Acciai per canne, lavorazioni e cromature

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  • edo49
    Moderatore
    • Jan 2009
    • 3180
    • Cavarzere
    • Breton

    #91
    Visto che ho fatto quarant'anni li professore di Meccanica (e qualche altra disciplina) devo dare un bell'Otto all'ultimo scritto di Maurizio, hai riassunto molto bene i concetti. Dunque la risposta l'ha data Louison, a cui mi permetto di aggiungere, che la Canna Liscia, alla fine, NON ha tutti questi problemi che reclamino un Acciaio dalla Resistenza alle Pressioni Superlative, per cui i costruttori hanno possibilità di usare una vasta gamma, decidendo il metallo che più si addice al tipo di produzione che intendono usare (grande serie, prodotto raffinato artigianale, extra lusso...) e poi c'è il fattore pubblicitario... Cito un esempio, improprio, la Smith & Wesson ha usato tra i primi (dopo i Sovietici) Una Lega di Alluminio in lega con Ittirio (se non ricordo male) che gli dava la resistenza di un acciaio legato ma col peso di 1/3, realizzando un revolver cal 357 Magnum 21/2 pollici di canna, leggerissimo, tascabilissimo, che all'inizio sembrava eccezionale, salvo poi accorgersi che era impossibile sparare un tamburo senza farsi venire le vesciche tra pollice ed indice per il violentissimo schiaffo del rinculo ....

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    • louison
      ⭐⭐⭐
      • Jul 2012
      • 4254
      • LUGO DI VICENZA
      • NESSUNO

      #92
      Però è bene rilevare che non è tanto raro il caso di normali fucili a canna liscia che accusano danni specialmente rigonfiamenti di canna a causa di varie ostruzioni (anche borre e sezioni di bossolo che si sono arrestatì) .... Comunque la prova odierna superiore di banco a 1370 bar con pallini d'acciaio (punzonata con giglio) è un'ulteriore garanzia e presuppone l'impiego di acciai con caratteristiche di migliore resistenza .. Il caso della cartuccia cal 20 inserita per disattenzione davanti a una normale cal. 12 si è ripetuto più volte specialmente sui campi di tiro ..... Non è un caso che il famosissimo ed elitario sovrapposto di Fabbri costruito certamente con materiali eccelsi (che G. Garolini afferma sopporti pressioni di canna di 3500 bar) abbia resistito senza danni alla stessa prova distruttiva che aveva effettuato la Baschieri e Pellagri .
      Ultima modifica louison; 19-07-20, 17:09.

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      • Esperto e Collezionista
        ⭐⭐⭐
        • Apr 2010
        • 2270
        • Salento N.40°23 E.18°18
        • Jack - n. 01.09.2012 Bassotto Tedesco a Pelo Duro --- Joh - n.15.06.2022 Breton - Bianco-Arancio

        #93
        Originariamente inviato da louison
        Il Boehler Antinit è anche meno "duro" di un UM8 e non inferiore sul fattore lavorabilità ; la sua peculiarità è la maggiore resistenza alla corrosione per la alta percentuale di Nichel............ Un acciaio che ha un alto indice di resistenza a snervamento potrà sopportare meglio sovrapressioni senza far rilevare danni al fucile .... Un Maraging ha un'altissimo indice di snervamento pari a 2 o 3 volte un acciaio normale ...... Porto un esempio . Alla Baschieri e Pellagri hanno fatto una prova distruttiva usando un semiautomatico cal. 12 dotato di canna in moderno acciaio trilegato ..
        Hanno volutamento sparato una normale cartuccia inserita dietro ad un'altra però in cal. 20 che si era fermata all'altezza del cono di raccordo di camera; ed ii fucile ha resistito accusando solo una vistosa bolla nella zona di ostruzione ... Probabilmente con un vecchio acciaio al carbonio dei primi del novecento avremmo accusato danni sicuramente ben maggiori e pericolosi ... Con un Maraging probabilmente non avremmo accusato alcun danno .
        Sicuramente si, i vecchi acciai non avevano le caratteristiche di elasticità e plasticità che hanno quelli attuali.
        Originariamente inviato da Mauanto61
        Ciao a tutti. Ho aspettato a lungo prima di intervenire per tentare di metabolizzare al meglio le utili informazioni ricevute da quanti hanno dato il loro pregevole contributo, e, a meno che non mi sia sfuggito qualcosa, sto completamente cambiando il mio pensiero in merito agli acciai e alle loro "presunte" proprietà balistiche.

