Attualmente stai visualizzando le nostre bacheche come ospite avendo cosi un accesso limitato che ti permette di visualizzare la maggior parte delle discussioni e accedere alle nostre altre funzionalità. Unendoti alla nostra comunità gratuita potrai inserire argomenti, comunicare in privato con altri membri (PM), rispondere a sondaggi, caricare contenuti e accedere a molte altre funzionalità speciali. La registrazione è veloce, semplice e assolutamente gratuita, quindi unisciti alla nostra community oggi stesso!
In caso di problemi con il processo di registrazione o con l'accesso al tuo account : contattaci.
Il camoscio, usi e costumi nella caccia alla capretta alpina
La prossima stagione venatoria inizierò questa nuova avventura nella vallata a fianco alla mia.
Caccia al limite della vegetazione e oltre, avvicinamenti più lunghi e spazi decisamente più ampi.
Sono sempre stato affascinato da questa caccia, vuoi per l’ambiente a me familiare avendo praticato l’alpinismo classico per più di 25 anni, e per questo ungulato singolare, rispetto ai cervidi, che ho sempre visto muoversi sui pendii innevati con una eleganza e leggerezza invidiabili.
Chiedo quindi agli incalliti montanari dei consigli su come approcciare l’attività venatoria al camoscio sulle nostre Alpi, a livello di equipaggiamento, arma e ottiche.
Non ultimo gli orari di caccia consoni a questa famiglia di ungulati.
Premetto di avere accompagnato in alcune uscite degli amici cacciatori, ma nessuno con decenni di esperienza alle spalle.
Hai un capo di una determinata classe da prelevare o c’è un po’ di tutto e mano a mano che vengono fatti i capi si chiudono le varie classi. In che periodo potete cacciare?
Ciao, di consigli ce ne sarebbero tantissimi ma attendo consigli da altri frequentatori.
Il primo che mi viene in mente è: prima di sparare immagina dove cadrà, deve essere recuperabile e non deve disintegrarsi. Sappi meditare e rinunciare al tiro. Cordino, ramponi e maniglietta rigorosamente con corno di cervo per traino. (mi raccomando ramponi ben fissi con punte corte ). Mai trascinarlo per le corna sui costoni, con un avvitamento del camoscio le corna sembrano fatte apposta per infilarsi nel polsoo, peggio ancora, se perdessi l’equilibrio non riusciresti a liberarti e sarebbero grossi guai. Una curiosità sull’ orario … lo chiamiamo mezzogiorno di fuoco. Lanciatevi con consigli …. Sono utili a tutti. Ciao Guli51
Quando hai i camosci sotto di te sei a buon punto. Non aver paura di salire in cima, di solito i cacciatori hanno il culo pesante e i camosci il pericolo se lo aspettano quasi sempre dal basso. Certo che da sopra la valutazione dell’animale è sicuramente più difficile. Se puoi cacciare da solo non avrai problemi per l’avvicinamento, se proprio sono zone completamente pulite o sali di notte o cerchi di essere in alto la sera, normalmente prima che faccia buio a tre quattro ore dalla macchina non c’è mai nessuno e questo i camosci l’hanno capito di sicuro. Se non conosci bene la zona cerca di sfruttare il mese di settembre e ottobre, con la neve e il ghiaccio poi le cose si complicano e i becchi iniziano a puzzare.
Cerca di frequentare la zona il più possibile, se hai idea di come fanno normalmente la caccia gli altri cacciano ti basta fare l’esatto contrario, essere al mattino dove loro di solito vanno la sera e così via.
Qualsiasi calibro per il camoscio va bene, con palle morbide e veloci farà meno strada, con palle più dure farà una corsetta e rovinerai meno ciccia. Immaginando ci sia da camminare, un’arma leggera è l’ideale, idem per tutta l’altra attrezzatura.
Adesso crollo da sonno, e poi solo con questi consigli hai già fatto la quota di diversi anni 😉. A domani!
La prossima stagione venatoria inizierò questa nuova avventura nella vallata a fianco alla mia.
