i 3 calibri "diversamente giovani"

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  • ronin977
    ⭐⭐⭐
    • Jun 2012
    • 4004
    • palermo
    • cirneco dell'etna, breton, beagle

    #16
    Questi tre calibri hanno fatto la storia della cacciA.... ognuno impiegato in modo diverso... il 32era un ottimo fucile da capanno, utilissimo nei tiri ravvicinati per non rovinare la selvaggina, il 24 dalle nostre parti era il classico fuciletto da Tordi, quaglie, allodole, e piccoli uccelli primaverili. Una volta era preso più in considerazione del 28, mio nonno ne aveva uno, una bella doppietta berettA, che gli fece compagnia gli ultimi anni della sua vita, non potendo più fisicamente andare a contorni in montagna mise di lato il 12, e con il 24 si divertiva con Tordi e allodole, nelle pianure vicino il suo paese, anche in Primavera/estate si sedeva sotto un albero di gelsi o di fichi e sparava i rigogoli, gli scacciamennole, e altri uccelli di quel periodo, il 24 era il più sicuro dei camerieri minori, e dava in caso di occasionali incontri con selvaggina più importante come conigli o lepri, maggiori garanzie di successo.
    Anche un altro vecchio cacciatore grande amico di mio padre, usò il 24 per molti anni preferenziali persino al 12... a sentire i suoi racconti le cartuccine di sipe che era solito caricare, erano micidiali, ed estremamente costanti tutto l'anno. Ci andava persino a contorni.
    Infine il 16 arma tipica del cunigghiaro, era efficace in questa cacciA e spesso preferito al 12 forse perché necessitava di meno polvere e piombo, e nonostante questo era ugualmente efficace.
    Il loro declino? Probabilmente legato alle mode... Tutto funziona con le mode, anche la caccia e in declino per via delle mode animaliste e ambientaliste che hanno preso piede... Una volta la figura del cacciatore era riconosciuta e rispettata, oggi siamo visti come banditi, eppure siamo gli stessi di allora!
    Nel caso del 32 e 24 sono stati accantonati perché qualcuno ha deciso di far evolvere il 36 ed il 28... così le cariche che prima erano tipiche di quei calibri furono accorpate da 28 e 36, cominciarono ad uscire cartucce sempre più estreme e performanti in questi due calibri, e la gente spinta dalla moda, e dalla maggior reperibilità di materiali in cal 28 e 36 ha finito per accantonare gli altri due. Stessa sorte e toccata al 16 con l'evoluzione del 20 tutti lo hanno accantonato... almeno finché non sono arrivati gli appassionati del club cal 16 che lo hanno rilanciato...hanno cioè rilanciato la moda...di questo calibro, e stanno cercando di diffonderlA.
    Io credo che per un cacciatore generico avvicinarsi a questi calibri comporta delle difficoltà, prevalentemente legate alla scarsa presenza di scelta di munizioni... in più ci si aggiunge che forse perché prodotte in minor numero anche il loro prezzo sale...
    Inso

    ---------- Messaggio inserito alle 02:00 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:51 AM ----------

    Insomma la cosa migliore e prenderli come prodotti di nicchia, una specie di status symbol per distinguersi dalla massa! Solo così si può giustificare la scelta di spendere di più per le munizioni, per il caricatore personale invece la mancanza di assetti e di materiale di caricamento, può essere preso come una sfida in più a riuscire a fare bene nonostante la poca disponibilità di materiali. Una sfida molto appetitosa per un vero appassionato, perché tutto quello che riesce a tirare fuori, e davvero merito della sua abilità!

    ---------- Messaggio inserito alle 02:04 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:00 AM ----------

    PER tutti questi motivi la loro ripresa e difficoltosa.... Ma come ho spiegato chi ragiona come me e condivide il mio punto di vista, può ugualmente trovare ottime ragioni per reimbracciarli.

