Ho comincitao da piccolo pure io, avevo un cal 6 flobert, compagno inseparabile di lunghissime giornate di caccia. Negli anni 80 per me la caccia non chiudeva mai, vivendo in una masseria, salvo le domeniche che si andava al mare. Ricordo ancora il grande albero di gelso ed il via-vai continuo di passeri, gaze e rigocoli. Ogni tanto qualche tortora si posava sui fili dell'Enel. Si facevano i salti mortali per poter arrivare a tiro. Ricordo di aver cacciato di tutto con quell'arma, anzi, per mio padre quello non era un vero e proprio fucile, era un "flobert" un giocattolo per bambini. I 12 il 20 e l'avancarica del nonno erano per noi offlimit. Quanti bei ricordi, quante belle avventure. Ho ammazzato di tutto con quell'arma, farfalle, gechi, topi ed anche una volpe con la cartuccia a palla. Ricordo le notti perse a farle posta, la luce della luna che illuminava a giorno tutti gli oggetti, lo sguardo fisso sulla gabbia dei conigli, l'allarme dato dalla cagnia legata, l'attesa... ... la sagoma del canide, l'eccitazione, il cuore a mille, gli organi di mira del tutto invisibili... lo sparo...
Vidi l'animale allontanarsi ... la delusione prese il posto dell'ecciatazione...
Il mattino seguente mio padre mi svegliò di buon ora complimentandosi con me, mi disse queste parole: "l'hai fatta sai!". Balzai giù dal letto e corsi nel posto dove era stata ritrovata. l'avevo presa ad un fianco ed era riuscita a trascinarsi per un centinaio di metri... Per un po' di giorni mi sentii un grande.
Un giorno firino le cartucce, diventarono introvabili. Girai tutte le aarmerie della provincia per accaparrarmi le ultime.
Ma non mollai. Vendevano le cartucce a salve del 6, ne comprai una sctola ed iniziai ad usare quel fucile ad avancarica. Un po' di Cordite, mio nonno l'aveva gratis da un suo cugino fuochista, un po di piombo ed un pezzetto di carta igienica a tenere separati polvere e piombo. Un altro pezzettino a fare da tappo. Come bacchetta usavo un ferro da ombrello. Sin dalle prime fucilate apparve chiaro che c' erano delle perdite di gas dalla chiusura (bolt action). Il rimedio fu una striscia di di gomma avvilta sull'otturatre.
In questo modo potei aumentare la carica ed il tiro. Quel giorno presi 17 passeri ad avrepotuto continuare a lungo, ma il gioco era troppo macchinoso...
---------- Messaggio inserito alle 09:38 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:37 AM ----------
ciao old, anch' io ritengo che l'etica sta prendendo il sopravvento sul razionale.
Ho comincitao da piccolo pure io, avevo un cal 6 flobert, compagno inseparabile di lunghissime giornate di caccia. Negli anni 80 per me la caccia non chiudeva mai, vivendo in una masseria, salvo le domeniche che si andava al mare. Ricordo ancora il grande albero di gelso ed il via-vai continuo di passeri, gaze e rigocoli. Ogni tanto qualche tortora si posava sui fili dell'Enel. Si facevano i salti mortali per poter arrivare a tiro. Ricordo di aver cacciato di tutto con quell'arma, anzi, per mio padre quello non era un vero e proprio fucile, era un "flobert" un giocattolo per bambini. I 12 il 20 e l'avancarica del nonno erano per noi offlimit. Quanti bei ricordi, quante belle avventure. Ho ammazzato di tutto con quell'arma, farfalle, gechi, topi ed anche una volpe con la cartuccia a palla. Ricordo le notti perse a farle posta, la luce della luna che illuminava a giorno tutti gli oggetti, lo sguardo fisso sulla gabbia dei conigli, l'allarme dato dalla cagnia legata, l'attesa... ... la sagoma del canide, l'eccitazione, il cuore a mille, gli organi di mira del tutto invisibili... lo sparo...
Vidi l'animale allontanarsi ... la delusione prese il posto dell'ecciatazione...
