Il mio cervo del 2022

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  • franki
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    • Nov 2011
    • 696
    • treviso
    • dd

    #16
    Originariamente inviato da Er Mericano
    Non l'eta', ma le punte dei palchi. 3 a destra, 3 a sinistra.

    Negli U.S. mi trovo benissimo. Infatti ci sono dal 1975 e quando mi chiedono se voglio mai tornare in Italia rispondo sempre,"Neanche in fotografia!"

    Io, come tutti gli emigrati che l'America l'hanno scelta come patria, sono piu' americano di quelli che ci sono nati per caso, cioe' oggi la stragrande maggioranza. L'America e' una nazione di immigrati. Persino i Nativi arrivarono qui dall'Asia, sul ponte di terra di una glaciazione, come mostrano esami del DNA e caratteristiche fisiche come i denti incisivi che sono concavi nella parte posteriore, come quelli degli asiatici attuali.

    La foto che hai visto pero' non mi fa giustizia. Se posso ne mandero' un'altra dove assomiglio ad un "Mountain Man," cioe' uno di quei fegatacci che vivevano nelle montagne ed altipiani del West intrappolando castori cacciando cervi e wapiti, combattendo con i Nativi, e a volte mangiandone in parte il fegato dopo averli uccisi (come Jeremiah Johnson) per terrorizzarli, in quanto i Nativi del posto credevano che il loro spirito non potesse andare nei "Grandi Territori di Caccia" dell'aldila' se parte dei loro organi fossero stati mangiati da un altro essere umano. Percio' evitavano J. Johnson come la peste.


    ---------- Messaggio inserito alle 01:31 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:24 PM ----------

    Grande Giovanni, mi pento amaramente di non aver fatto anch' io quella scelta quindici anni dopo di te, ma l Italia in quel tempo non era ancora messa cosi male. Come mai dopo tutti quegli anni te ne sei venuto dall Alaska?

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    • Livia1968🦉
      Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
      • Apr 2019
      • 6307
      • Guidonia Montecelio (Roma)
      • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

      #17
      Caro Giovanni, la delusione verso il Paese che ti ha visto nascere è tanta e si vede ogni volta che ne parli. Ma altrettanto amore si intuisce ogni volta che racconti i tuoi ricordi in Italia. È allora che rendi merito al tuo DNA, verso la Patria che ti ha dato la cultura e l amore verso di essa. È questo che ha fatto di te l uomo che sei e che ora vive negli Stati Uniti.

      Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
      "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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      • Er Mericano
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        • Feb 2022
        • 2024
        • Alabama
        • Labrador

        #18
        Originariamente inviato da franki
        Grande Giovanni, mi pento amaramente di non aver fatto anch' io quella scelta quindici anni dopo di te, ma l Italia in quel tempo non era ancora messa cosi male. Come mai dopo tutti quegli anni te ne sei venuto dall Alaska?
        Il costo della vita in Alaska e' altissimo. Dopo il pensionamento mia moglie ed io abbiamo deciso di trasferirci dove e' piu' basso. In Alabama e' la meta' di quello dell'Alaska. Con le pensioni generate da 27 (io) e 29 (mia moglie)anni d'insegnamento, in Alaska avremmo dovuto fare i salti mortali per tirare avanti. Qui in Alabama bastano ed avanzano. A Kodiak, a parte i prezzi altissimi di tutto, le tasse di proprieta' ed il costo degli immobili erano da pazzi. Pensa che per mezzo acro di terreno e la casa pagavo 2300 dollari all'anno di tasse di proprieta'. Qui ho due terreni per un totale complessivo di 43 acri (circa 172mila metri quadrati), su uno dei quali ho una casa di dimensioni uguali a quella che avevo a Kodiak, piu' un grosso garage grande come un'officina da meccanico, e pago una sessantina dii dollari all'anno di tassa di proprieta' sugli immobili. In Alaska non si pagano tasse sul reddito allo stato (solo quelle federali). In Alabama le tasse sul reddito non le paghi se sei un pensionato, quindi da questo punto di vista e' lo stesso. La casa di Kodiak col suo mezzo acro di terreno l'ho venduta per trecentomila dollari. Quella che ho qui, con 19 acri di terreno ed il garage, l'ho comprata per poco meno di centomila.
        Certo, lasciare Kodiak e la pesca favolosa che offre, e la mia amatissima caccia alle anatre e' stata un po' dura. Ma uno si deve adattare alle circostanze, e qui, con pensioni da Alaska in uno stato con costo della vita della meta', si sta bene e ci possiamo togliere tanti sfizi.
        Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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        • elio forte
          ⭐⭐⭐
          • Jun 2008
          • 1678
          • molise
          • Meticci e D.D.

