Progetti per ripopolamenti 2011

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  • ojaja
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2009
    • 3374
    • olbia
    • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

    #31
    Originariamente inviato da schiopparo
    Centrato in pieno l'argomento carissimo Mario! Un cacciatore di cinghiali, al quale offro il massimo rispetto, difficilmente è al corrente della situazione della stragrande maggioranza dei pennaioli! È vero pure che ci sono cacciatori cinghialari che sono pure pennaioli, ma a mio parere vedono l'alternativa cinghiale (che è una caccia che và forte!) e quindi è più difficile che vogliano investire sulla starna. Parlo generalmente e senza offendere nessuno! Per fare un esempio c'è il caro amico Salvatore (Ojaja) che essendo cinghialaro ha a cuore più di molti altri la starna, quindi il mio discorso è generico, ci sono molti che pur' effettuando un altro tipo di caccia hanno gli occhi ben'aperti e sono i primi a prestarsi per le nuove iniziative! Ripeto quindi che il discorso è vlido l'80% delle volte, ma non è affatto una regola!
    Saluti.[:D]
    ciao fabio.. vedi,da noi si e difficilmente legati ad un solo selvatico.. dapprima apre alla stanziale e che fai?rimani a casa? non e certo il mio caso..caccio i conigli tutte le prime 4 domeniche(da noi NON ESISTONO GIORNATE DI CACCIA INFRASETTIMANALI PER TUTTO IL PRIMO MESE..) poi a ottobre quando chiude la lepre e la pernice apre anche i giovedi e continuo a cacciare i conigli per poi a novembre ,quando apre,le domeniche le dedico al cinghiale..il fatto che io abbia a cuore le popolazioni di selvatici che abitualmente non caccio sta in questa spiegazione:
    1)mi piace che la campagna non sia un deserto faunistico,indipendentemente che io non cerchi certi animali.
    2) avere buone popolazioni di avifauna ,in questo caso galliformi, permette una maggiore dispersione dei cacciatori con un conseguente abbassamento della pressione venatoria su un determinato territorio.
    3) non e detto che io non riprenda a cacciare le alectoris visto che in scuderia al momento e presente un cucciolo di breton e quindi siccome conosco ottimi posti con pressione venatoria insignificante ci voglio riprovare..

    rimane il fatto che e' da tempo che ho avuto un cambio di mentalita e forse in realta sono sempre stato cosi.. non mi piace solo uscire in campagna con lo scopo assoluto di "predare" ma di gestire non escludendo assolutamente una possibilita di aiuto mirato alle popolazioni selvatiche locali

    rimango cmq sempre convinto che ogni ripopolamento e possibile se solamente si creano le condizioni cultural-venatorie nonche ambientali,starna inclusa!!

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    • schiopparo
      ⭐⭐
      • May 2010
      • 387
      • Paliano
      • Setter Inglese

      #32
      Originariamente inviato da ojaja
      ciao fabio.. vedi,da noi si e difficilmente legati ad un solo selvatico.. dapprima apre alla stanziale e che fai?rimani a casa? non e certo il mio caso..caccio i conigli tutte le prime 4 domeniche(da noi NON ESISTONO GIORNATE DI CACCIA INFRASETTIMANALI PER TUTTO IL PRIMO MESE..) poi a ottobre quando chiude la lepre e la pernice apre anche i giovedi e continuo a cacciare i conigli per poi a novembre ,quando apre,le domeniche le dedico al cinghiale..il fatto che io abbia a cuore le popolazioni di selvatici che abitualmente non caccio sta in questa spiegazione:
      1)mi piace che la campagna non sia un deserto faunistico,indipendentemente che io non cerchi certi animali.
      2) avere buone popolazioni di avifauna ,in questo caso galliformi, permette una maggiore dispersione dei cacciatori con un conseguente abbassamento della pressione venatoria su un determinato territorio.
      3) non e detto che io non riprenda a cacciare le alectoris visto che in scuderia al momento e presente un cucciolo di breton e quindi siccome conosco ottimi posti con pressione venatoria insignificante ci voglio riprovare..

