.223 sul capriolo... funziona?
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Il 223 ammazza il capriolo come tutti gli altri calibri, sfido chiunque a dimostrare il contrario sul potere lesivo del calibro. E' un calibro che non ha un grande potere d'arresto, quindi dovrebbe essere impiegato dove le condizioni ambientali sono favorevoli. Altrimenti è più conveniente utilizzare un calibro più grosso, che oltre al potere lesivo potrebbe assicurare anche quello d'arresto. Ho detto potrebbe perché la certezza di lasciare un capriolo sul posto non può darla nessun calibro. Io utilizzo il 223 è non mi sono mai pentito. Il 223 funziona se saputo utilizzare. P.S. per il capriolo non utilizzo solo il 223, dove le condizioni non sono favorevoli al calibro sia per il terreno che per la distanza utilizzo un calibro più grosso.Commenta
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[quote=fulviogp;1372905][emoji106]
L'argomento dovrebbe riguardare la capacità del cacciatore di eseguire un tiro di precisione. Dovrebbe insegnare ad assumere delle posizioni corrette ed altro.L’argomento andrebbe anche articolato in base al tipo di caccia che si effettua, specificando, in base alla tecnica venatoria utilizzata, quale sia la più proficua, anche se spesso capita che non sempre sono tutte e sempre attuabili.Saper sparare nella posizione in ginocchio non vuol dire essere cretini, la posizione si assume dove è possibile. Sparare in ginocchio con l'uso della cinghia è meglio, perché la carabina imbracciata meglio risulta più stabile.Quando leggo che è meglio sparare inginocchiati anziché usare il bastone vuol dire che, chi lo afferma, non ha mai fatto la selezione alla cerca in ambiente con fitto sottobosco, ad esempio, senza nemmeno chiedere dove e quando, altrimenti si renderebbe conto che una volta abbassatosi vedrebbe solo il cespuglio di fronte…….
Fai confusione, con il tiro e le tecniche di tiro. Ricordati che "ogni pane ha la sua crosta"Se sono su uno scalotto davanti ad un roveto di 1 ha e mi esce un cinghiale nel trottoio che viene nella mia direzione, fermandosi di punta a 40/50 mt, pronto ad imbucare un corridoio fra i rovi, il tutto in pochi secondi, alcune tecniche di posizione e respirazione risultano difficilmente praticabili e solo freddezza ed esperienza possono, e nemmeno sempre, dare risultati (qualcuno mi disse che, anziché sparargli in testa, potevo aspettare che si posizionasse a cartolina, senza chiedere in che ambiente “operavo”..... avrei voluto rispondergli che in quell'occasione con me avevo solo la carabina e non anche il joystick).Per quello che hai scritto dovresti parlare solo tu.Tutto sto pippone per chiedere che, se si apre una nuova discussione sull’argomento, proprio perché non è semplicissimo spiegare per iscritto certe tecniche, scriva chi sa, con cognizione di causa e per quello che ha praticato, evitando di parlare di aria fritta, altrimenti si leggono tante di quelle tavanate, per poi offendersi/alterarsi in caso di “opposizione” anziché fare un mea culpa e magari imparare da chi qualcosina in più ha visto…..
---------- Messaggio inserito alle 11:35 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:00 PM ----------
La distanza limite dipende dall'abilità del
cacciatore. Io il capriolo con il 223 lo tiro in posti aperti più o meno a una distanza massima 120/130 m. a 80/90 m. non trovo difficile a tirargli nel collo. Il cinghiale lo tiro dall'altana a una distanza che può variare dai 35 ai 45 metri, gli tiro nella zona della testa, l'ideale sarebbe tirare all'orecchio. Non è un tiro difficile, diventa un poco impegnativo perché si tira sempre o quasi sempre con il buio. E' inutile dire che rimane sul posto dove è stato tirato, quindi il calibro in questa modalità ha sia il potere lesivo che quello d'arresto. Per il capriolo non succede, il tiro dietro la spalla anche se preciso, non lo lascia sul posto. Per questo è preferibile tirare in ambienti non molto "sporchi"Commenta
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No perchè il capriolo a 200 metri ha un potere speciale... si infila il giubbotto antiproiettile pero' lo protegge solo dai colpi di .223!