Caccia al limite della vegetazione e oltre, avvicinamenti più lunghi e spazi decisamente più ampi.
Sono sempre stato affascinato da questa caccia, vuoi per l’ambiente a me familiare avendo praticato l’alpinismo classico per più di 25 anni, e per questo ungulato singolare, rispetto ai cervidi, che ho sempre visto muoversi sui pendii innevati con una eleganza e leggerezza invidiabili.
Chiedo quindi agli incalliti montanari dei consigli su come approcciare l’attività venatoria al camoscio sulle nostre Alpi, a livello di equipaggiamento, arma e ottiche.
Non ultimo gli orari di caccia consoni a questa famiglia di ungulati.
Premetto di avere accompagnato in alcune uscite degli amici cacciatori, ma nessuno con decenni di esperienza alle spalle.
Non preoccuparti, dovrai avere l'accompagnatore, vero che la zona dovresti indicarla tu, ma se non sei pratico del posto affidati all'accompagnatore, preparati a camminare molto, come ti ha detto Guli prima del tiro vedi se puoi recuperare o no e se lo puoi fare senza rischiare la pelle, anche se in montagna un margine di rischio te lo devi prendere, ma é in quei frangenti che ti salva la paura e la prudenza, sul trascinare il camoscio dipende dal posto se ci sono praterie alpine lo puoi fare altrimenti animale dentro lo zaino e fai il mulo, bastone lungo sempre e appena possibile tagli un secondo bastone di fortuna e vai via proprio a mo' di mulo a 4 zampe, comunque per capretti, yearling e anche femmine non é cosa proibitiva a meno che sei mingherlino o anziano, dubito che all'inizio ti assegnino un maschio di terza classe se fosse così vedi di non fare la cappellata di tirarlo giù prima degli amori, salvo che sia comodo da trasportare, il maschio adulto é ben imbottito di grasso prima degli amori e ti spacca la schiena, sono un 6/7/8 kg. in più rispetto alla femmina adulta o a un maschio giovane, ma se con questi già sei al limite, poco di più ti stronca, poi se hai 30 anni e sei robusto nulla osta fatica che ti fa bene.
Importante prima del tiro a parte la possibilità di recupero pensa alla strada che dovrai fare che se sei dall'altra parte della montagna e devi risalire molto per poter scendere lassa sta, gli tiri un'altra volta, l'ideale dopo il recupero é avere discesa o poca salita, non tenerlo per le corna se lo trascini anche per brevi tratti, in pendenza il corpo morto tende ad avvitarsi il polso no e gli uncini sono aguzzi, tieni sempre un cordino di 8/10 metri non per portare te ma per poter calare/issare lo zaino in punti difficili, portati dei ramponi che sull'erba spesso servono e... impara ad alleggerire lo zaino, il superfluo sta a casa che il necessario é già tanto, porta sempre qualche pastiglia di antidolorifico, potrebbe servirti e non farti mancare l'acqua se la zona ne é priva.
Fucile calibro e ottica quella che usi di solito va bene, il lungo é obbligatorio, ma se l'ha l'accompagnatore due non servono.
Per la tecnica di caccia ognuno ha la sua, di solito viene fuori un misto fra cerca e appostamento, più invecchi e più capisci che l'appostamento l'é méi, chiaro che devi raggiungere i posti adatti, se frequenti sempre la stessa zona capirai che ci sono dei punti migliori di altri sia per l'osservazione che per l'appostamento, i camosci tendono a spostarsi sempre allo stesso modo, conosciuta la zona che frequentano li si può aspettare, andargli dietro non sempre conviene, facile che si avvicinino loro.
