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Leggendo le mail deduco che vi sono persone competenti, alle quali vorrei chiedere se è una pratica nuova o c'è sempre stata quella di trattare i campi di soia raccolta con essicanti. Quest'anno abbiamo evitato una zona dove era presente qualche lepre perché trattata e alcuni amici hanno avvisato di aver trovato alcune minilepri morte. -
Si immagino la semina su sodo.
Diserbare non è l'unica tecnica possibile ma è la più conveniente.... Oggi si usano delle colture "gelive" ovvero che si autodistruggono con con il freddo lasciando un terreno pronto alla semina. Vedasi rafano, senape...
Tuttavia funziona solo al nord, nel mio Gargano le foglie di senape sono uno dei piatti tipici delle feste di Natale e si autorisemina, non facendo gelate forti.
Una tecnica diversa è la minima lavorazione con erpice rotante e semina diretta poi.
Comunque, come sempre, se si danno input generali (divieto di trattare con una sostanza che danneggia l'ambiente - non sono a priori contrario alla chimica), poi le migliori tecniche i tecnici le trovano.
si si intendevo la semina su sodo..
ah ok quindi il diserbo non è l'unica via specialmente dove gela facilmente, buono a sapersi.. io seguo la pagina fb di un'associazione a favore di tale tipo di semina e vedo che alcuni seminano anche con un certo residuo colturale sul campo quindi credo anche io delle opzioni ci siano soprattutto grazie alla scelta di colture precedenti(oltre a quelle da te dette gelive) che favoriscano la semina su sodo.
perchè per me il problema sta proprio nell'utilizzo di tali prodotti(in particolare i cosidetti diserbanti) e sui contraddittori studi sui loro effetti sulla salute umana.. ad esempio negli usa recentemente mi pare monsanto sia stata condannata per la malattia su un giardiniere dovuta al roundup almeno secondo accusa e primo grado che immagino si siano basati su studi scientifici mala giustizia usa è completamente diversa dalla nostra quindi potrebbe anche non essere( ora si vedrà se sarà ribaltata o meno tale sentenza) mentre in altri paesi (UE) lo stesso prodotto per ora viene considerato potenzialmente cancerogeno da alcuni istituzioni scientifiche e non cancerogena da altre.. sarebbe quindi carino che si riunissero più studi/commissioni e si arrivasse ad un punto definitivo.
sull'ambiente e la fauna( inteso anche gli insetti) invece a studi come siamo messi? siete a conoscenza di alcuni di essi?
oltre ovviamente alla riduzione di habitat e cibo creato dai trattamenti che a logica immagino non consentano alla fauna di sostare in campi trattati.. o se dalla volstra esperienza ci sostano comunque sapere esattamente che reazione questo ha sui loro organismi( alcuni di voi hanno già parlato di animali morti o campi evitati perchè si sa essere trattati).
detto ciò personalmente vedere ettari di campi arancioni o di un marrone particolare(ma non arati per quanto anche dell'aratura ci sarebbe da parlare circa la ricchezza del suolo) per me personalmente è un colpo all'occhio e al cuore.
LucaCommenta
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Discussione interessantissima, che spero possa andare avanti per molto specie con il contributo degli "addetti ai lavori" che ci forniscono risposte attendibili.
Una domanda la vorrei fare anche io. Si sente parlare tanto di nuove semente OGM sono veramente la soluzione per creare piante più forti e produttive, che non necessitano o limitano l'uso di trattamenti chimici, oppure non si sa veramente i benefici che possono portare all'ambiente e all'uomo, se ci sono?
IO personalmente sono molto scettico su manipolare una cosa naturale per renderla migliore, non credo che si possa avere la presunzione di migliorare una cosa nata così com'è.
Ma in Italia si possono usare questi sementi? So che spece il grano che abbiamo in Italia è del tutto o quasi importato da due o tre multinazionali che lo prendono in giro per il mondo e non sappiamo nemmeno cosa entra nel nostro Paese a mio avviso. Basta leggere un etichetta della pasta. Quasi tutti i marchi hanno grano Italiano e UE, e compro altro, ma chissà quanto ne mangiamo di questi OGMCommenta
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OGM, croce e delizia....
L'uomo da sempre modifica geneticamente gli esserei viventi allevati/coltivati per crearne vantaggio. In natura le mele sono grosse come una noce ed aspre. Diventano dolci e morbide quando son maturi i semi così che gli uccelli possano disseminarli in giro... La natura ha quindi modificato negli anni la pianta per permetterle di sopravvivere come specie.
L'uomo ha invece l'obiettivo di avere più prodotto, facilmente raccoglibile, più buono e che si conservi a lungo.
Fino agli anni 50 del secolo scorso l'unico strumento che aveva per far ciò era conservarsi le sementi delle piante migliori. Dagli anni 60 in poi di strumenti ne sono nati e morti parecchi.