      rimane il fatto che e' da tempo che ho avuto un cambio di mentalita e forse in realta sono sempre stato cosi.. non mi piace solo uscire in campagna con lo scopo assoluto di "predare" ma di gestire non escludendo assolutamente una possibilita di aiuto mirato alle popolazioni selvatiche locali

      rimango cmq sempre convinto che ogni ripopolamento e possibile se solamente si creano le condizioni cultural-venatorie nonche ambientali,starna inclusa!!
      Ben' detto Salvatore, il carniere fa piacere a tutti, ma si deve essere in grado di rinunciare e dire no quando è giusto che si faccia!!! Poi hai ragione sul fatto che tutti gli animali sono ripopolabili, basta la buona volontà ed il territorio...! Io sono sempre a favore di incentivare economicamente quegli agricoltori che coltivano BIO e quindi lavorano senza contaminare il territorio chimicamente, cosa molto impossibile oggi per la concorrenza dell'agricoltura intensiva, infatti proprio per rientrarci con i guadagni sarebbe giusto incentivare gli agricoltori BIO!!!
      Saluti[:-golf]

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      • costa
        ⭐⭐
        • Feb 2009
        • 883
        • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

        #33
        Per Rusticolo: come fai a stimare quel numero delle coturnici nell'intera regione? Hai mai preso parte a censimenti? Sarebbe meglio far aumentare le coturnici o liberare pernici?
        Per Ojaja: in realtà non si dovrebbe parlare di specie ma di ecotipi: in questo caso il risulato dell'accoppiamento è fecondo.
        Per tutti: sento diverse proposte ma la verità è che le azioni da intraprendere dipendono dall'obbiettivo e da ciò che abbiamo tra le mani (punto di partenza). Quindi come quando ci fa male un piede andiamo dal dottore, quando la gestione della fauna è "malata" dobbiamo andare da un tecnico faunistico.

        Per Schiopparo: Bio non vuol dire buono per l'ambiente per forza ma solo che non si usano prodotti di origine chimica; il rame è un prodotto naturale che però si accumula sia nel terreno che nell'organismo degli animali. E poi gli agricoltori biologici i soldi già li prendono per quello che fanno. Io sono per un'agricoltura ecologica, non biologica.
        Ultima modifica costa; 15-02-11, 16:16. Motivo: integrazione

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        • schiopparo
          ⭐⭐
          • May 2010
          • 387
          • Paliano
          • Setter Inglese

          #34
          Vabbè, si, è importante un'agricoltura ecologica, partendo però col biologico! Difatti non è la stessa cosa utilizzare trappole per insetti od insetticidi, non è la stessa cosa utilizzare concimi chimici anzichè letame ed organici vari. Poi sarebbe pure da incentivare chi trebbia con 15 giorni di ritardo ed applica barre d'involo, seppure il rendimento è di gran' lunga minore dovrebbe essere compensato dall'incentivo della provincia per ottenere comunque un buon' profitto! Come il fotovoltaico che è amico dell'ambiente, dovrebbe essere finanziata pure l'agricoltura ecologica, come la chiama il nostro amico Costa!!!
          Saluti.

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          • PaoLeo
            ⭐⭐⭐
            • Jun 2007
            • 2350
            • Piacenza

            #35
            non è la stessa cosa utilizzare trappole per insetti od insetticidi, non è la stessa cosa utilizzare concimi chimici anzichè letame ed organici vari. Poi sarebbe pure da incentivare chi trebbia con 15 giorni di ritardo ed applica barre d'involo, seppure il rendimento è di gran' lunga minore dovrebbe essere compensato dall'incentivo della provincia per ottenere comunque un buon' profitto! Come il fotovoltaico che è amico dell'ambiente, dovrebbe essere finanziata pure l'agricoltura ecologica, come la chiama il nostro amico Costa!!!
            Saluti.
            le prime due che hai detto sono solo formalmente realizzabili. mi dirai che il mio non è il giusto approccio alla questione, ok. da domani invece che la macchina, per andare a lavorare usiamo tutti la bicicletta. la realizzabilità è la stessa.
            quanto al trebbiare, forse è più realizzabile lasciare molte siepi e angoli dove possono salvarsi le covate - ma non sono un esperto, Costa ci saprà dire meglio.
            sul fotovoltaico, a parte che attualmente non è amico dell'economia e delle tasche della povera gente che lo paga, se lo fai sul tetto di casa tua forse, ripeto forse è amico dell'ambiente. se ci riempi la campagna come sta succedendo in molte zone, ho qualche dubbio in più.
            ____________________________________________