          #19
          Complimenti Giovanni
          IL VERO AMICO é IL TUO CANE

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          • PAOLOPIERO
            ⭐⭐⭐
            • Jan 2009
            • 1604
            • VALDOBBIADENE (tv)
            • ANNOVERIANO

            #20
            Waidemansheil! [brindisi]
            Ciao
            Paolo
            Se vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)

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            • franki
              ⭐⭐
              • Nov 2011
              • 696
              • treviso
              • dd

              #21
              Originariamente inviato da Er Mericano
              Il costo della vita in Alaska e' altissimo. Dopo il pensionamento mia moglie ed io abbiamo deciso di trasferirci dove e' piu' basso. In Alabama e' la meta' di quello dell'Alaska. Con le pensioni generate da 27 (io) e 29 (mia moglie)anni d'insegnamento, in Alaska avremmo dovuto fare i salti mortali per tirare avanti. Qui in Alabama bastano ed avanzano. A Kodiak, a parte i prezzi altissimi di tutto, le tasse di proprieta' ed il costo degli immobili erano da pazzi. Pensa che per mezzo acro di terreno e la casa pagavo 2300 dollari all'anno di tasse di proprieta'. Qui ho due terreni per un totale complessivo di 43 acri (circa 172mila metri quadrati), su uno dei quali ho una casa di dimensioni uguali a quella che avevo a Kodiak, piu' un grosso garage grande come un'officina da meccanico, e pago una sessantina dii dollari all'anno di tassa di proprieta' sugli immobili. In Alaska non si pagano tasse sul reddito allo stato (solo quelle federali). In Alabama le tasse sul reddito non le paghi se sei un pensionato, quindi da questo punto di vista e' lo stesso. La casa di Kodiak col suo mezzo acro di terreno l'ho venduta per trecentomila dollari. Quella che ho qui, con 19 acri di terreno ed il garage, l'ho comprata per poco meno di centomila.
              Certo, lasciare Kodiak e la pesca favolosa che offre, e la mia amatissima caccia alle anatre e' stata un po' dura. Ma uno si deve adattare alle circostanze, e qui, con pensioni da Alaska in uno stato con costo della vita della meta', si sta bene e ci possiamo togliere tanti sfizi.
              Immaginavo potesse essere il costo elevato della vita la causa del tuo trasferimento, certo che lasciare un paradiso terrestre come l Alaska non dev essere stato facile, soprattutto per un " pescacciatore " come te[:D]

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              • pippo46
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                • Aug 2012
                • 447
                • potenza

                #22
                Originariamente inviato da Er Mericano
                Il costo della vita in Alaska e' altissimo. Dopo il pensionamento mia moglie ed io abbiamo deciso di trasferirci dove e' piu' basso. In Alabama e' la meta' di quello dell'Alaska. Con le pensioni generate da 27 (io) e 29 (mia moglie)anni d'insegnamento, in Alaska avremmo dovuto fare i salti mortali per tirare avanti. Qui in Alabama bastano ed avanzano. A Kodiak, a parte i prezzi altissimi di tutto, le tasse di proprieta' ed il costo degli immobili erano da pazzi. Pensa che per mezzo acro di terreno e la casa pagavo 2300 dollari all'anno di tasse di proprieta'. Qui ho due terreni per un totale complessivo di 43 acri (circa 172mila metri quadrati), su uno dei quali ho una casa di dimensioni uguali a quella che avevo a Kodiak, piu' un grosso garage grande come un'officina da meccanico, e pago una sessantina dii dollari all'anno di tassa di proprieta' sugli immobili. In Alaska non si pagano tasse sul reddito allo stato (solo quelle federali). In Alabama le tasse sul reddito non le paghi se sei un pensionato, quindi da questo punto di vista e' lo stesso. La casa di Kodiak col suo mezzo acro di terreno l'ho venduta per trecentomila dollari. Quella che ho qui, con 19 acri di terreno ed il garage, l'ho comprata per poco meno di centomila.
                Certo, lasciare Kodiak e la pesca favolosa che offre, e la mia amatissima caccia alle anatre e' stata un po' dura. Ma uno si deve adattare alle circostanze, e qui, con pensioni da Alaska in uno stato con costo della vita della meta', si sta bene e ci possiamo togliere tanti sfizi.
                Giovanni,sono pensionato anche io e nonostante l’età fai risvegliare gli spiriti giovanili dell’avventura. Probabilmente a me e così a tanti altri è mancato quel “quid”per prendere decisioni importanti, ma forse, e credo sia stato così, ci siamo accontentati di avere quello che il quotidiano ci offriva. Essere permissivi verso se stessi a volte non paga. Ti auguro un felice futuro fatto di carezze familiari e cacce abbondanti. [brindisi][brindisi][brindisi]
                Ogni mattina si alzano un furbo e un coglione.
                Se si incontrano l'affare è fatto. Waltere (gigiproietti)

