Il mio cervo del 2022

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  • Tom Sierra
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    • Dec 2019
    • 2686
    • Toscana
    • Springer Spaniel e Setter

    #31
    Originariamente inviato da Er Mericano
    Vabbe', visto che me l'hai chiesto...

    Kalsin Lake, Kodiak, Alaska. Ancora notte fonda. Il mio partner, Pat, ed io ci avviamo ai nostri capanni. Pat attraversa il lago salmastro con la sua barchetta, col suo cane e con i sacconi degli stampi, uno dei quali e' il mio. Non c'e' posto per due cacciatori, due cani, e due sacconi su quella specie di bagnarola a remi. Io mi faccio la lunga scarpinata intorno al lago, insieme a Scout, la mia Labrador. Pat sosta sulla riva per lasciare il mio saccone davanti al mio capanno, poi prosegue verso il suo capanno, distante un paio di centinaia di metri dal mio e nascosto alla mia vista da un piccolo promontorio erboso. Arrivato al capanno, lascio il fucile e altri impedimenta nel capanno, ordino a Scout di sedersi sulla panca e di aspettarmi. Sistemo gli stampi nell'acqua bassa a una quindicina di metri dal capanno, e mi siedo poi insieme a Scout nel capanno. Carico il fucile, e aspetto che faccia luce e arrivi l'ora legale di sparare (da noi non si spara se non da mezz'ora prima della levata del sole a mezz'ora dopo il tramonto, quando c'e' abbastanza luce da poter identificare la specie alla quale spari). E' una mattinata lenta. Uccido una germana qualche minuto dopo l'ora consentita, poi piu' niente. Non sento spari dal capanno di Pat. A luce fatta vedo una "vacca" dall'altro lato del lago, sulla riva dove abbiamo lasciato le auto. Ma poi la "vacca" scende verso l'acqua e comincia a nuotare verso di me. Le vacche vere sanno nuotare alla bisogna, ma preferiscono camminare intorno al lago. "Oh, shit!" esclamo. "It's a bear!" E' un orso!
    La ex-vacca continua a nuotare verso di me. E' a meta' lago. Cambio le cartucce nel fucile e ci infilo tre Brenneke "nere" da 76 mm, di piombo induritissimo rivestito da una sostanza lucida nera. Ordino a Scout di rimanere nel capanno. I cani hanno la cattiva abitudine di abbaiare agli orsi, a sfidarli, per poi scappare con la coda fra le gambe a nascondersi dietro il padrone quando l'orso li carica con cattive intenzioni. E quando questo accade e' il padrone che le prende...
    Esco dal capanno, mi ergo in tutta la mia limitata altezza di un metro e 76 (molto meno dell'altezza di un Kodiak in piedi sulle zampe posteriori), e faccio tutto cio' che gli "esperti" dicono di fare in tali frangenti: fischio, grido, agito le braccia, mi sbottono il parka, lo apro e lo stendo ai miei lati per sembrare piu' grosso. L'orso pretende di non vedermi. Quando e' a cinquanta metri sparo in aria. L'orso pretende di non sentire--e continua sulla stessa rotta verso di me. Infilo un'altra cartuccia nel serbatoio e mi preparo al peggio. L'orso arriva agli stampi. E' percio' a quindici metri da me. Scout, obbedientissima, sta zitta e buona nel capanno. L'orso, che adesso tocca il fondo con le sue zampe, si ferma ad osservare queste strane anatre che rifiutano di volare via davanti a lui. Ne tocca una con la zampa, come un gatto che tocca tentativamente un topo finto datogli dal suo umano per giocare. Poi infila una mano sotto lo stampo, ed i suoi lunghi artigli si impigliano nella cordicella. L'orso, innervosito da questa cosa che gli ha afferrato la zampa si alza in piedi sulle posteriori con il pelo ritto sulla gobba, segno che e' stizzito, e scrolla la zampa, lanciando via lo stampo. Poi scende giu' su tutte e quattro le zampe e comincia ad uscire dall'acqua, sempre verso di me. A quel punto e' a meno di dieci metri da me. Sparo una Brenneke nel motriglio in fronte al suo muso, spruzzandogli la faccia con acqua e fango. A quella distanza dalla volata, il cono di rumore dello sparo deve essere stato assordante, specialmente per le orecchie sensibilissime di un orso. E finalmente prende atto della mia presenza. Mi guarda con quegli occhi porcini, inespressivi, e vira verso la mia sinistra, tenendomi d'occhio. Adesso e' a otto metri da me, porgenomi il fianco. E' nella posizione pre-carica, con le zampe un po' allargate, il corpo abbassato, i peli ritti sulla gobba. La testa e' girata verso di me. Adesso che guardo verso la mia sinistra intravedo Pat sul piccolo promontorio erboso a cento metri da me. Era stato incuriosito, mi disse poi, dai fischi, dalle grida, e dagli spari. Alzo l'11-87 e lo punto al naso dell'orso. Gli dico ad alta voce che se fa un altro passo verso di me premero' il grilletto. A proposito, se si spara ad un Kodiak che ti fronteggia, il bersaglio da mirare e' il naso. La fronte bassa e sfuggente puo' deflettere una palla di liscio, e farlo veramente adirare. Sparando nel naso (se ne avete l'occasione, osservate il cranio di un orso su Intenet) l'accesso della palla nel cervello e' assicurato.
    L'orso ed io rimaniamo cosi' in posa, lui pronto ad attaccare, io pronto a sparare, per una mezz'ora che deve essere durata forse soltanto dieci secondi in tempo reale...

