Pesticidi

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  • Peppino
    ⭐⭐
    • Sep 2006
    • 424
    • Nuoro -Sardegna-.
    • Spinone Ubaldo (Aristotele) del Pratomagno

    #16
    Io direi che ė il perfetto esempio di "lussureggiamento genetico" dovuto all'incrocio di un analfabeta puro con un sommo ignorante (anch'esso puro).

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    • pako
      ⭐⭐⭐
      • Nov 2009
      • 4862
      • Tortona
      • kurzhaar - Pepe

      #17
      Ale non ho mai detto che danno il glifosate sui raccolti, ho detto che glifosate, antifungini, insetticidi e altra zozzerie li usano non spesso, sempre! a varie fasi su grano et similia per tenerlo pulito e "sano"...e sentiti i peones qui i trattamenti da due/tre nel giro di 20 anni sono passati a 4/5 di cui l'ultimo su spiga verde.. il glifosate ne hanno trovato tracce fin nel liquido seminale delle lepri e nelle ghiandole mammarie..quindi, sì lo mangiamo, e assieme a altre zozzerie le beviamo pure, dato che quì da me si fanno (le ho fatte anche io) prelievi e facciamo fare analisi su acque superficiali e sotterranee non ne parlo per sentito dire, secondo me andrebbe usato il tutto con più attenzione.
      Poi, ripeto, se a noi consumatori va bene così...
      ... Che cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione.."amici miei atto II"

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      • il beccaccino parlante
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2009
        • 2487
        • Bologna
        • Emy DD, Rommel DD

        #18
        Pako, se sul grano, che viene su quasi solo, fanno adesso 4/5 trattamenti, pensa alla frutta o al riso! e sfido qualunque supermercato ad accettare il peperone con segni di "ruggine" da ragno rosso... te lo rispediscono a casa come merce non conforme...

        tornando ai sistemi biologici, un grosso investimento l'abbiamo fatto nella concimazione (che è il minore dei mali, ma è pur sempre un passo avanti)... abbiamo abbandonato il concime chimico per orientarci su quello organico...

        riguardo l'esperienza degli antagonisti del ragno rosso, riporto quella che è stata la mia esperienza...

        estate 2015, siccità increndibile con due mesi senza vedere una goccia d'acqua... già la fitoftora aveva decimato nel mese di maggio/giugno una buona parte del terzo e ultimo lotto di peperone (aiutato anche in questo caso dal caldo incredibile)... in due giorni una varietà fatta in casa di peperone, che selezioniamo da 20 anni ormai per colore, forma e spessore (peperoni che sfiorano i 7/8 etti a frutto, con polpa spessa sul centimetro e oltre), completamente infestata... 4/5 individui per foglia di punto in bianco... mi informo per questo antagonista che, a detta del venditore, fa miracoli... 20/25 individui a metro quadrato, confezioni da 1000 individui, 20 euro a confezione... faccio due conti... 4 file da 200 metri, in totale larghe 20 metri... diviso 40 che sono i metri quadrati che copro con una confezione, per 20 che sono gli euro a confezione... eh, son 2000 euro!

        facciamo l'investimento pensando che, in questa maniera, ci sarebbe uno scudo continuo che garantisce, sull'arco di tempo dell'annata, un risparmio di fitosanitari... abbiamo appurato il blocco della popolazione, ma non siamo riusciti a debellarlo completamente...
        Cosa sarebbe la Caccia senza gli Autori che hanno lasciato pagine indimenticabili sulla grande avventura cacciatoresca? Un mondo meraviglioso perduto.
        Quadri di passione, inni alla Natura, agli animali e agli uccelli: un mondo libero nella palestra in cui si svolge l’attività venatoria, fatiche e riposi, delusioni e gioie, visioni irripetibili.

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        • Seagate
          ⭐⭐⭐
          • Feb 2018
          • 1309
          • La Spezia

          #19
          Ho letto questa vecchia discussione trovandola interessante e sempre più attuale,purtroppo aggiungo perché ,a me pare, la coltivazione intensiva sta interessando un numero sempre maggiore di prodotti agricoli.
          Sarebbe interessante approfondire gli effetti di queste pratiche, e relativi prodotti utilizzati,sulle specie animali.Magari qualcuno tra noi ci saprà spiegare qualcosa...

