Il prezzo di listino, di circa 2500 euro, è lo stesso dell'ultralight in ergal che non verrà più prodotto. Questo nuovo 690 alleggerito mantiene il nome ultraleggero, monta canne dal moderno profilo steelium con strozzatori lunghi, ed è esteticamente più curato e gradevole dell'ultralight (l'ultralight aveva la testa di bascula più simile ai vecchi 55 che ai 680, i fianchi piani, ecc. mentre questo ha testa lavorata con doppia poppetta e cartelle in rilievo, ad esempio).
Le cartelle in plastica non so quanto possano essere robuste e durature nel tempo, però assolvono, a mio avviso, ad uno scopo particolare: cominciare a proiettarsi nel futuro delle armi sportive, dove sta iniziando la moda delle customizzazioni self made. La tendenza sarà quella di avere sì armi industriali, ma con possibilità di personalizzarle da sè anche autoproducendosi alcuni particolari, oltre che pescandoli nell'after market, in modo da crearsi un'arma diversa da tutte le altre dello stesso modello in circolazione.
Già lo si è visto con le cubicature dal particolare colore o disegno, cui molti cominciano a ricorrere.
Non più armi standard uguali per tutti, totalmente massificate, bensì armi standard personalizzabili dal possessore secondo il suo gusto, in modo da farne un oggetto proprio uguale a nessun altro.
Questa è la tendenza e Beretta, avendolo capito, inserisce piastre laterali e piastra pettorale in plastica, perché la plastica, a differenza dell'alluminio o dell'acciaio, può prendere forma direttamente in casa del cliente con una stampante 3D da pochi euro. E i pezzi diventano di tutti i colori e di tutti i disegni, un po' come i tatuaggi.

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