    Poi, non so perche', forse intimorito dal mio non indietreggiare, forse dal suono della mia voce, forse dal suo angelo custode che gli diede un buon consiglio, fece dietrofront e torno' in acqua, sguazzando poi verso Pat. Pat spari' alla vista. L'orso spari' alla vista anche lui dopo aver raggiunto il piccolo promontorio. Dopo pochi secondi sento uno strano rumore: SQUEAK! SQUEAK! SQUEAK! E' il rumore degli scalmi della bagnarola di Pat, che remando furiosamente verso il centro del lago, col suo cane a poppa, sta lasciando una scia come quella di un motoscafo, tanto che remava forte! Poi Pat descrive un ampio circolo e vira verso di me. Io lo aspetto sulla riva. Sono pieno di adrenalina, e provo una grande eccitazione un senso d'elazione, quasi di felicita' per non aver provato alcuna paura e aver conservato il mio sangue freddo. Pat arriva e arena la barca sulla riva. Io lo guardo con un sorrisetto maligno e gli dico: "Be', almeno io non sono scappato!"

    Parlando poi con un mio amico (oggi purtroppo scomparso), biologo del dipartimento di caccia e pesca, esperto di orsi e munito di autorita'
    e di "scudo" di guardiacaccia, mi disse che qualsiasi altro cacciatore avrebbe sparato, visto che quell'orso avava costituito un vero pericolo, e che ucciderlo sarebbe stato completamente legale. La caccia all'orso e' permessa a Kodiak, ma durante la stagione giusta e soltanto dopo aver comprato una licenza speciale, che io non avevo. Perche' non gli ho sparato? Prima di tutto non sono un cacciatore di trofei, e le abitudini alimentari dei Kodiak li rendono immangiabili, a meno che non ti piaccia il sapore di pesce marcio. E poi, se uccidi un orso per legittima difesa lo devi spellare e portare pelle e testa al dipartimento di caccia e pesca. E non te le ridanno. Questo per evitare che gli imbecilli sparino agli orsi che si stanno facendo i cavoli loro e poi pretendano di essere stati attaccati. Spellare un orso che giace nel fango e' un lavoraccio, e pelle e testa possono da sole pesare un quintale. Figurati se volevo fare tutto quel lavoro per niente!

    Il resoconto di quest'avventura orsina e' apparso nel quotidiano di Kodiak, il "Kodiak Daily Mirror," parecchi anni fa. E' una storia vera, simile a tante che accadono a Kodiak ogni anno, alcune delle quali finiscono tragicamente, per l'orso molto piu' spesso che per gli esseri umani.
    Grazie Giovanni di essere venuto sul bracco! Leggerti è un piacere! [brindisi]
    Dove mangia la fucilata mangia il cacciatore

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    • specialista
      ⭐⭐⭐
      • Jul 2012
      • 5381
      • sesto fiorentino
      • meticcia a pelo raso"DUNA", Pitbull red nose “LOLA”

      #32
      Augh!!! Mericano è un piacere leggerti, bellissimi racconti vissuti nei quali si percepisce tutta la tua passione, grazie per averli condivisi, un cordiale saluto.
      P.S.
      Il tacchino come lo cacci, e con che calibro? Ho visto video, girati in America dove usano stampi e il calibro .410.

