Sul punto ideale dove colpire, blatt, spalla, cassa, etc
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250) -
Infatti è lì che secondo me dovrebbe concentrarsi il discorso, non tanto su quanto fosse scuro ed in quanto scuro si potesse valutare la rinuncia.
Preso nell'area che comunemente si definisce blattCommenta
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Io sono un semplice cacciatore, che caccia da una vita per il gusto di cacciare e che non si dispera se un animale lo ha lasciato andare per la sua strada. Non ha importanza dove caccio, gli animali sono sempre quelli e i loro ambienti pure, o quasi.
Mi piacciono le discussioni, non mi piacciono le discussioni buttate là, quelle le accetto solo al bar o alle cene fra amici cacciatori. Mi piace studiare e imparare e cerco di spiegare a chi mi sta accanto solo le cose scientificamente riconosciute, anche se poi le snobbo con comportamenti improvvisati o di comodo.
Se mi capita un trofeo importante sparo appena posso, e non cerco il tiro scientifico; ma questa è un'altra cosa...
Spero che non prendiate con stizza quello che avevo e ho scritto ora, io non ce l'ho con nessuno, voglio solo dire che i consigli sono una cosa, l'insegnamento bisogna lasciarlo a chi lo fa per professione. Queste discussioni sono all'ordine del giorno anche con i miei compagni di caccia. Parliamo, discutiamo, ci arrabbiamo, ma sempre amici rimaniamo.
Ciao
PaoloSe vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)Commenta
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Nessuna stizza. Solo che maestri -con umiltà- si diventa. Che sia poi una professione non certifica la bontà di nulla. Io ho avuto più di un professore che aveva sbagliato mestiere.Io sono un semplice cacciatore, che caccia da una vita per il gusto di cacciare e che non si dispera se un animale lo ha lasciato andare per la sua strada. Non ha importanza dove caccio, gli animali sono sempre quelli e i loro ambienti pure, o quasi.
Mi piacciono le discussioni, non mi piacciono le discussioni buttate là, quelle le accetto solo al bar o alle cene fra amici cacciatori. Mi piace studiare e imparare e cerco di spiegare a chi mi sta accanto solo le cose scientificamente riconosciute, anche se poi le snobbo con comportamenti improvvisati o di comodo.
Se mi capita un trofeo importante sparo appena posso, e non cerco il tiro scientifico; ma questa è un'altra cosa...
Spero che non prendiate con stizza quello che avevo e ho scritto ora, io non ce l'ho con nessuno, voglio solo dire che i consigli sono una cosa, l'insegnamento bisogna lasciarlo a chi lo fa per professione. Queste discussioni sono all'ordine del giorno anche con i miei compagni di caccia. Parliamo, discutiamo, ci arrabbiamo, ma sempre amici rimaniamo.
Ciao
Paolo
Detto questo sono qui per ascoltare, imparare -che non si finisce mai- e mettere a disposizione degli altri le mie conoscenze frutto di tante esperienze.
Ribadisco che, senza parlare dei massimi sistemi, sono ben felice se qualcuno solleva obiezioni, dandomi la possibilità di correggermi o di correggerlo.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Nessuno qua si dispera di lasciare andare un' animale.......sano!
La disperazione viene quando, come nel racconto, trovi sangue o altri segni di ferimento ma sai di non poterlo recuperare!
Paolo sono due cose molto ben distinte sai.
Scrivere che "Non ha importanza dove caccio, gli animali sono sempre quelli e i loro ambienti pure, o quasi" mette molto in discussione la prima affermazione e cioè "... cacciatore, che caccia da una vita."
L' ambiente, come ha ben evidenziato anche Alessandro, comporta problematiche e modalità di affrontarle che possono differire tantissimo.
Ciò che va bene da te non va assolutamente bene da me e vice versa.
Rinnovo le domande....
come è l' ambiente dove cacci?
quando decidi di "prelevare malamente" perché lo fai (spero non per il trofeo)?
Cosa intendi per cose "scentificamente riconosciute"?
Nessuno si arrabbia ma lancire il sasso e nascondere la mano non è simpatico.
Cortesemente ci spieghi...
Grazie
---------- Post added at 03:36 PM ---------- Previous post was at 03:24 PM ----------
Ovviamente fino a che non lo recuperi non saprai mai con certezza che il colpo è finito nel blatt o meno.
Se è finito nel blatt puoi anche cercarlo nei rovi....non è assolutamente detto che lo trovi ma caricare non ti carica. Ma se invece non è così?? Se il colpo è andato troppo dietro? E lui è fermo nel fitto del bosco con un dolore allucinante e una conseguente rabbia addosso che gli annebbia pure le vista?