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    • Peppe67
      • May 2019
      • 174
      • Velletri ( RM )
      • Breton

      #17
      Originariamente inviato da ronin977
      Questi tre calibri hanno fatto la storia della cacciA.... ognuno impiegato in modo diverso... il 32era un ottimo fucile da capanno, utilissimo nei tiri ravvicinati per non rovinare la selvaggina, il 24 dalle nostre parti era il classico fuciletto da Tordi, quaglie, allodole, e piccoli uccelli primaverili. Una volta era preso più in considerazione del 28, mio nonno ne aveva uno, una bella doppietta berettA, che gli fece compagnia gli ultimi anni della sua vita, non potendo più fisicamente andare a contorni in montagna mise di lato il 12, e con il 24 si divertiva con Tordi e allodole, nelle pianure vicino il suo paese, anche in Primavera/estate si sedeva sotto un albero di gelsi o di fichi e sparava i rigogoli, gli scacciamennole, e altri uccelli di quel periodo, il 24 era il più sicuro dei camerieri minori, e dava in caso di occasionali incontri con selvaggina più importante come conigli o lepri, maggiori garanzie di successo.
      Anche un altro vecchio cacciatore grande amico di mio padre, usò il 24 per molti anni preferenziali persino al 12... a sentire i suoi racconti le cartuccine di sipe che era solito caricare, erano micidiali, ed estremamente costanti tutto l'anno. Ci andava persino a contorni.
      Infine il 16 arma tipica del cunigghiaro, era efficace in questa cacciA e spesso preferito al 12 forse perché necessitava di meno polvere e piombo, e nonostante questo era ugualmente efficace.
      Il loro declino? Probabilmente legato alle mode... Tutto funziona con le mode, anche la caccia e in declino per via delle mode animaliste e ambientaliste che hanno preso piede... Una volta la figura del cacciatore era riconosciuta e rispettata, oggi siamo visti come banditi, eppure siamo gli stessi di allora!
      Nel caso del 32 e 24 sono stati accantonati perché qualcuno ha deciso di far evolvere il 36 ed il 28... così le cariche che prima erano tipiche di quei calibri furono accorpate da 28 e 36, cominciarono ad uscire cartucce sempre più estreme e performanti in questi due calibri, e la gente spinta dalla moda, e dalla maggior reperibilità di materiali in cal 28 e 36 ha finito per accantonare gli altri due. Stessa sorte e toccata al 16 con l'evoluzione del 20 tutti lo hanno accantonato... almeno finché non sono arrivati gli appassionati del club cal 16 che lo hanno rilanciato...hanno cioè rilanciato la moda...di questo calibro, e stanno cercando di diffonderlA.
      Io credo che per un cacciatore generico avvicinarsi a questi calibri comporta delle difficoltà, prevalentemente legate alla scarsa presenza di scelta di munizioni... in più ci si aggiunge che forse perché prodotte in minor numero anche il loro prezzo sale...
      Inso

      ---------- Messaggio inserito alle 02:00 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:51 AM ----------

      Insomma la cosa migliore e prenderli come prodotti di nicchia, una specie di status symbol per distinguersi dalla massa! Solo così si può giustificare la scelta di spendere di più per le munizioni, per il caricatore personale invece la mancanza di assetti e di materiale di caricamento, può essere preso come una sfida in più a riuscire a fare bene nonostante la poca disponibilità di materiali. Una sfida molto appetitosa per un vero appassionato, perché tutto quello che riesce a tirare fuori, e davvero merito della sua abilità!

      ---------- Messaggio inserito alle 02:04 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:00 AM ----------