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                • jon62
                  ⭐⭐
                  • Jun 2012
                  • 599
                  • appennino ligure
                  • setter inglese

                  #23
                  Forte le tue foto. Ma le tue penne sono d’aquila?

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                  • Er Mericano
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                    • Feb 2022
                    • 2024
                    • Alabama
                    • Labrador

                    #24
                    Originariamente inviato da jon62
                    Forte le tue foto. Ma le tue penne sono d’aquila?
                    Tacchino selvatico. Negli U.S. soltanto i Nativi possono detenere penne d'aquila. Per noi bianchi "privilegiati" anche raccoglierne una caduta ad un'aquila e tenersela e' reato federale. Io l'ho fatta grossa. Non solo ne ho raccolta una, bellissima, ma l'ho anche esportata, mandandola col bagaglio di un amico venuto a Kodiak ad un altro amico italiano ex-alpino, che adesso ha una lunga, una lunga penna nera su pei monti a... cacciar, non guerreggiar...

                    Kodiak, a proposito, e' strapiena di aquile calve (non sono calve, ma hanno le piume della testa bianche). In citta', sulle spiagge, sui monti, ovunque. A caccia di anatre se un'anatra cadeva lontana e al cane ci voleva tempo per arrivarci, quasi di sicuro un'aquila se la sarebbe portata via. A Kodiak non ci sono gatti randagi. I cagnolini piccoli non vivono a lungo se li lasci scorrazzare. In genere si cibano di pesci vivi o morti, ma ogni tanto un po' di carne non gli dispiace... Una volta un mio gatto non rispondeva all'appello, e lo trovai nascosto sotto un groviglio di rami mentre un'aquila lo aspettava appollaiata su un abete al di sopra della ramaglia. La tentazione di mandarle una palla di .22 L.R. fu forte, ma e' un reato grave non solo ucciderle ma anche disturbarle in qualsiasi modo. Percio' entrai in casa, presi una pistola delle "guerre" con le armi paint-ball (sparano palle di gelatina piene di una vernice delebile) e la centrai sul petto, spaventandola e forse anche facendole un po' male. Chissa' quanta gente si sara' domandata perche' in giro volava un'aquila col petto e la pancia verdi... E non vi disturbate a denunciarmi alle autorita' federali americane per aver disturbato e verniciato uno di quegli uccellacci. Ormai il mio reato e' caduto in prescrizione, commesso piu' di cinque anni fa...

                    A proposito, Benjamin Franklin non voleva che l'aquila calva fosse scelta come il simbolo della nuova Nazione. Lui avrebbe preferito il tacchino sevatico, uccello furbissimo e pulito che non si nutre, come l'aquila calva, di animali e pesci morti. A differenza dell'aquila reale, che e' un vero predatore, l'aquila calva si comporta piu' da avvoltoio che da rapace. D'inverno, quando c'e'poco da mangiare, si infilano nei cassonetti e a volte non riescono a uscirne se il livello delle immondizie e' troppo basso e non riescono a spiegare le ali e a lanciarsi fuori di nuovo. Un'aquila reale non si abbasserebbe mai a entrare in un cassonetto, ed un tacchino selvatico neanche.

                    ---------- Messaggio inserito alle 10:05 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:02 AM ----------

                    Originariamente inviato da PAOLOPIERO
                    Waidemansheil! [brindisi]
                    Ciao
                    Paolo
                    Grazie, ma per quanto riguarda la citazione in calce ai tuoi messaggi, non credo che mia moglie sarebbe troppo contenta se mi innamorassi di nuovo di qualcun'altra...
                    Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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                    • PAOLOPIERO
                      ⭐⭐⭐
                      • Jan 2009
                      • 1604
                      • VALDOBBIADENE (tv)
                      • ANNOVERIANO

                      #25
                      Ma magari saresti più contento tu[fiuu]
                      Ciao
                      Paolo
                      Se vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)

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                      • louison
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                        • Jul 2012
                        • 4259
                        • LUGO DI VICENZA
                        • NESSUNO

                        #26
                        Originariamente inviato da Er Mericano
                        Il costo della vita in Alaska e' altissimo. In Alabama e' la meta' di quello dell'Alaska. Qui ho due terreni (circa 172mila metri quadrati), su uno dei quali ho una casa di dimensioni uguali a quella che avevo a Kodiak, piu' un grosso garage grande come un'officina e pago una sessantina dii dollari all'anno di tassa di proprieta' sugli immobili.. In Alabama le tasse sul reddito non le paghi se sei un pensionato .