Ho descritto comunque un segno che da indica che il colpo è molto probabilmente (ma non certamente) andato nel blat....The Rebel![;)]Commenta
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ecco, il guaio è proprio che questa vicenda accade fin troppo spesso.
Miri, o meglio cerchi per quanto di meglio sono le tue possibilità di mirare, come da manuale dietro la spalla.
L’ animale si ferma, togli la sicura, stabilizzi e….bum!!
La fiammata non ti fa vedere nulla.
Prendi il binocolo…..non riesci a vedere nulla di scuro nel campo.
Tremi come una foglia mentre metti tutto a posto e ti prepari ad andare sul tiro.
Lampadina in testa, ora è veramente buio..... ti incammini.
Arrivi dove pensi di aver tirato, non c è nulla. Guardi bene, ti togli lo zaino, ti accucci cerchi di trovare un segno. Nulla.
Ti prende male…..
Fai un bel cerchio a girotondo...nulla. Allora la decisione.
Vai sulla proda del bosco e controlli scrupolosamente i trottoi.
Nulla, nulla, nulla….poi tra un trottoio e l’ altro proprio dove ci sono i rovi fitti vedi una macchia di sangue grande su più foglie e un varco appena accennato me dove inequivocabilmente l’ animale si è buttato.
....
Ecco credo di aver reso l' idea di cosa è la selezione al cinghiale....almeno nelle mie zone.
altre volte, non c'è sangue e direttamente a 100m trovo l'animale secco.
altre ancora, non trovi nè sangue nè animale nè nulla, e se entro 100m non trovi tracce, dichiari colpo mancato - con seri dubbi esistenziali sul fatto che tu lo abbia davvero padellato a 100m scarci.
Vedremo i prossimi colpi: quando vicino o ideale, collo/testa.
quando altro non c'è...spalla piena. vediamo se ferma meglio del "blatt" classico che a me ha dato ben poca allegria.
e vista la situazione locale che i cinghiali sono una marea che i denuciatari di danni ti tempestano di chiamate per salvare vigne e orti, il problema dello spallino tritato passa in 10o piano. L'imperativo categorico a quel punto diventa solo inchiodare sul posto e non lasciare carcasse potenzialmente infette.
Specificando che i miei posti sono tutti piccoli appezzamenti con intorno roveti, canneti, fiumare, canali, calanchi impervi, dai quali pure vedendolo secco stecchito non è facile tirarlo fuori. pertanto deve cadere possibilmente nella sua ombra o si configura una lunga, lunga nottata di triboli.
Se poi non lo vedo o non è stecchito...è una causa persa in partenza.Ultima modifica Frank; 29-09-22, 14:56.«Contro di te sarei preda o predatore?»Commenta
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Cerco di dare qualche spiegazione:
L’anatomia di un animale è scientificamente riconosciuta, quindi è consolidato che per ucciderlo correttamente si devono colpire organi vitali. E’ riconosciuto e consolidato che un tiro preciso che interessa polmoni, foratura del diaframma, cuore è un colpo mortale che non porta l’animale altre qualche decina di metri. Questo colpo tra l’altro non rovina la spoglia (e non è poco). Anche se ci sono rivi o fitta vegetazione l’animale si trova subito. Molte tracce di sangue. (Sono abilitato al recupero di selvaggina dal 2002).
Caccio in Zona Alpi e in Croazia.
Certo che caccio per il trofeo, ma non per questo distruggo un animale sparando di norma in piena spalla. Questione di correttezza e di etica (per me, naturalmente). Di fronte ad un bel trofeo che sta entrando nel bosco qualsiasi tiro me lo concedo. Butterò via un po’ di carne ma avrò un ricordo a vita…
Sempre per parlare di spiegazioni scientifiche:
ogni calibro ha una sua energia e per ogni animale c’è un’energia minima per un abbattimento sicuro. Se così non fosse, ci sarebbe un unico calibro, magari un 223W.
Non volevo più intervenire in questa discussione, sono le tipiche discussioni che secondo me andrebbero chiuse per il bene dei neofiti. Per noi veterani ci dovrebbe essere una sezione a parte.
Per me la discussione è chiusa.
Ciao
PaoloSe vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)Commenta
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Concordo ma se un' animale, percorrendo qualche decina di metri (possono essere 20 come 80!) ti è entrato in un "forangone" di rovi dove entri solo in ginocchio a 4 zampe e dove l' unico indizio è un pò di sangue....al buio tu che fai? Ci provi? E se quel colpo non è andato nel blatt?Cerco di dare qualche spiegazione:
L’anatomia di un animale è scientificamente riconosciuta, quindi è consolidato che per ucciderlo correttamente si devono colpire organi vitali. E’ riconosciuto e consolidato che un tiro preciso che interessa polmoni, foratura del diaframma, cuore è un colpo mortale che non porta l’animale altre qualche decina di metri.
