Progetti per ripopolamenti 2011

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  • Astore75

    #16
    Ricordiamo sempre che il più pericoloso predatore è l'uomo....
    In Sicilia si vocifera che alcuni partecipanti preposti al lancio dei conigli hanno ripopolato i propri frigoriferi... sara vero? mistero!

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    • pi&ro
      ⭐⭐
      • Oct 2010
      • 541
      • FROSINONE
      • Cocker inglese e Bracco Italiano

      #17
      Ah per carità astore,l'uomo è il più pericoloso....ma infatti io ho sempre molti dubbi,perchè anche nella mia zona le voci sono le stesse....si deve sperare che le guardie forestali controllino di piu o magari li facciano soltanto loro i lanci senza la rappresentanza dei cacciatori. ecco potremmo magari una volta farci aiutare dai verdi e forestale :)) sai che ce trovamo???? ahahaahaha

      ---------- Messaggio inserito alle 11:16 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:14 PM ----------

      Comunque si torna ai soliti discorsi...dobbiamo essere certi che chi amministra sia una persona seria e onesta!!!! (pensiero di un giovane illuso,ma speranzoso)
      Ciao, Ruzzicone [:-golf]

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      • Giampaoletti
        ⭐⭐⭐
        • Aug 2008
        • 1863
        • Ascoli Piceno

        #18
        Originariamente inviato da costa
        Da qualche tempo ci si interessa sul forum di gestione faunistica diverse volte ho dato il mio parere, uguale nel tempo. Per chi sa leggere l'inglese posto il link di un documento sulla gestione della starna.

        http://www.iucnsscrsg.org/download/G...0releasing.pdf
        Oramai sul piano delle metodiche di ripopolamento o di rentroduzione di specie selvatiche di interesse venatorio credo che non ci sia più niente di nuovo o quasi.

        Studi applicati e pregevoli come questo postato ne esistono diversi anche in Italia fatti negli anni novanta dall'INFS e dal Dipartimento di Scienze Biologiche dell'Università di Padova ovvero da Associazioni Venatorie ovvero ancora da Province anche in tempi recenti comprese tesi di studenti universitari

        C'è un problema di gestione e di scelte faunistiche.
        E' chiaro che normalmente i migliori risultati possono attendersi nelle ZRC che dovrebbero essere presenti a macchia di leopardo in un dato territorio.Poniamo la Provincia oppure più Province messe assieme.

        I ripopolamenti invernali in territorio libero sono normalmente solo uno speco di denaro e di energie.

        Per scelte faunistiche intendo una uniformità di indirizzi da seguire.Ad es.reintroduzione della starna e solo quella in una determinata Provincia operando in tutte le ZRC con le varie metodiche conosciute e nel rispetto delle linee guida per un dato e congruo tempo cioè una due pianificazioni (5/10 anni).
        Ma nell'attuale, ed anche nel meno recente, assetto venatorio c'è una incredibile e malsana fretta di avere risultati impossibili.Il che equivale a fare i deprecati lanci o invernali o pronta caccia.
        Quindi, a mantenere lo status quo di cui tutti, però, si lamentano
        senza indicare alternative se non i soliti luoghi comuni.
        C'è da sperare che nelle giovani generazioni di cacciatori e amministratori prevalgano le persone sensate e studiose.

        Ai posteri l'ardua sentenza.

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        • Astore75

          #19
          Io mi chiedo questo:un amministratore di un ATC che pratica solo la caccia al cinghiale si ammazzerà di lavoro per reintrodurre le starne?difficilmente di questi tempi! al massimo farà i suoi interessi...

