Domanda per GG :reali differenze tra cartucce commerciali e casalinghe

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  • fratin
    • Nov 2009
    • 65
    • Imperia

    #61
    Ciao,
    partendo dal presupposto che la verifica di componenti e accuratezza bilancia e strumenti vari siano una priorità nella ricarica domestica, è pur vero che precisione e perizia sono sempre la base di partenza per aspirare al miglior risultato anche negli altri campi.
    Certamente la produzione industriale si serve di mezzi e strumenti anche in fase di controllo e verifica per noi inarrivabili.
    Ritengo, tuttavia, che esercitare questa attività con impegno e precisione offra quantomeno il vantaggio di poter approfondire la conoscenza (oggi anche grazie alla rete e ai vari forum) dei fenomeni che riguardano le polveri, gli inneschi, i bossoli eccetera e, più in generale, l'impiego di questo o quell'altro assetto in base alle condizioni di utilizzo.
    In altre parole il cacciatore/ricaricatore moderno, oltre ad esercitare la sua passione all'aperto durante l'attività di caccia vera e propria, continua nella ricerca, nello studio e approfondimento dei concetti di balistica e del fenomeno esplosivo anche al suo rientro dalla battuta.
    Prove alla placca, prove di penetrazione nelle più disparate condizioni meteo (i quali risultati avrà cura di annotare per un successivo riscontro) gli consentono non solo di verificare la giustezza delle armi che ha in uso, di disporre delle conoscenze riguardo la scelta della giusta munizione e il contesto in cui usarla, ma anche la grande opportunità di poter prolungare i momenti dedicati alla sua ancestrale passione. Chi riesce, spinto dalla curiosità, ad approfondire e studiare più a fondo le cose, ne trae sempre maggiore vantaggio e soddisfazione personale.
    Tanto più che nella vita ritengo non si smetta mai, o quantomeno non si dovrebbe smettere mai, di studiare.
    È uno dei modi che aiuta a migliorare noi stessi e, altrettanto importante, anche a non finire mai di sorprenderci.
    Mauro.
    Ultima modifica fratin; 06-10-23, 21:46.

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    • fratin
      • Nov 2009
      • 65
      • Imperia

      #62
      Aggiungo che chi si avvicina alla ricarica è generalmente colui che per attitudine, in solitudine e "religioso silenzio" ama calarsi maggiormente nel ruolo di co-artefice degli strumenti inerenti la sua passione, diciamo così "sporcandosi le mani", non rimanendo un semplice fruitore di ciò che gli viene fornito preconfezioniato; egli intende investire il suo tempo e sviluppare le sue capacità per cercare di ottenere qualcosa di esclusivo e non standardizzato.
      Nella ricerca di una perfezione e specificita' che per le ovvie ragioni già citate (tra cui il compromesso rendimento su ampia area geografica) le aziende non possono perseguire.
      Con il costo che attualmente hanno raggiunto le cartucce originali (9-15 €/sc.da 25) anche sotto l'aspetto economico questa pratica comincia ad avere un senso, soprattutto se si possiede già una buona scorta di polveri, attrezzatura e componenti acquistati prima dell'escalation dei prezzi.
      Non ultimo il vantaggio innegabile di poter confezionare cartucce per i calibri "border line" come 16/24/32, per i quali si trova minor scelta.
      Al di là della semplice differenza di prestazioni tra una originale ed una home-made queste sono solo alcune mie riflessioni sulle reali differenze diciamo "secondarie", certo di non essere andato OT ☺️.
      Infine, per ricaricare, si "stacca un po la spina" e magari si spegne anche un po' la tv, che non fa male.
      Non di solo pane vive l'uomo.
      Mauro.
      Ultima modifica fratin; 10-10-23, 18:46.

