LE PROVE MISTE.<o:p></o:p>
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Ho da sempre ritenuto che, il governo della cinofilia, non potesse mai fare scelta peggiore di far correre le miste (setter-pointer).
Immaginiamo due auto una da corsa, perfettamente aerodinamica con gli alettoni posizionati a tagliare il vento (pointer) e una, di pari cilindrata e cavalli motore , con carrozzeria diversa, concepita quale vettura di lusso, anche se pur essa veloce(setter), contrapposte, per necessità di scena, in una competizione.
Il costruttore della macchina elegante, pur certo della sconfitta, ma costretto a competere, apporterà le opportune e necessarie modifiche che faranno, sì gareggiare con la più veloce, ma a danno della qualità e con enorme perdita in eleganza, tanto solamente per evitare di soccombere in malo modo.
Ebbene, Signori, ho la sensazione che per pura necessità organizzativa, si costringe il setter ad esprimersi contro natura, la sua struttura nel rettangolo, i suoi angoli, la spalla, la groppa, il collo, elementi tutti che concorrono all'azione motoria di un soggetto, vengono contrapposti ad altra razza dalla struttura quadrata e dalle caratteristiche somatiche diverse, ma adatte ad esprimersi ad alta velocità.
Risultato: il setter ne esce soccombente, mortificato e modificato , da soggetto flessuoso, felino, armonico ed elegante è stato trasformato in semplice cane da corsa, l'importante però è che faccia la………. prestazione.
Indubbiamente, facendo i conti con i grossi numeri , viene fuori anche il grande setter/ trialler che compete con il cugino pointer.
Però, ecco, che a bordo campo, alla visione di tale soggetto, si ode il giudizio del supercompetente, " ... eccezionale setter, posteriore roteante, perfetta la linea dorsale , ottimo portamento di testa appena al di sopra dell’ orizzontale, codone a scimitarra che ne magnifica la sagoma e il portamento, ma...ma….,l'anteriore non è di quelli da me preferiti".
Sono questi i commenti che si odono, in certe occasioni e al cospetto di soggetti notevoli.
E' a questo punto, che casca l’asino e bisognerebbe MEDITARE, perché è certamente la innaturale, eccessiva velocità, che per effetto del richiesto confronto, determina un qualcosa che permetta all’esteta, setterman, di storcere il muso, anche al cospetto di soggetti supremi.
La “selezione” per aumentare la velocità a cui si faceva riferimento , in entrambe le razze inglesi, ha causato significative trasformazioni morfologiche, fra le più evidenti notiamo la presenza di una spalla eccessivamente dritta e di una groppa fortemente scoscesa, caratteristiche che favoriscono una maggiore frequenza delle oscillazioni e facilitano l’accelerazione.
Pertanto, a sommesso avviso dello scrivente, sarebbe auspicabile un autorevole intervento di entrambi le Società Specializzate, al fine di evitare, in particolare al setter inglese il dover modificare il proprio "io" solo per una necessità organizzativa che, purtroppo, tanto danno arreca alla razza.
franco sirica
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