        Prima di tutto ero convinto che un acciaio potesse essere definito "elastico" in base alle sue proprietà di "allungamento e di vibrazione" durante l'attraversamento della carica: proprietà questa che avrebbe dovuto rendere più fluido l'attraversamento della canna e dunque fornire rosate più costanti e compatte.
        Questo pensiero era anche avvalorato dagli scritti che affermano che le canne senza bindella "rendono" meglio di quelle con la bindella.

        Poi ero convinto che la cromatura "incrudisse" ovvero rendesse meno elastico l'acciao a causa del sottile ma duro strato di cromo, tant'è che tante canne del passato montate su fucili di pregio non avevano la cromatura proprio per evitare qualunque tipo di "alterazione" delle proprietà dell'ottimo acciaio impiegato.

        Pensavo che gli acciai più blasonati tipo il famoso Boehler antinit, il Cogne KMO o il più moderno Maraging possedessero delle caratteristiche in grado di esaltare le qualità balistiche di un'arma in termini di penetrazione e di rosata....

        Ora scopro che: l'elasticità di un acciaio esprime le sue caratteristiche di resistenza allo snervamento prima dell'irreversibile limite plastico, ma non ha niente a che vedere con l'allungamento reversibile che subisce la canna quando è attraversata della carica.
        La deformazione, qualora avvenga riguarda qualche micron e non si capisce in che modo potrebbe influire sulla carica che l'attraversa per un tempo di 3-4 millisecondi.

        La cromatura è ininfluente sulle caratteristiche dell'acciaio impiegato tant'è che c'è da chiedersi perché qualcuno ancora si ostini a non cromare le canne sui fucili di pregio.

        Le caratteristiche dell'acciaio sono ininfluenti in termini balistici, quello che conta è la lavorabilità dell'acciaio, per una quanto più perfetta realizzazione dei "profili" che a questo punto possiamo dire sono gli unici veri responsabili delle caratteristiche balistiche della canna.

        Un acciaio più "duro" a parità di pressione permette di realizzare spessori di canna più sottili a tutto vantaggio del peso e della manovrabilità, almeno in quei caso i cui questo rappresenta un vantaggio.
        Un acciaio trilegato con le giuste proporzioni di elementi può avere un'alta resistenza alla corrosione vedi il Boehler antinit o il 51crva4 ma alla fine dei giochi al di là del minor peso cosa mi offrono balisticamente di più rispetto ad un UM6 o un UM7 cromato?

        Se devo seguire una logica pratica oserei dire che un UM7 o al limite un UM8 essendo più facilmente lavorabili permetteranno una più accurata precisione nella realizzazione dei profili a tutto vantaggio dell'utente finale.
        Vuoi vedere che alla fine un UM8 è paritetico se non superiore al Boehler?

        Capisco che in un fucile che costa oltre i diecimila euro non puoi fargli la canna con un tondino da carpenteria, ma ha veramente un senso - balisticamente parlando - usare un costosissimo Maraging che oltretutto mi risulta essere l'acciaio di più difficile lavorazione e dunque con il più alto margine di errore?

        La sensazione che mi sta assalendo è che alla fine i nomi di acciaio più blasonati siano solo fumo negli occhi: una riuscita operazione di marketing per giustificare il valore di un'arma. Plausibilissimo per carità, ma all'atto pratico mi sembra che ci sia tanto mito e poca sostanza.

        Di fatto nessuno (che io sappia) è mai riuscito a "quantificare" con un valore misurabile e ripetitivo la differenza balistica fra un Boehler e uno C40 o un altro acciaio di caratteristiche inferiori.
        Se così fosse potremmo asserire che la presunta superiorità di un Acciaio è di fatto legata solo alle sensazioni e alle impressioni personali: niente di più fatuo e irrazionale.
        Ovvio che parlo di canne realizzate con lo stesso metodo, gli stessi profili e la stessa accuratezza lavorativa.

        Da più parti si parla di "tensioni" del metallo dovute a saldature maldestre o ad altri errori di lavorazione. Al di là delle problematiche legate alla sicurezza - e che vanno ovviamente sempre risolte - chiedo se c'è la possibilità , e in che modo, che queste "anomalie" possano interferire negativamente sulla qualità della rosata.

        Le mie riflessioni, sicuramente in buona parte confutabili, non vogliono accendere polemiche né denigrare qualcosa o qualcuno, ma solo provocare gli stimoli giusti, affinché, con il contributo di tutti, alla fine appaia chiara la realtà non per come la abbiamo sempre immaginata, ma per come realmente è.