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      • Quiete
        ⭐⭐⭐
        • May 2010
        • 2312
        • Milano
        • Gordon: Iron English Beauty, Dora dell'Arbia

        #63
        Originariamente inviato da colombaccio76
        Buongiorno, ho chiamato in causa GG perché penso che sia uno dei pochi che può rispondere alla domanda vista la collaborazione con BeP
        In alto forum si è provato a fare supposizioni sulle reali differenze tra cartucce commerciali e casalinghe, sembra che ognuno abbia la propria ricetta, polveri modificate ad ok per taluna carica, lotti di polvere venuta male e venduta ad altri con specifiche tecniche ecc ecc, di questa cosa se n'è parlato molto ma non c'è stata da parte mia mai una risposta definitiva, spero che Gianluca faccia chiarezza sulla non replicabilità delle cartucce commerciali, ringrazio in anticipo anche tutti quelli che vorranno dire la sua
        Colombaccio non te la prendere, non ce l'ho con te, ti uso solo a pretesto, ma questa domanda mi irrita molto, perché, personalmente, la trovo espressione del desiderio umano di trovar certezze laddove certezze non ve ne sono e quelle che vi sono non aiutano più di tanto.
        L'irritazione - ripeto, assolutamente benevola - deriva dal fatto che siamo alla costante ricerca giudizi su categorie che ci sollevino dalla necessità - e dalla responsabilità - di guardare caso per caso, valutare e giudicare. Ovviamente questo non riguarda solo le cartucce.

        Intanto, in realtà fai due domande, non una: nel titolo chiedi quali siano le reali differenze, in chiusura chiedi una risposta definitiva sulla replicabilità.
        Ovviamente io le risposte non le so, ma contesto il senso logico.

        Partiamo dalla seconda.
        Premetto che ho massima stima in GG e trovo la sua risposta assolutamente chiara e corretta, ma veramente pensiamo che qualcuno possa garantire che le cartucce di tutti i produttori industriali non siano MAI replicabili o, al contrario, lo siano SEMPRE ? Io credo di no e credo che caso mai si possa parlare di 'frequentemente' o 'raramente', ma in questo caso, parliamo di un raramente che è il 30% o il 3%? E, ancora più importante, se replicando una cartuccia commerciale ti viene un'eccellente cartuccia, ti interessa veramente sapere se è uguale a quella commerciale o se lo è al 98% piuttosto che al 78%? E se ti viene pessima, mentre quella commerciale è ottima, a pari condizioni, non l'hai rifatta uguale :-)

        Arriviamo alla prima domanda, quella del titolo sulle reali differenze.
        Il fatto che trovo illogico è confrontare due categorie eterogenee sotto troppi e molto importanti aspetti.
        Incontrovertibile che il senso letterale della parola 'industriale' esiste e definisce oggettivamente una realtà, ma appunto a livello generale e generico. Esistono produttori industriali grandissimi, medi e piccoli, rigorosissimi e meno, più orientati alla qualità o alla redditività. eccetera.
        Se poi guardiamo ai caricatori 'casalinghi' credo che l'eterogeneità sia decisamente molto più ampia e va da chi ha speso una vita a fare prove rigorose (pur senza i mezzi dell'industriale) investendoci tempo e denaro nonché con grande talento ... al neofita improvvisato. Anche solo leggendo questo forum, salta agli occhi che ci sono 'domestici' che hanno maturato competenze ed esperienze apprezzate anche da produttori industriali e neofiti che si confrontano per la prima volta col bilancino.

        Chiaro che esistono, come dicevo anche prima, le differenze di modello. Fatta esclusione per i super ricchi del pianeta, difficilmente un privato potrà permettersi gli investimenti in ricerca e sviluppo di un produttore industriale.
        Ma proprio per questo un produttore industriale potrà fare quegli investimenti solo per i 'bisogni' (tipo di arma, calibro, caccia, clima, ...) così diffusi da poter avere ricavi (numero di 'pezzi' venduti per prezzo unitario) per coprire i costi e generare guadagni. E questa regola economica determinerà anche in che misura potrà assicurare l'uso costante di certi componenti o dovrà ricorrere ad altri più convenienti.

