Lupi attaccano cani nel savonese
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Come noterai rileggendo il "tuo" io non mi permetto di correggere i tuoi sproloqui o errori di battitura mi permetto invece di suggerirti di preoccuparti più di chi imbosca nei cassetti i protocolli tecnici, di chi fortunatamente il lupo lo prende ancora goliardicamente "per ora" Ciao in bocca al lupoUltima modifica elio193; 30-11-10, 11:01.
Il primo cinghialone di CharonCommenta
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Il confine sociale tra chi imbosca i documenti tecnici e chi fa inutile e pericolosa goliardia è molto, molto sottile... Quindi mi preoccupo di entrambi.Come noterai rileggendo il "tuo" io non mi permetto di correggere i tuoi sproloqui o erori di battitura mi permetto invece di suggerirti di preoccuparti più di chi imbosca nei cassetti i protocolli tecnici, di chi fortunatamente il lupo lo prende ancora goliardicamente "per ora" Ciao in bocca al lupo
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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PigKill
AAAAAAAAAALLLLLLLLLLLLLLLLLLTTTTTTTTTTTTTTTTTTTT
cerchiamo di rientrare nei canoni della buona educazione.....Commenta
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Originariamente inviata da Giovanni Giuliani
E infatti caro Lucio non è nemmeno in discussione l'idea di criticare il diritto di difendere l'incolumità dei propri cani...
Trovo semplicemente "sconsiderate" le ironie goliardiche ed irriverenti che danzano attorno l'apologia di un reato.
Detto che ognuno di noi difenderebbe il proprio ausiliare da chichessia, lasciamo le battutine sulle terzarole ed i metodi più opportuni per difendersi dal lupone cattivo ai bimbi idioti.
Non credo che un mondo serio, se quello della caccia italiana si reputa tale, debba scendere a tanto.
Chiaro ora?
Non mi pare tanto chiaro, il thread parla di "lupi che attaccano cani nel savonese" e si discute di questo, cioé di lupi che attaccano dei cani e tutti (io per primo) rispondiamo che in tali circostanze non avremmo esitazioni a sparare al lupo (questa la sostanza, frasi ironiche o meno) tu rispondi che si fa apologia di reato penale.......e logicamente ti si contesta questa risposta che appare del tutto infondata, perché la legittima difesa è prevista dal codice italiano. Il fatto è che voi amanti del lupo vi incazzate piu' di quanto si incazzino gli stessi lupi appena si ventila la possibilitòà di farne fiuori (legittimamente qualcuno)
Io invece, leggi precedente discussione, sono d'accordo di proteggerlo, ma non in modo assurdo0 ed assolutistico, perché
in taluni circondari la sua presenza è diventata eccessiva e comunque la specie NON è piu' a rischio di estinzione anzi
è in costante aumento sia numerico che di areale di diffusione e questo concetto non è solo mio ma condiviso dalle autorità preposte alla tutela della fauna di paesi (checché tu ne pensi) con una grandissima tradizione naturalistica come Svezia, Finlandia, Germania, Svizzera. Riguardo alla diffusione del lupo in Italia, si puo' dire tranquillamente che è presente con importanti insediamenti in tutto l'appennino da Reggio Calabria a Ventimiglia, dalle quote piu' basse (fino alla periferia delle città) a quelle piu' alte e sulle alpi in modo sensibile sui rilievio piemontesi e francesi e con accertata presenza sui rilievi lombardi ed elvetici. Anche facendo un calcolo prudenziale , la sua popolazione si deve contare nell'ordine delle diverse migliaia (solo sul terrritorio italiano) e non delle centinaia come nell'immediato dopoguerra e quindi sarebbe ora di considerarlo in modo piu' realistico e di abolire la assurda protezione "assoluta ed incondizionata" di cui gode. Altrimenti si finisce come per gli stambecchi: i ns vicini effettuano annuali mirati abbattimenti e conservano una popolazione sana ed in aumento, noi invece .......siamo alle epidemie e con la "rabbia silvestre" che avanza dall'est non oso pensare alle conseguenze di un contagio.
lucioCommenta
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Caro Lucio ,è difficile far capire che la gestione protegge il territorio e le specie selvatiche che lo abitano.
