Chissà mai se lo ritroverò... [:-clown]
L'efficacia e l'utilità del tiro alla spalla, "high shoulder shot"
Comprimi
X
-
Avevo salvato sul vecchio HD andato in fumo [:-cry] , uno studio nel quale dimostrava che in realtà, contrariamente a quanto credevo anch'io, i frammenti di osso semplicemente vengono "risucchiati" dalla cavità prodotta dalla palla e la loro velocità è minima e pertanto non causano grandi danni.
Chissà mai se lo ritroverò... [:-clown] -
Beh caspita complimenti. Riesce a colpire il famoso nervo vago con una precisione chirurgica, compensando sempre perfettamente per alzo e deriva indipendentemente da vento, distanza, angolo di sito ecc. A parte tiratori eccezionali come lei, tipicamente il capriolo tirato a cuore/polmoni qualche metro lo fa.
Poi vabbè le solite parolone.. "matto". Ma per piacere siamo seri[COLOR="Silver"]
E aggiungo che per me andare a caccia senza telemetro e cannare alla grande perché si è stimata a occhio la distanza (addirittura mancando del.tutto il selvatico) o non assicurarsi circa l'azzeramento corretto dell'arma è MOLTO, MOLTO, MOLTO più grave che buttare via mezza spalla di carne (non senza diversi vantaggi e solo in alcune circostanze in cui è preferibile che l'animale non corra). Questo si che dice della qualità di un cacciatore. La botta all'ottica può capitare ma tirare a due animali prima di.accorgersene.. meh. Tirare invece a distanze ragguardevoli (altrimenti non ci sarebbe stata una caduta tale della palla da andare così sotto da mancare il selvatico del.tutto), quello si è incosciente. A me non piace fare i conti in tasca alla gente ma se proprio vogliamo dirla tutta..
Te dovresti migliorare un po' l'educazione e avere l'intelligenza di capire che alcune cose ti vengono dette per migliorarti non per dileggiarti, almeno questo é il mio intento, ma capisco che può essere non gradito.
No non sono un bravo tiratore, penso di essere nella media di quelli che conosco, nemmeno al poligono li metto tutti in una moneta a 200 metri, non ci arrivo anche per alcuni lievi disturbi alla vista, ho smesso anche per questo, ma i colpi che ho indicato alle normali distanze non faccio fatica e replicarli quindi sono alla mia portata, sono cose che impari poco per volta, non cacciando in piano ma in posti dove fai fatica a stare in piedi e devi usare le mani per salire e stringere le chiappe se devi scendere, hai la necessità di riuscire ad infilare il colpo nel punto migliore, mica sempre l'hai a cartolina l'animale, da me é cosa poco frequente, mentre tirare con forte o fortissima pendenza é cosa usuale.
Il colpo al cuore che ho detto e per me un errore, era il mio primo capriolo e il primo tiro con la carabina, si non avevo il telemetro preso l'anno dopo assieme a un buon binocolo, la doppia padella é avvenuta sullo stesso animale due colpi consecutivi andati fuori che avevo la carabina tarata in modo errato, l'ho già scritto il motivo, il legno di pessima qualità, da umido andava a toccare la canna e la deviava, tarato in quel modo quando poi il legno é asciugato la canna é tornata al suo posto, l'ottica no [:-clown] da qui le padelle, nemmeno l'armaiolo é riuscito a risolvere il problema ci ho pensato da solo, che è mia abitudine capire perché si sbaglia e porvi ripiego, mica sono nato professore.
Questo per il tiro, per la caccia non sto a scrivere che ne capiresti poco e nemmeno ci crederesti, quando riuscirai a guardare negli occhi a 40 cm. un camoscio furibondo che ti sfida e vedergli negli occhi i sentimenti che esprime e a volte riuscire a farli avvicinare di solito ad 1,5/ 2 metri, potrai dire che (sul camoscio) cominci a saperne quasi quanto carpen, ma ti servono gli anni, umiltà, intelligenza, amore per la montagna, tanta fatica e soprattutto al camoscio devi volergli bene.Commenta
-
Bene, visto che i nostri emeriti professori, dopo studi approfonditi e lunghi anni di sperimentazioni e ricerche eseguiti sul campo, hanno rivisto e modificato le regole balistiche ed etiche che riguardano la caccia agli ungulati, noi poveri nostalgici facciamocene una ragione. Non ci resta che attendere le prossime pubblicazioni con le nuove correnti di pensiero, lasciare i vecchi luminari rivoltarsi nella tomba, finir di bere la consumazione e lasciare il bar.Drool]
Ciao
PaoloSe vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)Commenta
-
Carpen, il Signore delle Alpi Lecchesi [:-golf]TPer la caccia non sto a scrivere che ne capiresti poco e nemmeno ci crederesti, quando riuscirai a guardare negli occhi a 40 cm. un camoscio furibondo che ti sfida e vedergli negli occhi i sentimenti che esprime e a volte riuscire a farli avvicinare di solito ad 1,5/ 2 metri, potrai dire che (sul camoscio) cominci a saperne quasi quanto carpen, ma ti servono gli anni, umiltà, intelligenza, amore per la montagna, tanta fatica e soprattutto al camoscio devi volergli bene.