                        In totale solo sessanta dollari totali all'anno di tasse ...... Allora i pensionati trovano la manna in Alabama .. Qui in Italia ci sono pensionati (ancora pochi) che fissano la residenza in Portogallo per pagare meno tasse sulla pensione .

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                        • franki
                          ⭐⭐
                          • Nov 2011
                          • 696
                          • treviso
                          • dd

                          #27
                          Originariamente inviato da Er Mericano
                          Tacchino selvatico. Negli U.S. soltanto i Nativi possono detenere penne d'aquila. Per noi bianchi "privilegiati" anche raccoglierne una caduta ad un'aquila e tenersela e' reato federale. Io l'ho fatta grossa. Non solo ne ho raccolta una, bellissima, ma l'ho anche esportata, mandandola col bagaglio di un amico venuto a Kodiak ad un altro amico italiano ex-alpino, che adesso ha una lunga, una lunga penna nera su pei monti a... cacciar, non guerreggiar...

                          Kodiak, a proposito, e' strapiena di aquile calve (non sono calve, ma hanno le piume della testa bianche). In citta', sulle spiagge, sui monti, ovunque. A caccia di anatre se un'anatra cadeva lontana e al cane ci voleva tempo per arrivarci, quasi di sicuro un'aquila se la sarebbe portata via. A Kodiak non ci sono gatti randagi. I cagnolini piccoli non vivono a lungo se li lasci scorrazzare. In genere si cibano di pesci vivi o morti, ma ogni tanto un po' di carne non gli dispiace... Una volta un mio gatto non rispondeva all'appello, e lo trovai nascosto sotto un groviglio di rami mentre un'aquila lo aspettava appollaiata su un abete al di sopra della ramaglia. La tentazione di mandarle una palla di .22 L.R. fu forte, ma e' un reato grave non solo ucciderle ma anche disturbarle in qualsiasi modo. Percio' entrai in casa, presi una pistola delle "guerre" con le armi paint-ball (sparano palle di gelatina piene di una vernice delebile) e la centrai sul petto, spaventandola e forse anche facendole un po' male. Chissa' quanta gente si sara' domandata perche' in giro volava un'aquila col petto e la pancia verdi... E non vi disturbate a denunciarmi alle autorita' federali americane per aver disturbato e verniciato uno di quegli uccellacci. Ormai il mio reato e' caduto in prescrizione, commesso piu' di cinque anni fa...

                          A proposito, Benjamin Franklin non voleva che l'aquila calva fosse scelta come il simbolo della nuova Nazione. Lui avrebbe preferito il tacchino sevatico, uccello furbissimo e pulito che non si nutre, come l'aquila calva, di animali e pesci morti. A differenza dell'aquila reale, che e' un vero predatore, l'aquila calva si comporta piu' da avvoltoio che da rapace. D'inverno, quando c'e'poco da mangiare, si infilano nei cassonetti e a volte non riescono a uscirne se il livello delle immondizie e' troppo basso e non riescono a spiegare le ali e a lanciarsi fuori di nuovo. Un'aquila reale non si abbasserebbe mai a entrare in un cassonetto, ed un tacchino selvatico neanche.

                          ---------- Messaggio inserito alle 10:05 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:02 AM ----------



                          Grazie, ma per quanto riguarda la citazione in calce ai tuoi messaggi, non credo che mia moglie sarebbe troppo contenta se mi innamorassi di nuovo di qualcun'altra...
                          Giovanni col tempo però qualche storiella sugli orsi dell Alaska ce la dovrai raccontare... chissà quanti ne hai visti.

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                          • Er Mericano
                            ⭐⭐⭐
                            • Feb 2022
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                            • Alabama
                            • Labrador

                            #28
                            Originariamente inviato da franki
                            Giovanni col tempo però qualche storiella sugli orsi dell Alaska ce la dovrai raccontare... chissà quanti ne hai visti.
                            Vabbe', visto che me l'hai chiesto...