Per gli orari non serve essere in zona all'alba, presto si ma con buona luce, da posizione dominante si sbinocola per bene e a lungo per capire dove sono e se ci sono o se cambiare posto se la gambe reggono, occorre addestrare l'occhio che magari ci sono e non li vedi, li vedi facilmente se si muovono, occorre imparare a vederli da fermi, non é difficile ma serve l'occhio allenato, salvo che siano in mezzo a un prato, o in cresta alle rocce, non si muovono prestissimo salvo che ci siano aquile in giro allora pascolano anche presto e poi si infrascano sotto i cespugli a, l'aquila gli fa modificare le abitudini, in gernere l'orario migliore dipende dalla stagione va dalle 7,30 fino alle 11,30/12, poi dove cacciavo io fino alle 13/13,30 puoi anche sdraiarti a terra e farti un sonnellino, verso le 14 occhi aperti che tendono a salire con calma e si portano sulle cengie alte per la notte, fino alle 15 l'orario é buono, anche oltre ma da tenere conto dei tempi di discesa e a fine stagione viene buio presto. Questo nella mia zona che non era ad alta quota ed esposta a sud, a quote e esposizioni diverse potrebbero avere orari diversi, dove caccerai tu il territorio dovrebbe essere molto diverso dal mio, fino agli amori le femmine di solito, ma non sempre, fanno gruppo a se con i piccoli, i maschi giovani sono più girovaghi.
Cosa importante anche se non lo sembra, quelli sono i posti dei camosci, tu sei l'intruso, di solito loro ti hanno già visto e sentito prima che tu li vedi, lo sanno che ci sei, non sono scemi, non entrare in casa loro a passo di carica, devi scivolare (non trovo termine migliore) nel loro territorio, con calma, adagio, vedrai che ti osservano, se gli sei in vista non stare eretto, gattona, adagio con pause, sfrutta il terreno per avvicinarti, se si allontanano lasciali andare non seguirli, ma mantieni la posizione, non devono avvertirti come un pericolo che li segue, la volta successiva avranno meno paura e potrai cogliere l'occasione, soprattutto non fare la bella statuina bello ritto su un crinale stagliato contro il cielo, se sei in appostamento stai seduto, anche perché sarete almeno in due, non dimenticarlo non sono scemi, l'ideale sarebbe essere da soli te la giochi bene e con soddisfazione anche se non tiri, dovendo avere l'accompagnatore ti serve la fortuna di averne uno bravo e paziente, comunque all'inizio l'accompagnatore ti sarà prezioso sia per conoscere i posti che gli animali.
Ti hanno già detto tutto,aggiungo solo na cosa guarda e riguarda nel lungo non stancarti,ho visto cacciatori con molti camosci sulle spalle fare errori gravi per la troppa sicurezza e poi personalmente il camoscio preferisco cacciarlo da novembre in poi quando sono belli neri è un’altra cosa,all’inizio della stagione ti sembra di avere tirato una capra. In bocca al lupo
La prossima stagione venatoria inizierò questa nuova avventura nella vallata a fianco alla mia.
Caccia al limite della vegetazione e oltre, avvicinamenti più lunghi e spazi decisamente più ampi.
Sono sempre stato affascinato da questa caccia, vuoi per l’ambiente a me familiare avendo praticato l’alpinismo classico per più di 25 anni, e per questo ungulato singolare, rispetto ai cervidi, che ho sempre visto muoversi sui pendii innevati con una eleganza e leggerezza invidiabili.
Chiedo quindi agli incalliti montanari dei consigli su come approcciare l’attività venatoria al camoscio sulle nostre Alpi, a livello di equipaggiamento, arma e ottiche.
Non ultimo gli orari di caccia consoni a questa famiglia di ungulati.
Premetto di avere accompagnato in alcune uscite degli amici cacciatori, ma nessuno con decenni di esperienza alle spalle.
Sono contento che finalmente tu abbia la possibilità di cominciare questa meravigliosa caccia.
Tu hai il vantaggio di conoscere la montagna e di sapertici muovere anche in condizioni difficili.
Per armi e munizioni, a te e tuo padre direi non ci sia nulla da spiegare.
Vedo che i migliori consigli te li hanno già dati autorevoli cacciatori.
Mi pare che nessuno abbia parlato del vento. Questo è da valutare bene cacciando (il camoscio): se ti vede non sempre scappa, se ti sente si.