        Credo che l'economia sia una disciplina complessa ( quasi quanto il caricamento :-) ma vi assicuro che nessun sofisticato ed innovativo algoritmo può contraddire la formula Ricavi meno Costi uguale Guadagni (o perdite) E se viene contraddetto, state certi che alla fine qualcuno resterà col cerino in mano.

        Per cui consiglio e raccomando di farci costantemente la punta al cervello e applicare grande senso critico individuale ... a caccia ... in economia, politica, salute ... tutto.

        Mi scuso di nuovo con Colombaccio per aver strumentalizzato la sua domanda e condividere una riflessione che ha la presunzione di andare un po' oltre la ricarica: le risposte definitive su realtà eterogenee non esistono.
        Ultima modifica Quiete; 13-10-23, 09:54.

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        • ALESSANDRO
          ⭐⭐⭐
          • Sep 2008
          • 4891
          • sarzana SP
          • springer "penny" e epagneul breton "otto"

          #64
          magari, ricavi -costi e' risultato operativo lordo.... che poi ci siano guadagni, bene.. non sempre e' cosi anche se i ricavi sembrano piu' dei costi. Le cartucce caricate in casa, con materiale di primordine ti vengono a costare quanto quelle industriali e forse .... la resa non e' migliore.... magari al momento piu' costante. Oggi i grandi caricatori stanno ben attenti agli ingredienti e alla sicurezza..... è quello il loro obiettivo primario... poi quello di fare una buona cartuccia... E' successo piu' di una volta che ho scaricato qualche cartuccia commerciale di ottima marca... in tre cartucce, mancava piombo e polvere per raggiungere la dose che figurava in catalogo... pero' i componenti erano borre, caps etc... tutti di ottima fattura... ma tu compri una 33 grammi e in realta hai una 32,5... mi direte poco cambia... ma giusto per utilizzare l'economia, 0.5x 5000 cartucce fatte.... quanto piombo risparmio...????

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          • Quiete
            ⭐⭐⭐
            • May 2010
            • 2312
            • Milano
            • Gordon: Iron English Beauty, Dora dell'Arbia

            #65
            Spesso la qualità industriale è definita anche dai margini di tolleranza richiesti e controllati.
            Nell'industria, 35,000 non esiste, esisterà sempre 35 +/- x% come per le canne dei fucili e per circa tutto
            La precisione dei caricatore ... dipende dal caricatore e dalla circostanza

            Ricavi meno costi uguale guadagni è una formula generale.
            In funzione di cosa metti nei ricavi e cosa nei costi, se parliamo di bilanci, ti uscirà il risultato netto di esercizio, EBIT, EBITDA, MOL ... l'importante è la coerenza dei perimetri.

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            • ALESSANDRO
              ⭐⭐⭐
              • Sep 2008
              • 4891
              • sarzana SP
              • springer "penny" e epagneul breton "otto"

              #66
              Una cartuccia da 33 gr deve essere 33... Al massimo 32,90 se diventa 32'5 cambia anche l assetto...
              le canne o il peso di un arma hanno la minima tolleranza....ma e' dichiarata a priori.

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              • Quiete
                ⭐⭐⭐
                • May 2010
                • 2312
                • Milano
                • Gordon: Iron English Beauty, Dora dell'Arbia

                #67
                Originariamente inviato da ALE
                Una cartuccia da 33 gr deve essere 33... Al massimo 32,90 se diventa 32'5 cambia anche l assetto...
                le canne o il peso di un arma hanno la minima tolleranza....ma e' dichiarata a priori.
                Assolutamente d'accordo: alta tolleranza, bassa qualità.

                Le generalizzazioni e le etichette sono necessarie e importanti, altrimenti sarebbe difficile parlare e capirsi, ma, insisto bisogna sempre essere consapevoli dell'ampiezza della generalizzazione.

