Colino della Virginia
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non so che ambiante prediligano le faraone ma io sarei ipoteticamente piu dell'idea di valutare un selvatico in grado di sfruttare la nuova realtà che è presente nel nostro territorio e che non viene <<colonizata-sfruttata>utilizzata> da nessuna specie come i roveti e i boschi fitti, che si stann espandendo in larga manieera togliendo il posto delle starne e delle pernici... sarebbe a mio parere interessante aprire una nuova discussione in cui si parla specificatamente di specie poco presenti o assenti sul territorio nazionale che andrebbero ipoteticamente a sopperira a questa nicchia vuota...</colonizata-sfruttata>Commenta
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A mio avviso ne uscirebbe solo il cinghiale... tutti i galliformi necessitano di contesti diversificati. Specie per l'alimentazione dei pulcini che avviene per intero di insetti.non so che ambiante prediligano le faraone ma io sarei ipoteticamente piu dell'idea di valutare un selvatico in grado di sfruttare la nuova realtà che è presente nel nostro territorio e che non viene <<COLONIZATA-SFRUTTATA>utilizzata> da nessuna specie come i roveti e i boschi fitti, che si stann espandendo in larga manieera togliendo il posto delle starne e delle pernici... sarebbe a mio parere interessante aprire una nuova discussione in cui si parla specificatamente di specie poco presenti o assenti sul territorio nazionale che andrebbero ipoteticamente a sopperira a questa nicchia vuota...</COLONIZATA-SFRUTTATA>
Mi spiace ma non vedo nessuna specie capace di adattarsi a contesti che non sono propri....e per di più che coincidano con l'ambiente principe del cinghiale, volpi e mustelidi.
Anche la stessa beccaccia ricerca ambienti diversificati che non ci sono più.
Non servono secondo me altre specie...siamo in un contesto storico di declino già scritto.[:-cry]Commenta
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l'abbandono della campagna collinare e montana al momento è irreversibile e non vedo neanche possibilità di un qualsiasi tipo di recupero se non su aree molto limitate, gestite da chi può averne interesse (cioè cacciatori) e ritorno economico (proprietari dei fondi).silvioCommenta
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può darsi ma come dall'america è arrivata la minilepre a prender posto anche in luoghi non consoni alla lepre magari una prospettiva seppur minima c'è...A mio avviso ne uscirebbe solo il cinghiale... tutti i galliformi necessitano di contesti diversificati. Specie per l'alimentazione dei pulcini che avviene per intero di insetti.
Mi spiace ma non vedo nessuna specie capace di adattarsi a contesti che non sono propri....e per di più che coincidano con l'ambiente principe del cinghiale, volpi e mustelidi.
Anche la stessa beccaccia ricerca ambienti diversificati che non ci sono più.
Non servono secondo me altre specie...siamo in un contesto storico di declino già scritto.[:-cry]
il colino come antecedentemente detto dovrebbe amare il roveto e sfruttarlo a sua difesa.. cosa interessante... e poi non ci sto a costo di andare a tagliare i rovi con le forbici almeno un tantativo ipotetico e marginale va fatto... almeno sarebbe da discuterne...
concordo e proprio in questo contesto vorrei sapere di piu per poterci confrontare...l'abbandono della campagna collinare e montana al momento è irreversibile e non vedo neanche possibilità di un qualsiasi tipo di recupero se non su aree molto limitate, gestite da chi può averne interesse (cioè cacciatori) e ritorno economico (proprietari dei fondi).Commenta
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beh, se pensi ad aree limitate, gestite da cacciatori con un ritorno economico per i proprietari dei terreni, cosa ti viene in mente ?????silvioCommenta
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[QUOTE=fabri85;601749]può darsi ma come dall'america è arrivata la minilepre a prender posto anche in luoghi non consoni alla lepre magari una prospettiva seppur minima c'è...
il colino come antecedentemente detto dovrebbe amare il roveto e sfruttarlo a sua difesa.. cosa interessante... e poi non ci sto a costo di andare a tagliare i rovi con le forbici almeno un tantativo ipotetico e marginale va fatto... almeno sarebbe da discuterne...
E a me lo dici? sono anni che organizzo entate nei folti con capre e pecore per pulire...vacche in seconda battuta... per poi passare da lugio a settembre a sfalciare prati con decespugliatore e pulire e fare sentieri nei rovi.... porto granaglie e acqua...sarò l'ultimo a mollare la spugna...
Il problema è che alla fine ci si massacra sempre in troppo pochi e nessuno ti premia....anzi se non fai le cose per bene (domande etc) rischi pure un verbale...e chi dovrebbe gestire e premiare si nasconde sempre dietro a burocrazia giusto per non prendersi la briga di finanziare i lavori.