Tieni presente che in montagna (se il tempo è stabile al bello), l'aria scende la notte e la mattina fino alle 10 circa poi il flusso, quando le cime si scaldano, si inverte.
Valuta e sfrutta questa cosa per i tuoi spostamenti. Il consiglio di Mountain di portarti subito alto (ancora a notte) ha i vantaggi che dice lui, ma il grosso svantaggio che ti sentano. In certi miei posti in 40 anni mai sono riuscito a sparare ai camosci sotto di me prima delle 10/11 del mattino. Mi hanno sempre fregato col vento (più corretto dire con l'aria) che scende.
Io da giovane sparavo molto di più; se avevo il capo giusto a distanza giusta sparavo sempre; poi a recuperarlo ci pensavo dopo. Mai perso un animale, ma ho preso rischi e fatto fatiche immani con strascichi che il mio fisico si porta dietro!
Passato i 50 valuto sempre dove sono io, dove è lui e dove andrà a cadere.
A me non piace sparare i camosci a settembre, preferisco quando fa freddo, la montagna diventa dura e i camosci...neri!
Quoto tutto quanto ti han detto prima di me; un'unica cosa: il camoscio non si trascina, si porta nello zaino.
Fai in modo di averne uno buono, possibilmente sloveno, confortevole quando carico.
Per decenni l'abbiamo messo dentro a buoni zaini da carico.
Mio fratello ha oggi l'ottimo sloveno Brunel, io lo sloveno Montecoppolo che va molto bene e costa la metà.
Un'ultima cosa: trovo il telemetro una delle cose più utili che tu debba avere, fondamentale. In montagna ho preso delle cantonate incredibili nel valutare la distanza. A volte, con l'aria tersa e limpida, valuti di essere a 150 metri, ma sono 300 e più.
Vorrei aggiungere qualcos'altro sul fatto di cacciare il camoscio d'inverno e sulla neve.
D'accordo che é il periodo migliore ed é affascinante ma ha anche i suoi lati negativi, primo il tipo di montagna, da me quando nevica ho sempre preferito starmene a casa, se con il bel tempo fuori sentiero già rischi di brutto, farlo con la neve e ghiaccio si moltiplica il rischio e in ballo ci sta la pellaccia, da me se vai giù hai alta probabilità di non fermarti... alla cerca puoi stare sul relativamente sicuro ma al recupero no, devi andare a prenderlo dove sta e rischi, poi anche dove caccio io ci stanno posti relativamente facili e sulla neve cacciare é possibile ma non ovunque.
Ci sono anche altre considerazioni, la caccia al camoscio per come é organizzata qui di fatto é caccia di gruppo anche se si va in due, primo serve l'accompagnatore e questi mica può concentrare gli accompagnamenti tutti assieme a fine stagione, li deve spalmare nel tempo, da tenere conto che si caccia in sotto sezioni territoriali in piccoli gruppi, noi eravamo in tre ora mi pare siano in cinque, per tacito accordo chi sparava per primo poi non lo faceva più anche se presente fin che gli altri non avevano fatto il loro capo é questione di rispetto personale, ci si dividono i capi, l'accompagnatore ha un pacchetto di capi da prelevare, solo il maschio adulto é assegnato nominalmente, se sei fuori e hai il capo da fare lo fai anche se è metà settembre o inizio ottobre, almeno il primo capo, di solito si lasciano le femmine e i piccoli per ultimo ma non é obbligatorio.
C'è anche la necessità del capo settore di vedere progredire il piano di abbattimenti, completarlo é importante, se te la prendi comoda facile che, giustamente, ti chiami e tiri le orecchie, allora che fai dormi? Non esci? Dal suo punto di vista é comprensibile, la fine stagione arriva in fretta, le ultime settimane può fare brutto e non puoi uscire, capita di frequente, ti prendi l'influenza, l'accompagnatore ha impegni personali o non sta bene, si innestano variabili impreviste e il tempo scorre, gli ultimissimi giorni si fanno i capi extra assegnati ad altri che non li hanno fatti, telefonino alla mano si prende e segnala subito al capogruppo che informa gli altri che sono fuori, -maschi di seconda finiti-, -femmine di prima finite- e così via fino al completamento del piano, poi se resta indietro una femmina poco male.
