La lepre solo ai segugisti lepraioli e ai segugisti lepraioli solo la lepre ???
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ecco ,come volevasi dimostrare ...questo a parte delle dichiarazioni di BALANZONE...[:(]...il ragionamento "ogni lasciata e persa" e sbagliatissimo ma purtroppo e il frutto della miopia delle tante parti in questione...non ultimi i legislatori..da noi hanno fatto in modo che tutte le autogestite si riconvertissero in turistico venatorie...che disastro!!! non solo non hanno creatoun solo posto di lavoro in tutta la sardegna ma hanno dato vita a una schiera di privilegiati che prima fanno razzia in terreno libero salvo poi andare a caccia in questa sorta di riserve padronali ...ecco allora il disappunto di chi caccia onestamente...c'e di che indurlo a non lasciar perdere nessuna occasione che si presenti..nota bene ..queste riserve dovevano nascere in zone prive di selvaggina e quella presente doveva essere tutta d'allevamento...invece si sono accapparrati le zone migliori e i lanci sono inesistenti...in certe zone non esistono piu popolazioni di selvatici autoctoni...DISTRUTTI!! questa politica di gestione finche esistera non agevolera certamente la convivenza tra riservisti e no e tantomeno tra i comuni cacciatori...e una vera e propria istigazione al bracconaggio!! mi dispiace di scrivere di queste cose ma far finta di niente e peggio che mai!!Sarei d' accordo se i lepraioli non sparassero a fagiani e starne,ma ancor piu daccordo se si limitassero a cacciare non piu di tre gg a settimana ,non come nelle mie zone che oltre ad andare 5gg a settimana alla lepre, il pomeriggio o tarda mettinata si dedicano ad altro tipo stanziale o/e migratoriaCommenta
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max75
La gestione faunistico venatoria è un aspetto che interessa tutte le specie presenti in un territorio, sia quelle cacciabili che quelle non cacciabili, in quanto tutte contribuiscono ad un assetto ambientale equilibrato. Sicuramente a noi cacciatori interessano le specie cacciabili per ovvi motivi ma ritengo che il discorso debba essere molto più ampio.
La continua modificazione degli habitat a costretto le popolazioni animali a modificare le loro abitudini e la oro presenza sul territorio.
Non penso che lasciare la lepre ai segugisi possa migliorare la situazione.
Il discorso fondamentale i quello basato sull’utilizzo adeguato della risorsa lepre, sfruttando al massimo le zane di ripopolamento e cattura, studiando la qualità degli habitat , e ricercando quelli ancora adeguati alla sopravivenza della specie considerata. Per quanto riguarda il prelievo venatorio che penso sia quello che interessi la maggior parte dei cacciatori, bisogna ricordare che vi deve essere un adeguato prelievo, ed è necessario avere a fine stagione un numero di individui sufficienti per garantire un adeguato successo riproduttivo della specie d’interesse, riferito al numero di individui presenti all’inizio della stagione venatoria.. In questo calcolo non devono essere considerati gli individui lanciati perché il loro contributo al ripopolamento nel primo anno è = 0 .questo è possibile solo con dei censimenti seri e duraturi nel tempo. Vi dovrebbe essere un controllo molto severo sul numero di individui cacciati come avviene da noi in Sardegna in modo da ridurre il prelievo e garantire un naturale ripopolamento che sicuramente è il miglior metodo per poter salvaguardare una specie, ed ancora ridurre il numero di cacciatori nel territorio introducendo gli ambiti territoriali (cosa che non vedo di buon occhio per la Sardegna visto il n non alto di cacciatori presenti in una regione abbastanza estesa ed in cui vi sono ancora popolazioni naturali ). Il discorso quindi ritengo debba essere basato sulla gestione del territorio in accordo con stato, regione e associazioni di cacciatori, e non sviluppando una caccia basata su metodi di prelievo. <O:p</O:pCommenta
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max sono perfettamente d'accordo con te x quanto dici riguardo al fatto che sul territorio deve sempre rimanere un numero tale di individui tale da perpetuare la specie...importante anche l'apporto di lanci fatti con selvaggina vera di provenienza ZRC ma tutto cio non e affatto sufficiente...gestione vuol dire amministrare e di conseguenza risparmiare,ridurre,investire...che al nord tutto funzioni meglio non si discute ma da quanto letto tra i vari post non son tutte rose e fiori..mi e capitato di leggere di un utente che va alla lepre con 3 sole cartucce e che alla fine della stagione non sempre le ha consumate...dico io ,ha un senso continuare a cacciare in queste condizioni? si puo parlare di gestione? che le lepri siano mancate perche prelevate anche dai pennisti? non credo che sia questa la spiegazione...credo che attualmente con le popolazioni di lepri in difficolta occorrano lanci massicci di lepri vere ma anche una diminuzione drastica nei prelievi pena la totale scomparsa...appunto come si e fatto quest'anno in sardegna :chiusura anticipata a sole 3 giornate di caccia alla stanziale nobile...che piaccia o no!!!Commenta