        Un saluto


        Maurizio
        Questa è veramente bella
        Capisco che in un fucile che costa oltre i diecimila euro non puoi fargli la canna con un tondino da carpenteria
        Infatti, con le attuali mescole non sarà più necessario impiegare acciai del tipo Bohler Antinit, o Excelsior, o Anticorro Poldi, quando la metallurgia ormai da qualche decennio mette a disposizione acciai bi-trilegati di alto rango: UM6-UM8 ecc..
        All'eopoca se non impiegavi quelli, anni '30-'40 quando la cromatura interna delle canne non era neppure un sogno le armi di pregio sarebbero giunte a fine vita dopo pochi anni.
        sigpic

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        • TYPHOON
          ⭐⭐⭐
          • Apr 2013
          • 2801
          • Potenza

          #94
          La S&W ha prodotto modelli con telaio in alluminio legato allo scandio (anche le semiauto 1911, con fusto nella stessa lega). Il revolver modello 340 PD in .357 ha l'esplicita avvertenza di non usare cartucce caricate con palle da meno di 120 grani, poiché la faccia anteriore del tamburo viene "esfoliata" dall'abbondande fiammata generata da tali caricamenti (già successo ad alcuni possessori che con avevano rispettato questa prescrizione). Questi revolver, a differenza dei loro predecessori con fusto in lega "normale" (es. 442 e 642 Airweight), hanno un rivestimento in lamierino d'acciaio in corrispondenza dello sfiato canna-tamburo, per proteggere il fusto dall'erosione dei gas ad alta pressione. Alla fine non so fino a che punto convenga avere meno peso in fondina...

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          • Quiete
            ⭐⭐⭐
            • May 2010
            • 2312
            • Milano
            • Gordon: Iron English Beauty, Dora dell'Arbia

            #95
            Prima di tutto ero convinto che un acciaio potesse essere definito "elastico" in base alle sue proprietà di "allungamento e di vibrazione" durante l'attraversamento della carica: proprietà questa che avrebbe dovuto rendere più fluido l'attraversamento della canna e dunque fornire rosate più costanti e compatte.
            Questo pensiero era anche avvalorato dagli scritti che affermano che le canne senza bindella "rendono" meglio di quelle con la bindella.

            ...

            Ora scopro che: l'elasticità di un acciaio esprime le sue caratteristiche di resistenza allo snervamento prima dell'irreversibile limite plastico, ma non ha niente a che vedere con l'allungamento reversibile che subisce la canna quando è attraversata della carica.
            La deformazione, qualora avvenga riguarda qualche micron e non si capisce in che modo potrebbe influire sulla carica che l'attraversa per un tempo di 3-4 millisecondi.

            ...

            Maurizio[/QUOTE]


            Chiedo scusa, sono sicuramente lento e tonto, ma non ho capito.

            Da quello che leggo, l'elasticità, da un punto di vista funzionale, prestazionale, è esattamente la capacità di un materiale di modificare la propria forma (allungandosi, allargandosi, piegandosi, ...) salvo poi ritornare alla sua identica forma originale al cessare della forza che lo ha sollecitato (nel nostro caso, esplosione e passaggio di piombo e gas)

            Che poi la si misuri andando ad identificare il limite di snervamento, cioè la forza (N/mm2) oltre la quale il materiale non è più elastico, ma subisce una deformazione plastica permanente, oppure lo misuri in altri modi, attiene ai metodi di misurazione, ma non modifica il 'comportamento' che definisce.

            Se io misuro l'elasticità di un elastico dicendo che è uguale al 100% della sua lunghezza, non sto dicendo altro che il suo limite di snervamento è uguale a quella forza necessaria per allungarlo di un metro se è lungo un metro. Oltre questo limite il mio elastico rimarrà plasticamente deformato (come spesso succede per le piovrette da portapacchi) oppure si romperà. Cambia molto il modo di misurare l'elasticità, ma, secondo quello che capisco, non cambia il cosa accade alla canna o all'elastico (salvo il fatto che l'esplosione della cartuccia genererà forze multi direzionali diverse dalla semplice trazione)

            Quello che incide sulla balistica è l'elasticità, cioè il comportamento della canna prima del limite di snervamento, ma non il limite di snervamento in quanto tale, per il semplice fatto che tutte le canne che usiamo (salvo quelle rare che si deformano o rompono) non raggiungono il limite di snervamento, quindi dovrebbero avere tutte prestazioni identiche ... e non è così.