Per altro da me mica é detto che a metà dicembre ci sia la neve, magari cade anche prima ma se ne va facile, si sono neri ma se lo sono un poco meno sono sempre bellissime prede.
Per me l'importante è essere fuori a caccia per il periodo degli amori é un divertimento e capitano ottime occasioni, sono due settimane che salute permettendo non sono da perdere.
Da non dimenticare che non tutti i giorni disponibili conviene cacciare, da tenere conto della presenza di altri cacciatori specialmente segugisti, altamente consigliabile non uscire se si sa che cacciano anche loro, rischi di camminare ore e vedere gli sforzi sprecati da gegugi che battono la zona, hanno diritto di cacciare anche loro, poi ci sono anche i tempi di recupero personali, da giovane puoi uscire quando vuoi poi i tempi si allungano, alla fine fai una uscita alla settimana tempo permettendo, raramente due, sempre se l'accompagnatore é disponibile, quindi è saggio fare il capo quando si può più che quando si vuole.
Sul cacciare da sopra Mountain ha detto una cosa giusta e importante, dall'alto domini il mondo, sei facilitato nell'individuare dove sono, più difficile riconoscerli a causa della prospettiva ma non impossibile, nel dubbio non si tira, da intendersi che il sopra non necessariamente é la vetta della montagna, si intende una posizione dominante i posti frequentati dagli animali, di solito la cresta dominante i valloni, molto buoni anche gli speroni o dossi a mezza costa che hanno buona visibilità e possibilità di tiro, da non dimenticare che é bello anche solo stare ad osservarli, non necessariamente spedirgli una palla nelle coste, di solito i tiri dal basso verso l'alto sono abbastanza rari almeno da me, più frequenti i tiri con poca pendenza o decisamente verso il basso con alta pendenza, si complica un poco il tiro ma si fa relativamente in modo facile, apprezzabile che siano di loro già in basso, se poi per gravità fanno anche un po' di strada in discesa meglio ancora, più perdono quota meglio é, da vecchio si impara che ci sono camosci che stanno in alto e altri che stanno in basso, si guardano tutti poi si spara a quelli in basso, magari al ritorno, anche a fine pomeriggio, se li hai visti dall'alto.
L'esperienza insegna che ogni fianco della montagna ha i suoi posti migliori per appostarsi, non sono tanti ma conoscere dove sono é cosa preziosa, l'accompagnatore questi punti dovrebbe conoscerli, per il principiante utile andare al seguito e memorizzare, in un paio di stagioni si impara il necessario.
La cosa più importante da imparare é la rinuncia al tiro, non é necessario tirare, se uno non se la sente per la posizione di tiro poco felice, o ha dubbi sul recupero, o per l'ora tarda, o semplicemente é sfinito e non pensa di farcela, non tira, non é una vergogna rinunciare, anzi é segno di maturità, se si rinuncia nessuno ha niente da dire o obiettare, il tiro entra nella responsabilità diretta del cacciatore, post tiro si innescano operazioni inevitabili, recupero, eviscerazione e trasporto a valle, prima di premere il grilletto riflettere bene.
Da non dimenticare che come per tutti gli ungulati il tiro apparentemente fallito va rigorosamente controllato sul posto, per il camoscio a volte vuol dire un'ora buona di cammino, quasi sempre non sarà una padella ma un tiro sporco con probabile ferimento, occorre fare il possibile per il recupero finale anche con l'intervento del cane da sangue, anche il giorno successivo se necessario, ma se non si forza il tiro e la carabina é ben tarata è evento raro, comunque ci si comporta sul camoscio come con gli altri ungulati.
Ringrazio per gli interessanti spunti di riflessione emersi dagli interventi.
Anzitutto la stagionalità; noi stessi al cervo e capriolo preferiamo andare quando inizia a fare freddo in valle per svariati motivi, non ultima il mantello invernale decisamente più caratterizzante.