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      • Er Mericano
        ⭐⭐⭐
        • Feb 2022
        • 2024
        • Alabama
        • Labrador

        #33
        Originariamente inviato da specialista
        Augh!!! Mericano è un piacere leggerti, bellissimi racconti vissuti nei quali si percepisce tutta la tua passione, grazie per averli condivisi, un cordiale saluto.
        P.S.
        Il tacchino come lo cacci, e con che calibro? Ho visto video, girati in America dove usano stampi e il calibro .410.
        Uso stampi e un 12/76 con cartuccione al tungsteno, 57 grammi di pallini n. 6, extra-full choke.

        E grazie dei complimenti, del tutto immeritati, ma sempre piacevoli!

        ---------- Messaggio inserito alle 07:55 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:37 PM ----------

        Originariamente inviato da Capriolo Astuto
        Grazie Giovanni di essere venuto sul bracco! Leggerti è un piacere! [brindisi]
        Grazie a te--Troppo buono!

        ---------- Messaggio inserito alle 09:17 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:55 PM ----------

        Vi va un'altra storia "orsina"?

        Primo di Agosto. Apertura di caccia al cervo. Esco con mia figlia dodicenne o tredicenne, destinazione le colline di Pasagshack, vicino alla base missilistica. Purtroppo per qualche ragione siamo in ritardo, ed il sole e' gia' sorto. Percorrendo gli ultimi km di strada vedo tre cervi che la attraversano, due yearlings ed un bel becco. Salto fuori dal pickup, afferro il .338, e scendo nel fosso a lato della strada perche' sparare dalla strada non e' legale. IL becco accellera e si dirige verso una china ripida e scoscesa dove lo perderei alla vista. Metto una cartuccia in canna, lo seguo per qualche metro, e lo inciodo. Cade sulle zampe e rimane nella posizione del bue del Presepe, con le gambe piegate sotto di esso. Stecchito. Lo trasciniamo, e a fatica lo carichiamo nel retro del pickup, mia figlia che lo tirava dal box, ed io che lo issavo per le zampe posteriori. Uno degli yearlings torna indietro, un piccolo fusone. Chiedo a Savannah se vuole sparargli col .243, ma lei ci pensa un po', ma decide di lasciarlo crescere. Torniamo a casa (45 minuti d'auto) in fretta per poterlo spellare, sventrare e dividere in quarti prima che cominci a far caldo.
        Arriviamo che sono quasi le otto. Savannah va a casa, io rimango davanti casa a lavorare sul cervo. Premetto che abitavo in una zona residenziale in periferia, su un colle, a cinque minuti di cammino dalla spiaggia, con boschi tutt'intorno e poche case. Mentre lavoro, circondato da gazze, cornacchie e gabbiani che litigano per un pezzo di grasso o una striscia di budella, un lembo di pelle, o un pezzo di carne scartata perche' rovinata dalla palla, viene su per la mia stradina un poliziotto in auto. Mi dice d stare in campana perche' un orso e' stato avvistato nella zona. Mi pulisco le mani con uno straccio, prendo il .338 dal pickup, ne riempio il caricatore, e lo appoggio (senza colpo in canna) al lato del pickup, con la canna appoggiata ad uno pneumatico. Mia moglie esce di casa e mi chiede che cosa voleva il poliziotto. "M'ha detto di stare attento perche' c'e' un orso in giro da queste parti." Mia moglie da' un'occhiata a come procede la macellazione (avevo grumi di sangue sulle mani, sulla camicia, e sui pantaloni), e poi esclama: "Eccolo!" Io senza alzare gli occhi, rispondo, "Chi?" "L'orso, imbecille!" E punta verso gli alberi ed i cespugli oltre la stradina. Alzo gli occhi dal cervo, e lo vedo, a una quindicina di metri da noi, in piedi sulle zampe posteriori che annusa l'aria per capire da dove proviene quel bell'odorino di carne di cervo fresca... Odorino che veniva anche da me e dai miei vestiti... Tiro fuori la mia arma segreta anti-orso--una Berettina tascabile cal. 7,65. Naturalmente scherzo. Dicono da noi che se usi una pistola per sparare agli orsi, bisogna limarne via il mirino anteriore... Perche' quando l'orso, infastidito dalla pallottolina che gli hai infilato sottopelle, ti infila la pistola nel cu10, fara' meno male...
        No, la pistolina la portavo sempre per tante ragioni non pertinenti a questa storia.
        Dunque, prendo la Berettinae sparo tre colpi in aria. L'orso, un magnifico esemplare adulto dal pelo chiaro, biondo, color miele, si abbassa su tutte e quattro le zampe, e senza scomporsi camminando lentamente passa nel cortile della casa dall'altro lato della mia stradina, e poi sparisce fra i cespugli dietro quella casa. Vengo poi a sapere che, quattro case piu' in giu' aveva ucciso e mangiato due o tre oche bianche domestiche che appartenevano ad un mio collega, dopo aver rinunciato alla mia carne di cervo, che gli aveva di certo stimolato l'appetito...