Manca l'emoticon con il cuore, ma coi tempi che corrono potrebbe essere frainteso.[:-golf]...Im heil'gen Land Tirol...Commenta
-
Questa non la sapevo......interessante, vedi se riesci a trovarlo.Avevo salvato sul vecchio HD andato in fumo [:-cry] , uno studio nel quale dimostrava che in realtà, contrariamente a quanto credevo anch'io, i frammenti di osso semplicemente vengono "risucchiati" dalla cavità prodotta dalla palla e la loro velocità è minima e pertanto non causano grandi danni.
Chissà mai se lo ritroverò... [:-clown]
Nella pratica per quel che ho visto io (di un caso in particolare ho una foto ma quà non posso pubblicarla.....trattasi di tiro dietro la spalla andato troppo alto[:-clown]) palle che colpiscono ossa importanti e in particolare la spina...producono molti danni.
Nella foto indicata è evidente che non può in nessun modo essere stata la palla....un effetto simile ad un colpo del 12 a pallini a 5/6 mt...The Rebel![;)]Commenta
-
Tanto per cominciare sono selecontrollore dal 1990, dunque -fra i toscani- mi levo il cappello solo davanti a quei 100 aretini che ci precedettero, noi senesi, nel 1989, poi tutto il resto della regione e grandissima parte dell'Italia, ci leggono la targa.Discorso condivisibilissimo e molto equilibrato.
Aggiungo una cosa e poi ti pongo una domanda.
Aggiungo......Circa il rito dell' ultimo pasto....porto rispetto a chi lo fa e "lo sente", io non lo faccio non sentendolo mio......ma mi fa incazzare di brutto chi sostiene (o più spesso insinua) che chi non fa il rito non porta rispetto all' animale.
Ed ora ecco la domanda....da questa discussione pare che il tiro sempre e comunque dietro la spalla (a qualsiasi ungulato) sia la "regola" della cultura mitteleuropea (e per alcuni chi non spara così non rispetta gli animali ecc ecc)......è davvero così?
Te che ne sei un profondo conoscitore .......al cinghiale nelle tue zone della Val d' Elsa (o, perché no, nel volterrano), la sera alle ultime luci, tiri dove?
Visto che sei un selecontrollore dal 1992, a chi ti chiede dove deve mirare il cinghiale all' aspetto di maggio....cosa rispondi?
---------- Messaggio inserito alle 02:42 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:32 PM ----------
Se uno non fa il rito dell'ultimo pasto a me personalmente non interessa, se si caccia in Italia. Se si va a caccia oltre le Alpi sarebbe una grave mancanza di rispetto alle loro tradizioni non farlo. E la corretta cerimonia è piuttosto complicata fra la scelta del ramoscello che deve essere di pianta nobile, e va porto con la mano destra , ricevuto con la sinistra, con il coltello che accompagna il Bruch, frasi di rito con il classico Waidmannsheil (o Waihei a seconda della zona), a cui si risponde con un Waidmannsdanke. Un altro ramoscello intinto nel sangue della preda se la mette il cacciatore sul cappello. Poi se e' a destra o sinistra del cappello si capisce se è quello che l'ha recuperato o quello che gli ha sparato...ora basta, ma non avrei finito.
Mi fa oltremodo incaxxare chi prende in giro le tradizioni altrui. Oltretutto sicuramente non conoscendole e solo per farsi quattro grasse risate con i compagnucci suoi pari.