Nessuno mette in dubbio che un colpo nel cuore polmoni è mortale.
---------- Post added at 04:34 PM ---------- Previous post was at 04:30 PM ----------
Certo se hai il cane, fai entrare il cane e lui lo trova subito nei rovi oppure....lui si prende la carica se il colpo non è andato nel blatt
Ma se sei solo e ovviamente non sai se il colpo è andato giusto, ripeto che fai? Aspetti la mattina con la certezza di buttare tutto oppure tenti di entrare a carponi sotto i rovi....rischiando una carica e comunque senza la certezza di trovarlo?
Capisco comunque il tuo punto di vista visto che cacci in zona Alpi......e sinceramente me lo immaginavo.
---------- Post added at 04:36 PM ---------- Previous post was at 04:34 PM ----------
Bene nel caso del racconto la tua affermazione si può parfrasare..." butterò via un po di carne ma non tutta la spoglia" Visto che comunque la mattina successiva, viste le temperature, la carne non sarà più edibile..
Certo che caccio per il trofeo, ma non per questo distruggo un animale sparando di norma in piena spalla. Questione di correttezza e di etica (per me, naturalmente). Di fronte ad un bel trofeo che sta entrando nel bosco qualsiasi tiro me lo concedo. Butterò via un po’ di carne ma avrò un ricordo a vita…
---------- Post added at 04:39 PM ---------- Previous post was at 04:36 PM ----------
Vero, e se come appunto riportato sui libri l' energia minima per abbattere un capriolo sono 1000 j.....il vituperato 223 ce l' ha fino (e oltre) la soglia dei 300 mt.
Bene ti posso dire che.....l' energia è solo uno dei parametri che serve a valutare se un calibro è adatto o meno.
Importate certo, ma solo un parametro.....
---------- Post added at 04:40 PM ---------- Previous post was at 04:39 PM ----------
[:-clown][:-clown]
---------- Post added at 04:42 PM ---------- Previous post was at 04:40 PM ----------
Io rimango volentieri fuori.
---------- Post added at 04:43 PM ---------- Previous post was at 04:42 PM ----------
[brindisi]
[:-golf]The Rebel![;)]Commenta
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[quote=Massimiliano;1486509]Credo che sei d'accordo con quello che dico, e con quello che ho sempre fatto in caccia di selezione. Il tuo è stato un tiro meditato, anche se velocemente. Hai studiato e sei arrivato alla conclusione di poter fare quel prelievo, se non hai mai pensato di tentare di fare quel prelievo, non hai sbagliato in niente. C'è un vecchio proverbio che dice " quelli che hanno tentato si sono beccati trent'anni di carcere.[:D] Anche l'abbattimento è stato "pulito" con il buio per non perdere l'animale qualcuno avrebbe tirato in piena spalla. Tu perchè non lo hai fatto? Come ho già detto, ognuno è libero di colpire dove meglio crede, pero sfido chiunque a dire che il tiro in piena spalla e un tiro corretto. Lascio stare la convenienza, perchè quello che per me è conveniente, per altri potrebbe non esserlo.
E' esatto. Qualche sera prima mi erano usciti da dietro e molto vicini. Muovermi e spostarmi per rivolgere l'arma nella direzione giusta era impossibile ed ho desistito.
Quella sera alle 19.45 mi e' uscito un fusone dove ero rivolto e si e' fermato limite bosco per poi saltare dopo un secondo nel prato sotto proprio davanti a me. Nel prato si e' mosso al trotto senza mai fermarsi come ho visto fare sempre piu spesso nei giorni precedenti.
Il fusone quel giorno era chiuso ma da quel comportamento ho cambiato il mio atteggiamento. Mi sono rivolto gia con l'arma dove era uscito da bordo bosco sperando che uscisse altro nei 15 minuti che avevo ancora a disposizione.
La femmina sottile e' spuntata quando gia' ero in attenzione in quella zona ( e con punto acceso e ingrandimenti al minimo) e non gli ho permesso di saltare nel prato di sotto riuscendo a sparare in quel breve momento che precedeva perche' quasi sicuramente non avrei avuto una seconda possibilita'. Quel giorno la femmina era aperta sia la sottile che l'allattante e non ho dovuto fare valutazioni diverse se con il piccolo o meno(impossibili in cosi poco tempo, condizioni di luce e con bosco vicino dove poteva nascondersi il piccolo).