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...cio che manca in questa discussione e un'adeguata partecipazione di utenti che fanno caccia alla penna con cani da ferma non importa di che razza...mi sarebbe piaciuto conoscere il loro parere in merito...forse molti di questi non visitano nemmeno la sezione seguita e non sono a conoscenza della discussione...non sarebbe il caso di postare un avviso nel"ritrovo del cacciatore" o nella sezione "chiaccherando"???Commenta
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max75 -
a rischio di andare un po fuori tema ,riporto cio che e la situazione dei ripopolamenti di pernice sarda dal 2004 in poi...cioe zero!!! nonostante le migliaia di coppie riprodotte, per pastoie burocratiche di vario genere non si fanno piu lanci...i cacciatori in questo modo perdono fiducia in chi dovrebbe lavorare per il bene fauna selvatica e tutti i buoni propositi vanno a farsi benedire...Pernice sarda
Alectoris barbara
L’E.F.S. gestisce tre centri di allevamento della Pernice sarda distribuiti in tre diverse province: il Centro Allevamento di Bonassai-Olmedo (SS), il Centro Allevamento di Monastir (CA) il Centro Allevamento di Gollei-Oliena (NU). In allevamento i riproduttori sono tenuti in gabbia per tutto il loro ciclo riproduttivo. In questo settore le uova vengono raccolte (in primavera) e trasferite in altro reparto per essere incubate sino alla schiusa; dopo questo ciclo i perniciotti, già dal primo giorno della schiusa, vengono trasferiti nel reparto “madre artificiale” dove rimangono per due settimane circa a temperatura controllata. Il ciclo termina con il trasferimento nelle voliere dove rimangono sino al loro completo accrescimento e liberazione.
Dal 2004, escluso il Centro di Bonassai che ha potuto liberare oltre 3000 Pernici e il Centro di Monastir che ha concesso la vendita di 250 coppie di Pernici ad allevatori privati, si sono interrotte le concessioni per ripopolamento. Le motivazioni si trovano sia nella mancanza di richiesta da parte delle province di esemplari per i programmi di ripopolamento, sia per la mancanza, da parte di tutti i centri di allevamento dell’autorizzazione definitiva all’allevamento della Pernice sarda come previsto dalla L.R.23/98 e successive direttive emanate dall’Assessorato Difesa Ambiente. Ciò ha comportato un ulteriore freno ai programmi di liberazione e concessioni per le vendite.Commenta
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Infatti alcune realtà del nord come ho già scritto non funzionano altre vanno benissimo, e le differenze possono esistere anche tra atc della stessa provincia. L'Emilia è a mio avviso uno dei luoghi in cui la lepre è gestita meglio. Poi proprio per le diffcoltà che incontra la selvaggina bisogna cercare di rivedere a maggior ragione nei luoghi più in difficoltà sia la gestione sia il prelievo. E comunque torno a ribadire che una modifica del prelievo come quella prevista dal sondaggio ridurrebbe i prelievi. Tu mi dici che in certe zone si rischia di fare tre lepri l'anno, e non è forse più coerente lasciarle tutte o una parte maggiore di queste poche lepri a chi si dedica solo a quella caccia e che se non incontra la lepre sostanzialmente non caccia ?che al nord tutto funzioni meglio non si discute ma da quanto letto tra i vari post non son tutte rose e fiori..mi e capitato di leggere di un utente che va alla lepre con 3 sole cartucce e che alla fine della stagione non sempre le ha consumate...dico io ,ha un senso continuare a cacciare in queste condizioni? si puo parlare di gestione?Emanuele
Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]Commenta
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Ad ora hanno votato più non segugisti rispetto ai segugisti, e quasi la metà dei si provengono da cacciatori non segugisti....cio che manca in questa discussione e un'adeguata partecipazione di utenti che fanno caccia alla penna con cani da ferma non importa di che razza...mi sarebbe piaciuto conoscere il loro parere in merito...forse molti di questi non visitano nemmeno la sezione seguita e non sono a conoscenza della discussione...non sarebbe il caso di postare un avviso nel"ritrovo del cacciatore" o nella sezione "chiaccherando"???Emanuele
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Rino86
Salve ragazzi...vorrei risponder a grillaia...in parte a già risposto Elis59!!Chiaramente le cose che dicevo vanno rispettate da tutti segugisti e non...poi sul fatto dei giorni di caccia abbiamo lo stesso problema perchè anche da noi ci sono squadre da lepre che cacciaono 5 giorni su 5 e nn rispettano quello che secondo me è l etica cioè sparano a tutto....infatti quello che dicevo la volta scorsa era che chi voleva cacciare la lepre dovesse cacciare solo la lepre...in modo tale che come ha detto segigista in risposta a OJAJA.....ci sarebbero più lepri per i segugisti e più selvaggina da penna per i pennaioli....proprio per questo si avrebbe più divertimento per le varie specializzazioni(n mi piace parlare di categorie siamo un unica sola categoria) e più salvaguardia del selvatico in generale...un ipotesi potrebbe essere abbattere 7 leprei per i segugisti..e solo(SOLO) quelle e più selvaggina da pennna per i pennaioli e solo(SOLO) quella oltretuttto chi và a penna a anche più specie...e quindi una possibilità di carniere sicuramente più ampia....Commenta