Tradizioni a parte ( e non c'è cosa peggiore che scimmiottarne vacuamente quelle altrui) il rispetto si porta all'animale principalmente cercando di non farlo soffrire, non oltraggiandone la spoglia (hai presente la testa di cinghiale imbalsamata con gli occhiali da sole, il cappelluccio di paglia da trebbiatore macchinista e la sigaretta in bocca?) e cercando di recuperarlo in ogni modo se viene ferito.
La regola mitteleuropea è di sparare con la ragionevole certezza di colpire mortalmente (questo sempre), fare meno danni possibili alla carne, che è una risorsa apprezzata (questo quando sei invitato). Se sei il capo della riserva, fai pure come ti pare: tanto gli eventuali danni sono tuoi, agli altri non interessa. Puoi sparare tutte le volte che vuoi nel filetto, verrai però poi giudicato come quello che brucia i lenzuoli per ricavarne la cenere: un coglione.
Fine.
---------- Messaggio inserito alle 03:59 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:42 PM ----------
Intanto nel dentro(!!!) verso la testa, dietro all'orecchio. D'istinto. E nello stesso tempo valutare dove si trova il cinghiale e come si muove, se si muove; e se hai tempo, modificare alla bisogna il punto mirato. Valido anche per gli altri 11 mesi dell'anno.
Come quando sei (eri) al rientro dei fringuelli: devi calcolare dove poi casca, mica si deve sparare a bischero sciolto.Ultima modifica Alessandro il cacciatore; 22-11-22, 16:11.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
-
Il mio primo cinghiale l'ho abbattuto in Slovenia, dove sono stato per qualche anno socio di una riserva vicinissima al confine (a proposito, è lì che mi hanno insegnato che il bestione che guida un branco di cinghiali è la scrofa capobranco, da non sparare). A fine battuta si sono avvicinati gli altri cacciatori e un anziano, un bel signore di un'ottantina d'anni, ma ancora dritto e forte come un tronco, saputo che quello era il mio primo cinghiale, con grande semplicità e naturalezza mi si avvicinò e mi disse, in triestino, come usano tutti gli anziani d'Istria: "Questo me speta a mi, perchè son el più anzian". Niente bruch per l'ultimo pasto (non usano, per il cinghiale), ma strappò un rametto di pino, lo intinse nel sangue della ferita, poi si tolse il cappello tenendolo con la sinistra e su quello me lo porse, insieme alla destra, da stringere; mentre mi stringeva la mano mi disse: "Loski blagor!" e io per fortuna sapevo la risposta: "Loski hvala!" che sono l'equivalente del Wadmannsheil e Weidmannsdanke. Così, molto semplicemente, senza prosopopea e con sincera partecipazione. E' un mio bel ricordo di caccia.Commenta
-
Niente battesimo ?Il mio primo cinghiale l'ho abbattuto in Slovenia, dove sono stato per qualche anno socio di una riserva vicinissima al confine (a proposito, è lì che mi hanno insegnato che il bestione che guida un branco di cinghiali è la scrofa capobranco, da non sparare). A fine battuta si sono avvicinati gli altri cacciatori e un anziano, un bel signore di un'ottantina d'anni, ma ancora dritto e forte come un tronco, saputo che quello era il mio primo cinghiale, con grande semplicità e naturalezza mi si avvicinò e mi disse, in triestino, come usano tutti gli anziani d'Istria: "Questo me speta a mi, perchè son el più anzian". Niente bruch per l'ultimo pasto (non usano, per il cinghiale), ma strappò un rametto di pino, lo intinse nel sangue della ferita, poi si tolse il cappello tenendolo con la sinistra e su quello me lo porse, insieme alla destra, da stringere; mentre mi stringeva la mano mi disse: "Loski blagor!" e io per fortuna sapevo la risposta: "Loski hvala!" che sono l'equivalente del Wadmannsheil e Weidmannsdanke. Così, molto semplicemente, senza prosopopea e con sincera partecipazione. E' un mio bel ricordo di caccia.Commenta
-
"Questo per il tiro, per la caccia non sto a scrivere che ne capiresti poco"Te dovresti migliorare un po' l'educazione e avere l'intelligenza di capire che alcune cose ti vengono dette per migliorarti non per dileggiarti, almeno questo é il mio intento, ma capisco che può essere non gradito.