La fregola del tiro l'ho persa da molto, vuoi per quantità di munizioni sparate, vuoi per il fatto che ci divertiamo di più a vederli nel loro ambiente per capirne le abitudini...oltretutto il camoscio, come il capriolo, ti da tempo per posizionarti, scrutarli con il lungo e decidere il da farsi
Il cervo invece, almeno nella nostra zona di caccia che va dai 700 ai 1300m, è l'ungulato che ti gusti meno in assoluto e quindi serve il colpo d'occhio per capire se è quello giusto.
Lo stesso per quanto riguarda l'anschuss; se non valutato con attenzione ti porterà a recuperare in zone che non finirai mai di maledire per i rischi corsi (camoscio) oppure che ti ricorderai a lungo (cervo) a causa della fatica fatta. Di Caprioli nello zaino ne ho portati alcuni, anche in zone in cui era proibito eviscerare in loco e ci si doveva caricare 25 kg sulle spalle.....dopo un paio d'ore rimpiangi di non esserti rigirato nel letto con la tua consorte.
Per me, nuova la posizione di tiro canonica dall'alto verso il basso. Preferisco sempre sparare allo stesso livello oppure dal basso verso l'alto, anche per avere più sagoma e vederlo meglio. Su questo metodo di avvicinamento al selvatico ci mediterò un pò, magari facendo qualche scampagnata in montagna con mia moglie per impratichirmi su sentieri e passaggi obbligati.
Ringrazio per gli interessanti spunti di riflessione emersi dagli interventi.
Anzitutto la stagionalità; noi stessi al cervo e capriolo preferiamo andare quando inizia a fare freddo in valle per svariati motivi, non ultima il mantello invernale decisamente più caratterizzante.
La fregola del tiro l'ho persa da molto, vuoi per quantità di munizioni sparate, vuoi per il fatto che ci divertiamo di più a vederli nel loro ambiente per capirne le abitudini...oltretutto il camoscio, come il capriolo, ti da tempo per posizionarti, scrutarli con il lungo e decidere il da farsi
Il cervo invece, almeno nella nostra zona di caccia che va dai 700 ai 1300m, è l'ungulato che ti gusti meno in assoluto e quindi serve il colpo d'occhio per capire se è quello giusto.
Lo stesso per quanto riguarda l'anschuss; se non valutato con attenzione ti porterà a recuperare in zone che non finirai mai di maledire per i rischi corsi (camoscio) oppure che ti ricorderai a lungo (cervo) a causa della fatica fatta. Di Caprioli nello zaino ne ho portati alcuni, anche in zone in cui era proibito eviscerare in loco e ci si doveva caricare 25 kg sulle spalle.....dopo un paio d'ore rimpiangi di non esserti rigirato nel letto con la tua consorte.
Per me, nuova la posizione di tiro canonica dall'alto verso il basso. Preferisco sempre sparare allo stesso livello oppure dal basso verso l'alto, anche per avere più sagoma e vederlo meglio. Su questo metodo di avvicinamento al selvatico ci mediterò un pò, magari facendo qualche scampagnata in montagna con mia moglie per impratichirmi su sentieri e passaggi obbligati.
Dove andrai? Val Seriana o Brembana? Ti hanno assegnato una sottozona? E' quella che devi conoscere, comunque la gita sul posto con la moglie é buona cosa.
Per me il tiro dall'alto verso il basso viene più facile che dal basso verso l'alto, la correzione per pendenza é uguale, ma da sopra di solito hai migliore posizione a terra per il corpo, la schiena assume una posizione curva invece che arcuata all'esterno, almeno la mia schiena curva ne era favorita, impugni meglio e hai appoggi di solito migliori, più facile avere l'astina a terra o quasi che doverla alzare con lo zaino (fatti un supporto Resegone che ne avrai grande beneficio), la linea di tiro é la stessa solo che invece di uscire da sopra esce da sotto, la traiettoria all'interno della cassa toracica più o meno é uguale, ma se l'hai di culo ha il grosso vantaggio di tirargli all'attaccatura del collo in mezzo alle spalle, gli esce dalla trachea e compensa facilmente errori di calcolo pendenza, da sopra di solito hai tiri più bervi, di solito non ti vede o sente, se l'hai sopra ti ha visto da tempo e facile che il tiro sia lungo, non ti preoccupare del tiro risolvi facilmente, ovvio che il tiro in piano é preferibile.