L'ogm è uno strumento, sta a noi capire come utilizzarlo.
Per quanto riguarda la salubrità degli ogm vi sono migliaia di lavori scientifici, nessuno ne parla contro, a parte quelli commissionati da alcune lobby a enti piccoli e che scrivono su riviste divulgative (che però sono le sole lette dal grande pubblico). D'altronde noi mangiamo un insieme di zuccheri, proteine e grassi, se vengono dalla patata o da una fettina di manzo poco importa.
Gli ogm in Italia non si possono coltivare ma si possono commercializzare (mangimi ed alimenti ad uso umano). Perché? Perché una parte del mondo economico ha raccolto le paure del popolo (non solo Italiano) e facendo così ci ha creato un business (così come hanno fatto i nostri politici attuali su molti altri temi...). Anche in Serbia non è permesso coltivare OGM. L'Italia attualmente ha un vantaggio economico poiché riesce ad esportare merce no OGM.
Ci sono prodotti ogm amici dell'ambiente? ASSOLUTAMENTE SI
Ripeto, è una questione di volontà nostra, di cultura e di soldi.
Per quanto riguarda le importazioni...
L'Italia, come altri paesi, importa materie prime per esportare prodotto finito. Il caffè non lo coltiviamo in Italia ma per l'estero il caffè è italiano.
Come quando noi facciamo la spesa possiamo scegliere tra la baguette del discount e la pagnotta di pane farina di tipo 1 lievitata 24 ore, anche le aziende scelgono (di solito in modo più oculato rispetto a noi poveri consumatori). La differenza è solo una: CONOSCENZA. Più conosciamo le caratteristiche di un prodotto, più possiamo valutarlo, ovvero dargli un valore che viene misurato nella cultura odierna dai soldi (il baratto è direi raro [:D]).
Ripeto, sta a noi decidere quello che vogliamo. L'azienda per cui lavoro (non è piccola) produce olio da filiera italiana coltivato in modo più sostenibile. 10 anni fa ciò era impensabile, oggi c'è richiesta.
E dopo tutto questo papiro, vado a lavorare che è meglio [:D]Commenta
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Personalmente ritieni che la scelta di dare un prodotto con un buon compromesso qualità/prezzo sia sostenibile dal punto di vista commerciale... perché ormai mi pare che il criterio di valutazione,per la stragrande maggioranza di persone, sia quasi esclusivamente il prezzo...e allora vai di super intensivo poi si vedrà...Commenta
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[;)] purtroppo per parecchi articoli il mercato fa' il prezzo...... la qualita' va' di conseguenza..... solo a livello globale si puo' risolvere qualcosa.... immagino che sia veramente difficile.... ci sono troppi equilibri da mantenere..... stiamo parlando di economie mondiali.... perlopiu' legate all'agricoltura ....dove a chi lavora vanno le briciole e chi consuma paga un sacco di soldi....!!Commenta
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Io sono favorevole ad un'agricoltura sostenibile ed ecologica, non solo per la caccia, ma per la salute di tutti i cittadini, per avere un ambiente bello in cui vivere e quindi anche di valore turistico, un ambiente manutenuto per evitare disastri come le alluvioni e le frane. L'agricoltura ha un ruolo nelle nostre vite ben più ampio della produzione di cibo.
Quindi non sono contro gli agricoltori, anzi, vorrei che guadagnassero di più e gli venisse ripagato il servizio che danno alla società, quando lo danno.
Certo, se uno mi spande liquami di maiale dietro casa.... non posso pensarne bene.
Per Ale: una domanda, cos'è per te un mercato?Commenta
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[;)]...... per me'....?
per tutti, credo sia il luogo dove si incontra la domanda e l'offerta dei beni....Commenta
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Credo che qualsiasi persona di buon senso,se si ferma a ragionare,la pensi come te riguardo al tipo di agricoltura che vorrebbe... però davanti al bancone del supermercato ogni ragionamento va a farsi benedire e compriamo zucchine d'inverno e cavoli d'estate...fossero almeno buoni!Io sono favorevole ad un'agricoltura sostenibile ed ecologica, non solo per la caccia, ma per la salute di tutti i cittadini, per avere un ambiente bello in cui vivere e quindi anche di valore turistico, un ambiente manutenuto per evitare disastri come le alluvioni e le frane. L'agricoltura ha un ruolo nelle nostre vite ben più ampio della produzione di cibo.
Quindi non sono contro gli agricoltori, anzi, vorrei che guadagnassero di più e gli venisse ripagato il servizio che danno alla società, quando lo danno.
Certo, se uno mi spande liquami di maiale dietro casa.... non posso pensarne bene.
Per Ale: una domanda, cos'è per te un mercato?
Secondo me si dovrebbe fare chiarezza prima di tutto a livello normativo riguardo all'origine e natura dei prodotti in maniera tale che sia ben chiaro cosa stiamo comprando...il prosciutto italiano si fa con le cosce dei maiali italiani...se costa di più ne mangeremo di meno oppure è (era) buona anche la mortadella...