No non sono un bravo tiratore, penso di essere nella media di quelli che conosco, nemmeno al poligono li metto tutti in una moneta a 200 metri, non ci arrivo anche per alcuni lievi disturbi alla vista, ho smesso anche per questo, ma i colpi che ho indicato alle normali distanze non faccio fatica e replicarli quindi sono alla mia portata, sono cose che impari poco per volta, non cacciando in piano ma in posti dove fai fatica a stare in piedi e devi usare le mani per salire e stringere le chiappe se devi scendere, hai la necessità di riuscire ad infilare il colpo nel punto migliore, mica sempre l'hai a cartolina l'animale, da me é cosa poco frequente, mentre tirare con forte o fortissima pendenza é cosa usuale.
Il colpo al cuore che ho detto e per me un errore, era il mio primo capriolo e il primo tiro con la carabina, si non avevo il telemetro preso l'anno dopo assieme a un buon binocolo, la doppia padella é avvenuta sullo stesso animale due colpi consecutivi andati fuori che avevo la carabina tarata in modo errato, l'ho già scritto il motivo, il legno di pessima qualità, da umido andava a toccare la canna e la deviava, tarato in quel modo quando poi il legno é asciugato la canna é tornata al suo posto, l'ottica no [:-clown] da qui le padelle, nemmeno l'armaiolo é riuscito a risolvere il problema ci ho pensato da solo, che è mia abitudine capire perché si sbaglia e porvi ripiego, mica sono nato professore.
Questo per il tiro, per la caccia non sto a scrivere che ne capiresti poco e nemmeno ci crederesti, quando riuscirai a guardare negli occhi a 40 cm. un camoscio furibondo che ti sfida e vedergli negli occhi i sentimenti che esprime e a volte riuscire a farli avvicinare di solito ad 1,5/ 2 metri, potrai dire che (sul camoscio) cominci a saperne quasi quanto carpen, ma ti servono gli anni, umiltà, intelligenza, amore per la montagna, tanta fatica e soprattutto al camoscio devi volergli bene.
Le cose dette per migliorare vanno dette con un altro tono, e con cognizione, conoscendo l'altra persona. Non vedo come mai a partire dall'età si può secondo te capire se uno ne capisce di più o di meno di caccia. Ma se pensare che essendo più vecchio siciramente ci capisci di più di caccia ti fa sentire bene, buon per te. L'esperienza non si fa solo con gli anni e con il numero di abbattimenti. Uno può tranquillamente andare a caccia 60 anni ed essere un pessimo cacciatore. Quindi per cortesia i suoi giudizi li tenga per lei e li riservi a chi conosce.
Magari i miei modi non le piacciono perché non soppeso ogni parola come se stessi parlando con un bambino permaloso. E continuare a parlare di questioni personali quando questo argomento è una questione tecnica è assurdo. A me non interessa niente di lei o di come cacciava e di certo non la giudico.Commenta
-
Il rispetto del selvatico vivo prima e della spoglia dopo, fa parte del buon senso, a prescindere dalle tradizioni. Non ho capito come mai il tiro nel blatt è facile sbagliarlo, e il tiro alla spalla è difficile sbagliarlo. Il tiro alla spalla sembrerebbe un tiro indolore che uccide all'istante, quello nel blatt invece non lo è. Sembrerebbe che tutti i cinghiali tirati nel blatt vanno a morire in cul@ al mondo. Io so per certo che una buona percentuale casca sul punto dello sparo un'altra buona percentuale viene ritrovata poco distante dal cacciatore, un'altra viene ritrovata dal cane e solo una piccola percentuale non viene più ritrovata. Da questa percentuale bisogna togliere quelli mancati e quelli feriti leggermente. Chi sbaglia può sbagliare sia nel blatt che nella spalla. Dalla mia esperienza deduco che se una capriolo con entrambe le spalle maciullate è riuscito ad allontanarsi spingendosi con le zampe posteriori o facendo un gran salto, ha sofferto e non è morto all'istante. Io potrei tirare sempre nella spalla con qualsiasi luna e con qualsiasi cielo, visto la corta distanza che mi separa dal cinghiale, però ho una reputazione da difendere, e non voglio passare per quello che non sono, quando non riesco a tirare in testa rinuncio.Commenta
-