                            Kalsin Lake, Kodiak, Alaska. Ancora notte fonda. Il mio partner, Pat, ed io ci avviamo ai nostri capanni. Pat attraversa il lago salmastro con la sua barchetta, col suo cane e con i sacconi degli stampi, uno dei quali e' il mio. Non c'e' posto per due cacciatori, due cani, e due sacconi su quella specie di bagnarola a remi. Io mi faccio la lunga scarpinata intorno al lago, insieme a Scout, la mia Labrador. Pat sosta sulla riva per lasciare il mio saccone davanti al mio capanno, poi prosegue verso il suo capanno, distante un paio di centinaia di metri dal mio e nascosto alla mia vista da un piccolo promontorio erboso. Arrivato al capanno, lascio il fucile e altri impedimenta nel capanno, ordino a Scout di sedersi sulla panca e di aspettarmi. Sistemo gli stampi nell'acqua bassa a una quindicina di metri dal capanno, e mi siedo poi insieme a Scout nel capanno. Carico il fucile, e aspetto che faccia luce e arrivi l'ora legale di sparare (da noi non si spara se non da mezz'ora prima della levata del sole a mezz'ora dopo il tramonto, quando c'e' abbastanza luce da poter identificare la specie alla quale spari). E' una mattinata lenta. Uccido una germana qualche minuto dopo l'ora consentita, poi piu' niente. Non sento spari dal capanno di Pat. A luce fatta vedo una "vacca" dall'altro lato del lago, sulla riva dove abbiamo lasciato le auto. Ma poi la "vacca" scende verso l'acqua e comincia a nuotare verso di me. Le vacche vere sanno nuotare alla bisogna, ma preferiscono camminare intorno al lago. "Oh, shit!" esclamo. "It's a bear!" E' un orso!
                            La ex-vacca continua a nuotare verso di me. E' a meta' lago. Cambio le cartucce nel fucile e ci infilo tre Brenneke "nere" da 76 mm, di piombo induritissimo rivestito da una sostanza lucida nera. Ordino a Scout di rimanere nel capanno. I cani hanno la cattiva abitudine di abbaiare agli orsi, a sfidarli, per poi scappare con la coda fra le gambe a nascondersi dietro il padrone quando l'orso li carica con cattive intenzioni. E quando questo accade e' il padrone che le prende...
                            Esco dal capanno, mi ergo in tutta la mia limitata altezza di un metro e 76 (molto meno dell'altezza di un Kodiak in piedi sulle zampe posteriori), e faccio tutto cio' che gli "esperti" dicono di fare in tali frangenti: fischio, grido, agito le braccia, mi sbottono il parka, lo apro e lo stendo ai miei lati per sembrare piu' grosso. L'orso pretende di non vedermi. Quando e' a cinquanta metri sparo in aria. L'orso pretende di non sentire--e continua sulla stessa rotta verso di me. Infilo un'altra cartuccia nel serbatoio e mi preparo al peggio. L'orso arriva agli stampi. E' percio' a quindici metri da me. Scout, obbedientissima, sta zitta e buona nel capanno. L'orso, che adesso tocca il fondo con le sue zampe, si ferma ad osservare queste strane anatre che rifiutano di volare via davanti a lui. Ne tocca una con la zampa, come un gatto che tocca tentativamente un topo finto datogli dal suo umano per giocare. Poi infila una mano sotto lo stampo, ed i suoi lunghi artigli si impigliano nella cordicella. L'orso, innervosito da questa cosa che gli ha afferrato la zampa si alza in piedi sulle posteriori con il pelo ritto sulla gobba, segno che e' stizzito, e scrolla la zampa, lanciando via lo stampo. Poi scende giu' su tutte e quattro le zampe e comincia ad uscire dall'acqua, sempre verso di me. A quel punto e' a meno di dieci metri da me. Sparo una Brenneke nel motriglio in fronte al suo muso, spruzzandogli la faccia con acqua e fango. A quella distanza dalla volata, il cono di rumore dello sparo deve essere stato assordante, specialmente per le orecchie sensibilissime di un orso. E finalmente prende atto della mia presenza. Mi guarda con quegli occhi porcini, inespressivi, e vira verso la mia sinistra, tenendomi d'occhio. Adesso e' a otto metri da me, porgenomi il fianco. E' nella posizione pre-carica, con le zampe un po' allargate, il corpo abbassato, i peli ritti sulla gobba. La testa e' girata verso di me. Adesso che guardo verso la mia sinistra intravedo Pat sul piccolo promontorio erboso a cento metri da me. Era stato incuriosito, mi disse poi, dai fischi, dalle grida, e dagli spari. Alzo l'11-87 e lo punto al naso dell'orso. Gli dico ad alta voce che se fa un altro passo verso di me premero' il grilletto. A proposito, se si spara ad un Kodiak che ti fronteggia, il bersaglio da mirare e' il naso. La fronte bassa e sfuggente puo' deflettere una palla di liscio, e farlo veramente adirare. Sparando nel naso (se ne avete l'occasione, osservate il cranio di un orso su Intenet) l'accesso della palla nel cervello e' assicurato.
                            L'orso ed io rimaniamo cosi' in posa, lui pronto ad attaccare, io pronto a sparare, per una mezz'ora che deve essere durata forse soltanto dieci secondi in tempo reale...