Sicuro del capo assegnato? Più facile un capo scelto nella lista disponibile dell'accompagnatore, comunque 9 su 10 é prevedibile uno yearling come primo capo ed é un bell'animale.
Credo anche io e che come primo anno mi assegneranno uno yearling e un cervo; comunque le assegnazioni le faranno dopo i piani che faranno alla fine dei censimenti (che si svolgeranno nella prima metà di Giugno).
La caccia la farò in Val Seriana nel settore 2, che va da Piario a Gandellino, in pratica di fronte alla parete nord della Presolana. Gli spazi sono estesi, la zona del monte Secco, la Valcanale, gli spiazzi di Gromo con la Val sedornia…e la val sanguigno (dietro alle miniere di uranio di Novazza )…bei posti.
Potrei scegliere anche il settore 4, che sale da Gandellino fino a Valbondione, piana di Lizzola al confine del parco del Belviso. Posti magnifici, dominati da Redorta, Scais e Coca, che però richiedono qualche anno di pratica perché decisamente più impervi. Voglio partire per gradi senza bruciare le tappe.
Per quanto concerne il tiro, quello dall’alto verso il basso non ti consente l’appoggio del calcio e quindi è, a mio modo di vedere, più articolato.
Se riprendo la caccia mi concentrerò proprio su Jahrling e giovani femmine 😋. Se resisto chiudo con i becchi grossi e spesso puzzolenti, per colpa loro sono passato da 1,88 a 1,81 di altezza 😉.
Bellissima discussione, come già accennato rispetto ad altre discussioni riguardanti il camoscio mi sono immerso nella meraviglia che rappresenta questa caccia... Che probabilmente io non riuscirò mai a fare.... In pratica mi son svegliato di soprassalto dal mio sogno perché ho dimenticato i ramponi in macchina 🤣🤣🤣🤣
a parte gli scherzi... Ripeto bellissimo sentir parlare di questa caccia... Leggendo tutto mi sorge una domanda proprio stupida... Ma i ramponi che si usano sui sentieri ghiacciati vanno bene anche nel periodo non innevato sui prati o lungo versanti in pendenza?
Davvero sembra banale ma sentir di queste avventure mi fa veramente tornare bambino e sognare i momenti della caccia!
Buongiorno a tutti amici! Da anni pratico la caccia nell'appennino dell'oltrepò pavese. Caccio caprioli, cinghiali e daini. Lì un binocolo o il cannocchiale...
Ciao a tutti, vorrei sapere se Vi è capitato anche a Voi e come è "andata" a finire. (chiedo scusa se una discussione così ci sia giÃ*,...
16-05-22, 15:19
Caricamento in corso ...
Nessun altro evento.
Attendere..
👍
😀
😂
🥰
😘
😎
🤢
😞
😡
👎
Elaboriamo i dati personali degli utenti del nostro sito, attraverso l'uso di cookie e altre tecnologie, per fornire i nostri servizi, personalizzare la pubblicità e analizzare l'attività del sito. Potremmo condividere determinate informazioni sui nostri utenti con i nostri partner pubblicitari e di analisi. Per ulteriori dettagli, fai riferimento alla nostra Informativa sulla privacy.
Facendo clic su "ACCONSENTO" di seguito, accetti i nostri Informativa sulla privacy e le nostre pratiche relative al trattamento dei dati personali e ai cookie come ivi descritte. Riconosci inoltre che questo forum potrebbe essere ospitato al di fuori del tuo Paese e acconsenti alla raccolta, archiviazione ed elaborazione dei tuoi dati nel Paese in cui è ospitato questo forum.
Commenta