            Se sbaglio correggetemi, ma insisto nel dire che se non ci intendiamo sulle parole, difficilmente ci intendiamo su concetti e prestazioni.

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            • edo49
              Moderatore
              • Jan 2009
              • 3180
              • Cavarzere
              • Breton

              #96
              Tento di chiarire, la seconda e terza riga scritte da Quiete sono tecnicamente corrette, e definiscono il CAMPO nel diagramma di prova di trazione che va da sforzo = Zero a sforzo limite di Snervamento, raggiunto il quale il materiale comincia a deformarsi Plasticamente (per sempre). Da puntualizzare che lo "sforzo" in N/mm2 NON è una forza totale che lo allunga, (che si misurerebbe in Newton) ma ciò che sopporta OGNI mm2 di sezione del metallo. Ora la misurazione dell'allungamento massimo di un elastico prima di snervarsi è una visione FUORVIANTE per la canna perchè enormemente maggiore dell'acciaio. Infatti con una formula balistica semplificata ricordando che 1 Bar = 100 000 N/ metro2 e portando a 1 mm2 (che è 1 milionesimo di metro2) 1 Bar = 0,1 N/mm2. Una cartuccia cal 12 ammettiamo generi 600 Bar in camera del diam. di circa 20 mm, che si scaricheranno sulla parete del tubo di spessore di circa 6 mm generando una trazione di circa (formula approssimata) 90 N/ mm2. Sapendo la costante Elastica degli Acciai all'incirca 200 000 N/mm2 risulta un allungam. % di circa 0,5 x 10^(-3) e con tubo di diam interno 20 mm, ed una circonferenza di 62,1 mm si allaga di 0,5 x 10^(-3) x 62,8 mm = 31,4 x 10 ^(-3) mm in parole povere 31, 4 millesimi di mm, tre centesimi di allargamento di circonferenza.
              In canna sottile le pressioni sono Molto di meno per la dilatazione dei gas (tranne che col fuoco lungo!) quindi questa ELASTICITA' non porta Nessuna Incidenza sulla Balistica. Mi dispiace aver tirato fuori i numeri perchè complicano le cose, ma sennò le chiacchiere senza punti fermi non arrivano a niente. Ancora una volta si ribadisce che le uniche incidenze balistiche delle canne derivano dal Profilo Geometrico interno, dato da coni di raccordo e strozzature, finiture superficiali, coassialità, circolarità, rettilineità...
              Aggiungo per i Tecnici che la tensione unitaria Sf [N/mm2] sull' anello di parete della canna, è dato con formula semplificata da Sf [N/mm2] = pressione interna [N/mm2] x Diam interno [mm] / 2 x spessore anello [mm]
              Ultima modifica edo49; 19-07-20, 18:06.

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              • Quiete
                ⭐⭐⭐
                • May 2010
                • 2312
                • Milano
                • Gordon: Iron English Beauty, Dora dell'Arbia

                #97
                Grazie mille Edo.

                Sul fatto che una canna di fucile e un elastico abbiano livelli di elasticità diversi di parecchie dimensioni non c'è dubbio, ma il concetto di elasticità quello è.

                Sul fatto che l'elasticità della canna e del suo acciaio incida o meno sulle prestazioni balistiche non lo so e non ho un'opinione forte. Mi sembrava che l'elasticità dell'acciaio fosse centrale nell'opinione di Maurob e peraltro tutti i timori sulla cromatura, per quanto infondati, implicano che l'elasticità sia un valore al fine della rosata, ma di mio non ne so.

                Facendo però un ragionamento, la canna subisce una deformazione elastica non solo per l'effetto radiale dell'esplosione, ma almeno per altri due motivi.

                Il primo è che l'esplosione avviene ad una estremità della canna e solo successivamente (seppure di frazioni di secondo) si propaga all'intera lunghezza.

                Il secondo è che l'esplosione avviene in ogni caso nell'estremità della canna che è vincolata da un qualsiasi sistema di chiusure che la tengono salda alla bascula o all'otturatore, mentre l'altra estremità non ha questo vincolo. Si aggiunge poi il fatto che se si tratta di una doppietta, di un sovrapposto o di un recupero gas, si avranno anche i vincoli con le bindelle/ine e la seconda canna o con il bicchierino.

                Forse me lo sono sognato, comunque non riesco a ritrovarlo, ma mi sembra di ricordare un video super rallentato della canna di un semi che, allo sparo, evidenziava, seppure in misura estremamente contenuta un movimento simile al 'colpo di frusta' tipo inarcamento-accorciamento seguito da distensione e allungamento.