In certe parti della Toscana hanno un altro tipo di battesimo: il cinghiale abbattuto dal novellino viene messo a terra, aperto, e il novellino viene messo in ginocchio davanti al cinghiale. Il novello prende sberle, qualche frustata, poi viene intinto l' indice del cerimoniere (il più stroxxx della brigata) nel sangue e con quello gli si fa una croce sulla fronte mentre viene pronunciata una formula di rito. Quando il novellino crede che sia tutto finito viene immobilizzato nelle braccia, spinto e affogato con la faccia nelle viscere del cinghiale. Molto virile, molto etero, e -di norma-anche molto incazzato e rosso in viso il novellino.Il mio primo cinghiale l'ho abbattuto in Slovenia, dove sono stato per qualche anno socio di una riserva vicinissima al confine (a proposito, è lì che mi hanno insegnato che il bestione che guida un branco di cinghiali è la scrofa capobranco, da non sparare). A fine battuta si sono avvicinati gli altri cacciatori e un anziano, un bel signore di un'ottantina d'anni, ma ancora dritto e forte come un tronco, saputo che quello era il mio primo cinghiale, con grande semplicità e naturalezza mi si avvicinò e mi disse, in triestino, come usano tutti gli anziani d'Istria: "Questo me speta a mi, perchè son el più anzian". Niente bruch per l'ultimo pasto (non usano, per il cinghiale), ma strappò un rametto di pino, lo intinse nel sangue della ferita, poi si tolse il cappello tenendolo con la sinistra e su quello me lo porse, insieme alla destra, da stringere; mentre mi stringeva la mano mi disse: "Loski blagor!" e io per fortuna sapevo la risposta: "Loski hvala!" che sono l'equivalente del Wadmannsheil e Weidmannsdanke. Così, molto semplicemente, senza prosopopea e con sincera partecipazione. E' un mio bel ricordo di caccia.
---------- Messaggio inserito alle 05:01 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:58 PM ----------
Esattamente 50 anni fa: novembre 1972. [vinci] Vecchio, eh?
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
-
Hallo Miteinander, ich bin neu hier im Forum und habe direkt zum Anfang mal ne Frage die mich schon lange beschäftigt. Ich bin seit September 2012 stolzer Besitzer eines Jagdscheins und konnte bisher auch einiges Wild erlegen. Jetzt habe ich mir eine eigene Waffe zugelegt und bei der Auswahl...
Da un forum tedesco. Il tiro a cui mi riferivo io è quello del l'unto 1, raccomandato da molti cacciatori teutonici come vedete, proprio per il fatto che l'animale si ferma dove viene colpito più frequentemente. Piacevole notare che lì nessuno insulta o offende ma si parla in modo molto pragmatico.Commenta
-
Ti facevo più giovane[:D][:D]
---------- Post added at 05:16 PM ---------- Previous post was at 05:15 PM ----------
Quindi.....non è regola aurea evitare come la peste la spalla?Tanto per cominciare sono selecontrollore dal 1990, dunque -fra i toscani- mi levo il cappello solo davanti a quei 100 aretini che ci precedettero, noi senesi, nel 1989, poi tutto il resto della regione e grandissima parte dell'Italia, ci leggono la targa.
Se uno non fa il rito dell'ultimo pasto a me personalmente non interessa, se si caccia in Italia. Se si va a caccia oltre le Alpi sarebbe una grave mancanza di rispetto alle loro tradizioni non farlo. E la corretta cerimonia è piuttosto complicata fra la scelta del ramoscello che deve essere di pianta nobile, e va porto con la mano destra , ricevuto con la sinistra, con il coltello che accompagna il Bruch, frasi di rito con il classico Waidmannsheil (o Waihei a seconda della zona), a cui si risponde con un Waidmannsdanke. Un altro ramoscello intinto nel sangue della preda se la mette il cacciatore sul cappello. Poi se e' a destra o sinistra del cappello si capisce se è quello che l'ha recuperato o quello che gli ha sparato...ora basta, ma non avrei finito.
Mi fa oltremodo incaxxare chi prende in giro le tradizioni altrui. Oltretutto sicuramente non conoscendole e solo per farsi quattro grasse risate con i compagnucci suoi pari.
Tradizioni a parte ( e non c'è cosa peggiore che scimmiottarne vacuamente quelle altrui) il rispetto si porta all'animale principalmente cercando di non farlo soffrire, non oltraggiandone la spoglia (hai presente la testa di cinghiale imbalsamata con gli occhiali da sole, il cappelluccio di paglia da trebbiatore macchinista e la sigaretta in bocca?) e cercando di recuperarlo in ogni modo se viene ferito.
La regola mitteleuropea è di sparare con la ragionevole certezza di colpire mortalmente (questo sempre), fare meno danni possibili alla carne, che è una risorsa apprezzata (questo quando sei invitato). Se sei il capo della riserva, fai pure come ti pare: tanto gli eventuali danni sono tuoi, agli altri non interessa. Puoi sparare tutte le volte che vuoi nel filetto, verrai però poi giudicato come quello che brucia i lenzuoli per ricavarne la cenere: un coglione.