      PER tutti questi motivi la loro ripresa e difficoltosa.... Ma come ho spiegato chi ragiona come me e condivide il mio punto di vista, può ugualmente trovare ottime ragioni per reimbracciarli.
      Analisi da condividere in parte, ma molti punti sono veri. Spesso è la moda a dettare le regole, più della logica. Il cal 20 che soppianta il 16 è un esempio. Personalmente il 16 lo usiamo in famiglia da sempre. arma di eccellenza per la caccia specie in montagna e sulle nostre montagne Siciliane . Mi spiace per i ventisti ( ne posseggo diversi in collezione ) ma il cal 16 ha potenze ed equilibri che difficilmente il ventino può superare, specie nelle cariche medie e pesanti ovvero da 28 a 32g, range questo che con propellenti comuni e di costo ragionevole si ottengono cartucce con pressione nella norma e velocità di tutto rispetto. Senza citare chissà quali polveri, con la comune e attuale MBx36 si ottengono cartucce da 31g ad altissima velocità costanti durante tutta l'annata venatoria. Insomma, arma il 16 molti versatile ed equilibrata. Idem per gli altri due calibri, dove si hanno cartucce frutto di un equilibrio di carica e non di un "compromesso storico" con normali proellenti, cartucce molto meno isteriche di calibri pompati verso l'alto con propellenti di lentissima combustione, cercando di mantenere le Pmax basse ma paganto lo scotto di velocità non elevate. Non ultimo, spesso le mode trascurano la balistica interna di una cartuccia, credendo che un borraggio in plastica salvaguardi in tormento alla colonna di pallini in una munizione "pompata"verso l'alto, non è cosi. A qui la rincorsa verso il pallino fortemente antimoniato e indurito pagando un grave compromesso, di un pallino ottimo per un piattello ma molto meno per la caccia, proprio in virtù della sua massa più ridotta rispetto ad un pallino meno antimoniato. Infatti esistono pallini e cartucce che fanno solo feriti, e questo perchè sono frutto di compromessi e di mode dove un calibro 28 se non spara minimo 28 g non è di interesse, o un calibro 20 dove la sua carica standard è ormai attestata su 28 g spesso di piombo fine. Ricordo che i miei nonni come i miei zii le 28 g erano i cosiddetti cartuccioni da usare in determinate condizioni nel calibro 20 e non cartucce da tordi. Una nota armeria qui dalle mie parte produce un tipo di cartuccia ( non faccio nomi per non fare pubblicità occulta ) da 30g nel calibro 20 avendo in listino le numerazioni 8-10-11-13 e questo la dice lunga sulle mode di tanti cacciatori, mode da cui da sempre mi sono dissociato.

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      • claudio76
        ⭐⭐⭐
        • Jan 2010
        • 3721
        • Sant'Angelo in Vado

        #18
        Esatto Giuseppe, le mode sono ben altre, non rispolverare questi vecchi calibri!
        Qui si parla di tradizione, mentre per moda intendo usare in modo improprio calibri nati per altri scopi cacciandoci dentro tanto, troppo piombo... ragioniamoci sopra.
        Poi certo, non tutti possono o vogliono mettersi in rastrelliera tutto lo scibile in fatto di canna liscia, ed allora in quel caso meglio andare sul sicuro... e con il 16, sempre per rimanere in tema, fai tutto.
        Saluti[:-golf]
        Claudio

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        • fistione
          ⭐⭐⭐
          • Feb 2009
          • 3534
          • viareggio

          #19
          Buongiorno a tutti,....quando sento parlare di "moda" associata alle armi e alla caccia mi viene da sorridere....qui non c'entra nulla, quello che puo portare al declino un calibro da caccia, in gran parte e' dipeso da noi appassionati.....il ns mercato, ricordiamocelo sempre avremmo il potere di controllarlo...il coltello dalla parte del manico lo avrebbe l'utilizzatore con la sua domanda...poi, il mercato rispondera con la sua offerta.

          Pertanto, il declino potrebbe arrestarsi e magari invertire il suo ciclo solo grazie a noi che non siamo la moda....ma bensi il mercato !!!