---------- Messaggio inserito alle 06:29 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:54 PM ----------
[quote]Dipende dall'ambiente, e da come viene fuori il fagiano o la beccaccia, io qualche volta ho rinunciato a tirare il fagiano perchè era troppo vicino e non avevo la possibilità di farlo allontanare, con la beccaccia questo accade molto meno. Non si fanno ragionamenti, il tiro è istintivo. Però qualcuno asserisce che c'è qualcosa che ci fa capire che proprio istintivo non è. Giustificare un errore dicendo "l'ho fatto istintivamente senza pensare" potrebbe essere una scusa.
Dipende dal calcolo delle probabilità, se non ho le condizioni per poter fare un buon tiro, rinuncio, e non penso neanche i chilometri che ho fatto quel giorno per andare a caccia. Io sono fiducioso, quello che non ho fatto quella sera, ho ottime probabilità di poterlo fare fino al 15 di gennaio.Questo è tutto da vedere.
La medaglia d'oro che vedi quest'anno, l'anno prossimo potrebbe essere bronzo, oppure non essere più niente.Io un capriolo, di sicuro da medaglia, lo sto ancora aspettando dopo l'unica volta che l'ho visto, anni fa. E di sicuro non me lo ha "fregato" un vicino.Commenta
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Vedi, la descrizione che dai sopra è completamente diversa da quella "classica" e quindi richiede misure specifiche.............. e vista la situazione locale che i cinghiali sono una marea che i denuciatari di danni ti tempestano di chiamate per salvare vigne e orti, il problema dello spallino tritato passa in 10o piano. L'imperativo categorico a quel punto diventa solo inchiodare sul posto e non lasciare carcasse potenzialmente infette.
Specificando che i miei posti sono tutti piccoli appezzamenti con intorno roveti, canneti, fiumare, canali, calanchi impervi, dai quali pure vedendolo secco stecchito non è facile tirarlo fuori. pertanto deve cadere possibilmente nella sua ombra o si configura una lunga, lunga nottata di triboli.
Se poi non lo vedo o non è stecchito...è una causa persa in partenza.
Non ricordo le distanze classiche di tiro (ma se sono campi mediamente piccoli, credo sarai nei 100/150 e spesso meno). In quelle circostante, con una discreta capacità con il ferro, non è impossibile piazzare in tranquillità un colpo sul lato anteriore (testa/base collo) con il quale, se non sbagli di una spanna e fai un guaio, i cinghiali fanno ben poca strada anche con quelle cartucce non proprio "ottimali". Rovinerai (come mi è successo involontariamente un mese fa) due costole e un po' di carne del collo ma almeno non butti un terzo di animale
---------- Messaggio inserito alle 07:00 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 06:49 PM ----------
Avere la fortuna di abbondanza di animali non ci azzecca nulla con la dimostrazione di una teoria clamorosamente sbagliata.
Se uno vuol dimostrarmi l'utilità di darsi una martellata nelle palle e, per rafforzare il concetto, se ne da 400, ti assicuro che non potrà convincermi.
Ti appresti ad usare un calibro che ho utilizzato (anche se di più il cugino wm... ma ai fini pratici non cambia nulla) e qualche cinghiale l'ho visto cadere.
Non è il mio preferito per il cinghiale (quando sali ulteriormente di sezione, l'efficacia e via via maggiore in modo chiaro, diretto ed esponenziale.... nessun dubbio in proposito) ma ne ho tirati "abbastanza". Se l'animale è da solo non è MAI successo che facesse più di 10/20 metri
Nella classe dei rossi in branchetto ho scritto 10.000 volte che, invece, ho avuto più problemi.
Se bastasse il numero per dimostrare........... ho un amico che tira delle barnes (credo 52 grani) in 222r e tira solo a verri oltre il quintale (anche lui è fortunato da averne in gran quantità), rigorosamente bucando l'orecchio. Ne tira 40/50 all'anno e, per sua ammissione, ne ha ferito uno in 4/5 anni (e sono disposto a crederci).
E' una combinazione, un calibro ed un modo di tirare che ritengo profondamente sbagliato (tutto sbagliato)............. ma da lui funziona perché si da regole ferree e, in quello che fa, è molto attento.
