un primo tentativo alla fine di una battuta risolto con successo dopodiche ne seguirono molti altri con un'altissima percentuale di ritrovamenti..
      del resto da noi non esistono tecnici che ne possano formare altri e i soli ungulati che si possono cacciare sono i cinghiali e le squadre quando capita,o rinunciano a priori a cercare un animale ferito che fa strada ,o si affidano a cani che non assicurano affatto il recupero..
      detto questo ho sempre pensato che il cane lavorasse esclusivamento seguendo la pista insanguinata guidato dall'istinto primordiale ben presente nei suoi antenati..apprendo solo ora che di questa pista fanno parte ben altri elementi del resto non visibili o individuabili ad occhio nudo o inesperto..
      in qualche commento ho letto anche che il cane e capace di individuare il "suo animale" in mezzo al branco.. cacciando il cinghiale in braccata e caso raro che ti arrivino(almeno da noi..) due cinghiali per volta .quindi anche se qualora uno dei due venisse colpito, difficilmente riuscirebbe a mantenere il passo di fuga del compagno..ecco, io ho sempre ritenuto che pe run eventuale recupero il cane addestrato non avesse grosse difficolta di concentrazione a seguire quella pista.
      Ciao Salvatore, proprio il cinghiale ha un atteggiamento diverso dagli altri ungulati e un'intelligenza superiore. Non solo il porcastro, ma anche l'adulto femmina o maschio che sia tende ,quando si sente in difficoltà o ferito a mescolarsi con il suo branco per confondere le tracce e mettere in difficoltà l'inseguitore, come ho già spiegato qualche post addietro se il cane da traccia memorizza nel punto di tiro, che è il luogo dove più trova indizi, la "matrice", sarà in grado di arrivare al selvatico senza grossi problemi. Ogni selvatico ha la sua "matrice" che viene personalizzata anche dal terreno calpestato, questa teoria è stata confortata da vari esperimenti fatti da personaggi come Konrad Most direttore della scuola da cani di polizia di Berlino-Schoenan e altri. Il timbro "personale"viene condizionato da vari elementi, come la grandezza dello zoccolo,dal peso dell'animale,da quanto vecchia sia la traccia,dal secreto delle ghiandole odorifere attraverso lo zoccolo, ed infine da pelo,particelle di sabbia e polvere che l'animale perde nel movimento e che sono letteralmente impregnate dal suo odore individuale.

      Il primo cinghialone di Charon

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      • truzzeddu
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        • Apr 2009
        • 1610
        • siniscola (nu)
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        #48
        Originariamente inviato da elio193
        Ciao Salvatore, proprio il cinghiale ha un atteggiamento diverso dagli altri ungulati e un'intelligenza superiore. Non solo il porcastro, ma anche l'adulto femmina o maschio che sia tende ,quando si sente in difficoltà o ferito a mescolarsi con il suo branco per confondere le tracce e mettere in difficoltà l'inseguitore, come ho già spiegato qualche post addietro se il cane da traccia memorizza nel punto di tiro, che è il luogo dove più trova indizi, la "matrice", sarà in grado di arrivare al selvatico senza grossi problemi. Ogni selvatico ha la sua "matrice" che viene personalizzata anche dal terreno calpestato, questa teoria è stata confortata da vari esperimenti fatti da personaggi come Konrad Most direttore della scuola da cani di polizia di Berlino-Schoenan e altri. Il timbro "personale"viene condizionato da vari elementi, come la grandezza dello zoccolo,dal peso dell'animale,da quanto vecchia sia la traccia,dal secreto delle ghiandole odorifere attraverso lo zoccolo, ed infine da pelo,particelle di sabbia e polvere che l'animale perde nel movimento e che sono letteralmente impregnate dal suo odore individuale.

        Una curiosità Elio, parlando di cinghiale sardo, anche io come Salvatore, non ho mai visto un branco di cinghiali, quando facevo caccia grossa si scovavano sempre esemplari isolati, come se la famiglia si dividesse nel territorio, in queste condizioni è plausibile che l'animale ferito adotti comportamenti diversi?

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        • elio193
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          • Jan 2010
          • 4225
          • Montecrestese (VB)
          • Slovensky Kopov, Deutscher Jagdterrier, Bassotto tedesco pelo duro, Dachsbracke, Hannoveriano

          #49
          Originariamente inviato da truzzeddu
          Una curiosità Elio, parlando di cinghiale sardo, anche io come Salvatore, non ho mai visto un branco di cinghiali, quando facevo caccia grossa si scovavano sempre esemplari isolati, come se la famiglia si dividesse nel territorio, in queste condizioni è plausibile che l'animale ferito adotti comportamenti diversi?
          Mescolarsi con il branco, è cercare più sicurezza e confondere le sue tracce e l'odore con gli altri. Penso sia possibile anche da voi in Sardegna. Ciao

          Il primo cinghialone di Charon

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