Non mi pare tanto chiaro, il thread parla di "lupi che attaccano cani nel savonese" e si discute di questo, cioé di lupi che attaccano dei cani e tutti (io per primo) rispondiamo che in tali circostanze non avremmo esitazioni a sparare al lupo (questa la sostanza, frasi ironiche o meno) tu rispondi che si fa apologia di reato penale.......e logicamente ti si contesta questa risposta che appare del tutto infondata, perché la legittima difesa è prevista dal codice italiano. Il fatto è che voi amanti del lupo vi incazzate piu' di quanto si incazzino gli stessi lupi appena si ventila la possibilitòà di farne fiuori (legittimamente qualcuno)
Io invece, leggi precedente discussione, sono d'accordo di proteggerlo, ma non in modo assurdo0 ed assolutistico, perché
in taluni circondari la sua presenza è diventata eccessiva e comunque la specie NON è piu' a rischio di estinzione anzi
è in costante aumento sia numerico che di areale di diffusione e questo concetto non è solo mio ma condiviso dalle autorità preposte alla tutela della fauna di paesi (checché tu ne pensi) con una grandissima tradizione naturalistica come Svezia, Finlandia, Germania, Svizzera. Riguardo alla diffusione del lupo in Italia, si puo' dire tranquillamente che è presente con importanti insediamenti in tutto l'appennino da Reggio Calabria a Ventimiglia, dalle quote piu' basse (fino alla periferia delle città) a quelle piu' alte e sulle alpi in modo sensibile sui rilievio piemontesi e francesi e con accertata presenza sui rilievi lombardi ed elvetici. Anche facendo un calcolo prudenziale , la sua popolazione si deve contare nell'ordine delle diverse migliaia (solo sul terrritorio italiano) e non delle centinaia come nell'immediato dopoguerra e quindi sarebbe ora di considerarlo in modo piu' realistico e di abolire la assurda protezione "assoluta ed incondizionata" di cui gode. Altrimenti si finisce come per gli stambecchi: i ns vicini effettuano annuali mirati abbattimenti e conservano una popolazione sana ed in aumento, noi invece .......siamo alle epidemie e con la "rabbia silvestre" che avanza dall'est non oso pensare alle conseguenze di un contagio.
Il primo cinghialone di CharonCommenta
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E infatti, lo ripeto, il diritto di difendersi non è contestabile.
Non mi pare tanto chiaro, il thread parla di "lupi che attaccano cani nel savonese" e si discute di questo, cioé di lupi che attaccano dei cani e tutti (io per primo) rispondiamo che in tali circostanze non avremmo esitazioni a sparare al lupo (questa la sostanza, frasi ironiche o meno) tu rispondi che si fa apologia di reato penale.......e logicamente ti si contesta questa risposta che appare del tutto infondata, perché la legittima difesa è prevista dal codice italiano.
Contesto le reiterate ironie ed i palesi richiami provocatori, del tutto inopportuni soprattutto in un forum pubblico, ai mezzi più graditi a ciascuno per farlo...