                Il paradosso delle stelle:
                Ho una bella doppietta con i punzoni delle forature 18,3 e 18,3 ma non sono riportate le strozzature, con la mia brava carota misuro e si ferma esattamente sulle due tacche del 18.00 e 17,5, ne ricavo che sono 3/10 e 8/10 di millimetro, quindi 4stelle e 2 stelle.
                Ho una seconda doppietta nelle stesse condizioni, sempre 18.00 e 17,5 alla volata, però questa presenta i punzoni della foratura 18.4 e 18.4, quindi ho 4/10 e 9/10 quindi siamo di fronte ad una 3stelle e 1stella.
                Per i margini di tolleranza del BNP, però, la prima doppietta, punzonata 18.3, potrebbe essere forata 18,359 e la seconda, punzonata 18.4, potrebbe essere forata 18.360.
                Ecco che per generalizzazioni successive ho due paia di canne molto simili - differiscono per 1/100 di millimetro di foratura in anima - che risultano nominalmente diverse e, plausibilmente, oggi venderò più facilmente la 4 e 2 anziché la 3 e 1.
                Se poi i conti mi avessero portato a 4stelle e 3 stelle l'una e 3 stelle e 2stelle l'altra, potrei anche valutare di usare l'acciaio nella prima e non nella seconda :-)

                Mi rendo conto che l'ho tirata al limite, io per primo l'ho chiamato paradosso, ma torno a sottolineare che le etichette vanno sempre prese con cautela


                Ultima modifica Quiete; 14-10-23, 05:31.

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                • colombaccio76
                  ⭐⭐⭐
                  • Jun 2014
                  • 1824
                  • Maremma Gr
                  • Spring

                  #68
                  Originariamente inviato da Quiete

                  Colombaccio non te la prendere, non ce l'ho con te, ti uso solo a pretesto, ma questa domanda mi irrita molto, perché, personalmente, la trovo espressione del desiderio umano di trovar certezze laddove certezze non ve ne sono e quelle che vi sono non aiutano più di tanto.
                  L'irritazione - ripeto, assolutamente benevola - deriva dal fatto che siamo alla costante ricerca giudizi su categorie che ci sollevino dalla necessità - e dalla responsabilità - di guardare caso per caso, valutare e giudicare. Ovviamente questo non riguarda solo le cartucce.

                  Intanto, in realtà fai due domande, non una: nel titolo chiedi quali siano le reali differenze, in chiusura chiedi una risposta definitiva sulla replicabilità.
                  Ovviamente io le risposte non le so, ma contesto il senso logico.

                  Partiamo dalla seconda.
                  Premetto che ho massima stima in GG e trovo la sua risposta assolutamente chiara e corretta, ma veramente pensiamo che qualcuno possa garantire che le cartucce di tutti i produttori industriali non siano MAI replicabili o, al contrario, lo siano SEMPRE ? Io credo di no e credo che caso mai si possa parlare di 'frequentemente' o 'raramente', ma in questo caso, parliamo di un raramente che è il 30% o il 3%? E, ancora più importante, se replicando una cartuccia commerciale ti viene un'eccellente cartuccia, ti interessa veramente sapere se è uguale a quella commerciale o se lo è al 98% piuttosto che al 78%? E se ti viene pessima, mentre quella commerciale è ottima, a pari condizioni, non l'hai rifatta uguale :-)

                  Arriviamo alla prima domanda, quella del titolo sulle reali differenze.
                  Il fatto che trovo illogico è confrontare due categorie eterogenee sotto troppi e molto importanti aspetti.
                  Incontrovertibile che il senso letterale della parola 'industriale' esiste e definisce oggettivamente una realtà, ma appunto a livello generale e generico. Esistono produttori industriali grandissimi, medi e piccoli, rigorosissimi e meno, più orientati alla qualità o alla redditività. eccetera.
                  Se poi guardiamo ai caricatori 'casalinghi' credo che l'eterogeneità sia decisamente molto più ampia e va da chi ha speso una vita a fare prove rigorose (pur senza i mezzi dell'industriale) investendoci tempo e denaro nonché con grande talento ... al neofita improvvisato. Anche solo leggendo questo forum, salta agli occhi che ci sono 'domestici' che hanno maturato competenze ed esperienze apprezzate anche da produttori industriali e neofiti che si confrontano per la prima volta col bilancino.