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          • costa
            ⭐⭐
            • Feb 2009
            • 883
            • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

            #20
            Io ho partecipato al progetto lepre in Lombardia, zona Cremona. Purtroppo posso confermare che alcuni trattamenti sono letali per la lepre (6 lepri adulte morte su sette, tra fine luglio ed i primi di agosto). Trovate carcasse letteralmente bruciate.
            Il problema ancora più grosso dei pesticidi è che riducono notevolmente le disponibilità trofica. Mi spiego: tutti i piccoli di uccelli mangiano per qualche settimana esclusivamente insetti. Se non ce ne sono qualsiasi covata va a morire.
            L'unico modo per interferire con ciò è finanziare un'agricoltura più sostenibile attraverso i fondi europei (PAC) che regolarmente gli agricoltori ricevono. Questi fondi sono progettati a livello europeo e gestiti dagli assessorati all'agricoltura delle singole regioni.
            Purtroppo, almeno per ora, le associazioni venatorie non sono interessate ad occuparsi di ciò e nemmeno a formare i cacciatori in tal senso...
            Quindi, il nostro compito è secondo me richiedere a chi ci rappresenta maggior collaborazione con il mondo agricolo. Se saremo in tanti a chiederlo prima o poi le cose cambieranno, altrimenti.... addio caccia, resteranno solo gli ungulati.

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            • Seagate
              ⭐⭐⭐
              • Feb 2018
              • 1309
              • La Spezia

              #21
              Personalmente credo che se 6 su 7 lepri sono morte per aver assorbito,non so con quali modalità,un determinato prodotto,si ponga un problema di salute anche per l'uomo...pensiamo che quella roba,in una qualche forma, arriva giornalmente sulle ns.tavole.Mah forse sarebbe il caso di mangiare meno mele belle tonde e rosse che non sanno di niente...

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              • costa
                ⭐⭐
                • Feb 2009
                • 883
                • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                #22
                Mmmm, non è proprio così. Lavoro in un azienda alimentare e sono agronomo. I pesticidi hanno dei tempi di carenza ovvero un periodo oltre il quale il prodotto può essere mangiato, poiché le sostanze attive sono create per "distruggersi" nel tempo.
                Sull'ambiente però i danni li fanno lo stesso....
                Poi, nel mio caso specifico è mais per biogas, quindi non destinato ad uso alimentare.

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                • Seagate
                  ⭐⭐⭐
                  • Feb 2018
                  • 1309
                  • La Spezia

                  #23
                  Ok non ho certo la competenza per discutere con un professionista... però qualche perplessità sui sottoprodotti di certe sostanze e sui loro effetti se accumulati nel tempo non me la leverà qualche studio commissionato dalla società produttrice.
                  Per esempio ho letto che in sede di commissione europea si sarebbe voluto vietare l'uso di DIMETOATO,un insetticida usato tra l'altro nella olivicoltura superintensiva,ma non è stato possibile per l'opposizione di Italia e Spagna.
                  In Francia parrebbe abbiano vietato la commercializzazione di ciliegie trattate con tale insetticida.
                  Credo.che questa difformità di vedute ispiri ben poca fiducia anche alla luce dei casi in cui la pericolosità di alcuni prodotti è stata taciuta per lungo tempo.
                  Sia chiaro che questa è la mia opinione di persona non esperta nello specifico campo che per curiosità si è andata a leggere qualche pagina web.

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                  • costa
                    ⭐⭐
                    • Feb 2009
                    • 883
                    • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                    #24
                    Guarda, io rispetto sempre le opinioni di tutti ed ho grandissima considerazione di chi le esprime (mi fan paura quelli che restano in silenzio...).
                    Ma da piccoli ci insegnano a scuola che i problemi si risolvono con i dati ed io continuo a seguire questa ferrea regola.
                    Il sistema odierno di coltivazione andrebbe annullato non per diretto effetto sulla salute dell'uomo (almeno qui negli ultimi 20 anni abbiamo fatto grandissimi passi avanti) ma perché è assurdo continuare a distruggere l'ambiente che ci si rivolta contro poi... Le tecniche ci sono già, solo che sono più costose (10-40% in più) ma, come detto in passato sul prodotto finale (quello che la Sig.ra Maria compra al supermercato) pesano decisamente meno (2-5%).

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                    • Seagate
                      ⭐⭐⭐
                      • Feb 2018
                      • 1309
                      • La Spezia

                      #25
                      Ho anch'io una formazione scientifica e non posso che essere d'accordo con te che per poter giungere a delle conclusioni servono dati...mi concederai però che le modalità di raccolta, interpretazione, estrapolazione e presentazione dei dati possono cambiare non poco le conclusioni finali.Dico questo non per fare polemica ma perché mi pare frequente che oggigiorno si voglia convincere la gente,distratta da mille cose,a seguire logiche prettamente commerciali,sbandierando ricerche che di scientifico avrebbero ben poco.
                      In base a quello che dici mi viene da pensare che l'adozione di tali pratiche agricole in territori,mi viene da pensare all'Europa dell'Est,che fungono da serbatoio riproduttivo di molte specie migratorie, abbia già cominciato a fare sentire i suoi effetti.
                      Ben saprai che,negli anni 60, l'uso del DDT aveva quasi portato all'estinzione il falco pellegrino nell'est degli stati uniti a causa di alterazioni nel processo di formazione del guscio delle uova reso così sottile da non consentire lo sviluppo del pulcino.
                      Come dici sono stati fatti passi avanti rispetto al DDT ma possiamo escludere un qualche effetto sul metabolismo dei piccoli animali dovuto all'accumulo di sostanze...senza ricerche mirate direi proprio di no.

