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A tu per tu con il lupo
di Patrik Giovanoli
“A settant’anni ho incontrato il lupo.
Regalo di compleanno”
Da alcuni mesi si sentono voci a riguardo della presenza del lupo in valle Bregaglia. I primi echi sono giunti dalla vicina Italia, poi qualcuno ha avvistato delle tracce a Soglio, altri a Vicosoprano e Roticcio.
Ueila ha desiderato intervistare chi dice d’averlo incontrato, per meglio capire cosa sta accadendo, per sentire la voce diretta del protagonista.
Siamo riusciti a contattare Gustavo Rezzoli, meglio conosciuto con il nome di “Nono”, il quale, molto gentilmente, ha accettato di spiegare dove e come ha incontrato il lupo,e di raccontare le sensazioni provate di fronte all’animale.
“Tutti i pomeriggi, è ormai un’abitudine, faccio una passeggiata. Lunedì 9 aprile sono partito da casa verso le 16.00. Salito fino allo Stand di tiro mi sono spostato a Mota, per raccogliere radicchio. Dopo di che ho sostato al Crotto Albigna per una pausa caffè. Di lì a poco ho deciso di fare ritorno a casa, seguendo la strada Camping, cha dal ristorante porta appunto al campeggio.
Attraversato il ponte sulla Maira, quello la cui strada porta poi a Roticcio, ho svoltato a sinistra, andando dietro al tratto che ti fa arrivare al deposito dei vegetali. Pin pianino ho iniziato ad intravedere il pozzo-piscina del campeggio. Qui mi sono fermato per osservare, in silenzio, il panorama. Ad un tratto i miei occhi erano negli occhi di qualcuno d’altro.
Mi sono spaventato. Avevo sentito parlare degli avvistamenti del lupo nelle nostre zone, ma mai avrei immaginato di poterlo vedere.
Invece era lì, fermo sul prato; ci separava solamente una staccionata di legno. L’incontro è durato all’incirca un minuto, durante il quale mi sono venute in mente tutte le storie, le fiabe raccontatemi a riguardo dell’animale selvatico. Meno di sessanta secondi in cui ho potuto osservarlo, notando le lunghe zampe, le orecchie diritte, il pelo di colore argenteo, il bruno delle spalle, il giallo degli occhi. La coda toccava terra, tra le zampe posteriori.
Ho fatto due passi per avvicinarmi, al che, l’animale, come tutti i selvatici, è scappato più veloce di un razzo. L’ho visto sparire tra le piante di betulla ed ontani, salendo su per il piede della montagna. Un po’ agitato per l’avventura sono sceso verso il paese. Per strada ho raccontato tutto a Silvia Tön, la prima persona incrociata. Una volta a casa ho preso mano al telefono, chiamando Renato Roganti, il guardiacaccia.
Assieme, in un secondo momento, siamo saliti sul luogo dell’avvistamento. Il lupo naturalmente non c’era più.
Se dovessi avere una seconda possibilità d’incontrarlo?
Cercherei d’osservarlo nei minimi particolari, prima che scappi;ha paura dell’uomo.
E’ un animale fantastico.”
Ueila online
Ueila online 2001
Le autorità grigionesi hanno condannato a morte il lupo della Val Bregaglia, che ha abbattuto 50 capi da reddito a partire dall’aprile scorso, quando un'allevatrice di Soglio ha trovato sbranato uno dei suoi agnellini.
L’8 settembre si aprirà la stagione della caccia in valle, ma non tutti potranno dare la caccia al lupo: l’ispettore retico della caccia ha infatti affidato questo incarico ai guardiani della selvaggina, per i quali non risulterà facile abbattere l’animale: l'ultimo lupo fu infatti ucciso nel 1978 a Lenzerheide, dopo una lunga caccia sulle tracce del predatore durata sei mesi.
[/IMG]A tu per tu con il lupo
di Patrik Giovanoli
“A settant’anni ho incontrato il lupo.
Regalo di compleanno”
Da alcuni mesi si sentono voci a riguardo della presenza del lupo in valle Bregaglia. I primi echi sono giunti dalla vicina Italia, poi qualcuno ha avvistato delle tracce a Soglio, altri a Vicosoprano e Roticcio.
Ueila ha desiderato intervistare chi dice d’averlo incontrato, per meglio capire cosa sta accadendo, per sentire la voce diretta del protagonista.
Siamo riusciti a contattare Gustavo Rezzoli, meglio conosciuto con il nome di “Nono”, il quale, molto gentilmente, ha accettato di spiegare dove e come ha incontrato il lupo,e di raccontare le sensazioni provate di fronte all’animale.
“Tutti i pomeriggi, è ormai un’abitudine, faccio una passeggiata. Lunedì 9 aprile sono partito da casa verso le 16.00. Salito fino allo Stand di tiro mi sono spostato a Mota, per raccogliere radicchio. Dopo di che ho sostato al Crotto Albigna per una pausa caffè. Di lì a poco ho deciso di fare ritorno a casa, seguendo la strada Camping, cha dal ristorante porta appunto al campeggio.
Attraversato il ponte sulla Maira, quello la cui strada porta poi a Roticcio, ho svoltato a sinistra, andando dietro al tratto che ti fa arrivare al deposito dei vegetali. Pin pianino ho iniziato ad intravedere il pozzo-piscina del campeggio. Qui mi sono fermato per osservare, in silenzio, il panorama. Ad un tratto i miei occhi erano negli occhi di qualcuno d’altro.
Mi sono spaventato. Avevo sentito parlare degli avvistamenti del lupo nelle nostre zone, ma mai avrei immaginato di poterlo vedere.
Invece era lì, fermo sul prato; ci separava solamente una staccionata di legno. L’incontro è durato all’incirca un minuto, durante il quale mi sono venute in mente tutte le storie, le fiabe raccontatemi a riguardo dell’animale selvatico. Meno di sessanta secondi in cui ho potuto osservarlo, notando le lunghe zampe, le orecchie diritte, il pelo di colore argenteo, il bruno delle spalle, il giallo degli occhi. La coda toccava terra, tra le zampe posteriori.
Ho fatto due passi per avvicinarmi, al che, l’animale, come tutti i selvatici, è scappato più veloce di un razzo. L’ho visto sparire tra le piante di betulla ed ontani, salendo su per il piede della montagna. Un po’ agitato per l’avventura sono sceso verso il paese. Per strada ho raccontato tutto a Silvia Tön, la prima persona incrociata. Una volta a casa ho preso mano al telefono, chiamando Renato Roganti, il guardiacaccia.
Assieme, in un secondo momento, siamo saliti sul luogo dell’avvistamento. Il lupo naturalmente non c’era più.
Se dovessi avere una seconda possibilità d’incontrarlo?
Cercherei d’osservarlo nei minimi particolari, prima che scappi;ha paura dell’uomo.
E’ un animale fantastico.”
Ueila online
Ueila online 2001
Le autorità grigionesi hanno condannato a morte il lupo della Val Bregaglia, che ha abbattuto 50 capi da reddito a partire dall’aprile scorso, quando un'allevatrice di Soglio ha trovato sbranato uno dei suoi agnellini.
L’8 settembre si aprirà la stagione della caccia in valle, ma non tutti potranno dare la caccia al lupo: l’ispettore retico della caccia ha infatti affidato questo incarico ai guardiani della selvaggina, per i quali non risulterà facile abbattere l’animale: l'ultimo lupo fu infatti ucciso nel 1978 a Lenzerheide, dopo una lunga caccia sulle tracce del predatore durata sei mesi.

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