Vogliamo e possiamo discuterne?Il fatto è che voi amanti del lupo vi incazzate piu' di quanto si incazzino gli stessi lupi appena si ventila la possibilitòà di farne fiuori (legittimamente qualcuno)
Io invece, leggi precedente discussione, sono d'accordo di proteggerlo, ma non in modo assurdo0 ed assolutistico, perché
in taluni circondari la sua presenza è diventata eccessiva e comunque la specie NON è piu' a rischio di estinzione anzi
è in costante aumento sia numerico che di areale di diffusione e questo concetto non è solo mio ma condiviso dalle autorità preposte alla tutela della fauna di paesi (checché tu ne pensi) con una grandissima tradizione naturalistica come Svezia, Finlandia, Germania, Svizzera. Riguardo alla diffusione del lupo in Italia, si puo' dire tranquillamente che è presente con importanti insediamenti in tutto l'appennino da reggio calabria a ventimiglia e sulle alpi in modo sensibile sui rilievio piemontesi e francesi e con accertata presenza sui rilievi lombardi ed elvetici. Anche facendo un calcolo prudenziale , la sua popolazione si deve contare nell'ordine delle diverse migliaia (solo sul terrritorio italiano) e non delle centinaia come nell'immediato dopoguerra e quindi sarebbe ora di considerarlo in modo piu' realistico e di abolire la assurda protezione "assoluta ed incondizionata" di cui gode. Altrimenti si finisce come per gli stambecchi: i ns vicini effettuano annuali mirati abbattimenti e conservano una popolazione sana ed in aumento, noi invece .......siamo alle epidemie.
Io sono dispostissimo.
Ma, ahinoi, manca un incipit fondamentale per intavolare una discussione che possa interessare pure gli aspetti gestionali attuativi che menzioni: un quadro chiaro di conoscenza. Del tutto latitante in Italia...
Conoscere per gestire, questa dovrebbe essere la prassi. E il quadro di conoscenza del lupo in Italia è del tutto probabilistico e fondato su una miscellanea di informazioni disomogenee e non correlabili tra loro.
Quindi in primis finanziamo adeguati strumenti su scala nazionale per conoscere, poi discutiamo, se i dati lo permettono, eventuali strategie gestionali senza pregiudizi di sorta.
Aggiungo che nell'ambito degli strumenti gestionali, soprattutto per contrastare l'insorgenza di conflittualità sociali che la presenza del lupo può determinare e determina già, andrebbero applicati "quei famosi protocolli tecnici di cui scrivevo" che nessuno si è mai curato di introdurre...
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HAI NECESSITA' DI FINANZIAMENTI????? Non si è ancora mangiato a sufficenza sul soggetto "lupo"?????E infatti, lo ripeto, il diritto di difendersi non è contestabile.
Contesto le reiterate ironie ed i palesi richiami provocatori, del tutto inopportuni soprattutto in un forum pubblico, ai mezzi più graditi a ciascuno per farlo...
Vogliamo e possiamo discuterne?
Io sono dispostissimo.
Ma, ahinoi, manca un incipit fondamentale per intavolare una discussione che possa interessare pure gli aspetti gestionali attuativi che menzioni: un quadro chiaro di conoscenza. Del tutto latitante in Italia...
Conoscere per gestire, questa dovrebbe essere la prassi. E il quadro di conoscenza del lupo in Italia è del tutto probabilistico e fondato su una miscellanea di informazioni disomogenee e non correlabili tra loro.
Quindi in primis finanziamo adeguati strumenti su scala nazionale per conoscere, poi discutiamo, se i dati lo permettono, eventuali strategie gestionali senza pregiudizi di sorta.
Aggiungo che nell'ambito degli strumenti gestionali, soprattutto per contrastare l'insorgenza di conflittualità sociali che la presenza del lupo può determinare e determina già, andrebbero applicati "quei famosi protocolli tecnici di cui scrivevo" che nessuno si è mai curato di introdurre...
Il primo cinghialone di CharonCommenta
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setterman quasi braccoman
Caro Elio, continuare a controbattere con certe persone alla fine è solo una perdita di tempo...secondo me uno che continua a offendere per pretendere la ragione bisogna darle ragione e sai di solito a chi si da ragione per farlo contento?[;)]Commenta
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a me sembra che il numero di confermati avvistamenti e di inequivocabili tracce, escrementi, resti di pasti, sia larghissimamente sufficiente a provare la presenza del lupo in tutto l'appenino ed in una buona metà dell'arco alpino.Ma, ahinoi, manca un incipit fondamentale per intavolare una discussione che possa interessare pure gli aspetti gestionali attuativi che menzioni: un quadro chiaro di conoscenza. Del tutto latitante in Italia...