                            Poi, non so perche', forse intimorito dal mio non indietreggiare, forse dal suono della mia voce, forse dal suo angelo custode che gli diede un buon consiglio, fece dietrofront e torno' in acqua, sguazzando poi verso Pat. Pat spari' alla vista. L'orso spari' alla vista anche lui dopo aver raggiunto il piccolo promontorio. Dopo pochi secondi sento uno strano rumore: SQUEAK! SQUEAK! SQUEAK! E' il rumore degli scalmi della bagnarola di Pat, che remando furiosamente verso il centro del lago, col suo cane a poppa, sta lasciando una scia come quella di un motoscafo, tanto che remava forte! Poi Pat descrive un ampio circolo e vira verso di me. Io lo aspetto sulla riva. Sono pieno di adrenalina, e provo una grande eccitazione un senso d'elazione, quasi di felicita' per non aver provato alcuna paura e aver conservato il mio sangue freddo. Pat arriva e arena la barca sulla riva. Io lo guardo con un sorrisetto maligno e gli dico: "Be', almeno io non sono scappato!"

                            Parlando poi con un mio amico (oggi purtroppo scomparso), biologo del dipartimento di caccia e pesca, esperto di orsi e munito di autorita'
                            e di "scudo" di guardiacaccia, mi disse che qualsiasi altro cacciatore avrebbe sparato, visto che quell'orso avava costituito un vero pericolo, e che ucciderlo sarebbe stato completamente legale. La caccia all'orso e' permessa a Kodiak, ma durante la stagione giusta e soltanto dopo aver comprato una licenza speciale, che io non avevo. Perche' non gli ho sparato? Prima di tutto non sono un cacciatore di trofei, e le abitudini alimentari dei Kodiak li rendono immangiabili, a meno che non ti piaccia il sapore di pesce marcio. E poi, se uccidi un orso per legittima difesa lo devi spellare e portare pelle e testa al dipartimento di caccia e pesca. E non te le ridanno. Questo per evitare che gli imbecilli sparino agli orsi che si stanno facendo i cavoli loro e poi pretendano di essere stati attaccati. Spellare un orso che giace nel fango e' un lavoraccio, e pelle e testa possono da sole pesare un quintale. Figurati se volevo fare tutto quel lavoro per niente!

                            Il resoconto di quest'avventura orsina e' apparso nel quotidiano di Kodiak, il "Kodiak Daily Mirror," parecchi anni fa. E' una storia vera, simile a tante che accadono a Kodiak ogni anno, alcune delle quali finiscono tragicamente, per l'orso molto piu' spesso che per gli esseri umani.
                            Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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                            • franki
                              ⭐⭐
                              • Nov 2011
                              • 696
                              • treviso
                              • dd

                              #29
                              Originariamente inviato da Er Mericano
                              Vabbe', visto che me l'hai chiesto...