            Paolino

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            • schiopparo
              ⭐⭐
              • May 2010
              • 387
              • Paliano
              • Setter Inglese

              #36
              Originariamente inviato da PaoLeo
              le prime due che hai detto sono solo formalmente realizzabili. mi dirai che il mio non è il giusto approccio alla questione, ok. da domani invece che la macchina, per andare a lavorare usiamo tutti la bicicletta. la realizzabilità è la stessa.
              quanto al trebbiare, forse è più realizzabile lasciare molte siepi e angoli dove possono salvarsi le covate - ma non sono un esperto, Costa ci saprà dire meglio.
              sul fotovoltaico, a parte che attualmente non è amico dell'economia e delle tasche della povera gente che lo paga, se lo fai sul tetto di casa tua forse, ripeto forse è amico dell'ambiente. se ci riempi la campagna come sta succedendo in molte zone, ho qualche dubbio in più.
              Per ogni cosa c'è il giusto compromesso, se tutti anzichè andare a lavorare con la macchina si andasse non con la bicicletta, ma con i mezzi pubblici sarebbe un ottimo compromesso! Difatti non ho detto che la meccanizzazione agricola è da scartare, ma si dovrebbero seguire calendari per lo sfalcio,per la trebbia e si dovrebbero utilizzare le barre d'involo. Tutte le "perdite economiche", dovrebbero essere risarcite per invogliare gli agricoltori ad adottare queste pratiche! Poi è una mia considerazione, non voglio imporre le mie idee, questo sia chiaro èh! Non sò quanti la pensano come me.
              Saluti.

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              • costa
                ⭐⭐
                • Feb 2009
                • 883
                • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                #37
                Il letame ha lo 0,5% di azoto, l'urea (concime chimico) il 46%: se un ettaro di mais ha bisogno di 4 quintali d'azoto quanto letame dobbiamo distribuire? 80 q.li, una enormità che fa lievitare eccessivamente il costo di produzione. Si può però usare la sub-irrigazione per immettere il concime direttamente sottoterra senza farlo pervenire in contatto con la fauna e quando serve alla coltura.
                Qusto è un esempio di agricoltura ecologica che non si può fare in agricoltura bilogica perchè l'urea è di derivazione chimica...
                Altro esempio è: se facciamo una pianta ogm resistente alle malattie non dobbiamo trattarla; ancora una volta, in agricoltura biologica ciò non si può fare perchè per principio sono contro gli ogm.

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                • ojaja
                  ⭐⭐⭐
                  • Feb 2009
                  • 3374
                  • olbia
                  • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

                  #38
                  Originariamente inviato da schiopparo
                  Per ogni cosa c'è il giusto compromesso, se tutti anzichè andare a lavorare con la macchina si andasse non con la bicicletta, ma con i mezzi pubblici sarebbe un ottimo compromesso! Difatti non ho detto che la meccanizzazione agricola è da scartare, ma si dovrebbero seguire calendari per lo sfalcio,per la trebbia e si dovrebbero utilizzare le barre d'involo. Tutte le "perdite economiche", dovrebbero essere risarcite per invogliare gli agricoltori ad adottare queste pratiche! Poi è una mia considerazione, non voglio imporre le mie idee, questo sia chiaro èh! Non sò quanti la pensano come me.
                  Saluti.
                  eehhh! caro fabio...
                  in agricoltura il calendario ...lo detta il tempo!inteso come andamento climatico..e quando e il momento della trebbiatura bisogna non perdere asolutamente tempo! ti faccio un es...quando l'avena e matura se tu non trebbi, puo succedere che arriva il maestrale(da noi e tipico ,sopratutto nella prima settimana di luglio..)
                  guai a farsi sorprendere! la tua avena se la mangeranno le formiche! altro discorso sarebbe quello di un eventuale accordo col contadino al quale in cambio (che so..) di un ettaro non tagliato ,lo si risarcisce con una cifra basata sulla media della produzione per ettaro di quella stagione..
                  riguardo alla barra d'involo..non so da voi, ma quando si trebbia a luglio i nidiacei sono gia in grado di camminare e qualcuno persino di volare e non si fanno mettere in pericolo dalla macchina che produce un rumore notevole..questo te lo dico perche quando io chiedo al contoterzista di venire da me,spesso salgo sulla mieti t. e controllo qualita e quantita ma come ben sai,l'occhio del cacciatore vigila sempre su tutto cio che s'invola e non ho potuto mai constatare pericoli..
                  diverso il discorso dello sfalcio dei foraggi..
                  questi vengono tagliati ancora verdi e con possibili nidi ancora in essere...nonostante tutto ho notato che (le quaglie,per es...) si levano in volo prima che vengano uccise..purtroppo il nido verra abbandonata(gia tenuti sotto controllo per verificare un eventuale ritorno della chioccia.)
                  unica consolazione e che la qualgia o altro uccello,di solito effetueranno una seconda cova..