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                      • luchetto16
                        ⭐⭐
                        • Jan 2011
                        • 366
                        • Roma

                        #26
                        Originariamente inviato da costa
                        Il sistema odierno di coltivazione andrebbe annullato non per diretto effetto sulla salute dell'uomo (almeno qui negli ultimi 20 anni abbiamo fatto grandissimi passi avanti) ma perché è assurdo continuare a distruggere l'ambiente che ci si rivolta contro poi... Le tecniche ci sono già, solo che sono più costose (10-40% in più) ma, come detto in passato sul prodotto finale (quello che la Sig.ra Maria compra al supermercato) pesano decisamente meno (2-5%).
                        non è strattamente inerente ai pesticidi ma diciamo alle pratiche agricole e il connesso utilizzo di "fitofarmaci": che ne pensate della pratica della semina diretta?


                        a livello di habitat sembra essere una buona scelta ma la mia domanda, su cui glissano un po' le associazioni che la promuovono, è prima semina si deve o è consigliato diserbare? se si che effetti ha tale trattamente sulla fauna esistente in loco? è possibile fare la semina diretta (no till)senza fare prima diserbo?



                        molti dicono non faccia nulla agli animali e sia selettiva sulle piante antagoniste.. studi scientifici seri esistono su tale categoria di prodotti?( intendo fatti da organismi o enti terzi e non finanziati dai produttori degli stessi) è comunque vero che tutto ciò poi va nelle acque e poi in falda..


                        grazie a chi vorrà o saprà rispondere
                        Luca

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                        • cero
                          ⭐⭐⭐
                          • Jan 2009
                          • 3033
                          • Romagna

                          #27
                          Per semina diretta intendi su sodo, senza lavorazioni del terreno?

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                          • Tex Willer
                            ⭐⭐⭐
                            • Nov 2012
                            • 1793
                            • PROVINCIA DI PAVIA
                            • Setter Inglese

                            #28
                            come dice Costa il problema dei fitofarmaci è molto più legato all'ambiente che alla salute umana, almeno per quello che riguarda l'utilizzo di campo (se poi il commerciante/stoccatore/mulino ha trattato il cereale il giorno prima di macinarlo e farci la farina, per esempio, lì è un altro discorso, e non è così impossibile che accada...come partite di grano con le micotossine che andrebbero a malapena bene per uso zootecnico [:-glass]

                            Qui non centra ne il bio si o il bio no come dice Costa servono i dati e il dato che conta è % di residuo del p.a. sulla derrata. Punto.
                            Sull'ambiente invece purtroppo è molto tutto più diretto ed immediato e la fauna di conseguenza ne paga le spese.

                            Ma i fenomeni di chi ci dovrebbe rappresentare dorme, e prima o poi sarà tardi.

                            ---------- Messaggio inserito alle 01:34 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:31 PM ----------

                            Originariamente inviato da cero
                            Per semina diretta intendi su sodo, senza lavorazioni del terreno?
                            anche io non ho capito bene cosa si intenda. forse senza nessun trattamento pre-semina?
                            La mia vita è un bosco, il mio cane al mio fianco, un fucile in spalla

                            Commenta

                            • costa
                              ⭐⭐
                              • Feb 2009
                              • 883
                              • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                              #29
                              Si immagino la semina su sodo.
                              Diserbare non è l'unica tecnica possibile ma è la più conveniente.... Oggi si usano delle colture "gelive" ovvero che si autodistruggono con con il freddo lasciando un terreno pronto alla semina. Vedasi rafano, senape...
                              Tuttavia funziona solo al nord, nel mio Gargano le foglie di senape sono uno dei piatti tipici delle feste di Natale e si autorisemina, non facendo gelate forti.
                              Una tecnica diversa è la minima lavorazione con erpice rotante e semina diretta poi.
                              Comunque, come sempre, se si danno input generali (divieto di trattare con una sostanza che danneggia l'ambiente - non sono a priori contrario alla chimica), poi le migliori tecniche i tecnici le trovano.

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                              • arfo
                                ⭐⭐⭐
                                • Feb 2013
                                • 1459
                                • Provincia di Lodi
                                • Deutch drahthaar

                                #30
                                Temi come questi dovrebbero essere all'ordine del giorno per ogni associazione venatoria e ambientalista. Peccato che il tratto distintivo di entrambe, così come della politica, tenda a essere la miopia...

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