          In bocca al lupo
          Lorenzo

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          • ronin977
            ⭐⭐⭐
            • Jun 2012
            • 4004
            • palermo
            • cirneco dell'etna, breton, beagle

            #20
            Io invece penso che la moda c'entri eccome... e non siamo noi a comandarla, ma ce la impongono inconsciamente, con delle manovre psicologiche e di mercato mirate!
            Vi faccio un esempio per capirci meglio. Negli anni 80 le armi più comuni erano in cal 12/70.
            Era normale per tutti comprare un fucile a canna fissa camerato 70, possibilmente in cal 12! E vero oppure no?
            Ma poi prima gli americani nel loro mercato cominciarono a vendere armi camerate 76 e addirittura 89... giustificate dalla cacciA al tacchino ed alle oche che si faceva li da loro. Poi oltre alle americane anche le ditte italiane cominciarono a produrre armi Magnum... caratterizzate in genere da fucili pesanti muniti di canne molto lunghe, queste nascevano in Italia per la caccia agli anatidi, per compensare la scomparsa delle vecchie spingardine. E quindi dovevano avere le giuste caratteristiche per sparare altissime cariche di piombo con la massima resa...
            Cioè canne lunghe e strozzate!
            Questi pesanti fucili acquistati solo per quelle particolari esigenze avevano una logica ed una giusta ragione di essere! Nelle versioni semiauto poi avevano meccanismi di regolazioni tali da essere fatti per funzionare solo con cariche pesanti!
            Ed ecco nel 92 la beretta lancia la sua novità assoluta: beretta A390st il primo sparatutto! Ed ecco partire la nuova moda, i vecchi a300 per lo più camerati 70 diventano obsoleti, e tutti si interessano al fucile in grado di digerire senza regolazioni tutte le grammature da 28 a 56 gr!
            E ancora su impostazione dei vecchi Magnum, e quindi pesa ancora tanto 3,6 kg appunto!
            Ma subito la Beretta aggiusta il tiro e fa uscire nell'ordine l'Al390, l'urika, il teknis ecc... armi sempre più leggere e versatili, ma soprattutto tutte camerate 76!
            Non manca la risposta Benelli con il suo modello Centro!
            E poi tutti gli altri si uniscono alla moda.... in breve nel giro di pochi anni i fucili camerati 70 spariscono e tutti diventano camerati 76!
            Ma non basta, le caratteristiche logiche che dovrebbe avere un arma Magnum e che la rende utile solo a determinate condizioni con i cartuccioni spariscono ( peso, canne lunghe e strozzate), e troviamo armi Magnum persino con canna 60...(un non senso logico, nessuna cartuccia Magnum potrà avere un ottima resa in canna 60) che logica ha farla?
            Solo moda!
            Chiunque si trova obbligato se vuole un fucile a canne 60 o 65, a comprarle Magnum, e ciò nonostante il 90 per cento delle cartucce che tutti noi spariamo sono dai 30 ai 36 gr! E vero oppure no?
            Siete ancora sicuri che siamo noi a imporre il mercato, e che non è il mercato che ci viene imposto?
            A che serve una camera Magnum se spariamo quasi sempre cartucce standard? Per il 5 per cento di colpi in cui usiamo le Magnum?e a che serve fare una canna 60 Magnum? A nulla solo a perdere prestazioni quando spariamo una 30 gr in bossolo 67 o 70!
            Come vedete non c'è una logica ma un interesse commerciale, e noi ci facciamo abbindolare da loro!
            Allo stesso modo qualcuno ha scelto di puntare sul mercato del 20 e ha fatto evolvere il 20 a spese del 16! E tutti dietro a comprare il 20 che era diventato Magnum e quindi trovavano le grammature del 16... poco importa se nel 16 rendono meglio, il cacciatore medio pensa solo che qui ha una scelta più vasta di grammature, di armi che escono sempre più nuove ed evolute e così abbandona il 16 con una scelta inconsciamente imposta!
            Ricordate quanta gente usava il 36 prima che il signor Rizzini ne mostrasse i miracoli? Ve lo dico io ben pochi!
            E molti si sono convinti che il 36 e un calibro che esula le leggi della fisica superando per prestazioni il 12, perché ha visto fare in tv doppiette su anatre...a distanze proibitive( il cinema fa miracoli! In mano ad un bravo montatore).
            Non avete idea quanta gente ho sentito che voleva comprarsi il 36 aspettandosi miracoli!
            Ecco come partono le mode, ed ecco perché si preferisce un calibro piuttosto che un altro, e si fanno tante altre scelte, inconsciamente guidate!
            Così va il mondo! E noi gli corriamo dietro!