Fine.
---------- Messaggio inserito alle 03:59 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:42 PM ----------
Intanto nel dentro(!!!) verso la testa, dietro all'orecchio. D'istinto. E nello stesso tempo valutare dove si trova il cinghiale e come si muove, se si muove; e se hai tempo, modificare alla bisogna il punto mirato. Valido anche per gli altri 11 mesi dell'anno.
Come quando sei (eri) al rientro dei fringuelli: devi calcolare dove poi casca, mica si deve sparare a bischero sciolto.
---------- Post added at 05:17 PM ---------- Previous post was at 05:16 PM ----------
Ok......06/11/1996...ho ancora i bossoli delle brenneke [brindisi]
---------- Post added at 05:25 PM ---------- Previous post was at 05:17 PM ----------
Chi va a caccia e ha cacciato in vari ambienti e vari selvatici sa benissimo che non esiste standard ma anche chi ha cacciato solo un selvatico in un solo ambiente ma ha umiltà e mente aperta a considerare che il mondo non finisce davanti la sua altana o zona di caccia riesce benissimo capire.https://forum.wildundhund.de/threads...tepunkt.85248/
Da un forum tedesco. Il tiro a cui mi riferivo io è quello del l'unto 1, raccomandato da molti cacciatori teutonici come vedete, proprio per il fatto che l'animale si ferma dove viene colpito più frequentemente. Piacevole notare che lì nessuno insulta o offende ma si parla in modo molto pragmatico.
Il resto crede di essere depositario di verità assolute...The Rebel![;)]Commenta
-
Teddy, rammenta quella padella mega galattica quando invece di chiappare la cignala buttasti giù un leccio, che per poco con i rami abbatte te, te avresti acceso un cero alla Madonna se le disintegravi la spalla a quella pora cignala. O no?
Non me lo hanno raccontato, ero accanto a te.....che padella ragazzi...[:-clown]
Oltre le umane incapacità!
---------- Messaggio inserito alle 05:45 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:44 PM ----------
Pischelletto: io ho ancora la punta della lancia.
---------- Messaggio inserito alle 05:49 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:45 PM ----------
Dipende da quali si frequentano. Nel mio preferito volavano (ora non funge più) gli Schweinehund come i colombi nel miglior giorno di passo.https://forum.wildundhund.de/threads...tepunkt.85248/
Da un forum tedesco. Il tiro a cui mi riferivo io è quello del l'unto 1, raccomandato da molti cacciatori teutonici come vedete, proprio per il fatto che l'animale si ferma dove viene colpito più frequentemente. Piacevole notare che lì nessuno insulta o offende ma si parla in modo molto pragmatico.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
Argomenti correlati
Comprimi
-
da Livia1968🦉Carissimi tutti, è sempre un piacere quando il forum ha l'occasione di offrire un contributo culturale.
Questa opportunità , oggi, ce la da l'autore di un libro che ci riguarda in maniera particolare perchè , oltre a raccontare la storia di un Campione del Tiro italiano di cui pochi conoscono e ne ricordano le imprese, ci regala la visione di uomo che con le armi viveva , sia come sportivo sia nei momenti di libertà dai suoi impegni agonistici , cioè a caccia.
Lascio...-
Canale: Articoli
17-01-25, 18:48 -
-
da matteo1966Ciao a tutti,
posto qui e non in "racconti" per cercare di animare un po' questa sezione, a me cara e che tanto mi ha dato negli anni,...-
Canale: Caccia di selezione
-
-
da sly8489Spero che questa è la sezione giusta per rispondere a chi considera e ha opinioni diverse sull'utilizzo del kiplauff a caccia. Partiamo da questa affermazione:...
-
Canale: Il ritrovo del cacciatore
-
-
Buona serata a tutti, chiedo aiuto per caricare delle cartucce per il tiro alla bottiglia, in occasione della festa del cacciatore, fatta da Federcaccia...
-
Canale: Armi & Polveri
-
-
Titolo un pò provocatorio, ma direi chiaro.....
Ieri sera.....
Ci piazziamo distanti io e il mio amico. Io sono su un poggio...-
Canale: Caccia di selezione
-
- Caricamento in corso ...
- Nessun altro evento.
Commenta