                Intuitivamente, sarei portato a fare la congettura che la capacità elastica della canna di assecondare l'insieme di queste forze e tensioni possa avere un'influenza sulla resa balistica anche se connessa con misure micrometriche. Peraltro, mi viene da pensare, la qualità di una rosata dipende spessissimo anche da variazioni piccolissime; ben lo sa chi ricarica, baste qualche centigrammo di differenza nella polvere, una chiusura leggermente più o meno stretta, ma anche una foratura d'anima diversa per 2-3 centesimi di millimetro per generare effetti apprezzabili. Nel calibro 12, tutta l'intera gamma delle strozzature, ce la giochiamo dentro un millimetro.
                Credo.

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                • maurob
                  ⭐⭐
                  • Jun 2012
                  • 373
                  • lodrino

                  #98
                  Provo a dare qualche indicazione rispetto agli ultimi interventi nella speranza di riuscire a fare un discorso chiaro (scusate ma non sono un professore, la.mia competenza è un'altra e non sono avvezzo a fare lezione).

                  Partirei dal messaggio di Maurizio, condivido buona parte di quanto detto, l'unico suggerimento che posso dare è di non passare da un'eccesso all'altro: per un produttore di canne la scelta dell'acciaio da impiegare è fondamentale, questa scelta deve essere ben valutata in funzione della tecnologia produttiva che ha a disposizione e altrettanto in funzione del prodotto che deve realizzare.

                  Per quanto riguarda il discorso cromatura credo che ormai siamo tutti d'accordo sul fatto che alla fine non cambia la vita a nessuno, per riassumere: teoricamente la mancanza di cromatura potrebbe dare dei leggeri vantaggi sulla resa balistica (non quantificabili ne misurabili) di contro però da degli svantaggi abbastanza evidenti e oggettivi sulla tenuta alla corrosione. Alla luce di queste considerazioni poi ognuno, consapevole dei pro e dei contro, farà le proprie valutazioni.

                  Un piccolo particolare riguardo alle canne senza bindella: la migliore resa balistica accreditata a questo tipo di canne non è in funzione dell'elasticità del materiale, in questo caso entra in gioco un'altro fattore che è la dilatazione termica: in una canna con bindella, durante una serie di colpi, avremo il tubo che sarà soggetto ad un riscaldamento, con conseguente dilatazione longitudinale e trasversale (quest'ultima meno influente), la bindella invece sarà relativamente meno interessata da tale dilatazione, quindi cosa succede? Il tubo si allunga, la bindella invece no, conseguenza: la canna ad ogni colpo tenderà a piegarsi verso l'alto perdendo la taratura del punto di mira rispetto al centro di rosata. Una volta raffreddata la canna, tutto torna alle condizioni iniziali.
                  La canna senza bindella invece non è influenzata da questo problema, salvo però avere una linea di mira meno efficiente e per molti un po' più ostica nell'utilizzo.

                  Per rispondere invece a Quiete, credo sia utile fare un ragionamento più ampio per capire come valutare i valori di carico di snervamento (nelle tabelle degli acciai lo trovate come Re min. N/mmq).
                  Partiamo dal fatto che questi valori che trovate indicati in tabella sono appunto indicativi perché nella maggior parte dei casi per la produzione di canne vengono richiesti valori leggermente diversi e soprattutto con range di tolleranza molto ristretti (aggiungo anche che sono poche in Europa le acciaierie che accettano queste tolleranze) allo scopo di ottenere la massima costanza di risultato sul prodotto, in questo caso la canna.
                  A questo punto come utilizzare questi valori?
                  Come giustamente detto, nel normale esercizio di una canna dobbiamo restate sotto il limite del carico di snervamento (di solito si calcola circa un 30-40% in meno rispetto alla prova del BNP), in funzione di questo abbiamo anche un'asso nella manica da poter giocare: lo spessore di parete della canna.

                  Questo cosa vuol dire?
                  Faccio due esempi per semplificare:

                  1- Se devo realizzare una canna per un superleggero, utilizzerò un acciaio con valori di Re piuttosto alti perchè sarò costretto a ridurre al minimo gli spessori di canna ma contemporaneamente devo garantire prima di tutto la sicurezza e nel frattempo anche l'elasticità.