                  Chiaro che esistono, come dicevo anche prima, le differenze di modello. Fatta esclusione per i super ricchi del pianeta, difficilmente un privato potrà permettersi gli investimenti in ricerca e sviluppo di un produttore industriale.
                  Ma proprio per questo un produttore industriale potrà fare quegli investimenti solo per i 'bisogni' (tipo di arma, calibro, caccia, clima, ...) così diffusi da poter avere ricavi (numero di 'pezzi' venduti per prezzo unitario) per coprire i costi e generare guadagni. E questa regola economica determinerà anche in che misura potrà assicurare l'uso costante di certi componenti o dovrà ricorrere ad altri più convenienti.

                  Credo che l'economia sia una disciplina complessa ( quasi quanto il caricamento :-) ma vi assicuro che nessun sofisticato ed innovativo algoritmo può contraddire la formula Ricavi meno Costi uguale Guadagni (o perdite) E se viene contraddetto, state certi che alla fine qualcuno resterà col cerino in mano.

                  Per cui consiglio e raccomando di farci costantemente la punta al cervello e applicare grande senso critico individuale ... a caccia ... in economia, politica, salute ... tutto.

                  Mi scuso di nuovo con Colombaccio per aver strumentalizzato la sua domanda e condividere una riflessione che ha la presunzione di andare un po' oltre la ricarica: le risposte definitive su realtà eterogenee non esistono.
                  Buongiorno, quindi anche stavolta questa semplice domanda viene stravolta ancora, visto che agli esordi del tread subito venne modificato il titolo perché non consono, non mi ricordo da quale moderatore, la domanda era semplice e coincisa e GG secondo me ha tolto ogni dubbio ( per quanto mi riguarda) ma tutti troviamo il modo per snaturare e mettere dentro altro.....

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                  • toperone1
                    Moderatore Armi e Polveri
                    • Dec 2009
                    • 1748
                    • ossola

                    #69
                    Direi che sarebbe carino tornare in topic o in assenza di nuovi contributi pertinenti chiudere…

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                    • Scorpione
                      ⭐⭐
                      • Dec 2021
                      • 230
                      • Villacidro
                      • Segugio Francese

                      #70
                      Originariamente inviato da fratin
                      Aggiungo che chi si avvicina alla ricarica è generalmente colui che per attitudine, in solitudine e "religioso silenzio" ama calarsi maggiormente nel ruolo di co-artefice degli strumenti inerenti la sua passione, diciamo così "sporcandosi le mani", non rimanendo un semplice fruitore di ciò che gli viene fornito preconfezioniato; egli intende investire il suo tempo e sviluppare le sue capacità per cercare di ottenere qualcosa di esclusivo e non standardizzato.
                      Nella ricerca di una perfezione e specificita' che per le ovvie ragioni già citate (tra cui il compromesso rendimento su ampia area geografica) le aziende non possono perseguire.
                      Con il costo che attualmente hanno raggiunto le cartucce originali (9-15 €/sc.da 25) anche sotto l'aspetto economico questa pratica comincia ad avere un senso, soprattutto se si possiede già una buona scorta di polveri, attrezzatura e componenti acquistati prima dell'escalation dei prezzi.
                      Non ultimo il vantaggio innegabile di poter confezionare cartucce per i calibri "border line" come 16/24/32, per i quali si trova minor scelta.
                      Al di là della semplice differenza di prestazioni tra una originale ed una home-made queste sono solo alcune mie riflessioni sulle reali differenze diciamo "secondarie", certo di non essere andato OT ☺️.
                      Infine, per ricaricare, si "stacca un po la spina" e magari si spegne anche un po' la tv, che non fa male.
                      Non di solo pane vive l'uomo.
                      Mauro.
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