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          • Rusticolo
            ⭐⭐
            • Jan 2010
            • 295
            • QuasiAbruzzo
            • spinone

            #20
            Credo che ormai parlare di reintroduzione della starna sia una chimera. Il territorio si è trasformato troppo, i ceppi di starna "vera" ormai sono agli sgoccioli, ci vorrebbero capitali per tentare di ricreare le condizioni per ottenere un minimo di risultato. Secondo me occorre adeguarsi a cio'; riconsiderare le specie che potrebbero adattarsi meglio alle nuove condizioni ambientali. Ad esempio la pernice rossa, o la chiukar, che hanno sicuramente molte piu' probabilità di nutrirsi e nidificare. Mangiano di tutto. Addirittura nel Lazio ne è vietata l'immisione poichè specie alloctona e "concorrente" alla starna. Ma mi faccia il piacere.....
            Non capisco davvero.
            Ciao Mia, grazie di tutto quello che hai fatto per me.
            Cacciare senza te
            non è piu' la stessa cosa,
            manca la poesia......
            sigpic

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            • daniele.r
              ⭐⭐
              • Dec 2010
              • 939
              • Monte San Biagio (LT)

              #21
              Originariamente inviato da schiopparo
              Penso caro Daniele che leggendo non sia proprio il peggiore dei ripopolamenti, se utilizzate per il lancio lepri e fagiani allevati a terra figli di soggetti di ceppo selvatico, allora penso che qualche speranza ce l'avete! Lo scorso anno per la prima volta nel mio paese hanno lanciato soggetti di voliera, peccato però che hanno lanciato ottimi soggetti pronta-caccia. Però erano veramente smaliziati e si adattavano bene subito, soltanto che dovevano essere lanciati a Febbraio, allora qualche nidata si sarebbe potuta cacciare, sempre predatori permettendo!
              Saluti.

              Sono daccordo schiopparo, il problema sono i bracconierei, con cappiole e trappole. Sono anni che ci provano, ma fino ad ora di fagiani ne ho visto solo negli allevamenti, mentre per le lepri una l'ho vista e l'ha comprata mio suocero ed è in gabbia.[:-cry][:-cry]
              Daniele



              Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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              • costa
                ⭐⭐
                • Feb 2009
                • 883
                • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                #22
                La starna è nostra la chukar no e oltretutto può ibridarsi con le coturnici portando alla scomparsa pure loro... le starne sono scomparse per il cambiamento del territorio ma oggi il territorio è tornato buono, sono le starne che non ci sono... e poi si deve tendere alla conservazione della natura e non a soddisfare l'ego del cacciatore col cane.
                Ripopolare la starna è fattibilissimo, e senza spendere milioni di euro, il problema è la volontà di chi gestisce.

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                • ojaja
                  ⭐⭐⭐
                  • Feb 2009
                  • 3374
                  • olbia
                  • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

                  #23
                  per costa..
                  domanda da ignorante..: l'ibridazione tra chukar e coturnice da ibridi sterili??'

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                  • Astore75

                    #24
                    Salvo guarda che la chukar è una coturnice e può accoppiarsi con le altre cugine quali l'alpina l'appenninica e la sicula dando prole fertile!
                    Saluti

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                    • daniele.r
                      ⭐⭐
                      • Dec 2010
                      • 939
                      • Monte San Biagio (LT)

                      #25
                      Originariamente inviato da ojaja
                      per costa..
                      domanda da ignorante..: l'ibridazione tra chukar e coturnice da ibridi sterili??'

                      Non necessariamente.
                      L'ibridazione tra due razze di uccelli può causare soggetti sterili ma anche soggetti che possono riprodursi. Ovviamente i soggetti fertili sono minori diciamo con un rapporto 1:10.
                      Ad esempio incrociando un canarino con un cardinalino del Venezuela si crea l' R1, cioè un ibrido al 50% per parte.
                      Tra questi nati con i due ceppi c'è una bassissima percentuale di fertilità, e solo tra le femmine i maschi sono sempre sterili.
                      Poi incrociando un R1 con un canarino si crea l' F1 cioè un ibrido al 75% canarino 25% cardinalino, e la percentuale dei soggetti fertili aumenta tra cui anche i maschi sono fertili. Incrociando un F1 con un canarino si crea a tutti gli effetti un canarino e da qui il 98% dei soggetti che nascono sono fertili. Il 2% resta sempre parte dell'ibridazione.