Il mattino seguente mio padre mi svegliò di buon ora complimentandosi con me, mi disse queste parole: "l'hai fatta sai!". Balzai giù dal letto e corsi nel posto dove era stata ritrovata. l'avevo presa ad un fianco ed era riuscita a trascinarsi per un centinaio di metri... Per un po' di giorni mi sentii un grande.
Un giorno firino le cartucce, diventarono introvabili. Girai tutte le aarmerie della provincia per accaparrarmi le ultime.
Ma non mollai. Vendevano le cartucce a salve del 6, ne comprai una sctola ed iniziai ad usare quel fucile ad avancarica. Un po' di Cordite, mio nonno l'aveva gratis da un suo cugino fuochista, un po di piombo ed un pezzetto di carta igienica a tenere separati polvere e piombo. Un altro pezzettino a fare da tappo. Come bacchetta usavo un ferro da ombrello. Sin dalle prime fucilate apparve chiaro che c' erano delle perdite di gas dalla chiusura (bolt action). Il rimedio fu una striscia di di gomma avvilta sull'otturatre.
In questo modo potei aumentare la carica ed il tiro. Quel giorno presi 17 passeri ad avrepotuto continuare a lungo, ma il gioco era troppo macchinoso...
---------- Messaggio inserito alle 09:38 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:38 AM ----------
ciao old, anch' io ritengo che l'etica sta prendendo il sopravvento sul razionale.
Ho comincitao da piccolo pure io, avevo un cal 6 flobert, compagno inseparabile di lunghissime giornate di caccia. Negli anni 80 per me la caccia non chiudeva mai, vivendo in una masseria, salvo le domeniche che si andava al mare. Ricordo ancora il grande albero di gelso ed il via-vai continuo di passeri, gaze e rigocoli. Ogni tanto qualche tortora si posava sui fili dell'Enel. Si facevano i salti mortali per poter arrivare a tiro. Ricordo di aver cacciato di tutto con quell'arma, anzi, per mio padre quello non era un vero e proprio fucile, era un "flobert" un giocattolo per bambini. I 12 il 20 e l'avancarica del nonno erano per noi offlimit. Quanti bei ricordi, quante belle avventure. Ho ammazzato di tutto con quell'arma, farfalle, gechi, topi ed anche una volpe con la cartuccia a palla. Ricordo le notti perse a farle posta, la luce della luna che illuminava a giorno tutti gli oggetti, lo sguardo fisso sulla gabbia dei conigli, l'allarme dato dalla cagnia legata, l'attesa... ... la sagoma del canide, l'eccitazione, il cuore a mille, gli organi di mira del tutto invisibili... lo sparo...
Vidi l'animale allontanarsi ... la delusione prese il posto dell'ecciatazione...
Il mattino seguente mio padre mi svegliò di buon ora complimentandosi con me, mi disse queste parole: "l'hai fatta sai!". Balzai giù dal letto e corsi nel posto dove era stata ritrovata. l'avevo presa ad un fianco ed era riuscita a trascinarsi per un centinaio di metri... Per un po' di giorni mi sentii un grande.
Un giorno firino le cartucce, diventarono introvabili. Girai tutte le aarmerie della provincia per accaparrarmi le ultime.
Ma non mollai. Vendevano le cartucce a salve del 6, ne comprai una sctola ed iniziai ad usare quel fucile ad avancarica. Un po' di Cordite, mio nonno l'aveva gratis da un suo cugino fuochista, un po di piombo ed un pezzetto di carta igienica a tenere separati polvere e piombo. Un altro pezzettino a fare da tappo. Come bacchetta usavo un ferro da ombrello. Sin dalle prime fucilate apparve chiaro che c' erano delle perdite di gas dalla chiusura (bolt action). Il rimedio fu una striscia di di gomma avvilta sull'otturatre.
In questo modo potei aumentare la carica ed il tiro. Quel giorno presi 17 passeri ad avrepotuto continuare a lungo, ma il gioco era troppo macchinoso...
Commenta