                  2- Viceversa se devo realizzare la canna per un fucile da tiro (dove il peso del fucile non è così vincolante), in questo caso avrò la possibilità di aumentare di qualche decimo lo spessore della canna e di conseguenza posso utilizzare un acciaio con valori di Re inferiori.

                  A questo punto dovremmo avere più o meno le stesse caratteristiche di elasticità sulle due canne, ma quale delle due sarà la canna con la migliore resa balistica? Io non ho dubbi sul fatto che sarà quella per il fucile da tiro, e per motivi ben precisi:

                  La canna del superleggero avrà più difficoltà ad assorbire le forze generate dallo sparo, tenderà a "vibrare" eccessivamente e questo problema, oltre a essere deleterio per la rosata, si scarica sia sull'utizzatore ma anche sul fucile, sulle chiusure, sui legni... riducendo drasticamente la durata del fucile.

                  La canna per il fucile da tiro invece risulterà più "morbida" rispetto alle forze in gioco, avremo una canna e un fucile più stabili, il maggior peso sarà anche meno influenzato dalle temperature.
                  Oltre a questo, l'utilizzo di un materiale con valori di Re leggermente inferiori permette di utilizzare acciai con lavorabilità molto migliori e di conseguenza anche le lavorazioni per ottenere le geometrie interne possono risultare molto più precise.

                  Purtroppo devo darvi una delusione, se pensavate che parlare di acciai per canne fosse un argomento semplice, vi sbagliavate.
                  È un argomento piuttosto complesso ed è fondamentale capire che nella scelta di questi acciai intervengono un'infinità di variabili.
                  Il primo passo per capire l'argomento è avere chiaro che non esiste un acciaio che possa essere considerato "universale", in funzione della canna che andremo a realizzare dovremo scegliere il materiale che potrà dare il miglior risultato.

                  Inviato dal mio GT-I9515 utilizzando Tapatalk

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                  • louison
                    ⭐⭐⭐
                    • Jul 2012
                    • 4254
                    • LUGO DI VICENZA
                    • NESSUNO

                    #99
                    Originariamente inviato da maurob
                    1- Se devo realizzare una canna per un superleggero, utilizzerò un acciaio con valori di Re piuttosto alti perchè sarò costretto a ridurre al minimo gli spessori di canna ma contemporaneamente devo garantire prima di tutto la sicurezza e nel frattempo anche l'elasticità.

                    2- per un fucile da tiro avrò la possibilità di aumentare di qualche decimo lo spessore della canna e di conseguenza posso utilizzare un acciaio con valori di Re inferiori.

                    A questo punto dovremmo avere più o meno le stesse caratteristiche di elasticità sulle due canne

                    La canna del superleggero avrà più difficoltà ad assorbire le forze generate dallo sparo, tenderà a "vibrare" eccessivamente e questo problema, oltre a essere deleterio per la rosata



                    Inviato dal mio GT-I9515 utilizzando Tapatalk
                    Però continueremo a fare confusione se non saremo concordi nel SIGNIFICATO di "ELASTICITà DEL METALLO" ... In metallurgia è ritenuto più elastico l'acciaio che accusa lo snervamento ad un carico più alto ; ne deriva ad es. che l'acciaio UM8 è più elastico del comune C40 ....... Poi diversamente le persone comuni danno un significato contrario e ritengono gli acciai duri e maggiormente resistenti (tipo UM8) meno elastici rispetto a quelli dolci e con minor resistenza (tipo c40) ..Inoltre questo secondo e diverso concetto di elasticità influenzerebbe secondo alcuni il rendimento delle canne dei fucili ................. Mi sembra di intuire che Maurob sia propenso ad appoggiare il secondo significato .
                    Ultima modifica louison; 20-07-20, 01:29.

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                    • Duecanne
                      ⭐⭐⭐
                      • Jun 2020
                      • 1023
                      • Friuli
                      • springer spaniel

                      #100
                      Originariamente inviato da maurob
                      due esempi per semplificare:

                      1- Se devo realizzare una canna per un superleggero, utilizzerò un acciaio con valori di Re piuttosto alti perchè sarò costretto a ridurre al minimo gli spessori di canna ma contemporaneamente devo garantire prima di tutto la sicurezza e nel frattempo anche l'elasticità.

                      2- Viceversa se devo realizzare la canna per un fucile da tiro (dove il peso del fucile non è così vincolante), in questo caso avrò la possibilità di aumentare di qualche decimo lo spessore della canna e di conseguenza posso utilizzare un acciaio con valori di Re inferiori.