        Passo in avanti di parecchi anni. Mio fratello, malato di cancro, stava per morire. Meno male che l'anno scolastico era quasi finito e soltanto la compilazione dei voti rimaneva da fare. La feci in fretta, e col beneplacito del direttore partii due o tre giorniprima della chiusura. Arrivai a fiumicino dopo un lungo viaggio (da Kodiak ad Anchorage, da Anchorage a Seattle, da Seattle a Newark o Minneapolis, non ricordo, e da li' a Roma. Ho la consolazione (?) di poter passare molte ore al suo capezzale. Sorvolo sui particolari. Dopo la sua morte e il funerale (intanto mia figlia mi aveva raggiunto dall'Irlanda, dove era andata in vacanza) rimango nella nostra villa di Grottaferrata, dove una volta tutta la mia famiglia aveva vissuto insieme, a fare compagnia alla compagna di mio fratello ed a mio nipote, figlio della defunta moglie di mio fratello. Una mattina presto mi arriva una telefonata da Kodiak. E' mia moglie, rimasta a casa per prendersi cura del cane e dei gatti e della casa. E' trafelata: "C'e' un orso dietro casa, e' appena passato sul portico posteriore. L'ho visto attraverso la porta a vetri. Che cosa devo fare?" Che cosa potevo dirle se non: "Non aprire la porta!" A momenti mi ci manda. A dire la verita', se l'orso avesse voluto entrare, per lui sarebbe stata cosa da niente frantumare la porta di vetro con una zampata... Fortunatamente Scout era dentro casa. Gli orsi amano la carne di cane...

        Dentro casa tenevamo sempre due fucili da caccia grossa carichi appoggiati dietro le due porte, quella anteriore, di metallo, e quella posteriore, di vetro, il Remington .30-06 e lo SMLE della prima mondiale in .303 British, ambedue perfettamente capaci di abbattere un orso. Mia moglie e' un'ottima tiratrice (ha vinto gare di tipo militare col mio AR 15, battendo una volta diversi soldati della National Guard ed ottenendo il trofeo di "Miglior tiratrice dello Stato dell'Alaska." Quindi non ero troppo preoccupato...

        Gli orsi spesso visitano i cassonetti persino al centro di Kodiak citta', di notte. Uno una volta cerco' di infilarsi in un garage dove c'era un sacco aperto di mangime per cani. La porta del garage aveva una porticina per il cane, una "gattaiola" grande abbastanza per un cane (una "canaiola"????) e l'orso ci infilo' la testa, rimase incastrato e comincio' a demolire la porta. Il padrone di casa, che io conoscevo bene perche' padre di un mio allievo, si sveglio', prese un cal. 12 caricato a palla e lo fece fuori dalla finestra della camera da letto. Gli orsi sono animali intelligentissimi, ma a volte fanno cose strane. Un paio di cacciatori, che eran andati a cervi in un'isola disabitata con l'idrovolante di uno dei due, avevano arenato e legato l'aereo monomotore a un paio di massi, ed erano andati a caccia. Al ritorno ebbero l'amara sorpresa di trovare le ali dell'aereo fatte a pezzi dai denti di qualche orso. Diverse volte andai con mia figlia all'immondezzaio comunale di Kodiak a vedere gli orsi che ogni pomeriggio andavano ad esplorarlo o per trovare qualcosa da mangiare, o per giocare. Si', perche' giocano--come i gatti. Una volta ne vidi uno, che avendo trovato uno di quei "palloni" di gomma dura usati come boe o come galleggianti pr le nasse, si divertiva a saltarci sopa e a mollrggiarcisi con le zampe anteriori. Un altro, avendo trovato un grosso telo di plastica steso su un pendio ci si sedeva sopra e scivolava sul cu10 fino alla fine, e poi risaliva a lato del telo e scivolava giu' di nuovo. Sembrano animali da circo, bonaccioni, ma non lasciatevi ingannare. Con una zampata vi possono decapitare, e ogni tanto qualcuno viene ucciso o gravemente ferito da un orso che faceva la guardia ad un cervo morto e mezzo mangiato al quale un malcapitato era passato vicino, o da un'orsa accompagnata dai piccoli, pericolosissima. Bisogna prenderli seriamente. E purtroppo tanta gente che li conosce soltanto dai films di Disney o altre cazzate immani del genere a volte finisce male. Una volta,a pesca, vidi un imbecille che aveno scorto un orso che pescava salmoni in risalita ed invece di allontanarsi lentamente come e' necessario fare, gli si avvicinava sempre di piu' per fare foto. Ho visto turisti che quasi circondavano un'orsa con i piccoli. Ho letto di cacciatori che avendo abbattuto un cervo, incapaci di portarlo tutto all'accampamento o alla macchina, lo avevano sezionato per portarlo a meta' per volta. Ma quando poi sono tornati a prendere la seconda meta' ci hanno trovato un orso che non gradendo di essere disturbato durante il pasto li ha ridotti a mal partito...
        Ultima modifica Er Mericano; 20-02-22, 00:54.
        Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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        • franki
          ⭐⭐
          • Nov 2011
          • 696
          • treviso
          • dd

