Qualità di un vero " Cacciatore".
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La " prudenza"l'uomo prudente per natura,se è anche cacciatore,allora è nell'olimpo, dei cacciatori,al di là dei risultati,in termini di prede,la prudenza,la si vede nel grande cacciatore,quando è in un territorio nuovo,il grande cacciatore," domina,l'istinto, quello che lo spinge ad inoltrarsi,ma fa un passo indietro,e pondera, il da farsi,la prudenza fa si che il grande cacciatore, non esce a caccia ,se c'è qualcosa che lo turba,egli non forza mai la passione,ma la domina,e si lascia sempre spazio,per imparare,il grande cacciatore celeste,è " solo" sempre,è la sua natura,in fondo tutti noi siamo soli,nasciamo soli e c'è ne andiamo da soli,il grande cacciatore,quello vero,non vuole essere considerato bravo e forte,lui caccia con gli antenati,che lo seguono in ogni suo passo,li sulle vette,oppure nei fiumi,nei ,campi,nei boschi,tra le colline,segue una sola voce,quella che batte,forte cosi forte che lo fa tremare,è una voce antica ,di conoscenze secolari,che arrivano a lui,per " medianità" e quando questo accade,e prima o poi accade a tutti,ecco che si diventa cacciatori celesti,invitati alla caccia più bella.saluti amici old hunter.Commenta
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Io...e pensando a me stesso; dico: ottima mira. Questo perché la buona mira finisce (selvaggina esistendo) di gratificare alla fine, la nostra faticata venatoria; perché non so voi, ma io quando dopo una sfiancata domenicale, torno con le pive nel sacco...mi girano tremendamente: per cui senza dubbio: viva il manico e chi c'è l'ha. [;)]Commenta
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Io ho votato esperienza, ma tra le opzioni aggiungerei anche un valido ausiliario visto che, secondo me, molto spesso si impara piu da un buon cane che non viceversaCommenta
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a " prudenza"l'uomo prudente per natura,se è anche cacciatore,allora è nell'olimpo, dei cacciatori,al di là dei risultati,in termini di prede,la prudenza,la si vede nel grande cacciatore,quando è in un territorio nuovo,il grande cacciatore," domina,l'istinto, quello che lo spinge ad inoltrarsi,ma fa un passo indietro,e pondera, il da farsi,la prudenza fa si che il grande cacciatore, non esce a caccia ,se c'è qualcosa che lo turba,egli non forza mai la passione,ma la domina,e si lascia sempre spazio,per imparare,il grande cacciatore celeste,è " solo" sempre,è la sua natura,in fondo tutti noi siamo soli,nasciamo soli e c'è ne andiamo da soli,il grande cacciatore,quello vero,non vuole essere considerato bravo e forte,lui caccia con gli antenati,che lo seguono in ogni suo passo,li sulle vette,oppure nei fiumi,nei ,campi,nei boschi,tra le colline,segue una sola voce,quella che batte,forte cosi forte che lo fa tremare,è una voce antica ,di conoscenze secolari,che arrivano a lui,per " medianità" e quando questo accade,e prima o poi accade a tutti,ecco che si diventa cacciatori celesti,invitati alla caccia più bella.saluti amici old hunter.NON A CASO RIPROPONGO CIò.Commenta
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Molto poetico ma vero. Alle volte non ci si crede che dentro di noi albergano tante di quelle emozioni e spesso ti fanno fermare e pensare, trasalire e poi beatificarti. Dopo 47 anni di attività venatoria trascorsi grazie a Dio senza intoppi, ancor oggi mi accingo ad ogni battuta di caccia con le stesse emozioni, prudenza e umiltà che mi ha inculcati da giovanissimo il mio fu nonno paterno, grandissimo cacciatore, serio, umile, calmo e, soprattutto, molto prudente, insomma uno di quelle persone che prima di fare "bum" contava fino a tre e non solo nell'attività venatoria. E' stato il mio esempio e lo è ancora oggi che ho