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                  • Giampaoletti
                    ⭐⭐⭐
                    • Aug 2008
                    • 1863
                    • Ascoli Piceno

                    #39
                    Qualsiasi cosa si faccia in agricoltura in favore dell'ambiente e dell'uomo in generale e/o della fauna selvatica, in particolare quella di interesse venatorio, significa parlare di reddito in più o in meno per gli agricoltori.

                    Poichè non si può ridurre ulteriormente il reddito di chi ancora coltiva la terra e mantiene viva la ruralità, si dovrebbe trovare una soluzione perchè certe pratiche che interessano il mondo venatorio si traducano in maggiore reddito per gli agricoltori.

                    Sembra la scoperta dell'acqua calda.

                    Tuttavia, pur rendendocene conto (come cacciatori) ancora non si riece a trovare ( o non si vuole trovare) una soluzione che coinvolga in maniera impegnativa e gratificante (per entrambe le parti) il mondo degli agricoltori.

                    E pensare che è l'unica e ultima opportunità che la caccia ha di sopravvivere.
                    Ma chi lo afferma viene bollato come Cassandra.

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                    • Opius concolor

                      #40
                      Originariamente inviato da costa
                      Il letame ha lo 0,5% di azoto, l'urea (concime chimico) il 46%: se un ettaro di mais ha bisogno di 4 quintali d'azoto quanto letame dobbiamo distribuire? 80 q.li, una enormità che fa lievitare eccessivamente il costo di produzione. Si può però usare la sub-irrigazione per immettere il concime direttamente sottoterra senza farlo pervenire in contatto con la fauna e quando serve alla coltura.
                      Qusto è un esempio di agricoltura ecologica che non si può fare in agricoltura bilogica perchè l'urea è di derivazione chimica...
                      Altro esempio è: se facciamo una pianta ogm resistente alle malattie non dobbiamo trattarla; ancora una volta, in agricoltura biologica ciò non si può fare perchè per principio sono contro gli ogm.
                      E la miseria 0,5% di N sul letame è tutta paglia fà più male che bene.. [:-golf]
                      Ogm ? basta non siano fertili e che non ibridizzino con i loro pollini le colture adiacenti o facciamo la fine dei coltivatori americani e la monsanto con la guerra dei brevetti ... [:-golf]
                      Per un agricoltura sostenibile e non per forza nei parametri del bio perfettamente d' accordo.

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                      • BAK
                        ⭐⭐
                        • Jan 2010
                        • 389
                        • Centro Sardegna-Prov.Oristano.-

                        #41
                        Originariamente inviato da Astore75
                        Caro buon Fabio se tutti fossero come te e avessero la mentalità l'interesse e la volontà nella tua Regione la starna tornerebbe a cerleccare.
                        Recentemente ho avuto modo di discutere di ripopolamenti con un grande allevatore,costui mi ha svelato che molti ripopolamenti a scopo riproduttivo sono falliti miseramente perchè molti allevamenti intensivi utilizzano un tranquillante a basso costo che rende sterili gli animali,inoltre questi soggetti vengono mal alimentati per risparmiare sul mangime quindi gli danno il minimo sufficiente per tenerli in vita,oltre all'abuso di antibiotici ogm e schifezze varie.paradossalmente questi animali sono i più richiesti da chi gestisce gli ATC semplicemente perchè costano la metà dei fagiani della migliore qualità,quindi con poca spesa si possono acquistare grossi quantitativi! a chi giova tutto questo?semplice allevatori disonesti e presidenti degli ATC e chiaro non certo ai veri cacciatori.
                        Nel nostro bel paese grazie a Dio esistono ancora allevatori onesti,appassionati,che producono eccellente selvaggina quindi non tutto è perduto basta mandare a casa chi amministra male la caccia e vedrete che tutto cambierà.
                        Saluti
                        Hai la mia più piena solidarietà,solo che a casa dovremmo mandare tutti
                        noi italiani.La truffa noi l'abbiamo nel d.n.a.Ciao.