          #34
          Quando vivi in certi luoghi devi imparare a convivere con gli animali che li popolano, per questo mi sorprende che molti abitanti si facciano trovare impreparati in caso di incontri con grossi predatori potenzialmente molto pericolosi, come la ragazza di cui hai raccontato, forse se usciva a fare jogging con un arma addosso si sarebbe salvata la vita.
          Lo spray, mia personale opinione, serve di piu a salvare la vita all orso che a chi lo usa, non andrei mai in giro per quei boschi con solo una bomboletta di gas urticante.

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          • Er Mericano
            ⭐⭐⭐
            • Feb 2022
            • 2024
            • Alabama
            • Labrador

            #35
            Originariamente inviato da franki
            Quando vivi in certi luoghi devi imparare a convivere con gli animali che li popolano, per questo mi sorprende che molti abitanti si facciano trovare impreparati in caso di incontri con grossi predatori potenzialmente molto pericolosi, come la ragazza di cui hai raccontato, forse se usciva a fare jogging con un arma addosso si sarebbe salvata la vita.
            Lo spray, mia personale opinione, serve di piu a salvare la vita all orso che a chi lo usa, non andrei mai in giro per quei boschi con solo una bomboletta di gas urticante.
            In Alaska e altri stati, i buonisti, hippies, Vegani, Verdi, animalZisti, antiarmi e simili scarti umani, consigliano a chi si addentra nelle zone orsine di attaccare campanelli agli zaini, e portare con se' lo spray al peperoncino. I campanelli, dicono, spaventano gli orsi, ma se un orso dovesse ignorarli, allora si usa lo spray.
            E naturalmente chi si addentra in tali zone puo' facilmente riconoscere le fatte di orso da quelle di altri animali. Sono quelle nelle quali trovi campanelli e che odorano di peperoncino...

            Scherzi a parte, un altro paio di storie vere:

            1. Bells Flat, alle porte di Kodiak City. Un pomeriggio di Ottobre guido il pickup sulla strdina semidisastrata che conduce al poligono. Parcheggio un centinaio di metri dal poligono e mi avvio verso un fiumicello dove, spero, riusciro' a trovare qualche germano che sta facendo una pennica, o un beccaccino intento a infilare la "pipa" nel motriglio in cerca di vermi. Il cicaleccio di molte gazze fra me ed il fiumicello mi porta a domandarmi che cosa stia accadendo al di la' di una curva nel sentiero, una cui biforcazione ritorna alla stradina semicarrozzabile sulla quale ero venuto. In certi posti qualsiasi cosa insolita va considerata attentamente. Mi fermo, il cicaleccio continua anche piu' forte, ed io decido di tornare sui miei passi. Ritorno al pickup, e arretro con esso fino alla biforcazione. E proprio dove sarei passato se avessi continuato a camminare sull'altro ramo del sentiero c'erano ben quattro orsi: una femmina adulta, due orsacchiotti, ed un orso adolescente. Mi fermo a guardarli, col motore acceso. La femmina assume una posizione aggressiva, abbassata e con le gambe un po' divaricate. Li saluto, e me ne vado. Se avessi continuato a camminare l'orsa mi avrebbe di sicuro aggredito, e forse anche l'adolescente. Le orse con piccoli sono pericolosissime. Questo e' perche' gli orsi maschi cercano sempre di uccidere i piccoli e mangiarseli. Il che, oltre a carne tenera e succosa, e' anche una ciliegina sulla torta: le orse finche' hanno i piccoli con loro non vanno in calore. Se perdono i piccoli vanno di nuovo in calore. Percio' i maschi che fanno fuori i piccoli, se aspettano un paio di settimane oltre alla ciccia rimediano pure la patatona... Quelli di voi che hanno visto il film "The Bear," nel quale un grosso maschio "adotta" un orsacchiotto orfano, dorse non sanno che i produttori ed il regista del film hanno propinato loro una cagata enorme, la solita bugia animalistica. IL maschio se lo sarebbe pappato in due minuti, altro che adottarlo... Hollywood e' tutta una montatura, una bugia, una fogna di political correctness. E gli attori che cosi' tanti mettono su un piedistallo e si propongono come "role models" sono con pochissime eccezioni drogati, alcolizzati, fedifraghi, pervertiti, criminali, pedofili, e donnacce alle quali una gatta in calore potrebbe dare lezioni di moralita'. Lo stesso nel mondo della musica moderna, del Rap, e nella latrina dei cosiddetti "influencers." E i nostri giovani hanno abbandonato Dio e la Patria per seguire loro.

            2. Stessa stradina dissestata. Sto andando al poligono nella speranza di trovare un cervo nella foresta oltre il poligono. A volte al poligono devi smettere di sparare quando un cervo o piu' di uno attraversano il pratone fra le panche ed i bersagli. Ma questo quasi sempre avviene a caccia chiusa. Se la caccia e' aperta, un tiratore fortunato si portera' a casa qualcosa di meglio di un bersaglio di carta con buchi... A meta' strada fra la strada asfaltata ed il poligono, da dove gia' sento le fucilate di diverse carabine, vedo un enorme maschio di orso fra gli alberi ed i cespugli a circa 60 metri dalla stradina.
            Mi fermo e lo guardo. Lui guarda me, curioso. Tanto "per vedere l'effetto che fa," come cantava quel clown di Jannacci, prendo il richiamo che riproduce gli strilli di un cerbiatto ferito, richiamo che, nelle mie mani, e' costato la vita a parecchie cerve, che anche a due mesi dallo svezzamento, ancora ne vengono attratte. Apro il finestrino, e lancio un paio di belati disperati. L'orso ruggisce e viene verso di me. All'improvviso la carrozzeria del pickup mi sembra piu' un guscio d'uovo che acciaio. Ingrano, e me ne vado...

            Era veramente grosso, un orso da trofeo per abbattere il quale cacciatori di trofei avrebbero assoldato guide ed aerei anfibi e pagato fior di migliaia di dollari sia per la guida che per il trasporto, e per il tassidermista. La stagione all'orso era aperta, ed io avevo un fucile perfetto per una tale bestia, un .338 Winchester Magnum con grosse palle da 250 grani. Inoltre era vicino al veicolo. Niente marce pazzesche fra gli ontani nani con 250 libbre di pelle e cranio da portarti appresso. Un dono di Dio per qualsiasi cacciatore di orsi. Ma a me cacciare gli orsi non interessava affatto. I Kodiak sono immangiabili a causa della loro dieta di salmoni freschi e/o putrefatti, carcasse di altri animali (orsi inclusi, privati della pelle e legalmente lasciati a marcire e a nutrire corvi, gazze e altri orsi). Inoltre, come al solito, io non avevo comprato la licenza speciale per orsi, comprata a parte dalla licenza di caccia generale.