Il cinghiale figuriamoci gia a 50 metri se lo mette.Dove mangia la fucilata mangia il cacciatore
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Io a 200 m. non tiro neanche con il 7 mag. Mi sono prefissato un margine di errore molto stretto. Non lo trovo adatto perché non mi va di andare a cercare gli animali morti lontano dal punto di sparo. Chi è preciso li ammazza sia a 100 che a 200 m. Ho capito che anche a corta distanza per fermare il cinghiale sul posto, a prescindere dalla stazza, bisogna tirare all'orecchio, se fossi sicuro che rimarrebbe anche se tirato dietro la spalla utilizzerei un calibro più grosso. A 100 metri di giorno, non è difficile tirare all'orecchio del cinghiale con il 223. In quella zona, anche un tiro non preciso ha il suo potere d'arresto, anche con un potere lesivo quasi nullo. Prima che il cinghiale si rialzi si ha tutto il tempo di tirare il secondo colpo. Anche il cinghiale preso per sbaglio alla mascella casca sul punto di sparo, quello che accade dopo dipende dalle circostanze e dal cacciatore. E' innegabile dire che non si sono mai visti cinghiali con la mascella rotta, come non sono mai stati trovati cinghiali tirati dietro la spalla con calibri magnum. Il 223 sul capriolo funziona? Per me funziona, specialmente per chi soffre il rinculo dell'arma.
---------- Messaggio inserito alle 08:37 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 08:24 AM ----------
Il potere speciale lo porta lontano dal punto di sparo, anche quando è stato colpito con precisione, figuriamoci quando non lo è. Non eri tu e il tuo amico che avete recuperato un capriolo la mattina seguente? Se ricordo bene non è stato nemmeno un bel tiro. Ho sempre detto che a 200/250 non è difficile colpire un capriolo, è difficile colpire il punto preciso dove si è mirato, almeno per me che sono un comune mortale.Commenta
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Parlando di capriolo il 223 è efficace come gli altri calibri più grandi. Colpi ben piazzati fanno crollare il capo sul posto.....colpi mal piazzati gli fanno fare un pò di strada.
Per quel che sono le mie esperienze non è vero che sparando con un calibro più potente mi posso permettere meno precisione. L' unico svantaggio che ha il 223 (che comunque non è poco) è che in caso di ferimento produce meno segni, meno sangue ma per il resto l' effetto invalidante del colpo è lo stesso. Forse perchè è molto veloce, forse perchè le sue palle "lavorano" tanto.....fatto stà che per quel che ho potuto vedere io le considerazioni sono queste almeno se si parla di tiri sotto i 250 mt.....oltre non so.
Riguardo al cinghiale....come ho detto più volte....il calibro NON è adatto. I motivi sono tantissimi e vanno dalla resistenza del selvatico in questione, alla difficoltà che esso presenta in caso di recupero, alla sua pericolosità se ferito, ai tiri che su esso si effettuano ecc ecc (escludo in questo discorso tiri su pastura che da me è vietata).
Capriolo e cinghiale sono animali profondamente diversi e questo spiega perché sul capriolo 223 SI....su cinghiale 223 NO.The Rebel![;)]Commenta
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Sly, il mio recupero da te menzionato venne fatto su un cinghiale tirato con il .223, che percorse circa 30 metri dal punto dove è stato sparato, colpito in piena spalla e trovato dopo 10 min, lo abbiamo recuperato la mattina seguente perchè precipito' in una gola piena di rovi e stava venendo giu una pioggia incredibile.... abbiamo dovuto eviscerarlo, nasconderlo e lasciarlo li.... è stato difficile tornare su alla macchina da quanto si scivolava, pur avendo solo la carabina a tracolla.
Ti sei confuso con la capriola che ho sparato a gennaio a 240 metri.... anche quella ha fatto 30 metri e poi crollata..... non fu un bel tiro perchè la padellai di prima botta e il secondo colpo andò leggermente dietro.Ultima modifica Tom Sierra; 25-02-20, 09:53.Dove mangia la fucilata mangia il cacciatore
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x non saper ne leggere ne scrivere uso il 7x64 con palle sui 160 --
strutturate e cascano sul posto se capita il cinghiale non mi viene
il mal di pancia intorno ai 200m luce buona (abitudine personale)
ciao Cero e salute a tutti [brindisi]Commenta
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Anche se fosse nato con questo intento (ma il tumbling che genera suggerisce ben altro)....questo comunque sarebbe se tirato con palla blindata su bipedi del peso medio di 80 kg (spesso anche "alterati"!) e con protezione non naturali (vestiti ecc).....cosa ci entra con la caccia?
A caccia si spara ad un animale (nel caso del capriolo) di 25 kg di peso medio, tranquillo che mangia, senza nessuna protezione ( se non i pochi muscoli e una sottilissima pelle) con palle "da caccia" che si espandono e "lavorano" più o meno in profondità.
Via su....Drool]Drool]The Rebel![;)]Commenta
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