a me pare che le informazioni siano costanti ed omogenee, gli avvistamenti, diretti o con trappole fotografiche, pure , che altro serve a dichiarare che la specie non è piu' in pericolo di estinzione ???Conoscere per gestire, questa dovrebbe essere la prassi. E il quadro di conoscenza del lupo in Italia è del tutto probabilistico e fondato su una miscellanea di informazioni disomogenee e non correlabili tra loro.
c'é il corpo forestale dello stato(la cui consistenza numerica specie in alcune regioni appare esuberante) i guardiacaccia provinciali, quelli delle associazioni venatorie e i volontari, che altro mai dovremmo ancora finanziare ???Quindi in primis finanziamo adeguati strumenti su scala nazionale per conoscere, poi discutiamo, se i dati lo permettono, eventuali strategie gestionali senza pregiudizi di sorta.
ma questi "protocolli tecnici" cosa riportano ??? la realtà o altre fantasie circa il numero dei lupi e la necessità di proteggerli con raccomandazione ai pastori di tenere le pecore al chiuso e di utilizzare cani pastore ??? quindi come da vecchie abitudini, il lupo fuori libero di fare tutto quello che gli pare perché così è la sua natura e l'uomo e ed i suoi animali domestici , chiusi in casa per non disturbare il lupo.Aggiungo che nell'ambito degli strumenti gestionali, soprattutto per contrastare l'insorgenza di conflittualità sociali che la presenza del lupo può determinare e determina già, andrebbero applicati "quei famosi protocolli tecnici di cui scrivevo" che nessuno si è mai curato di introdurre...lucioCommenta
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Lucio, un progetto di gestione si istruisce su informazioni ben più complete rispetto ad un generico "c'è" o "lo vediamo" o "visto che lo percepiamo non è più in pericolo"...a me sembra che il numero di confermati avvistamenti e di inequivocabili tracce, escrementi, resti di pasti, sia larghissimamente sufficiente a provare la presenza del lupo in tutto l'appenino ed in una buona metà dell'arco alpino.
a me pare che le informazioni siano costanti ed omogenee, gli avvistamenti, diretti o con trappole fotografiche, pure , che altro serve a dichiarare che la specie non è piu' in pericolo di estinzione ???
Le informazioni sono tutt'altro che omogenee e così come sono è difficile "metterle a sistema", a partire da un quadro territoriale di riferimento arrivando ad una consapevolezza circa eventuali dinamiche di popolazione che caratterizzano i lupi in Italia.
Non mi sembra proprio che quelle che citi siano figure professionali preposte ad una valutazione tecnica teorico-operativa sulle metodologie e la strutturazione dei metodi di stima e delle opzioni gestionali da applicare in campo faunistico...
Ferma restando l'esigenza della tutela e conservazione della natura, essi riportano semplici ed efficaci indirizzi di gestione tesi a trovare una sintesi fra le esigenze dell'uomo e quelle della fauna selvatica (in questo caso il lupo)...ma questi "protocolli tecnici" cosa riportano ??? la realtà o altre fantasie circa il numero dei lupi e la necessità di proteggerli con raccomandazione ai pastori di tenere le pecore al chiuso e di utilizzare cani pastore ??? quindi come da vecchie abitudini, il lupo fuori libero di fare tutto quello che gli pare perché così è la sua natura e l'uomo e ed i suoi animali domestici , chiusi in casa per non disturbare il lupo.
Che poi in areali estremamente e storicamente vocati alla specie, un pastore debba munirsi di precauzioni per limitare e prevenire danni e disincentivare la predazione del lupo su capi di bestiame (pastori elettrici, dissuasori di vario tipo, limitazione del pascolo brado, cani da guardiania, divieto di smaltimento in natura di carcasse e placentee, ecc) non lo trovo affatto vessatorio, ma un atto di civiltà e modernità. Un semplice contributo indirizzato a costruire una convivenza possibile.
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