                      Quindi può succedere che ibridandosi possono creare un nuovo ceppo.
                      Daniele



                      Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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                      • ojaja
                        ⭐⭐⭐
                        • Feb 2009
                        • 3374
                        • olbia
                        • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

                        #26
                        Originariamente inviato da Astore75
                        Salvo guarda che la chukar è una coturnice e può accoppiarsi con le altre cugine quali l'alpina l'appenninica e la sicula dando prole fertile!
                        Saluti
                        ciao mario..
                        beh..ho letto lo scritto di costa che se non ricordo male e un agronomo e pensando a cio che ha detto(scomparsa,,) mi e venuto da pensare che ci fosse un alto livello di soggetti sterili..



                        p.s quand'e che rispondi al telefono?'[:-golf]

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                        • schiopparo
                          ⭐⭐
                          • May 2010
                          • 387
                          • Paliano
                          • Setter Inglese

                          #27
                          Originariamente inviato da Astore75
                          Io mi chiedo questo:un amministratore di un ATC che pratica solo la caccia al cinghiale si ammazzerà di lavoro per reintrodurre le starne?difficilmente di questi tempi! al massimo farà i suoi interessi...
                          Centrato in pieno l'argomento carissimo Mario! Un cacciatore di cinghiali, al quale offro il massimo rispetto, difficilmente è al corrente della situazione della stragrande maggioranza dei pennaioli! È vero pure che ci sono cacciatori cinghialari che sono pure pennaioli, ma a mio parere vedono l'alternativa cinghiale (che è una caccia che và forte!) e quindi è più difficile che vogliano investire sulla starna. Parlo generalmente e senza offendere nessuno! Per fare un esempio c'è il caro amico Salvatore (Ojaja) che essendo cinghialaro ha a cuore più di molti altri la starna, quindi il mio discorso è generico, ci sono molti che pur' effettuando un altro tipo di caccia hanno gli occhi ben'aperti e sono i primi a prestarsi per le nuove iniziative! Ripeto quindi che il discorso è vlido l'80% delle volte, ma non è affatto una regola!
                          Saluti.[:D]

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                          • michele.paini
                            ⭐⭐⭐
                            • Apr 2008
                            • 1101
                            • piombino
                            • setter inglese

                            #28
                            Originariamente inviato da schiopparo
                            Quali progetti si stanno valutando per i ripopolamenti della nuova stagione venatoria? Secondo il vostro parere è meglio lanciare riproduttori a Febbraio oppure a Settembre animali pronta-caccia? Meglio tentare il difficile (o quasi l'impossibile) con starna, lepre ed altri animali autoctoni, oppure è meglio rimpiazzare con fagiani, colini, rosse (dove sono assenti) e minilepri? A voi i pareri ed i progetti...
                            Saluti.
                            Optare per i riproduttori, per i pronta caccia, per una specie anzichè altra tutte possono essere scelte vincenti o non dipende solamente dall'ambiente e quindi dalla scelta degli habitat e dalle condizioni climatiche.
                            Lanciare in febbraio se parliamo di fagiani e starne già si parte con il piede sbagliato perchè questi animali iniziano il periodo del corteggiamento a fine dicembre, per cui ci ritroviamo con animali immessi che devono ambientarsi e che "risentono" delle influenze ormonali e di periodo che sicuramente non facilitano il loro ambientamento, se a ciò aggiungiamo l'inconsistenza di risorse alimentari per il periodo suddetto o una scelta degli habitat di immissione sbagliati e non congeniali il risultato è quello che conosciamo tutti e cioè questi animali andranno solamente a creare una risorsa alimentare per i nocivi, che a loro volta trovando risorse alimentari aumenteranno a dismisura.
                            Avremo solamente poche covate o forse nessuna.
                            Il problema si riduce di poco se immettiamo animali provenienti da ripopolamenti o nati fuori, ma anche questi risentiranno se pur in maniera minore.
                            Lanciare le starne è improponibile perchè sono molto più delicate e meno inclini ad adattarsi all'ambiente.
                            Le lepri sono tra le specie che più si possono adattare alle condizioni ambientali.
                            Lanciare animali in luglio e farli adattare nelle schifezze di voliere proposte dai vari atc per l'adattamento è un altra scelta di poca riuscita, ma sicuramente dai risultati superiori alla prima e dai costi significativamente inferiori sia in termini di risorse umane che economiche, ma alla fine anche questa scelta non è valida per ottenere risultati.
                            I motivi sono molteplici, gli animali si abituano alla presenza dell'uomo che li accudisce, si abituano a trovare facilmente cibo e si legano alla zona in cui è posta la voliera con il risultato che continuano a vagare lungo i confini della stessa divenendo facile preda sia dei nocivi, che sono attirati in loco per la forte presenza di animali(cibo) sia dei cacciatori poco etici.
                            Lanciare animali pronta caccia è un altra scelta inconcludente se non per i primi giorni dopo l'apertura.
                            Le soluzioni ci sono, ma sono troppo costose e dispendiose per essere attuate ed è inutile continuare a prendersi in giro con le barzellette.
                            Vogliamo veramente la stanziale o non ci interessa, perchè ci accontentiamo di sparare e sperperare tutto in una settimana dall'apertura?
                            Non servono studi, tecnici e tutto ciò che vediamo fare dai vari Atc, bastano solamente la volontà, la conoscenza del territorio, dei tempi, degli habitat e delle abitudini, alimentari e non delle specie che si intendono ripopolare.
                            Immettere capi riproduttori significa operare cosi:

                            1) scegliere gli habitat in base alle caratteristiche che offrono e valutare quindi le specie che sono in grado di accogliere e fornire loro il giusto sostentamento alimentare.
                            2)individuare zone da interdire alla caccia adatte in termini di habitat a fornire sostentamento, rifugio ecc
                            3)provvedere a ripristinare gli habitat,a fornire sostentamento alimentare ecc là dove vi è mancanza o carenza di alcune necessità per le specie che vogliamo immettere.
                            4)Accudire specialmente nei primi tempi dall'immissione gli animali cercando di rendere il meno traumatico possibile l'ambientamento.
                            Il massimo dei risultati si ottengono immettendo animali della stessa specie rispetto a quelli già presenti sul territorio, perchè tutti gli animali specie nei periodi degli amori si richiamano e tutti hanno un intelligenza imitativa.
                            5)scegliere periodi di immissione in base ai cicli vitali delle varie specie.
                            6)Mantenere gli habitat il più accoglienti possibile nell'intero anno.
                            7)scegliere animali allevati allo stato più naturale possibile e quindi il meno possibile dipendenti dalla facile reperibilità di cibo e dalla presenza umana.
                            Questo costa in termini di risorse umane ed economiche e alla fine il risultato vero lo possono apprezzare solamente coloro che praticano la caccia a determinate specie, mentre gli altri che preferiscono molto di più empire il frigorifero nei primi giorni per poi dedicarsi ad altro, non hanno alcuna convenienza, preferendo animali pronta caccia o tre spennacchi salvatesi dalle voliere di ambientamento.
                            In un ambiente monocultura ed intensiva come è la campagna italiana oggi oppure in un ambiente abbandonato inutile stare a perdere tempo con lanci sia in gennaio che in luglio, meglio dedicarsi al pronta caccia, avremo più risultati in termini di animali lanciati e fruibili per mortalità causa caccia, che per mortalità causa nocivi o causa naturale.
                            Un animale qualsiasi specie appartenga se non ha un habitat accogliente si indebolisce, muore o è preda dei nocivi, tanto più se proviene da allevamenti intensivi che li forniscono a costi irrisori.
                            Il ripsetto da parte di tutti sia cacciatori che non degli animali e dei periodi riproduttivi e delicati.
                            Parliamo di legare il cacciatore al territorio, di volere che esso si prodighi attivamente sul territorio, ma alla fine il cacciatore è solamente sfruttatoin attività senza capo ne coda, decise al tavolino da tre politici incompetenti in materia messi a capo di un ente l'Atc che è solamente un altro carrozzone della politica nella maggior parte delle realtà.