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            • ulisse1961
              Banned
              • Feb 2015
              • 73
              • bergamo

              #21
              Complimenti a Lorenzo e Giuseppe veramente bello l'articolo come ho già scritto sull'altro artico del Cal 24 io ho iniziato nel lontano 1967 a sparare con una doppietta di mio nonno che ora è mia e la uso e mi fa compagnia da 42 licenze io pratico caccia da capanno e assieme uso un sovrapposto del 32 sono i miei amici di tutti giorni non mancano mai nel capanno!!!! Chiamatela nostalgia dei bei tempi che furono x noi vecchietti ma sono due calibri poco capiti!!!! Ma soprattutto poco apprezzati dai giovani!!! Lorenzo è Giuseppe continuate su questa strada che è quella giusta se vogliamo valorizzarlo.... Ancora complimenti. Un saluto Ulisse

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              • FilippoBonvi
                ⭐⭐⭐
                • Jan 2018
                • 1011
                • Piacenza
                • Bassotta

                #22
                Posso fare la voce fuori dal coro ? Non insultatemi però Drool]
                Il mio primo fucile è stato un Franchi Asso,ga12, leggerissimo, maneggevole... fin troppo. Ma era il primo, non c’era il forum e mi sono fatto consigliare dall’armiere. La mia spalla ancora ne ha paura [:D]
                Incuriosito dal cal 20 dopo qualche anno ho preso una doppietta Gamba con cui speravo di abituarmi .... ma mi resi conto che le pernici partivano davvero lunghe, ed ero davvero al limite... provai per caso un vecchio Browning A5 in cal 16, era datato, strausato e davvero graffiato. L’ho usato per qualche stagione, trovandomi bene... ma .... mi sembrava mancasse ancora qualcosina.
                Finalmente in armeria arrivo’ un Urika, bello, versione Gold, con spessori per il calcio, strozzatori intercambiabili, MAGNUM [:D]
                Non c’è stata storia, ho cacciato praticamente tutto, in tutte le condizioni, finalmente gli animali cadevano e rimanevano li ... fossero fagiani o cinghiali...
                Insomma non è che le mode le seguiamo per necessità ? Abbiamo DAVVERO bisogno di tutti questi calibri quando con il 12 facciamo dal tordo al cinghiale ?
                Ora MimmoVentista mi insultera’ [fiuu] ma non possiamo considerare moda l’inseguire i calibri “vetusti” ? Non sarà per sfizio che ci dedichiamo ai piccioni con il 36 ?

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                • iago 77
                  ⭐⭐⭐
                  • Feb 2012
                  • 1958
                  • ischia
                  • bracco ungherese

                  #23
                  Certo che per sfizio usiamo i calibri piccolini.... e quando parli di sfizio mi piace mettere dentro tutta le mille sfaccettature che compongono la caccia....dalla ricarica alla piacevolezza del tiro al feeling con l'arma.....basta solo aver consapevolezza di quello che si ha in mano.....

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                  • fistione
                    ⭐⭐⭐
                    • Feb 2009
                    • 3534
                    • viareggio

                    #24
                    Originariamente inviato da ulisse1961
                    Complimenti a Lorenzo e Giuseppe veramente bello l'articolo come ho già scritto sull'altro artico del Cal 24 io ho iniziato nel lontano 1967 a sparare con una doppietta di mio nonno che ora è mia e la uso e mi fa compagnia da 42 licenze io pratico caccia da capanno e assieme uso un sovrapposto del 32 sono i miei amici di tutti giorni non mancano mai nel capanno!!!! Chiamatela nostalgia dei bei tempi che furono x noi vecchietti ma sono due calibri poco capiti!!!! Ma soprattutto poco apprezzati dai giovani!!! Lorenzo è Giuseppe continuate su questa strada che è quella giusta se vogliamo valorizzarlo.... Ancora complimenti. Un saluto Ulisse
                    [:-golf]
                    Lorenzo