                        ---------- Messaggio inserito alle 03:22 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:16 PM ----------

                        Originariamente inviato da pi&ro
                        Ah per carità astore,l'uomo è il più pericoloso....ma infatti io ho sempre molti dubbi,perchè anche nella mia zona le voci sono le stesse....si deve sperare che le guardie forestali controllino di piu o magari li facciano soltanto loro i lanci senza la rappresentanza dei cacciatori. ecco potremmo magari una volta farci aiutare dai verdi e forestale :)) sai che ce trovamo???? ahahaahaha

                        ---------- Messaggio inserito alle 11:16 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:14 PM ----------

                        Comunque si torna ai soliti discorsi...dobbiamo essere certi che chi amministra sia una persona seria e onesta!!!! (pensiero di un giovane illuso,ma speranzoso)
                        Vivi di speranza.Bene bene,tu sicuramente sai che chi vive di speranza
                        purtroppo muore disperato. Dovrebbero cambiare il nostro modo di vedere le cose.il nostro EGO.-
                        Saluti BAK

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                        • benedetti gianmario

                          #42
                          ragazzi sembra stupido da dire, ma è fondamentale non trascurare le zone di ripopolamento e cattura, meglio 2 coppie di starne in una zona di ripopolamento ben curata ( habitat idoneo e controllo del bracconaggio) che 5 in zona cacciabile! purtoppo molti cacciatori pensano che la cacci ainizi la terza domenica di settembre e finisce il 31 dicembre ( calendario di piacenza) mentre per quelli come me dura tutto l'hanno, perchè non bisogna mai smettere di uccuparci del nostro territorio.

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                          • Barbe
                            ⭐⭐
                            • Jul 2007
                            • 542
                            • Torniella, Grosseto, Toscana.
                            • Setter inglese

                            #43
                            Per quanto riguarda il fagiano mi sembra strano che nessuno abbia pensato di fare come per il forcello ovvero vietare le femmine, non so magari è stato fatto ed io non ne sono a conoscenza. Mi sembrerebbe una possibilità perlomeno da prendere in considerazione, sia perchè tale scelta non limiterebbe le aree di caccia, sia perchè il netto dimorfismo sessuale non ammette errori. Fra l'altro le maggiori problematiche per quanto concerne appunto i fagiani sembrano essere legate al fatto che le femmine chiamiamole di voliera, non riescono una volta liberate a portare avanti la covata, abbandonando le uova. Da noi, dove l'ambiente è piuttosto ostico per il faginao, negli anni che abbiamo ripopolato con animali di cattura i risultati sono stati notevoli con numerose covate che purtroppo non sono però sopravvissute alle barbarie umane e non dei nocivi. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate e se qualcuno sa di esperimeti in tal senso. saluti Barbe.
                            Barbe

                            Commenta

                            • Lume
                              ⭐⭐⭐
                              • Oct 2009
                              • 4497
                              • Valtrompia
                              • Setter redo

                              #44
                              Originariamente inviato da Barbe
                              Per quanto riguarda il fagiano mi sembra strano che nessuno abbia pensato di fare come per il forcello ovvero vietare le femmine, non so magari è stato fatto ed io non ne sono a conoscenza. Mi sembrerebbe una possibilità perlomeno da prendere in considerazione, sia perchè tale scelta non limiterebbe le aree di caccia, sia perchè il netto dimorfismo sessuale non ammette errori. Fra l'altro le maggiori problematiche per quanto concerne appunto i fagiani sembrano essere legate al fatto che le femmine chiamiamole di voliera, non riescono una volta liberate a portare avanti la covata, abbandonando le uova. Da noi, dove l'ambiente è piuttosto ostico per il faginao, negli anni che abbiamo ripopolato con animali di cattura i risultati sono stati notevoli con numerose covate che purtroppo non sono però sopravvissute alle barbarie umane e non dei nocivi. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate e se qualcuno sa di esperimeti in tal senso. saluti Barbe.
                              Il problema Illustri colleghi (mi piace definire cosi chi veramente dimostra di avere a cuore la vera caccia e il vero scopo di gestione) è che siamo una minoranza nella minoranza.