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                            • daniele.r
                              ⭐⭐
                              • Dec 2010
                              • 939
                              • Monte San Biagio (LT)

                              #29
                              Originariamente inviato da michele.paini
                              Optare per i riproduttori, per i pronta caccia, per una specie anzichè altra tutte possono essere scelte vincenti o non dipende solamente dall'ambiente e quindi dalla scelta degli habitat e dalle condizioni climatiche.
                              Lanciare in febbraio se parliamo di fagiani e starne già si parte con il piede sbagliato perchè questi animali iniziano il periodo del corteggiamento a fine dicembre, per cui ci ritroviamo con animali immessi che devono ambientarsi e che "risentono" delle influenze ormonali e di periodo che sicuramente non facilitano il loro ambientamento, se a ciò aggiungiamo l'inconsistenza di risorse alimentari per il periodo suddetto o una scelta degli habitat di immissione sbagliati e non congeniali il risultato è quello che conosciamo tutti e cioè questi animali andranno solamente a creare una risorsa alimentare per i nocivi, che a loro volta trovando risorse alimentari aumenteranno a dismisura.
                              Avremo solamente poche covate o forse nessuna.
                              Il problema si riduce di poco se immettiamo animali provenienti da ripopolamenti o nati fuori, ma anche questi risentiranno se pur in maniera minore.
                              Lanciare le starne è improponibile perchè sono molto più delicate e meno inclini ad adattarsi all'ambiente.
                              Le lepri sono tra le specie che più si possono adattare alle condizioni ambientali.
                              Lanciare animali in luglio e farli adattare nelle schifezze di voliere proposte dai vari atc per l'adattamento è un altra scelta di poca riuscita, ma sicuramente dai risultati superiori alla prima e dai costi significativamente inferiori sia in termini di risorse umane che economiche, ma alla fine anche questa scelta non è valida per ottenere risultati.
                              I motivi sono molteplici, gli animali si abituano alla presenza dell'uomo che li accudisce, si abituano a trovare facilmente cibo e si legano alla zona in cui è posta la voliera con il risultato che continuano a vagare lungo i confini della stessa divenendo facile preda sia dei nocivi, che sono attirati in loco per la forte presenza di animali(cibo) sia dei cacciatori poco etici.
                              Lanciare animali pronta caccia è un altra scelta inconcludente se non per i primi giorni dopo l'apertura.
                              Le soluzioni ci sono, ma sono troppo costose e dispendiose per essere attuate ed è inutile continuare a prendersi in giro con le barzellette.
                              Vogliamo veramente la stanziale o non ci interessa, perchè ci accontentiamo di sparare e sperperare tutto in una settimana dall'apertura?
                              Non servono studi, tecnici e tutto ciò che vediamo fare dai vari Atc, bastano solamente la volontà, la conoscenza del territorio, dei tempi, degli habitat e delle abitudini, alimentari e non delle specie che si intendono ripopolare.
                              Immettere capi riproduttori significa operare cosi:

                              1) scegliere gli habitat in base alle caratteristiche che offrono e valutare quindi le specie che sono in grado di accogliere e fornire loro il giusto sostentamento alimentare.
                              2)individuare zone da interdire alla caccia adatte in termini di habitat a fornire sostentamento, rifugio ecc
                              3)provvedere a ripristinare gli habitat,a fornire sostentamento alimentare ecc là dove vi è mancanza o carenza di alcune necessità per le specie che vogliamo immettere.
                              4)Accudire specialmente nei primi tempi dall'immissione gli animali cercando di rendere il meno traumatico possibile l'ambientamento.
                              Il massimo dei risultati si ottengono immettendo animali della stessa specie rispetto a quelli già presenti sul territorio, perchè tutti gli animali specie nei periodi degli amori si richiamano e tutti hanno un intelligenza imitativa.
                              5)scegliere periodi di immissione in base ai cicli vitali delle varie specie.
                              6)Mantenere gli habitat il più accoglienti possibile nell'intero anno.
                              7)scegliere animali allevati allo stato più naturale possibile e quindi il meno possibile dipendenti dalla facile reperibilità di cibo e dalla presenza umana.
                              Questo costa in termini di risorse umane ed economiche e alla fine il risultato vero lo possono apprezzare solamente coloro che praticano la caccia a determinate specie, mentre gli altri che preferiscono molto di più empire il frigorifero nei primi giorni per poi dedicarsi ad altro, non hanno alcuna convenienza, preferendo animali pronta caccia o tre spennacchi salvatesi dalle voliere di ambientamento.
                              In un ambiente monocultura ed intensiva come è la campagna italiana oggi oppure in un ambiente abbandonato inutile stare a perdere tempo con lanci sia in gennaio che in luglio, meglio dedicarsi al pronta caccia, avremo più risultati in termini di animali lanciati e fruibili per mortalità causa caccia, che per mortalità causa nocivi o causa naturale.
                              Un animale qualsiasi specie appartenga se non ha un habitat accogliente si indebolisce, muore o è preda dei nocivi, tanto più se proviene da allevamenti intensivi che li forniscono a costi irrisori.
                              Il ripsetto da parte di tutti sia cacciatori che non degli animali e dei periodi riproduttivi e delicati.
                              Parliamo di legare il cacciatore al territorio, di volere che esso si prodighi attivamente sul territorio, ma alla fine il cacciatore è solamente sfruttatoin attività senza capo ne coda, decise al tavolino da tre politici incompetenti in materia messi a capo di un ente l'Atc che è solamente un altro carrozzone della politica nella maggior parte delle realtà.

                              Hai pienamente ragione, in teoria si dovrebbe fare come dici tu ma a l'atto pratico non tutti accetterebbero la limitazione alla stanziale da ripopolamento. Ma tutto ciò è solo un utopia. Molti dalle mie parti aspettano il giorno del lancio per le specie pronta caccia per fare mambassa, e poi aspettano la migratoria. Siamo in pochi a dire il fagiano o la lepre quest'anno no si spara. Non riusciamo a capire che aspettare un anno vuol dire avere la speranza di vedere cantare e volare o correre questi stupendi selvatici per tutto il territorio.
                              Parlo per il progetto di ripopolamento nel comune di Monte San Biagio.
                              Daniele



                              Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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                              • Rusticolo
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                                • Jan 2010
                                • 295
                                • QuasiAbruzzo
                                • spinone

                                #30
                                Originariamente inviato da costa
                                La starna è nostra la chukar no e oltretutto può ibridarsi con le coturnici portando alla scomparsa pure loro... le starne sono scomparse per il cambiamento del territorio ma oggi il territorio è tornato buono, sono le starne che non ci sono... e poi si deve tendere alla conservazione della natura e non a soddisfare l'ego del cacciatore col cane.
                                Ripopolare la starna è fattibilissimo, e senza spendere milioni di euro, il problema è la volontà di chi gestisce.
                                Ma secondo te qui stiamo parlando di ripopolamento a scopo di birdwatching?
                                E dove sono le coturnici nel lazio? Ce ne saranno rimaste si è no un centinaio ben protette all'interno dei parchi. Le pernici fino a 20 anni fa venivano immesse dalla provincia di roma, e non mi sembra ci siano stati casi di ibridazione. Per quanto erranti siano basta avere l'accortezza di immetterle dove non ci sono coturnici (ossia ovunque). Per quanto riguarda il territorio che è tornato buono... sono punti di vista...
                                Ciao Mia, grazie di tutto quello che hai fatto per me.
                                Cacciare senza te
                                non è piu' la stessa cosa,
                                manca la poesia......
                                sigpic

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