                      A questo punto dovremmo avere più o meno le stesse caratteristiche di elasticità sulle due canne, ma quale delle due sarà la canna con la migliore resa balistica? Io non ho dubbi sul fatto che sarà quella per il fucile da tiro, e per motivi ben precisi:

                      La canna del superleggero avrà più difficoltà ad assorbire le forze generate dallo sparo, tenderà a "vibrare" eccessivamente e questo problema, oltre a essere deleterio per la rosata, si scarica sia sull'utizzatore ma anche sul fucile, sulle chiusure, sui legni... riducendo drasticamente la durata del fucile.

                      La canna per il fucile da tiro invece risulterà più "morbida" rispetto alle forze in gioco, avremo una canna e un fucile più stabili, il maggior peso sarà anche meno influenzato dalle temperature.
                      Oltre a questo, l'utilizzo di un materiale con valori di Re leggermente inferiori permette di utilizzare acciai con lavorabilità molto migliori e di conseguenza anche le lavorazioni per ottenere le geometrie interne possono risultare molto più precise.

                      Inviato dal mio GT-I9515 utilizzando Tapatalk
                      Non sono un tecnico dell'argomento, per cui prevalentemente leggo per comprendere (nei limiti delle mie conoscenze) ed imparare.
                      Cito questo tratto di maurob sulla base di una mia osservazione: La vecchia Franchi faceva i suoi fucili allegeriti (Falconet) con canne comunque pesanti. Detti sovrapposti non pesavano mai meno di 2,9 kg. con canne del peso sempre superiore a 1,4 kg. e la loro resa balistica è nota ai più.
                      Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie....

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                      • Quiete
                        ⭐⭐⭐
                        • May 2010
                        • 2312
                        • Milano
                        • Gordon: Iron English Beauty, Dora dell'Arbia

                        #101
                        Originariamente inviato da louison
                        Però continueremo a fare confusione se non saremo concordi nel SIGNIFICATO di "ELASTICITà DEL METALLO" ... In metallurgia è ritenuto più elastico l'acciaio che accusa lo snervamento ad un carico più alto ; ne deriva ad es. che l'acciaio UM8 è più elastico del comune C40 ....... Poi diversamente le persone comuni danno un significato contrario e ritengono gli acciai duri e maggiormente resistenti (tipo UM8) meno elastici rispetto a quelli dolci e con minor resistenza (tipo c40) ..Inoltre questo secondo e diverso concetto di elasticità influenzerebbe secondo alcuni il rendimento delle canne dei fucili ................. Mi sembra di intuire che Maurob sia propenso ad appoggiare il secondo significato .
                        Louison abbiamo appena convenuto tutti che esiste un solo concetto di elasticità. Il limite di snervamento non è un concetto contraddittorio o alternativo ma è un modo di esprimere/misurare l'elasticità di un metallo. Non ci sono due definizioni di elasticità, ce n'è una sola e diversi modi per misurarla.

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                        • franki
                          ⭐⭐
                          • Nov 2011
                          • 696
                          • treviso
                          • dd

                          #102
                          Originariamente inviato da Duecanne
                          Non sono un tecnico dell'argomento, per cui prevalentemente leggo per comprendere (nei limiti delle mie conoscenze) ed imparare.
                          Cito questo tratto di maurob sulla base di una mia osservazione: La vecchia Franchi faceva i suoi fucili allegeriti (Falconet) con canne comunque pesanti. Detti sovrapposti non pesavano mai meno di 2,9 kg. con canne del peso sempre superiore a 1,4 kg. e la loro resa balistica è nota ai più.
                          Mi piacerebbe sapere anche con quale acciaio venivano costruite queste belle e ottime canne Franchi dall abbondante spessore e dall eccellente resa balistica...magari MAUROB lo sa.

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                          • lacopo giuseppe
                            ⭐⭐⭐
                            • Oct 2014
                            • 5614
                            • roma
                            • setter

                            #103
                            Gli acciai usati nei migliori periodi dalla Franchi era il Cogne. Usato nei fucili standard.