                              La gestione venatoria è un business e come tale soggetto alle leggi di mercato e al marketing.

                              Cosa vuole dunque la maggioranza dei cacciatori? Polli il venerdi facimente predabili il sabato mattina. PUNTO.

                              Avete mai visto le rivolte popolari del lunedi perche lo sciagurato che ha liberato i fagiani li ha messi lontani dalle strade o in mezzo agli spini?

                              Pena l'impalazione immediata o la crocefissione per direttissima in armeria o nei centri di raccolta delle varie AAVV.

                              Se questo è il meccanismo capite bene come si intende far girare le cose.

                              Veniamo a noi e alle problematiche gestionali già affrontate con sapineza da tutti quelli intervenuti prima e per farlo vi do due dati del mio comune e del mio ATC:
                              Lanci primaverili: 48 femmine e 16 maschi
                              Lanci pronta caccia: 600 fagiani in 5 tornate da 120 capi

                              Periodo di lancio 20 febbraio (da fino a 1/2 marzo c'e nevica e dal 20/2 al 15/3 nevica almeno altre 4 volte.
                              I capi immessi sono buoni, di cattura ma dove ci sono le condizioni per prosperare e catturare c'e 1 pappa 2 predatori controllati.

                              Primo problema per essere immessi sono soggetti a dei trattamenti disinfestanti a mezzo sostanze chimiche che a mio avviso ne devasta le difese immunitarie.

                              Non appena sbarcano nel terreno libero primo non trovano pappa, secondo si trovano 20 predatori per ettaro che è da Dicembre (ultimo lancio dei pronta caccia) che tirano a campare e veramente affamati.

                              Risultato se ne arrivano 3 è un miracolo.... spesso sono tre femmine e 99% dei casi o sono una per montagna e comunque improduttive perche il maschio manca perche predato durante le sue esibizioni.

                              Nel "malaugurato" caso che ne arrivano 2 accoppiati ecco che mancano prati curati per la produzione di insetti e cosi tutti felicemente si ritrovano nell'unico prato curato...che essendo l'unico anche se troppo pulito...amen...la fame e fame e questo concetto è valido in special modo per la giovane famiglia di corvi e cornacchie che di media mangiano Nr. 1 intera covata a settimana....

                              Morale: non ho nemmeno più la forza di rompere los cojones a chi non rispetta o chi braccona....tanto non fanno danni non trovano mani nulla comunqe da danneggiare o bracconare.

                              Ora, visto che questa cosa non mi piace, non la digerisco e la odio profondamente ecco cosa credo debba cambiare per migliorare le cose:

                              1 Creazione di ZRC recintate a metri 2 di altezza e con le seguenti caratteristiche:
                              Deve essere la migliore zona disponibile del territorio in questione e non come capita oggi che sono sempre le zone dove non ci starebbe nemmeno una cavalletta piantata li con un chiodo.
                              2 Divieto per 5 anni di abbattimento delle femmine
                              3 Immissione di maschi per rinsanguamento in primavera
                              4 Abbattimenti selettivi dei nocivi anche fuori periodo venatorio
                              5 Collocamento di gabbie per la cattura dei corvidi.

                              Io ho la convinzione che con 30 Ettari di ZRC recintata si possa veramente irradiare almeno 140 - 150 ettari con successo e garantire un proseguo florido per le stagioni a venire.
                              Ultima modifica Lume; 17-02-11, 16:31.

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                              • EnricoTaglia
                                ⭐⭐⭐
                                • Feb 2009
                                • 2912
                                • Roma, purtroppo
                                • kurzhaar

                                #45
                                il primo problema è la pressione venatoria.

                                toglietevi dalla testa tutto il resto, proprio nel Lazio ho fatto caso che a seguito di gare amatoriali fatte su starne lanciate al momento si formano delle brigate che non hanno alcun problema a riprodursi, tutto ovviamente finisce con l'apertura della stagione venatoria dove non viene letteralmente presa in esame la possibilità di non sterminarle. addirittura i fagiani pronta caccia residui , dopo il "sabato e la domenica del villaggio" resistono bene pur avendo avuto come ambientamento la sola fuoriuscita dalla cassetta in cartone forato; questo per dire che certe volte gli animali hanno una capacità di adattamento oltre ogni aspettativa se fossero lasciati stare a modo.

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