L'olio,visto che è il tuo settore,per essere definito italiano deve esserlo dall'inizio alla fine non come ora che lo compri un po' qua un po' là poi lo mescoli e diventa italiano,correggimi se sbaglio,e i controlli vanno fatti sul serio.
Poi la gente farà le sue scelte ma almeno avrà modo di sapere cosa compra mentre ora sembra tutto fatto per confondere le idee e si procede per slogan...no olio di palma,gluten free,bio etc.etc.Commenta
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Il problema parlo per le risaie non sono i pesticidi ,visto che le nutrie , gli aironi, le garzelle ,gli ibis,e tutti gli altri animali che vivono nelle risaie sono in considerevole aumento e qualcuno ci fa pure la pescicoltura per non parlare dei pivieri ce ci nidificano e mai dico mai durante il periodo dei trattamenti ho trovato su una riva un animale morto daltraparte la regolamentazione in tema di diserbi è una delle piu' restrittive in europa . Il problema è la monocoltura , è il decespugliamento che non permette alle speci cacciabili di nidificare e riprodursi e soprattutto di NASCONDERSI ,se le nutrie , gli aironi gli ibis e compagnia bella fossero specie cacciabili se ne vedrebbero in giro ? io dico di noCommenta
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Per ALE: ecco, l'offerta, va sempre dietro alla domanda: il cliente chiede, chi offre risponde. Ma bisogna chiedere!
Per SEAGATE: l'olio extravergine di oliva non può avere più origini a meno di chiamarlo UE (o anche non UE). Poi che ci sia qualche truffa non posso escluderlo, anche se non è proprio semplice far viaggiare dalla Spagna fino in Italia della merce senza essere vista... Diciamo che se si compra da grandi marchi è più difficile prendere fregature poiché io non vado a rischiare il buon nome per risparmiare dieci centesimi. Altro discorso è se la merce estera sia buona o meno, coltivata in modo migliore o meno. Di solito le tecniche sono uguali a quelle che usano gli agricoltori italiani. Spesso, per la fauna, addirittura meglio poiché in alcune zone gli input chimici non sono facilmente recuperabili e le tecniche agricole sono più rurali... Quindi, non crediamo troppo ai Coldiretti, mi fermo qui.
Ha anche ragione BUCKS: in Inghilterra un progetto durato 10 anni dedicato agli uccelli che nidificano a terra, investendo il 10% della superficie per aree adatte a nidificazione e alimentazione dei piccoli ha portato il numero di coppie di starne da 0,3 a 20 per 100 ettari. Come detto altre volte, a parte alcune sostanze pericolose per contatto, per le altre il problema è la carenza di cibo e nascondigli. Se in un campo bio ariamo tutto di animali se ne faranno ben pochi.
---------- Post added at 11:57 AM ---------- Previous post was at 11:56 AM ----------
https://www.gwct.org.uk/game/researc...success-story/
E' possibile scaricare anche una guida, in inglese, per fare progetti simili.Commenta
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Wow questa si che è un'associazione coi controco.. mi domando esistono realtà del genere che si proclamano ambientaliste o meglio conservazioniste e fanno gli stessi studi e attività di questa che hai postato? hanno un sito in cui perdersi per la quantità di materiale scientifico! questi non fanno certo ambientalismo da salotto!
---------- Post added at 11:57 AM ---------- Previous post was at 11:56 AM ----------
https://www.gwct.org.uk/game/researc...success-story/
E' possibile scaricare anche una guida, in inglese, per fare progetti simili.
LucaCommenta
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Eh, infatti sono collegati ai cacciatori! Dovremmo crearla in Italia.....
Comunque no, Luchetto, esiste solo in Inghilterra e qualcosa in America (ma sono settoriali - pheasant forever, whitetail unlimited, ecc..). Quelli de GWCT incontrano direttamente i governi, promuovono leggi, formano lavoratori, appassionati ed agricoltori. Insomma, è un'azienda perfetta!Commenta
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secondo te..... i vertici federca..cca arci...cacca e libera..... anuu migratoristi etc e tutte quelle che non ho citato..... compresa la nostra amatissima Ispra
si farebbero imboccare da questa associazione.... cosi' non potrebbero piu' prenderci per il culo con le loro cagate....?
sara' dura.... !!
basta vedere l'ispra..... tordo bottaccio.... chiusura anticipata per specie a rischio....? di che cosa....????? visto che è risaputo che e' in notevole aumento.... anche se la migrazione da noi e' scarsa.......
storno.... spece protetta...e cacciabile solo in deroga dove ci sono i frutteti oliveti etc.... infatti lo storno non si muove .........!!!!
questi l'unica cosa che vogliono e' il teatrino..... di fare le cose serie non ci pensano mai..........
stiamo tranquilli.Commenta
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