[regol][:-cry][:142]
---------- Messaggio inserito alle 04:35 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:33 PM ----------
Argomenti trattati e ritrattati...serve una svolta epocale....ma dubito molto possa avvenire...e mi fermo qui con esempi di bene ambientale perche oggi giorno rischierei di finire in prigione per istigamento a.....[:D]Commenta
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sì, hai ragione, sono argomenti trattati e ritrattati che poi lasciano il tempo che trovano. Tu almeno ci hai provato e qualcosa sei riuscito a fare.silvioCommenta
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Ho trovato i Colini in provincia di Asti dai primi anni '80 fino al 1994 poi, nel '95, hanno fatto gli ATC ed a noi genovesi la caccia in quelle zone del Piemonte si è praticamente chiusa.
Li cacciavamo specialmente nella zona di Refrancore nei boschi di acacie (Robinie) che ricoprono fittamente quelle basse colline, si nascondevano nel sottobosco più intricato pedinando veloci davanti ai cani, se avevi la fortuna di far partire tutto il volo, non partivano mai assieme ma uno alla volta spiazzandoti per il tiro, potevi ribatterli con migliori risultati, spesso li sentivi fischiare per chiamarsi l'un l'altro.
A volte si rimettevano sui rami delle acacie e ti partivano da sopra la testa. Facevano sempre voli non lunghi ma velocissimi ed i tiri erano sempre molto difficili. Si nutrivano quasi esclusivamente di semi di acacia come si poteva constatare osservando il contenuto del gozzo.
Era una gran bella caccia, quando la facevo mi aveva anche un po' annoiato, cacciare sempre nel bosco, in mezzo ai rovi per catturare animali di piccola taglia, ora quando ci ripenso vorrei poter tornare a quei giorni per continuare a cacciare un selvatico vero le cui ultime immissioni risalivano ad alcuni decenni prima e gli unici animali che si trovavano erano assolutamente selvatici. Ho dei bellissimi ricordi con i mie primi Drahthaar!
A volte avevano atteggiamenti "erratici" ovvero scomparivano da una zona per riapparire magari in un'altra.
Poi il Colino venne chiuso perchè specie "alloctona" ma dalle notizie che ho da conoscenti che continuano a cacciare in quelle zone questo prezioso selvatico è praticamente scomparso. Probabilante la scarsa variabilità genetica dovuta alla stretta consanguineità ne ha provocato una forte riduzione.
In quegli anni, tra i primi dell' 80 e i primi '90 si trovavano spesso anche in provincia di Alessandria.
Non li ho più cacciati ma ho visti spesso dei begli esemplari nell'allevamento di Ovada citato da Pako.
Ciao Enricosigpic..con nelle mani l'odore dei cani, i vestiti a volte un po' logori ma depositari di momenti indimenticabili passati sui monti, nei campi, nelle boscaglie e lungo i fiumi con a fianco i miei Drahthaar...Commenta
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Grande scuola di filate e guidate: il colino fa arrabbiare e lascia con un palmo di naso i cani che si immobilizzano troppo sulla ferma e che non tengono il contatto.
Gli ultimi cacciati sono di fine settembre 2009. E' una specie erratica particolare, un po' come il cinghiale che si crea una mappa mentale/temporale della maturazione dei vari semi di piante ed arbusti. In tempo di caccia maturano i semi della robinia di cui si nutre per tutto l'inverno. E' molto resistente, si riproduce bene e non ha competitori alimentari (mangia di tutto e convive bene con starna e fagiano). Non credo, quindi, che sia stata una problematica d'accoppiamento a farlo scomparire dalla tue zone. Sono più propenso a questioni climatiche: risente molto delle gelate e se non muore, se ne va. Nella foto starne e colini.
[media]http://www.fongaros.it/private/croazia 26092009/DSC00016.JPG[/media]Commenta
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qualcuno sa perchè non si importano più colini dall'America? trent'anni fa prosperava un florido commercio di questa specie e c'èrano tantissimi allevamenti a cui potersi affidare sparsi in tutta Italia e poi ricordo le riviste del settore che magnificavano alla grande il simpatico colino,io rimanevo estasiato leggendo tutto ciò che lo riguardava quali l'allevamento,il ripopolamento,la caccia e pure l'addestramento cani. altri tempi!Commenta
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Fortunatamente dalle mie parti qualche incontro con il colino puo' ancora succedere. Quest'anno ho deciso di metterli in " produzione" per ripopolamento, quelli liberati gli anni scorsi, proventi da covate sotto " mericanelle", si sono ben adattati nel nostro territorio ( bosco di acacie , querce, carpine, gelso, rovi a volonta') e nidificato.Commenta
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Fortunatamente dalle mie parti qualche incontro con il colino puo' ancora succedere. Quest'anno ho deciso di metterli in " produzione" per ripopolamento, quelli liberati gli anni scorsi, proventi da covate sotto " mericanelle", si sono ben adattati nel nostro territorio ( bosco di acacie , querce, carpine, gelso, rovi a volonta') e nidificato.
bravo: fatti, non p.....parole!
emanuele.Commenta
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