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Il discorso non fa una piega, è quello che sostengo anche io da sempre, fintantoché la caccia non apparirà un’attività da fighi saremo destinati ad essere una realtà marginale e, coi tempi che corrono, saremo destinati all’estinzione.
Come si può rimediare? Non sono solo le associazioni che pure hanno responsabilità primaria, ma anche gli operatori economici del settore a doversi sbattere un po’ di più. La stampa di settore potrebbe darsi una nuova veste, avete mai visto i magazine americani (the double gun journal, the shooting sportsman, per citarne alcuni)? Li si potrebbero trovare molti spunti. Gli armieri stessi possono darsi una rinfrescata, promuovere eventi che non siano le solite salsicciate ai tav; oggi le armerie italiane sono quanto di più ostile si possa vedere, tuguri bui pieni di scatoloni, fuori dai centri (è una conseguenza o è una causa?) con titolari spesso (non sempre) al limite della maleducazione. Insomma, da fare ce ne sarebbe e pure tanto.

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