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Rino86
NN credo OJAJA che la forzatura di 3 giornate di caccia alla stanziale..sia la soluzione migliore...mi sembra quasi che piuttosto che perdere qualcosa da singolo si volglia far rimetterci tutti i cacciatori!!!Commenta
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emanuele tu li conosci meglio di me gli utenti e se dici che sono di piu i pennisti che hanno votato vuol dire che e cosi ..io intendevo magari una maggior partecipazione..tutto qua.per quanto riguarda il discorso delle tre lepri, io intendo che quando si arriva a livelli cosi minimi bisogna radicalmente rivedere calendari e di conseguenza la loro gestione...non e pensabile continuare a infierire in modo cosi continuato ,si rischia davvero l'estinzione,non so se mi spiego ..in quei casi si dovrebbe avere il coraggio di accettare uno stop e di concentrarsi su un valido programma di ripopolamento..continuano a rimanermi i dubbi invece per quanto riguarda la domanda iniziale...mi ripeto ,non perche non possa avere dei lati positivi ma per una sua semplice inaplicabilita...mi chiedo quanti segugisti resisterebbero,come gia fatto osservare,alla tentazione di tenere in canile anche cani da ferma per l'uso pomeridiano?viene anche fatta osservazione che gli stessi segugisti poco sportivi non esitano d'impegnarsi x 5 giorni la settimana...cio non succederebbe con calendari tipo il nostro che sara pure eccessivamente restrittivo ma sicuramente lascia una quantita di selvatici adeguata sul territorio...se non fosse x il bracconaggio.......!Commenta
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Sul fatto che in certi casi di estrema difficoltà si debba rivedere tutto sfondi una porta aperta, da segugista oltre ad adoperarmi affinchè la gestione funzioni al meglio personalmente non avrei nessun problema ad accettare una riduzione del carniere, peraltro da quando caccio mi sono sempre autoimposto gli ultimi giorni di caccia di lasciar stare la femmina se so dove si trova senza attendere che sia una legge ad obbligarmi.
Se per ipotesi si chiederebbe ai cacciatori all'inzio dell'anno di indicare una sola scelta di caccia prevalente, faccio delle ipotesi: prevalenza di lepre, penna, cinghiale, questo di per se imporrebe ai cacciatori che hanno fatto questa scelta per quella stagione di dedicarsi a quel selvatico soltanto ed a quella forma di caccia, salvo poi poter cambiare l'anno successivo, e comunque legherei la scelta di carniere ad una collaborazione per la gestione della fauna in questione. ( per evitare discorsi del tipo io faccio le catture poi quello col setter mi uccide la lepre, oppure io collaboro alla gestione delle starne e poi il segugista gli spara senza aver lavorato minimamente per quel selvatico ).
E' ovvio che poi tutte le leggi vanno rispettate, ma se ragioniamo sul fatto che tanto i cacciatori sono quelli che non segnano i capi le giornate ecc allora non potremmo mai fare nulla. Il cacciatore serio è rispettoso di tutte le leggi e fa in modo che vengano rispettate, gli altri non sono da considerarsi cacciatori.Emanuele
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Si ho controllato bene tra i si ci sono 17 non segugisti, che cacciano sostanzialmente con cane da ferma e cerca, e tra i no c'è qualche segugista e tutti gli altri sono di nuovo non segugisti. Perciò complessivamente hanno partecipato per ora al sondaggio più non segugisti che segugisti, ed hanno votato si per il 50% segugisti e per il 50 % non segugisti, invece no quasi solo non segugisti.Emanuele
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Io ho votato Si. Ma il mio voto è riferibile all'idea, tanto apprezzabile quanto inapplicabile, soprattutto per chi come noi sardi caccia ancora in territorio libero; è inoltre un'idea che si scontra inevitabilmente con l'istinto dell'uomo che ama la caccia e forse con il concetto stesso di caccia. Io dispongo di 5 mezze giornate da dedicare alla lepre, a volte mi è capitato di scovare con i segugi qulche pernice, che faccio? Devo mettermi a riflettere ed affermare: io sono un segugista e dunque per me la pernice è proibita?. Oppure quante volte con la mia Spinona in cerca di Beccacce mi è capitato di scovare un coniglio, e se( come penso accadrà tra qualche anno) portassi Gemma a Perici, nel caso in cui mi scovasse una Lepre, dovrei fare il ragionamento opposto? Spesso in caccia siamo guidati anche noi dall'istinto e l'istinto si scontra inevitabilmente con la razionalità.sigpic
UN SALUTO DA MARCOCommenta
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