                              Kalsin Lake, Kodiak, Alaska. Ancora notte fonda. Il mio partner, Pat, ed io ci avviamo ai nostri capanni. Pat attraversa il lago salmastro con la sua barchetta, col suo cane e con i sacconi degli stampi, uno dei quali e' il mio. Non c'e' posto per due cacciatori, due cani, e due sacconi su quella specie di bagnarola a remi. Io mi faccio la lunga scarpinata intorno al lago, insieme a Scout, la mia Labrador. Pat sosta sulla riva per lasciare il mio saccone davanti al mio capanno, poi prosegue verso il suo capanno, distante un paio di centinaia di metri dal mio e nascosto alla mia vista da un piccolo promontorio erboso. Arrivato al capanno, lascio il fucile e altri impedimenta nel capanno, ordino a Scout di sedersi sulla panca e di aspettarmi. Sistemo gli stampi nell'acqua bassa a una quindicina di metri dal capanno, e mi siedo poi insieme a Scout nel capanno. Carico il fucile, e aspetto che faccia luce e arrivi l'ora legale di sparare (da noi non si spara se non da mezz'ora prima della levata del sole a mezz'ora dopo il tramonto, quando c'e' abbastanza luce da poter identificare la specie alla quale spari). E' una mattinata lenta. Uccido una germana qualche minuto dopo l'ora consentita, poi piu' niente. Non sento spari dal capanno di Pat. A luce fatta vedo una "vacca" dall'altro lato del lago, sulla riva dove abbiamo lasciato le auto. Ma poi la "vacca" scende verso l'acqua e comincia a nuotare verso di me. Le vacche vere sanno nuotare alla bisogna, ma preferiscono camminare intorno al lago. "Oh, shit!" esclamo. "It's a bear!" E' un orso!
                              La ex-vacca continua a nuotare verso di me. E' a meta' lago. Cambio le cartucce nel fucile e ci infilo tre Brenneke "nere" da 76 mm, di piombo induritissimo rivestito da una sostanza lucida nera. Ordino a Scout di rimanere nel capanno. I cani hanno la cattiva abitudine di abbaiare agli orsi, a sfidarli, per poi scappare con la coda fra le gambe a nascondersi dietro il padrone quando l'orso li carica con cattive intenzioni. E quando questo accade e' il padrone che le prende...
                              Esco dal capanno, mi ergo in tutta la mia limitata altezza di un metro e 76 (molto meno dell'altezza di un Kodiak in piedi sulle zampe posteriori), e faccio tutto cio' che gli "esperti" dicono di fare in tali frangenti: fischio, grido, agito le braccia, mi sbottono il parka, lo apro e lo stendo ai miei lati per sembrare piu' grosso. L'orso pretende di non vedermi. Quando e' a cinquanta metri sparo in aria. L'orso pretende di non sentire--e continua sulla stessa rotta verso di me. Infilo un'altra cartuccia nel serbatoio e mi preparo al peggio. L'orso arriva agli stampi. E' percio' a quindici metri da me. Scout, obbedientissima, sta zitta e buona nel capanno. L'orso, che adesso tocca il fondo con le sue zampe, si ferma ad osservare queste strane anatre che rifiutano di volare via davanti a lui. Ne tocca una con la zampa, come un gatto che tocca tentativamente un topo finto datogli dal suo umano per giocare. Poi infila una mano sotto lo stampo, ed i suoi lunghi artigli si impigliano nella cordicella. L'orso, innervosito da questa cosa che gli ha afferrato la zampa si alza in piedi sulle posteriori con il pelo ritto sulla gobba, segno che e' stizzito, e scrolla la zampa, lanciando via lo stampo. Poi scende giu' su tutte e quattro le zampe e comincia ad uscire dall'acqua, sempre verso di me. A quel punto e' a meno di dieci metri da me. Sparo una Brenneke nel motriglio in fronte al suo muso, spruzzandogli la faccia con acqua e fango. A quella distanza dalla volata, il cono di rumore dello sparo deve essere stato assordante, specialmente per le orecchie sensibilissime di un orso. E finalmente prende atto della mia presenza. Mi guarda con quegli occhi porcini, inespressivi, e vira verso la mia sinistra, tenendomi d'occhio. Adesso e' a otto metri da me, porgenomi il fianco. E' nella posizione pre-carica, con le zampe un po' allargate, il corpo abbassato, i peli ritti sulla gobba. La testa e' girata verso di me. Adesso che guardo verso la mia sinistra intravedo Pat sul piccolo promontorio erboso a cento metri da me. Era stato incuriosito, mi disse poi, dai fischi, dalle grida, e dagli spari. Alzo l'11-87 e lo punto al naso dell'orso. Gli dico ad alta voce che se fa un altro passo verso di me premero' il grilletto. A proposito, se si spara ad un Kodiak che ti fronteggia, il bersaglio da mirare e' il naso. La fronte bassa e sfuggente puo' deflettere una palla di liscio, e farlo veramente adirare. Sparando nel naso (se ne avete l'occasione, osservate il cranio di un orso su Intenet) l'accesso della palla nel cervello e' assicurato.
                              L'orso ed io rimaniamo cosi' in posa, lui pronto ad attaccare, io pronto a sparare, per una mezz'ora che deve essere durata forse soltanto dieci secondi in tempo reale...