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                    • robbra50
                      • Jul 2009
                      • 160
                      • fiano romano (RM)
                      • epagneul breton springer spaniel

                      #25
                      al quagliogromo, che frequento da marzo ad agosto, uso spesso un sovrapposto cal. 24 della SIACE.Leggero e veramente piacevole , con il quale ha abbattuto anche qualche fagiano in azienda. faccio uscire anche un tronchino 32 , un paio di volte l'anno, ma che uso durante l'addestramento dei cuccioloni, per il ridotto rumore. E' un arma che mi ha sempre intrigato: Santina Bernardelli,bascula cromata,canna cromata acciaio Vickers , un fucilino del 59 di tutto rispetto e che di tordi e merli all'edera ne ha visti parecchi.Mentre sono convinto che il 24 non morirà,sono fortemente contrario a calibri esasperati. Ho visto 410 sparare grammature del 16 e sinceramente non ne comprendo il senso, se non moda.Ma il 32 credo abbia il destino segnato.

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                      • edo49
                        Moderatore
                        • Jan 2009
                        • 3180
                        • Cavarzere
                        • Breton

                        #26
                        Comunque, se è vero che i comportamenti individuali, moltiplicati su grandi numeri, possono creare una condizione di mercato, è anche vero che il termine "Moda", matematicamente significa proprio quello cioè quell'evento la cui ripetizione avviene con cifre elevate. Tuttavia non è purtroppo vero che "Ciascuno è arbitro del proprio destino", perchè gli sconvolgimenti sociali travolgono tutti, anche gli Eroi positivi. Ed i mutamenti economici e trans nazionali degli ultimi decenni hanno sconvolto l'Italia, facendo mutare TUTTO, compresi i Paesaggi, e di conseguenza anche i Cacciatori. Negli anni 70 era tollerato sparare "dietro casa" , nelle fattorie, dietro la stalla, nei filari di alberi. Adesso ti mettono in "Cronaca nera" oltre a sequestrarti armi e bagagli...

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                        • fistione
                          ⭐⭐⭐
                          • Feb 2009
                          • 3534
                          • viareggio

                          #27
                          Ciao Edo, in merito al termine "moda" ci sarebbe da scrivere un libro...e penso che tu sappia benissimo dei parametri che oggi vengono utilizzati a livello di marketing per sondare un mercato o un bacino di utenza......e di quanto potremmo esserne attori....invece che passivi spettatori.

                          Resta il fatto che a mio avviso il termine "moda" riferito alle armi da caccia sia improprio e accondiscendente retaggio di un utenza oramai addomesticata.

                          In bocca al lupo
                          Lorenzo

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                          • edo49
                            Moderatore
                            • Jan 2009
                            • 3180
                            • Cavarzere
                            • Breton

                            #28
                            Ciao Fistione. Io brontolo perchè non ci sono più i "bei tempi"... Per fortuna ci siete voi appassionati che mantenete vivi e tramandate importanti nozioni su questi graziosi fucili.
                            Buona serata. Edo

                            Commenta

                            • fistione
                              ⭐⭐⭐
                              • Feb 2009
                              • 3534
                              • viareggio

                              #29
                              Originariamente inviato da edo49
                              Ciao Fistione. Io brontolo perchè non ci sono più i "bei tempi"... Per fortuna ci siete voi appassionati che mantenete vivi e tramandate importanti nozioni su questi graziosi fucili.
                              Buona serata. Edo
                              Edo, secondo me fai proprio bene a "brontolare"....

                              Una buona serata anche a te
                              Lorenzo

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                              • cal32
                                • Jul 2015
                                • 144
                                • murlo

                                #30
                                ma la butto lì.....

                                così come è nato il club cal 16... perché non si tenta a fare un unico club 24-32?
                                sono due calibri poco usati e si sa... ma gli appassionati vedo che non mancano!
                                qualche ditta che ha in produzione fucili anche economici con questi calibri già esiste....
                                Ho detto una cavolata?

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