            Di orsi ne ho visti tanti, a Kodiak, piccoli, grandi ed enormi. Qui dove abito adesso di orsi non ce ne sono. E sapete una cosa? Mi mancano. Andare a caccia o a pesca dove sai che non sei il predatore in cima alla catena alimentare e che c'e' qualcosa che puo' facilmente farti fuori e forse anche mangiarti dona alla situazione un'atmosfera speciale--la rende piu' intensa, ti forza ad essere attento, a badare a dettagli come il cicaleccio di gazze di cui sopra, aschivare mucchi di ramaglia che potrebbero essere il nascondigio degi avanzi del pasto di un orso, che adesso acquattato vicino, invisibile, e' pronto a saltarti addosso perche' pensa che tu gli voglia rubare la cena. La presenza del predatore pericoloso e' il peperoncino piccante in una pietanza che hai mangiato tante volte da sembrarti scialba. E sapere che tu, da predatore, potresti diventare preda affina i tuoi sensi, acuisce la tua mente, ti mantiene sempre nella zona arancione che a volte, come accadde a me quando cacciavo anatre e un orso venne agi stampi, sconfina nella zona rossa, e rende anche la piu' pedissequa scampagnata un'avventura emozionante.

            Forse e' anche per questo che non ho mai voluto andare a caccia di orsi Kodiak. Farli diventare un tappeto sul pavimento del salotto che dopo qualche mese neanche noti piu' e ci passi sopra come se fosse di pelouche mi sembra una stoltaggine. Perche' strappare alla natura un animale magnifico, emozionante, pericoloso, un simbolo, una presenza grandiosa nella foresta? Rimuoverlo impoverisce la natura, ed impoverisce noi stessi quando poi cerchiamo di ritornare alla natura nella quale i nostri remoti antenati erano nati, e la troviamo scialba, addomesticata, sterilizzata, insapore, stupida.

            Non provo lo stesso per i lupi, che non sono altro che cagnacci selvatici, vigliacchi, opportunisti... L'orso grizzly (e la sua varieta' gigante di Kodiak) e' l'indiscusso re della foresta americana. Lupi e coyotes non sono che lacche', servitori, servi della gleba senza traccia di nobilta' o di fierezza, briganti. Lo dimostra il loro cacciare in branchi. Da soli scappano. Da soli non riescono ad abbattere la preda. Insieme la fanno a pezzi viva, un morso per uno. Mi fanno venire in mente le gangs delle grandi citta' americane, giovani il cui coraggio e' soltanto il coraggio collettivo e che attaccano in branco gli indifesi, i vecchi, per una manciata di soldi, un orologio da polso, o soltanto perche' e' di un colore diverso dal loro. E lo lasciano sanguinante e spesso morto o menomato a vita sull'asfalto.
            Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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            • PAOLOPIERO
              ⭐⭐⭐
              • Jan 2009
              • 1604
              • VALDOBBIADENE (tv)
              • ANNOVERIANO

              #36
              Er Mericano,
              mi piace quello che hai scritto e quello che in generale scrivi.
              Non ti ho messo "mi piace" solo perché non condivido l'appellativo di clown che hai dato a Jannacci.
              Jannacci è un "grande" della nostra musica. A qualcuno può non piacere, ma definirlo un clown, proprio no!
              Ciao
              Paolo
              Se vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)

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              • Er Mericano
                ⭐⭐⭐
                • Feb 2022
                • 2024
                • Alabama
                • Labrador

                #37
                Originariamente inviato da PAOLOPIERO
                Er Mericano,
                mi piace quello che hai scritto e quello che in generale scrivi.
                Non ti ho messo "mi piace" solo perché non condivido l'appellativo di clown che hai dato a Jannacci.
                Jannacci è un "grande" della nostra musica. A qualcuno può non piacere, ma definirlo un clown, proprio no!
                Ciao
                Paolo
                De gustibus. Per te e' un "grande," per me era un clown. Per me gli indiscussi "grandi" della canzone italiana erano Endrigo, De Andre', Paoli, Gaber, e pochi altri che adesso non mi sovvengono.
                Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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                • Livia1968🦉
                  Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
                  • Apr 2019
                  • 6294
                  • Guidonia Montecelio (Roma)
                  • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

                  #38
                  Baglioni, Battisti, Venditti.
                  Meno impegnati ed impegnativi forse, ma ognuno grande a modo suo. [emoji16]

                  Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
                  "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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                  • Luca1990
                    ⭐⭐⭐
                    • Mar 2020
                    • 1911
                    • Provincia di Venezia
                    • Mambo - vizsla

                    #39
                    Originariamente inviato da Er Mericano
                    De gustibus. Per te e' un "grande," per me era un clown. Per me gli indiscussi "grandi" della canzone italiana erano Endrigo, De Andre', Paoli, Gaber, e pochi altri che adesso non mi sovvengono.
                    Per me il numero uno resta Paolo Conte !

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                    • trikuspide
                      ⭐⭐⭐
                      • Jan 2019
                      • 5795
                      • Sicilia

                      #40
                      Ogni decennio ha avuto i suoi "grandi".