                              Poi, non so perche', forse intimorito dal mio non indietreggiare, forse dal suono della mia voce, forse dal suo angelo custode che gli diede un buon consiglio, fece dietrofront e torno' in acqua, sguazzando poi verso Pat. Pat spari' alla vista. L'orso spari' alla vista anche lui dopo aver raggiunto il piccolo promontorio. Dopo pochi secondi sento uno strano rumore: SQUEAK! SQUEAK! SQUEAK! E' il rumore degli scalmi della bagnarola di Pat, che remando furiosamente verso il centro del lago, col suo cane a poppa, sta lasciando una scia come quella di un motoscafo, tanto che remava forte! Poi Pat descrive un ampio circolo e vira verso di me. Io lo aspetto sulla riva. Sono pieno di adrenalina, e provo una grande eccitazione un senso d'elazione, quasi di felicita' per non aver provato alcuna paura e aver conservato il mio sangue freddo. Pat arriva e arena la barca sulla riva. Io lo guardo con un sorrisetto maligno e gli dico: "Be', almeno io non sono scappato!"

                              Parlando poi con un mio amico (oggi purtroppo scomparso), biologo del dipartimento di caccia e pesca, esperto di orsi e munito di autorita'
                              e di "scudo" di guardiacaccia, mi disse che qualsiasi altro cacciatore avrebbe sparato, visto che quell'orso avava costituito un vero pericolo, e che ucciderlo sarebbe stato completamente legale. La caccia all'orso e' permessa a Kodiak, ma durante la stagione giusta e soltanto dopo aver comprato una licenza speciale, che io non avevo. Perche' non gli ho sparato? Prima di tutto non sono un cacciatore di trofei, e le abitudini alimentari dei Kodiak li rendono immangiabili, a meno che non ti piaccia il sapore di pesce marcio. E poi, se uccidi un orso per legittima difesa lo devi spellare e portare pelle e testa al dipartimento di caccia e pesca. E non te le ridanno. Questo per evitare che gli imbecilli sparino agli orsi che si stanno facendo i cavoli loro e poi pretendano di essere stati attaccati. Spellare un orso che giace nel fango e' un lavoraccio, e pelle e testa possono da sole pesare un quintale. Figurati se volevo fare tutto quel lavoro per niente!

                              Il resoconto di quest'avventura orsina e' apparso nel quotidiano di Kodiak, il "Kodiak Daily Mirror," parecchi anni fa. E' una storia vera, simile a tante che accadono a Kodiak ogni anno, alcune delle quali finiscono tragicamente, per l'orso molto piu' spesso che per gli esseri umani.
                              Davvero comlimenti per aver mantenuto la freddezza, diciamo che piuttosto di spellare quell orso ti saresti fatto sbranare[:D]. Un orso a dieci metri con un balzo ti è addosso, io avrei sparato molto prima da quanta paura avrei avuto. Ma dimmi una cosa, hai notizia di grandi orsi uccisi con il il cal 12?

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                              • Er Mericano
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                                • Feb 2022
                                • 2024
                                • Alabama
                                • Labrador

                                #30
                                Originariamente inviato da franki
                                Davvero comlimenti per aver mantenuto la freddezza, diciamo che piuttosto di spellare quell orso ti saresti fatto sbranare[:D]. Un orso a dieci metri con un balzo ti è addosso, io avrei sparato molto prima da quanta paura avrei avuto. Ma dimmi una cosa, hai notizia di grandi orsi uccisi con il il cal 12?
                                Molte. Un 12 con una buona palla (la Brenneke soprattutto) e' micidiale a distanza da legittima difesa antiorso. Ma non avrei usato mai una palla di tipo Foster. Il muso tondo ed il piombo sofficissimo della Foster sono le sue pecche. Se gli spari in testa appena sopra il naso la palla non fara' presa sulla fronte sfuggente della bestia, non raggiungera' il cervello, e lo fara' infuriare ancora di piu', lacerandogli lo scalpo. Sparandogli nella zona cuore/polmoni da un lato (come avrei potuto fare io ad un certo punto durante quell'incontro, dubito che una palla cosi' soffice potrebbe penetrare pelo folto, pelle durissima, uno strato di grasso che d'autunno puo' essere spesso anche 20cm, muscoli grossi duri come il legno, e ossa spesse e pesanti fino alla "caldaia." E poi un orso colpito al cuore quando e' a 8 metri da te ti puo' comodamente ammazzare e poi cadere morto sul tuo cadavere. La Brenneke, con la sua forma a rocchetto e dotata da una spalla tagliente fa presa sull'osso della fronte e prosegue nel cranio. Spesso i Troopers (polizia di stato) fanno fuori gli orsi che entrano in citta' e si aggirano vicino a scuole col 12 che hanno nell'auto. Come ho detto, il 12 a breve distanza e con le palle adatte e' micidiale, forse piu' di un rigato.
                                Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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