                            Cari saluti

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                            • maurob
                              ⭐⭐
                              • Jun 2012
                              • 373
                              • lodrino

                              #104
                              Originariamente inviato da louison
                              Però continueremo a fare confusione se non saremo concordi nel SIGNIFICATO di "ELASTICITà DEL METALLO" ... In metallurgia è ritenuto più elastico l'acciaio che accusa lo snervamento ad un carico più alto ; ne deriva ad es. che l'acciaio UM8 è più elastico del comune C40 ....... Poi diversamente le persone comuni danno un significato contrario e ritengono gli acciai duri e maggiormente resistenti (tipo UM8) meno elastici rispetto a quelli dolci e con minor resistenza (tipo c40) ..Inoltre questo secondo e diverso concetto di elasticità influenzerebbe secondo alcuni il rendimento delle canne dei fucili ................. Mi sembra di intuire che Maurob sia propenso ad appoggiare il secondo significato .
                              Rileggendo i vari interventi credo che abbiamo tralasciato un concetto importante: una cosa è l'elasticità di un acciaio e ben altra è l'elasticità di una canna.
                              Sembra un gioco di parole ma in realtà non è una regola il fatto che utilizzando un acciaio più elastico otterremo una canna più elastica, a dire il vero è spesso al contrario.
                              Come abbiamo detto fin'ora un acciaio con limite di snervamento più alto vuol dire che è più elastico, però dobbiamo considerare anche un altro fattore: in una fucilata, a parità di spessore e di pressione, un acciaio C40 (con valore Re 460 N/mmq) si "allungherá" di più o di meno rispetto a un 51CrV4 (con valore Re 1200 N/mmq) ???
                              A quanto ne so si dovrebbe allungare di più il C40; ovviamente questo comporta anche il fatto che arriverà molto prima alla fase critica di snervamento rispetto al 51CrV4 però questo può essere risolto aumentando gli spessori.

                              Oltre al carico di snervamento (Re) ci sono anche altri due valori da tenere presente: il carico unitario di rottura (Rm) e l'allungamento dopo rottura (A%).
                              Nel caso del C40 abbiamo Rm=700N/mmq e A%17 mentre invece per il 51CrV4 Rm=1400N/mmq A%=6

                              A questo punto sarebbe interessante l'intervento di Edo che sicuramente potrebbe spiegare meglio di me il concetto.

                              Inviato dal mio GT-I9515 utilizzando Tapatalk
                              Ultima modifica maurob; 20-07-20, 13:32.

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                              • edo49
                                Moderatore
                                • Jan 2009
                                • 3180
                                • Cavarzere
                                • Breton

                                #105
                                Ci risiamo con la complicazione: Mauro dice bene quando differenzia l'elasticità del metallo dalla "deformazione elastica" della canna. E' logico, e succede in TUTTE le Costruzioni Meccaniche. Ovvero che "sotto sforzo" ogni "Costruzione" , sia una Canna, una Asta di Armamento, sotto le forze dello sparo, o l'Auto Telaio della nostra autovettura in Curva, si Deformano elasticamente (si Flettono, si Tirano, si Torcono...) in modo che dipende da: geometria della costruzione, elasticità del metallo, intensità degli sforzi ... Mi fermo qui perchè sennò non bastano 300 pagine di un trattato di Costruzioni Meccaniche. Dunque, in modo spicciolo, una Canna senza bindella sarà piu libera di vibrare di una con la bindella, la quale, saldata, aggiungerà forte RIGIDEZZA a piegarsi nella direzione radiale in cui lei c'è. Non parliamo poi di DUE canne saldate assieme dalle bindelle laterali, che fanno una RIGIDEZZA molte volte superiori alla singola canna... Ma, ripeto, UNA singola canna LISCIA farà modestissime vibrazioni radiali, assolutamente insignificanti sull'ampiezza della rosata. Invece la perfezione della forma di bocca, e dello strozzatore precedente, LO SAPETE TUTTI, è fondamentale! Invece una canna di carabina, gonfiata dalla pressione a 3500 / 4000 Bar, che spingerà la palla mantellata ad avvitarsi nella rigatura elicoide arrivando a 900 / 1000 m/s, quella Si vibrerà e dipenderà pure dai punti di contatto della canna con la calciatura l'ampiezza dell'onda di vibrazione, e il momento in cui la bocca farà uscire il proiettile disassato + o -. Nel Liscio questo problema è trascurabile! Perchè invece è fondamentale l'effetto Aereodinamico sullo sciame di pallini!

                                Aggiungo che la RIGIDEZZA meccanica non si intende la resistenza del materiale, ma una cosa che dipende dalla FORMA, per cui un foglio di lamiera sottile (o di cartoncino, per prova casalinga ) se lo piego con le mani lo fa con sforzo minimo, se lo richiudo saldandolo a formare un un Tubo o una Scatola, otterrò un oggetto molto più robusto alla deformazione, cioè piu rigido.
                                Ultima modifica edo49; 20-07-20, 13:56.

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