quasi 70 anni. Ai diversi novelli amatori dell'Ars Venandi dico: guardatevi bene intorno e prima di intreprendere qualsiasi azione contate sempre fino a tre. Calma tanta calma e, in particolare, non esaltatavi mai, ponderate sempre le vostre azioni.La " prudenza"l'uomo prudente per natura,se è anche cacciatore,allora è nell'olimpo, dei cacciatori,al di là dei risultati,in termini di prede,la prudenza,la si vede nel grande cacciatore,quando è in un territorio nuovo,il grande cacciatore," domina,l'istinto, quello che lo spinge ad inoltrarsi,ma fa un passo indietro,e pondera, il da farsi,la prudenza fa si che il grande cacciatore, non esce a caccia ,se c'è qualcosa che lo turba,egli non forza mai la passione,ma la domina,e si lascia sempre spazio,per imparare,il grande cacciatore celeste,è " solo" sempre,è la sua natura,in fondo tutti noi siamo soli,nasciamo soli e c'è ne andiamo da soli,il grande cacciatore,quello vero,non vuole essere considerato bravo e forte,lui caccia con gli antenati,che lo seguono in ogni suo passo,li sulle vette,oppure nei fiumi,nei ,campi,nei boschi,tra le colline,segue una sola voce,quella che batte,forte cosi forte che lo fa tremare,è una voce antica ,di conoscenze secolari,che arrivano a lui,per " medianità" e quando questo accade,e prima o poi accade a tutti,ecco che si diventa cacciatori celesti,invitati alla caccia più bella.saluti amici old hunter.Commenta
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Belle parole old hunter ,devo confidarti che mi hanno fatto felice , almeno adesso so di non essere un caso anomalo...!!! Quando scrissi questo post nel 2015 ero in un periodo di confusione totale , riguardo il mio essere cacciatore , tutti quelli che mi circondavano la pensavano in modo diverso, è una storia molto lunga ma la faccio breve, 15 anni caccia alla penna ,tanti amici tante delusioni le migliori cacciate in solitaria, 10 anni con segugi ,lepre e cinghiali , capocaccia di una squadra di cica 15 persone ed anche qui enormi delusioni , tutti o quasi la pensavano in modo diverso,poi la pace dei sensi , scopro i Drahthaar abbandono la squadra e vai.... caccia in solitaria, montagne di emozioni , quella magia che descrivi nel tuo scritto l'ho provata per ben 10 anni , in tutte le forme su vari selvatici ,solo con i miei D.D. ed il silenzio della natura , godersi flora e fauna in quei momenti non ha eguali , ho raggiunto grandi risultati,sono soddistatto , ogni tanto mi soffermavo e mi chiedevo se ero io quello sbagliato e ci ridevo su, mi mancavano i miei antenati quelli che mi hanno isegnato come dovrebbe essere un "vero cacciatore" . Peccato tutto finisce tre incidenti, per fortuna non tanto gravi, mi hanno convinto che la caccia in solitaria doveva cessare ,tanti amici ad accogliermi a braccia aperte ,in molti si sono ricreduti attualmente sono molto elogiato mi stimano in tanti tutto ciò mi gratifica ma non mi appaga, in giro noto che le cose peggiorano ,non riesco ad adeguarmi alla caccia moderna ..ci provo,la mia speranza e rivivere quei momenti in solitaria.Commenta
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Lupo tu sei uomo ,di esperienza,non devo insegnarti nulla ,io non voglio insegnare nulla a nessuno,racconto solo i miei sentimenti, la verità come sai " STA NEL MEZZO" e di qua c' è il mondo,coniugare le due cose,è la missione che il "creatore" ci ha dato,anche attraverso la passione venatoria,impariamo a migliorarci,e ognuno di noi raggiunge la meta,percorrendo la sua strada,molte si assomigliano,ma ognuna,è unica,che grande privilegio,che abbiamo,possiamo raccontarci e raccontare ognuno di noi il nostro percorso unico e utile a tutti,ecco io penso che mai come adesso,tutti noi dobbiamo condividere con grazia le nostre esperienze,ai più giovani,condividerle con sincerità