Otterrebbe lo stesso risultato e più semplicemente usando altro ? certo, può mandarmi anche mille foto ma non cambio di una virgolaCommenta
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[quote]Non ho voglia di guardare Google, ma venti minuti mi sembrano esagerati. Il mio calendario venatorio, nella seconda quindicina di settembre dice che il sole tramonta alle 19,04. L'orario mi dice che posso restare fino alle 21,04 non mi dice quando deve scendere dalla scala e andare via. Cosa avrei giudicato?E' giusto, il tramonto è diverso, ma quello che fa restare il cacciatore oltre il tramonto non è l'orario, possono essere gli strumenti a sua disposizione e la sua acutezza visiva. Quando decido di andare via non guardo mai l'orologio, posso fare caccia di selezione al capriolo due ore dopo il tramonto.
Digitando in Google “tramonto Trieste e tramonto Lugano” mi escono questi due orari:
18:49
Giovedì 29 settembre 2022 (CEST)
Tramonto a Trieste TS
19:09
Giovedì 29 settembre 2022 (CEST)
Tramonto a Lugano, Svizzera
Riassumendo, sembra che nella zona di Lugano il sole tramonti esattamente 20 minuti più tardi che nei pressi di Trieste [regol]Commenta
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Frank, i cinghiali "marcano" (visibile reazione al colpo) poco e lasciano poco sangue, spesso nulla, sul terreno perché le setole che hanno fanno da freno al sangue che cola e se lo colpisci al basso ventre (questo tutti gli ungulati) alle volte capita che le budella muovendosi al movimento dell'animale, tappano il buco dal di dentro.ecco, il guaio è proprio che questa vicenda accade fin troppo spesso.
altre volte, non c'è sangue e direttamente a 100m trovo l'animale secco.
altre ancora, non trovi nè sangue nè animale nè nulla, e se entro 100m non trovi tracce, dichiari colpo mancato - con seri dubbi esistenziali sul fatto che tu lo abbia davvero padellato a 100m scarci.
Trovare il punto d'impatto (il famoso Anschuss) senza l'ausilio di un cane è difficile, ma su quel punto -per forza- c'e' qualche reperto: pezzo d'osso, pelo, gocciolina di sangue. Non è facile vederli a volte anche se riesci a trovare il punto esatto.
Poi c'e' da dire che ad andare a cercarlo nel folto, può capitare che sia lui che trova te, se è ferito.
Alla fine della fiera prova a tirare dietro l'orecchio e vedrai che non fanno strada.
---------- Messaggio inserito alle 07:31 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:25 PM ----------
A me bastava quell'anno, ma avendo rinunciato al tiro perchè era "contro cielo" cioè senza parapalle dietro, lui non si è più fatto vedere. Rifarei senza nessuna ombra di dubbio quello che ho fatto, ma rinunciare non vuol dire che poi si ri-ha l'occasione.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Sul fatto che "ogni lasciata è persa" sono d'accordo.
A me bastava quell'anno, ma avendo rinunciato al tiro perchè era "contro cielo" cioè senza parapalle dietro, lui non si è più fatto vedere. Rifarei senza nessuna ombra di dubbio quello che ho fatto, ma rinunciare non vuol dire che poi si ri-ha l'occasione.Commenta
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Avere la fortuna di abbondanza di animali non ci azzecca nulla con la dimostrazione di una teoria clamorosamente sbagliata.
Se uno vuol dimostrarmi l'utilità di darsi una martellata nelle palle e, per rafforzare il concetto, se ne da 400, ti assicuro che non potrà convincermi.
Ti appresti ad usare un calibro che ho utilizzato (anche se di più il cugino wm... ma ai fini pratici non cambia nulla) e qualche cinghiale l'ho visto cadere.
Non è il mio preferito per il cinghiale (quando sali ulteriormente di sezione, l'efficacia e via via maggiore in modo chiaro, diretto ed esponenziale.... nessun dubbio in proposito) ma ne ho tirati "abbastanza". Se l'animale è da solo non è MAI successo che facesse più di 10/20 metri
Nella classe dei rossi in branchetto ho scritto 10.000 volte che, invece, ho avuto più problemi.
Se bastasse il numero per dimostrare........... ho un amico che tira delle barnes (credo 52 grani) in 222r e tira solo a verri oltre il quintale (anche lui è fortunato da averne in gran quantità), rigorosamente bucando l'orecchio. Ne tira 40/50 all'anno e, per sua ammissione, ne ha ferito uno in 4/5 anni (e sono disposto a crederci).
E' una combinazione, un calibro ed un modo di tirare che ritengo profondamente sbagliato (tutto sbagliato)............. ma da lui funziona perché si da regole ferree e, in quello che fa, è molto attento.
Otterrebbe lo stesso risultato e più semplicemente usando altro ? certo, può mandarmi anche mille foto ma non cambio di una virgola[/QUOTE]
Nemmeno io cambio una virgola. Agisco per ciò che vedo e mi è accaduto.Dove mangia la fucilata mangia il cacciatore
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