                      I giovani di oggi idolatrano quel tizio che canta "rolls royce"[occhi][occhi][occhi][occhi][occhi]
                      ".. appostati per tempo e aspetta immobile. La preda scruterá a lungo l'ambiente circostante , se nel mentre ti sarai mosso per quella sera non vedrai nulla!"

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                      • Yed
                        ⭐⭐⭐
                        • Sep 2012
                        • 6391
                        • Pordenone
                        • Segugio Bavarese di montagna

                        #41
                        Se tu vens cassù tai cretis...

                        Dan continua


                        ******
                        Visto che Dan non risponde continuo io :)
                        Stelutis alpinis
                        Se tu vens cassù ta' cretis
                        là che lôr mi àn soterât,
                        al è un splaz plen di stelutis;
                        dal miò sanc l’è stât bagnât.
                        Par segnâl, une crosute
                        je scolpide lì tal cret,
                        fra chês stelis nas l'arbute,
                        sot di lôr, jo duâr cujet.
                        Cjôl sù, cjôl une stelute:
                        jê 'a ricuarde il nestri ben.
                        Tu j darâs 'ne bussadute
                        e po' plàtile tal sen.
                        Quant che a cjase tu sês sole
                        e di cûr tu préis par me,
                        il miò spirt atôr ti svole:
                        jo e la stele sin cun te.

                        Testo e musica di Arturo Zardini


                        Se tu verrai quassù fra le rocce,
                        dove fui sotterrato,
                        troverai uno spiazzo di stelle alpine
                        bagnate del mio sangue.
                        Una piccola croce è
                        scolpita nel masso;
                        in mezzo alle stelle ora cresce l'erba;
                        sotto l'erba io dormo tranquillo.
                        Cogli, cogli una stella alpina:
                        essa ti ricorderà il nostro amore.
                        E baciala, e nascondila
                        poi nel seno.
                        E quando sarai sola in casa,
                        e pregherai di cuore per me,
                        il mio spirito ti aleggerà intorno:
                        io e la stella saremo con te.


                        https://www.youtube.com/watch?v=yCZSeZaGdNk
                        Ultima modifica Yed; 23-02-22, 21:44.

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                        • Er Mericano
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                          • Labrador

                          #42
                          Originariamente inviato da Livia1968
                          Baglioni, Battisti, Venditti.
                          Meno impegnati ed impegnativi forse, ma ognuno grande a modo suo. [emoji16]

                          Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
                          Battisti, certo! Gli altri due li conosco poco. Forse perche' ho lasciato l'Italia nel 1975.

                          ---------- Messaggio inserito alle 04:33 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:32 PM ----------

                          Originariamente inviato da Luca1990
                          Per me il numero uno resta Paolo Conte !
                          Non conosco affatto
                          Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!

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                          • trikuspide
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                            • 5795
                            • Sicilia

                            #43
                            Originariamente inviato da Yed
                            Si tu vens cassù tai cretis...

                            Dan continua


                            [emoji106][emoji106][emoji106]
                            [brindisi]
                            ".. appostati per tempo e aspetta immobile. La preda scruterá a lungo l'ambiente circostante , se nel mentre ti sarai mosso per quella sera non vedrai nulla!"

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                              #44
                              Originariamente inviato da trikuspide
                              https://www.coromarmolada.it//stelutis1.htm

                              [emoji106][emoji106][emoji106]
                              [brindisi]
                              Rapido come la folgore !

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                                • Sicilia

                                #45
                                Originariamente inviato da Yed
                                Rapido come la folgore !
                                Lo sai che mi piacciono, ed ho profondo rispetto per tutte quelle manifestazioni che legano le persone alle proprie origini, alla propria terra che sia un'aspra ed alta guglia dolomitica delle tue montagne così come una assolata stoppia del centro della mia regione.
                                Poco importa il luogo l'importante è che ti permetta di fonderti in esso alla ricerca del profondo equilibrio del tuo essere, di ciò che sei stato attraverso chi ti ha preceduto, chi sei adesso e chi sarai avendo dato i tuoi insegnamenti a quanti hanno avuto la fortuna di conoscerti rendendoti, in questo modo, eterno.
                                ".. appostati per tempo e aspetta immobile. La preda scruterá a lungo l'ambiente circostante , se nel mentre ti sarai mosso per quella sera non vedrai nulla!"

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