di animo,e di intenti,senza secondi fini,credo che cosi qualcosa se giusto arrivi.ti saluto con amicizia old hunter.Belle parole old hunter ,devo confidarti che mi hanno fatto felice , almeno adesso so di non essere un caso anomalo...!!! Quando scrissi questo post nel 2015 ero in un periodo di confusione totale , riguardo il mio essere cacciatore , tutti quelli che mi circondavano la pensavano in modo diverso, è una storia molto lunga ma la faccio breve, 15 anni caccia alla penna ,tanti amici tante delusioni le migliori cacciate in solitaria, 10 anni con segugi ,lepre e cinghiali , capocaccia di una squadra di cica 15 persone ed anche qui enormi delusioni , tutti o quasi la pensavano in modo diverso,poi la pace dei sensi , scopro i Drahthaar abbandono la squadra e vai.... caccia in solitaria, montagne di emozioni , quella magia che descrivi nel tuo scritto l'ho provata per ben 10 anni , in tutte le forme su vari selvatici ,solo con i miei D.D. ed il silenzio della natura , godersi flora e fauna in quei momenti non ha eguali , ho raggiunto grandi risultati,sono soddistatto , ogni tanto mi soffermavo e mi chiedevo se ero io quello sbagliato e ci ridevo su, mi mancavano i miei antenati quelli che mi hanno isegnato come dovrebbe essere un "vero cacciatore" . Peccato tutto finisce tre incidenti, per fortuna non tanto gravi, mi hanno convinto che la caccia in solitaria doveva cessare ,tanti amici ad accogliermi a braccia aperte ,in molti si sono ricreduti attualmente sono molto elogiato mi stimano in tanti tutto ciò mi gratifica ma non mi appaga, in giro noto che le cose peggiorano ,non riesco ad adeguarmi alla caccia moderna ..ci provo,la mia speranza e rivivere quei momenti in solitaria.
---------- Messaggio inserito alle 02:46 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:42 AM ----------
[emoji106]Molto poetico ma vero. Alle volte non ci si crede che dentro di noi albergano tante di quelle emozioni e spesso ti fanno fermare e pensare, trasalire e poi beatificarti. Dopo 47 anni di attività venatoria trascorsi grazie a Dio senza intoppi, ancor oggi mi accingo ad ogni battuta di caccia con le stesse emozioni, prudenza e umiltà che mi ha inculcati da giovanissimo il mio fu nonno paterno, grandissimo cacciatore, serio, umile, calmo e, soprattutto, molto prudente, insomma uno di quelle persone che prima di fare "bum" contava fino a tre e non solo nell'attività venatoria. E' stato il mio esempio e lo è ancora oggi che ho quasi 70 anni. Ai diversi novelli amatori dell'Ars Venandi dico: guardatevi bene intorno e prima di intreprendere qualsiasi azione contate sempre fino a tre. Calma tanta calma e, in particolare, non esaltatavi mai, ponderate sempre le vostre azioni.Commenta
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Averle tutte saremmo perfetti e come si sa nessuno lo è, però penso che una non ci debba proprio mancare, il rispetto per tutto ciò che ci sta intorno nel mondo venatorio: colleghi, i nostri ausiliari , la natura e l'ambiente, se lo abbiamo allora siamo degli ottimi cacciatori tutto verrà di conseguenza.Commenta
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Tolleranza...visto le vessazioni di cui siamo spesso fatti oggetto anche durante l' esercizio della caccia, la sopportazione è una qualità che ci deve appartenere...non farsi coinvolgere in discussioni, evitare diatribe con i vigilanti della pratica venatoria che per lo più, stranamente, sono anticaccia, cacciare dialogando eventualmente solo con i compagni di caccia...meglio se cacciare nel silenzio assoluto. E' pur vero che a volte diventa difficile ingoiare certi bocconi...in Italia così funziona, in Francia ad esempio il cacciatore è rispettato e salvaguardato da leggi ben precise.Commenta
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